Intimidazione a Gerratana, Rosolini scende in piazza per la legalità

Rosolini risponde con una marcia della legalità all’intimidazione rivolta al presidente del consiglio comunale, Piergiorgio Gerratana. La sua auto è stata distrutta da un incendio nei primi giorni del nuovo anno.
“Rosolini non si piega” lo slogan scelto per l’appuntamento di questa sera. E in tanti hanno risposta alla chiamata della società civile, a partire dal sindaco, Giuseppe Incatasciato, e l’ex primo cittadino, Giovanni Giuca.
Tanti anche i giovani ed i giovanissimi. Alcuni bambini hanno preparato per l’occasione un cartello: “seminiamo legalità”, il messaggio.
Gerrata, che ha partecipato alla manifestazione, ha voluto ringraziare tutti per la solidarietà ricevuta e confermato il suo impegno in politica per la legalità a Rosolini.




Templi ferali e Santoni: "Dove sono i finanziamenti?", pressing sulla Regione

“Che fine ha fatto il finanziamento per il restauro dei Santoni di Palazzolo?”. La domanda parte dall’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo, a qualche settimana dalle garanzie fornite in merito. Il finanziamento era stato ottenuto nel 2016 e poi revocato dall’assessorato regionale ai Beni Culturali. “Dopo la mia denuncia- scrive l’ex presidente della commissione Bilancio dell’Ars- tanti hanno assicurato che il finanziamento sarebbe stato confermato, anche quando il decreto pubblicato diceva altro. In molti hanno assicurato la conferma di 1,5 milioni di euro per il recupero , la valorizzazione e la fruizione dei Templi ferali e dei Santoni ma ad oggi- conclude- non è arrivato ancora nulla”.




Siracusa. Coltivazioni sostenibili e tracciabili, le linee guida del consorzio pomodoro di Pachino IGP

Tracciabilità, sostenibilità, produzione integrata, risparmio energetico e l’utilizzo di Blockchain. Queste le linee guida che il Consorzio pomodoro di Pachino IGP intende seguire nel 2020, come già sperimentato nel corso dell’anno passato. Si tratta di obiettivi messi in evidenza nell’ambito quarta edizione dell’IGP Day, appuntamento annuale organizzato nei giorni scorsi dal Consorzio con i suoi soci produttori a Portopalo.
A breve sarà formalizzato un protocollo d’intesa per realizzare il progetto di una serra vetrina in cui verrà svolta attività formativa sulle tecniche di produzione completamente sostenibile del pomodoro. Perché la formazione è uno dei punti su cui il Consorzio vuole insistere, dando una svolta sociale e di educazione, oltre che di consapevolezza, alle nuove generazioni di giovani imprenditori agricoli. La serra vetrina verrà realizzata nell’ambito di un progetto che vede coinvolti, tra gli altri, enti e istituzioni come il dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, l’Ispettorato dell’Agricoltura di Siracusa, l’Istituto superiore Agrario-Alberghiero Paolo Calleri di Pachino e il Servizio Fitosanitario della Regione Sicilia.
“Stiamo cercando di ridurre ulteriormente l’utilizzo di prodotti fitosanitari – spiega il Presidente del Consorzio di tutela del pomodoro di Pachino IGP Salvatore Lentinello – tutelando le produzioni con nuove soluzioni di difesa integrata. È importante inoltre segnalare che la nostra filiera è totalmente tracciata, con tutti i dati relativi non solo alla produzione, ma anche al confezionamento e alla vendita del prodotto finale”.
Completa tracciabilità è un’altra delle linee guida 2020 del Consorzio, la cui importanza è stata espressa anche da Mario Cugno di Bureau Veritas Italia, azienda leader nella valutazione e analisi della qualità, nell’ambito dell’IGP Day. “All’aumento della complessità delle dinamiche commerciali deve corrispondere una necessità degli operatori di proporsi al mercato in maniera più competitiva. Certificazione – ha spiegato Cugno – significa non solo maggiore garanzia e più attenzione per il consumatore, ma anche più possibilità di vendita dei prodotti”.
A questo proposito il Consorzio sta ottimizzando l’adozione della tecnologia Blockchain e di Smart Contracts per la tracciabilità e la certificazione dei suoi prodotti in tutte le fasi di lavorazione della filiera del pomodoro, per garantire trasparenza e sicurezza dal produttore al consumatore finale con un sistema che tutela origine, valori etici e ambiente.
Sostenibilità ambientale, così come risparmio e basso input energetico, sono altri due obiettivi perseguiti dal Consorzio di Pachino a livello di comunicazione. I pomodori prodotti nell’areale, grazie a un micro clima unico al mondo in cui la luce raggiunge i livelli d’intensità e durata più alti d’Europa e la temperatura difficilmente scende sotto i 5°C, sono coltivati in serre fredde – ovvero le tipiche serre mediterranee dove il riscaldamento avviene solo attraverso l’effetto serra determinato dal materiale di copertura – senza emissione di CO2. Serre che oggi possiamo chiamare sostenibili: “Grazie a condizioni climatiche particolarmente favorevoli – ha spiegato Massimo Pavan, consigliere del Consorzio Pomodoro di Pachino IGP nell’ambito dell’appuntamento di fine anno del Consorzio dove a lungo si è parlato di sostenibilità ambientale – si sopperisce al problema energetico portando avanti un’agricoltura rispettosa dell’ambiente. La produzione siciliana è praticamente a impatto 0: non solo le nostre serre non sono riscaldate e non sono illuminate, ma i nostri pomodori svolgono ampia parte del loro viaggio via nave, con vantaggi sia economici sia di riduzione dell’impatto ambientale”.
Una consapevolezza, quella legata alla tutela dell’ambiente, in sintonia con i tempi che viviamo e che emerge chiaramente tra gli obiettivi perseguiti dal Consorzio, già in parte raggiunti tramite ad esempio l’utilizzo d’imballaggi completamente compostabili e l’adesione di numerose aziende produttrici al Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata, come ha illustrato nell’ambito dell’IGP Day Sebastiano Barone, direttore del Consorzio di Pachino.
Per il 2020 infine il Consorzio ha deciso di sospendere la quota d’iscrizione per aprirsi il più possibile alle aziende del territorio: “Il nostro obiettivo – conclude Lentinello – è agevolare i coltivatori per far crescere la base produttiva e puntare sul livellamento dei concetti di qualità e certificazione”.




Zona industriale, deposito di acqua antincendio deformato: ecco cosa è successo

Le foto del deposito della zona industriale siracusana con il tetto “piegato” hanno velocemente fatto il giro del web. Procurando anche qualche allarme tra chi ha ravvisato vi fossero gli estremi di un presunto pericolo.
Come confermato dalle autorità competenti, tra cui la Protezione Civile, si tratta di un deposito di acqua per il servizio antincendio fuori uso da diverso tempo in quanto già sostituito con uno nuovo e più capiente realizzato proprio accanto.
A causare la deformazione è stato, la scorsa settimana, un copioso accumulo di grandine e neve durante l’intenso fenomeno che ha colpito la provincia di Siracusa. Sono già stati avviati i lavori di messa in sicurezza.
Il deposito era a servizio del capillare impianto antincendio a servizio delle industrie poco distanti e – secondo quanto appreso – ha sempre contenuto acqua.




Amianto nelle imbarcazioni: le precisazioni della Marina Militare Italiana

La Marina Militare replica all’Osservatorio Nazionale Amianto che nei giorni scorsi era tornato a lanciare l’allarme sulla presenza della fibra killer anche su imbarcazioni ancora in uso (31 ad Augusta, ndr). Questa la nota con le precisazioni della Forza Armata:

“Si precisa che la Marina Militare è attiva nell’opera di bonifica dell’amianto presente nelle unità navali e nei mezzi minori di vecchia generazione e, dal 1992, tutte le navi e le imbarcazioni minori sono state realizzate e poste in servizio con la certificazione amianto free da parte del cantiere costruttore. In particolare, la Forza armata ha provveduto alla bonifica delle unità navali entrate in servizio prima del 1992, iniziando con la mappatura della presenza di amianto; a oggi, delle 167 unità mappate con equipaggio fisso a bordo, inclusi i mezzi navali fino a rimorchiatori portuali, le attività di bonifica hanno interessato 156 unità, delle quali 147 sono state bonificate sulla base delle mappature iniziali di riferimento, a meno degli elementi diffusi; 9 unità sono state inizialmente bonificate in parte e il completamento dell’attività verrà eseguito nell’ambito dei prossimi interventi in programmazione, insieme a quelle per le rimanenti 11 unità.
Ai predetti lavori, si aggiungerà un programma di bonifica di mezzi minori, potenzialmente interessati dalla presenza di amianto, nelle tre principali basi. I mezzi minori sono costituiti da galleggianti di varia tipologia (come bettoline e pontoni) senza equipaggio fisso a bordo e dedicati esclusivamente a servizi portuali.
È altresì opportuno precisare che, in funzione dell’esito delle mappature, le successive operazioni di bonifica non determinano necessariamente la rimozione ma possono sostanziarsi, ove non vi siano rischi per il personale, nelle attività di incapsulamento e contenimento; in questi casi, è necessario svolgere periodiche operazioni di monitoraggio e rilievo di possibili fibre aero-disperse, secondo un protocollo definito con l’Università di Genova, sempre a salvaguardia della salute del personale imbarcato.
L’attività di controllo e le eventuali ulteriori azioni di bonifica sono pertanto continue, nella consapevolezza che tutti i mezzi navali contraddistinti dalla presenza fissa di personale a bordo sono stati mappati e l’amianto residuo eventualmente presente è contenuto mediante incapsulamento, nel rispetto delle norme vigenti in materia evitando così rischi per il personale.
La situazione afferente alla mappatura ed all’attività di bonifica infrastrutturale e relativa alle unità di prima e seconda linea era peraltro stata illustrata lo scorso 24 ottobre dal Ministero della Difesa a seguito di interrogazione a risposta immediata nr. 5/02978 nella IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati.
Con la Legge di bilancio per il triennio 2020 – 2021 – 2022 è stato approvato un finanziamento annuale integrativo di 4M€ che permetterà quindi alla Marina Militare di proseguire nell’opera di bonifica dall’amianto presente a bordo delle unità navali e mezzi minori entrati in servizio prima del 1992”.




In Prefettura focus su Rosolini, domani manifestazione di solidarietà per Gerratana

Dopo l’intimidazione al presidente del Consiglio comunale di Rosolini, Piergiorgio Gerratana, focus in Prefettura sulla sicurezza nella cittadina siracusana. La riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico è stato incentrato sugli ultimi eventi, analizzati alla presenza del sindaco di Rosolini, Giuseppe Incatasciato, e del prefetto, Giusy Scaduto.
Al termine, sono state concordate iniziative congiunte sotto il profilo della prevenzione tra cui il potenziamento del sistema di videosorveglianza, grazie al progetto già avviato dall’amministrazione comunale, e il rafforzamento della cooperazione interistituzionale, insieme ad un necessario coinvolgimento della comunità rosolinese nel complesso cammino delle azioni a tutela della legalità, in ogni settore.
Rosolini, intanto, si mobilita per dire no alla criminalità con una manifestazione di solidarietà per Gerratana, organizzata per domani alle 18 con appuntamento in piazzetta Saro Adamo. “Rosolini non si piega” lo slogan scelto per quella che vuole essere una mobilitazione popolare dalla parte della legalità.




Ghiaccio e brina sulle strade, la situazione sulle strade della zona montana siracusana

Temperature in rialzo nella zona montana di Siracusa ma l’insidia ghiaccio e brina sulle strade è ancora presente. I mezzi spargisale lavorano ininterrottamente da giorni, in collaborazione tra comuni vicini come disposto di recente dall’intesa nata su input della Prefettura di Siracusa.
Rimangono però tratti a “rischio” lungo i quali viene raccomandata la massima prudenza. Come sulla provinciale Ferla-Buccheri. Giacchio segnalato a partire dal bivio per Pedagaggi, arriva fino alla Buccheri-Palazzolo e poi ancora da Montelauro fino alle prime curve in direzione Monterosso.
Lungo molte di queste arterie vige l’obbligo di montare pneumatici da neve o catene a bordo.




Nascondevano 21 chili di marijuana in casa, conviventi arrestati dalla polizia

Droga per 21 chili, marijuana. Per questo gli agenti del commissariato di Pachino hanno arrestato  Giuseppe Ferrara, 33 anni e Giorgina Zocco, sua coetanea.
In particolare, gli agenti, transitando in piazza Vittorio Emanuele, hanno notato Ferrara che, alla vista dei poliziotti, entrava rapidamente in un negozio. I poliziotti hanno deciso  di sottoporlo ad un controllo, a seguito del quale l’uomo è stato trovato in possesso di tre grammi di hashish.
Gli operatori di polizia hanno esteso il controllo all’autovettura di Ferrara rinvenendo un chilogrammo di marijuana occultata nei sedili posteriori.
Successivamente, gli agenti hanno effettuato una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’uomo e della propria convivente, rinvenendo venti chilogrammi di marijuana, suddivisi in quattro scatole di cartone nascoste all’interno del ripostiglio.
I due  sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.




Priolo 2020, il sindaco Gianni detta le linee: "Sanità, sport e occupazione le priorità"

Un lavoro di squadra più intenso e un maggiore impegno, per arrivare ad un’azione amministrativa ancora più incisiva. E’ quanto chiesto dal Sindaco di Priolo, Pippo Gianni ieri, durante un incontro con dirigenti e assessori, che si è tenuto presso il Palazzo Municipale. Il primo cittadino ha ringraziato i presenti “per l’importante lavoro svolto in questi mesi, nonostante una pianta organica insufficiente, esortando tutti a collaborare in maniera più incisiva per un progetto comune, il progetto del paese”.
Il Sindaco Gianni ha poi dettato le priorità dell’azione amministrativa nei prossimi mesi, a partire dalla sanità, la prevenzione, lo sport, l’occupazione. “Con la zona industriale – ha sottolineato il primo cittadino – sarà scontro frontale. Chiederemo notizie dettagliate su come agiscono le aziende, su come funziona il depuratore consortile; approfondiremo tutte le questioni, dall’aria che respiriamo all’acqua che beviamo




Siracusa. Viola obbligo di firma e anche domiciliari: finisce in carcere

Furto aggravato e adesso anche evasione dai domiciliari. Aggravamento della pena per Andrea Bandiera, 42 anni, di Augusta. Lo ha disposto il tribunale di Catania, visto che l’uomo, che lo scorso anno si è reso responsabile di furto aggravato, era stato sottoposto all’obbligo di firma, obbligo violato. Era quindi stato posto ai domiciliari, anche in questo caso misura violata. Questa volta l’uomo è stato condotto nel carcere di Cavadonna.