Ias ha detto “si” alla Procura: entro 90 giorni pronto cronoprogramma lavori

Come era già trapelato al termine dell’ultima assemblea dei soci, Ias ha confermato oggi ai magistrati siracusani la volontà di ottemperare alle richieste della Procura. Questo significa che entro 90 giorni da adesso, dovranno essere definiti il cronoprogramma dei lavori per le migliorie ambientali da apportare al depuratore consortile e andrà presentata entro lo stesso termine anche la fidejiussione a garanzia delle operazioni da eseguire nell’arco di 12 mesi, valore che supera i 10mln di euro.
Sul filo di lana, i soci di Ias hanno trovato l’intesa nella parte finale della scorsa settimana, anche grazie all’apertura della Regione che, in principio, si era segnalata per una posizione che rischiava di paralizzare l’attività della struttura consortile. Poi, tramite il consorzio ex Asi, la svolta: proprio l’ex Asi (proprietario dell’impianto) si è impegnato a ripagare ai soci privati le somme che questi investiranno per ottemperare alle richieste della Procura. E questo avverrà a scadenza della proroga ad Ias (giugno) o non appena si conoscerà il nuovo gestore del depuratore: c’è un bando in corso, anche se gravato di due ricorsi (con prima udienza il 18 aprile). Il secondo punto dell’intesa prevede che al subentro del nuovo gestore, sarà questo nuovo soggetto a farsi carico dell’impegno assunto con la Procura di Siracusa, materialmente ed economicamente. E’ stato così possibile rispondere di si ai magistrati proprio alla scadenza della proroga che era stata concessa per trovare un accordo che sembrava in alto mare.




Noto. Battaglia per il Trigona, il sindaco Bonfanti: “mai condivisa la rifunzionalizzazione”

“La decisione di suddividere i reparti tra la struttura di Avola e quella di Noto non è mai stata condivisa dal sindaco di Noto, all’epoca assente dalla scena politica, e tutti i decreti di rifunzionalizzazione, quello del 2015 e quest’ultimo del 2019, sono stati impugnati dinanzi al Tar”. Così il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, ritorna sulla questione Trigona e sgombera qualunque dubbio sulla ripartizione dei reparti tra le strutture ospedaliere riunite.
Lo fa ribadendo con forza e decisione che la firma in conferenza dei sindaci nel 2015, più volte attribuitagli come segno di condivisione della nuova rete ospedaliera siciliana, non c’entra nulla. “Mi sarei aspettato – continua il sindaco Bonfanti – un segnale di apertura per un confronto costruttivo, ma così non è ancora stato. È stata mia la proposta di chiedere un tavolo di confronto. In ben 17 anni, ovvero dal 2002 fino ad oggi, passando dal 2010, anche la concezione di sanità ha subito profonde trasformazioni. Non è scandaloso, ma rispettoso di uno stato sociale caratterizzato da profonde difficoltà, anche finanziarie, interpretare le nuove esigenze di servizi sanitari per adattarle alle nuove e diverse necessità”.




Noto. Per il Trigona scende in campo anche il vescovo: “giuste le proteste dei cittadini”

Con una lettera inviata ai vertici dell’Asp di Siracusa ed all’assessore regionale alla salute, Ruggero Razza,anche il vescovo di Noto interviene sul caso Trigona. L’ospedale accorpato al nosocomio di Avola è al centro di mille polemiche per la sua rifunzionalizzazione e la (temporanea) chiusura di Pediatria. Venerdì un partecipato corteo cittadino mentre una donna prosegue nel suo sciopero della fame per il punto nascita.
Il vescovo, Antonio Staglianò, sta seguendo da vicino le vicende. “Ritengo di poter affermare in tutta verità che la protesta dei cittadini, affinché i reparti di ginecologia e pediatria dell’Ospedale di Noto non siano chiusi, è sacrosanta e va ascoltata. Sono ben consapevole delle difficoltà economiche e della necessità di avere un personale
medico e sanitario specializzato che possa qualificare i reparti. Ma si tratta nello specifico di presidi sanitari che sono fondamentali per i diritti delle famiglie, delle donne, dei bambini. Ginecologia e pediatria si caratterizzano come servizi di prossimità e il loro paventato trasferimento a Siracusa creerebbe disagi”, scrive l’alto prelato.
“In quanto vescovo di Noto, dovendo assumermi la responsabilità di orientare la comunità locale alla ricerca e alla salvaguardia del bene comune, chiedo alle istituzioni interessate di non attardarsi nella ricerca di colpe o responsabilità da addebitarsi reciprocamente, ma di collaborare per cercare insieme soluzioni condivise e
sostenibili”, il messaggio rivolto all’Asp ed al Comune di Noto. “Offro tutta la mia disponibilità per creare subito e coordinare un apposito tavolo di lavoro nella Curia di Noto. Confido che la vicenda del nostro ospedale di Noto possa culminare felicemente proprio nella Pasqua di Risurrezione”.




Noto. Caos Trigona, tensione sempre alta: sciopero della fame e vertice del Comitato

Resta alta la tensione a Noto sul caso Trigona. La rifunzionalizzazione dell’ospedale unito al Di Maria e la chiusura momentanea (ma prolungata) del reparto di Pediatria alla base delle polemiche e della manifestazione che nei giorni scorsi hanno richiamato anche l’attenzione dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.
Questa mattina, in aula consiliare, riunione del Comitato per la tutela della salute nella zona sud della provincia di Siracusa. I suoi esponenti hanno preparato un documento con chiedono al sindaco di Noto, Corrado Bonanti, di ritirare la firma con cui nel 2015 approvò il piano di rifunzionalizzazione della rete sanitaria provinciale ed in particolare il programma di “fusione” tra Trigona e Di Maria.
“La volontà popolare è fortemente contraria al piano di rifunzionalizzazione della rete sanitaria che, sulla carta, dovrebbe migliorare il servizio in tutta la zona sud della provincia ma che, invece, suscita molte preoccupazioni e dubbi anche alla luce del mancato rientro dei reparti di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia al Trigona. Prova ne è stata la grandissima affluenza e la partecipazione sentita dei cittadini di Noto che venerdì 12 hanno sfilato in un corteo pacifico da Palazzo Ducezio al Trigona”, si legge nel documento del Comitato.
“Ma se è vero che la scintilla che ha acceso la protesta è la sospensione del servizio di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia”, afferma il dottore Enzo Adamo, presidente del Comitato cittadino, “il cuore del problema è l’intero Piano di rifunzionalizzazione con violazione del parametro di dotazione dei posti letto del 3 per 1.000 per gli acuti, previsto dalla legge Balduzzi. L’Asp viola la legge Balduzzi anche quando prevede la separazione dei reparti di acuzie da quelli di post acuzie nelle due strutture. Questo rilevo porta alla non condivisibile logica del trasferimento di reparti dal Trigona al Di Maria, con pericoloso depotenziamento dei due Pronto Soccorso di Noto e di Avola”.
Il Comitato, nelle ore scorse, si è dissociato dall’accordo siglato da Bonfanti alla conferenza dei Sindaci del novembre del 2015 ed ora chiede con forza la rinegoziazione degli accordi. Difficile, però, che il primo cittadino possa smentire se stesso, per quanto la situazione a Noto merita in effetti attenzioni.
Ma non è l’unica richiesta sul tavolo. Noto vuole la riapertura immediata del Punto Nascita e della Pediatria dell’ospedale Trigona. Alcune donne hanno avviato nei giorni scorsi uno sciopero della fame e sono determinate a proseguirlo fino a che non avranno risposta.




Noto. Direttore sanitario aggredito, esposto dell’Asp in Procura

Sarà la Procura a stabilire con esattezza cosa è avvenuto venerdì a Noto, durante la manifestazione a difesa del Trigona. Il direttore sanitario del nosocomio sarebbe stato aggredito verbalmente e circondato da alcuni manifestanti. Costretto a chiudersi in bagno, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Ed ora il commissario straordinario dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra, ha disposto la trasmissione degli atti alla magistratura siracusana. Seguendo anche le disposizioni dell’assessore regionale Ruggero Razza che aveva detto che a Noto “c’è chi istiga a delinquere, denunceremo”.
Ficarra rivolge un appello alla società civile netina. “I toni vanno abbassati perché nessuno può rimanere impunito rispetto a simili vili aggressioni, tipiche di un fare incivile di chi non ha la forza delle idee, del buon dialogo e del sano confronto, ma cerca di giustificare nel peggiore dei modi l’ingiustificabile. Di quanto accaduto stiamo provvedendo a trasmettere gli atti alla competente autorità giudiziaria perché vengano individuati i responsabili affinché tutti i nostri operatori, che si prodigano ventiquattrore su ventiquattro in ogni angolo della provincia al servizio della gente, possano sentirsi sicuri e tutelati in ogni momento”.




“No” al piano di lottizzazione di contrada Pozzillo a Brucoli: diffida di Legambiente e Natura Sicula

Legambiente Augusta e Natura Sicula non hanno alcuni dubbio: “il Piano di lottizzazione di contrada Pozzillo-Faffaianni, in territorio di Brucoli, è incompatibile con gli stringenti vincoli di tutela paesaggistico-ambientale e archeologica di cui è destinataria l’area costiera e naturalistica”. Le due associazioni ambientaliste hanno inviato una diffida ai soggetti istituzionali interessati. L’hanno fatto attraverso i loro legali, gli avvocati Paolo Tuttoilmondo del foro di Siracusa e Sebastiano Papandrea del foro di Catania. Diffida, dunque, e messa in mora, “affinché il Piano di lottizzazione venga rigettato e si revochino in autotutela i relativi pareri urbanistici e paesaggistici in passato rilasciati, in quanto manifestamente illegittimi o decaduti per decorso dei termini di efficacia”.
In una nota, le due associazioni ricordano  “che tale Piano di lottizzazione – esteso 169.543 mq e che prevede la costruzione di 35 alloggi ed una struttura alberghiera per circa 380 persone – ricade in una zona dichiarata di notevole interesse pubblico ed in cui vigono vincoli di inedificabilità e di carattere
archeologico e ambientale. Il Piano Paesaggistico entrato in vigore il 1° febbraio 2012 assegna a
quell’area il vincolo di tutela 3 di inedificabilità assoluta. Conseguentemente non solo non ha più
valore il parere paesaggistico rilasciato nel 2010 dalla Sovrintendenza di Siracusa ma esso è anche
scaduto essendo trascorsi oltre 5 anni dal suo rilascio e non è rinnovabile. È inoltre lampante e del
tutto ingiustificata la mancanza delle prescritte VincA (Valutazione di Incidenza), VIA
(Valutazione di Impatto Ambientale) e VAS (Valutazione Ambientale Strategica), che sono di
capitale importanza ed indispensabili per la contiguità al Sito di Interesse Comunitario (SIC) fondali
di Brucoli-Agnone, per le caratteristiche delle opere previste e per la tipologia del piano. Infine, in
sede di IV Commissione Consiliare sono state rilevate dal Sovraordinato all’Urbanistica diverse
criticità sotto il profilo urbanistico quali eccesso di volumetrie, inclusioni aree esterne al perimetro
ET/1 e indici di edificabilità non verificati”. La richiesta è quella della revoca o dell’annullamento in autotutela, dichiarando decaduto il parere paesaggistico espresso dalla Soprintendenza , annullare o revocare i pareri endoprocedimentali dei dirigenti del IV settore e dell’U.T.C.,
astenersi dall’approvare il Piano di lottizzazione in questione e, in ogni caso, assoggettarlo alle
debite procedure di valutazione ambientale (rispettivamente, VIA, VIncA e VAS)”.




Noto. Nervi tesi e confusione sul Trigona, aggredito il direttore Di Lorenzo

Clima incandescente a Noto, con un tutti contro tutti sull’ospedale Trigona. Non sono servite le parole dell’assessore regionale Razza a riportare tutto nell’alveo di un confronto civile. Anzi, questa mattina, durante la manifestazione cittadina per la difesa dell’ospedale (che però non è a rischio chiusura), il direttore sanitario dell’ospedale riunito Avola-Noto, Rosario Di Lorenzo, è stato aggredito da alcuni manifestanti.
“E’ stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine e annuncio sin da adesso che l’Ordine dei Medici insieme all’Asp di Siracusa non esiterà ad adire le vie legali, qualora emergessero profili di responsabilità penale”, fa sapere il direttore sanitario dell’Asp, Anselmo Madeddu. Nel condannare con forza l’accaduto, Madeddu porta la solidarietà sua personale e del commissario della Asp, Salvatore Lucio Ficarra, “a tutti gli operatori sanitari vittime di violenza e ai pazienti ricoverati vanno la solidarietà dell’intero mondo medico”.
Poi aggiunge: “Noto è una città dalla millenaria civiltà, una città che amo, splendida e civilissima nella gente. Chi rappresenta le istituzioni a Noto ha il dovere di informarli correttamente e serenamente. Le dichiarazioni del sindaco Bonfanti – continua Madeddu – ci costringono a dei chiarimenti. Nello scorso Consiglio Comunale non si è mai promesso che il punto nascita potesse ritornare a Noto nei termini da lui riferiti. E’ stato ribadito invece che fino a quando non ci saranno le necessarie condizioni di sicurezza rimarrà a Siracusa”.
Madeddu ribadisce poi quanto detto dall’assessore Razza sugli ospedali di Avola e Noto. “L’attuale decreto non ha modificato l’impianto del decreto precedente, sul quale era stato già espresso il parere favorevole della Conferenza dei Sindaci, ivi compreso quello dello stesso Bonfanti.Tuttavia la ASP ha assunto l’impegno di non trasferire alcuno dei reparti ancora a Noto (ma destinati ad Avola dal decreto), se prima non vengono attivati i reparti che invece lo stesso decreto prevede di istituire a Noto, ovvero Lungodegenza e Riabilitazione. E questo è esattamente quello che si è fatto – continua Madeddu – considerato che il punto nascita non è stato trasferito ad Avola e si trova a Siracusa per i motivi di cui prima, e considerato anche che il primo passo verso la rifunzionalizzazione è stata l’attivazione dei nuovi reparti di Lungodegenza e Riabilitazione a Noto”.
Il sindaco di Noto, forse ancora non al corrente di questo episodio, ha diramato una nota nel pomeriggio con la quale commentava la manifestazione. “È fortunata la città di Noto quando abbandonando ogni bandiera politica riesce a manifestare con grande garbo e rispetto delle regole. Questa non è una campagna politica di una parte, ma della città intera che si sente offesa e raggirata”. Ha voluto così ringraziare i cittadini che hanno manifestato con ordine questa mattina partecipando al corteo che da piazza Municipio ha raggiunto l’ospedale Trigona.




Depuratore consortile, Ias prepara il “si” alla Procura: i dettagli dell’intesa raggiunta

Alla scadenza del 15 aprile, anche Ias risponderà positivamente all’impegno di osservare le prescrizioni ambientali dettate dalla Procura di Siracusa. Dopo un tira e molla tra Palermo e Siracusa, trovata un’intesa di massima all’interno del cda di Ias, la società che gestisce il depuratore consortile. Le posizioni non sono unanimi, ci sono alcune sfumature da valutare ma intanto – per evitare il blocco dell’attività – si è riusciti a trovare un punto di incontro al termine di un confronto fiume con la Regione. Permangono alcuni elementi di incertezza che alcuni soci approfondiranno nelle prossime settimane. Ma il “si” alla Procura non è in dubbio. Così ha deliberato alla fine l’ultima assemblea dei soci.
L’accordo può essere sintetizzato in due passaggi. Il consorzio ex Asi, proprietario dell’impianto, si impegna a ripagare ai soci privati le somme che investiranno per ottemperare alle richieste della Procura. E questo avverrà a scadenza della proroga ad Ias (giugno) o non appena si conoscerà il nuovo gestore del depuratore: c’è un bando in corso, anche se gravato di due ricorsi (con prima udienza il 18 aprile). Il secondo punto dell’intesa prevede che al subentro del nuovo gestore, sarà questo nuovo soggetto a farsi carico dell’impegno verso la Procura di Siracusa, materialmente ed economicamente.




Noto. Nessuno tocchi il piccolo Trigona, manifestazione a difesa dell’ospedale

Partecipato corteo, questa mattina, a Noto contro la chiusura di alcuni reparti dell’ospedale Trigona di Noto (Ostetricia, Ginecologia e Pediatria) e la sua rifunzionalizzazione. Mentre è in atto un acceso botta e risposta tra l’amministrazione comunale e l’Azienda Sanitaria Provinciale, la popolazione scende in strada per difendere il “suo” ospedale.
Dopo l’occupazione simbolica da parte di un centinaio di persone dell’unità operativa di Pediatria, ieri, questa mattina alle nove manifestazione pacifica di protesta, in difesa dei reparti dell’ospedale netino e in segno di disappunto rispetto al piano di razionalizzazione della rete ospedaliera deciso dall’assessorato regionale alla Salute, retto da Ruggero Razza.
Il piano, però, ricalca il precedente che aveva ottenuto il via libera dello stesso Comune di Noto. La distribuzione tra Noto e Avola – ospedali tecnicamente accorpati – non piace comunque ai cittadini. Al contrario , li preoccupa. E questo nonostante recenti indagini abbiano dimostrato l’anacronismo dell’ospedale di qualità sotto casa: troppo piccolo, troppo poco specializzato per poter offrire servizi sanitari all’altezza.
Intanto la petizione contro il ridimensionamento della struttura ospedaliera ha raggiunto quota 7 mila firme.




Bloccata la portineria Isab/Lukoil, autocisterne fuori: torna protesta selvaggia

Sono tornati i blocchi in portineria nella zona industriale. Questa mattina lunga fila di autocisterne lungo la ex Statale 114 impossibilitate ad entrare negli impianti Isab/Lukoil a causa della protesta dei lavoratori della Pontisol. Si tratta di una azienda dell’indotto, con commissioni nella zona industriale. In trenta sono stati licenziati e per questo è scattata la dura forma di protesta.
Il ricorso ai blocchi selvaggi delle portinerie viene oggi contestato da più parti sociali. Non elevata la solidarietà degli altri lavoratori della zona industriale. Diversi, anzi, hanno lamentato la difficoltà a raggiungere il proprio posto di lavoro. Non la migliore delle vigilie per la grande mobilitazione sindacale di domani.