Augusta. Hotspot migranti al porto, la sindaca Di Pietro: "il protocollo firmato in Prefettura non lo istituisce"

Il protocollo del 7 agosto, siglato con riserva dal Comune di Augusta, non ha nulla a che vedere con la realizzazione di un hot spot per migranti all’interno del porto megarese. A spiegarlo è il sindaco, Cettina Di Pietro. La firma è stata apposta in Prefettura dietro “riserva di sottoporre lo schema d’intesa ai competenti organi comunali per l’approvazione”, dice la Di Pietro. Per cui nessun impegno per il Comune finché non vi fosse stata delibera di giunta.
Il protocollo mira a “regolamentare la gestione degli sbarchi nell’attuale attendamento e consente finalmente, dopo quattro lunghi anni, di svincolare totalmente il Comune di Augusta dagli innumerevoli e gravosi impegni sinora sostenuti”. Questo il senso di quell’atto che –
ci tiene a ribadire la sindaca di Augusta – non ha nulla a che vedere con la realizzazione di un hot spot.
E lo illustrerà in prossimo Consiglio comunale aperto ai cittadini a cui vuole spiegare “come effettivamente stanno le cose, relativamente alla questione sbarchi nel porto di Augusta”.




Melilli. Sicilia Bat Night nella Grotta Palombara, alla ricerca di pipistrelli utilizzando gli ultrasuoni

Anche in provincia di Siracusa la quinta edizione di Sicilia Bat Night, evento inserito nell’ambito della XXI International Bat-Night proposta da Eurobat, l’Associazione naturalistica speleologica di Palermo “Le Taddarite”. Un evento che dal 1997 ha luogo in più di 30 paesi al Mondo con lo scopo di diffondere la conoscenza sull’universo dei chirotteri ed educare alla loro conservazione.I 40 partecipanti hanno preso parte al corso dedicato ai chirotteri nella Masseria Scrivilleri di Priolo Gargallo, e alla bat walking nella Riserva naturale integrale “Grotta Palombara” di Melilli, l’area protetta gestita dal centro di ricerca Cutgana dell’Università di Catania. I relatori – Marco Vattano, Salvatore Bondì, Luisa Sausa e Pietro Valenti – hanno messo in evidenza l’importanza dei chirotteri, mammiferi troglofili seriamente minacciati dalle attività antropiche, mentre Fabio Branca (direttore della Rni Grotta Palombara) e Renzo Ientile (esperto ornitologo) del Cutgana hanno presentato i dati relativi al monitoraggio dei chirotteri presenti nella Grotta Palombara confermando che la colonia è numerosa specialmente nei mesi estivi.Al tramonto, i partecipanti, accompagnati dal personale del Cutgana (Angela Guglielmino, Elena Amore, Salvatore Costanzo e Giovanni Sturiale), hanno potuto godere dello spettacolo dell’uscita dei chirotteri dalla grotta Palombara. Grazie all’utilizzo di Bat-detector, strumenti in grado di captare gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli, e durante la fase di uscita dei chirotteri è stato possibile identificare, seppur velocemente alcuni miniotteri, rinolofi e vespertilionidi.La Sicilia Bat-Night è stata patrocinata dall’Unione Internazionale di Speleologia, EuroBats, Gruppo italiano di ricerca sui chirotteri, Società speleologica italiana, Federazione speleologica regionale siciliana e Cutgana.




Lukoil: tre acquirenti per Isab. La Cisl preoccupata: "solo interessi economici"

“Adesso basta!”. La Cisl di Siracusa alza la voce nella vicenda Lukoil. Paolo Sanzaro, segretario generale, e Sebastiano Tripoli, segretario della Femca territoriale, saltano dalla sedia all’ultima velina che, da Mosca, riporta una nuova dichiarazione del presidente Lukoil, Vagit Alekperov, che conferma l’esistenza di società Usa, di un gruppo dell‘area del Golfo e di un fondo di investimento internazionale interessate all’acquisto della raffineria Isab di Priolo.
“Non possiamo più sopportare i capricci delle multinazionali”, dicono i due segretari. “Se pensano che questa sia terra di peones si sbagliano. Le società presenti nel territorio hanno la responsabilità di governare i processi e non di utilizzare le risorse e poi fuggire lasciando dietro di loro una scia di preoccupazione e disfattismo. Non permetteremo a Lukoil, come già avvenuto con Eni Versalis, di pensare solo agli interessi finanziari. Noi rappresentiamo migliaia di lavoratori e rivendicheremo con forza la presenza di un gruppo solido che possa garantire un futuro importante partendo da un piano industriale solido seguito da reali investimenti. Come Cisl e Femca – concludono Sanzaro e Tripoli – critichiamo la
modalità con la quale il presidente di Lukoil sta gestendo questa partita. È alquanto inappropriato consegnare a dei comunicati stampa che partono da Mosca le sorti di una vicenda così delicata che prevederebbe quanto meno un confronto a vari livelli con le parti sociali tanto più che anche la dirigenza italiana sembra brancolare nel buio.”
Intanto le segreterie incontreranno i vertici locali nel pomeriggio del prossimo venerdì.




La vendita di Isab, le preoccupazioni dei sindacati: "chi dopo Lukoil?"

“Abbiamo registrato le indiscrezioni diffuse dalle agenzie di stampa, ma, vista la delicatezza della questione, ci è sembrato opportuno attendere dichiarazioni ufficiali dei vertici aziendali e avere, così, maggiori elementi di riflessione. Adesso possiamo ammettere di essere sorpresi e chiediamo un incontro urgente con l’azienda per capire cosa sta accadendo”. Così i segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, Giuseppe DAquila, Sebastiano Tripoli e Andrea Bottaro, intervengono sulle dichiarazioni rilasciate, nel pomeriggio di ieri, dall’imprenditore russo Vagit Alekperov, presidente della Lukoil, sulla disponibilità a vendere o meno le raffinerie Isab di Priolo
“Visti i buoni rendimenti della raffinazione e gli accordi importanti siglati che ci hanno consentito di affrontare una crisi lunga – ricordano i tre segretari – non ci aspettavamo di ricevere una notizia del genere.
Ci sorprende molto e tornano a riproporsi le stesse ansie che i lavoratori di Versalis vissero al tempo della ipotesi di cessione di un ramo d’azienda ad un fantomatico fondo iraniano-americano. Quella di Lukoil è una decisione del tutto inaspettata che getta un’ombra di profonda incertezza sul futuro dei circa 1.100 lavoratori di Priolo”.
D’Aquila, Tripoli e Bottaro hanno già richiesto un incontro urgente con i vertici aziendali del sito priolese ritenendo, inoltre, necessario che si attivi un tavolo nazionale presso il ministero dello Sviluppo economico.
“Vogliamo capire quali dinamiche muovono queste dichiarazioni”, dicono ancora i tre. “Mal si sposano con le azioni degli ultimi tempi, come ad esempio quanto ipotizzato qualche anno fa con l’idea di un mega investimento di oltre 1 miliardo e mezzo di euro. L’azienda, inoltre, ha accettato, non più di un mese fa, le prescrizioni per l’adeguamento degli impianti e ha confermato la fermata di novanta giorni nel 2018 ed il riavvio di un impianto. Non vorremmo che tutto questo fosse, invece, una sorta di minaccia verbale perché non sono più in grado di sostenere la pressione politica, giudiziaria e mediatica di questo territorio. Lo dicano con chiarezza, sgombrando qualsiasi dubbio.
Loro restano uno tra i players internazionali più importanti e, al momento, non sembra che ci siano altri colossi in grado di subentrare e sostenere investimenti di un certo tipo.
L’unica cosa da scongiurare – concludono DAquila, Tripoli e Bottaro – è l’effetto spezzatino della società. Isab è la somma di tre impianti con Lukoil punto centrale. Oggi sarebbe veramente improponibile, in un’area integrata come quella siracusana, spezzettare il sito in questione”.




Noto pronta ad abbracciare i Borbone: Carlo e Camilla delle Due Sicilie nella città del barocco

Noto rispolvera ancora una volta il suo nobiliare e apre le sue porte ai principi Carlo e Camilla di Borbone. Discendi della famiglia che regnava sulle Due Sicilie, saranno nella città del barocco il 23 e il 24 settembre. Il Duca e la Duchessa di Castro saranno accompagnati dalle figlie, le principesse Maria Carolina e Maria Chiara. A riceverli sarà il sindaco, Corrado Bonfanti.
I principi rinnoveranno l’impegno socio-assistenziale del Sacro Militare Ordine di San Giorgio contribuendo a diversi progetti che coinvolgono le scuole del territorio, dedicati alle famiglie più bisognose ed agli studenti di eccellenza.




Lukoil vuole vendere gli impianti di Priolo? Due mesi dopo il sequestro, filtra l'indiscrezione

Lukoil vuole vendere la raffineria Isab di Priolo. Secondo alcune fonti di settore, la cessione rientrerebbe in una operazione di revisione delle attività all’estero del colosso petrolifero russo. Dall’impianto siracusano ancora nessun commento ufficiale. Lo scorso mese di luglio Isab finì nel mirino della Procura nell’ambito di una inchiesta su esposti relativi a miasmi e qualità dell’aria. L’impianto venne sequestrato preventivamente – rimanendo in attività – con una serie di prescrizioni da rispettare nell’arco di 12 mesi per limitare le emissioni. Isab/Lukoil rispose favorevolmente alle richieste dei magistrati siracusani, accettando il piano prospettato ed in linea con la politica aziendale che già mirava a quel risultato entro il 2020, con impegni concreti assunti al tavolo ministeriale Aia. Adesso questa indiscrezione sulla volontà del management russo di cedere gli impianti siracusani. Non ci sono conferme ufficiali, ma gli ultimi accadimenti potrebbero aver accelerato la volontà di disimpegno di Lukoil.
Il complesso Isab, circa 1.000 dipendenti, include due raffinerie (Nord e Sud) connesse da un oleodotto con una capacità di circa 320 mila barili al giorno di greggio, cisterne di stoccaggio con una capacità di 3,7 milioni di metri cubi e tre terminal marini.
“Secondo una delle fonti – scrive l’agenzia Reuters – Lukoil ha mostrato i dati tecnici e finanziari sul complesso a potenziali acquirenti per verificare l‘appetito del mercato”. Anche IlSole24Ore ha rilanciato la notizia.
Lukoil ha acquistato il 49% di Isab da Erg nel 2008, diventandone unico azionista sei anni più tardi.




Lukoil e la possibile vendita di Isab. Le reazioni della politica: "tranquillizzare i lavoratori"

Non si fanno attendere i commenti della politica locale dopo la notizia della possibile vendita degli impianti Isab di Priolo da parte di Lukoil. “È chiaro che nessuno può, né vuole, entrare nelle scelte strategiche della Lukoil, ma dal momento che sono quasi 1.000 i lavoratori dipendenti dal colosso russo, sarebbe opportuno che facessero conoscere quali sono le loro reali intenzioni in modo da tranquillizzare i lavoratori e consentire al territorio di poter esprimere le proprie valutazioni su un’ipotesi di passaggio delle azioni della raffineria Isab”, dice il deputato regionale Enzo Vinciullo.
“Non credo che le indagini della Procura possano aver stimolato la società ad assumere questo atteggiamento dal momento che già da subito si era dichiarata disponibile a mettere in atto le prescrizioni sugli impianti in modo da avere una tutela certa del territorio, ma preoccupa il fatto che tutto starebbe avvenendo alle spalle del territorio”, aggiunge poi.
Per il candidato alle regionali, Gaetano Cutrufo, “la zona industriale, pur con la necessità di un graduale ma veloce adeguamento a una maggiore ecosostenibilità ambientale, rappresenta una risorsa importante del nostro territorio. La vendita di una raffineria non può avvenire senza il coinvolgimento della politica regionale e nazionale”.
L’assessore regionale Bruno Marziano parla di “allarme e preoccupazione”. Nella sua nota spiega che “un conto è sapere che un pezzo importante dell’industria siciliana e siracusana è nelle mani di un grande gruppo come la Lukoil , altra cosa è pensare cosa può succedere in termini di nuove ipotesi di governance e scelte industriali. Come la politica, e io personalmente, si mise a disposizione nei contatti con il governo regionale, per sostenere i progetti di Lukoil in termini di autorizzazioni per investimenti, avendo dato credito alla stesa Lukoil, anche in questo caso c’è piena disponibilità del governo regionale ad affrontare eventuali problemi. Il tutto, comunque, nel rispetto delle prescrizioni della Magistratura sugli interventi per mitigare gli impatti ambientali. Solo così si può assicurare un futuro industriale alla Sicilia, alla provincia di Siracusa , e alle prospettive di lavoro ed occupazione”.
Il vicepresidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, si dice preoccupato ma non sorpreso. “Soprattutto se pensiamo alla latitanza della politica su un problema così delicato per l’economia già debole della provincia di Siracusa, con il dramma di una disoccupazione giovanile che oltrepassa il 60% e di quella ordinaria che va ben oltre il 30%. Occorre subito l’apertura di un tavolo permanente di confronto tra forze sociali, imprenditoriali, istituzionali e la politica, per scongiurare la morte di quel che resta dell’are industriale e la messa in strada di migliaia di lavoratori”, il pensiero dell’ex sindaco di Canicattini Bagni.
“Quello che mi rammarica è che si continua a percorrere la strada del silenzio su questo delicato problema di un’area industriale ormai per un buon 50% dismessa con vaste aree inutilizzate che, al contrario, andrebbero recuperate, bonificate pensando ad un loro nuovo utilizzo attraverso un’economia sostenibile nel campo energetico e meccanico. Invece – continua Amenta – assistiamo all’atteggiamento silente di una politica che non ha, dopo anni, ancora una strategia, non si confronta con il territorio e con il sindacato, non parla più di bonifiche e non si preoccupa di far crescere l’economia e l’occupazione in questa provincia.”




Augusta. In porto hotspot per migranti, la Uil ribadisce contrarietà: "vada a Catania"

La Uil torna a manifestare il suo no all’hotspot all’interno del porto commerciale di Augusta. “Lo ribadiamo per l’ennesima volta perché l’amministrazione comunale sembra essere indirizzata diversamente”, dice Stefano Munafò, segretario generale territoriale della Uil di Siracusa-Ragusa-Gela. La delibera della Giunta comunale di Augusta del 18 settembre ha reso noto come il sindaco, Cettina Di Pietro, abbia firmato un protocollo d’intesa del 7 agosto scorso, che legittima la Prefettura di Siracusa a gestire un hotspot nel porto commerciale di Augusta.
“Ma quel porto – ha aggiunto Munafò – ha tutt’altra vocazione e noi non possiamo essere d’accordo sulla firma di questo protocollo. Non vogliamo essere fraintesi perché siamo sempre disponibili ad azioni che siano di soccorso agli immigrati e per questo con ampia vocazione per ciò che concerne la solidarietà ma tutto ciò non si può sposare con la istituzione di un hotspot all’interno di un’area che al contrario deve essere caratterizzata da ben altra attività. Insomma non può essere di competenza del Comune di Augusta. Perché invece questo tipo di competenza non viene trasferita a Catania che può mettere in campo ben altre risorse?”.




Melilli. Vicenda Cisma, Carta: "Rigettata l'istanza di costituzione di parte civile del Comune"

Ancora polemiche intorno alla vicenda Cisma dopo il rigetto, da parte del Gup di Catania, della richiesta di costituzione di parte civile avanzata dal Comune nel procedimento penale che ha interessato l’azienda che gestisce la discarica di Melilli. Il sindaco, Giuseppe Carta interviene per fare chiarezza. “Il Comune – dice Carta – ha regolarmente avanzato istanza di costituzione di parte civile che il Gup di Catania, Currò, non ha inteso ammettere. Le motivazioni a corredo della decisione del giudice si fondano sul presupposto che legittimato a far valere l’interesse pubblico alla tutela dell’ambiente è solo lo Stato. Nulla viene indicato nell’ordinanza in merito alla lesione di ulteriori interessi diversi da quello pubblico e generale alla tutela dell’ambiente quale per esempio il danno alla salute e all’immagine dell’Ente. Tuttavia il Comune di Melilli, consapevole della legittimità della propria richiesta, ripropone ai sensi di legge, l’istanza di costituzione all’udienza dibattimentale, non condividendo le ragioni di esclusione avanzate dal Gup”.




Lentini. Rapina in un bar, malvivente minaccia con un coltello il gestore e arraffa il denaro

Rapina a mano armata in un bar di Lentini.Nel corso della notte gli agenti del commissariato sono intervenuti dopo la segnalazione dell’accaduto. Secondo quanto ricostruito un soggetto, armato di coltello, si è introdotto nel locale pubblico e, minacciando con l’arma il gestore, si è fatto consegnare il denaro contenuto in cassa. Bottino in fase di quantificazione.