Rossana Cannata eletta sindaco, dovrà lasciare seggio in Ars: spazio per Edy Bandiera

Oltre che dai suoi sostenitori, l’elezione a sindaco di Avola di Rossana Cannata rende “felice” anche Edy Bandiera. L’ex assessore regionale all’agricoltura, infatti, potrebbe ritrovarsi da qui a breve nuovamente a Palermo, questa volta però in Assemblea Regionale Siciliana. E questo perchè sarebbe lui chiamato a sostituire in Ars la Cannata, come primo dei non eletti in Forza Italia. La legge regionale prevede, infatti, l’incompatibilità tra le due cariche – deputato regionale e sindaco – nei casi di Comuni con più di 20mila abitanti.
Questo significa che, una volta proclamata ufficialmente sindaco, Rossana Cannata si troverebbe in condizione di incompatibilità con la carica di deputata regionale. Cosa ben nota alla diretta interessata. “Verificheremo il percorso burocratico, in materia di termini e scadenze. Vorrei portare a compimento gli ultimi adempimenti del mio mandato regionale e chiudere le iniziative ed i progetti avviati ed in corso. Dopodichè valuterò con serenità il da farsi, in fondo siamo anche a fine legislatura…”, ha detto rispondendo alla domanda su FMITALIA. In realtà, però, i tempi non dovrebbero essere particolarmente lunghi, un paio di settimane al massimo dalla proclamazione, lasciano intendere alcune fonti.
Nessun commento da parte di Edy Bandiera, al momento all’estero per la sua attività professionale.




Sigilli al depuratore, guai in Ias: le reazioni del mondo politico siracusano

A poche ore dalla notizia del sequestro del depuratore consortile gestito da Ias, nel cuore della zona industriale di Siracusa, arrivano le reazioni del mondo politico.
I parlamentari e deputati siracusani del MoVimento 5 Stelle (Paolo Ficara, Filippo Scerra, Pino Pisani, Maria Marzana , Stefano Zito e Giorgio Pasqua) chiedono in una nota “chiarezza assoluta su questa vicenda” e, “affidandosi al solerte lavoro della magistratura inquirente”, sperano “in veloci e accurate indagini al fine di chiarire le eventuali responsabilità”.
I cinquestelle ricordano poi come Ias faccia capo alla Regione Siciliana. “Il governo Musumeci non ha fatto nulla di concreto in questi anni, se non mantenere un carrozzone che sta producendo risultati evidenti, grazie anche ad un sistema di nomine fatte sempre usando pesi e contrappesi politici, sistema nel quale il M5S non è mai voluto entrare. Se il legislatore deve fare la propria parte prevedendo leggi sempre più adeguate a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, contemperando anche il diritto al lavoro – proseguono i parlamentari e deputati del M5s – una responsabilità non minore investe imprenditori, multinazionali, imprese operanti nel petrolchimico siracusano e nelle zone industriali in genere, chiamati al pieno e assoluto adempimento delle norme vigenti, perché continuare a inquinare, a intaccare pesantemente l’habitat è pregiudizievole per la vita stessa di uomini e animali di oggi e delle generazioni future”.
Per il deputato regionale Giovanni Cafeo (Prima l’Italia) “il sequestro da parte della Procura di Siracusa dell’impianto Ias, se da un lato apre interrogativi sul ciclo della depurazione, dall’altro spalanca le porte della chiusura delle aziende del petrolchimico di Siracusa”. Cafeo pone il problema del conferimento dei reflui industriali dopo il blocco disposto dalla magistratura nel depuratore consortile di Priolo. “Di certo, non potranno conservarli in eterno, per questo auspico una rapida soluzione della vicenda. È necessario svolgere gli accertamenti ma è altrettanto indispensabile individuare una via d’uscita rapida perché qui c’è in gioco l’esistenza di un intero settore produttivo, colonna portante del territorio siracusano e siciliano. La zona industriale siracusana – conclude Cafeo – sta già pagando un prezzo alto e rischia di chiudere per via di una Transizione energetica poco sensibile al settore petrolifero e per le sanzioni dell’UE, legate alla guerra in Ucraina, che stanno mettendo in fuga Lukoil”.
Per il Pd, è l’ex assessore regionale Bruno Marziano ad affrontare il caso. “Premesso che la Magistratura non solo ha il diritto ma anche il dovere di intervenire nei casi in cui individua ipotesi di reato di qualunque natura, la vicenda che riguarda il sequestro dell’impianto di depurazione IAS ha però delle ricadute talmente importanti da obbligare tutti, magistratura compresa , a trovare le soluzione per evitare che all’ipotesi di disastro ambientale possa seguire un certissimo disastro economico e sociale. La chiusura dell’impianto IAS comporta infatti quasi nell’immediato il blocco di tutte le attività produttive di una dei più importanti poli industriali d’Europa, che contribuisce, peraltro, fortemente nelle forniture energetiche di tutto il paese”. Secondo Marziano è necessario adesso “coinvolgere tutti i soggetti interessati nella individuazione di una soluzione, nel rispetto delle norme di legge e delle procedure. E, trattandosi anche di reati eventualmente consumati molto indietro nel tempo, si possano trovare le opportune soluzioni per evitare il blocco delle attività industriali e la conseguente inevitabile crisi economica”.
L’ex presidente della provincia regionale, suggerisce un percorso che “intanto separi gli eventuali reati di tipo autorizzativo che possono essere, con buona volontà di tutti, sanati rapidamente attraverso il coinvolgimento delle istituzioni interessate, da quelli eventuali di carattere ambientale ai quali vanno dati risposte di natura diversa”.
Pur non ricoprendo cariche pubbliche, Bruno Marziano si dice disponibile “a partecipare a tutti i momenti di approfondimento ed elaborazione di soluzioni di questo grave impasse del territorio e della sua economia e benessere”.




Elezioni Amministrative. Avola, nel segno dei Cannata: dopo Luca, sindaco è Rossana

Dopo il fratello Luca, è Rossana Cannata il nuovo sindaco di Avola. Per la deputata regionale un successo annunciato ma non per questo meno importante e che conferma la città dell’esagono “roccaforte” di Fratelli d’Italia nel siracusano. A sostenere la candidatura di Rossana Cannata dieci liste: #Coerenza Avola, Avola – la Forza dei Fatti, Avola… la Nostra Terra, Continuiamo la Favola, Forza Italia, Fratelli d’Italia, I Love Avola, Lista Civica – Futuro migliore, Noi con l’Italia, Primavera Italia. Avuta la certezza di avere matematicamente superato la soglia percentuale prevista per l’elezione al primo turno, è partita la festa.
“Ha vinto la credibilità, l’onestà, la concretezza. Ha vinto la competenza. Ha vinto la voglia di continuare a fare”, ha detto. “Sono orgogliosa e onorata di essere la prima sindaco donna di Avola e di mettere al servizio della città la sensibilità, la grinta, le capacità e le qualità femminili, nonché tutta l’esperienza che ho maturato in questi anni al parlamento siciliano. Il Palazzo di città continuerà ad essere la casa di tutti gli avolesi che hanno a cuore il bene e la crescita di Avola e dei suoi cittadini. Grazie infinite a tutta la mia coalizione e a tutta la comunità avolese per il prezioso sostegno, la forza, la stima e l’affetto che mi sono stati trasmessi in questa movimentata e straordinaria campagna elettorale. Grazie a quanti hanno permesso di continuare a scrivere una bellissima pagina per la nostra splendida Avola”.
Rossana Cannata ha superato la concorrenza di Nino Campisi (candidato della Destra supportato da C’è un’Altra Avola, No Gender nelle Scuole Avola con il Popolo della Famiglia, Progetto Avola, Siamo Avola, Sicilia Futura-Iv) e di Corrado Loreto (Avola in Movimento, Idee per la Città, Partito Democratico, Rinascita & Libertà, Sicilia Libertas Unione di Centro).




Elezioni Amministrative. A Melilli vince Giuseppe Carta, “risultato storico nella portata”

“Insieme a voi, ancora per altri 5 anni”. Così Giuseppe Carta ha commentato sui suoi canali social la rielezione a sindaco di Melilli. A poche ore dall’inizio delle operazioni di spoglio è apparso subito netto il divario con lo sfidante, Pippo Sorbello. Tant’è che la festa è potuta cominciare ben presto dell’ufficialità dei dati, con Carta accredito di un possibile 73%-75% che avrebbe il sapore di un plebiscito. “La più alta percentuale di gradimento di tutta la provincia, risultato record”, sottolinea subito durante il suo intervento in diretta su FMITALIA.
“Abbiamo portato a casa un risultato storico che punisce la coalizione avversaria e premia il nostro lavoro. E’ stata una campagna elettorale dai toni troppo accesi e alle volte d’attacco alla mia persona. Un metodo che non ha premiato i miei avversari”. Il futuro? “Continueremo con umiltà, ascoltando tutti, operando con i fatti”.




Elezioni Amministrative. A Canicattini Bagni fa festa Paolo Amenta, tornato sindaco

Paolo Amenta torna sindaco a Canicattini Bagni. Dopo la “parentesi” affidata a Marilena Miceli (che non si è ricandidata), il presidente provinciale del Pd ritorna a guidare la cittadina del liberty e della musica. Lo fa superando un avversario “ostico” come Danilo Calabrò.
Paolo Amenta ha chiuso con il 52,1% (1.848 voti) mentre Calabrò si è fermato al 47,9%. Festa nel quartier generale di Paolo Amenta, con i sostenitori che hanno gremito la centrale via di Canicattini. Hanno votato in 3.986, a fronte di 6.958 elettori (57.28%, -3.52% rispetto alle passate amministrative).




Elezioni Amministrative. A Solarino è il momento di Peppe Germano, “la città svolta”

Il nuovo sindaco di Solarino è Giuseppe Germano (La Svolta Buona). Nome importante del grande centro in provincia di Siracusa, ha superato la concorrenza di Paola Gozzo (Cambio Passo) e Salvatore Oliva (Oliva Sindaco). L’ultima proiezione accredita Germano di circa 1.900 preferenze su 4.652 voti validi (affluenza al 62.32%).
Festa composta per il neo primo cittadino, la cui marcia di avvicinamento a palazzo di città era iniziata circa due anni addietro. “Mi sono sorpreso della serenità con cui ho affrontato questo momento. Ero fiducioso di poter fare bene. Ho formato squadra competitiva e siamo riusciti a creare un progetto credibile. Abbiamo fatto un lungo cammino, giocando una partita a volto scoperto sin dal primo momento. I risultati ci premiano. Solarino ha deciso finalmente di svoltare”.




Elezioni Amministrative: nella piccola Cassaro riconferma per Mirella Garro

Il comune più piccolo chiamato alle urne in questa tornata elettorale, in provincia di Siracusa, è stato quello di Cassaro. Su 879 aventi diritto, sono andati a votare in 504 (57.33%). Le urne hanno premiato l’uscente Mirella Garro (Cassaro Vale), riconfermata alla guida di Cassaro con il 72.46% delle preferenze (350 voti). Ha avuto la meglio sullo sfidante Salvatore Pisasale (Viviamo Cassaro) che non è andato oltre le 133 preferenze (27.54%).
“Sono molto contenta e grata ai miei concittadini. E’ stato evidentemente apprezzato il lavoro condotto in questi cinque anni. Quando sono stata eletta la prima volta, ho dovuto dichiarare subito dissesto. Adesso, a distanza di cinque anni, posso dire di avere rimesso in ordine i conti del Comune”, ha detto la Garro intervenuta in diretta su FMITALIA.




La crisi della zona industriale siracusana, lettera a Musumeci: “Siete governo disattento”

“Ho inviato una lettera politicamente violenta all’indirizzo del presidente della Regione”, diceva nei giorni scorsi su FMITALIA il sindaco di Priolo, Pippo Gianni. Oggi quella missiva è diventata pubblica. E sul tema della zona industriale di Siracusa, in crisi tra situazione internazionale e transizione energetica, il primo cittadino priolese tira le orecchie ad un governo Musumeci quantomeno, a suo giudizio, disattento. “Disattenzione politica e amministrativa davanti ad uno scenario sociale martoriato prima dai disastri della pandemia ed ora dai disastri della guerra”, scrive Gianni.
“Lo stato di disattenzione e di abbandono diventa tragedia per le popolazioni del Comune di Priolo Gargallo e dei Comuni limitrofi ubicati ai margini della più grande area industriale del Paese, allorquando cessati gli effetti letali della pandemia si è presentato il mostro della guerra con le prevedibili disastrose conseguenze economiche per i lavoratori delle raffinerie e delle loro famiglie”, puntualizza poche righe dopo.
“Non è tollerabile la disattenzione del Governo regionale da Lei presieduto e tantomeno l’atteggiamento di inerme attesa davanti alla possibilità reale e di quasi immediata attuazione di quei processi virtuosi che permetterebbero con le risorse economiche comunitarie di percorrere la strada della riconversione industriale dell’area interessata in perfetta sintonia con l’obiettivo della transizione energetica e, non di meno, l’attivazione delle iniziative necessarie al miglioramento delle condizioni ambientali e, quindi, della salute delle popolazioni”. Gianni salva, invero, l’assessore regionale Mimmo Turano – forse per vicinanza politica – e scarica ogni responsabilità su Musumeci.
Comunque, sarebbe “auspicabile un autorevole intervento del Governatore della Sicilia nell’ambito delle iniziative con le quali la Commissione Europea affronterà nella seduta di fine giugno il problema relativo alle eventuali deroghe di ottemperanza al rispetto dell’embargo petrolifero che dovrebbe attuarsi a decorrere da gennaio 2023 e quello relativo alla possibilità di deliberare un canale di garanzia bancaria per le aziende che come la Lukoil hanno la necessità di acquisire la materia prima presso fornitori diversi dalla Russia. Occorre – è l’analisi di Pippo Gianni – un rigurgito di dignità politica da parte del Governo per mettere insieme organicamente dette proposte e includerle in un crono programma esecutivo sul quale l’Amministrazione regionale è tenute solamente ad esprimere una manifestazione di interesse ed un parere di fattibilità economica”.




Italia Viva, accuse e dimissioni: va via la Lo Giudice, ma la frattura non turba il partito

La lettera di dimissioni è arrivata mentre i maggiorenti provinciali di Italia Viva Siracusa, insieme al senatore Davide Faraone, stavano illustrando in conferenza stampa la posizione del partito verso i quesiti referendari di domenica 12 giugno. La segretaria cittadina, Donatella Lo Giudice, la responsale Disabilità Mirella Abela e la responsabile Pari Opportunità Maria D’Andrea hanno lasciato Italia Viva.
La comunicazione non sembra, però, aver turbato i vertici locali di IV. Nessun commento ufficiale, ma fonti vicine alla segreteria provinciale spiegano che il direttivo cittadino era già stato sciolto il giorno precedente alla lettera di dimissioni. Quindi sarebbero delle dimissioni inutili, perchè collegate ad una carica già congelata. Una circostanza, però, smentita dalle tre dimissionarie. La frattura interna non pare, comunque, colpire al cuore gli equilibri di Italia Viva a Siracusa.
Rimangono sul tavolo, però, le forti critiche di Donatella Lo Giudice all’indirizzo, in particolare, di Giancarlo Garozzo. “La profonda frattura che si è creata e via via amplificata nel rapporto sia umano che politico nei riguardi di Giancarlo Garozzo, nonché della segretaria provinciale e del mio omologo cittadino Salvatore Piccione, non mi consentono di proseguire il cammino politico”, spiega la Lo Giudice.
L’ex segretaria cittadina rimprovera ad Italia Viva “un approccio populistico e avvelenatore di pozzi che ormai perfino i 5stelle hanno abbandonato. Un approccio che affronta i contenuti ed i temi di questa città come un match, aduso sferrare un colpo al sindaco o alla sua giunta, è la negazione della mia idea di politica. Lo dico, lo scrivo e lo affermo non condividendo molte delle scelte operate da questa amministrazione”, aggiunge a proposito.
Le ragioni profonde delle dimissioni sarebbero da ricercare anche nel ruolo del direttivo cittadino che, per la Lo Giudice, era diventato “esecutore materiale di servizi fotografici e comunicati stampa purchè si scriva tutto il male possibile. Ritengo che così facendo non si lavori nell’interesse della città e dei cittadini, ritengo che si stia provando a dare la caccia ai voti cavalcando un dissenso che è pur presente ed ampio in questa città”, dice amara l’ex segretaria cittadina.
Ma a tenere banco dentro Italia Viva, in verità, al momento è la discussione sul nome del possibile candidato sindaco per il capoluogo. Pare raffreddarsi la pista che conduceva all’indicazione della segretaria provinciale, ed ex assessore comunale, Alessandra Furnari. In questa fase, poi, da definire ci sono anche le modalità di scelta di un eventuale candidato condiviso con gli alleati, dal centrosinistra al campo largo.




Mazzarona e le periferie, Italia Viva: “impegni disattesi dall’amministrazione comunale”

“Bene il punto denunce dei Carabinieri nella ex scuola di via Algeri, ma considerato lo stato attuale dell’immobile, ristrutturato ma ancora privo di porte e infissi, temiamo che se il completamento dell’opera sarà a carico del Comune i tempi per la consegna dello stabile ai Carabinieri saranno molto lunghi”. A dare voce al dubbio sono il coordinatore cittadino di Italia Viva, Salvatore Piccione, e il responsabile politiche per le periferie, Francesco Umina.
“Purtroppo questa amministrazione ci ha abituati agli annunci che non vedono sbocco concreto: lo sviluppo delle
periferie era tra gli impegni più importanti assunti dal sindaco Italia in campagna elettorale, ma la
cruda realtà dei fatti ha fatto emergere l’inconsistenza di quell’impegno”, l’affondo di Piccione e Umina. “Proprio la Mazzarona costituisce lo specchio più impietoso del fallimento della sindacatura Italia: un quartiere totalmente
abbandonato dall’amministrazione. Sempre alla Mazzarona, in via Barresi, nell’edificio in cui era ubicato l’ex ufficio casa, dovrebbe esistere una guardia medica, secondo l’accordo siglato nel 2016 tra Comune e ASP. Tuttavia, a distanza di sei anni l’ASP non ha dato seguito agli impegni assunti e la struttura è chiusa: perché l’amministrazione comunale non si è attivata per revocare la convenzione e per rientrare nel possesso dell’immobile? Nello stesso stabile sono chiusi pure i locali dell’ex Circoscrizione Grottasanta e la biblioteca di quartiere”, spiegano gli esponenti di Italia Viva. “È concepibile che pur avendo una struttura comunale inutilizzata, l’amministrazione preferisca spendere centinaia di migliaia di euro dei contribuenti in locazioni per uffici comunali? Nulla si sa del recupero dell’edificio scolastico di Via Algeri, rimasto in preda ai vandali. L’intera gestione del patrimonio comunale è un esempio di cattiva amministrazione”, il giudizio senza appello di Salvatore Piccione e Francesco Umina.