Incontro sulla legalità in una scuola di Rosolini, il preside ci ripensa e annulla il dibattito

Avrebbe dovuto parlare di legalità all’istituto superiore Archimede, ma a ridosso dell’appuntamento, il dirigente scolastico, Giuseppe Martino ha disdetto e cancellato l’incontro.  Paolo Borrometi, il giornalista che su La Spia.it da mesi parla di vicende legate anche alla criminalità in provincia di Siracusa, non sarà a Rosolini. Spiegazione: ragioni di sicurezza, visto il rischio che Borrometi possa essere nel mirino della mafia, come in alcune circostanze minacciato. Nel dettaglio, il timore del preside, sarebbe legato all’inchiesta della Dda di Catania, con le intercettazioni di conversazioni tra i boss di Pachino, da cui emerge l’intenzione di uccidere con un’autobomba Borrometi.




Lentini. La sala riunioni del Commissariato intitolata a Carmelo Rao e Salvatore Reina

Intitolata alla guardie di pubblica sicurezza Carmelo Rao e Salvatore Reina. Alla cerimonia, oggi pomeriggio, hanno partecipato anche  il prefetto Filippo Dispenza, direttore centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato, in rappresentanza del capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli.
Reina e Rao, entrambi in servizio a Lentini, nella mattinata del 4 maggio del 1965, avuta notizia di una lite tra i fratelli Carmelo e Pietro Camerata, si erano recati presso l’abitazione di uno dei due, al fine di prestagli assistenza per via delle lesioni già causategli dal fratello (Pietro) in un primo scontro.
Proprio in quel momento si ripresentava in casa armato di fucile Pietro Camerata. Una concitata trattativa si concludeva con due colpi all’indirizzo degli agenti. Rao, nonostante le ferite, fece da scudo ad alcuni bambini che giocavano in strada.
Quella barbara uccisione è ancora oggi ricordata a Lentini con sentita commozione. Il Presidente della Repubblica conferì alla memoria di Salvatore Reina la medaglia d’argento e a quella di Carmelo Rao, la medaglia d’oro al valor civile, per il “fulgido esempio di incondizionata dedizione al dovere, spinta, per entrambi, fino all’estremo sacrificio della vita”.




L'Infiorata di Noto ottiene il patrocinio del ministero degli Affari Esteri, domani Scuole in Fiore

Prestigioso riconoscimento per Noto. Arriva a pochi giorni dalla 39esima edizione dell’Infiorata di via Nicolaci, quest’anno “Cina in fiore-La via della seta”. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha concesso il patrocinio alla manifestazione.  “Un riconoscimento internazionale -commenta da Ferrara il sindaco, Corrado Bonfanti- a conferma della giusta intuizione avuta qualche anno fa, quando abbiamo deciso di invitare ogni anno a Noto un Paese estero. Il patrocinio concesso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ringrazio pubblicamente, rafforza la credibilità dell’Infiorata e della nostra città, dandoci anche un’ulteriore spinta comunicativa». Proprio in questi giorni Bonfanti si trova in Emilia Romagna per il progetto World Heritage Lab. La lettera trasmessa ieri mattina dalla Farnesina è stata certamente il miglior modo per prepararsi alla kermesse che Noto ospiterà dal 18 al 20 maggio. In quei giorni la città del Barocco, accoglierà anche l’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Li Ruyiu, per un altro momento di carattere internazionale.

Domani mattina, intanto, in via Rocco Pirri comincia la 13^ edizione di Scuoleinfiore, organizzata dall’associazione Maestri Infioratori di Noto e dedicata a Salvatore Ricupero. Protagonisti saranno gli alunni degli istituti scolastici di Noto e il liceo Artistico di Militello Val di Catania: 8 i bozzetti ispirati alla Cina che gli “infioratori del futuro” realizzeranno sulla parallela di via Nicolaci, utilizzando le stesse tecniche dei più “grandi”.

Domani sera, invece, al Teatro d’Estate è prevista la premiazione delle scuole partecipanti, l’esibizione dei cori degli istituti comprensivi di Noto e la presentazione dei 16 bozzetti che coloreranno via Nicolaci dal 18 maggio. Bozzetti che potranno essere votati attraverso smartphone o tablet durante l’Infiorata: basterà inquadrare un Qr code e scegliere quello preferito per decretare il simbolico vincitore del premio InfioDigital Contest.




La vendita di Esso Augusta, la Cisl durissima: "è stata una imboscata tesa a sindacati e lavoratori"

“La vendita da parte di Esso della raffineria di Augusta e dei depositi logistici di Palermo, Augusta e Napoli alla Sonatrach, è frutto di un’imboscata tesa alle organizzazioni sindacali e a svariate centinaia di lavoratori”. Questo il commento lapidario di Franco Parisi, segretario generale Femca Cisl Sicilia, e di Sebastiano Tripoli, segretario generale Femca Cisl Siracusa Ragusa, in una nota nella quale interviene anche il segretario generale della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo.
La Femca ha ricostruito le fasi con le quali il colosso petrolifero mondiale ha comunicato la cessione di questi importanti presidi all’azienda di Stato algerina. “Ieri mentre la Esso convocava le segreterie nazionali delle sigle sindacali e le rappresentanze sindacali unitarie dell’azienda – affermano Parisi e Tripoli – per annunciare l’imminente cessione, la direzione aziendale siciliana ad Augusta informava i 660 lavoratori del piano di vendita alla società algerina Sonatrach, approfittando dell’assenza delle rappresentanze sindacali. Sono state ignorate e calpestate le basi delle relazioni fra parti sociali e datoriali; il rispetto di questi rapporti non solo sindacali, ma anche umani radicati in decenni di proficui rapporti di lavoro viene prima di tutto. Senza contare l’indifferenza totale
mostrata verso il vigente protocollo che disciplinava la condivisione nella gestione delle situazioni di crisi”. L’altra beffa secondo la Femca è la scelta dei vertici della Sonatrach di incontrare ieri, i sindaci di Melilli e di Augusta, prima ancora di confrontarsi con le
sigle sindacali. “Come inizio – continuano Parisi e Tripoli – non è dei migliori, confidiamo che la Sonatrach sia stata mal consigliata da Esso. I sindacati sono stati di fatto depistati ed è stata condotta una strategia di squalificazione delle relazioni con il sindacato, in una vicenda che scuote il settore energetico nazionale”.
La Femca chiede che il ministero dello Sviluppo economico convochi prima possibile l’incontro con le due società, Esso e Sonatrach, e che si faccia chiarezza sulle ragioni profonde dell’operazione. “Non vorremmo che quest’operazione sia frutto di un escamotage da parte di Esso per uscire da uno stato di difficoltà”, chiosano Parisi e Tripoli. “È un
fatto di estrema preoccupazione il disimpegno dal polo siracusano e dagli altri siti siciliani da parte della Esso – dichiara Mimmo Milazzo, segretario generale Cisl Sicilia – che potrebbe aggravare un quadro di desertificazione industriale che si è allargato a macchia d’olio in questi anni nell’isola. Chiediamo che ci sia non solo l’intervento del governo nazionale ma anche dell’esecutivo regionale, affinché si salvaguardi un presidio fondamentale per la Sicilia, sia in termini di livelli occupazionali sia di sviluppo del territorio. Pretendiamo massimo rispetto da parte delle due aziende, che sono tenute a confrontarsi con le sigle sindacali sul futuro della raffineria di Augusta e dei depositi logistici di Palermo, Augusta e Napoli”.

fonte: Ansa




Ecco Abdelmoumen Kaddour: il "signor" Sonatrach incontra i sindaci di Augusta e Melilli. "Garanzie per occupazione"

Abdelmoumen Ould Kaddour è il chairman e ceo della Sonatrach. In queste ore convulse, dopo la notizia dell’acquisto da parte della compagnia algerina della raffineria Esso, è lui a dare un volto alla nuova proprietà. Subito dopo l’ufficializzazione dell’accordo con Esso Italiana, accompagnato da una nutrita delegazione, ha avviato un giro di incontri istituzionali prima con il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, e poi con il sindaco di Melilli, Peppe Carta.
Strette di mano (con la sinistra, Kaddour accusa un momentaneo infortunio alla mano destra, ndr), sorrisi e scambio di doni. Insieme a buone intenzioni. “Durante l’incontro ho richiesto e ricevuto rassicurazioni circa la volontà di effettuare investimenti sul nostro territorio, garantendo l’attuale livello occupazionale, con possibilità di incremento nel futuro, nonché il rispetto di tutti gli aspetti legati alla tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente”, racconta sulla sua pagina Facebook il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro. Meno social, ma altrettanto diretto, il sindaco di Melilli, Peppe Carta. Cordialmente ma in maniera ferma, Carta ha chiesto garanzie sui livelli occupazionali da mantenere nel lungo periodo. Investimenti in materia di sicurezza, produzione ed ambiente altri temi di confronto. “Primario interesse per l’amministrazione comunale di Melilli è la tutela dei lavoratori. Questo comunque rappresenta solo il primo degli incontri con Sonatrach, per trovare ed esplorare nuove sinergie e riaprire un dialogo proficuo con la compagnia, dialogo che allo stato appariva in parte chiuso con la Esso di Augusta a causa delle divergenze di vedute emerse nell’ultima conferenza dei servizi per il rilascio dell’Autorizzazione Ambientale”, dice il sindaco Carta togliendosi un sassolino dalla scarpa.




Sonatrach oggetto misterioso, i lavoratori della ex Esso Augusta in assemblea: la zona industriale ha paura

Dopo la sorpresa, la rabbia. Sonatrach, compagnia algerina, si è “presa” la Esso di Augusta e gli oltre 600 lavoratori diretti della raffineria megarese stanno dando vita da oggi ad assemblee sindacali, nel piazzale dello stabilimento. Delusione e preoccupazione sono i sentimenti dominanti tra chi lavora all’interno dell’impianto attivo da ben 57 anni con il marchio di Esso Italiana. Che senza battere ciglio ha salutato un territorio che le ha consentito per anni di fare industria, senza sentire la necessità di informare sulla trattativa e sul senso dell’uscita di scena. Qualcuno legge l’accaduto, malignamente, come una sorta di indiretta reazione al sequestro preventivo dello scorso luglio, alle complessità legate al rinnovo dell’autorizzazione ambientale integrata ed alla vicenda delle bonifiche che riguarda l’intera zona industriale siracusana.
In realtà, le logiche di mercato hanno indirizzato e guidato la trattativa. Sonatrach, ad oggi, è un oggetto misterioso. Compagnia di Stato algerina, al primo investimento oltre i suoi confini. Tutto da decifrare, quindi. I sindacati hanno subito chiesto un incontro al management e non hanno digerito l’esclusione da ogni tavolo di incontro e confronto. Per questo non sono da escludere ulteriori azioni e proteste davanti alla portineria della ex Esso di Augusta. Anche le sigle nazionali seguono con apprensione la vicenda che tocca, peraltro, un asset strategico come quello dell’approvvigionamento energetico. “Se questa è la presentazione, tira una brutta aria…”, si lasciano scappare.
Livelli occupazioni, certezze di investimenti, salvaguardia di sicurezza ed ambiente: sono i primi tavoli di confronto ai quali Sonatrach dovrà mostrare di avere idee chiare. “Il nostro è un investimento a lungo termine”, assicurano dall’Algeria. La paura desertificazione industriale è il prossimo incubo che prenderà ad aleggiare tra Priolo, Melilli ed Augusta. “Tanto non volevano farci chiudere tutti?!?”, commenta con amaro sarcasmo uno degli operai, riferendosi al crescente clima provinciale di sfiducia verso le aziende che operano nel polo petrolchimico.




Pachino. Rete idrica, recuperati 10 litri al secondo di acqua dispersa. "I lavori proseguono"

Continuano i lavori di manutenzione nella rete idrica esterna del comune di Pachino. Con gli interventi eseguiti negli ultimi 15 giorni lungo la condotta di contrada Baroni, tra Rosolini e Pachino, è stato garantito un recupero di acqua di 10 litri al secondo.«Gli interventi appena conclusi – ha dichiarato il sindaco, Roberto Bruno -, con il recupero dell’acqua prima dispersa, ci consentirà di gestire al meglio la situazione nei prossimi mesi. Ulteriori interventi di manutenzione sono previsti nelle prossime settimane per incrementare la fornitura idrica a beneficio della collettività e degli utenti della nostra città».




Augusta. Pesca di frodo: sequestrati 200 ricci di mare, sanzione di 4.000 euro

Una battuta di pesca di frodo , 200 ricci di mare ancora vivi a bordo. Sono gli elementi che sono costati a dei pescatori sorpresi dagli uomini della Capitaneria di Porto di Augusta mentre svolgevano l’attività illecita nelle acque antistanti il lungomare Rossini. Intimato l’alt, gli agenti della Guardia Costiera hanno rinvenuto il prodotto ittico, attualmente in fermo biologico. Elevata una sanzione di 4.000 euro circa. In questo periodo dell’anno l’attenzione della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera è particolarmente rivolta alla tutela delle risorse ittiche con servizi mirati di sorveglianza, per reprimere la pesca illegale. Nel caso dei ricci,  è consentita  nei limiti di 50 unità per persona, al di fuori dei mesi di maggio e giugno, in cui permane il divieto assoluto di cattura.
Eventuali segnalazioni possono essere fatte al numero blu 1530




Fuoco ad un appezzamento di Francofonte: arrestato presunto piromane

Era intento ad appiccare un rogo in un appezzamento di terra composto principalmente da arbusti. I carabinieri di Francofonte lo hanno colto in flagranza di reato. I militari, durante un servizio di perlustrazione del territorio, hanno notato l’uomo, un 49enne francofontese mentre si aggirava con fare sospetto mentre i vigili del fuoco del distaccamento di Lentini erano intenti a spegnere delle fiamme. I carabinieri lo hanno bloccato mentre con un accendino in mano stava dando fuoco a un’area di circa mille metri quadrati. Alla vista dei carabinieri, l’uomo ha tentato la fuga. Tentativo risultato vano, visto che i militari lo hanno raggiunto e arrestato. Il 49enne è stato posto ai domiciliari.




Rosolini. Cocaina in casa, arrestato presunto pusher: sequestrata la droga

Un grammo di cocaina e 125 euro, presunto provento illecito. Per detenzione ai fini di spaccio, i carabinieri hanno arrestato Salvatore Cannata, 49 anni, già noto alle forze dell’ordine. I militari hanno perquisito la sua abitazione. Durante l’intervento dei carabinieri,l’uomo si sarebbe mostrato nervoso e insofferente. Dopo il rinvenimento della droga, sequestrata, è scattato l’arresto. Il presunto pusher è stato condotto nel carcere di Cavadonna.