Priolo, si dimette l’assessore Margagliotti. “Passo indietro per far cessare polemiche”

Con una nota, Tonino Margagliotti ha rassegnato le dimissioni da assessore del Comune di Priolo. “Decisione irrevocabile”, spiega. Compiuta “per il bene dell’azione amministrativa e di tutte quelle persone che ogni giorno credono e lavorano” per il Municipio priolese. “Non si tratta di una resa, ma di un passo indietro dettato dalla volontà di fare cessare le polemiche e dare spazio ad un confronto sincero e costruttivo”, aggiunge facendo riferimento allo stallo creatosi con la forte contrapposizione tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale.
Tonino Margagliotti ha guidato le rubriche della Transizione Ecologica, PNRR, Pianificazione e gestione delle politiche per lo sviluppo urbano e territoriale (S.I.R.U.), Lavori Pubblici, Nuove Opere e Formazione. “In questo percorso ho conosciuto tante persone competenti e appassionate, con le quali ho condiviso idee pratiche e risultati”. Poi i ringraziamenti di rito e l’assicurazione che, anche dall’esterno, “continuerò in ogni modo a sostenere il progetto di questa Amministrazione”.
Diventa intanto ufficiale l’ingresso in giunta di Alessandro Biamonte, che assume anche l’incarico di vicesindaco.




Sorvegliato speciale sorpreso “fuori sede”: violenta lite a Priolo, scattano i domiciliari

Nonostante sottoposto all’obbligo di soggiorno a Siracusa, aveva raggiunto Priolo e ferito un uomo con cui aveva avuto un violento alterco.
Gli agenti del commissariato del comune della zona industriale hanno arrestato per questo un siracusano di 50 anni, già noto alle forze di polizia e sorvegliato speciale.
L’arresto è stato eseguito in un momento immediatamente successivo alla commissione del reato, secondo le nuove norme, che consentono l’arresto fuori flagranza in determinate circostanze.
L’uomo è stato posto ai domiciliari.




“Lido di Noto più sicuro in estate”, torna attivo da luglio il presidio dei Carabinieri

Anche quest’anno a Lido di Noto sarà operativo, per la seconda volta, il Presidio di Legalità dei Carabinieri, con sede presso il centro Pio La Torre. A darne notizia è il sindaco, Corrado Figura. Il servizio sarà attivo dall’1 luglio e per tutta la stagione estiva.
“Si tratta di una presenza importante -commenta Figura- che abbiamo fortemente voluto e ottenuto, per garantire maggiore sicurezza e serenità a tutti coloro che frequentano questa porzione di territorio: i nostri giovani, le famiglie e i tanti turisti che ogni anno scelgono Noto come meta di vacanza. Per il secondo anno consecutivo, il nostro litorale potrà contare su un presidio di legalità che rappresenta un segnale concreto di attenzione e di impegno per la sicurezza e la vivibilità degli spazi pubblici. Un litorale più sicuro è un litorale più accogliente”



Un anno fa la morte di Vincenzo Lantieri, il bimbo caduto nel pozzo a Palazzolo

E’ passato un anno dalla tragedia di Palazzolo. Un anno senza Vincenzo Lantieri, il bambino morto a soli nove anni dopo essere caduto, mentre giocava, in un pozzo, in contrada Falabia, durante un Grest. Il sindaco, Salvatore Gallo, lo ricorda questa mattina attraverso la sua pagina Facebook. Un pensiero pieno di dolcezza e che rappresenta il sentimento di vicinanza alla famiglia di Vincenzo che la comunità di Palazzolo non ha mai smesso di provare. “Un giorno, una data, ore, minuti che segnano per sempre la vita-le parole di Gallo-  Vincenzino bello, vola ! Sei rimasto bello e puro e non ti sei sporcato di questa terra. Vivi e sorvola la sporcizia in cui ci hai lasciato. Continua a volare sopra di noi e non sdegnarti di quello che vedi. Il mondo è questo!”. Parole cariche di commozione e che ne suscitano anche tanta, ma anche di rabbia.




Volontari in azione per ripulire un tratto del litorale di Priolo

Volontari in azione questa mattina per ripulire un tratto del litorale di Marina di Priolo. Si tratta di una iniziativa promossa da Isab nell’ambito del progetto “Programma RigenerAzione – ISAB per il territorio”. Rimosse ingenti quantità di rifiuti abbandonati.
L’intervento, realizzato in sinergia con il Comune di Priolo Gargallo e la società Igm (responsabile del corretto smaltimento dei rifiuti raccolti), ha visto la partecipazione attiva anche della LIPU – Riserva Saline di Priolo e del gruppo Scout di Priolo, a conferma di un forte spirito di collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini.
Numerosi i volontari coinvolti tra dipendenti Isab e delle realtà partner, uniti dal comune obiettivo. L’iniziativa rappresenta un esempio di responsabilità ambientale e impegno civico, in linea con i valori promossi dal Programma RigenerAzione che mira a instaurare un rapporto positivo e duraturo tra l’azienda e il territorio.




Avola,territorio al setaccio:in campo anche il Reparto Prevenzione Crimine

Non si abbassa l’attenzione delle forze dell’ordine su Avola, dopo i recenti episodi di violenza che, nelle scorse settimane, hanno determinato la necessità di una maggiore presenza sul territorio e di una maggiore percezione di sicurezza da assicurare ai cittadini. Gli agenti del locale commissariato, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine di Catania, hanno effettuato e condurranno nel fine settimana, un capillare servizio di controllo del territorio, “azione di contrasto all’illegalità diffusa nel territorio avolese”. Nella sola giornata di ieri i poliziotti hanno identificato 121 persone e controllato 73 veicoli, con particolare attenzione alle violazioni del Codice della Strada, a partire dall’utilizzo  del casco alla guida di ciclomotori e motocicli. Sono state 12 le sanzioni per questo motivo, cinque i veicoli sequestrati. Nel complesso, invece, sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 6.500 euro .




Droga, tre condannati ad Avola: gestivano lo spaccio con il sistema “Drive in”

Pena definitiva nei confronti di due uomini e una donna, tutti avolesi, per spaccio di sostanze stupefacenti. Gli agenti del locale commissariato hanno eseguito le tre ordinanze di carcerazione, legate all’indagine di polizia giudiziaria condotta nel 2021 e che permise di azzerare una  fiorente attività di spaccio di droga perpetrata in un quartiere del centro di Avola. L’operazione “Coca Drive In “, che sgominò un traffico di droga proveniente dalla piazza di Catania e smerciata ad Avola, all’epoca dei fatti consentì l’emissione di otto misure cautelari e la denuncia di altre quattro persone con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti e, in alcuni casi, di estorsione aggravata. Gli spacciatori, sostando nella pubblica via, aspettavano gli assuntori i quali, passando con le proprie autovetture, ritiravano la droga senza scendere dall’auto. In alcuni casi agli assuntori veniva fatto credito e coloro i quali non pagavano venivano fatti oggetto di violenze fisiche e minacce. I tre soggetti condannati, secondo quanto appurato, ricoprivano ruoli di vertice in seno all’organizzazione criminale.

Foto: repertorio, “Operazione Coca Drive in”




Omicidio di Avola, convalidati i due fermi: padre e figlio confermano l’aggressione

Convalidati i fermi per i due presunti autori dell’omicidio di Paolo Zuppardo, il 48enne vittima di un agguato martedì sera ad Avola. I due, padre e figlio, di 57 e 26 anni, accusati di omicidio e porto e detenzione di arma clandestina, hanno confermato l’aggressione, ma non l’esplosione di colpi con la pistola sequestrata dalla polizia e che uno dei due indagati avrebbe usato contro Zuppardo, ma utilizzandone il calcio come corpo contundente.
Dopo il tragico episodio di via Marco Polo, la Squadra Mobile e gli uomini del Commissariato avevano avviato celeri indagini che, in poco tempo, avevano consentito agli inquirenti di risalire all’identità dei due uomini, che spontaneamente si sono presentati in commissariato, confessando subito di avere percosso violentemente la vittima.
Alla base, ci sarebbero stati dissidi personali, iniziati un paio di mesi fa e degenerati nell’episodio di violenza che è costato la vita al 48enne. Il 57enne ed il 26enne sono stati condotti nuovamente presso la Casa Circondariale di Cavadonna.




Di nuovo fumo dalla chiesa di San Paolo a Solarino, Vigili del Fuoco in azione

Ancora una volta, Vigili del Fuoco a Solarino per della fumosità che si sarebbe sviluppata nel sottotetto della chiesa di San Paolo. Venerdì sera l’intervento per spegnere l’incendio che aveva causato anche un parziale cedimento della volta, lungo la navata centrale. Oggi questo nuovo episodio, a sorpresa, nonostante i controlli dei giorni scorsi.
La chiesa di San Paolo è chiusa da quell’episodio ed in settimana è in programma una conferenza dei servizi per accelerare la messa in sicurezza e la parziale riapertura. Questo episodio, però, rischia di far slittare ulteriormente i tempi.
Ad accorgersi del fumo che usciva da una finestrella su via Roma è stato un passante. Subito avvisato il parroco, don Luca Saraceno che, a sua volta, ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati in pochi istanti i mezzi dei Vigili del Fuoco. Potrebbe ancora trattarsi di quella subdola brace senza segnali (fumo e odori) sviluppatasi probabilmente in seguito ad un fulmine che mercoledì scorso avrebbe colpito il tetto della chiesa.
La zona interessata dal nuovo fenomeno è diversa da quella su cui si sono concentrati le attenzioni dei soccorritori in precedenza.




Incendio nella chiesa di San Paolo a Solarino: ipotesi riapertura parziale

La Chiesa di San Paolo, a Solarino, resta chiusa, in attesa delle decisioni che potrebbero essere assunte a seguito di una conferenza dei servizi prevista per i prossimi giorni, con la partecipazione della Curia.
Dopo l’incendio di venerdì sera, l’operazione più importante, nell’immediato, sarà certamente la messa in sicurezza dell’area. L’ipotesi è quella di utilizzare nell’immediato una parte della chiesa (escludendo la navata centrale). Successivamente occorrerà, invece, parlare di ricostruzione.
Il primo passo verso la riapertura non può in effetti che essere la messa in sicurezza della navata centrale, dove una trave del tetto sarebbe caduta sul sottotetto, causando anche la pericolosa inclinazione del grande lampadario. Oltre a danneggiare uno dei riquadri del ciclo pittorico che decora il soffitto.
Secondo una tra le ipotesi più accreditate, l’incendio della scorsa settimana sarebbe dipeso da un fulmine che nei giorni precedenti aveva colpito l’immobile. Si sarebbe poi originata una sorta di brace invisibile nel sottotetto, fino a quando il fumo sprigionato non è stato notato all’esterno. A quel punto sono stati allertati i vigili del fuoco, che con il loro intervento, salendo direttamente sul soffitto, ha scongiurato conseguenze peggiori. La marcia della brace, forse favorita dall’incannucciato della volta su cui era poi stato steso uno strato di calce, aveva, tuttavia, forse già indebolito alcuni elementi. Poco prima dell’incendio era stato celebrato un matrimonio e in serata sarebbero tornati i ragazzi del gruppo scout per alcune attività.

Foto di #AntonioStellaFotografia