Che succede nella sinistra siracusana? L’analisi di Bruno Marziano, da Adorno a Carta

In una intervista a SiracusaOggi.it, Bruno Marziano dice la sua sul momento vissuto dal Partito Democratico a Siracusa. L’ex assessore regionale ed ex presidente della Provincia inizia la sua analisi dalle dimissioni del segretario provinciale Adorno (“che hanno rimesso in discussione l’unità ritrovata”) e dalla quasi contemporanea richiesta di adesione al partito del sindaco di Melilli, Giuseppe Carta.
Marziano definisce Carta un arricchimento per il Pd ma mette in guardia da una eventuale adesione mirata solo alla candidatura alle regionali (“non siamo carmelitane scalze”).




Effetto Carta sulle primarie Pd: boom di iscrizioni online a Melilli in poche ore

Al di là delle polemiche che hanno accompagnato l’adesione di Giuseppe Carta al Partito Democratico, un primo benefico effetto il sindaco di Melilli lo ha prodotto. Nelle ultime ore sono infatti schizzati gli iscritti online alle primarie del campo progressista nella cittadina iblea. Secondo l’ultimo aggiornamento, sono adesso 191 quando ieri – secondo i dati del segretario regionale Pd, Barbagallo – erano 115. Una crescita continua che sta portando proprio Melilli, a pochi giorni dal voto online e dopo l’adesione di Carta, al secondo posto per iscritti tra i 21 comuni della provincia.
A meno di una improvvisa esplosione grillina o pro-Fava, non c’è altra chiave di lettura di questo boom melillese se non l’onda lunga della new entry Carta. Lo sanno bene anche all’interno del Pd provinciale. E ne prendono nota in queste giornate delicate, in cui si stanno ridefinendo gli equilibri nel partito ed i rapporti di forza che saranno decisivi nella scelta dei candidati alle regionali, alle nazionali ed alle amministrative 2023 a Siracusa. E non troppo sullo sfondo c’è la questione segreteria provinciale, dopo le dimissioni di Salvo Adorno.
Intanto, non è passata inosservata la presenza di un altro sindaco alla convention di ieri del Pd: Marco Carianni, primo cittadino di Floridia. “Sono un estimatore della Chinnici, non c’entro nulla con le dinamiche attuali del Partito Democratico”.




Da Siracusa la Chinnici “ricuce” con gli alleati di primarie. E Barbagallo avvisa il Pd siracusano

In una delle fasi più convulse della sua storia recente, il Pd siracusano ha accolto questa mattina Caterina Chinnici. Indicata dal partito Democratico come candidata alle primarie del campo progressista per le presidenziali della Regione Sicilia (barbara Floridia del M5s e Claudio Fava gli altri nomi, ndr), è stata accolta dal presidente provinciale Paolo Amenta che al momento riveste anche il ruolo di segretario facente funzioni, dopo le dimissioni di Salvo Adorno.
Caterina Chinnici ha illustrato la sua candidatura ed il percorso verso le elezioni regionali. Da Siracusa ha allontanato l’ipotesi che le primarie del campo progressista possano saltare a pochi giorni dal voto online.

Ad accompagnare la Chinnici anche il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo. Non è un mistero che il partito a Siracusa sia una polveriera. “Affronteremo la questione dopo le primarie”, taglia corto. Ma ha anche un messaggio per alcuni dirigenti provinciali.




Gaetano Cutrufo: “Sono e resto Pd, non sono io l’intruso o l’ultimo arrivato”

L’adesione al Pd di Giuseppe Carta agita da giorni il partito siracusano. All’incontro con Caterina Chinnici, questa mattina, il sindaco di Melilli era assente. Ma viene considerato una sorta di “concorrente” interno a Gaetano Cutrufo, e non solo in una eventuale lista per le prossime elezioni regionali.
Cutrufo ha seguito l’incontro del Pd con la candidata alle presidenziali del campo progressista. E risponde alla domanda sul suo futuro, dopo la vicenda Carta. “Sono dirigente del Partito Democratico, non vedo il motivo per cui dovrei andare da altra parte. Non sono io l’intruso o l’ultimo arrivato”.




Sindaci pro-Draghi? Caiazzo: “non dovrebbero prestarsi al gioco della politica romana”

Sindaci pro-Draghi? In provincia di Siracusa ce ne è uno, invero, che di firmare petizioni per un nuovo esecutivo a guida Draghi non vuol proprio sentirne. Ed è il primo cittadino della piccola Buccheri, Alessandro Caiazzo. “La campagna elettorale logora già da mesi il governo Draghi ed un ulteriore prosecuzione, a condizioni ancora mutate, non farà altro che ingigantire la litigiosità del Parlamento, immobilizzando ulteriormente il lavoro dell’esecutivo. Non si capisce per quale ragione in Italia, parlare di voto, sia sempre un tabù”, dice Caiazzo.
“Non mi unirò al 20% dei sindaci italiani che hanno firmato l’appello e che hanno posto alla base della loro petizione la necessaria ‘stabilità’ del Paese, alcuni sicuramente in buona fede ma altri sicuramente no e li vedremo presto scendere in campo con i vari ‘partitini’ per tentare la scalata politica. Credo – insiste il sindaco di Buccheri – che Draghi sia troppo intelligente per farsi tirare la giacca e che le elezioni sono, finalmente, più vicine che mai”.
Secondo Caiazzo, anche i sindaci dovrebbero essere “intelligenti” e pertanto “non dovrebbero prestarsi al becero gioco della politica romana”.




Il Pd è la nuova casa di Carta: fronda interna. Raciti: “dovevamo chiedere permesso?”

“Io sinceramente non so cosa avremmo dovuto chiedere. Carta ha chiesto di aderire, il circolo cittadino di Melilli si è detto contento. Rispetto le opinioni di tutti, però si deve rispettare un principio: il Pd è un partito aperto e non si deve chiedere permesso a qualcuno. L’adesione di un sindaco del prestigio di Carta, rieletto con forza e coerente con i valori del Pd, in un posto normale è accolta con piacere dal Pd e con dispiacere dalla parte avversaria”. Sono le parole con cui il parlamentare Fausto Raciti risponde alla levata di scudi interna al partito alla notizia dell’ingresso di Giuseppe Carta, accolto proprio da Raciti. “E’ un’adesione importante perchè arricchisce il Pd e la sua capacità di rappresentanza politica e territoriale, spingendoci verso ambizioni ed obiettivi prima più difficili da immaginare. Con Giuseppe Carta possiamo diventare il principale partito della provincia di Siracusa, non solo sul piano elettorale ma anche dal punto di vista della rappresentanza”, insiste Raciti.
Ma le sue parole non aiutano a riportare la pace all’interno del Partito Democratico siracusano. Anzi, per valutare l’adesione annunciata da Raciti, gli organismi provinciali vogliono rispettare alla lettera lo Statuto, attivando la commissione provinciale.
“Ho fatto quello che richiede lo Statuto”, replica Giuseppe Carta. “Ho chiesto di tesserarmi a Melilli e mi hanno dato parere favorevole. Felicissimi qui e allora mi sono incontrato con Raciti per discutere di questa adesione. Il Pd decide con i suoi livelli e con la sua organizzazione, sto imparando come funziona il partito”. Si parla anche di Bruno Marziano come “sponsor” di questa operazione. L’ex assessore regionale ha respinto ogni ruolo attivo, parlando di un veloce e cordiale incontro con Carta. Versione che il sindaco di Melilli conferma. “Bruno Marziano con me è stato cordialissimo. Ci siamo scambiati idee ma non abbiamo parlato di politica attiva”. Poi Carta lancia il suo messaggio all’indirizzo del PD: “serve unione e non divisione. Il mio gruppo è a disposizione del Pd e l’unico parlamentare del Partito Democratico eletto in questa provincia è venuto a Melilli per accogliermi. Questo mi rende felice”.
Meno felice, indubbiamo, l’area che si ritrova attorno a Gaetano Cutrufo e che può contare tra gli altri su Giovanni Giuca, Enzo Pupillo e Gaetano Firenze. “E’ un grave atto di scorrettezza politica che entra in contrasto con le regole che sovrintendono i rapporti dentro il partito e mina il percorso unitario faticosamente tracciato”, scrivono in una nota con cui chiamano in causa la direzione provinciale del partito. Al di là delle note inviate alla stampa, gli ultimi sviluppi della vicenda legata al sindaco di Melilli, potrebbero spingere quello che rimane un nome forte del Pd verso una lista esterna, a sostegno del candidato presidente di Regione di coalizione. Ma non sotto il simbolo del Partito Democratico. Una diaspora? Forse un “avviso” ad amici e compagni, in attesa che si chiariscano meglio i rapporti di forza interni.
Indubbiamente, però, la “forza” di Carta non può essere sottovalutata da un partito senza segretario e reduce da anni di elezioni amministrative in sofferenza.




Ma adesso è crisi anche per Forza Italia: Carta va via, altri pronti a seguirlo

Il sindaco di Melilli è un “mr preferenze”: Giuseppe Carta è stato rieletto con il 75% dei voti, ma la sua forza elettorale travalica i confini di Melilli e raggiunge direttamente Siracusa. Al punto che per Forza Italia è un vero e proprio terremoto.
Il colpo per gli azzurri è durissimo. In un colpo solo perdono un sindaco, un candidato forte per le regionali ma anche il supporto di pezzi importanti nel capoluogo come Gianni Boscarino e Roberto Di Mauro, ex consiglieri comunali (e patrimonio di voti) da qualche tempo politicamente vicini al primo cittadino di Melilli.
Di Mauro non usa troppi giri di parole. “Da tre anni ci siamo avvicinati a Carta e la nostra vicinanza politica rimane invariata”, racconta al telefono alla redazione di SiracusaOggi.it. Se non è l’anticipo di un addio a Forza Italia, poco ci manca. “Diciamo che in questa fase mi allontano da Forza Italia per continuare il percorso che con i miei amici siracusani avevamo avviato”, aggiunge Di Mauro.
Nome di primo piano per Forza Italia a Siracusa, non lesina critiche alla guida provinciale del partito. “Non mi è piaciuto, ad esempio, ritrovare in Forza Italia l’ex sindaco di Noto, Corrado Bonfanti. Ma in generale, nell’ultimo periodo, non ho condiviso alcune scelte del partito in provincia. Persone come noi, da sempre in Forza Italia, non sono state mai ascoltate o chiamate in causa su alcune decisioni assunte. Così non va bene…”.




Rifiuti, il M5s solleva il caso: consulenza da 7mila euro/mese, “chi è e che benefici apporta?”

“Chi è il direttore di esecuzione del contratto che regola il servizio di igiene urbana a Siracusa? Trattandosi di una figura che costa 6.800 euro al mese ai contribuenti siracusani, sarebbe forse il caso di dare una qualche indicazione sulla sua identità e su quali risultati abbia prodotto ed in quali ambiti della raccolta rifiuti”. E’ il nuovo caso portato all’attenzione dell’opinione pubblica siracusana dal gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle.
I pentastellati chiedono, allora, chiarezza sulla figura che – in ruolo di terzietà tra Comune e Tekra – deve verificare lo stato di esecuzione dei servizi previsti nel contratto per l’igiene urbana a Siracusa.
“Da quando questa figura è nata, negli ultimi mesi del 2018, si sono susseguite circa una decina di proroghe di affidamenti diretti del servizio a Siracusa. Il direttore di esecuzione del servizio di igiene urbana costava ai contribuenti siracusani 4mila euro al mese nel 2019, saliti a 6.300 nel 2020 fino agli attuali 6.800″, elencano dal M5s. Ma dalla meta del 2020 “non sappiamo chi è e neanche cosa produce. Sappiamo che il servizio di direttore di esecuzione del servizio, dal 2018 ad oggi, è stato scelto tramite affidamento diretto e numerose volte è stato oggetto di proroga, nonostante nel 2020 fosse stato approvato un bando poi finito nel dimenticatoio. Attenzione, affidamenti diretti legittimi, consentiti dai decreti semplificazione di questi anni. Bisogna capire però quanto opportuni visto che si tratta del servizio, probabilmente, più importante per il Comune e di durata settennale”.
Poi spazio al dubbio: “magari è anche a causa della poca incisività delle società consulenti selezionate per il ruolo che il servizio di raccolta rifiuti non decolla. Specie se, in ipotesi, gli uffici del direttore di esecuzione non vigilano costantemente sullo stato dell’arte dei vari aspetti del contratto di igiene urbana”, conclude la nota del Movimento 5 Stelle di Siracusa.




Carta spacca il PD: Amenta, “Contro ogni regola, credibilità a rischio”

Adesso che il passaggio formale è consumato, con Giuseppe Carta accolto nel Pd dal parlamentare Fausto Raciti (eletto nel collegio di Siracusa per i distratti, ndr), lo stridio interno alle anime del Partito Democratico mostra crepe e solchi che rischiano di lacerarlo.
Paolo Amenta, presidente provinciale del PD, critica Raciti. “Da lui mi sarei aspettato più impegno per le primarie a favore della Chinnici visto che lui rappresenta gli elettori del Pd a Siracusa. Invece pare si sia speso solo nella ricerca di candidati alle regionali”.
Chiuso così? No, perché secondo Amenta la vicenda Carta non si è ancora chiusa. “Stiamo parlando di un attacco frontale alla credibilità del PD siracusano e ancor di più regionale, nel mancato rispetto di tutte le regole scritte e del mancato rispetto degli organismi del partito democraticamente scelti”. Il presidente provinciale del PD ha una sua previsione: “Non credo tarderà la reazione del Partito, sia provinciale che regionale”. Un avviso a quelle correnti minoritarie, come ad esempio l’area Orfini, che tanto ha brigato per una felice conclusione dell’affare Carta? “Dalla conferenza stampa è venuto fuori che in questa operazione sono coinvolte altre anime del partito. Questo è ancora più grave, vista la posizione degli stessi su una questione simile…”, riferimento ai veti alla candidatura di Tiziano Spada, espressi proprio da chi ha pressato poi per l’ingresso nel partito del sindaco di Melilli.




Il giorno dell’adesione al PD, Raciti benedice Carta: “Arricchisce il partito”

Con al suo fianco il parlamentare Fausto Raciti, il sindaco di Melilli ha ufficializzato questa mattina alla sua adesione al Pd. “Una scelta naturale, figlia del mio percorso politico”, ha rivendicato il primo cittadino.
“Entro in un contesto forte e storico, in punta di piedi, con l’intento di essere inclusivo”, ha ancora.
Quanto alle ragione della sua adesione, Carta rivela di aver ricevuto “vicinanza da parte di esponenti locali, e non solo, in un momento in cui non percepivo un vero e proprio ‘senso di appartenenza’ ad una coalizione politica”.
“Il mio modo di essere, spesso fatto anche di scelte difficili e, a volte, impopolari – afferma Giuseppe Carta – hanno maturato nella mia persona una serie di peculiarità e una visione che, ad oggi, trova pieno riscontro nella filosofia e negli ideali di donne e uomini, e del partito, che oggi vedo affine alla mia persona”.
Una scelta ben accolta da Raciti, secondo cui “il sindaco Carta rappresenta una novità politica, una figura che arricchisce il partito, un valore aggiunto concreto premiato nella sua città con un secondo mandato dal consenso quasi plebiscitario. Questo ingresso, come quello di altre personalità nei giorni scorsi, sono le premesse per ambire a diventare il primo partito in provincia di Siracusa non solo sul campo elettorale, ma anche su quello politico”.