Avola. Detenzione e spaccio di droga, denunciato un trentenne. La droga era in un fondo agricolo di sua proprietà

Detenzione ai fini di spaccio di droga. Dovrà rispondere di questo un giovane avolese di 33 anni, denunciato ieri dagli agenti dei commissariati di Noto e Avola. Gli investigatori, al termine di specifiche indagini, hanno perquisito un fondo agricolo di proprietà del ragazzo, sequestrando 0,8 grammi di cocaina ed un bilancino di precisione.

 




Augusta. Settimana da numeri record per l'immigrazione: in porto condotti 1.199 stranieri

Sono oltre 5.000 i migranti soccorsi nello Stretto di Sicilia da quando ha preso avvio l’operazione Mare Nostrum. Gli ultimi 959 sono stati condotti ieri ad Augusta, come anticipato da SiracusaOggi.it (leggi qui). Altri 240 erano stati condotti sempre ad Augusta lunedì, a bordo di tre motovedette della Guardia Costiera.  Una ondata eccezionale, “favorita dal miglioramento delle  condizione del mare” spiegano fonti della Marina Militare. Erano a bordo di seid istinte imbarcazioni, tutte sovraccariche di uomini, donne e bambini, partite dalle coste africane con direttrice verso le coste italiane. Gommoni e barconi in legno  in precarie condizioni di galleggiabilità e senza dotazioni di sicurezza a bordo. Tra di loro 118 donne e 65 bambini. Tre uomini, 16 donne in stato di gravidanza e 2 bambini hanno dovuto far ricorso alla specializzata assistenza medica a bordo della San Marco.  Proprio la San Marco è arrivata al porto commerciale di Augusta con a bordo 566 migranti. Altri  393 sono stati condotti sulla banchina dello scalo megarese dalla Nave Foscari. Arrivi scaglionati nella giornata di ieri. Subito disposto il trasferimento nei centri di prima accoglienza.  Gli stranieri provengo  da vari paesi sub-sahariani: Eritrea, Siria, Egitto, Bangladesh, Nigeria, Gambia, Senegal, Guinea del Sud, Mali, Gana, Libia e Sud Africa. Molti dichiarano di voler venire in Italia per studiare, altri per lavoro, altri perché in fuga dalla guerra e, qualcuno, dichiara anche di voler diventare giocatore di football.

 




Avola. Droga, la Squadra Mobile arresta un trentasettenne per detenzione e spaccio

Quasi 126 grammi di marijuana, 5 di cocaina e 155 euro, probabile provento dello spaccio. Li avrebbe avuti addosso e in casa Davide Brancati, 37 anni, di Avola, arrestato per detenzione ai fini di spaccio di droga. Gli investigatori della Squadra Mobile, durante un’attività di controllo su strada, gli avrebbero trovato addosso un involucro di “erba”. Successivamente, perquisendo la sua abitazione, gli uomini ai comandi del dirigente Tito Cicero avrebbero rinvenuto e sequestrato 125,8 grammi di marijuana, 5 grammi di cocaina e 155 euro. L’uomo è stato condotto nel carcere di Cavadonna.

 




Noto. "Start-Api", seconda giornata d'incontri per riemergere dalla crisi

Seconda giornata di incontri organizzati da Confapi Sicilia e Camera di Commercio di Siracusa. A Noto si è discusso di “valorizzazione del territorio e nuove imprese: volani per il rilancio della nostra economia”. Alla tavola rotonda, nata per lanciare idee per riemergere dalla crisi, hanno partecipato  il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, il vice sindaco di Rosolini, Salvo Latino, Felice Bonfanti di Confagricoltura e il presidente di Confapi Siracusa, Paolo Lentini. Si è parlato di start-up d’impresa e internazionalizzazione. Domani, ancora a Noto, giornata di chiusura con un work shop aperto ai giovani, alle quinte classi e agli studenti universitari del Cumo.

 




Siracusa. Ospedali a rischio chiusura? "Quella mappa è datata. Non chiuderà nessun nosocomio"

Gli ospedali di Avola, Noto, Augusta, Lentini e Siracusa a rischio chiusura? Per il quotidiano La Stampa, si. Nella edizione online viene pubblicata la mappa dei piccoli ospedali che, per effetto della imminente sottoscrizione del Patto per la Salute tra Governo e Regioni, e sulla Sicilia è una pioggia di pallini rossi, in particolare nella provincia di Siracusa (vedi qui). Ma a ristabilire la verità dei fatti ci pensa il commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale, Mario Zappia. “Non un solo ospedale della provincia di Siracusa è a rischio chiusura”, precisa subito.  “L’articolo in questione e la mappa allegata, che non poche preoccupazioni hanno suscitato negli ambienti siracusani, fanno riferimento chiaramente – dice ancora Zappia – al periodo precedente alla riforma sanitaria siciliana del 2009. Per quanto riguarda la provincia di Siracusa è già stata attuato il processo di razionalizzazione della rete ospedaliera che ha consentito di diversificare l’offerta sanitaria e di garantire equità ed accessibilità a tutti i cittadini della provincia. Il nuovo assetto ha previsto il potenziamento del ruolo di ospedali di frontiera nei riguardi dei presidi ospedalieri di Lentini a nord e degli ospedali integrati Avola-Noto a sud, con la mission di arginare la mobilità passiva utilizzando nella zona sud anche una forte integrazione con il privato; la specializzazione del presidio ospedaliero di Augusta, come polo di riferimento oncologico provinciale, utilizzando i fondi aggiuntivi previsti per le cosiddette aree a forte rischio ambientale di cui alla legge 5 del 2009; il potenziamento del presidio ospedaliero di Siracusa come presidio di riferimento provinciale per tutte le branche di più alta specialità, con un progetto di sviluppo a breve termine per dare risposte più immediate nelle more della realizzazione della nuova struttura ospedaliera”.

(foto: Zappia a sinistra)




Noto, "pacco bomba alle Poste", ma è un espediente per posticipare un pagamento

Una telefonata anonima alla sala operativa della questura di Siracusa, la segnalazione di un pacco bomba nei locali dell’Ufficio Postale di via Zanardelli, a Noto. L’annuncio dell’imminente esplosione dell’ordigno. E’ accaduto ieri mattina, poco dopo le 10,30. Immediato l’intervento degli uomini del commissariato di Noto, insieme alla polizia municipale. Una volta raggiunti gli uffici, i poliziotti hanno informato il direttore e, con discrezione, avrebbero fatto sgomberare i locali. Fuori dipendenti e numerosi cittadini in coda. Stop anche al traffico veicolare nella zona, incluse le vie limitrofe. Operazioni svolte senza creare troppo allarmismo, ma è chiaro che i residenti della zona e quanti si trovavano negli uffici postali hanno ben compreso cosa stava accadendo.Il sopralluogo si è concluso dopo circa un’ora. Alle 11,30 , allarme rientrato, esito negativo. In altre parole, nessun pacco bomba, solo pacchi da spedire, con contenuti “sicuri”. L’attività degli uffici è, quindi ripresa regolarmente. Nel frattempo la polizia è riuscita a rintracciare l’autore della telefonata anomina, un netino che dovrà rispondere di procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. Alla base del gesto, una spiegazione che ha lasciato spiazzati gli stessi poliziotti. Lo ‘scherzo’ non sarebbe stato altro che il tentativo di spostare di un giorno il pagamento di un assegno postale emesso e in scadenza proprio ieri. In casa dell’uomo la polizia ha recuperato anche una sciabola ed un pugnale illegalmente detenuti . Denuncia, quindi, anche per detenzione illegale di armi bianche.




Priolo. Miasmi Ias, verifiche sull'impianto di deodorizzazione e una soluzione-tampone nell'immediato

Un sistema di mattonelle hexa-cover per abbattere i miasmi del depuratore consortile di Priolo. Una soluzione “mobile” e temporanea predisposta dal Cda dell’Ias, la società che gestisce gli impianti di Marina di Priolo, nelle more che si risolva definitivamente il problema, motivo di proteste da parte dei residenti di Priolo e di polemiche, nel tempo, anche di natura politica. L’impianto di abbattimento delle sostanze odorigene sarà oggetto di nuove verifiche, affidate ad un professionista, a cui il Consiglio d’amministrazione conferirà uno specifico incarico, perchè individui eventuali “azioni correttive o integrative che rendano pienamente operativi gli investimenti realizzati in passato”. L’impianto di deodorizzazione dell’Ias, come è noto, è malfunzionante. Per qualcuno addirittura inutile. I miasmi, puzza per dirla in maniera più chiara, arrecano ancora disagi ai cittadini del vicino centro abitato. La presidente della società, Maria Rosaria Battiato sembra, a questo punto del percorso, ottimista. “La sensibilità del consiglio d’amministrazione è l’ulteriore conferma dell’attenzione massima che l’azienda presta al problema delle molestie olfattive – garantisce la presidente dell’Ias – Siamo consapevoli del ruolo strategico che riveste l’impianto nei processi della grande industria e di avere importanti responsabilità in termini di tutela del territorio e del rispetto dell’ambiente; la delibera adottata dal Cda va nella direzione della sicurezza e dell’efficienza degli impianti dando una risposta concreta alle sollecitazioni provenienti dal territorio. Confermiamo la volontà a mantenere una stretta collaborazione ed un dialogo costruttivo con le amministrazioni pubbliche dei centri dell’area industriale”. Da lunedi sarà attivo un nuovo sito internet dell’azienda, attraverso il quale sarà possibile acquisire informazioni su bandi di gara, caratteristiche degli impianti, iniziative e attività svolta.




Avola. Recuperate le ossa del misterioso scheletro sulla scogliera. La verità dagli esami di laboratorio

Altro che episodio alla “Cold Case”, la popolare serie tv in cui abili investigatori risolvono delitti del passato. Il “caso” dello scheletro trovato sulla scogliera del lungomare di Avola ha trovato la sua soluzione senza necessità di ricorso ad archivi o scandagliare il passato. Non quello recente, almeno. Perchè i test eseguiti sulle ossa trovate incastonate sugli scogli hanno rivelato la verità: i resti che i Carabinieri di Noto si sono trovati davanti sono un reperto archeologico. Risalirebbero ad un epoca piuttosto antica e a dirlo è il carbonio 14. L’unità operativa dei Beni archeologici della Soprintendenza ha preso in consegna le ossa per ulteriori accertamenti.  Il fatto che lo scheletro dell’uomo sia stato trovato a diversi metri di profondità farebbe inoltre presumere che il cadavere sia stato seppellito proprio lì. E c’è chi chiede una organica campagna di scavi nella zona tra Borgellusa e Gallina, che potrebbe riservare ancora soprese tra il Dolmen Ciancio e la villa romana. I resti umani erano stati notati due giorn i fà da alcuni pescatori, da cui è partita la segnalazione alle forze dell’ordine. L’area è stata  sequestrata. Poi l’intervento, come è previsto in questi casi, del magistrato e del medico legale. Dai primi rilievi sembrava che il “giallo” fosse di difficile, se non impossibile soluzione. Immediata o quasi, invece, la svolta




Lentini. Prenota una vacanza fingendo di essere un poliziotto e paga con un assegno scoperto. Arrestato presunto truffatore

La prospettiva di un bel viaggio di 10 giorni a Varsavia in un albergo della città, con tutti i servizi annessi già prenotati. Il biglietto aereo era pronto. Tutto ben organizzato, ma dietro si sarebbe celata una truffa. Non ai danni del turista, come spesso accade, ma ai danni dell’agenzia di viaggi a cui l’uomo si è rivolto. E’ andata male a Maurizio Di Benedetto, 46 anni, residente a Lentini, arrestato dai Carabinieri della Tenenza di Floridia nella flagranza dei reati di truffa, sostituzione di persona e possesso di segni distintivi contraffatti. L’aspirante turista avrebbe studiato bene il suo piano. Avrebbe raggiunto l’agenzia di viaggi prescelta, presentandosi come appartenente alle forze dell’ordine, con tanto di distintivo e placca con la scritta “Polizia di Stato”. Non avrebbe dimenticato, ovviamente, tesserino con tanto di fotografia. La titolare dell’esercizio non avrebbe avuto alcun dubbio, tanto da accettare, fidandosi del sedicente poliziotto, un assegno postale da mille 530 euro, risultato poi scoperto. L’uomo aveva già in mano i biglietti per sè e per altri compagni di viaggio. Sarebbe partito oggi per una bella vacanza “all inclusive”. I carabinieri, però, durante un servizio di controllo del territorio, soprattutto a carico di “soggetti di interesse operativo”, hanno scoperto la presunta truffa e posto Di Benedetto ai domiciliari. I militari dell’Arma invitano i cittadini a stare attenti, diffidando per chi si spaccia come esponenti delle forze dell’ordine proponendo acquisti, abbonamenti di qualsiasi tipo. L’invito è quello di contattare immediatamente i numeri di emergenza di carabinieri, polizia o guardia di finanza per le verifiche del caso.




Lentini. Cane legato da mesi ad una catena, denuncia del partito animalista europeo

Da mesi sarebbe costretto a vivere legato con una catena al balcone dell’appartamento del suo padrone, in Via Della Redenzione, a Lentini. Protagonista, suo malgrado, della vicenda sarebbe un cane della cui sorte si è interessato il partito animalista europeo. L’animale vivrebbe in condizioni precarie, privo di un riparo e impossibilitato a muoversi come la natura vorrebbe. Secondo indiscrezioni, alcuni cittadini, avrebbero già in passato denunciato l’accaduto. Il partito animalista, sollecitato da alcuni residenti della zona, avrebbe contattato i Carabinieri di Lentini e la Polizia Municipale, chiedendo un intervento immediato per sequestrare il cane, come prevede la legge. L’intervento è stato effettuato alle 13:00 di ieri. Il veterinario avrebbe imposto al proprietario di lasciare libero il cane. L’animale non avrebbe ricevuto alcuna cura, nemmeno dal punto di vista igienico e anche all’interno dell’appartamento sarebbero state riscontrate condizioni tutt’altro che ottimali. Il proprietario, in un primo momento, avrebbe assecondato le richieste del medico, per poi legare nuovamente il cane. L’animale non sarebbe, però, stato sequestrato.I legali del partito avrebbero preannunciato l’intenzione di rivolgersi alla Procura della Repubblica.