Contrada Tivoli e le altre: servizi, pulizia e discariche. Civico4: “Sono aree invisibili?”

Contrada Tivoli è “invisibile agli occhi dell’amministrazione comunale”. E’ Civico4 ad alzare ancora una volta la voce, dal fronte dell’opposizione. La contrada periferica, fuori dal perimetro urbano di Siracusa, viene assunta a paradigma delle condizioni delle cosiddette “case sparse”.
“In queste aree – dice Michele Mangiafico – non risulteranno mai sufficienti i sorrisi d’ammiccamento, serve piuttosto una grande opera di integrazione territoriale, a cominciare dai servizi scippati. Ci riferiamo, ad esempio, al servizio di trasporto scolastico di cui contrada Tivoli beneficiava fino al precedente quinquennio amministrativo. Ma non solo. Anche la semplice linea dell’Ast, che un tempo esisteva e serviva questa contrada, non fa più parte delle linee del trasporto urbano, in barba ai proclami sui nuovi mezzi propagandati dall’amministrazione di Palazzo Vermexio”.
Civico4 si sofferma soprattutto sul problema della pulizia dei canali di deflusso delle acque meteoriche. “La zona in questione, peraltro, è stata anche tra le più colpite dagli eventi alluvionali del medicane dello scorso autunno e, quindi, una delle aree più a rischio con l’approssimarsi della stagione delle piogge”.
Mangiafico cita la determina dirigenziale 3084 dello scorso 11 agosto, relativa a pulizie di canali di raccolta delle acque: “non ha riguardato contrada Tivoli, dove sono urgenti interventi già in questi giorni, in cui sono riprese in maniera preoccupante le precipitazioni atmosferiche”. Un problema aggravato dalle discariche abusive di rifiuti. “Allarmante soprattutto la situazione su strada Benalì, dove uno striscione mostra l’indignazione di una città insofferente e desiderosa di decoro e di pulizia”.




Regionali: Carta rompe con il Pd, “Ritiro disponibilità a candidatura”

L’esperienza di Giuseppe Carta con il Pd si chiude senza mai essere davvero iniziata. Troppo veti incrociati, una corsa verso la candidatura alle regionali con troppi ostacoli e allora il sindaco di Melilli ha deciso di mettere un punto.
“Ho assistito in silenzio in queste ore alla bagarre di chi, dentro un partito come il Pd, che avrebbe avuto una possibilità di rinascita, ha adottato misure nebulose, arbitrarie e dai risultati quantomeno discutibili. Quella coalizione originaria, oggi monca di molti pezzi, di fatto non esiste più. Mi trovo costretto, di concerto con il mio gruppo, a ritirare ogni possibile disponibilità ad una candidatura per le prossime elezione regionali con questo Pd che, nel modus operandi, è lontano rispetto a quella visione di politica fatta di collegialità e condivisione a cui siamo abituati”.
Nei giorni scorsi, il nome di Carta era stato accostato all’Udc. La smentita dei giorni scorsi ora potrebbe essere riletta. “Nell’ottica di una fiducia che dobbiamo agli elettori, cercheremo di valutare i prossimi scenari che si profileranno, con una attenta valutazione dei programmi e delle scelte fatte nell’interesse della Sicilia dai movimenti che da sempre si battono mettendo al centro dell’azione politica la nostra terra”.




Elezioni politiche, depositate le liste: ecco chi è candidato alla Camera ed al Senato

Liste chiuse e presentate alle 20 di ieri sera in Corte d’Appello. Tra conferme e qualche sorpresa, definito lo scacchiere dei candidati “siracusani” alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre. Al plurinominale, 4 i seggi disponibili.
Per la Camera dei Deputati, l’ex sindaco di Avola Luca Cannata è il primo nome di Fratelli d’Italia nel collegio plurinominale. Il sindaco di Francofonte, Daniele Lentini, capolista per Noi Moderati. Nel Pd, alle spalle del segretario regionale Barbagallo c’è la siracusana Glenda Raiti, figlia dell’indimenticato Turi. Floridiana di nascita, l’ex ministro Lucia Azzolina è la capolista di Impegno civico ed è anche in corsa all’uninominale. Tenta il secondo mandato l’uscente Filippo Scerra, sempre con il Movimento 5 Stelle: è capolista. In Azione-Italia Viva il primo nome è quello del vicesindaco di Siracusa, Pierpaolo Coppa. Poi Bernadette Lo Bianco mentre il quarto nome è quello di Concetta Piccione.
All’uninominale, oltre a Luca Cannata e Lucia Azzolina, ci sono anche l’esx sindaco di Augusta Concetta Di Pietro (M5s) e l’assessore ai servizi sociali del Comune di Siracusa Conci Carbone (Azione-IV). Di seguito, l’elenco completo collegio plurinominale (Catania, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa) e dell’uninominale (Siracusa).

Collegio plurinominale -(Catania, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa)

Forza Italia: Paolo Emilio Russo, Bernadette Grasso, Giovanni Mauro, Chiara Quaranta.
Fratelli d’Italia: Giovanni Luca Cannata, Wanda Ferro, Gianfranco Rotondi, Eliana Longi.
Lega Salvini premier: Valeria Carmela Maria Sudano, Nino Minardo, Annalisa Tardino, Fabio Cantarella.
Noi Moderati: Daniele Lentini, Anna Maria Ajello, Giuseppe Frasi, Serena Gubernale.
Partito Democratico: Anthony Barbagallo, Glenda Raiti, Giovanni Spadaro, Valentina Aparo.
Impegno Civico: Lucia Azzolina, Francesco D’Uva, Roberta Alaimo, Andrea Giarrizzo.
Verdi Sinistra: Maria Teresa Iurato, Maurizio Nicolosi, Micol Liardo, Salvatore Mingardi.
Movimento 5 Stelle: Filippo Scerra, Vanessa Ferrei, Eugenio Saitta, Paola Brullo.
Azione-Italia Viva: Pietro Coppa, Bernadette Lo Bianco, Alberto Spitale, Concetta Piccione.
Sud chiama Nord De Luca sindaco d’Italia: Luigi Fiumara, Concetta Rapisarda, Paolo Monaca, Romina Miano.
Italexit: Mario Michele Giarrusso, Annamaria Loriana Gatto Rotondo, Federico Maria Giuseppe Donzelli, Sabrina Zaccaria.
Unione Popolare con De Magistris: Domenico Cosentino, Milena Angiletti, Filippo Schifano, Gina Tuzza.
Forza Nuova: Franco Aprile, Valeria Carmela Santanocito, Marco Vita, Alfia Russo.

Collegio uninominale

Luca Giovanni Cannata (centrodestra), Lucia Azzolina (centrosinistra), Maria Concetta Di Pietro (M5S), Concetta Carbone (Azione Iv), Luigi Fiumara (Sud chiama Nord De Luca sindaco d’Italia), Giovanni Calleri (Italexit), Nicola Candido (Unione Popolare con De Magistris), Marco Vita (Forza Nuova).

Per quel che riguarda il Senato, al plurinominale (Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa) sono 5 i seggi disponibili. Capolista in Forza Italia è la siracusana Stefania Prestigiacomo. Per il Partito Democratico, primo nome è quello di Antonio Nicita, siracusano di nascita, figlio dell’ex presidente della Regione Santi Nicita e già presidente Agcom. Per il Movimento 5 Stelle, l’uscente Pino Pisani – augustano – è in seconda posizione dietro Barbara Floridia ed inserito anche all’uninominale. All’uninominale c’è anche Paolo Amenta (Pd), sindaco di Canicattini Bagni. Di seguito, liste e nomi per plurinominale e collegio uninominale.

Collegio plurinominale – (Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa)

Forza Italia: Stefania Prestigiacomo, Antonino Scilla, Loredana Messina, Giacobbe Giovanni Giacobbe.
Fratelli d’Italia: Sebastiano Nello Musumeci, Carmela Bucalo, Salvo Pogliese, Giovanna Petrenga.
Lega Salvini Premier: Nino Germanà, Giulia Bongiorno, Orazio Ragusa, Sonia Grasso.
Noi Moderati: Mario Luciano Brancato, Antonia Portorivo, Gianfranco Melillo, Doriana Politanò.
Partito Democratico: Antonio Nicita, Agata Iacono, Salvatore Branciforte, Antonia Russo.
Impegno Civico: Fabrizio Trentacoste, Cinzia Leone, Vincenzo Drago, Loredana Russo.
Verdi Sinistra: Alessandra Minniti, Giovanni Gioli Vindigni, Maria Germanà, Fabio Ruvolo.
Movimento 5 Stelle: Barbara Floridia, Giuseppe Pisani, Cinzia Amato, Federico Piccitto.
Azione Italia Viva: Anna Maria Parente, Gaetano Armao, Giusi Provino, Pierfrancesco Torrisi.
Sud chiama Nord De Luca sindaco d’Italia: Cateno De Luca, Dafne Musolino, Giuseppe Lombardo, Lorenzina Grasso.
Italexit: Giuseppe Sottile, Carmen Minutoli, Giuseppe Indorato, Letizia Licitra.
Unione Popolare con De Magistris: Luca Antonio Cangemi, Dolores Dessì, Goffredo D’Antona, Ivana Maria Parisi.
Forza Nuova: Maria Fiore, Giuseppe Aleppo, Carmela Montagno Castagnola, Giuseppe Siciliano.

Collegio uninominale

Salvatore Sallemi (centrodestra), Paolo Amenta (Pd), Giuseppe Pisani (M5S), Mariana Buscema (Azione Iv), Antonio Guastella (Sud chiama Nord De Luca sindaco d’Italia), Giorgio Piccione (Unione Popolare con De Magistris), Maria Fiore (Forza Nuova).




Candidature: Paolo Amenta (Pd) al Senato. Le perplessità di Baio e la replica del presidente PD

Si moltiplicano con il passare delle ore le frizioni in casa Pd Siracusa. Il partito provinciale è, da settimane, di nuovo attraversato da frizioni e contrapposizioni. E per aumentare il caos al suo interno, ecco altri momenti di possibile divisione. Da una parte la candidatura del presidente provinciale, Paolo Amenta, nel collegio uninominale; dall’altra il messaggio di Alfredo Foti a favore di Giovanni Cafeo (Prima l’Italia).
Nel primo caso, è il dirigente Salvo Baio a dare fuoco alle polveri. “Mi domando se nella scelta dei candidati del Pd che dovrebbero rappresentare il nostro territorio, il partito abbia avuto un ruolo o sia stato ignorato. Domanda retorica, perchè la risposta è nota: nessun organismo del Partito ‘democratico’ è stato consultato nè tantomeno coinvolto nelle decisioni sulle candidature. Di più, chi aveva il compito, a livello regionale e nazionale, di coordinare le candidature, per prima cosa ha pensato alla propria candidatura. Così funziona oggi il Pd. Un tempo si consultava la base per ascoltarne gli orientamenti e le preferenze, oggi non sappiamo neanche chi sia la base. Un tempo le scelte venivano discusse negli organismi di partito, anche quando si trattava di dirigenti nazionali. Oggi gli organismi del Pd sono in disfacimento, non contano nulla e non vengono neanche convocati perchè privati prendendo del benchè minimo potere decisionale”. Una polemica che riguarda le liste per le politiche come per le regionali. “Tutto mi sarei aspettato – attacca ancora Baio – tranne che il partito che si chiama democratico venisse relegato all’umiliante ruolo di passacarte o passaliste. Io al posto di Amenta tirerei fuori gli occhi della tigre, ma se non è capace di farlo credo che le sue dimissioni e quelle degli altri cinque che compongono il comitato di coordinamento sarebbero un gesto onorevole. Il Pd così non può andare avanti”.
Nelle ore scorse, intanto, l’endorsement social dell’ex assessore comunale Alfredo Foti per il candidato alle regionali di un altro partito: Giovanni Cafeo (Prima l’Italia). “Una persona a me molto molto cara, che mi ha insegnato molto e che oggi non è più con noi, mi ha chiesto di continuare a fare politica ‘insieme’ a Giovanni, gli ho detto di sì, ed io son un uomo di parola. A Giovanni mi unisce un rapporto politico trentennale, lo considero oltre che un amico, uno dei politici più preparati della nostra provincia”, ha scritto Foti in un post accompagnato da una foto insieme a Giovanni Cafeo. Una amicizia, non solo politica, che passa attraverso lo scomparso Gino Foti, zio di Alfredo e mentore di Cafeo. Nessun commento ufficiale del partito su questa vicenda.
Quanto alle parole di Baio, su FMITALIA la replica di Paolo Amenta. “Mi sono messo a disposizione del partito. Per me Baio rimane un carissimo amico e una persona di grande esperienza. Con me ha sempre dialogato in maniera propositiva. Occhi di tigre? Io li ho sempre avuti nella vita politica, candidandomi e mettendo la faccia. Poi vinco, perdo ma sempre mettendoci la faccia. Non l’ho scelto io, il partito ha scelto Paolo Amenta forse considerando che sono stato vice presidente di Anci Sicilia e quindi conosciuto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei 48 comuni del collegio”.




Differenziata, tutte le critiche di Civico4: “Pure un premio al dirigente che verifica percentuali”

Per il movimento politico Civico 4, guidato da Michele Mangiafico, la raccolta differenziata a Siracusa è “un fallimento”. Un giudizio tanto netto quanto duro e dettato da “precise responsabilità politiche nella gestione del servizio di igiene urbana che poi porterebbero alla formazione delle discariche abusive”. A spiegare l’attacco è lo stesso Mangiafico: “una classe dirigente seria è capace di governare e reprimere i fenomeni di devianza, non di utilizzarli per giustificare la propria inefficienza.
Civico4 ha analizzato a fondo la questione, studiando la determina a contrarre che diede inizio all’attuale gestione del capitolato di appalto (171 del 30 luglio 2019). Nel documento “si puntava al raggiungimento del 65% al termine del primo anno di attività, ma l’ultimo report disponibile sulla raccolta differenziata, relativo al primo semestre del 2022, riporta una media del 49,58%, pari a sedici punti percentuali in meno rispetto all’obiettivo che l’Amministrazione avrebbe dovuto raggiungere due anni fa, con un ritardo cumulato, a valere sulle penalità di cui all’articolo 15, di ben ventiquattro mesi”, spiega Mangiafico.
Altra questione, cara al movimento, è quella della sensibilizzazione ed educazione del cittadino a differenziare. “Ogni anno, l’amministrazione comunale ha disposto di 195.447,44 euro per campagne di coinvolgimento del cittadino e formazione ambientale. Quanti incontri nei condomini sono stati effettuati dai nostri amministratori comunali? O dobbiamo davvero pensare che la riunione del primo luglio 2022 con i residenti di via Barresi 10 valga per tutti i condomini della città?”, dice il leader del movimento. “O, ancor peggio, ritenere che la formazione della cittadinanza sia stata evasa con i 55 mila pieghevoli trasmessi il 20 luglio, buoni di certo ad aumentare la percentuale di carta e cartone? E che dire dell’indagine indipendente sul grado di soddisfazione della cittadinanza, puntualmente elusa dall’amministrazione comunale e derubricata ai commenti sul sito della ditta appaltatrice del servizio?”
Il ritiro domiciliare degli ingombranti una delle principali note critiche, secondo Civico4. “Frutto di un mal funzionamento del call center, di complesse procedure, lunghi tempi di attesa e mancato rispetto dei tempi di ritiro. È possibile, infatti, immaginare che i cittadini, di fronte a questo sistema, finiscano col rivolgersi a servizi privati (abusivi?) di sgombero delle cantine che, successivamente, depositano il materiale ritirato nel territorio comunale? Noi pensiamo di sì”, continua Mangiafico. “Con la recente approvazione del piano esecutivo di gestione da parte della Giunta Municipale e l’assegnazione degli obiettivi ai dirigenti, ovvero con la delibera 117 del 9 agosto 2022, l’Amministrazione comunale ha posto le basi per rispondere alle mancanze che abbiamo evidenziato? Noi riteniamo di no”.
A fronte di un quadro poco incoraggiante, “premiare un dirigente perché ‘verifica in maniera costante l’andamento della raccolta differenziata’ è sinceramente imbarazzante. Allo stesso modo, appare residuale assegnare la più piccola quota di obiettivo, appena il 10%, alla Polizia Municipale per l’implementazione dei controlli e della video-sorveglianza a fronte della gravità della situazione”.




Verso le regionali: Carta candidato Udc? Secca smentita: “Confermo adesione al PD”

Con una breve nota diffusa alle redazioni, Giuseppe Carta ha smentito ogni ipotesi circa una sua candidatura alle prossime regionali con il simbolo dell’Udc.
“Il sindaco di Melilli – si legge – comunica di non avere accettato nessuna candidatura alle prossime regionali con l’Udc. E che non intende, per ora, rilasciare ulteriori dichiarazioni in merito alle prossima tornata elettorale, vista la scelta partitica, quella del Partito Democratico, effettuata poco tempo fa. Scelta che, pertanto, rimane tale”.
Nonostante le polemiche interne al PD siracusano, al richiamo a statuto e regolamenti ed anche le recenti dichiarazioni di Caterina Chinnici, Giuseppe Carta conferma l’adesione al Partito Democratico, allontanando in maniera ferma indiscrezioni e qualche sirena.




Pippo Gianni aderisce alla Lega, le lodi di Minardo al sindaco priolese

È il segretario regionale della Lega in Sicilia, Nino Minardo, a dare il benvenuto a Pippo Gianni, sindaco di Priolo. “Saluto con soddisfazione la sua adesione al progetto politico della Lega Sicilia – Prima l’Italia. La sua esperienza e abilità amministrativa
sono note a tutti, la sua brillante carriera nelle istituzioni ci arricchiscono ulteriormente”.
Minardo sottolinea la carriera politica di Pippo Gianni, “parlamentare e assessore regionale e parlamentare nazionale e in questi incarichi si è dimostrato particolarmente attento alle esigenze di tutta l’area siracusana e di quella industriale in particolare; il suo spirito di servizio coincide con il nostro, con le idee e i principi che animano l’azione della Lega Sicilia – Prima l’Italia”.
Minardo loda in particolare l’impegno sa sindaco di Pippo Gianni: “in questa difficile fase storica ed economica
è molto esposto ed ha grandi responsabilità: sono certo che sapremo
affrontare e vincere insieme le sfide del territorio che Pippo rappresenta e
cura da sempre con dedizione”.




Elezioni regionali: il 25 settembre si vota per i 70 nu0vi deputati, 5 per la provincia di Siracusa

Le elezioni regionali per il Presidente della Regione e l’Assemblea regionale siciliana per la diciottesima legislatura si svolgeranno il prossimo 25 settembre, in concomitanza con le consultazioni nazionali, come deciso dal presidente Nello Musumeci con le dimissioni appositamente rassegnate.
Lo ha stabilito la giunta regionale approvando stamane, su proposta dello stesso Musumeci, la delibera di convocazione dei comizi elettorali: il decreto di indizione dei comizi e quello di ripartizione dei seggi nei vari collegi saranno emanati dalla Segreteria generale della Presidenza della Regione e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Regione entro giovedì prossimo, 11 agosto.
Le urne saranno aperte nell’unica giornata di domenica, dalle 7 alle 23. La ripartizione dei 70 seggi dell’Assemblea nell’ambito dei collegi elettorali, è elaborata sulla base della popolazione residente nell’Isola (5.002.904 abitanti), secondo l’ultimo censimento disponibile. Nel dettaglio, 62 seggi sono così distribuiti nei collegi provinciali: 6 ad Agrigento, 3 a Caltanissetta, 13 a Catania, 2 ad Enna, 8 a Messina, 16 a Palermo, 4 a Ragusa, 5 a Siracusa, 5 a Trapani.
Degli otto seggi residui, sette andranno alla lista regionale del candidato presidente vincente (il cosiddetto “listino”) e uno al candidato presidente secondo classificato.




Università a Siracusa, Salvo Baio: “Beni culturali è un flop. E non ci sono nuovi corsi”

Per l’ex presidente del Consorzio Universitario Archimede, lo sbandierato rilancio dell’offerta formativa a Siracusa sarebbe solo “un vecchio e logoro ritornello”. Salvo Baio non usa troppi giri di parole e mette nel suo mirino il sindaco, Francesco Italia, e l’assessore alla cultura, Fabio Granata. “Si sono ben guardati dal dire quali sarebbero i nuovi corsi di laurea destinati a Siracusa per la semplice ragione che non ne è previsto neanche uno, oltre a quelli già esistenti e cioè Architettura e Promozione del patrimonio culturale. Quest’ultimo attivato nell’anno accademico 2020/2021. Ancora una volta la giunta Italia promette ciò che non farà e che non è riuscita a fare in questi anni. Peraltro il corso in beni culturali è stato, spiace dirlo un flop, se solo si tiene conto che tra il primo e il secondo anno accademico in tutto si sono iscritti poco più di cinquanta studenti”.
L’atto d’accusa di Salvo Baio non si ferma a questo. “A giugno di due anni fa Italia e Granata avevano promesso l’attivazione di master internazionali e l’avvio di collaborazioni con università di altri Paesi e che, il solito refrain, avrebbero ampliato l’offerta formativa. Niente di tutto questo è avvenuto”.
L’ex presidente del Consorzio Archimede porta indietro il nastro. “A dicembre del 2009, l’allora rettore Recca comunicò all’assessorato regionale ai Beni culturali i dati riguardanti l’insediamento universitario siracusano, che comprendeva, tra lauree triennali e specialistiche, tre corsi in Architettura e cinque in Beni culturali, oltre alla Scuola di Archeologia. Inoltre risultavano attivati un master di primo livello con la facoltà di Giurisprudenza, un master di secondo livello in lingua inglese per studenti di vari Paesi del Mediterraneo con la Scuola superiore di Catania e un master di secondo livello con la facoltà di Lettere. A Siracusa erano iscritti 2265 studenti universitari. Quell’insediamento, per ragioni complesse da spiegare, venne in buona parte smantellato (ma non per responsabilità dei sindaci Garozzo e Italia) e ridotto alla sola Architettura. Al netto delle buone intenzioni e sorvolando sulle promesse, rimaste tali, di Italia e di Granata, resta il fatto che l’attuale amministrazione non ha purtroppo saputo dar vita ad un razionale e moderno progetto universitario per Siracusa”.
Non solo critiche. Anche per Salvo Baio la ristrutturazione di Palazzo Impellizzeri è una buona notizia, “benchè tardiva”. Ancora più importante l’annuncio del progetto di ristrutturazione dell’ex caserma Abela, “perchè conferma la volontà dell’ateneo catanese di consolidare l’insediamento siracusano. Di ciò va dato atto al rettore Priolo. Deve essere chiaro che una cosa sono i contenitori, le sedi universitarie, altra cosa sono i corsi di studio, i quali richiedono scelte mirate da parte del comune (e non solo) d’intesa con l’università”.




Stefania Prestigiacomo e la Presidenza della Regione: “Sono a disposizione del partito”

Stefania Prestigiacomo scioglie la riserva. Se il centrodestra siciliano sarà unito sui programmi e sul nome del candidato alla presidenza della Regione, potrebbe cedere alla corte serrata di queste ultime ore ed accettare la candidatura per il dopo Musumeci. Da capire adesso come Lega e Fratelli d’Italia si posizioneranno rispetto alla eventualità Prestigiacomo, parlamentare di rango e due volte ministro della Repubblica.
“Ringrazio Gianfranco Miccichè per le espressioni di stima nei miei confronti”, le parole dell’esponente di Forza Italia. “Da siciliana, profondamente legata alla mia terra, non posso che ritenere la proposta di candidatura alla presidenza della Regione un onore altissimo e una altrettanto altissima responsabilità. Sono dal 1994 una militante di Forza Italia, un partito che mi ha dato tanto e al quale ho dedicato tutto il mio lavoro politico. Oggi come ieri il mio impegno è a disposizione del partito”.
Stefania Prestigiacomo spiega però che condizione base per accettare la proposta di candidatura è “l’unità in termini di proposte programmatiche e per la candidatura alla Presidenza. La forza della nostra alleanza – spiega – è sempre stata l’unità d’intenti con la quale ci siamo presentati dinnanzi agli elettori. Venire meno a questo tratto distintivo significherebbe disperdere il patrimonio di credibilità e di fiducia che i siciliani ci riconoscono e favorire così una sinistra senza idee, che ha come unico obiettivo la restaurazione”.