Il Pd chiede l’elezione diretta per le ex Province. Tiziano Spada: “E’ l’unica via”

Il Pd ha presentato un disegno di legge alla Regione per il ritorno alle elezioni dirette del presidente del Libero consorzio, del sindaco metropolitano e dei componenti dei Consigli dei consorzi e delle Aree metropolitane. Il ritorno al voto dei cittadini per le ex Provincie regionali, insomma. Non più elezioni di secondo livello (votano solo i sindaci), ma una vera e propria chiamata alle urne dell’intero corpo elettorale, come negli anni precedenti alla riforma di quegli enti.
Il deputato regionale siracusano, Tiziano Spada, spiega le ragioni alla base della proposta. “E’ una scelta dettata dalla convinzione che questa sia l’unica strada percorribile per restituire valore a enti che, costituzionalmente, rappresentano le articolazioni istituzionali che costituiscono la nostra Repubblica. Ma anche per ridare centralità al principio della rappresentanza popolare al momento negato”. A spingere il deputato regionale del Pd a supporta il Disegno di legge anche “la certezza che i servizi di cui si occupano gli enti intermedi, e sono davvero tanti e importanti per i cittadini, possono essere efficienti solo se gestiti da amministratori di diretta emanazione del territorio, come avveniva in passato, e non da commissari staccati da realtà a loro pressoché sconosciute. Per questo – conclude Tiziano Spada – credo che, come proposto dal Disegno di legge debba procedersi allo svolgimento delle elezioni nella prima tornata utile, ovvero nella primavera 2023”.




Verso le amministrative: a Priolo ufficiale la candidatura di Michela Grasso

Il 2023 è l’anno delle elezioni amministrative nel capoluogo. Ma anche in provincia i cittadini torneranno alle urne, come ad esempio a Priolo. Nella cittadina industriale diventa ufficiale una prima candidatura a sindaco ed è quella di Michela Grasso, moglie dell’ex primo cittadino Antonello Rizza. “Ho deciso di candidarmi pur consapevole delle enormi responsabilità che tale scelta comporta. Sento forte l’esigenza di cambiare il corso delle cose in questo nostro paese, il cui declino valoriale, economico, politico ed amministrativo ha allontanato gli uomini e le donne perbene dalla politica”, spiega presentando la sua candidatura, al momento sotto le insegne del civismo, senza partiti alle spalle.
“Da madre, dunque, ancor prima che da candidata a sindaco, diventa un preciso dovere morale, provarci e metterci la faccia. Da sempre vivo, respiro e amo Priolo. Sogno un paese dove competenza, professionalità e merito siano la cifra dell’impegno. Un paese dove il lavoro sia un diritto e non un favore. Nelle prossime settimane apriremo una lunga fase di ascolto, per calibrare al meglio le priorità da inserire in un programma elettorale che non sia un libro dei sogni”, racconta Michela Grasso.




Centrodestra, senza Bufardeci chi candidare sindaco? La rosa: Bandiera, Bonomo, Cafeo o Vinciullo

Una rosa di nomi per il centrodestra siracusano che cerca l’intesa sul candidato o la candidata a sindaco di Siracusa nel 2023. Il più corteggiato è Titti Bufardeci. Ma l’ex vice presidente della Regione, tuttavia, appare tiepido sull’ipotesi: ringrazia per la stima ma non pare intenzionato ad accettare.
“Bufardeci sarebbe un ottimo candidato – dice Enzo Vinciullo (Prima l’Italia) – è un tecnico, un ottimo amministratore, vanta l’esperienza nel Cga, il consiglio di giustizia amministrativa. Con lui ho condiviso un lungo percorso di viaggio – ricorda- siamo stati insieme per tre anni e 8 mesi in giunta a Siracusa e credo che in quel periodo abbiamo rivoluzionato la Protezione Civile, la Ricostruzione, abbiamo fatto tante cose: il ponte Santa Lucia è solo un esempio fra tanti”.
Ma se, come appare, non dovesse cedere alle lusinghe del centrodestra “dovremo trovare un candidato che possa rappresentare le varie anime”. Già, ma chi? “Chiunque tra quanti si sono candidati alle ultime regionali, riportando in città un risultato importante, ha le carte in regola per potersi candidare”, risponde Vinciullo. Ed allora la rosa ipotetica: Giovanni Cafeo, Edy Bandiera, Mario Bonomo, lo stesso Vinciullo.
“Dobbiamo trovare una soluzione insieme, per il bene della città”, dice ancora Vinciullo ben sapendo che i conti andranno fatti al tavolo di coalizione ed in particolare con FdI. “Chi dovesse crede di essere il nome giusto e dovesse pensare di poter andare avanti da solo – avvisa – riproporrà i risultati fallimentari delle volte in cui si è ragionato in questo modo. Un sistema con cui non si va da nessuna parte”. Messaggio agli alleati: il centrodestra deve presentarsi compatto attorno ad un sol nome, condiviso.




Stato di emergenza per i danni del nubifragio a Pachino, Spada: “Mozione in Ars”

Il deputato regionale Tiziano Spada (Pd) ha presentato una mozione urgente per la richiesta della dichiarazione di stato di emergenza a Pachino, dopo l’alluvione dello scorso fine settimana. Firmano la mozione anche Michele Catanzaro e Dario Safina. I tre lamentano che “a un mese dalla dichiarazione di stato di crisi generato dal maltempo che ha investito il territorio siciliano, causando danni per milioni di euro, il governo regionale non ha ancora avviato gli interventi necessari per affrontare, gestire e superare l’emergenza”.
Nello specifico, la mozione impegna il governo regionale “ad adottare, nell’ambito delle rispettive competenze, anche in raccordo con il governo nazionale, tutti i provvedimenti e le azioni necessarie, finalizzate al riconoscimento e alla destinazione con carattere d’urgenza dei ristori commisurati alle richieste pervenute dai Comuni, anche in ordine alla quantificazione dei danni subiti dai privati nelle province di Trapani, Siracusa e Agrigento a seguito degli eventi alluvionali”.
Spada, nei giorni scorsi si è recato a Pachino per avere contezza della situazione. “Desolante lo scenario che si è presentato ai miei occhi e che non rende più rinviabile la necessità di dare risposte concrete alle aziende agricole su cui si basa gran parte dell’economia del territorio di Pachino, ma anche alle tante persone che lavorano in questo settore e ai cittadini più in generale che si sono ritrovati con le case allegate. Il governo regionale – conclude Tiziano Spada – deve immediatamente mettere in campo le azioni necessarie per fronteggiare questo disastro”.




L’ottimismo di Schifani: “Isab, riunione interlocutoria ma importante. Governo garante”

“Una riunione interlocutoria ma molto importante”. Così il presidente della Regione, Renato Scifani, ha commentato il vertice di questa mattina a Roma con al centro la vicenda Isab Lukoil. “Il governo ha garantito con grande senso di responsabilità che la vicenda non potrà che trovare una soluzione: questo rasserena il governo regionale sul mantenimento dei posti dell’indotto”, ha aggiunto Schifani.
“Grande assente il mondo bancario – ha continuato Schifani – perciò è opportuna l’iniziativa del ministro Urso di interloquire con Abi e la sua disponibilità a tracciare un percorso che possa aumentare la percentuale di garanzia della Sace, attualmente al 70%. Chiaramente, se il mondo bancario non risponderà nemmeno per quel residuo che dovrà garantire, sarà necessario trovare altre strade. La sinergia tra la Regione Siciliana e il governo nazionale, in particolare con il ministero, è massima e l’assessorato alle Attività produttive del mio governo segue attentamente la vicenda anche per il riconoscimento dell’area di crisi nel Siracusano”.
Al tavolo Isab-Lukoil ha partecipato anche l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo che ha sottolineato la sinergia tra il governo siciliano e quello nazionale: «Abbiamo chiesto tutela per le migliaia di lavoratori dell’indotto e il riconoscimento dell’area di crisi industriale del polo di Siracusa che è un passaggio importante per poter portare investimenti e tutelare le aziende. Su questo abbiamo ricevuto massima disponibilità del ministro Urso e stiamo portando avanti tutti gli atti necessari».

foto archivio




Verso le amministrative a Priolo: Scarinci chiama il centrodestra, “Uniti alle urne”

Un tavolo del centrodestra anche per Priolo Gargallo. Nella cittadina industriale si torna al voto il prossimo anno ed in previsione delle amministrative Fratelli D’Italia propone la soluzione di coalizione. Per questo, spiega il referente locale, Beniamino Scarinci, FdI “chiederà ai partiti alleati di verificare la possibilità di raggiungere una intesa e una sintesi”. Ovvero ripetere anche a Priolo l’intesa compatta su di un unico nome, in continuità con il progetto di governo premiato alle elezioni politiche dello scorso 25 settembre.
“Abbiamo l’obbligo di dare un chiaro segno di discontinuità all’attuale compagine amministrativa”, dice Scarinci a proposito delle elezioni del prossimo anno a Priolo. Ed in quest’ottica “auspico quanto prima un incontro con i delegati locali delle segreterie provinciali e della deputazione degli altri partiti” per un primo incontro già dalla prossima settimana.




Sbloccare le norme per le comunità energetiche, Giansiracusa ricevuto da viceministro Mite

C’era anche il sindaco di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, questa mattina a Roma alla manifestazione indetta da Legambiente. Sotto la sede del ministero della Transizione Ecologica il sit-in indetto dall’associazione ambientalista per chiedere l’emanazione dei decreti attuativi sulle comunità energetiche che consentirebbe una maggiore diffusione dell’utile pratica.
Il sindaco di Ferla ha fatto parte della delegazione ristretta che è stata ricevuta del viceministro, Vannia Gava.
La delegazione era formata da Stefano Ciani, presidente nazionale di Legambiente, Katiuscia Eroe, responsabile dell’ufficio energia di Legambiente, Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, Francesco Ferrante, vice presidente di Kyoto club, Luciano Marcazzan, Sindaco di San Giovanni Ilarione (VR).
Il colloquio con il vice ministro e con i vertici del ministero è stato molto proficuo e si è incentrato, non solo sulla mancata emanazione dei decreti attuativi, ma su vari aspetti di criticità (burocratiche, regolatorie, giuridiche, autorizzative) che condizionano la piena attuazione di politiche energetiche alternative diffuse sul territorio.
“Ci sono dei ritardi governativi che stanno condizionando la piena applicazione delle comunità energetiche in Italia. Ed oggi più che mai è un vero peccato”, spiega GIansiracusa a SiracusaOggi.it. “Abbiamo chiesto con forza lo sblocco dei decreti attuativi e una maggiore semplificazione per consentire un’ampia diffusione di tale pratica”.




Azione ed Italia Viva ovvero il Terzo Polo diviso a Siracusa tra Calenda, Garozzo e Italia

Quel “Garozzo chi è?” pronunciato da Carlo Calenda a proposito dei difficili equilibri elettorali tra Azione ed Italia Viva a Siracusa, agita il Terzo Polo. Prova a seminare pace Filippo Tripoli, responsabile Enti Locali di Italia Viva in Sicilia. “È normale che ancora Carlo Calenda non conosca tutti i dirigenti siciliani di Italia Viva, ma Giancarlo Garozzo è uno dei nostri punti di riferimento in Sicilia nonché già sindaco di Siracusa. Siamo convinti – spiega porgendo un ramoscello d’ulivo – che essendo Carlo il nostro senatore eletto, peraltro grazie anche al contributo di Garozzo che era con lui insieme in lista, avrà in questi anni modo di conoscere bene e meglio le province siciliane e quindi anche la sua classe dirigente”. Non manca, però, anche un pizzicotto da Italia Viva all’indirizzo di Calenda. “Auspichiamo che in futuro le posizioni del Terzo Polo vengano rese pubbliche solo dopo la necessaria concertazione che dovrebbe esserci tra i dirigenti di Italia Viva e quelli di Azione”, riferimento all’annuncio di Carlo Calenda che ha confermato Francesco Italia (dirigente nazionale di Azione, ndr) come candidato sindaco del Terzo Polo per il 2023.
Pochi giorni prima della venuta a Siracusa di Carlo Calenda, Giancarlo Garozzo aveva anticipato il “no” di IV al sostegno di una ricandidatura di Francesco Italia, pupillo del senatore di Azione. Dopo gli anni vissuti insieme al governo della città, tra Garozzo ed Italia i rapporti sono degenerati al punto che tra i due non ci sarebbe più dialogo da tempo. Ragioni di Terzo Polo li vorrebbero ora “alleati” per le amministrative del 2023. Ma la questione non appare poi così scontata.




Prima seduta all’Ars, esordio per i nuovi deputati regionali siracusani

Primo giorno “operativo” , ieri, per i nuovi deputati regionali siracusani. La prima seduta dell’Ars, convocata per l’elezione del presidente, è stata  il primo momento politico vero dopo le elezioni regionali, da cui è emerso un primo quadro di quella che sarà molto probabilmente la geografica politica nei fatti, a prescindere dalle premesse, all’interno del parlamento siciliano.

Emozionati, i nuovi parlamentari regionali siracusani, Tiziano Spada, Carlo Gilistro, Giuseppe Carta, Riccardo Gennuso, hanno preso, dunque,  posto tra gli scranni di Palazzo dei Normanni e poi votato. Non c’era ancora Carlo Auteri, in attesa della surroga. A Palermo c’erano, però, Luca Cannata, che ha optato per il Parlamento e l’ex deputata regionale oggi sindaco di Avola, Rossana.

Carlo Gilistro (Movimento 5 Stelle), accompagnato dalla moglie, al termine della prima seduta della nuova legislatura, ha auspicato disponibilità all’ascolto delle opposizioni, chiarendo così subito la posizione che intende mantenere.

“Ci siamo subito dimostrati forza di opposizione compatta-commenta Gilistro-  votando tutti e 11 scheda bianca in occasione dell’elezione del presidente dell’Ars. Qualcun altro, invece, ha pensato bene di scattare in soccorso della maggioranza ed i numeri paiono indicare anche precise responsabilità. Fa parte della politica, anzi meglio che sia successo subito così da chiarire anche a noi il quadro ed evitare di convivere con finti pezzi di opposizione”. Chiaro il riferimento al gruppo che si riferisce all’ex candidato alla presidenza della Regione, Cateno De Luca.  “Ci auguriamo -prosegue il deputato regionale “pentastellato”- che ci sia disponibilità all’ascolto delle opposizioni, in un rapporto propositivo su fatti e temi. Questo, è chiaro, non vuole però dire che faremo sconti o che terremo una linea morbida. Tutt’altro, anzi. Come portavoce regionali del Movimento 5 Stelle rimane per noi centrale l’ascolto e il confronto diretto e costante con i cittadini, i territori e le loro istanze”.

Tiziano Spada, deputato regionale espressione del Partito Democratico è arrivato a Palermo con la compagna e con  il sindaco di Floridia, Marco Carianni, “le due persone a me più vicine in questo percorso- spiega il parlamentare dell’Ars- Tanta emozione- confessa- e tanta voglia di fare del mio meglio”. Entrando nel merito delle questioni politiche, Spada non ha dubbi. “Ieri è emerso certamente un dato: le opposizioni non lo sono poi così tanto. Il presidente è stato eletto anche con i voti di una parte della minoranza. Chiaro anche che Gianfranco Miccichè ha seguito le opposizioni. La partita dell’Ufficio di Presidenza chiarirà anche altri aspetti”.

Spada non nasconde, tuttavia, il suo apprezzamento per Gaetano Galvagno. “Nonostante la mia posizione sia di opposizione- spiega- sono felice per l’elezione del più giovane presidente dell’Ars mai eletto, un ragazzo che conosco da anni e che ha iniziato, come me, a far politica all’università”.

Estremamente soddisfatto Giuseppe Carta, deputato regionale autonomista. “Abbiamo compreso subito che la maggioranza di Schifani è forte e compatta e che la compagine di Centrodestra in Sicilia è praticamente gemella di quella nazionale. Ci aspetta una lunga legislatura, fatta anche di trasversalità, con possibili condivisioni con le forze di opposizione”. Carta confessa di essere rimasto “stupito per la facilità con cui si è arrivati all’elezione del presidente. Ieri ero davvero contento, perché finalmente ci siamo occupati di politica”.

Tra le posizioni che saranno attribuite in seno all’Ars mercoledì, secondo indiscrezioni ci saranno i siracusani, assenti, tuttavia, da quello che sarà il nuovo governo regionale. “Non saremo in giunta- conclude Carta- ma questo è un momento di ripartenza e siamo rappresentati a livello nazionale. Certo- si lascia sfuggire- se io non fossi stato incompatibile (Carta è sindaco di Melilli), avremmo giocato di certo un’altra partita”.




Il Pd con Italia? Arriva il no del segretario cittadino. “Amministrazione inconcludente”

Dalla direzione cittadina del Pd non hanno ben digerito la nota della coalizione di centrodestra di un paio di giorni fa. Con gusto della provocazione Fdi, FI, Lega, Udc/Dc ed Mpa accusavano il Partito Democratico di non aver idee valide per la sindacatura a Siracusa e per questo pensano a sostenere Italia nel 2023.
Una invasione di campo che non è andata giù al responsabile cittadino, Santino Romano. “Il centrodestra siracusano farebbe bene ad occuparsi dei problemi di casa sua  ed a proporre candidature che non siano minestre riscaldate, evitando di inserirsi in maniera così sguaiata nelle scelte del Partito Democratico”, dice d’un fiato Romano. “Siamo assolutamente  consapevoli  della necessità di dare un’autorevole guida amministrativa alla città di Siracusa che sia in discontinuità con la giunta Italia e alternativa alla destra.  Per questo – anticipa – nella lista del Pd saranno candidati donne e uomini di primissimo piano”. 
Quanto al nome forte, ovvero quello per la sindacatura, “hanno già dato la loro disponibilità persone autorevolissime”. Nessuna anticipazione, però. “I nomi saranno valutati assieme alle altre forze del centrosinistra.  Il Pd è infatti impegnato a costruire la più ampia alleanza possibile da contrapporre alla destra siracusana  e all’attuale, inconcludente amministrazione. Come segretario comunale continuerò a lavorare in questa direzione, coinvolgendo attivamente e costantemente gli organismi del partito”, dice Santino Romano che si contrappone così alla presa di posizione del presidente provinciale, Paolo Amenta.