Augusta. In arrivo 700 mila euro per il completamento del Comando intermedio dei Carabinieri

Il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha destinato 700 mila euro per completare il Comando intermedio dei Carabinieri di Augusta. Lo comunica il deputato regionale Vincenzo Vinciullo, il quale sottolinea come, già il 9 dicembre 2013, con un’interrogazione parlamentare avesse sollecitato il Governo della Regione a intervenire. “Ma di fronte alla mancanza di risposta, come al solito, del Governo regionale – aggiunge l’on. Vinciullo – mi sono rivolto direttamente al ministro Lupi e quello degli Interni Angelino Alfano”.
Detto fatto. “Il ministro Lupi – continua il deputato regionale – ha firmato un decreto ministeriale con il quale destina 50 milioni di euro per il completamento di interventi di beni demaniali, per l’attuazione di interventi urgenti in materia di dissesto idrogeologico e di completamento di opere in corso di esecuzione nonché di miglioramento infrastrutturale”. Gli interventi previsti per la Regione Siciliana sono 3 tra cui il Comando intermedio dei Carabinieri di Augusta per 700 mila euro.




Melilli. "Paga o ti incendio il locale", tentata estorsione e aggressione: tre arresti

Indagini complesse, partite lo scorso ottobre e concluse con tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Catania su richiesta della Procura distrettuale Antimafia. I carabinieri della compagnia di Augusta  hanno arrestato la notte scorsa a Melilli, Sebastiano Zimmitti, 43 anni, pregiudicato, il figlio Angelo, 20 anni, già noto alla giustizia e Sebastiano Ternullo, 21 anni. Le indagini sarebbero partite da un’aggressione, di cui è stato vittima il proprietario di un esercizio commerciale di Melilli, e che secondo gli inquirenti avrebbe portato a termine Sebastiano Zimmitti, sottoposto in passato a misure coercitive legate a reati di mafia. Il titolare dell’esercizio commerciale non ha denunciato l’accaduto, e i carabinieri, certi che con l’avrebbe mai fatto per paura di eventuali ritorsioni, hanno deciso di agire autonomamente, acquisendo i filmati registrati dal sistema di videosorveglianze installato nel negozio. Le immagini mostrerebbero quanto accaduto la notte del 25 ottobre scorso, quando Sebastiano Zimmitti viene ripreso seduto nel gazebo antistante il locale, insieme ad altri 7 giovani, tra cui il figlio Angelo e Ternullo. Ad un certo punto, con azione repentina, l’aggressione del titolare da parte dei tre, che gli avrebbero provocato delle lesioni. Una volta visionato il filmato, i carabinieri hanno interrogato la vittima, che inizialmente avrebbe negato l’accaduto salvo dovere ammettere tutto davanti a quanto ripreso dal sistema di videosorveglianza. L’aggressione sarebbe stata la conseguenza di un tentativo di estorsione dei tre. Sebastiano Zimmitti avrebbe fatto notare la propria appartenenza al clan Nardo, gruppo criminale di spicco nella zona nord della provincia. Esplicita anche la minaccia, in caso di diniego, di incendiare l’esercizio. Tutti elementi trasmessi alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, che ha richiesto e ottenuto dal Gip le tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. Sebastiano Zimmitti e Sebastiano Ternullo sono stati accompagnati al carcere di Catania Bicocca, mentre Angelo Zimmitti ha ottenuto i domiciliari perché appena dimesso dall’ospedale a seguito di un intervento chirurgico per una frattura scomposta al femore sinistro.




Siracusa. I Verdi all'attacco: la Procura esamini l'iter autorizzativo dell'impianto termodinamico Bonavini

Continua la battaglia dei Verdi siracusani contro la creazione di un impianto termodinamico a Noto, in contrada Bonivini. Gli ambientalisti annunciano la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura di Siracusa col quale si chiede di esaminare in dettaglio il percorso autorizzativo dell’impianto in questione.
La Regione, con circolare, ha vietato di autorizzare l’installazione di impianti termodinamici con la procedure semplificata Pas, “come sarebbe invece avvenuto nel Comune di Noto” sottolineano i Verdi. Che sabato mattina, alle 10.30, in un albergo di Siracusa illustreranno la circolare in questione e l’istanza per mezzo della quale si chiederà alla Regione Siciliana di procedere alla individuazione delle aree non idonee alla installazione di impianti alimentati da energie rinnovabili al fine di tutelare l’ambiente, il paesaggio e l’economia del territorio siciliano.




Zona industriale, uno studio: "le bonifiche salverebbero 47 vite l'anno. Ma chi inquina non paga"

Nel polo petrolchimico siracusano chi inquina non paga per il danno ambientale. Lo sostiene il nuovo dossier dei Verdi, curato dal portavoce nazionale Angelo Bonelli. Nel triangolo Melilli-Priolo-Augusta, come nel resto d’Italia, ci sono fabbriche e industrie in funzione o dismesse che hanno inquinato – “come ha certificato una Procura o un’altra istituzione di Stato”, spiegano gli ambientalisti – e non hanno mai versato un euro per risarcire i danni al territorio e ai suoi abitanti.
Angelo Bonelli ha preso in esame gli ultimi dieci anni di maxi-inquinamenti provati e ha calcolato che tra il 2004 e il 2013 le aziende italiane non hanno pagato danni per 220 miliardi di euro. Perchè, in molti casi, è sopraggiunta la prescrizione penale, seguita poi da quella economica.
Nel petrolchimico siracusano, “solo per disinquinare l’area servirebbero 10 miliardi a cui vanno aggiunti i danni sanitari e ambientali arrivando a quota 12 miliardi”, spiega Bonelli che in più occasioni è stato a Siracusa per verificare di persona la situazione.
Uno studio dedicato al sito di Augusta-Priolo e di Gela sostiene che la bonifica dell’area salverebbe 47 persone l’anno e farebbe risparmiare 10 miliardi di euro in trent’anni sul fronte sanitario. Ma le bonifiche qui sono ferme, con il Governo nazionale che scarica sulla Regione che nicchia o tutt’al più vivacchia.
Eppure i fondi negli anni sono stati stanziati. Che fine hanno fatto? Gran parte spesa in progettazione. Altri finanziamenti rischiano di essere persi per lentezza burocratica varia e ben assortita.
“Chi ha inquinato e attentato alla salute dei cittadini in Italia non ha mai pagato. Le conseguenze economiche di questo danno ambientale sono state elevate negli indotti dell’agricoltura, della pesca, nel turismo e nel commercio. Elevate e poco studiate”, denuncia ancora una volta Bonelli.
(foto: al centro, Bonelli nel corso di un sopralluogo nel siracusano)




Buscemi. Tre arresti per furto in contrada Pavone, ladri interrotti dall'arrivo dei Carabinieri

Stavano caricando circa 500 kg di materiale ferroso di varia natura sul loro furgone. Ad interrompere il loro piano criminale, i carabinieri di Buscemi, con il supporto del personale della stazione di Cassaro. Arrestati due somali di 24 e 28 anni (ahmed Osman Abdil Wahib e Abdi Anshur Ahmed) insieme a Salvatore Colombo (28).
A chiamare i militari, il proprietario di uno stabile in disuso in contrada Pavone. In un giro di controllo aveva notato come il lucchetto del cancello d’ingresso fosse stato forzato.
I tre sono stati posti ai domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo presso il Tribunale di Siracusa.




Priolo. Arrestati tre uomini per furto aggravato in concorso

Arrestati, per furto aggravato in concorso, tre persone di Priolo con precedenti: Ciro Celotto, 43 anni, pregiudicato per un reato specifico, Carlo Luminario di 23 anni e Giuseppe Fidone di 39 anni, con precedenti di polizia specifici a loro carico. Nel primo pomeriggio di ieri i tre uomini, utilizzando una cesoia, hanno dapprima divelto una rete di recinzione metallica per introdursi nell’area dismessa di una società di costruzioni lungo la litoranea priolese. Da qui hanno trafugato circa 120 chili di materiale ferroso costituito in buona parte da componenti di impiantistica varia. La refurtiva, poi accatastata in una strada nelle vicinanze, sarebbe stata successivamente recuperata e caricata su un altro mezzo che però non è stato individuato. Solo grazie al pronto intervento dei militari è stato possibile bloccare i tre uomini, ancora all’interno della proprietà. A seguito di perquisizione, inoltre, nella tasca dei pantaloni di Celotto è stato rinvenuto, e successivamente posto sotto sequestro, un coltello a serramanico di genere vietato. I tre arrestati una volta condotti in caserma per le formalità di rito, sono stati sottoposti al regime detentivo degli arresti domiciliari in attesa di giudizio.




Portopalo. Campo comandante della Municipale, insorgono cinque consiglieri comunali

I cinque consiglieri comunali di Attiviamo Portopalo contro la scelta del sindaco Trimarchi che ha nominato comandante della Municipale Nicola Campo. Il neo comandante è, peraltro, anche il responsabile dello stesso servizio a Pachino. “Persona dalla indubbia professionalità ma non è la scelta migliore per Portopalo”, lamentano Edmondo Pisana, Salvatore Nieli, Paolo Campisi, Loredana Baldo e Rachele Rocca. “Inspiegabilmente non è stato confermato nel ruolo l’ispettore capo Paolo Lentinello. Ha svolto sino ad oggi un importante lavoro nonostante l’assenza di personale”. Per Attiviamo Portopalo questo è “l’ennesimo atto sconsiderato del sindaco”.




Avola. All'istituto Majorana un incontro su "Expo 2015: quali opportunità per le imprese e il territorio siciliano"

“Expo 2015: quali opportunità per le imprese e il territorio siciliano”. E’ il titolo dell’incontro che si terrà sabato alle 10, all’Istituto superiore “Ettore Majorana” di via Labriola ad Avola. L’incontro vuole rappresentare per i giovani un momento di sensibilizzazione verso un argomento oggi di grande attualità, ovvero “Alimentare il pianeta”, tema dell’Expo che pone l’accento sull’impronta ecologica dell’uomo e sulla dieta mediterranea. A introdurre i lavori dell’incontro di sabato sarà Maria Grazia Caruso, referente di alternanza scuola – lavoro. Parteciperanno il dirigente generale dell’assessorato all’Agricoltura, Rosaria Barresi e il responsabile Expo Cluster Mediterraneo, Dario Cartabellotta. Concluderà Nino Caleca, assessore regionale dell’Agricoltura dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.




Pachino. La misteriosa scomparsa di un uomo: trovata la sua auto semi-carbonizzata

Rimane avvolta nel mistero la sparizione di un 33enne pachinese. Dalla sera del 4 gennaio non si hanno più sue notizie e nelle ore scorse è stata rinvenuta l’auto con cui si era allontanato, semicarbonizzata. Era abbandonata nelle campagne poco fuori Pachino e per gli investigatori è un elemento “inquietante”, in una vicenda che si presenta come un autentico giallo.
Sono state ascoltate diverse persone che hanno permesso di ricostruire i movimenti dell’uomo fino alle 21.30 del 4 gennaio. Poi più nulla. Le indagini sono coordinate dalla squadra Mobile di Siracusa con il supporto operativo del commissariato di Pachino. E’ stata diramata la foto agli uffici provinciali, come previsto dal protocollo per le persone scomparse subito attivato.
Pare che l’uomo sia ritenuto vicino al mondo della criminalità locale. Ed è anche basandosi su questo elemento che gli investigatori stanno seguendo in queste ore più piste. Come quella relativa ad un allontanamento spontaneo, magari per “scappare” da qualcuno o qualcosa. Ma non è esclusa anche quella più tragica, specie dopo il rinvenimento dell’auto bruciata.




Agricoltura siracusana in ginocchio. Da Palermo l'assessore Caleca: "Produttori, assicuratevi"

“Basta con la logica dei contributi a chi subisce danni, i produttori agricoli devono assicurarsi”. E’ il messaggio lanciato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca, intervenuto questa mattina su FM Italia nel corso della trasmissione Radioblog con Mimmo Contestabile. Dopo l’ondata di maltempo che nelle ore di Capodanno ha flagellato la zona Sud della provincia, l’assessore Caleca, venerdì pomeriggio, sarà al Palmento di Rudinì, a Pachino, per incontrare i produttori agricoli e i sindaci con l’obiettivo di fare il punto della situazione. E nel frattempo anticipa: “I miei uffici stanno procedendo alla quantificazione dei danni che sarà completata in tempi brevissimi. Dopodiché sarà la volta della delimitazione geografica. Mentre la giunta è già disposta a predisporre lo stato di calamità che darà alcune garanzie ai produttori e permetterà di aprire un ragionamento con il Governo nazionale per vedere come agire”.
Ma quello che è successo, a detta dell’assessore regionale all’Agricoltura, deve rappresentare l’occasione per agire in maniera strutturale “con interventi a breve e medio termine”. E l’assessore Caleca ribadisce: “Invito i produttori ad assicurarsi. Esiste una contribuzione che arriva fino all’80% per chi sceglie la via dell’assicurazione. E poi c’è in vista un anno agricolo particolarmente difficile. Per il prossimo fine settimana, infatti, è previsto un innalzamento delle temperature che dovrebbero perfino toccare i 20 gradi. Quindi dovrebbe nuovamente tornare il freddo. Ed è ovvio che questi sbalzi di temperatura provocheranno danni per cui sarebbe necessario assicurarsi. Anche perchè – precisa l’assessore regionale all’Agricoltura – l’Europa parla chiaro: se non sei assicurato non ti pago i danni”. Non solo. “Venerdì – conclude l’assessore Caleca – farò ai produttori la proposta di consorziarsi perché oggi è questa la strada per favorire i contatti con l’Europa che non può più fare assistenza. E’ l’unione che fa la forza e i consorzi danno l’opportunità di mantenere la propria individualità e di non rischiare il proprio patrimonio, pur agendo per obiettivi comuni”.
(foto: l’assessore Caleca durante il recente sopralluogo a Pachino)