Cittadella dello Sport, caos gestione: il Pd attacca Palazzo Vermexio, “immobilismo”

Dopo Italia Viva, anche il Pd di Siracusa si mostra fortemente critico con l’amministrazione comunale per la gestione della vicenda Cittadella dello Sport. Qualche giorno fa, cancelli della struttura sportiva chiusi e squadre giovanili rimaste fuori, nell’impossibilità di disputare l’incontro in programma. “Un caso molto grave di sport negato di cui l’amministrazione comunale porta la responsabilità”, attaccano il segretario provinciale, Salvo Adorno, e il cittadino, Santino Romano. “Non ci eravamo sbagliati, purtroppo, quando, in un comunicato di qualche settimana fa, avevamo denunciato il rischio del caos gestionale nel principale complesso impiantistico pubblico della città, caos imputabile all’immobilismo del sindaco Italia e dei vari assessori allo Sport che si sono succeduti in questi anni”.
Dal Pd ricordano che a maggio dello scorso anno, “nel corso di un incontro turbolento con le associazioni sportive che fruiscono delle strutture sportive, Francesco Italia aveva annunciato il passaggio dalla gestione privata a quella pubblica della Cittadella”. Tra settembre ed ottobre, la formale risoluzione della convenzione “con conseguente revoca al Circolo Canottieri Ortigia dei poteri gestionali. Da quel momento il Comune – continuano Adorno e Romano – è diventato ipso facto il nuovo gestore e dunque responsabile dell’apertura e chiusura degli impianti, della loro manutenzione, della riscossione delle tariffe, eccetera. Invece l’amministrazione Italia si è completamente disinteressata della Cittadella, lasciando decine di associazioni sportive nell’incertezza, al punto che esse non corrispondono più le tariffe, non sapendo a chi versarle”.
Al momento, nessuna presa di posizione ufficiale da parte dell’amministrazione comunale. “E noi continuiamo ripetutamente a sollecitare gli amministratori comunali ad organizzare la gestione in house della Cittadella, coerentemente con l’impegno pubblicamente assunto dal sindaco. Ma ci siamo trovati difronte ad un muro di gomma”.




Pesaro capitale della cultura, Granata: “Non sorpreso, scelta di geopolitica”

L’assessore alla cultura del Comune di Siracusa, Fabio Granata, affida ai social il suo commento sulla proclamazione di Pesaro quale capitale italiana della cultura per il 2024. “Sono dispiaciuto ma non sorpreso poiché conosco i criteri geo-politici che vengono applicati fin dalla prima edizione”, scrive Granata, una delle principali anime alle spalle del progetto di candidatura di Siracusa. La geopolitica sarebbe legata ad una sorta di rotazione dei territori nella selezione di una città che possa sempre toccare una parte regionale nuova del Paese. Oltre ad equilibri politici sempre presenti. Detto questo, il progetto di Pesaro è stato ben presentato ed è molto valido.
A proposito di progetti, “resta quello bellissimo, realizzato grazie alla passione della parte migliore della Città, delle Istituzioni e dell’Associazionismo. Lo porteremo avanti con ‘passione e furore’, come siamo abituati a fare in ogni occasione e ad ogni angolo affrontato in politica e nella vita”, rivendica l’assessore alla cultura. E per consolidare il suo sentire, Granata rilancia: “Evviva la nostra ‘Città d’Acqua e di Luce'”.




Cittadella dello sport, Garozzo: “Comune imbarazzante nella gestione della vicenda”

“L’amministrazione comunale sta distruggendo anche quello che di buono si era fatto alla Cittadella dello sport”. Giudizio tranchant, vergato dall’ex sindaco Giancarlo Garozzo. L’esponente regionale di Italia Viva non le manda a dire e già da diverso tempo ha assunto, con tutto il partito, un atteggiamento di forte critica verso l’operato della giunta Italia. “Non volendo entrare nel merito del contenzioso tra gestore e Comune, non si capisce come l’ente possa revocare la gestione al privato e al contempo non pensare a come gestire l’impianto. Roba a dir poco imbarazzante e senza alcuna logica, soprattutto se questo prevede il congelamento da parte dei fruitori del pagamento a chi ne ha la ‘custodia’. Chi dovrebbe garantirne la fruizione? Chi dovrebbe pagare le pulizie e chi le manutenzioni ordinarie? Silenzio totale sulla Cittadella, nel caos voluto scientificamente dall’amministrazione comunale”, scrive Garozzo sui suoi canali social.
“Non si capisce questo atteggiamento a cosa porti: da mesi una situazione catastrofica, ma sembra quasi che il problema sia solamente dei fruitori e l’amministrazione comunale con a capo il sindaco si atteggi sempre più a Ponzio Pilato. Ora, non domani, deve essere chiaro chi gestisce la struttura, chi deve garantire il corretto funzionamento, chi apre i cancelli e chi riscuote le quote”, il messaggio del renziano Garozzo.




Prodotti tipici e tradizioni, una legge per il registro regionale delle Deco

C’è la firma della deputata regionale avolese, Rossana Cannata, sulla legge approvata oggi dall’Ars e che istituisce il registro telematico regionale dei Comuni e dei relativi prodotti a denominazione comunale De.Co. “Questo strumento consentirà in modo semplice ed efficace di valorizzare al meglio la cultura e le tradizioni dei territori siciliani”, commenta poco dopo l’approvazione.
La componente della commissione Attività produttive aggiunge: “Il registro è pensato come un documento all’interno del quale vengono iscritti i Comuni siciliani e le relative produzioni De.co agroalimentari, enogastronomiche e artigiane proprio per assicurarne la massima visibilità e promozione sia singolarmente sia a livello di sistema Sicilia. Le De.co. attribuite dai Comuni, a seguito di delibera del consiglio comunale, hanno infatti l’obiettivo di tutelare l’identità locale legata al mondo agricolo o alla pesca, i piatti della tradizione, l’artigianato, rispetto al fenomeno della globalizzazione che ci uniforma nel gusto e nell’alimentazione. Si tratta, quindi, a livello regionale di una rilevante mappatura per consentire ai turisti, ma anche ai cittadini siciliani, di conoscere e apprezzare le specificità culturali e storiche”.
.Rossana Cannata conclude: “Sono molto soddisfatta del via libera alla legge a mia firma perché permetterà di incentivare la conoscenza, la diffusione e la trasmissione dei saperi e dei sapori Made in Sicily, divenendo un elemento attrattivo da un punto turistico nonché volano di sviluppo del tessuto produttivo locale”.




Nasce “Idea”, nuovo movimento politico: Carianni e Spada tra i fondatori

Nasce un nuovo movimento politico. Si chiama Idea ed ha come fondatori il sindaco di Floridia, Marco Carianni, l’ex coordinatore provinciale di Italia Viva, Tiziano Spada. “E’ un progetto politico trasversale, che mira a intercettare le esigenze dei cittadini per trasformarle in risposte chiare e inequivocabili, puntando alla crescita e al miglioramento del sistema”, spiega la nota con cui viene presentato il movimento.
Sabato scorso la nascita ufficiale di Idea, con la convention dell’assemblea costitutiva nel salone dell’Ippodromo del Mediterraneo di Siracusa.
“Occorre assumere un atteggiamento diverso rispetto a quello che ha utilizzato la politica tradizionale – ha sottolineato Tiziano Spada, coordinatore del movimento – puntando su un’azione pedagogica nei confronti dei cittadini che li porti a non considerare più tutti gli attori della politica uguali. Se non riusciremo a far affermare questo principio e a sfatare il mito che tutti i politici sono ladri e corrotti, avremo già perso in partenza. Saranno le elezioni a decretare vinti e vincitori delle azioni politiche che si stanno portando avanti e non di certo noi. Quello che invece vogliamo fare è approcciarci alle cose concrete, avere un’idea di città, un’idea di impegno politico, un’idea di sviluppo del territorio e di risoluzione delle problematiche dei cittadini”.
Idea, nato dalla riflessione tra società civile, professionisti e istituzioni, è un movimento già radicato in 15 comuni della provincia di Siracusa, in cui nelle prossime settimane verranno inaugurate le sedi. Ed è presente a Messina, Catania, Enna e Palermo. In tal senso, oltre al sindaco di Floridia Marco Carianni, sabato erano presenti – e hanno arricchito la discussione – anche Nicolò Saetta (Siracusa), Antonio Giannone (Rosolini), Pietro Salvaggio (Pachino), Remon Karam (Augusta), Stefano Dell’Arte (Pachino) e Vincenzo David (Melilli), oltre a consiglieri comunali e assessori dei diversi comuni. Nei prossimi giorni il coordinamento renderà note le modalità di iscrizione al movimento e il calendario delle attività future.
“Siamo convinti – ha detto Marco Carianni – che in politica, come nella vita, esistano le mele marce ma anche tante persone perbene. Per questo motivo, queste devono combattere insieme per affermare i valori e i principi che oggi sembrano poco impregnare il quadro politico regionale. Non ci è consentito di abbandonarci alla rassegnazione, perché abbiamo un dovere chiaro e dai contorni ben definiti: dobbiamo combattere e sacrificare tutte le energie di cui disponiamo affinché ci sia ancora una speranza, e che questa terra meravigliosa possa essere governata in sintonia con le reali esigenze dei suoi cittadini. A Floridia, un anno e mezzo fa, abbiamo iniziato un percorso in controtendenza con il passato. Il nostro obiettivo è di estenderlo nella provincia di Siracusa e nelle altre province siciliane: alle visioni e alle idee devono seguire fatti e azioni concrete”.

Didascalia foto: Idea2 (Marco Carianni); Idea3 (Tiziano Spada)

Alberto Gervasi
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Cimitero di Siracusa, Civico4 attacca. Mangiafico: “dall’amministrazione solo slogan”

Le opposizioni rumoreggiano dopo la conferenza stampa del sindaco di Siracusa dedicata al cimitero. Forte critica è stata espressa, nei giorni scorsi, da Enzo Vinciullo (Lega).E non è tenero, nel giudizio, neanche il movimento Civico4. “Vanagloria e supponenza da parte dell’attuale Amministrazione comunale, quando il primo cittadino ha snocciolato cifre e dati sul cimitero comunale, partendo dal mutuo di 400mila euro che ha permesso l’ammodernamento dell’impianto idrico e fognario. Una buona notizia, si potrebbe dire. Eppure poco o nulla c’è da sorridere”, si legge nella nota politica del movimento guidato da Michele Mangiafico.
“L’intervento sul cimitero – spiega Civico 4 – è stato annunciato dall’amministrazione comunale nelle seguenti date rinvenibili con una ricerca su internet: 15/11/2018 (presentazione del bilancio 2019), 21/08/2019 (a valle della seduta sul rinnovo delle concessioni cimiteriali), 31/10/2019 (conferenza stampa sul bilancio 2019), 09/02/2020 (altro annuncio del primo cittadino), 09/03/2022 (annuncio dell’inizio dei lavori)”. E poi c’è quello che Civico4 definisce “il lato nero di questa vicenda”, e cioè “l’ulteriore indebitamento per i cittadini nonostante abbiamo già per la gran parte versato in un quinquennio 6 milioni di euro a vario titolo attraverso il Cimitero, cosa questa davvero che non accadeva da mezzo secolo di politica”.
Secondo gli studi di Civico 4, i sei milioni di euro sono frutto dei conti ai bilanci del periodo 2019-2023. “Leggendo il P.e.g. 2021, a pagina 142, il capitolo 5521, denominato ‘proventi da concessioni di beni cimiteriali’, rintracciamo, come somme in entrata, 420 mila euro accertati nel 2020, 1 milione di euro previsti nel 2021, di cui 700 mila già in cassa, e 1 milione di euro per ciascuna annualità, nel 2022 e nel 2023. Dal bilancio 2020, invece, rintracciamo reversali (soldi già in cassa) per il 2019 sullo stesso capitolo pari a 1.646.524,81 euro. Alle entrate di questo capitolo, vanno sommate le entrate di un secondo capitolo, che riguarda i ‘servizi cimiteriali’, ovvero il capitolo 8200, dove abbiamo reversali nel 2019 per 132.839,00 euro, cui vanno aggiunte le seguenti somme tratte dal Peg 2021: 210 mila euro nel 2020, 181 mila euro nel 2021 (di cui 150 mila in cassa), 181 mila euro previsti nel 2022 e nel 2023. Infine, vanno aggiunte le entrate relative ai “diritti di segreteria su atti cimiteriali”, relative al capitolo 5415, dove troviamo nel 2019 reversali per 25.487,85 euro, cui vanno aggiunte le seguenti somme tratte dal Peg 2021: 30 mila euro nel 2020, 30 mila euro nel 2021 (di cui 15 mila in cassa), 30 mila euro previsti nel 2022 e nel 2023. L’amministrazione comunale che attualmente governa la città di Siracusa, nel quinquennio 2019-2023, ha disposto e disporrà complessivamente dalle tasche dei siracusani per nuove concessioni cimiteriali, rinnovo delle concessioni esistenti, servizi cimiteriali e diritti di segreteria di poco più di 6 milioni di euro”.
Altra “operazione verità” da parte dell’amministrazione comunale nei confronti dei cittadini, secondo il movimento, dovrebbe riguardare la spiegazione del motivo per cui “nulla si è mosso da un anno e mezzo a questa parte, fino alla conferenza stampa del 9 marzo, ovvero il fatto che, trattandosi di una zona SIN, sono stati fatti dei sondaggi che hanno rilevato un alto grado di inquinamento del terreno, per cui è stata richiesta e inoltrata al Ministero dell’Ambiente una dettagliata relazione, mentre nel frattempo crescevano i prezzi dei materiali. Di tutto questo, nessun comunicato né conferenza da parte della classe dirigente del Vermexio. Siete proprio sicuri, signori Soloni, che la ditta incaricata non rinuncerà all’appalto a fronte dell’aumento esorbitante dei prezzi?”
Ultimo passaggio critico: che fine ha fatto il progetto del nuovo cimitero? “L’amministrazione non ha fatto neanche un passo avanti verso la realizzazione del nuovo Cimitero, per il quale la modalità del ‘progetto di finanza’ avrebbe alleggerito il Comune sia in fase di realizzazione sia in fase di mantenimento. Come mai? Perché, anche in questo caso, nessuna informazione e nessuna trasparenza verso la cittadinanza? Eppure, è noto anche alle pietre che il nuovo Cimitero risolverebbe tutti i problemi attuali, dalla sporcizia alla mancata manutenzione, dall’assenza di posti liberi all’incuria in cui versa la zona monumentale. Invece, negli ultimi tre anni è stato cambiato molte volte il responsabile unico del procedimento e, di fatto, non si è mossa una carta a partire dal completamento delle procedure di esproprio dei terreni. Da quasi quattro anni, nel Documento Unico di Programmazione allegato al Bilancio dell’Amministrazione comunale viene ripetuta sempre la stessa frase: ‘E’ in fase di sottoscrizione il contratto per la realizzazione del nuovo cimitero di Siracusa’. Ma ci prendete in giro?”, conclude Mangiafico.




Reti idriche, perso finanziamento: Zappulla, “Bocciatura grave, sindaci recuperino”

La notizia dell’esclusione dei progetti per la riqualificazione della rete idrica dai finanziamenti previsti dal Ministero delle Infrastrutture “è di una gravità inaudita e non può passare nel silenzio dei più”. Lo dichiarano Pippo Zappulla e Antonino Landro, rispettivamente segretario regionale e provinciale di ArticoloUno.
“Il tema è troppo importante per limitarci a cercare i responsabili da additare ma certo se il Ministero ha ritenuto di non accogliere i progetti per 30,4 milioni di euro – affermano Zappulla e Landro – qualche errore, qualche ragione ci deve essere pure. Non è, quindi, inutile che si sappiano i problemi, i limiti e i ritardi che lo hanno determinato anche perché se l’Ati pensa di presentare ricorso è bene che si conoscano le ragioni su cui si ritiene di fondarlo. Ed è bene precisare che parliamo di uno dei servizi più delicati e più arretrati della nostra provincia; perché riqualificare la rete idrica della nostra provincia non è solo un problema di perdita già grave di un finanziamento ma attiene alla possibilità concreta di intervenire per ammodernare una rete in condizioni difficili e in taluni casi disastrose, con l’obiettivo di elevare la qualità di uno dei beni più importanti per la vita delle persone e delle famiglie”.
Zappulla si rivolge ai sindaci e, in particolare, a quello della città di Siracusa che è a capo dell’Ati. “Convochi una Assemblea Pubblica aperta anche al contributo delle forze sociali e politiche per comprendere le ragioni della bocciatura e, possibilmente, provare a trovare le giuste azioni per recuperare le risorse e i progetti”.
La spiegazione circa il mancato accoglimento dei progetti siracusani la offre il parlamentare del M5s, Paolo Ficara. “L’Assemblea Territoriale idrica di Siracusa (insieme a Trapani e Messina) è rimasta fuori da questo primo finanziamento rivolto al Sud. Non è ancora in regola con l’iter di riordino dei vari ambiti territoriali idrici e con l’individuazione di un unico gestore di piano d’ambito provinciale. Proprio lo scorso novembre l’ATI aveva approvato il Piano d’ambito e preso atto dello statuto dell’Azienda speciale consortile, ma ad oggi non tutti i consigli comunali hanno deliberato l’approvazione dello Statuto, così da renderlo efficace. Mancherebbero all’appello Portopalo, Carlentini, Melilli e Palazzolo. Quest’ultimo Comune -aggiunge il parlamentare del M5S – è anche protagonista di ricorsi per la gestione autonoma del servizio e però rischia di tenere ancora fuori l’intera provincia da questi importantissimi finanziamenti. Un rischio che non ci possiamo permettere, alla luce anche dei dati che vedono la provincia di Siracusa al 64% di dispersione di acqua potabile in rete”.




Gli annunciati lavori al cimitero, Vinciullo: “Quanta ipocrisia”

“Un inno alla ipocrisia, alla saccenza, all’ignoranza, alla ingenerosità”, così Enzo Vinciullo bolla la conferenza stampa del sindaco di Siracusa sul cimitero.
“Al solito, ripete la solita vergognosa cantilena e cioè di aver trovato, quando si è insediato nel 2018, una città allo sbando e di voler sistemare, adesso, dopo 4 anni, il cimitero così come ha sistemato gli asili nido. Dimentica una cosa fondamentale: lui è stato vicesindaco della città di Siracusa dal 2013, ininterrottamente per 5 anni e quindi tutto ciò che ha ereditato lo ha ereditato da se stesso e dal suo mentore politico, cioè da colui che lo ha fatto sindaco”, è l’attacco del referente provinciale della Lega.
“Dimentica di essere il più longevo amministratore della città di Siracusa e pensa, invece, di presentarsi come il nuovo”, dice ancora Vinciullo. E per rincarare la dose ricorda due indagini: “una sulle firme false quando divenne vicesindaco e l’altra con il riconoscimento del Tar di brogli che si sono verificati durante la sua elezione e per i quali, ancora, pende un giudizio davanti alla Procura di Siracusa”.
Vinciullo contesta poi il ruolo del delegato di Neapolis, Giovanni Di Lorenzo, indicato quasi come una sorta di delegato ai lavori al cimitero di Siracusa. “O si fanno le cose seguendo la legge o sarò costretto a recarmi in Procura per segnalare la presenza anomala di soggetti politici durante l’esecuzione dei lavori che sono stati annunciati”. Lavori finanziati con un mutuo da 400mila euro. “Mi chiedo, ma tutti i soldi incassati dalla vendita dei loculi, delle cappelle e dall’imposizione di una tassa non dovuta dai cittadini per il rinnovo delle concessioni mai scadute, che fine hanno fatto?”, si interroga Vinciullo.
“Sorprende poi la tesi che si intendono spendere 160 mila euro per incassarne 400 mila dalla vendita dei cosiddetti ossarietti che, bontà loro, verranno concessi ai cittadini per 50 anni.
Ricordo che quando io ero vicesindaco gli ossarietti li abbiamo fatti e posso dichiarare, con assoluta certezza, che non abbiamo fatto cassa ma, anzi, li abbiamo utilizzati per dare degna sepoltura a tutti quei morti che abbiamo trovato accatastati l’uno sopra l’altro all’interno della Chiesa Cimiteriale.
Poi, veramente ridicola, surreale, al limite della sciocchezza più assoluta, la notizia che l’ultimo intervento per quanto riguarda l’impianto idrico sia avvenuto 70 anni fa. Qualcuno dimentica, e non l’avrebbe dovuto dimenticare, che con il sindaco Fausto Spagna ma ancora prima con il Sindaco Concetto Rizza, il cimitero di Siracusa è stato ampiamente ampliato e, di conseguenza, sono stati realizzati impianti idrici e fognari.
Quanto all’invito bonario a pagare, i cittadini non devono assolutamente pagare nulla, l’amministrazione comunale deve notificare, come previsto dalla legge, agli eredi i provvedimenti che intendono adottare ed è chiara una cosa, che nessuno si deve permettere di toccare i morti. Giù le mani dai morti, non potete fare cassa con i sentimenti delle persone”.




Alberi per risparmiare sul caro-energia: viale Tisia, platani al posto degli aranci. Proposta di L&C

Lealtà&Condivisione concentra le sue attenzioni sul progetto di riqualificazione di viale Tisia, a Siracusa. E prospetta all’opinione pubblica la possibilità di apportare delle modifiche alle alberature predisposte. “In piena crisi climatica ed energetica mondiale, con il costo dell’energia ai massimi storici e in continuo aumento, l’alberatura stradale, se progettata adeguatamente, può diventare uno strumento concreto per ridurre i costi energetici di raffrescamento in appartamenti e negozi, evitando l’irraggiamento diretto degli edifici e migliorando il comfort climatico dell’area nelle ore più calde del giorno, che alle nostre latitudini arrivano a superare i 40°C”, spiega in premessa L&C.
Nel progetto in esecuzione sono previsti alberelli di arancio amaro che andrebbero, secondo Lealtà&Condivisione, sostituiti con degli alberi da ombra.
Le prima proposta: allargamento della prevista aiuola spartitraffico centrale di soli 50 cm, portandola ad almeno 1,5 metri, “tali da permettere la messa a dimora di alberi di grandi dimensioni (es platani) al posto degli alberelli di arancio amaro in progetto, al fine di abbattere l’isola di calore tra i palazzi”. Oppure mettere a dimora delle alberature a lato della carreggiata, ad intervalli di 12 o 15 mt, “in formelle della dimensione minima di 1,5×1,5 mt da ricavare sui nuovi ampi marciapiedi in via di realizzazione da una parte e tra gli stalli che si apprestano ad essere modificati nella dimensione e orientamento dall’altra”. In quest’ultima ipotesi, verrebbe meno la necessità dello spartitraffico centrale, ottenendo un vero e proprio viale alberato, “favorendo la sosta e la vivibilità degli spazi e delle sedute poste all’ombra”.
In entrambe le soluzioni proposte, “si tratta di interventi di destrutturazione con inserimento di elementi naturali quali terra e piante al posto di asfalto e cemento, le cui economie potrebbero compensare l’acquisto e posa in opera delle nuove e più grandi alberature. Le ampie chiome verdi degli alberi oltre a mitigare le temperature avrebbero la funzione di trattenere gli agenti inquinanti prodotti dalle auto, ridurre la percezione del rumore del traffico cittadino, migliorare l’estetica del quartiere, aumentare il valore degli immobili e la privacy tra palazzi vicini”, si legge nella nota di Lealtà&Condivisione.
Su queste basi, viene chiesto all’amministrazione comunale di valutare la possibilità di una variante, per riconsiderare l’importanza delle infrastrutture verdi, “non più come elementi decorativi quali sarebbero gli alberelli di agrumi, ma funzionali alla vivibilità di una intera e importante area commerciale naturale qual è il Cenaco Tisia/Pitia”.




Autorità del Mare, voto ok in Commissione: Di Sarcina presidente della Sicilia Orientale

Dopo il voto in Senato, anche la Commissione Trasporti della Camera ha espresso voto favorevole alla nomina di Francesco Di Sarcina quale nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale. Tutti a favore, tranne Forza Italia astenuta. “Col voto di oggi alla Camera si completa l’iter parlamentare, adesso manca la firma del ministro dopodichè il nuovo presidente potrà prendere incarico. Auguro buon lavoro al nuovo presidente Di Sarcina. Oggi più che mai servono manager che conoscano le dinamiche portuali internazionali, che sappiano sviluppare i nostri porti in concorrenza con il resto del Mediterraneo e non per difendere interessi o contrapposizioni locali che non permetto di guardare, invece, allo scenario internazionale in cui devono proiettarsi una volta e per sempre porti proprio come quello di Augusta”. Così il vicepresidente della Commissione, il parlamentare siracusano Paolo Ficara (M5s), al termine della votazione odierna. “Un dovuto ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto va al commissario Alberto Chiovelli che lascia una importante eredità di lavori avviati ed altri già finanziati, insieme a nuove iniziative come il collegamento in catamarano Augusta-La Valletta”.
Aspre erano state nei giorni scorsi le polemiche sulla indicazione di Francesco Di Sarcina, con Forza Italia contraria e piccata soprattutto per il metodo non condiviso per la scelta. Divisi anche i sindaci del territorio, con il primo cittadino di Melilli allineato alle posizioni degli azzurri mentre Augusta e Priolo si sono smarcate condividendo l’indicazione ministeriale. Il presidente della Regione ha poi condiviso l’intesa con il ministro e con il voto odierno delle Commissioni si conclude l’iter.

foto: Di Sarcina (dal web)