Capitale della Cultura, l’assessore Samonà tifa Siracusa. “E se vince, contributo dalla Regione”

A fine mese si conoscerà quale città italiana riceverà il titolo di capitale italiana della cultura per il 2024. Tra le città finaliste c’è Siracusa che ha incassato in queste ore il sostegno incondizionato della Regione. L’assessore Alberto Samonà, intervenuto su FMITALIA, è stato chiaro: “Dobbiamo fare il tifo e lavorare affinchè Siracusa possa ottenere questo riconoscimento. Sia perchè arriverebbero quattrini in Sicilia per migliorare ancora l’offerta culturale regionale e sia perchè Siracusa ha potenzialità di assoluto valore”.
A chi, però, ha criticato il poco supporto manifestato sino ad ora, il responsabile dei Beni Culturali regionali replica sereno. “Noi abbiamo dato disponibilità per collaborare alla candidatura. Se dovesse essere raggiunto il traguardo, ci sarebbe anche un impegno economico da parte della Regione, come è stato fatto in passato con Palermo. Per il progetto daremmo un importante contributo che si aggiungerebbe a quello del ministero”. Dopo il chiarimento, Samonà incrocia le dita per Siracusa. “Lavoriamo tutti in questa direzione. Anche se alla fine le dinamiche per la scelta della capitale della cultura sono tante e alcune di geopolitica….”.




Aree montane della provincia di Siracusa, “come sfruttare le risorse nazionali”. Ficara scrive ai sindaci

Il parlamentare Paolo Ficara (M5s) ha inviato una nota ai sindaci della provincia di Siracusa delle aree interne e montane. Si tratta dei primi cittadini di Buccheri, Buscemi, Canicattini, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide e Sortino. Al centro dell’intervento, la Strategia nazionale per le aree interne e la prossima programmazione delle politiche di coesione per il ciclo 2021-2027.
“La Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) – ricorda Paolo Ficara – è una politica territoriale diretta al miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini e delle opportunità economiche nei territori interni a rischio marginalizzazione. Rappresenta un’azione diretta al sostegno della competitività territoriale sostenibile, al fine di contrastare, nel medio periodo, il declino demografico che caratterizza le aree interne del Paese. L’obiettivo è creare nuove possibilità di reddito e assicurare agli abitanti l’accessibilità ai servizi essenziali (trasporto pubblico locale, istruzione e servizi socio-sanitari) nonché di migliorare la manutenzione del territorio stesso”.
Ad oggi le aree interne della Sicilia, individuate dalla Regione sono cinque: Madonie, Simeto-Etna, Nebrodi, Terre Sicane, Calatino. “Su di esse è stata predisposta una Strategia di sviluppo con la stipula dell’Accordo di Programma Quadro tra Regione, Amministrazioni centrali e Comune capofila. In vista della programmazione delle politiche di coesione per il ciclo 2021-2027 – continua Ficara – il Dipartimento per le Politiche di Coesione ha elaborato una nuova mappatura delle aree interne, a seguito della quale saranno definite eventuali variazioni nell’elenco dei Comuni ricompresi nella SNAI. Al fine di poter rientrare nella Strategia, tuttavia, è necessario che i Comuni avviino le opportune interlocuzioni con la Regione, con la quale impostare un importante lavoro di intesa e confronto”.
Il parlamentare siracusano suggerisce, nella sua lettera, l’utilità di coinvolgere anche i comuni del ragusano, “nell’ottica dell’imprescindibile requisito della ‘vocazione associativa’ dei territori. La gestione in forma associata di funzioni e servizi, è considerato infatti indice di maggior capacità di progettazione e attuazione di un’azione di sviluppo locale, proprio come richiesta dalla strategia nazionale aree interne”.
“Ai sindaci, alcuni dei quali si sono già associati nell’Unione dei comuni Valle degli Iblei, chiedo, pertanto, di voler porre in essere quanto prima ogni iniziativa utile in tal senso. Parliamo di una occasione importante per partecipare alla suddivisione di ingenti risorse messe in campo dalla legislazione nazionale e regionale”.




Caro-carburante, mozione in Ars della Ternullo: “Perchè Val d’Aosta o Malta pagano meno?”

Caro-carburanti, si torna a parlare di esenzioni in Sicilia per la provincia di Siracusa. Il motivo? Ospita uno dei principali poli di raffinazione nazionale. “Sto presentando una mozione all’Assemblea regionale siciliana perché non è più sostenibile che ogni giorno si assiste inermi alla roulette dei rincari per il prezzo del carburante. Ieri per esempio le quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo hanno chiuso ancora in forte salita (soprattutto il diesel). Di conseguenza oggi le compagnie aumentano nuovamente i prezzi per benzina, diesel e Gpl. Siamo arrivati a 2,200 euro per un litro di carburante. È chiaro che al netto del conflitto in Ucraina, questa condizione si ripercuote sulle tasche di famiglie e imprese. Penso ad un operaio o ad un impiegato fuori sede, che ogni giorno devono macinare chilometri per raggiungere i posti di lavori, poiché non serviti da mezzi pubblici. Del proprio stipendio gli resteranno le briciole”. Lo afferma la deputata regionale di Forza Italia, Daniela Ternullo.
“Una situazione che fa ancora più rabbia perché in Sicilia abbiamo le raffinerie. Vivendo nel siracusano ne sono testimone tangibile. Potremmo vivere di rendita. Perché allora non possiamo beneficiari di tali strutture in loco? Perché la Valle d’Aosta o Malta possono applicare prezzi ancora ragionevoli e noi, pur avendo in casa la materia prima raffinata, dobbiamo pagarla a caro prezzo?”.




Anche Palazzolo avrà il suo ospedale di comunità, Cafeo: “Si farà, e diventano cinque nel siracusano”

Dai tre inizialmente previsti dalla Regione, diventano adesso addirittura cinque gli ospedali di comunità per la provincia di Siracusa. Anche Palazzolo Acreide avrà quindi quella struttura sanitaria. “Il quinto ospedale di comunità della provincia di Siracusa si farà e sarà, così come auspicato, a Palazzolo Acreide”. A darne notizia è il parlamentare regionale della Lega Giovanni Cafeo.
“A seguito del confronto in commissione Sanità con l’assessore Razza, abbiamo rilevato la necessità di garantire un ospedale di comunità al servizio della zona montana di Siracusa – spiega Cafeo – una possibilità che sembrava essere venuta meno in queste ore ma che oggi ha trovato finalmente esito positivo, grazie all’impegno di fondi non provenienti dal PNRR”.
Confermato l’ospedale di comunità di Pachino, “indispensabile per delineare finalmente un quadro della sanità nel siracusano quanto meno omogeneo, in attesa ovviamente del completamento di quello che dovrà essere il fiore all’occhiello dell’intera provincia, ovvero il nosocomio di secondo livello nel capoluogo. Si tratta di un risultato ottenuto grazie al lavoro compatto e senza bandiere di partito di chi, come il sottoscritto e l’On. Giorgio Pasqua, si è battuto con forza per il territorio, guardando esclusivamente al bene dei cittadini”, ha concluso Giovanni Cafeo.




Annunciate, promesse e subito a rischio: case di comunità, allarme per tre in provincia di Siracusa

La realizzazione di almeno tre delle nuove strutture sanitarie previste dalla Regione per la provincia di Siracusa sarebbe “ad alto rischio”. Pochi giorni dopo il primo allarme, il deputato regionale Giorgio Pasqua (M5s) torna sul tema con nuovi elementi. “Per le Asp il divieto di acquisto da privati degli immobili per realizzare gli Ospedali di comunità, le Case di comunità e le Centrali operative territoriali previsti dal Pnrr può essere aggirato solo in casi eccezionali e residuali, lo ha affermato oggi in maniera nettissima Domenico Mantoan, direttore generale di Agenas. Pertanto in Sicilia alcune delle nuove strutture sanitare previste dal Pnrr sono ad altissimo rischio, tre solo nel Siracusano. E tutto questo per l’arroganza ed i soliti ritardi del governo Musumeci”
Pasqua teme che alcune aree siciliane potessero essere costrette a rinunciare alle nuove strutture sanitarie perché previste in edifici non di proprietà delle Asp o comunque di una pubblica amministrazione.
“L’esistenza di questo rischio – dice Pasqua – oggi è stata confermata in commissione Salute da Mantoan, che in collegamento web a una mia precisa domanda ha risposto che la possibilità di realizzare le nuove strutture in edifici da acquistare da privati è praticabile solo in via residuale e del tutto eccezionale. In questa ottica le Case di comunità di Palazzolo Acreide, Rosolini e Siracusa potrebbero essere appese ad un filo, considerato che la spesa totale prevista di 4 milioni e mezzo non è certo residuale e che anche l’eccezionalità del caso è difficilmente contemplabile, visto che, specie a Palazzolo e a Siracusa, era possibile individuare strutture pubbliche alternative, come l’ex Ostello della Gioventù nel primo caso e l’area Ex Onp della Pizzuta nel secondo caso. L’ex Ostello della gioventù di Palazzolo era stato addirittura messo a disposizione per la realizzazione di un Ospedale di comunità e una Casa di comunità, con tanto di delibera di giunta”.
“I casi del Siracusano – continua Pasqua – non sono certo isolati. In Sicilia potrebbero essercene diversi e potrebbero privare diverse comunità di importanti strutture capaci di dare finalmente risposte adeguate alla domanda di salute dei cittadini. E tutto questo per l’arroganza ed i soliti ritardi del governo Musumeci e di Razza, che si è deciso a portare la questione in commissione solo in questi giorni e dietro nostre pressioni e che non ha mai pensato a fare il dovuto, propedeutico passaggio con i sindaci che meglio di tutti conoscono i territori”.




L’Udc sceglie Daniele Lentini, è lui il nuovo coordinatore provinciale del partito

E’ Daniele Lentini il nuovo coordinatore provinciale dell’Udc in provincia di Siracusa. Il sindaco di Francofonte è stato nominato dal segretario nazionale Cesa e dal coordinatore regionale, Decio Terrana, dopo l’esplosione del caso che ha portato all’espulsione di Giovanni Magro. “Accolgo con piacere ed enorme soddisfazione la mia nomina e ringrazio Cesa e Terrana per la fiducia e la stima accordatami”, le prime parole del neo coordinatore provinciale.
“Sarà mia cura lavorare con grande impegno per costruire nella provincia un partito forte, coeso, unito, presente in tutto il territorio con I’obiettivo, senza presunzione alcuna, di essere all’interno della coalizione di centro destra il partito che farà da traino a tutta l’area moderata”, le sue dichiarazioni programmatiche.




Pachino avrà il suo ospedale di comunità, ballottaggio Siracusa-Palazzolo

“Pachino avrà il suo ospedale di comunità. Deciderà invece la conferenza dei sindaci se collocarne un altro al Rizza di Siracusa, già previsto secondo l’iniziale prospettazione, o nella zona montana. Confermati poi i due già individuati nel presidio ospedaliero di Lentini e al Trigona di Noto. È quanto emerso stamattina nel corso dell’audizione in VI commissione dell’assessore regionale per la Salute, Ruggero Razza, in ordine alla programmazione regionale dei fondi del Pnrr destinati al settore sanitario e sociosanitario”. Lo comunica Rossana Cannata, deputata regionale di Fratelli d’Italia, che ha partecipato all’incontro durante il quale sono stati illustrati gli schemi definitivi dei progetti territoriali di ogni Asp.
“L’assessore della Salute – spiega la parlamentare – ha dunque confermato che la struttura di contrada Cozzi a Pachino ospiterà il quarto degli ospedali di comunità previsti nella provincia aretusea. Si tratta di un impegno – conclude l’on. Rossana Cannata – che ho mantenuto, in sinergia con l’assessore della Salute, per garantire cure di prossimità e un’assistenza di rete potenziata e più vicina ai cittadini. Sarà invece rimessa alla valutazione del territorio, e dunque alla conferenza dei sindaci, la decisione riguardante la collocazione di un altro ospedale di comunità: mantenerlo cioè a Siracusa, come inizialmente deciso dall’assessorato, oppure spostarlo nella zona montana a Palazzolo”.
Esulta il sindaco di Pachino, Carmela Petralito. “La nostra proposta di poter avere a Pachino, in una struttura già esistente, un ospedale di comunità è stata accolta dal Governo regionale e dall’assessore Ruggero Razza in particolare. Ringraziamo tutti coloro, dal Comune di Portopalo di Capo Passero a quello di Rosolini, ai deputati regionali e ai rappresentanti di partiti, sindacati ed associazioni che hanno condiviso la nostra battaglia. Un impegno che proseguirà, con i sindaci Montoneri e Spadola, per dotare la nostra zona di un livello di assistenza sanitaria adeguato ai nostri giorni e alle difficoltà legate ai trasporti”.




Ospedale di Siracusa, la sorpresa della parlamentare Suriano: “E’ sottodimensionato”

La parlamentare Simona Suriano, eletta nel M5s ma iscritta al gruppo misto (Manifesta/PaP/Rifondazione Comunista) si è recata in visita ispettiva al Pronto Soccorso dell’Umberto I di Siracusa, su sollecitazione del Coordinamento Insorgiamo Siracusa. Nel corso del sopralluogo, ha raccolto informazioni sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari e sui servizi offerti agli utenti.
“Purtroppo la situazione all’Umberto I è difficile: tagli al personale ed esternalizzazioni hanno depotenziato la sanità pubblica. L’Ospedale di Siracusa – racconta al termine della visita – ha una capienza di 350 posti letto e ad oggi ne garantisce meno di 300, di cui 40 dedicati ai malati Covid-19. Il Pronto Soccorso, sdoppiato a parità di personale per le misure anticovid, è l’anello debole della catena oltre che il luogo dove si concentrano l’afflusso degli utenti e le condizioni di lavoro più gravose”.
Secondo le informazioni assunte dalla parlamentare catanese, “il personale sanitario assunto durante l’emergenza Covid è precario e non ha certezze su cosa accadrà dopo il 31 marzo; in particolare gli infermieri vivono un precariato insostenibile. Sul versante dei medici la situazione è ancora peggiore. Su una pianta organica di 22 unità, oggi il Pronto Soccorso può fare affidamento solo su 9 medici. Così il reparto di emergenza può contare solo su un medico e due infermieri (per i codici rossi e gialli), con 4 letti in due stanze, e due infermieri per i codici verdi. Per la zona covid invece c’è un solo infermiere (a volte due) e sempre solo un medico, oltre un infermiere al triage all’entrata”. Quanto alla medicina d’urgenza (6 posti letto, nd), “vi è un solo infermiere e un medico ma solo di giorno. Di notte il medico non c’è e deve occuparsene in caso di necessità, quello del Pronto Soccorso.
Per la Suriano è evidente come l’ospedale di Siracusa sia “sottodimensionato”. La proporzione è tutta nei numeri dell’emergenza-urgenza: “per farvi fronte, un ospedale importante come quello di Siracusa dispone di 3 medici e 8 infermieri”.
Da qui la richiesta della parlamentare di assunzioni stabili e investimenti sulle strutture. “Porterò queste richieste e queste problematiche all’attenzione del Ministro della Salute, del Governo e della Regione. Di certo, continueremo a vigilare sulle condizioni del Pronto Soccorso di Siacusa e a stare al fianco di chi usufruisce dei servizi e dei lavoratori che operano quotidianamente per garantire cure adeguate”, conclude Suriano.




Via Ascari, emergenza dimenticata. Fratelli d’Italia: “Urge rifacimento. E i sottopassi…”

Fratelli d’Italia punta le sue attenzioni su via Ascari, a Siracusa. La presidente del circolo Atreju, Samanta Ponzio, sollecita il Comune: “Serve una migliore programmazione degli interventi”. Le condizioni della strada che mette in collegamento la ss124 con Necropoli del Fusco sono notoriamente pessime. “Abbiamo chiesto più volte la messa in sicurezza e il ripristino dei piloni dei ponti al circuito in via Ascari, come abbiamo chiesto più volte il rifacimento del manto stradale di quel tratto di strada ormai al degrado e pericolosissima. Durante le piogge stagionali si creano dei veri e propri allagamenti e non basta mettere le transenne per evitarne l’accesso, perché quel tratto di strada è altamente trafficato in quanto arteria di sfogo per l’ingresso e l’uscita da Siracusa”, ricorda la Ponzio.
“Non basta programmare la partecipazione a concorsi nazionali o organizzare incontri e convegni di livello mondiale se poi non si rende la città vivibile. Quando si invitano ospiti a casa, l’ambiente deve essere sicuro, pulito, ordinato e organizzato e purtroppo Siracusa è in degrado”, conclude la presidente del circolo Atreju di FdI.
A lei replica il delegato del quartiere Neapolis, Giovanni Di Lorenzo. “Invece di limitarsi al populismo spicciolo, si potrebbero approfondire le tematiche. Così avrebbe appreso che la proprietà dei sottopassi di via Ascari, come di tutto il perimetro dell’area dell’ex circuito, è di proprietà della ex Provincia Regionale, oggi Libero Consorzio tra i comuni della provincia di Siracusa. Comprendo bene – dice ancora – che la campagna elettorale è avviata ma prendere abbagli, ignorando chi debba intervenire sull’opera, non restituisce un quadro edificante dell’azione politica a favore della comunità amministrata. Quanto all’intervento di rimessa in pristino di tutta l’area dell’ex circuito, non solo di quella ricadente su Via Ascari, è urgente e necessaria. Per questo abbiamo compulsato, sia personalmente che tramite gli uffici comunali, per quel tratto ricompreso in ambito urbano, i deputati uffici dell’ex Provincia, mai ricevendo riscontro. Amministrazione sorda si, ma provinciale”, chiosa Di Lorenzo.




Ospedali e Case di comunità, Pasqua: “Piano regionale coi fondi del Pnrr a rischio flop”

Il tanto citato piano regionale della Sanità con gli 800 milioni di euro del pnrr a rischio flop? Si, secondo il deputato regionale siracusano, Giorgio Pasqua (M5s). “Gli edifici per realizzare gli Ospedali di comunità, le Case di comunità e le Centrali operative territoriali previsti dal Pnrr devono essere di proprietà delle Asp, o comunque di una pubblica amministrazione. Peccato che i tecnici delle Asp lo abbiano scoperto solo in questi giorni, al momento di caricare le schede di intervento nel portale ministeriale dell’Agenas. E tutto questo quando manca solo una settimana alla scadenza prevista. Il rischio di fallimento ora è altissimo”, spiega Pasqua che è componente della commissione Salute dell’Ars.
“L’assessorato alla Salute – dice Pasqua – sapeva almeno dalla metà dello scorso anno, ma evidentemente non ha avvertito nessuno, visto che i tecnici incaricati di caricare le schede di intervento sono rimasti letteralmente spiazzati. Anzi, nei piani di intervento che le Asp e l’assessore Razza hanno presentato alla Commissione Salute erano previsti anche acquisti di immobili dove allocare le nuove strutture territoriali. Ora il tempo per rimediare non c’è più e parecchi Comuni rischiano di rimanere senza queste nuove importantissime realtà capaci di garantire una sanità più vicina ai cittadini”.
Secondo il deputato 5 stelle un altro ostacolo si para sulla strada della realizzazione delle opere previste dal Pnrr per la sanità siciliana. “Si tratta – dice – della mancanza di tecnici nelle Asp. Nel momento in cui viene ‘caricata’ una scheda intervento sul portale Agenas viene chiesta la indicazione di un numero di CUP, cioè un numero di progetto acquisibile dal tecnico solo dopo dichiarazione di piena disponibilità di personale idoneo e sufficiente a portare a termine l’opera in oggetto. Allo stato attuale quasi tutte le Asp non hanno in organico personale tecnico sufficiente a permettere loro di completare tutte le operazioni nei tempi previsti. Ci chiediamo quindi, cosa staranno dichiarando i tecnici in questi giorni per attestare la disponibilità di personale sufficiente?”
Domani, intanto, proprio l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, sarà audito in commissione all’Ars. “E dovrà illustrare il quadro (semi)definitivo del piano sanitario da Pnrr. Sarà per noi l’ennesima occasione per cercare di sollecitarlo a ritornare a fare l’assessore alla sanità e a tralasciare per un po’ la propria campagna elettorale e i giochi di palazzo”.