Prima seduta del 2024 per il Consiglio comunale di Siracusa: i temi in trattazione

Il Consiglio comunale di Siracusa torna in aula domani, martedì 9 gennaio, alle 10, per la prima seduta del 2024.
Oltre all’approvazione dei verbali delle precedenti sedute, previste la trattazione della proposta di istituzione di una “Commissione speciale sul nuovo Ospedale”; poi un ordine del giorno a firma Ivan Scimonelli sulla “Sicurezza e sorveglianza degli impianti sportivi comunali”; e infine la trattazione dell’interpellanza di Paolo Cavallaro sull’appalto dei rifiuti comunali.




Carta e Germano, alta tensione tra Autonomisti e Popolari con Solarino al centro

Tra Peppe Carta e Peppe Germano è ormai scontro totale. Il primo è sindaco di Melilli, deputato regionale e leader provinciale del Movimento per l’Autonomia; il secondo è il sindaco di Solarino e nome forte dei Popolari siciliani. Le accuse volano incrociate: al centro della contesa c’è il Consiglio comunale di Solarino, dopo le dimissioni di sei consiglieri vicini al primo cittadino e la decisione della Regione di dichiarare decaduto il civico consesso, con tanto di commissario straordinario.
“A Solarino è in atto un attacco alla democrazia. Chiediamo le dimissioni del revisore dei conti e del commissario straordinario”, ruggisce Carta. “Assistiamo alla nomina del revisore dei conti, scelto da un software elettronico che ne sancisce la genuinità dell’elezione, ma che fortunatamente o malauguratamente estrae un dirigente del partito di cui il sindaco Germano è vicesegretario regionale”, aggiunge. “Senza voler insinuare dubbi sulla correttezza delle operazioni – prosegue Carta – riteniamo che sia doveroso chiedere che questo sia sostituito con una persona super partes, che non abbia vincoli amicali o di partito con il sindaco. Inoltre anche il commissario nominato dalla Regione è un caro amico del primo cittadino, questo lo apprendiamo da un video postato dal sindaco stesso. Questi elementi sono più che sufficienti per chiedere a gran voce il rispetto della democrazia e della imparzialità lesa a Solarino”. Peppe Carta aveva presentato un’interrogazione urgente in Ars per “salvare” il Consiglio comunale di Solarino, verificando la possibilità di una surroga dei consiglieri. “La mia interrogazione è stata inascoltata. Noi non abbassiamo la guardia a Solarino e siamo pronti ad altre azioni per riportare la democrazia e l’imparzialità”. E sembra la premessa di un ricorso contro il decreto del Presidente della Regione che dichiara decaduto il Consiglio comunale di Solarino.
“Il sorteggio avviene con una piattaforma online immodificabile, lo abbiamo effettuato in seduta pubblica e in streaming. Più limpido di così non potevamo”, commenta dal fronte opposto Peppe Germano. Il sindaco di Solarino aggiunge poi che i candidati era 550 professionisti. “Il revisore dei conti (Liuni, ndr) ha fatto parte del mio partito (Cantiere Popolare, ndr), è vero. Ma non ci conosciamo. Solo quando ci siamo parlati, dopo la sua nomina, ho scoperto una parentesi politica comune”. Il sindaco di Solarino prosegue anche parlando del commissario straordinario chiamato a sostituire il Consiglio comunale: Pio Guida. “Con lui, invece, ci conosciamo da tempo. Faccio politica da 22 anni, diciamo che in questo frangente qualcuno dei funzionari regionali l’ho conosciuto. Lui come altri. Ma Guida non viene a fare l’amico del sindaco, quanto il commissario nell’interesse del Consiglio comunale. Mi ha sostenuto in campagna elettorale con un post? In caso, non credo sia illegittimo”. Poi Germano chiude le porte alla polemica: “A me interessa portare Solarino avanti. Era una cittadina fuori dai radar della politica provinciale e adesso sono successe diverse cose belle, dallo sport all’economia. Stiamo riqualificando Solarino e la sua immagine. Non pretendo che tutti siano contenti. Dico solo fatemi lavorare e a fine mandato mi giudicherete”.
Oggi, intanto, il commissario si insedia a Solarino. “E decaduto un Consiglio comunale con le dimissioni contemporanee di sei consiglieri. Politicamente sono a me vicini, sostengono la mia amministrazione. Capire che non è che si decide una cosa di questo tipo dal giorno alla notte. Per arrivare a dire basta, evidentemente devono essere successe cose. Credo che questi consiglieri, con il loro gesto, hanno dimostrato di non voler dare spazio a richieste che niente hanno di politico. Ma non voglio portare avanti querelle personali, faccio politica. Vorrei volare sopra le piccole beghe”, dice ancora Germano. “Se qualcuno vuole continuare nella polemica, faccia pure. Io non partecipo. La Regione mi ha dato ragione, smontando le teorie alla base di certi ragionamenti delle ultime settimane. Il percorso era corretto. Può piacere o meno, ma le procedure sono corrette. Hanno annunciato ricorso? Ne hanno diritto. Non ci stanno altri comportamenti, semmai…”.




Fibrillazioni in Consiglio comunale, Fuorisistema ai titoli di coda e la DC alla finestra

Fibrillazioni in Consiglio comunale a Siracusa. E non è solo il rimpasto a rendere l’atmosfera (politica) elettrica, al quarto piano di Palazzo Vermexio. Ad esempio, rischia di sparire dal civico consesso il gruppo di Fuorisistema/Italia Viva oggi composto da Alessandra Borbone, Cosimo Burti e Franco Zappalà (quest’ultimo capogruppo).
Indiscrezioni sempre più insistenti danno per prossimo il passaggio alla Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro di almeno due dei tre consiglieri eletti nella lista di Giancarlo Garozzo. Attenzione però: Burti, recentemente a Palermo con colleghi di Forza Italia e FdI per un incontro con Schifani, parrebbe intenzionato ad optare – qualora dovesse liquefarsi il gruppo di Fuorisistema – per il gruppo misto, dove potrebbero confluire altri consiglieri “delusi”.
Zappalà e Borbone da soli, in questo caso, non potrebbero costituire un nuovo gruppo consiliare (DC), cosa per la quale occorrono almeno tre consiglieri. In linea assolutamente teorica, potrebbero però ricevere una sorta di sostegno tecnico-politico dall’unico che – a termine di legge – siede in Consiglio comunale in rappresentanza di tutti i partiti e di tutte le liste (anche quelle senza diritto di tribuna, ndr) che lo hanno sostenuto al primo turno, come candidato sindaco: Ferdinando Messina.
Pur essendo a tutti gli effetti organico a Forza Italia, potrebbe però garantire sostegno numerico-politico al nuovo gruppo consiliare, senza alcuna forzatura al mandato elettorale. Un’ipotesi su cui i prossimi giorni forniranno maggiori indicazioni o una secca smentita.

foto: i consiglieri comunali di Siracusa




La Regione ha deciso, decaduto Consiglio comunale di Solarino. Nominato commissario

Con decreto del Presidente della Regione Siciliana, è stato disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Solarino. Al posto del civico consesso è stato nominato un commissario straordinario ad acta e si tratta del dirigente regionale Pio Guida. La decisione era nell’aria, dopo le dimissioni di sei consiglieri di maggioranza poco prima delle festività natalizie. Restano invece in carica il sindaco, Peppe Germano, e la sua giunta.
L’opposizione rumoreggia e sta valutando il ricorso al Tar contro la decisione della Regione. Contestata, in particolare, la nota inviata dal segretario comunale di Solarino con cui viene comunicata a Palermo la dimissione dalla carica “della maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio comunale, precisamente di 6 consiglieri comunali su 12”. La maggioranza assoluta – spiegano fonti dell’opposizione – è rappresentata dalla metà più uno, quindi almeno 7 consiglieri comunali.
Alla base delle dimissioni contemporanee dei sei esponenti di maggioranza, alcuni recenti movimenti che avevano cambiato la geografia politica del Consiglio comunale. “Una componente importante che aveva sposato il nostro progetto politico ha deciso di andare verso altri lidi perché il sottoscritto non si è voluto piegare a vecchie logiche politiche e si è rifiutato di farsi colonizzare da altri comuni”, aveva spiegato al riguardo il sindaco Peppe Germano, indicando così delle precise responsabilità politiche.




Rimpasto di giunta, il sindaco Italia: “Ci saranno modifiche, no accordi preconfezionati”

Il 2024 si aprirà con rimpasto di giunta a Siracusa. A sei mesi dalle elezioni, è tempo di una prima verifica politica. E le indiscrezioni riportate ieri da SiracusaOggi.it (clicca qui) hanno subito animato le segreterie politiche cittadine.
“Non so come sarà la prossima giunta perché non ho accordi pre-confezionati con nessuno”, dice fermo il sindaco, Francesco Italia. “Come è normale che sia, la giunta avrà delle modifiche anche sulla base degli assetti che la politica troverà. Non c’è un pacchetto definito. Dialogo con tutte le forze politiche, ragioniamo su obiettivi e possibilità per collaborare. Dobbiamo però ancora esplorare. E’ chiaro – dice ancora Italia – che gli alleati abbiano il diritto e dovere di partecipare alla attività amministrativa”.
Rapporti “leali e trasparenti” quelli con gli alleati in particolare con gli Autonomisti. Dato, quest’ultimo, di cui il primo cittadino non fa certo mistero. “L’importante è lavorare dalla parte della città e non per carriere personali. Abbiamo trovato collaborazioni in Consiglio anche da soggetti che al momento non fanno parte della maggioranza. Faccio i complimenti a consiglieri come Cavallaro (FdI) che ragiona oltre i colori politici. Dobbiamo basarci su valori e comportamenti”, le parole di Italia.




VIDEO. Dalla rielezione ai nuovi progetti, le parole del sindaco Francesco Italia

Le parole del sindaco di Siracusa, al termine della presentazione della relazione 2023 del Comune di Siracusa. Nell’incontro con la stampa, Francesco Italia ha ripercorso tappe e risultati dell’amministrazione locale che a giugno scorso è stata riconfermata, con la rielezione proprio di Italia.




Bilancio, Nicita (Pd): “Confermati impegni governo su nuovo ospedale e sconto carburanti”

(cs) Con il passaggio della Legge di Bilancio oggi alla Camera sono stati confermati gli ordini del giorno a prima firma Nicita, già approvati in Senato.
In particolare, il Governo si è impegnato alla prima occasione utile, compatibilmente con le norme eurounitarie e vincoli bilancio, di affrontare il tema del finanziamento addizionale per almeno 140 milioni di euro del Polo Ospedaliero di Siracusa, attraverso un nuovo accordo tra Regione e Ministero Sanità.
Un secondo impegno riguarda la sospensione del prelievo oneroso sul Libero Consorzio Enti comunali di Siracusa, l’unico in dissesto nella Regione Siciliana, per almeno un biennio, al fine di consentire ripianamento debito e attività altrimenti definanziate.
Il terzo impegno riguarda l’emendamento a firma Nicita e Martella che dispone lo sconto su carburante per autotrazione della quota iva e accise per cittadini e lavoratori residenti o domiciliati entro un raggio di 30 km da una raffineria.
Il senatore Nicita ha precisato che si chiederà al Governo una verifica dei primi due impegni già in occasione del prossimo provvedimento Mille Proroghe, in quanto si tratta di tematiche riformulabili come norme su termini e proroghe.




Zes, no alle modifiche per il Sud. Scerra (M5S): “Volontà di penalizzare il Mezzogiorno”

(cs) “Il governo Meloni continua a ripetere gli stessi errori, confermandosi disattento, se non addirittura poco interessato, al Mezzogiorno. Il non voler accogliere alcun emendamento per migliorare una Zes che penalizza il tessuto produttivo del Sud Italia, anche per ammissione di più associazioni nazionali di categoria, dimostra una chiara volontà”. Così il deputato Filippo Scerra (M5S) dopo la bocciatura ieri dei suoi emendamenti per correggere gli errori della Zes unica ed il “no” ai voti al suo odg, eppure inizialmente accolto dal governo in forma di raccomandazione.
“Ma un semplice accoglimento con raccomandazione di un ordine del giorno significava appena un impegno generico e debole, una vittoria di Pirro senza alcuna sostanza. Per questo ho chiesto oggi che il mio odg venisse messo ai voti, per far assumere le proprie responsabilità ai colleghi dell’aula, in particolare ai meridionali. Ed ancora una volta – insiste Scerra – hanno prevalso da parte di questa maggioranza altre logiche, ma di certo non l’attenzione per imprese e famiglie del Sud Italia”.
Filippo Scerra aveva già presentato diversi emendamenti per migliorare il meccanismo messo in piedi dal governo per le agevolazioni Zes. Semplificazioni che tenevano conto delle dimensioni e degli investimenti delle imprese del Meridione, già messe in difficoltà dalla cancellazione del credito d’imposta per il Mezzogiorno. Ecco perché Scerra aveva chiesto un impegno forte all’esecutivo, e che andasse nella direzione di aumentare la soglia di copertura del credito d’imposta Zes sino a 10 miliardi di euro all’anno, con contestuale proroga del credito d’imposta per almeno un triennio; e poi l’inclusione della ristrutturazione degli immobili destinati alla produzione tra gli investimenti finanziabili attraverso l’agevolazione del credito d’imposta, abbassando inoltre da 200 a 100.000 euro la soglia minima di investimento per accedere ai benefici della Zes.
“In questa legge di Bilancio non c’è nulla che favorisca la crescita e lo sviluppo. Il Mezzogiorno, poi, è stato dimenticato. Purtroppo il peso di queste scelte sarà chiaro a tutti nel corso del 2024, quando il mondo imprenditoriale del Sud Italia si ritroverà privo di strumenti adeguati per crescere e produrre come gli altri territori. Continuerò a lottare per evitare che si continui a danneggiare le nostre aziende”.




Giunta comunale, a gennaio il rimpasto: chi entra e chi esce da Palazzo Vermexio?

Bilancino da farmacista, manuale Cencelli e senso pratico. Sono tre elementi a cui il sindaco di Siracusa dovrà far ricorso per superare senza scossoni il primo aggiustamento della giunta comunale. Una sorta di (previsto) tagliando a sei mesi dal voto. Con intese elettorali da rispettare ma anche nuovi equilibri di cui tener conto. Su tutti la preponderanza numerica del Mpa e il rapporto con alleati, vecchi e nuovi. Insomma, per Francesco Italia sono giornate di riflessione.
Il Comune di Siracusa può dotarsi di 9 assessori. Almeno 4 o 5 saranno i nuovi, di nomina prettamente politica. Blindati Pierpaolo Coppa, Enzo Pantano, Edy Bandiera e Giuseppe Gibilisco: quest’ultimo, pur non essendo espressione di un gruppo consiliare, può contare sulla forza dei fatti e del gradimento dell’opinione pubblica. A sorpresa, allora, potrebbe uscire dalla giunta Fabio Granata. Mentre resta in bilico la posizione di Consiglio, apprezzato per il buon lavoro condotto lontano dai riflettori.
Ma al sindaco servono adesso almeno 4 caselle, 5 in caso riuscisse l’ennesima manovra di “seduzione” politica verso pezzi dell’attuale opposizione. Pavano, Ruvioli e Celesti vengono dati in uscita insieme al nome a sorpresa di Fabio Granata che “paga” il non poter contare su sostegno in Consiglio comunale.
Ma chi entrerà al loro posto in giunta? Il Movimento per l’Autonomia di Giuseppe Carta è sempre più leader in aula Vittorini e potrebbe ancora allargare la sua orbita: l’assessore Pantano, ad esempio, viene dato come vicino al leader provinciale degli Autonimisti. E con lui, altri due consiglieri comunali di Noi per la Città. Natura che una simile presenza in Consiglio porterebbe il Mpa a chiedere almeno due assessori. I nomi caldi sono quelli di Salvo Cavarra e Marco Zappulla, anche per tenere fede ad intese pre-elettorali. Ma non è da escludere un tira e molla anche su un terzo possibile assessorato per il Movimento Autonomista. E qui scatta la prima difficoltà per il sindaco Italia, che deve trovare posto anche ad Alessandro Spadaro per il gruppo di Edy Bandiera, come da accordo in sede di apparentamento per il ballottaggio. Ma il primo cittadino ha bisogno di uno slot libero last minute per non scontentare i suoi fedelissimi di Francesco Italia Sindaco (Casella?) o addirittura per un nuovo allargamento a sorpresa che guarderebbe ad Insieme e Cafeo (con Alfredo Foti nome buono).
Il primo rimpasto è sempre quello più complesso. Almeno stando ai rumors raccolti e che, sempre più insistentemente, circolano tra i corridoi di Palazzo Vermexio e le segreterie politiche. Quando si perfezionerà la quadratura politica del governo cittadino? I ben informati indicano la metà di gennaio come momento propizio per gli avvicendamenti.




Eletti i presidenti cittadini di Italia Viva, confermato Garozzo in assemblea nazionale

Si è chiusa in provincia di Siracusa la fase congressuale di Italia Viva con l’elezione dei presidenti di zona.
Gaetano Penna, primo dei non eletti alle ultime elezioni amministrative nella lista Fuori Sistema, è il nuovo presidente per la città di Siracusa.
“Quelli appena trascorsi sono stati certamente mesi intensi che ci hanno consentito, anche attraverso le frequenti assemblee svolte in tutta la provincia, di consolidare il rapporto con chi era già iscritto e di allargare la nostra comunità grazie alle ulteriori adesioni pervenute”, spiega la coordinatrice provinciale, Alessandra Furnari.
“Voglio quindi fare i complimenti ed augurare buon lavoro a Gaetano Penna ed a tutti gli altri presidenti di zona: Enzo Toro (Noto, Portopalo, Rosolini e Pachino), Giuseppe Cannavà (Augusta, Priolo Gargallo e Melilli), Sebastiano Terranova (Sortino, Francofonte, Lentini e Carlentini) e Martino Failla (Floridia e Solarino) che hanno visto confermato il loro incarico; Matteo Basile (Avola) e Francesco Cadili (zona Montana) scelti dagli iscritti per la prima volta. La comunità siracusana – conclude Furnari – è inoltre onorata di essere rappresentata, in seno all’assemblea nazionale, da Giancarlo Garozzo, confermato anche come responsabile regionale con delega alla legalità ed alla giustizia, Vera Corso e Giuseppe Cannavà”.