Incendi, non è finita: ripartono le fiamme all’interno di un silos di contrada Bondifè

Non è ancora finita per i Vigili del Fuoco. In contrada Bondifè continua anche oggi l’incendio del silos alla Cir componenti sud. Già ieri sera i pompieri erano intervenuti per l’incendio dell’attiguo container vernici. Con l’ausilio degli autorespiratori si sono spinti all’interno, mettendo in sicurezza l’area. Oggi l’incendio è ripreso nel silos che contiene segatura, anche ieri attaccato dalle fiamme. I vigili del fuoco sono intervenuti con l’ausilio di un’autoscala arrivata a supporto dal comando di Ragusa.




Melilli. “Muddica”, la Cassazione conferma: nessuna misura per il vice sindaco Elia

La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Procura di Siracusa contro la scarcerazione disposta dal Tribunale del riesame di Catania, che aveva annullato la misura cautelare nei confronti del vice sindaco di Melilli, Stefano Elia.
Le accuse, per la Suprema Corte, “non sono sorrette da un quadro probatorio adeguato”. Le imputazioni mosse sono state valutate infondate e il ricorso presentato “evanescente”. Ascoltate le parti, la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato perchè “inammissibile”. Confermate le statuizioni del Riesame per l’annullamento totale dell’ordinanza del gip del Tribunale di Siracusa.
Elia era stato arrestato e posto ai domiciliari lo scorso 13 febbraio con l’accusa di reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio in procedure di affidamento di lavori e servizi.




Noto. Pulizia arenili e prevenzione del dissesto idrogeologico, vertice Cna Balneatori-Comune

Incontro tra Cna Balneari Siracusa e Comune di Noto. Discussi alcuni temi cruciali per gli stabilimenti balneari come le valutazioni sul PAI – Piano di Assetto Idrogeologico e le necessarie azioni di difesa del territorio, di tutela della popolazione e della continuità aziendale degli stabilimenti interessati.
È stato poi discusso un piano di intervento specifico per la raccolta dei rifiuti e per la pulizia degli arenili, un aspetto estremamente importante che ha bisogno di una maggiore programmazione e raccordo con gli operatori, specie in zone critiche come San Lorenzo e c.da Spinazza.
“Un incontro proficuo che mira a tutelare le imprese del territorio in un quadro di assoluta tutela del territorio e di salvaguardia della popolazione”, questo il commento di CNA Balneari i cui rappresentanti aggiungono: “stiamo prevedendo incontri in tutto il territorio e stimolando la Regione Siciliana per un piano condiviso d’azione, insieme all’estensione delle concessioni per 15 anni ai balneari puntiamo alla loro piena continuità aziendale”.




Paura per i fenicotteri rosa di Priolo: Saline distrutte dalle fiamme, i volatili in acqua

Erano il simbolo di un’altra Priolo, non solo le ciminiere e le industrie. Quei fenicotteri rosa che dal 2015 nidificano nella riserva delle Saline regalavano anche un’altra narrazione della cittadina siracusana, con la natura che vince comunque su tutto. Al punto che per molti dovevano diventare il nuovo logo di Priolo, un marchio, un’insegna, un vanto.
Quei fenicotteri sono in queste ore assediati dal fumo e dalle fiamme. Le stesse che hanno cinto e attraversato per quasi l’80% la riserva naturale orientata, gestita dalla Lipu. Sono nei pantani, restano in acqua ma della riserva attorno a loro è rimasto ben poco.
Presto per parlare di danni. Presto per capire se scapperanno o torneranno ancora. “Ricominceremo e torneremo forti come prima”, si fa coraggio il direttore della riserva Fabio Cilea. Da quando due canadair stanno volando su Priolo per aiutare dall’alto nello spegnere le fiamme ha dovuto abbandonare la riserva, insieme ai suoi collaboratori. Segue da lontano, in un via vai di vigili del fuoco, protezione civile, municipale. “Abbiamo visto un muro di fumo levarsi davanti a noi. Oltre quaranta metri di altezza, un disastro”, racconta al telefono sforzando di mantenere la calma. “Ripartiremo, la riserva sarà sempre operativa”, ripete. Ma sa che le fiamme hanno mangiato gran parte della vegetazione e notevoli sono i rischi anche per la fauna. “I fenicotteri sono lì, restano in acqua. Fumo tutto attorno a loro. Ma ricostruiremo il loro ambiente perfetto. Non lasceranno Priolo”, assicura mentre sirene e vento fanno da torva colonna sonora ad un pomeriggio d’inferno.

foto da utente facebook




“E’ un inferno”: il fuoco spaventa Priolo. Evacuata la spiaggia, fiamme nella riserva

“È l’inferno”. Con queste parole il sindaco di Priolo, Pippo Gianni, racconta quanto sta succedendo in questo difficile pomeriggio di luglio. Il vasto incendio che si è sviluppato nella tarda mattina nei pressi del lato est della centrale Archimede si è spinto sin dentro la riserva naturale delle Saline e il litorale di Marina di Priolo. La spiaggia è stata evacuata per sicurezza. Si teme anche per i fenicotteri che in questi giorni erano tornati a nidificare nella riserva orgoglio di Priolo.
Vigili del fuoco e Protezione Civile lottano da ore contro i diversi focolai. Dall’alto ha iniziato lanci di supporto un canadair. “Ho chiesto all’ingegnere Foti, direttore regionale della Protezione Civile, di mandare altri aerei ed elicotteri per aiutare a spegnere i fuochi”.




Ponte sull’Anapo, il prefetto striglia gli enti locali. Ex Provincia e pm: primi contatti

Il ponte sull’Anapo lungo la provinciale 45 rimane per il momento chiuso. Posto sotto sequestro dalla Procura di Siracusa per rischio di crollo, è stato oggetto di un primo sopralluogo istituzionale e di un vertice in Prefettura. Mentre la Regione, con l’assessore Falcone, ha anticipato la sua disponibilità ad intervenire per velocizzare interventi e riapertura, il prefetto Luigi Pizzi ha chiamato attorno ad un tavolo i sindaci di Cassaro e Ferla ed i responsabili del Libero Consorzio. La ex Provincia è ente proprietario del ponte e risulterebbe indagata nel fascicolo aperto dalla magistratura siracusana.
Pizzi avrebbe strigliato tutti gli intervenuti per i ritardi accumulati nella vicenda. Esiste, infatti, un progetto approvato per la messa in sicurezza del ponte oggi sotto sequestro ma i lavori non sono stati avviati con l’urgenza del caso.
Il Libero Consorzio dovrà ora valutare insieme alla Procura le strade da seguire per gli interventi. Il responsabile del procedimento si relazionerà con il pm per valutare se gli interventi previsti vanno nella direzione giusta. Da verificare anche l’eventuale sussistenza di misure alternative per poter riaprire al transito il ponte, magari attraverso l’introduzione del senso unico alternato e vietando il passaggio ai veicoli più pesanti.




La scoperta: ulivo millenario a Floridia, team di agronomi ridà vita all’olio di Xiridia

L’ulivo più antico d’Europa? Si trova a Floridia, in contrada Muraglia di miele. Secondo il team di agronomi autore della scoperta, l’albero avrebbe un’età compresa tra i 3 ed i 4 mila anni. Un vero e proprio “patriarca della natura”.
Gli agronomi si sono imbattuti nella scoperta durante uno studio delle cultivar di alberi di ulivo. Hanno così appurato che nella cittadina siracusana si trova una antichissima varietà di ulivo. Secondo anche diversi documenti storici, da quella cultivar veniva prodotto un olio di altissima qualità noto come l’olio di Xiridia, citato anche dalla dodicesima duchessa di Floridia, Lucia Migliaccio (1770 – 1826), seconda moglie del re Ferdinando I delle Due Sicilie.
A settembre, insieme a studiosi in arrivo da Roma, il team di agronomi autore della scoperta si metterà a lavoro per salvare la pregiatissima ed antichissima cultivar e provare a produrre il pregiato olio di Xiridia.




Per i fenicotteri il paradiso in Sicilia è la riserva di Priolo: nidificano 454 coppie

La riserva naturale Saline di Priolo si conferma ancora una volta il vero paradiso per i fenicotteri in Sicilia.
Per il quinto anno consecutivo i simpatici volatili sono tornati nella piccola riserva gestita dalla Lipu dove hanno nidificato. Alcuni esemplari nati nella prima e storica nidificazione del 2015 sono diventati adulti e nel loro primo anno di riproduzione sono tornati “a casa” ed hanno scelto le saline di Priolo.
Uno di questi è l’esemplare con anello BLU codice E:DTS, visto nei pressi della colonia fino al 20 settembre 2015, per poi, 3 giorni dopo, essere osservato a Longarini da dove ha iniziato il suo giro delle aree umide dell’Italia meridionale. Due le osservazioni del giovane fenicottero nel 2017: uno a luglio in Puglia; il secondo a settembre presso la laguna Tonnarella di Mazara del Vallo.
Da quel momento di E:DTS non si hanno più notizie fino a febbraio di quest’anno, quando ha fatto rientro a Saline di Priolo per continuare la splendida storia di rinascita del territorio priolese.
Altro dato da non sottovalutare, è legato al numero di coppie che hanno scelto il sito per la deposizione del loro unico uovo. Nel 2019 sono state ben 454 e cioè 51 in più rispetto all’anno precedente. Va anche ricordato che la prima storica nidificazione aveva visto coinvolte appena 57 coppie. Un gruppetto di circa 50 esemplari ha voluto fare un grande regalo ai visitatori della R.N.O. Saline di Priolo costruendo il loro nido nell’argine vicino al Capanno 4. Turisti, birdwatcher, fotografi, artisti e tanti altri hanno potuto osservare da vicino la cova, la sistemazione dell’uovo con il becco, lo scambio dei genitori nella cova.
“Ancora oggi, a distanza di 4 anni dalla prima storica nidificazione – spiega il direttore della riserva, Fabio Cilea – è una grande emozione vedere l’arrivo dei tanti fenicotteri nindificanti a Saline di Priolo. L’emozione di quest’anno, è stata ancora più grande nel vedere che alcuni fenicotteri nati nel 2015”.
Grazie ai consolidati rapporti tra Enel e Lipu, anche quest’estate la Riserva potrà contare sulla fattiva collaborazione della vicina Centrale “Archimede” per mantenere i livelli idrici del pantano. Se necessario, la Centrale provvederà a immettere la necessaria quantità di acqua di mare nel pantano, evitando che questo si prosciughi. Negli anni scorsi, tale intervento ha consentito di salvare la vita di molti fenicotteri nati nella piccola area protetta gestita dalla Lipu.




Sequestrato l’impero di Rino Albergo: bar, chioschi e ristoranti nel centro di Noto

Sequestro da quattro milioni di euro nei confronti di Domenico Albergo Waldker. Il 57enne, detto “Rino”, è considerato esponente di spicco del clan siracusano dei Trigila. La Guardia di Finanza di Catania, con la collaborazione dei finanzieri di Siracusa, hanno eseguito il provvedimento di sequestro di beni, emesso dal Tribunale di Catania: sigilli ad attività commerciali ed immobili nel centro di Noto, autovetture, motoveicoli e disponibilità finanziarie. Il sequestro è costituito da due terreni, nove fabbricati, 40 rapporti bancari, cinque automobili, tre motoveicoli e le imprese La Cattedrale srls, Quelli del chiosco srl, ditta individuale Bar Pinguino, Pub Loco srls, Quelli del chiosco srl, ditta individuale Rizza Carmela, ditta individuale Cannata Mariana, ditta individuale Gentile Vittorio.
Le Fiamme Gialle hanno spiegato che Albergo Waldker “forte della sua indiscussa, storica caratura criminale e della capacità intimidatoria derivante dalla sua appartenenza al cartello mafioso Nardo-Aparo-Trigila, a partire dagli anni Duemila, acquisisce attività di ristorazione e bar al centro di Noto, la capitale del Barocco”. a Guardia di Finanza ha scoperto una forte sperequazione tra i redditi dichiarati dalla famiglia di Rino e il patrimonio mantenuto.
Negli scorsi mesi due interdittive antimafia erano state emesse nei confronti di altre due società della famiglia Albergo: La Cattedrale srls e la già citata Quelli del chiosco srl. Nel tentativo di allontanare il rischio di un provvedimento di questo tipo, le società ultimamente erano state cedute ad altre realtà create ad hoc e riconducibili a familiari di Albergo Waldker.
Rino Albergo è stato già condannato tre volte per associazione mafiosa e per reati in materia di traffico di droga ed estorsioni.




Avola si ferma per l’ultimo saluto a Roberta: ai domiciliari il 19enne alla guida della Ford

Avola oggi si ferma per l’ultimo saluto a Roberta Racioppo, falciata a 21 anni dall’auto guidata dal 19enne Francesco Magliocco mentre passeggiava con un’amica al lungomare Morante. Forte lo sconcerto della comunità locale, profondamente colpita dall’accaduto e pronta a stringersi attorno alla famiglia della ragazza, dilaniata dal dolore. “I giovani riflettano sul valore della vita”, l’invito del sindaco di Avola, Luca Cannata. Niente lutto cittadino, come da regolamento comunale. Ma l’amministrazione comunale ha fatto sentire la sua vicinanza alla famiglia.
Roberta sognava di fare la parrucchiera e per questo si stava formando in una scuola di Siracusa. Uno dei tanti sogni spezzati da quell’auto piombatale addosso. Chissà se il 19enne arrestato per omicidio stradale ha compreso la portata dell’accaduto, cosa ha combinato e le stupide cause di un dramma che – rabbia nella rabbia – poteva essere evitato.
Il gip del Tribunale di Siracusa, Salvatore Palmeri, ha intanto confermato l’arresto di Francesco Magliocco. Disposti per lui i domiciliari. Era alla guida della Ford che nella notte tra venerdì e sabato scorso ha travolto e ucciso Roberta. Come anticipato da SiracusaOggi.it, il ragazzo era alla guida nonostante la patente gli fosse statta revocata un mese e mezzo fa per guida ins tato di ebrezza.
Dell’incidente, ha raccontato al magistrato, non ricorda nulla. Colpa dello shock. Quella sera era uscito per incontrare una ragazza. Per riuscire ad incontrarla, avrebbe sottratto le chiavi dell’auto a suo padre, che sarebbe stato all’oscuro di tutto. Si sarebbe quindi fermato a bere delle birre, poi l’incidente.