Anche il Partito Democratico di Siracusa chiede lo scioglimento di Forza Nuova

“Il Partito Democratico di Siracusa si associa alla richiesta di scioglimento di Forza Nuova, i cui leader sono stati arrestati all’indomani del violento assalto alla sede nazionale della Cgil a Roma e di tutte le organizzazioni che si ispirano al fascismo”. Con queste parole, il segretario provinciale del Pd, Salvo Adorno, si unisce al coro di quanti – soprattutto a sinistra – chiedono che il governo intervenga per mettere al bando il movimento di estrema destra.
“Questo genere di violenza – ha proseguito Adorno – rappresenta un vero e proprio attacco alla democrazia e un’azione eversiva contro la Repubblica antifascista e necessità di una presa di posizione ferma da parte di tutte le forze democratiche”.
Quasi scontato un messaggio di vicinanza alla Cgil. “Solidarietà al sindacato, da parte di tutto il Partito Democratico della provincia di Siracusa”.




Rimpasto sospeso da tre mesi, l’ex Burti: “grave Attività Produttive senza guida”

Da oltre tre mesi Siracusa non ha un assessore alle attività produttive ed ai servizi cimiteriale. Le deleghe, tra le altre, sono state assunte ad interim dal sindaco Francesco Italia, dopo le dimissioni di Cosimo Burti e Alessandro Schembari e la contemporanea rottura tra amministrazione comunale ed Italia Viva. Il rimpasto annunciato non si è ancora materializzato. Il primo cittadino, nelle settimane scorse, ripeteva agli alleati di non avere fretta di chiudere. A mettere pepe, però, ci pensano proprio gli ex assessori. “Ancora non si è proceduto alla nostra sostituzione in seno alla giunta comunale di Siracusa. Si tratta evidentemente di un fatto grave, un ulteriore segnale di disattenzione nei confronti della città e in particolar modo del settore produttivo che mi onoravo di rappresentare”, dice Cosimo Burti.
“A nulla è dunque servito il forte segnale di sofferenza politica e di palese trascuratezza riferito al settore della attività produttive mandato al primo cittadino attraverso la scelta sofferta delle dimissioni nel mese di luglio, visto che ancora oggi non si capisce quale sia il motivo che lo spinge a non prendere una decisione, lasciando così scoperto quel ruolo così importante”, prosegue nella sua nota. “La mancanza di interlocuzione e di indirizzo politico in un momento così delicato, nel quale i fatti relativi ai fenomeni delinquenziali diffusi nel mondo del commercio e l’ancora difficile ripartenza dovuta all’emergenza sanitaria da covid 19, mi portano in dote una sorta di “prorogatio” non voluta del mio precedente ruolo istituzionale, tale da ricevere numerose telefonate con richieste di chiarimenti sia sui problemi del settore delle attività produttive sia, paradossalmente, sulla mancata nomina del mio successore”, racconta l’ex assessore.
“Serve una scossa”, risponde Cosimo Burti a chi gli chiede il motivo di questo suo intervento pubblico. “Qualcuno sembra aver perso da tempo la percezione della sua città e dei disagi che nel quotidiano subisce chi la vive”, chiosa poi con evidente riferimento al sindaco Francesco Italia. Per il momento, da Palazzo Vermexio, nessuna reazione.




Demolizione del viadotto di Targia: parere favorevole del Comune, furia Vinciullo

Non mancano le reazioni della politica siracusana al via libera della Regione per l’abbattimento del viadotto di Targia. Una demolizione finanziata con 955mila euro di fondi europei destinati da Palermo al dismesso viadotto, chiuso al traffico dal 2014. Il Genio Civile dovrà progettare l’intervento e procedere con l’appalto dei lavori. Se tutto dovesse procedere spedito, l’aggiudicazione della demolizione potrebbe avvenire già entro la fine del 2021.
Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha accolto con favore la notizia. Non una sorpresa per Palazzo Vermexio perchè il Comune aveva già espresso parere positivo alla demolizione agli uffici regionali del settore Infrastrutture. “Con la Regione abbiamo discusso a lungo del viadotto di Targia e del tipo di intervento da eseguire. Abbiamo dato parere positivo all’abbattimento. Questo non significa escludere ogni possibilità di ricostruire il viadotto di Targia. Ma questa opzione dipenderà in futuro dai costi e dalle disponibilità regionali”, spiega il sindaco Italia.
“Vogliamo sapere invece che fine hanno fatto i rimanenti 5 milioni di euro che sono stati stanziati nel Patto per il Sud e di cui non c’è alcuna traccia”, interviene Vincenzo Vinciullo. Il Patto per il Sud aveva destinato risorse all’abbattimento e contemporanea ricostruzione del viadotto di Targia. Non solo. “L’intervento che ora dovrebbe essere realizzato dalla Regione, si presenta impossibile allo stato attuale. A meno che l’amministrazione comunale non proceda col cedere i propri diritti sul viadotto alla Regione. E anche questo è un capitolo che va attenzionato. Estranei intervengono a casa mia – prosegue Vinciullo – e il sindaco fa finta di non sentire, di non capire e di non comprendere che l’asseto viario appartiene al Comune di cui lui, evidentemente per caso, è ancora il sindaco”.
Vinciullo teme che ancora una volta i finanziamenti inizialmente previsti per Siracusa abbiano preso un’altra strada: “serviranno per lavori al castello di Orazio Nelson, in provincia di Catania, intervento non previsto nel settembre 2016”. E’ la data della stipula del già citato Patto per il Sud.




Criminalità a Siracusa, Zito chiede l’intervento dell’Antimafia regionale. E avanza una ipotesi

Dopo il nuovo gesto intimidatorio contro un’attività commerciale di Siracusa, il deputato regionale Stefano Zito ha chiesto al presidente dell’antimafia siciliana, Claudio Fava, di accendere i riflettori sulla situazione nel capoluogo. Al presidente Fava ha inviato una relazione dettaglia su quanto accaduto negli scorsi mesi a Siracusa, con una sequenza impressionati di furti, rapine e danneggiamenti anche con bombe carta contro diversi esercizi commerciali.
Ma il deputato regionale ha anche esposto un suo personale teorema. “A Siracusa negli ultimi mesi le forze dell’ordine, con un lavoro straordinario, hanno colpito la criminalità locale con azioni forti, soprattutto contro uno dei settori più floridi per la delinquenza: lo spaccio di droga. Adesso è come se la mafia stesse reagendo mettendo sotto pressione la città e, forse, lo sta facendo direttamente o indirettamente utilizzando questi cani sciolti che, probabilmente, non possono agire senza il benestare di più radicate organizzazioni criminali. Ma la mia è solo un’ipotesi, l’unica cosa certa sono i danni ai nostri commercianti. Come se già la pandemia non ne avessi prodotti di rilevanti”, le parole di Stefano Zito sulla sua pagina Facebook istituzionale.




Verde pubblico a Siracusa, l’affondo di Cavallaro (FdI): “solo le erbacce sono rigogliose”

“Sembra che a Siracusa ogni cosa venga fatta senza amore, tanto per farla”. E’ con rabbia amara che il presidente del circolo Aretusa di Fratelli d’Italia, Paolo Cavallaro, presenta il suo report sul verde pubblico in città. “In giro troviamo alberi secchi, tantissime fallanze, alcuni legacci dei pali tutori stanno strozzando il tronco degli alberi, altri pali tutori arrecano danno al tronco, in alcune zone della città è assente la manutenzione del verde e un adeguato sistema di irrigazione. Ci chiediamo se la legge che prevede la messa a dimora di un albero per ogni nuovo nato sia rispettata, quanti nuovi alberi siano stati piantumati e dove. Ci chiediamo cosa abbia progettato l’amministrazione comunale in ordine al verde cittadino, se siano previste nuove aree a verde, dove giovani e meno giovani possano sostare per godere di momenti di rilassamento. Al momento ciò che vediamo è la cementificazione di piazza Euripide, dove è previsto il verde in una percentuale irrisoria rispetto all’area”, spiega d’un fiato Cavallaro.
“L’unico verde che questa amministrazione è brava a mantenere rigogliosa è la vegetazione spontanea a bordo dei marciapiedi, che cresce rigogliosa occupando piste ciclabili e marciapiedi. Ci auguriamo un cambio di passo, una maggiore attenzione delle ditte appaltatrici nella manutenzione del verde esistente, un maggiore impegno del Comune nella progettazione e realizzazione di nuove aree a verde, e uno scrupoloso censimento delle aree in cui va migliorato il sistema di irrigazione e dove vanno sostituiti gli alberi secchi. E ci auguriamo la piantumazione di un numero maggiore di piante floreali, che darebbero un tocco di colore alla città”.




“Io sindaco di Siracusa? Perchè no…”: l’autocandidatura del primo cittadino di Palazzolo

L’indiscrezione rimbalza da Palazzolo e arriva dritta a Siracusa. Il sindaco della cittadina montana, Salvatore Gallo, potrebbe decidere di candidarsi come primo cittadino del capoluogo. Sembra una boutade, una battuta. Ma è il diretto interessato, in realtà a confermare l’indiscrezione. “Nella vita tutto è possibile. Confesso che non mi dispiacerebbe”, racconta senza troppe esitazioni intervenendo in diretta su FMITALIA.
“A me fare il sindaco piace. Credo di farlo discretamente bene a Palazzolo. La cittadina è cresciuta, si è guadagnata nuove attenzioni, anche mediatiche. Se dovessero esserci le condizioni a Siracusa, dico perchè no?!?”, continua Salvatore Gallo, a confermare quello che forse è più di un pensiero: candidarsi nel 2023 per Palazzo Vermexio. Certo, bisognerà parlarne con gli alleati e chissà se il centrodestra potrebbe mai trovare intesa e unità attorno ad un nome “forestiero”. Da Palazzolo in molti fanno il tifo per Gallo.
“La provincia di Siracusa ha bisogno di una grande Siracusa, di un capoluogo leader e guida. Noi centri della provincia soffriamo se Siracusa arretra, anzichè crescere”, continua il sindaco di Palazzolo. “Ci vuole un grosso impegno per il capoluogo, lo so e lo dico senza togliere nulla a nessuno degli attuali e dei passati amministratori. Però – dice Gallo rompendo gli indugi – da molto tempo non c’è amore in quello che si fa. Non c’è amore per Siracusa, città meravigliosa e bellissima che però non riceve amore da chi deve programmarne e pensarne lo sviluppo”, ripete e insiste Salvatore Gallo.




Incendi, Ficara e Zito (M5s) incontrano il sindaco di Buccheri: “Sua esperienza importante”

Il parlamentare nazionale Paolo Ficara ed il deputato regionale Stefano Zito, entrambi del MoVimento 5 Stelle, hanno incontrato nei giorni scorsi il sindaco di Buccheri (Siracusa), Alessandro Caiazzo. I tre si sono confrontanti a lungo sul drammatico fenomeno degli incendi estivi, molti dei quali di origine dolosa. Proprio la cittadina montana della provincia di Siracusa è stata duramente colpita da roghi che hanno mandato in fumo ettari di preziosa vegetazione, risorsa primaria per l’economia locale.
“Il sindaco Caiazzo è stato uno dei pochi a denunciare pubblicamente gli interessi della mafia dei pascoli. Conosce luoghi e dinamiche ed ha una coraggiosa visione che condividiamo e sulla quale ci siamo confrontati, anche alla luce del decreto incendi, attualmente in discussione in Senato”, spiegano Ficara e Zito.
“Sappiamo bene che il fenomeno è spesso doloso e con dietro illegali appetiti. Con Caiazzo ci siamo confrontati sui vari livelli di responsabilità che dovrebbero portare ad una azione più sinergica tra istituzioni ed enti coinvolti, dalla Regione ai sindaci alle forze dell’ordine. Così i risultati arrivano, come hanno dimostrato, ad esempio, gli arresti effettuati a cavallo di ferragosto”, rimarcano i parlamentari cinquestelle.
“E’ indubbio però che il ruolo dei Comuni è fondamentale, attraverso la puntuale approvazione del catasto incendi, uno strumento che metterebbe un freno a questi fenomeni che tristemente si ripetono ogni estate. Purtroppo non tutti i Comuni si sono dotati di questo registro da aggiornare di anno in anno. Stiamo studiando soluzioni normative che possano facilitare il compito delle amministrazioni”, concludono Ficara e Zito.
Il decreto legge in discussione ridisegna una nuova governance del sistema di previsione e spegnimento che migliora e rafforza le azioni di prevenzione degli incendi, potenziando con 40 milioni di euro le componenti statali impegnate nella lotta attiva. Altri 100 milioni di euro per il prossimo triennio vengono stanziati per le aree interne e per i Comuni delle isole minori per la realizzazione di opere come postazioni di atterraggio dei mezzi di soccorso, vasche di rifornimento idrico, tracciati spartifuoco, vie di accesso che saranno considerate di pubblica utilità. Nuove misure di contrasto e prevenzione da attuare nei piani regionali sono poi il fuoco prescritto e la pratica del controfuoco. Previsto inasprimento a più livelli delle pene.




“Più poliziotti per Siracusa”: il deputato regionale Cafeo scrive al sottosegretario Molteni

“L’escalation di violenze, intimidazioni e atti criminali che sta interessando Siracusa in questo periodo desta allarme e preoccupazione tra i cittadini e le attività commerciali spesso oggetto di queste azioni, per questo è arrivato il momento che le istituzioni diano delle risposte e dimostrino con i fatti la loro vicinanza”. Lo dichiara il deputato regionale Giovanni Cafeo (Lega).
“Ho scritto una lettera al sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, per sottoporgli le condizioni delle forze di polizia impegnate a garantire l’ordine pubblico nel nostro territorio in carenza di organico per oltre il 30% e impegnate al contempo su due importantissimi fronti, da una parte la lotta al Covid e la verifica del rispetto delle quarantene per i positivi, dall’altra le operazioni di riconoscimento e controllo degli immigrati sbarcati sulle nostre coste, spesso vittime di abusi e di criminali trafficanti di uomini”.
Per Cafeo è “una situazione difficile” che richiede un correttivo immediato, “incrementando personale e mezzi a disposizione del territorio, in modo da compensare lo sforzo straordinario chiesto alle nostre donne e ai nostri uomini, impegnati tutti i giorni con grande professionalità e senso del dovere in prima linea”.
L’obiettivo da ottenere è quello di avere “maggiori controlli sul territorio, oggi di fatto in mano a piccole bande che credono di poter comandare in città, ripristinando l’ordine e la legalità e tutelando così la cittadinanza”.




E se il prossimo sindaco di Siracusa fosse una donna? La Brigata Rosa “presenta” la lista

Iniziate sottotraccia le grandi manovre in vista delle amministrative 2023 a Siracusa. E la scelta dei nomi dei candidati che si contenderanno la poltrona di primo cittadino diventa una questione di “genere”. Tra veri, papabili e presunti sono tutti nomi maschili quelli che, sin qui, sono finiti al centro del dibattito pubblico. E le donne? Provocatoriamente, ma non troppo, ecco che arriva una lista tutta al femminile. “Per correggere questa singolare forma di strabismo, noi donne della Brigata Rosa ci permettiamo di offrire un elenco, certamente incompleto, di figure femminili che potrebbero legittimamente aspirare alla candidatura e ricoprire il ruolo della massima funzione cittadina”. Trentotto nomi di donne note e già impegnate in politica, dirigenti scolastiche, esponenti del mondo della cultura, dell’associazionismo e del terzo settore e new entries. Nell’elenco decisamente trasversale e bipartisan proposto dalla Brigata Rosa ci sono Marika Cirone Di Marco e Stefania Prestigiacomo, Sofia Amoddio e Alessandra Furnari, Giusy Genovesi, Silvia Russoniello e Moena Scala, Valeria Troia, Carmen Castelluccio, Rita Gentile, Donatella Lo Giudice e Cetty Vinci: tutte con esperienze più o meno vaste in politica attiva. E poi Marilena Del Vecchio, Antonella Franco, Antonella Fucile e ancora personalità della cultura e dell’associazionismo come Luana Aliano, Giusy Aprile, Simonetta Arnone, Beatrice Basile, Simona Cascio, Maria Grazia Ficara, Patrizia Maiorca, Emma Schembari, Maria Concetta Storaci, Daniela La Runa, Susi Griso e tante altre ancora.
“Sono donne che appartengono a vari schieramenti politici, che abbiamo visto impegnate in vari campi, da cui ci sentiamo talvolta lontane per il modo di pensare, donne che comunque possono con onore avere titolo a rappresentare la comunità”, spiegano dalla Brigata Rosa. “Con questa iniziativa, forse agli occhi di qualcuno provocatoria, intendiamo rendere loro omaggio, lanciando a siracusani e siracusane l’invito a riflettere sull’effetto negativo della persistenza di stereotipi in democrazia”.




Emergenza rifiuti,la Regione boccia l’idea dei sindaci siracusani: “No altre discariche”

L’emergenza rifiuti resta al centro dell’agenda della Regione Siciliana ma le posizioni dei sindaci della provincia e del presidente Musumeci non sembrano esattamente convergere.
Questo lasciano trapelare le dichiarazioni del governatore, che boccia l’idea di ricorrere alla soluzione discariche, prospettata dalla Srr.
I primi cittadini del territorio, intanto, torneranno a riunirsi in assemblea, per definire meglio alcuni degli aspetti inseriti nel documento redatto durante il precedente incontro.