Cavallaro (FdI) scuote il centrodestra: "trovare intesa sul candidato sindaco, manca pragmatismo"

Chi è il candidato sindaco del centrodestra a Siracusa? La suggestione Bufardeci, corteggiatissimo da FdI, le posizioni da valutare di Giovanni Cafeo, Edy Bandiera, Enzo Vinciullo. “Non possiamo ancora tergiversare nella scelta e nella definizione del programma”, dice Paolo Cavallaro (FdI) che prova così a scuotere il tavolo del centrodestra locale. “La nostra forza è il pragmatismo che forse sta mancando a Siracusa, con il rischio concreto di non vincere la sfida per il prossimo sindaco di Siracusa”, la considerazione di Cavallaro.
A pochi mesi dalle elezioni, lo stallo non gioca per chi deve fare corsa su di un sindaco uscente. “Siracusa non può essere sacrificata sull’altare delle legittime ambizioni di tanti che, delusi dalle ultime elezioni politiche e regionali, vorrebbero spendersi in prima persona nel governo della città. Ci si chiuda a chiave in una stanza per 48 ore e si esca solo dopo l’accordo”. Una sorta di conclave per il centrodestra siracusano, per livellare le differenze di posizione tra alleati e trovare l’intesa sul nome attorno a cui costruire la corsa verso Palazzo Vermexio. “Il tempo sta scadendo, mentre i partiti della ex maggioranza cercano di darsi una nuova verginità approfittando della nota debole memoria dei siracusani”, avvisa Paolo Cavallaro con un riferimento che pare diretto al Pd ed al dibattito interno sulla posizione da tenere verso Francesco Italia: dialogo o non dialogo?




Dilemma Pd: sostenere o non sostenere un Italia-bis? Spada: "Marziano parla a titolo personale"

Si annuncia una direzione Pd ad alta tensione quella in programma sabato a Siracusa. All’ordine del giorno, l’insediamento del commissario provinciale, il senatore Antonio Nicita. Ma è già pronto lo scontro di posizioni sulle prossime amministrative. A scaldare l’ambiente è stato ieri Bruno Marziano che, in diretta su FMITALIA, ha chiuso la porta ad ogni possibilità di sostegno al sindaco uscente, Francesco Italia. “Il Pd perderebbe la faccia davanti ai suoi elettori”, le parole dell’ex assessore regionale. Una posizione distante da quella del presidente provinciale, Paolo Amenta, che invece aveva aperto al dialogo dopo lo strappo consumatosi due anni addietro, quando il Pd tolse il sostegno alla giunta Italia. Toccherà al commissario Nicita trovare una posizione di sintesi.
Operazione per nulla semplice, come confermano le parole del deputato regionale Tiziano Spada. “Bruno Marziano parla a titolo personale. Non mi pare abbia un ruolo all’interno del Pd se non quello di iscritto. Per carità, un tesserato di spessore. Ma oggi non mi sembra sia il presidente della direzione o il segretario provinciale o il commissario. Comunque affronteremo questo tema in direzione”.
Lo scontro a distanza è servito. Subito una patata bollente per il commissario Nicita: non la migliore premessa alla vigilia della stagione congressuale del partito.

foto: Tiziano Spada (a dx) con il commissario provinciale, sen. Antonio Nicita




E Marziano punge Spada: "Si vede che è stato lontano dal Pd per tanto tempo…"

Prima grana per il neo commissario provinciale del Pd, Antonio Nicita. Sabato in direzione provinciale, al debutto nel ruolo, il senatore dovrà vestire i panni dell’arbitro e tentare di riportare ordine attorno al tema politico del momento, per il Partito Democratico siracusano: tornare a dialogare con il sindaco Italia, in prospettiva di un accordo elettorale per maggio, o confermare lo strappo di due anni fà e presentarsi con una candidatura alternativa?
In questa fase, le due diverse posizioni hanno anche due volti. A sostegno dell’apertura per un Italia-bis c’è il deputato regionale Tiziano Spada; decisamente contrario Bruno Marziano (insieme agli organismi di partito, ndr). Spada può contare sul sostegno del presidente provinciale Amenta.
Tra il giovane Spada e l’esperto Marziano non pare correre buon sangue, sin dai tempi dell’ingresso dell’attuale deputato regionale in casa Pd. E le dichiarazioni delle ultime ore parlano chiaro. Al “perdiamo la faccia se torniamo a sostenere Italia”, pronunciato da Bruno Marziano, ha replicato Tiziano Spada con un “parla a titolo personale, non mi pare abbia ruoli rappresentativi nel partito”.
Parole pronunciate durante un’intervista su FMITALIA che sono subito arrivate all’orecchio di Marziano. “Si vede che Spada per tanto tempo è stato lontano dal Pd ed ha preso parte ad elezioni come avversario del Partito Democratico. Altrimenti saprebbe che sono l’unico componente espressione del territorio nell’Assemblea Nazionale del Pd. Sono anche componente della Direzione regionale e di quella provinciale”, puntualizza l’ex assessore regionale ed ex presidente della Provincia.
“Per sfortuna di Spada, io non difendo una posizione personale perchè contro il sostegno ad un Italia-bis si sono pronunciati gli organismi interni del partito. Per cui, parlano a titolo personale quelli che vogliono modificare quella posizione, assunta seguendo le regole democratiche ed interne del partito. Spero – conclude Bruno Marziano – di avere così chiarito, con qualche puntino messo sulle i”.




Reparti riconvertiti a Lentini per i pazienti covid, Spada contro l'Asp: "Scelta insensata"

La scelta di riconvertire in reparti covid Medicina/Geriatria e Lungodegenza dell’ospedale di Lentini non convince il deputato regionale del Pd, Tiziano Spada. Ieri la comunicazione dell’Asp di Siracusa, davanti all’aumento dei ricoveri covid in provincia e la necessità di reperire nuovi posti letto.
Pronte un’interrogazione all’assessore regionale della Salute, una richiesta di audizione in VI Commissione e un intervento in Aula. “Oltre all’ultima, insensata scelta di chiudere il reparto di Medicina di un ospedale a cui fanno riferimento i pazienti di Lentini, di Carlentini e di Francofonte, la struttura in questione ha una dotazione organica del 60% in meno rispetto alla media regionale. E tutto ciò avviene in una città come Lentini che ha il più alto tasso di incidenza di talassemici in Sicilia. Una città dove si trova la discarica più grande della regione, tramite cui si è continuato a inquinare il territorio, non tenendo conto della salute dei cittadini”, dice Spada.
Nella sua interrogazione all’assessore regionale della Salute, Giovanna Volo, chiede di conoscere “quali siano le ragioni che hanno portato alla scelta dell’ospedale di Lentini tra quelli presenti nel territorio dell’Asp e quali provvedimenti si intendano adottare al fine di garantire l’erogazione delle prestazioni del reparto di Medicina i cui posti letto sono stati temporaneamente riconvertiti”.
Per gli stessi motivi, il deputato della provincia siracusana ha chiesto al presidente della VI commissione Salute, Giuseppe Laccoto, la convocazione di un’apposita seduta per l’audizione dell’assessore regionale della Salute, Giovanna Volo, e del direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra.
“Invito il Governo regionale a intervenire immediatamente, avviando tutte le azioni necessarie a tutela dei cittadini che ricadono nel territorio di Lentini, Carlentini e Francofonte, già stremati da una situazione sanitaria pregiudizievole che incide notevolmente sulla qualità della loro vita. Per questo riteniamo ingiuste ed ulteriormente offensive le scelte operate dall’Azienda Sanitaria Provinciale. Se il Governo regionale pensa che la provincia di Siracusa possa continuare a essere utilizzata come discarica – conclude – ha sbagliato totalmente strategia politica e, soprattutto, sappia che troverà un’opposizione ferrea, seria e determinata a tutela della salute dei cittadini”.




Bruno Marziano: "Tornare a sostenere Italia? Per il Pd significherebbe perdere la faccia"

Impossibile tornare a sostenere Francesco Italia, in ottica di una nuova sindacatura. Per Bruno Marziano il Pd “perderebbe la faccia” davanti ai suoi elettori se ricucisse lo strappo consumato ormai due anni addietro, con l’uscita dalla maggioranza. “E’ vero, c’è una parte del Partito Democratico che vorrebbe che si cambiasse posizione, per andare a sostegno di Francesco Italia. A parte il mio giudizio personale, ho l’impressione che ci sia un giudizio negativo della città sull’operato di questa giunta. Mai queste esperienze di uomini soli al comando, senza confronto democratico, portano buoni risultati. Ora, la decisione del Pd può essere cambiata ma deve essere assunta dagli organismi del partito e non dai singoli. Credo che oggi non ci siano le condizioni per cambiare giudizio verso l’amministrazione Italia, a pena di perdere la faccia”, spiega l’ex assessore regionale in diretta su FMITALIA.
E vale come risposta alla chiamata al dialogo partita nelle settimane scorse dal presidente provinciale del Pd, Paolo Amenta, e dal deputato regionale Tiziano Spada. “La strada da percorrere è quella di muoversi per aggregare o aggregarsi a movimenti già esistenti e scegliere assieme una candidatura che sia rappresentativa e che abbia possibilità di successo”, indica invece Marziano.
A Siracusa si voterà a metà di quest’anno. “Il Pd deve dare vita ad un campo largo progressista in contrapposizione, nei fatti, ad un Italia-bis. Abbiamo ritirato da tempo il sostegno all’amministrazione comunale. E non c’è stato alcun atto del sindaco per recuperare il rapporto, se non un errato lavorio interno con cui ha cercato di intervenire sulle decisioni assunte dagli organismi del partito; l’esatto contrario di quello che si deve fare in questi casi. Italia, peraltro, è esponente nazionale di Azione, un partito che vorrebbe risucchiare il Pd e farlo sparire. Farà la sua strada. Il Pd, piuttosto, deve riuscire a formare un’aggregazione con forze di centro e centrosinistra per presentarsi come alternativa credibile”.
Ma nella giunta comunale – può essere l’obiezione – ci sono assessori con tessera del Pd. “Si ma non si tratta di assessori indicati dal Partito Democratico. Sono persone con la tessera Pd scelte però dal sindaco. E non funziona così quando ci si confronta e si vuole dialogare con i partiti”.
A scanso di equivoci, Bruno Marziano chiarisce di non avere velleità: non sarà il candidato sindaco di Siracusa per il centrosinistra. “Sono contrario ai ritorni in campo, si rischia di diventare copie sbiadite di quello che si è stato nel passato. Non mi sogno di tornare in campo. Ci sono, do una mano attiva al Pd ed ai suoi candidati ma senza necessariamente dovere essere io il candidato”.




Barbagallo sceglie Roma, niente Parlamento per Glenda Raiti. "Il segretario Pd si crede superman"

Non è facile per un pezzo importante del Pd siracusano digerire la scelta compiuta in extremis dal segretario regionale del partito, Anthony Barbagallo. Ha scelto il seggio alla Camera dei Deputati, chiudendo così la porta a Glenda Raiti (candidata nel collegio di Siracusa) che ha sperato fino all’ultimo di poter vestire i galloni di parlamentare, se Barbagallo avesse invece optato per il seggio in Ars.
“Non è questo il risultato che si aspettavano gli elettori del Pd della provincia che hanno votato il partito in una percentuale molto più alta che nel resto della Sicilia, sperando nell’elezione di un proprio rappresentante del territorio”, spiega Bruno Marziano, esponente di peso del partito di centrosinistra. Poi, rivolgendosi direttamente a Barbagallo, “con questa scelta, unita a quella di rimanere a svolgere il ruolo di segretario regionale, condanni il partito per i prossimi anni ad una attività a scartamento ridotto poiché solo un Superman può pensare di svolgere contemporaneamente la funzione di segretario regionale, che si sviluppa soprattutto a Palermo, di deputato nazionale, attività che si esercita soprattutto a Roma, vivendo a Catania e dovendo rappresentare le esigenze di tre province importanti come Catania, Siracusa e Ragusa”.
Marziano, come esempio, rimprovera a Barbagallo l’assenza di interventi e dichiarazioni sul tema della crisi del polo industriale di Siracusa che, eppure, tra Lukoil ed Ias ha riempito pagine nazionali e regionali. “Meno male che c’è il senatore Nicita…”, sussurra Marziano che prevede una imminente implosione del Pd in Sicilia, incapace di avviarsi ad una credibile stagione congressuale.
Tutte queste doglianze sono state inoltrate direttamente a Barbagallo, attraverso una lettera firmata anche da Salvo Baio, Gabrio Calabrò, Antonella Fucile, Rossella Di Paola, Franco Iemmolo, Paolo Censabella, Francesco Sgarlata, Alex Siracusano, Veruccio Ferro, Alessandro Boscarino, Angelo Greco, Elio Magnano ed Enzo Bordonaro.




Vendita Isab, i timori del senatore Nicita: "Golden Power per prescrizioni su ambiente e lavoro"

“Attivare subito la Golden Power per prescrizioni su investimenti, lavoro e ambiente”. Il senatore siracusano Antonio Nicita (Pd) in pressing sul governo dopo l’annuncio dell’accordo tra Goi Energy e Lukoil per la vendita della raffineria Isab di Priolo. “Questo annuncio arriva dopo mesi in cui l’attuale proprietà ha drammatizzato la chiusura dell’impianto a causa dell’asserita impossibilità di attivare linee di credito per l’importazione di petrolio non russo, dopo il 5 dicembre. Dopo la pubblicazione del Decreto che conferiva al Governo la facoltà di attivare l’amministrazione temporanea per la società Litasco/Lukoil, secondo il modello tedesco di Rosneft, la società aveva stupito tutti chiarendo che, contrariamente a quanto da essa sempre sostenuto, avrebbe potuto continuare con mezzi propri l’importazione di petrolio non russo, annunciando al contempo la volontà di vendere l’asset. L’annuncio della vendita – prosegue il senatore del Pd – non risolve le criticità emerse nell’ultimo anno, ovvero la fragilità del sistema produttivo industriale del siracusano, pure così rilevante per l’economia nazionale e locale, in un contesto esposto, da un lato a dinamiche congiunturali e geopolitiche e dall’altro alla necessità di investimenti in transizione ecologica ed energetica capaci di mantenere e riqualificare l’occupazione”.
Secondo Nicita il Governo avrebbe già dovuto esercitare l’opzione dell’amministrazione temporanea pubblica di gestione, “per mettere in sicurezza, prima di ogni ipotesi di vendita, il futuro della sostenibilità economica e ambientale dell’area, anche con il coinvolgimento di altri attori pubblici”.
Motivo per cui l’esponente democratico torna a chiedere “di attivare da subito, senza indugio, le prerogative che la legislazione sul Golden Power attribuisce a infrastrutture critiche nazionali, come l’impianto Isab, al fine di monitorare il processo di vendita, valutare i programmi di investimento e vincolarli a prescrizioni volte a tutelare occupazione, salute e ambiente”.
La Golden power è stata introdotta nel nostro ordinamento nel 2012 e conferisce al Governo la facoltà di porre condizioni o veti in caso di tentativi di acquisto ritenuto “ostile” da parte di una società estera di un’azienda italiana strategica o attiva in un settore ritenuto fondamentale.




Vendita Isab, Gilistro e Scerra (M5s): "Buona notizia ma vigilare su piani e progetti"

“L’annuncio dell’accordo tra Lukoil e Goi Energy per la cessione della raffineria Isab di Priolo è una buona notizia, sul fronte della capacità di attrarre investimenti del polo industriale siracusano. Ma questo non significa che si debba ora abbassare l’attenzione sui piani ed i progetti di chi subentra. Al di là di generiche rassicurazioni sulla tutela del livello occupazionale e degli investimenti, anche in materia di ambiente e salute, per evitare che possa esserci spazio per eventuali manovre di tipo speculativo. Al governo chiediamo di vigilare sulle sorti dell’impianto, cuore della zona industriale aretusea recentemente definita strategica per la produzione energetica nazionale. Ecco perchè riteniamo che si debbano mettere in campo con urgenza tutte le procedure previste a tutela dell’asset nazionale. L’obiettivo, inseguito da anni, rimane quello di rilanciare il polo industriale di Siracusa, garantendo corrette misure ambientali ed in materia di salute per agganciarsi in prospettiva al treno della transizione energetica”. Così in una nota il deputato regionale Carlo Gilistro ed il parlamentare nazionale, Filippo Scerra, entrambi del Movimento 5 Stelle.




Lukoil vende Isab a Goi Energy, Schifani: "Lieto della soluzione che garantisce futuro"

Dopo l’accordo raggiunto tra Lukoil e Goi Energy per l’acquisizione della raffineria Isab di Priolo, il presidente della Regione, Renato Schifani, saluta con favore lo sviluppo. «Sono lieto che la vicenda Lukoil, grazie all’assiduo impegno del governo nazionale, abbia trovato una soluzione definitiva che è riuscita a mettere insieme l’aspetto relativo all’attività aziendale, grazie alla dichiarazione di sito di interesse nazionale, e quello dell’individuazione di un acquirente privato che ha offerto le idonee garanzie per la prosecuzione dell’attività che garantisce un indotto di più di diecimila lavoratori. La Regione Siciliana è stata sempre accanto al governo nazionale nel sostenerne l’impegno e nell’offrire ulteriori e aggiuntive misure di sostegno finanziario per l’eliminazione dello stato di crisi, trovando nel ministro Urso un valido e autorevole interlocutore».
Sul tavolo rimane adesso la vicenda depurazione con l’impianto consortile sotto sequestro da febbraio. “L”interlocuzione tra il mio governo e i ministri Urso e Pichetto Fratin ha dato luogo all’approvazione di un decreto legge che ha scongiurato la paralisi dell’attività dell’impianto con conseguenze irreversibili e gravissime per tutta l’area industriale”, rivendica Schifani. “Attendiamo dai due ministeri l’imminente adozione di un provvedimento che detterà in maniera più analitica le regole attuative della misura d’urgenza. La Regione Siciliana è pronta a fare la propria parte nello stanziare le dovute somme per ricondurre l’attività di depurazione nel pieno rispetto delle norme di settore, nella certezza che anche i partner privati della società proprietaria del depuratore facciano la loro parte”.




Pachino, due nuove adesioni al gruppo consiliare di Fdi. Napoli: "Il partito cresce"

Cresce il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, a Pachino. I consiglieri Alessia Tropiano e Salvo Avolese hanno aderito al partito di Giorgia Meloni. Due ingressi salutati con favore dal coordinatore provinciale di FdI, Peppe Napoli. “Felice e soddisfatto dell’apporto che, sono certo, daranno i consiglieri Tropiano e Avolese a tutta la comunità pachinese. Il nostro partito continua a crescere ed a lavorare per l’interesse di tutta la provincia di Siracusa”, le parole di Napoli, affidate ad una breve nota.