Noto. Direttore sanitario aggredito, esposto dell’Asp in Procura

Sarà la Procura a stabilire con esattezza cosa è avvenuto venerdì a Noto, durante la manifestazione a difesa del Trigona. Il direttore sanitario del nosocomio sarebbe stato aggredito verbalmente e circondato da alcuni manifestanti. Costretto a chiudersi in bagno, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Ed ora il commissario straordinario dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra, ha disposto la trasmissione degli atti alla magistratura siracusana. Seguendo anche le disposizioni dell’assessore regionale Ruggero Razza che aveva detto che a Noto “c’è chi istiga a delinquere, denunceremo”.
Ficarra rivolge un appello alla società civile netina. “I toni vanno abbassati perché nessuno può rimanere impunito rispetto a simili vili aggressioni, tipiche di un fare incivile di chi non ha la forza delle idee, del buon dialogo e del sano confronto, ma cerca di giustificare nel peggiore dei modi l’ingiustificabile. Di quanto accaduto stiamo provvedendo a trasmettere gli atti alla competente autorità giudiziaria perché vengano individuati i responsabili affinché tutti i nostri operatori, che si prodigano ventiquattrore su ventiquattro in ogni angolo della provincia al servizio della gente, possano sentirsi sicuri e tutelati in ogni momento”.




“No” al piano di lottizzazione di contrada Pozzillo a Brucoli: diffida di Legambiente e Natura Sicula

Legambiente Augusta e Natura Sicula non hanno alcuni dubbio: “il Piano di lottizzazione di contrada Pozzillo-Faffaianni, in territorio di Brucoli, è incompatibile con gli stringenti vincoli di tutela paesaggistico-ambientale e archeologica di cui è destinataria l’area costiera e naturalistica”. Le due associazioni ambientaliste hanno inviato una diffida ai soggetti istituzionali interessati. L’hanno fatto attraverso i loro legali, gli avvocati Paolo Tuttoilmondo del foro di Siracusa e Sebastiano Papandrea del foro di Catania. Diffida, dunque, e messa in mora, “affinché il Piano di lottizzazione venga rigettato e si revochino in autotutela i relativi pareri urbanistici e paesaggistici in passato rilasciati, in quanto manifestamente illegittimi o decaduti per decorso dei termini di efficacia”.
In una nota, le due associazioni ricordano  “che tale Piano di lottizzazione – esteso 169.543 mq e che prevede la costruzione di 35 alloggi ed una struttura alberghiera per circa 380 persone – ricade in una zona dichiarata di notevole interesse pubblico ed in cui vigono vincoli di inedificabilità e di carattere
archeologico e ambientale. Il Piano Paesaggistico entrato in vigore il 1° febbraio 2012 assegna a
quell’area il vincolo di tutela 3 di inedificabilità assoluta. Conseguentemente non solo non ha più
valore il parere paesaggistico rilasciato nel 2010 dalla Sovrintendenza di Siracusa ma esso è anche
scaduto essendo trascorsi oltre 5 anni dal suo rilascio e non è rinnovabile. È inoltre lampante e del
tutto ingiustificata la mancanza delle prescritte VincA (Valutazione di Incidenza), VIA
(Valutazione di Impatto Ambientale) e VAS (Valutazione Ambientale Strategica), che sono di
capitale importanza ed indispensabili per la contiguità al Sito di Interesse Comunitario (SIC) fondali
di Brucoli-Agnone, per le caratteristiche delle opere previste e per la tipologia del piano. Infine, in
sede di IV Commissione Consiliare sono state rilevate dal Sovraordinato all’Urbanistica diverse
criticità sotto il profilo urbanistico quali eccesso di volumetrie, inclusioni aree esterne al perimetro
ET/1 e indici di edificabilità non verificati”. La richiesta è quella della revoca o dell’annullamento in autotutela, dichiarando decaduto il parere paesaggistico espresso dalla Soprintendenza , annullare o revocare i pareri endoprocedimentali dei dirigenti del IV settore e dell’U.T.C.,
astenersi dall’approvare il Piano di lottizzazione in questione e, in ogni caso, assoggettarlo alle
debite procedure di valutazione ambientale (rispettivamente, VIA, VIncA e VAS)”.




Noto. Nervi tesi e confusione sul Trigona, aggredito il direttore Di Lorenzo

Clima incandescente a Noto, con un tutti contro tutti sull’ospedale Trigona. Non sono servite le parole dell’assessore regionale Razza a riportare tutto nell’alveo di un confronto civile. Anzi, questa mattina, durante la manifestazione cittadina per la difesa dell’ospedale (che però non è a rischio chiusura), il direttore sanitario dell’ospedale riunito Avola-Noto, Rosario Di Lorenzo, è stato aggredito da alcuni manifestanti.
“E’ stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine e annuncio sin da adesso che l’Ordine dei Medici insieme all’Asp di Siracusa non esiterà ad adire le vie legali, qualora emergessero profili di responsabilità penale”, fa sapere il direttore sanitario dell’Asp, Anselmo Madeddu. Nel condannare con forza l’accaduto, Madeddu porta la solidarietà sua personale e del commissario della Asp, Salvatore Lucio Ficarra, “a tutti gli operatori sanitari vittime di violenza e ai pazienti ricoverati vanno la solidarietà dell’intero mondo medico”.
Poi aggiunge: “Noto è una città dalla millenaria civiltà, una città che amo, splendida e civilissima nella gente. Chi rappresenta le istituzioni a Noto ha il dovere di informarli correttamente e serenamente. Le dichiarazioni del sindaco Bonfanti – continua Madeddu – ci costringono a dei chiarimenti. Nello scorso Consiglio Comunale non si è mai promesso che il punto nascita potesse ritornare a Noto nei termini da lui riferiti. E’ stato ribadito invece che fino a quando non ci saranno le necessarie condizioni di sicurezza rimarrà a Siracusa”.
Madeddu ribadisce poi quanto detto dall’assessore Razza sugli ospedali di Avola e Noto. “L’attuale decreto non ha modificato l’impianto del decreto precedente, sul quale era stato già espresso il parere favorevole della Conferenza dei Sindaci, ivi compreso quello dello stesso Bonfanti.Tuttavia la ASP ha assunto l’impegno di non trasferire alcuno dei reparti ancora a Noto (ma destinati ad Avola dal decreto), se prima non vengono attivati i reparti che invece lo stesso decreto prevede di istituire a Noto, ovvero Lungodegenza e Riabilitazione. E questo è esattamente quello che si è fatto – continua Madeddu – considerato che il punto nascita non è stato trasferito ad Avola e si trova a Siracusa per i motivi di cui prima, e considerato anche che il primo passo verso la rifunzionalizzazione è stata l’attivazione dei nuovi reparti di Lungodegenza e Riabilitazione a Noto”.
Il sindaco di Noto, forse ancora non al corrente di questo episodio, ha diramato una nota nel pomeriggio con la quale commentava la manifestazione. “È fortunata la città di Noto quando abbandonando ogni bandiera politica riesce a manifestare con grande garbo e rispetto delle regole. Questa non è una campagna politica di una parte, ma della città intera che si sente offesa e raggirata”. Ha voluto così ringraziare i cittadini che hanno manifestato con ordine questa mattina partecipando al corteo che da piazza Municipio ha raggiunto l’ospedale Trigona.




Depuratore consortile, Ias prepara il “si” alla Procura: i dettagli dell’intesa raggiunta

Alla scadenza del 15 aprile, anche Ias risponderà positivamente all’impegno di osservare le prescrizioni ambientali dettate dalla Procura di Siracusa. Dopo un tira e molla tra Palermo e Siracusa, trovata un’intesa di massima all’interno del cda di Ias, la società che gestisce il depuratore consortile. Le posizioni non sono unanimi, ci sono alcune sfumature da valutare ma intanto – per evitare il blocco dell’attività – si è riusciti a trovare un punto di incontro al termine di un confronto fiume con la Regione. Permangono alcuni elementi di incertezza che alcuni soci approfondiranno nelle prossime settimane. Ma il “si” alla Procura non è in dubbio. Così ha deliberato alla fine l’ultima assemblea dei soci.
L’accordo può essere sintetizzato in due passaggi. Il consorzio ex Asi, proprietario dell’impianto, si impegna a ripagare ai soci privati le somme che investiranno per ottemperare alle richieste della Procura. E questo avverrà a scadenza della proroga ad Ias (giugno) o non appena si conoscerà il nuovo gestore del depuratore: c’è un bando in corso, anche se gravato di due ricorsi (con prima udienza il 18 aprile). Il secondo punto dell’intesa prevede che al subentro del nuovo gestore, sarà questo nuovo soggetto a farsi carico dell’impegno verso la Procura di Siracusa, materialmente ed economicamente.




Noto. Nessuno tocchi il piccolo Trigona, manifestazione a difesa dell’ospedale

Partecipato corteo, questa mattina, a Noto contro la chiusura di alcuni reparti dell’ospedale Trigona di Noto (Ostetricia, Ginecologia e Pediatria) e la sua rifunzionalizzazione. Mentre è in atto un acceso botta e risposta tra l’amministrazione comunale e l’Azienda Sanitaria Provinciale, la popolazione scende in strada per difendere il “suo” ospedale.
Dopo l’occupazione simbolica da parte di un centinaio di persone dell’unità operativa di Pediatria, ieri, questa mattina alle nove manifestazione pacifica di protesta, in difesa dei reparti dell’ospedale netino e in segno di disappunto rispetto al piano di razionalizzazione della rete ospedaliera deciso dall’assessorato regionale alla Salute, retto da Ruggero Razza.
Il piano, però, ricalca il precedente che aveva ottenuto il via libera dello stesso Comune di Noto. La distribuzione tra Noto e Avola – ospedali tecnicamente accorpati – non piace comunque ai cittadini. Al contrario , li preoccupa. E questo nonostante recenti indagini abbiano dimostrato l’anacronismo dell’ospedale di qualità sotto casa: troppo piccolo, troppo poco specializzato per poter offrire servizi sanitari all’altezza.
Intanto la petizione contro il ridimensionamento della struttura ospedaliera ha raggiunto quota 7 mila firme.




Bloccata la portineria Isab/Lukoil, autocisterne fuori: torna protesta selvaggia

Sono tornati i blocchi in portineria nella zona industriale. Questa mattina lunga fila di autocisterne lungo la ex Statale 114 impossibilitate ad entrare negli impianti Isab/Lukoil a causa della protesta dei lavoratori della Pontisol. Si tratta di una azienda dell’indotto, con commissioni nella zona industriale. In trenta sono stati licenziati e per questo è scattata la dura forma di protesta.
Il ricorso ai blocchi selvaggi delle portinerie viene oggi contestato da più parti sociali. Non elevata la solidarietà degli altri lavoratori della zona industriale. Diversi, anzi, hanno lamentato la difficoltà a raggiungere il proprio posto di lavoro. Non la migliore delle vigilie per la grande mobilitazione sindacale di domani.




Pachino cerca riscatto: aziende ed associazioni “salvano” l’Inverdurata di maggio

E’ stata costituita pochi giorni fa l’associazione temporanea di scopo Capo Pachyni: ne fanno parte associazioni, consorzi ed aziende pachinesi che vogliono lanciare un preciso messaggio in uno dei momenti più difficili per Pachino. Un’attestazione di amore, passione e fiducia nel territorio.
Il consorzio del Pomodoro di Pachino IGP, l’associazione turistica Pro Loco Marzamemi, l’associazione Culturale “Inverdurata” di Pachino, l’Associazione Commerciantie artigiani Pachinesi, l’Associazione Vivi Vinum Pachino, l’Associazione Strada del Vino e dei Sapori del Val di Noto, oltre alle aziende private Raggio Verde, Casa Verde Italia, Campisi conserve di Marzamemi e Adelfio Conserve di Marzamemi.
Tutti insieme vogliono contribuire a valorizzare la città di Pachino e riscattare l’immagine della cittadina dalle vicende politiche e di cronaca che non le rendono giustizia. Il primo obiettivo è a brevissima scadenza: l’organizzazione dell’Inverdurata di Pachino, manifestazione unica al mondo dove si compongono dei mosaici vegetali con i prodotti locali dell’ortofrutta pachinese, che si svolgerà dal 10 al 13 maggio. Si tratta della sedicesima edizione, che rischiava di saltare dopo il recente commissariamento del Comune e che le associazioni, privati cittadini e aziende sono intenzionati a difendere e a realizzare con tenacia.




Siracusa-Rosolini, partono i lavori di manutenzione del Consorzio Autostrade Siciliane

Da lunedì 15 aprile prenderanno il via i lavori di manutenzione degli impianti elettrici, di illuminazione e di ventilazione nella intera rete autostradale del Cas: Cassibile-Rosolini, la Messina-Catania e la Messina-Palermo.
Gli interventi pianificati – che dovrebbero concludersi entro il prossimo ottobre 2019 – riguardano gli impianti di illuminazione degli svincoli, dei fabbricati dei caselli, degli uffici e delle gallerie di lunghezza superiore ai 1000mt, dei parcheggi, delle aree di sosta, dei punti luce, delle cabine e delle sotto cabine elettriche di alimentazione di tutti gli impianti.
Tale attività di monitoraggio e conservazione rientra in uno specifico piano operativo (Accordo Quadro) – definito dalla Direzione Generale dell’ente autostradale ed approvato dalla Amministrazione Consortile – al fine di mettere in sicurezza, di continuo, un settore primario della viabilità per assicurarne lo stato di efficienza e di agibilità, tenuto conto della datazione degli impianti elettrici.
Inizialmente la manutenzione sarà prioritariamente riservata alla verifica di stabilità delle apparecchiature, strumentazioni, attrezzature, impianti e dispositivi collocati nella volta delle gallerie e sui corpi illuminanti dei pali esterni. Quindi, seguiranno gli eventuali interventi. In parallelo saranno eseguiti quelli per assicurare la continua illuminazione delle gallerie, la erogazione dell’energia elettrica al sistema ed il ripristino continuo dei punti luce all’atto del loro spegnimento.
Le manutenzioni saranno eseguite senza interrompere la viabilità nonché in orario diurno e notturno.
Per tali scopi sarà necessario parzializzare le carreggiate – in entrambe le direzioni di marcia ed in corrispondenza dei diversi cantieri – chiudendo di volta in volta le corsie di marcia e di sorpasso, incluse quelle all’interno della gallerie e negli svincoli.
In loco segnaletica con indicazione lavori, chiusure e deviazioni.
Viabilità con limiti di velocità di 60km/h e divieto di sorpasso su tutti i luoghi in cui saranno operanti i cantieri e nelle rampe degli svincoli.
Ditte esecutrici: La Rosa Biagio Mario & C.srl di Nicolosi; Ellebi-S.T.srl di Roma
Spesa a carico del bilancio CAS




Ospedale Trigona, ancora chiuso il punto nascita: litigano Asp e sindaco di Noto

E’ scontro tra il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, e il commissario dell’Asp di Siracusa, Lucio Ficarra. Al centro della vicenda, l’ospedale Trigona e le preoccupazioni sulla chiusura del punto nascita. “Ad oggi risulta chiuso dai direttori dei Dipartimenti competenti in materia per mancanza di pediatri e non è stato trasferito ad Avola ma a Siracusa, a tutela della sicurezza di mamme, neonati ed operatori. L’Asp, come è risaputo, ha cercato in
tutti i modi di reperire pediatri di cui è ben nota la carenza a livello nazionale”, spiega Ficarra. Poi l’affondo diretto a Bonfanti, che non aveva risparmiato critiche all’Asp. “Il sindaco di Noto omette di dire che era a conoscenza di questa situazione e che in mancanza di pediatri, tali reparti non potranno essere riattivati. E non dice che nel nosocomio di Noto sono stati mantenuti gli ambulatori di Pediatria e di Ostetricia proprio per garantire le prestazioni agli utenti. Sono gravi le sue affermazioni anche perchè Bonfanti dimentica che l’ospedale di Noto, con il suo accordo sottoscritto dal precedente governo regionale e con la precedente direzione dell’Asp di
Siracusa, di cui risultano prove scritte, era stato destinato ad ospitare reparti di Riabilitazione e Lungodegenza
e omette di dire che detto accordo è stato da lui stesso avallato. Non riesco a comprendere il suo atteggiamento e le sue dichiarazioni”, dice ancora Ficarra riferendosi al sindaco di Noto. “Non lo capisco perchè si sta attuando quello che lui stesso ha avallato ed in più si sta potenziando l’ospedale con l’inserimento di ulteriori specialità e avviando l’iter per il suo rilancio mai iniziato nel passato”.
Dal canto suo, il sindaco Bonfanti rilancia. “L’Asp è in totale confusione: non ricorda che la rifunzionalizzazione della sanità in Sicilia risale a inizio secolo e che si consuma definitivamente dieci anni fa. E questo a me sembra molto grave”. Quanto al reparto di Pediatria, “l’Asp non si ricorda che è stato comunicato alla sua direzione che poteva essere riattivato il 28 marzo e che quella comunicazione è rimasta senza risposta. E che oltre alla dichiarazione dei Capi Dipartimento ed a quanto scritto nel comunicato della stessa Azienda del 28 febbraio 2019, il direttore sanitario Anselmo Madeddu, il 25 marzo 2019, durante il consiglio comunale svoltosi a Noto dichiarava che non si sarebbe spostata una virgola da Noto e parlava di un reparto modello al terzo piano. E poi belle parole per Riabilitazione, Geriatria e Lungodegenza. Come faccio a non arrabbiarmi quando l’Asp si contraddice così?”.




La Regione vuol far pagare solo gli industriali, soluzione di nuovo in alto mare per Ias

A giudicare dalle premesse, è altamente improbabile che l’assemblea dei soci di Ias possa concludersi oggi con l’accettazione delle prescrizioni disposte dalla Procura per il depuratore consortile. Il piano inviato ieri nel pomeriggio dalla Regione (proprietaria dell’impianto, ndr) è “irricevibile” secondo più d’uno dei soci privati della società di gestione. Insomma, non verrà votato perchè giudicato lontano anni luce da quanto eppure era stato dibattuto insieme attorno ad un tavolo a Palermo.
Il progetto dell’assessorato regionale alle attività produttive, top secret fino a poche ore fa, di fatto è riassumibile in una semplice frase: gli industriali devono pagare per i lavori chiesti dalla Procura di Siracusa, senza condizioni. Ma al di là di questo passaggio – che denoterebbe secondo alcuni, una volta di più, il disinteresse della Regione verso il depuratore consortile – a far saltare dalla sedia i soci Ias è anche l’affondo con cui Palermo indica come responsabili dell’attuale situazione i passati cda Ias. Dimenticando, però, che 3 “poltrone” in cda sono da sempre di nomina pubblica. Un non gentlemen agreement che allontana la possibilità di arrivare ad un accordo prima della scadenza del 15 aprile.
A meno che il nuovo commissario Asi, la cui presenza è annunciata all’assemblea dei soci, non accetti di esitare favorevolmente la controproposta che è stata completata nei minuti scorsi dai soci privati di Ias (gli industriali, ndr).
Altrimenti si torna al punto di partenza. La Regione spinge gli industriali spalle al muro, convinta che non possano permettersi il rischio di fermare l’attività della zona. Ias non intende farsi schiacciare da questo gioco. Ed alla Procura, con ogni probabilità, toccherà ancora una volta sostituirsi ad enti ed organi che pure avrebbero competenze in materia. Più che i sigilli, sale la quotazione di un commissario nominato dai magistrati.