Dissesto idrogeologico, nuovo bando. Ficara (M5s): “I Comuni siracusani colgano opportunità”

“Il Ministero dell’Interno ha pubblicato il bando che mette a disposizione i 450 milioni di euro per gli enti locali previsti per l’annualità 2022. Somme stanziate nelle scorse leggi di bilancio con i governi Conte e che potranno essere impiegate per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, la messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti e l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, con precedenza per gli edifici scolastici”.
Ficara ricorda come “l’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta nei mesi scorsi sulla provincia di Siracusa ha reso evidenti le fragilità del nostro territorio, ed in particolare del capoluogo. Avendo approvato il bilancio consuntivo relativo al 2020 lo scorso mese di ottobre, il Comune di Siracusa può presentare la sua istanza per un contributo massimo di 5 milioni di euro. Sono certo che Palazzo Vermexio saprà cogliere questa volta la preziosa occasione che permetterebbe di intervenire per tempo sulle fragilità emerse, specie lungo la linea di costa e sulle strade a causa di allagamenti e dissesto idrogeologico. Lo ricordo perchè, purtroppo, lo scorso anno il capoluogo, e altri comuni della provincia, rimasero esclusi un pò per svista e un pò per mancanza dei requisiti per partecipare. Quello di Siracusa, nonostante avesse approvato il bilancio 2019, comunque non partecipò”.
Le richieste di contributo dovranno essere inviate entro il 15 febbraio 2022. Possono partecipare tutti i Comuni della provincia di Siracusa per una o più opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, per un importo massimo di 1 milione di euro per i Comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti, di 2 milioni e mezzo per i Comuni con popolazione da 5 a 25mila abitanti e di 5 milioni di euro i Comuni con popolazione superiore a 25mila abitanti.




Crisi alla Regione: Zito (M5s), “Musumeci offensivo”. Cafeo (Lega), “Presidente populista”

“L’opposizione ha inviato un messaggio chiaro a Musumeci. Un altro segnale politico, sfuggito a molti, lo ha dato la maggioranza che ha votato solo Miccichè. Musumeci è sempre offensivo, spesso gratuitamente, con noi delle opposizioni in particolare”. Stefano Zito, deputato regionale del MoVimento 5 Stelle, commenta così l’attuale crisi alla Regione. Il M5s gongola, con Di Paola ha piazzato il colpo perfetto, mettendo di nuovo all’angolo il governatore ed i suoi alterni equilibri con la coalizione di maggioranza. “Per come si comporta Musumeci – continua Zito – credo che la sua ricandidatura non sia da tenere in considerazione. Non ha saputo dare risposte all’aula. Ma d’altronde, se pensi solo ai cavalli o solo a Catania allora è normale che ti dicano vai avanti da solo”.
Sponda Lega, tecnicamente alleati del governatore, non cambia di molto la valutazione. “Un linguaggio populista e che non ha rispetto delle Istituzioni”, taglia corto Giovanni Cafeo. “Alle elezioni regionali esistono le preferenze – spiega – e quindi i deputati sono stati scelti dai cittadini. Il presidente, prima di essere votato come tale, viene scelto dalla coalizione. Cosa succederà? Lo decideranno i partiti, ma il linguaggio usato non aiuta”.
Le dimissioni? “Musumeci non le darebbe mai”, dice Zito. “Le annuncia per far spaventare, ma è lui quello che ha i maggiori timori politici. Lo sottopongono a pressioni? E allora denunci. Si offende perchè non è stato il primo per voti e intanto la sanità in Sicilia è al collasso. E alla sanità c’è il suo delfino…”. Ricandidatura? “Non penso sia il momento di parlarne”, la versione di Cafeo.




Musumeci attacca, Ternullo (FI) risponde: “Non ti ho votato, non sono vile o disertrice”

Il caso politico che si è generato a Palermo vede i deputati regionali eletti nel siracusano spettatori, o quasi. Certo, gongolano quelli delle opposizioni e in particolare il M5s che con Di Paola ha piazzato un colpo non da poco. Ma l’attacco di Musumeci agli alleati ieri sera, poco dopo la votazione per i grandi elettori per il presidente della Repubblica, lascia strascichi pesanti. Le parole rivolte dal presidente della Regione ai deputati che gli hanno voltato le spalle non vanno giù a Daniela Ternullo, esponente siracusana di Forza Italia.
La deputata di Melilli ha invitato la magistratura “ad indagare sulle proposte irricevibili o intimidatorie che avrei formulato al presidente della Regione”. Questo perchè il governatore ha parlato proprio di richieste inaccettabili che gli sarebbero state presentate dai deputati di maggioranza che non lo hanno supportato.
“Non mi sento una disertrice o peggio vile perché non ho espresso la preferenza per Musumeci durante l’elezione in Aula dei Grandi elettori. Non è notizia celata da mistero il mio esclusivo voto per il presidente Miccichè. Ho votato con coscienza, in modo secco. Per tale motivo ritengo le parole di Musumeci profondamente offensive”, racconta in una nota Daniela Ternullo.
“Non penso che ai siciliani interessi chi vada in Parlamento a Roma per l’elezione del Presidente della Repubblica. Invito pertanto Musumeci a lavorare con responsabilità. Per quanto mi compete, finora ho sempre lavorato con impegno, dignità e coscienza. Dunque, che il governatore di una Regione possa solo pensare certe assurdità sui deputati è oltremodo grave”. A riferirlo è la deputata di Forza Italia all’Ars, Daniela Ternullo.




Segnaletica stradale, Civico4: “Illeggibile, sbiadita, rotta: come si spendono 650mila euro?”

Con circa 650mila euro, le spese per la segnaletica stradale rappresentano per l’amministrazione comunale di Siracusa uno dei principali investimenti. A fare i conti è il movimento Civico4 di Michele Mangiafico. La somma arriva sommando i capitoli del bilancio comunale relativo al 2021 e prelevamenti dal fondo del sindaco. “Dove sono finiti questi soldi e quale è lo stato di salute della segnaletica stradale cittadina?”. Se lo è chiesto Michele Mangiafico e per trovare la risposta ha dato vita ad una sorta di tour cittadino.
“Abbiamo appurato che la città è invasa da pali abbandonati privi di segnaletica verticale, che i cosiddetti parcheggi rosa riservati alle donne in gravidanza sono scomparsi, che la segnaletica turistica nei punti di particolare interesse culturale risulta illeggibile, che molta parte della segnaletica è vandalizzata e scolorita al punto che non si ravvisano più le indicazioni delle aree di protezione civile, mentre viene messa a rischio l’incolumità dei cittadini dai numerosi specchi parabolici rotti e non sostituiti, dalle indicazioni vetuste apposte sulle rotatorie. Le indicazioni relative alle strisce pedonali sono ridicole perché le strisce pedonali oramai non esistono più in molti tratti stradali dove risultano totalmente cancellate”, appunta il leader di Civico4. Le condizioni della segnaletica, secondo Mangiafico, esporrebbero il Comune anche al rischio rimborso in caso di incidenti stradali.
E per dare maggiore peso alla sua segnalazione, allega le foto di 30 casi analizzati da Civico4, in più parti di Siracusa. “Sono solo un piccolo campione dello stato di salute di un settore dell’amministrazione che ha in dote circa 650 mila euro all’anno (esclusi ulteriori finanziamenti esterni, come, ad esempio, quelli per le piste ciclabili). Si tratta della fotografia di una città decadente, amministrata da una classe politica indolente che ha perduto la percezione della realtà, che non esercita alcuna funzione di controllo sulla gestione della spesa e che è purtroppo protesa a candidare Siracusa a capitale italiana della Cultura senza avere cura neanche di tenere nel giusto decoro le indicazioni dei siti di maggiore interesse”. Civico4 invita il Comune di Siracusa “ad intervenire con urgenza con i fondi del 2022 per sistemare tutta la segnaletica”.




Nuovo ospedale di Siracusa, tutti contro Anzaldi (IV) e la sua richiesta di stoppare iter

L’uscita del parlamentare di Italia Viva, Michele Anzaldi, e la sua richiesta di stoppare l’iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa causa l’immediata reazione della politica. A dare fuoco alle polveri è l’ex ministro, Stefania Prestigiacomo, a cui peraltro si deve l’emendamento che ha reso possibile l’adozione del modello commissariale per accelerare le procedure che porteranno alla costruzione della nuova e attesa struttura sanitaria.
“Consiglio vivamente al collega Michele Anzaldi, siciliano, di evitare di passare da Siracusa prossimamente, o di farlo in incognito, con barba e baffi posticci, se proprio deve dopo la pessima figura che ha fatto. Finge di ignorare strumentalmente, o ignora autenticamente, che l’iter avviato per realizzare dopo 60 anni il nuovo ospedale a Siracusa è frutto di un emendamento (a mia firma) votato all’unanimità dal Parlamento (suppongo anche da lui) e che tutti gli atti fin qui posti in essere sono stati eseguiti nella massima trasparenza sotto la guida del commissario governativo, il prefetto Giusi Scaduto. Semmai c’è bisogno di accelerare l’iter non di bloccarlo. Collega, sei sempre in tempo per scusarti con l’intera provincia per la clamorosa gaffe”.
Non sono più teneri il parlamentare Paolo Ficara ed il deputato regionale Stefano Zito, entrambi del MoVimento 5 Stelle. “L’avere chiesto di sospendere l’iter per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa dimostra quanto sia lontano dal territorio (è infatti un palermitano trapiantato a Roma) ma anche poco informato. Spiace notare l’assenza di reazioni o correzioni dalla struttura provinciale di Italia Viva che, evidentemente, condivide la tesi del deputato. Mentre a Roma la politica siracusana ha lottato per ottenere lo strumento del metodo commissariale, migliorandolo in diversi provvedimenti, con le notevoli accelerazioni possibili, Italia Viva vorrebbe stoppare iter e piano regolatore per un aspetto, peraltro, che prevede da Decreto Semplificazioni una sanzione. Siamo chiaramente dalla parte della legalità, ma arrivare a chiedere di bloccare tutto per un aspetto che è già, in caso, adeguatamente normato non significa essere paladini di giustizia. A Siracusa da oltre 30 anni si attende un nuovo ospedale, attaccarsi a questioni non centrali e dirimenti per bloccare i primi e decisi passi avanti che l’opera sta muovendo, anche per merito dell’impegno della struttura commissariale diretta dal prefetto Scaduto, appare grottesco. Come grottesca è quella politica che anziché andare incontro ai bisogni dei cittadini e battersi per realizzarli, pare voler allungare il brodo e lasciare ai margini chi ai margini (sanitari) è già”, dichiarano in una nota i due esponenti pentastellati.
Sponda Pd fa sentire la sua voce Gaetano Cutrufo secondo cui Anzaldi si fa portavoce di una richiesta di rinvio “motivata in modo grossolanamente populistico, senza tenere conto che la disposizione a procedere con urgenza avviene ai sensi delle vigenti disposizioni del DL semplificazioni”. Poi l’affondo: “secondo un deputato palermitano eletto nel Lazio, i siracusani dovrebbero aspettare una sentenza del Tar Roma che ha fissato una udienza il 10 maggio prossimo, ma per necessità varie, come succede sempre, i giudici possono decidere rinvii anche di mesi. La presunta oculatezza della richiesta cozza con le novità introdotte dalla normativa vigente che consente, in caso di ricorsi al Tar, di proseguire senza interruzioni i lavori delle opere d’interesse strategico prevedendo un indennizzo in caso di successo dell’impugnazione. Praticamente – afferma Cutrufo – l’opera da realizzare è l’interesse principale, tutto il resto è codificato ma non ricade sui cittadini. Per questo motivo riteniamo che i lavori debbano iniziare prima che qualcuno pensi di spostare i finanziamenti in altre aree. Non sarebbe la prima volta d’altronde”. Per il Cutrufo, dirigente regionale del Pd, “è assolutamente giusto che i lavori inizino subito. Bene hanno fatto i deputati siracusani a chiedere alla Regione di intervenire in attesa dell’arrivo dei fondi del PNRR e se qualche deputato palermitano/romano non gradisce, i siracusani se ne faranno una ragione”.




Zona industriale, tra raffinazione e Pnrr, il M5s: “Coraggio e concretezza per non restare indietro”

Le preoccupazioni per il futuro della zona industriale di Siracusa, la raffinazione ed il tema della transizione ecologica, il Pnrr ed i fondi disponibili (tanti o pochi) sono temi al centro di un intenso confronto politico a distanza, giocato a suon di comunicati stampa.
Dopo la posizione di forte critica verso il governo centrale assunta dall’assessore regionale Turano, le preoccupazioni dei deputati regionali Cafeo (Lega) e Ternullo (FI), è il MoVimento 5 Stelle di Siracusa che risponde alle censure mosse verso il tema della transizione energetica e la necessità di prepararsi adesso, con i fondi del Pnrr, ad un cambiamento storico di cui l’Europa dovrebbe essere protagonista.
“Comprendiamo le preoccupazioni, ma facciamo fatica a capire certe affermazioni della politica locale, specie nel centrodestra, in merito agli investimenti nel settore della raffinazione. Considerando che autorevoli ministri espressione di quello schieramento occupano le poltrone dei ministeri competenti, come il leghista Giorgetti allo Sviluppo Economico o le esponenti di Forza Italia Carfagna e Gelmini al Ministero del Sud e degli Affari regionali, non crediamo ci sia qualcuno a Roma che voglia punire o demonizzare il settore della raffinazione in Italia e men che meno in Sicilia”, scrivono nella loro nota i parlamentari Paolo Ficara, Maria Marzana, Filippo Scerra, Pino PIsani ed i deputati regionali Stefano Zito e Giorgio Pasqua.
Il governo non vede di buon occhio il settore della raffinazione? La risposta: “E’ nota e chiara a tutti la strategicità di un asset produttivo portante per il Paese. Positiva, in tal senso, la richiesta da parte della Regione siciliana dell’istituzione dell’area di crisi industriale complessa, richiesta però inviata al Mise solo prima di Natale, a seguito di ripetute sollecitazioni. Preme sottolineare che, a tale fine, sono già intercorsi incontri con la vice ministro Todde”. Ma allora perchè i fondi del Pnrr destinati alla raffinazione vengono giudicati come pochi? “L’assessore regionale Turano si è unito alle critiche, insieme ad altri politici locali, circa l’impiego dei fondi del Pnrr e la poca liquidità concessa alla raffinazione. Sorvolando sul fatto che la Regione Siciliana nel suo primo programma di interventi da sostenere con il Pnrr ha totalmente ignorato il polo petrolchimico aretuseo, mai citato in nessuna delle pagine del dossier, c’è da spendere una considerazione determinante. Per chi non lo sapesse, il Pnrr nasce in Europa per sostenere la ripresa e lo sviluppo, puntando in maniera decisa sull’innovazione, le nuove tecnologie, la riduzione delle emissioni e la transizione energetica. Dobbiamo sfruttare questa grande opportunità e dobbiamo creare le condizioni perchè il polo siracusano sia protagonista di questo passaggio così strategico. Interesse di tutti è non far scappare le aziende che investono i loro capitali in Italia e tutelare l’occupazione, specie nel Mezzogiorno”.
Poco meno di un anno fa, a febbraio, i parlamentari siracusani nazionali e regionali del M5S si erano confrontati con le principali aziende del petrolchimico, “per stimolare la presentazione di progetti in grado di assicurare una prospettiva di sviluppo a medio e lungo termine. Le risorse del PNRR ci sono anche per i gruppi industriali presenti nel quadrilatero industriale siracusano. Ma sono indirizzate verso precise linee di sviluppo, per sostenere una transizione energetica onerosa, di cui non devono pagare il conto le aziende della raffinazione”. Come dire che era risaputo che con il Pnrr sarebbero stati finanziati progetti innovativi nella direzione della transizione energetica e non la raffinazione tout court, proprio per via delle finalità dello stesso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
“Ma non esiste solo il PNRR come fonte di finanziamento, per cui è corretto rimboccarsi le maniche per fare ognuno il proprio compito anche con le risorse ordinarie, alla Regione così come al Governo centrale. Come già successo in passato, torneremo con i colleghi parlamentari ad incontrare Confindustria ed i rappresentanti dei grandi gruppi del petrolchimico siracusano, nella speranza, per esempio, di far partire il prima possibile quel tavolo di confronto tra Ministeri competenti e industrie per l’utilizzo di parte delle accise per investimenti in chiave di riconversione e sostenibilità”.
Il futuro viene, quindi, dipinto a tinte meno fosche dal M5s dopo lo spettro dei licenziamenti evocato da più pezzi del centrodestra siciliano. “Ci sono fondi per sostenere la transizione e quindi la creazione di nuove linee produttive, per sostenere l’occupazione e, al contempo, creare e far correre il necessario nuovo mercato. Dobbiamo avere il coraggio e la concretezza di guidare anche il nostro territorio verso il 2050. Abbaiare alla luna non serve a nessuno”.




Anzaldi (IV): “Sospendere iter per il nuovo ospedale di Siracusa”

Il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, avanza dubbi e perplessità sull’avviato iter per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. “La Regione Sicilia ha dato corso alla progettazione del nuovo nosocomio anticipando i fondi necessari in attesa che il Commissario di Governo, prefetto Scaduto, potesse disporre dei previsti finanziamenti del Pnrr. Una circostanza – spiega – che lascia perplessi e interdetti, in quanto tutto cio’ e’ avvenuto in pendenza della sentenza che il Tar Roma emanera’ il 10 maggio prossimo, in merito alle presunte irregolarita’ sull’aggiudicazione del concorso di idee attraverso il quale e’ stato affidato l’incarico per la progettazione. Infatti, nel corso della procedura, non sarebbe stato rispettato il necessario principio di anonimato previsto nel bando, e sarebbe stato favorito un progetto che la stessa Commissione di gara non giudica tra i migliori, ritenendo che, per come riportato dal verbale: ‘La composizione architettonica proposta non si presenta particolarmente originale rispetto ad altre esaminate’. Non vorremmo – insiste Anzaldi – che la Regione, questa volta a danno dei cittadini siracusani, abbia perpetrato gli stessi errori commessi nel Concorso di progettazione per il nuovo Palazzo della Regione a Palermo, recentemente annullato per evidenti irregolarita’ da parte della Commissione aggiudicatrice. Non capendo questa fretta chiediamo pertanto anche in autotutela che la Regione Sicilia e il Commissario di Governo sospendano le attivita’ tecniche sul nuovo ospedale, compresa l’approvazione della relativa variante urbanistica del Comune di Siracusa, oggi privo del Consiglio Comunale, fin quando non sia stata fatta chiarezza sulla vicenda con la conclusione della vicenda giudiziaria”.




Quarantene e tamponi, lunghe code e attese: Cafeo striglia il Gruppo Covid Siracusa

Il deputato regionale Giovanni Cafeo (Lega) torna a puntare l’indice contro il coordinamento covid dell’Asp di Siracusa. “Le code ed il caos per i tamponi non dipendono solo dalla carenza di personale ma da una organizzazione superficiale”. E’ il duro atto d’accusa con cui il parlamentare siciliano segnala ancora una volta i disagi per l’utenza, costretta ad interminabili giornate in auto per essere sottoposta ai tamponi molecolari nell’area dell’ex Onp di Siracusa. Cafeo individua delle responsabilità nella gestione del servizio, affidato al Dipartimento di prevenzione medico dell’Asp di Siracusa ed in particolare al Gruppo Covid preposto al tracciamento, agli isolamenti e ai tamponi di controllo.
“Del resto è ormai noto come il numero dei contagi dipenda dalla efficienza del contact tracing. E dunque, se lo scorso 3 gennaio Siracusa con un +586 positivi è balzata al primo posto in Sicilia in proporzione agli abitanti, qualcosa nel gruppo di lavoro che si occupa dei tracciamenti non ha certo funzionato. E tuttavia ci sono delle circolari della Regione siciliana – dice il parlamentare regionale della Lega, Giovanni Cafeo – che, se applicate, avrebbero almeno il merito di alleggerire da un lato i disagi per i cittadini e dall’altro il lavoro del personale addetto all’esecuzione dei tamponi”.
“Evidentemente – continua Cafeo – non sono state recepite e questo non ha nulla a che fare con la penuria di personale. Peraltro ci risulta che la Direzione Generale della ASP abbia già provveduto ad assumere nuovo personale e lo abbia già messo a disposizione del Gruppo Covid. Ci sono dunque delle responsabilità organizzative precise da parte di chi è preposto a questo delicato compito, per cui occorre intervenire immediatamente”.
Quali sono queste disposizioni previste da circolare regionale? C’è ad esempio quella che dispone per le persone risultate positive ma vaccinate con la seconda dose da più di 4 mesi l’isolamento per 10 giorni se asintomatici da almeno 3 giorni”.
Il parlamentare regionale della Lega, Giovanni Cafeo, evidenzia un’altra disposizione della circolare della Regione che contribuirebbe a sfoltire le code per i tamponi all’ex Onp di Siracusa. “Prendiamo il caso di una persona che entra in contatto con un positivo. Ci sono tre possibilità e tutte quante escludono il ricorso al tampone molecolare e dunque la corsa al centro dell’Asp per il test. Per chi è vaccinato con una dose e con due dosi da meno di 14 giorni, basta una quarantena di 10 giorni e poi un tampone rapido; per chi, invece, ha effettuato la doppia dose di vaccino da più di 120 giorni e chi è asintomatico con Green pass ancora valido, occorre una quarantena di 5 giorni e poi un tampone rapido. Per chi, infine, ha effettuato due o tre dosi da meno di 120 giorni se asintomatico c’è solo l’obbligo di usare la mascherina FFP2 per 10 giorni”.
Secondo Cafeo, con una buona comunicazione verso i cittadini e grazie a queste disposizioni si “eliminerebbero molti disagi”. Poi il nuovo affondo: “il gruppo Covid dell’Asp utilizzi meglio le risorse messe a disposizione dai vertici e dia ai medici di famiglia e ai pediatri i propri recapiti e le necessarie risposte riguardo a contact tracing, quarantene e tamponi dei propri assistiti.”




Michele Mangiafico (Civico 4): “Dall’amministrazione monologo declinato al futuro”

L’ex vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa e leader del movimento Civico4, Michele Mangiafico, boccia n toto i contenuti della conferenza stampa di fine anno del sindaco Italia. “Un monologo pieno di slogan e declinato per lo più al futuro da un gruppo di potere a cui, al contrario, restano poco più di sedici mesi di mandato amministrativo davanti a sé”, accusa.
“Italia è un sindaco che inizia a comprendere i disastri seminati lungo il cammino, spacciando per impegni di cui esser grati ‘toppe’ utili appena ad indorare la pillola delle infrastrutture disfatte (le strade, ndr) e dei servizi assenti o parziali. Noi di Civico4 – dice Mangiafico – intendiamo invece interpretare il sentimento della maggioranza della città, ancor più in un contesto di assenza di un Consiglio comunale, che avrebbe duramente contestato le affermazioni del sindaco”.
Tra i temi affrontati dall’attuale amministrazione durante la lunga conferenza ci sono – tra gli altri – il bando di democrazia partecipata, gli asili nido, la manutenzione stradale e la cultura. Tutti temi analizzati punto per punto dal movimento che vede in alcune tesi portate dal sindaco argomenti assolutamente lontani dalla realtà e dalla città.
“A parole – continua Civico 4 – la classe dirigente del Vermexio conta sulla democrazia partecipata, ma la sua assenza dalle zone balneari non le permette di essere a conoscenza che le iniziative che previste non sono in realtà neanche state realizzate. È il caso della ‘Plaza di Fontane Bianche’, progetto vincitore nel marzo 2021 e citato dal sindaco ma mai realizzato. Al contrario, la terrazza del parcheggio di Fontane Bianche è, per chi realmente vive la città e i suoi problemi, ancora un immondezzaio. Sarebbe corretto che l’amministrazione, al netto di una tronfia vanagloria, controllasse come vengono spesi i soldi dei cittadini”.
Il sindaco ha lamentato la carenza di personale per la realizzazione delle progettazioni necessarie alla partecipazione ai bandi, “ma – ribatte il movimento – non ha fatto menzione della precisa volontà politica con cui non ha stabilizzato a full-time oltre trecento risorse umane attualmente a part-time, né si è occupato di concorsi interni e progressioni verticali che avrebbero potuto portare ingegneri utilizzati in categoria B e a poche ore in ruoli funzionali all’obiettivo della progettazione”.
“Una buona parte della conferenza stampa è stata incentrata su temi che fuoriescono dalle competenze dell’amministrazione comunale, il che preoccupa perché temiamo che possano dunque essere pochi gli argomenti di propria competenza di cui poter parlare”, dichiara Michele Mangiafico.
“Uno di questi casi – spiega Mangiafico – è il riferimento all’investimento privato di nove milioni di euro della società di telecomunicazioni TIM sulla fibra ottica in città. Ci sembra davvero strano che il sindaco senta il bisogno di vantare questo investimento privato per dire che la città ha fatto passi avanti sulla digitalizzazione, mentre la sua Giunta ha adottato una delibera inutile che vietava il 5G in città e che è costata denaro pubblico in termini di cause legali perse dalla stessa amministrazione”.
E poi c’è il capitolo su asili, trasporti e servizio idrico. Su quest’ultimo punto “il sindaco – afferma Civico 4 – ha vantato la salvaguardia del perimetro occupazionale relativo alla società che gestisce il servizio idrico, senza menzionare la fuoriuscita dal mercato del lavoro degli ex autisti delle navette comunali. Di contro, quasi fosse uno schiaffo morale, ha vantato le linee bus introdotte in convenzione con Ast”.
Quanto al servizio degli asili nido, insiste Mangiafico, “è stato citato come un vanto da un’amministrazione comunale che li ha tenuti chiusi per oltre un anno, ha redatto una gara per 7 asili aprendone solo 5, con la scusa che due strutture andavano ristrutturate e acquista posti in alcune zone della città (Cassibile), penalizzandone altre (Ortigia, Belvedere, Villaggio Miano, Tivoli)”.
E poi ci sono le famose buche stradali. “Risibile l’indebitamento di 1 milione e mezzo di euro annunciato dal sindaco uscente per la sistemazione delle strade, non solo perché la cifra ci appare davvero ben poca cosa rispetto allo stato di degrado cui l’amministrazione ha ridotto le strade per mancanza di manutenzione, ma anche perché non sono state citate alcune delle principali criticità come il caso di contrada Palazzo a Cassibile o via Monte Cervino alla Pizzuta. Dunque, anche dal punto di vista dei criteri con cui il sindaco ha definito le priorità, c’è davvero poca trasparenza e oggettività. Uno schiaffo ai commercianti della Borgata il fatto che l’amministrazione comunale abbia citato i lavori in corso, senza rendersi conto del modo maldestro con cui viene gestito il cantiere e che ha causato parecchi danni economici fino ad oggi ai commercianti, senza prevedere alcun ristoro”.
Tra gli ultimi argomenti affrontati dal movimento c’è la cultura: “Restano nebulose le volontà dell’amministrazione comunale volte a dotare il Teatro comunale dei requisiti di sicurezza che consentano di utilizzare tutti i posti disponibili e, francamente, ridicola la vanagloria con cui l’amministrazione si è pavoneggiata per avere avuto durante le festività il Teatro di via Roma sempre sold-out. Siamo sicuri che Siracusa si sia candidata a Capitale italiana della Cultura? Perché una siffatta capienza di posti (99) non rende competitiva l’amministrazione neanche nel territorio provinciale”.
Nessuna parola, in oltre un’ora di conferenza stampa, sulla povertà e sulle persone con disabilità. “In realtà – conclude Mangiafico – l’amministrazione comunale uscente si è resa responsabile del taglio ai servizi per non vedenti e non udenti, dei ritardi sul servizio Asacom e delle lunghe liste di attesa per i servizi ADA e ADH, nonché della mancata adozione del Peba. Dunque, comprendiamo che la sensibilità del sindaco lo abbia portato a sostituire questi diritti con gli investimenti per i murales cui ha dedicato, di contro, ampio spazio in conferenza stampa, ma intendiamo denunciare il fatto che si tratta di diritti inviolabili della persona umana, per la cui difesa Civico4 rimarrà in prima linea. Senza sconti per un’amministrazione comunale insensibile verso i diritti dei più deboli”.




Ternullo (FI): “Perchè Versalis e Lukoil non sono interessate al bando termoutilizzatori?”

A condividere l’allarme lanciato da Giovanni Cafeo (Lega) è la deputata regionale Daniela Ternullo (FI). “Versalis e Lukoil si siano tirate fuori dalla manifestazione di interessa per la realizzazione di due termovalorizzatori in Sicilia. E questo deve indurre a una seria riflessione: cosa succederà al petrolchimico di Priolo?”. E’ questo l’interrogativo su cui si concentra l’azzurra, che concorda con la preoccupazione di Cafeo. “Quali sono le reali intenzioni di tali aziende? In ballo c’è il futuro lavorativo di oltre 3 mila persone. È in momenti come questo che occorre fare squadra, occorre la sinergia di tutti per evitare il peggio”. Insomma, per parte della politica la mancata partecipazione alla manifestazione di interesse varrebbe come anticipo di volontà di disimpegno sui territori.
“Che ben 7 grandi aziende abbiano risposto alla manifestazione d’interesse per la realizzazione di 2 termovalorizzatori in Sicilia è incoraggiante. Ricordo che il bando prevede la creazione di due strutture in grado di smaltire almeno 350 mila tonnellate l’anno di rifiuti. Un bel salto in avanti rispetto agli attuali problemi che affliggono il territorio in tema di gestione dei rifiuti. L’unica nota dolente è l’assenza di Lukoil, Versalis e qualche altra azienda che rispetto ad altri colossi nazionali ed esteri, hanno di fatto rinunciato a tale opportunità di investimento. Eppure Priolo Gargallo ha tutto per essere un centro industriale all’avanguardia, nel rispetto delle nuove strategie in materia di impatto ambientale”, ricorda ancora la Ternullo.

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