Gara di solidarietà per Michele, anche Ermal Meta invita a donare: "commovente"

E’ scattata una gara di solidarietà per Michele Falsaperla, l’uomo che dopo aver perso il lavoro vive in un’auto al porto di Marzamemi. La sua storia, diventata famosa grazie ad un servizio de Le Iene, è diventata virale sui social network grazie al lancio di una raccolta fondi su GoFundMe: in sole 48 ore sono stati donati oltre 7.500 euro.
Promotore della campagna di raccolta fondi è Roberto Bruno, sindaco di Pachino, che – dopo aver provato tutte le strade per trovare un lavoro a Falsaperla – ha pensato, insieme al programma di Mediaset, al fundraising sociale: “Vogliamo dare a Michele i soldi per pagarsi l’affitto di una casa fino all’arrivo della pensione”. Infatti Falsaperla, licenziato dal suo posto di lavoro dopo quindici anni e a soli due anni dal ritiro, non può permettersi un appartamento e ha scelto di vivere in solitudine nella sua automobile parcheggiata nel porto del borgo marinaro. Ora alle porte del Natale tutto potrebbe cambiare. La speranza si è riaccesa dopo il successo della raccolta fondi.
Tra le migliaia di persone che hanno condiviso la sua storia sui social media anche Ermal Meta: il cantante ha raccontato la storia di Michele ai suoi fan e li ha invitati a donare, “Mi sono commosso davanti alla sua storia. Aveva pensato anche di farla finita con una corda intorno al collo. Non riesco nemmeno a immaginare il dolore che si possa provare per poter pensare a questo. Ecco il regalo di Natale da fare. Aiutare”. La campagna è raggiungibile al link www.gofundme.com/aiutiamo-michele-che-vive-solo-in-auto

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Noto. Il barocco a marchio Unesco piace alla tv: riprese per Rai Cultura

Telecamere di Rai Cultura a Noto: il tardo Barocco torna protagonista in tv grazie alla campagna lanciata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali sui siti italiani che fanno parte del Patrimonio Mondiale Unesco.
Le riprese hanno coinvolto anche le altre città iscritte al sito Unesco “Le città tardo barocche del Val di Noto”, ne è uscito fuori un mini documentario che racconta luoghi e bellezze, origini e prospettive future di quel patrimonio locale e nazionale capace di diventare eredità mondiale e di essere iscritto alla World Heritage List.
A Noto le telecamere Rai sono state accolte ed accompagnate dalla Film Commission del Comune: le riprese si sono svolte all’interno della Basilica di San Nicolò e della Chiesa di Santa Chiara, ma anche Palazzo Nicolaci e Palazzo Di Lorenzo del Castelluccio hanno “aperto” le proprie porte alla troupe televisiva.
Le immagini di Noto e del Val di Noto finiranno su Rai Cultura assieme a quelle che raccontano gli altri siti Unesco italiani: diventeranno delle “pillole” di pochi minuti che andranno in onda una al giorno per le prossime settimane. Il palinsesto, comunque, è ancora da ufficializzare.




Pubblico il Piano di Emergenza Nucleare per il porto di Augusta

Pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura il piano di emergenza esterna per la sosta e il transito di navi nucleari nel porto di Augusta. Era stato richiesto a gran voce nei mesi scorsi dal Comitato No Muos e PeaceLink. “A prescindere dalla sua efficacia e adeguatezza, tutte da verificare, la pubblicazione di questo strumento di protezione civile rappresenta un importante risultato”, spiega il portavoce No Muos Gianmarco Catalano.
“Il nostro obbiettivo nel lungo termine rimane la denuclearizzazione dei porti euro-mediterranei, a partire da quelle aree di crisi ambientale e densamente popolate, come Augusta e Taranto, dove il tasso d’inquinamento e la soglia di rischio industriale rimangono elevatissimi e suscitano un fondato allarme sociale”, spiegano ancora da PeaceLink.




Cinquant'anni dai Fatti di Avola, alla commemorazione anche Musumeci

A cinquantanni da quelli che sono passati alla storia come “i fatti di Avola”, iniziative e erimonie per ircordare uno degli eventi più drammatici del secolo scorso. Il 2 dicembre del 1968, durante uno sciopero generale a sostegno della vertenza salariale dei braccianti agricoli di Avola, la polizia sparò sui manifestanti: due di loro morirono, altri 48 rimasero feriti, cinque in maniera grave. Per quelle vicenda non venne mai imbastito un processo o individuato un colpevole.
A causa di un’ondata di scioperi organizzati dai braccianti di Avola e provincia, i lavoratori agricoli bloccarono la SS 115. La polizia ordinò ai manifestanti di liberare la strada ma, al rifiuto, scoppiò una sorta di sassaiola che portò a diverse cariche contro i lavoratori. Alcuni poliziotti iniziarono a sparare ad altezza d’uomo. I tragici avvenimenti di quei giorni fecero scattare la scintilla ad alcune rivolte studentesche ed operaie sfociate nelle settimane successive su tutto il territorio nazionale, nell’ambito dei movimenti di massa del ’68. I braccianti volevano solo trecento lire in più.
Insieme ai sindacati, questa mattina, commemorazione in contrada chiusa di Carlo e poi al comune di Avola dove c’è la lapide che ricorda quei tragici atti. Dopo le note del silenzio, Sebastiano Artale ha letto una poesia sui morti di Avola. Alla cerimonia partecipa anche il presidente della Regione, Nello Musumeci, arrivato attorno alle 10 ad Avola. Ad accoglierlo, il sindaco Luca Cannata e la deputata regionale Rossana Cannata.




"Non ci avete protetto a dovere", la rabbia di un testimone dei Fatti di Avola

Fuori programma durante le cerimonia per commemorare i cinquant’anni dai tragici fatti di Avola. All’interno del palazzo comunale, dove c’è una lapide che ricorda quel tragico avvenimento, uno dei braccianti dell’epoca ha rotto il protocollo per raggiungere il sindaco di Avola, Luca Cannata, e denunciare l’assenza delle istituzioni di allora colpevoli – secondo ‘Nzino Martorana, questo il suo nome – di non aver protetto a dovere i lavoratori che protestavano per un sacrosanto diritto. Nessun processo dopo quei drammatici fatti, nessun colpevole.




"Desecretare i fascicoli sui fatti di Avola del '68", richiesta al presidente Mattarella

Al teatro comunale di Avola, la deputata regionale Rossana Cannata ha approfittato della presenza del governatore Musumeci per annunciare la presentazione di un disegno di legge per garantire sostegno anche economico ai familiari dei lavoratori uccisi cinquant’anni fa, durante i fatti di Avola. “Il disegno di legge è condiviso da altri gruppi parlamentari e dal presidente Musumeci – ha detto – spero possa trovare unanime condivisione in tutto il parlamento, affinché si dia dignità e solidarietà anche ai familiari di quei braccianti che con il loro sangue hanno segnato una pagina della storia non solo di Avola, ma di tutta l’Italia.” Furono due le vittime.
Il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, ha parlato di un nuovo messaggio “per la dignità del lavoro ed il rafforzamento delle tutele che parte da Avola a distanza di 50 anni da quella drammatica protesta”. “A cinquant’anni dai tragici fatti di Avola, in cui persero la vita due braccianti – ha aggiunto il sindacalista – è doveroso chiedersi cosa ereditiamo. Io credo che una delle lezioni da trarre è che il ruolo dei corpi intermedi è fondamentale per dare voce ai lavoratori e agire con senso di responsabilità, mentre invece oggi facciamo fatica a interloquire, come vediamo sulla manovra di bilancio, sull’allargamento dei voucher in agricoltura, oppure con il tavolo sul caporalato, dove i sindacati potranno avere al massimo il ruolo di uditori”.
Al presidente della Regione, Musumeci, chiesto di intervenire per desecretare gli atti e riaprire una riflessione profonda su cosa accadde veramente in quel 2 dicembre del ’68. “Sarebbe un modo per risanare la ferita, e per dare un senso alla vita di quelle persone che con il loro sacrificio contribuirono a tante conquiste per il mondo del lavoro, compreso lo statuto dei lavoratori. Lo dobbiamo al Paese, alle famiglie, e a tutti coloro che si sono battuti per fare avanzare in Italia i diritti di lavoratrici e lavoratori”. Il governatore Musumeci si appellerà al presidente della Repubblica per condividere il percorso di trasparenza e verità, cinquant’anni dopo.




Scoperta nel mare siracusano: individuato caccia statunitense a 50m di profondità

Nuova scoperta nei fondali siracusani. A poco più di 50 metri di profondità, a largo di Brucoli, il diver Fabio Portella ha individuato insieme al suo team di ricerca un aereo americano abbattuto nel 1943. Manca poco alla identificazione esatta del velivolo, capovolto e interamente coperto da pesanti reti a strascico. Il fondale sabbioso con una visibilità di un metro appena ha reso le operazioni più complicate del previsto.
Il pneumatico Good-Year lascia pochi dubbi sulla fabbricazione statunitense dell’aereo. Dai report degli abbattimenti, i cosiddetti Mac, risultano tre aerei con quelle caratteristiche scomparsi in azione in quel quadrante di operazioni, proprio nell’anno in cui gli Alleati intensificarono i bombardamenti su Siracusa, Augusta e Catania in preparazione dello sbarco.
Sarebbe decollato dalle basi in Tunisia dell’aviazione a stelle e strisce, da dove partivano i raididiretti verso la Sicilia. Portella ed il suo team stanno verificando gli ultimi dettagli prima di rendere nota l’identificazione dell’aereo. Potrebbe essere stato abbattuto dalla contraerea siracusana o dai velivoli italo-tedeschi in ricognizione.




Pachino. Canile comunale per 53 randagi, partiti i lavori

Avviati i lavori per il canile municipale di Pachino. “Un risultato storico – ha affermato l’assessore al Welfare locale e alla Sanità, Santina Baglivo – per la nostra comunità e per tutti gli amanti degli amici a quattro zampe”. Ieri è partito il cantiere nel terreno di proprietà comunale di contrada Coste, sulla provinciale Pachino-Rosolini, in cui troveranno posto 53 cuccioli randagi. I lavori sono svolti dalla ditta Laika di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia e costeranno 186 mila euro. “Un progetto – ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Scala – frutto della sinergia tra uffici comunali: Welfare e Tecnico. L’obiettivo che ci siamo prefissati realizzando la nuova opera è duplice: frenare il fenomeno del randagismo dando una casa accogliente e sicura ai nostri animali, dall’altra parte ridurre notevolmente i costi per ospitare i randagi”.




Palazzolo. Finanziati 850mila euro dalla Regione per un Municipio più "green"

Sono stati consegnati dal presidente della Regione i decreti di finanziamento per lavori di efficientamento e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici pubblici dei Comuni di Palazzolo, Ferla, Sortino, Augusta, Francofonte e Cassaro. Sono le sei cittadine siracusane che hanno visto i loro progetti promossi ed ammessi nell’elenco dei 63 finanziati.
A Palazzolo sono andati 850.000 euro destinati a sostituire gli infissi, a lavori di coibentazione della copertura a falde, interventi sugli impianti di riscaldamento, introduzione di sistemi Bacs (sistemi di automazione e controllo dei parametri temperatura, umidità, ecc), sostituzione lampade con supporti a led e – ovviamente – l’installazione pannelli fotovoltaici. Sempre su questo settore, il Comune di Palazzolo ha presentato altri due progetti simili approfittando di una seconda “finestra” per questa misura.
Per Sortino, finanziamento di 700 mila euro. Per Ferla poco meno di 633mila, Francofonte 2,5 milioni di euro ed Augusta 2 milioni di euro.




Pachino. L'acqua torna potabile: "condotta riparata, valori nei parametri di legge"

“L’acqua torna potabile, potrà essere usata a scopo igienico e per il consumo alimentare”. A comunicarlo è il sindaco, Roberto Bruno, che ieri ha firmato un’ordinanza per revocarne una precedente (dello scorso ottobre), con cui si disponeva il divieto di utilizzo dell’acqua. “E’ stata completata – ha dichiarato il sindaco – la manutenzione sulla condotta idrica esterna di contrada Scalarangio, nella zona tra Noto e Pachino, e abbiamo ottenuto il risultato delle analisi dei prelievi effettuati lungo la condotta idrica: i valori campionati rientrano nei parametri previsti dalla legge. Dunque, l’acqua è idonea sia all’utilizzo igienico che al consumo alimentare”.