Tari, preoccupante evasione: il 60% non la paga. Mangiafico critico sul bilancio consuntivo

Bilancio consuntivo 2020 con un disavanzo di oltre 6 milioni di euro per un totale di 22 milioni di perdita. L’ex consigliere comunale Michele Mangiafico passa al setaccio i conti del Comune di Siracusa. Punto di partenza è il rendiconto di gestione approvato a metà luglio, “fotografia delle scelte politiche adottate dall’amministrazione comunale nell’anno precedente e il principale strumento di giudizio politico per l’organo elettivo”.
“Va subito evidenziato all’opinione pubblica il fatto che l’amministrazione comunale chiude il 2020 con un disavanzo di oltre 6 milioni di euro in più”, dice Mangiafico (Civico 4). “Intendo ‘in più’ in quanto l’Amministrazione è già impegnata nel recupero di un ampio disavanzo per cui era previsto che il 2020 chiudesse a -16 milioni di euro circa e, invece, chiude ad oltre -22 milioni di euro. L’amministrazione comunale si propone, a breve, una variazione di bilancio (nelle carte), ma nessuno ne parla, nessun dibattito sull’argomento ha riguardato il confronto pubblico cittadino”.
A pagina 41 del Rendiconto di gestione 2020, al capitolo riguardante la riscossione della Tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, risultano imputati come incassati 10.623.206,43 euro a fronte di 26.488.661,82 euro accertati, ovvero il 40,10%. Un crollo rispetto al 59% del 2019 (14 milioni e 500 mila euro incassati in valore assoluto). “Assenti politiche serie volte alla lotta all’evasione, lasciando emergere la mancanza di volontà politica rispetto al fenomeno dell’evasione di questa tassa e, in generale, di una città sporca”, il giudizio di Mangiafico.
L’imposta comunale sulla pubblicità, “si attesta a 390.101,17 euro su una previsione di 645.635,17 per una percentuale del 60,42% dell’incassato sull’accertato, rispetto al 70% del 2019. L’amministrazione comunale ha incassato dalle famiglie 3,1 milioni di euro circa per contravvenzioni (pari al 47,6% dell’accertato), un dato dal quale si conferma la tendenza dell’attuale classe dirigente ad utilizzare le famiglie come bancomat per le necessità dell’Amministrazione comunale”, insiste Mangiafico.
L’ex vicepresidente del Consiglio comunale si dice preoccupato dai conti del Comune, perchè dal prossimo anno verranno meno tutti gli aiuti dello Stato che, nell’anno della pandemia, “hanno mascherato le carenze dell’attuale amministrazione comunale nella capacità di riscossione e nell’organizzazione delle iniziative volte a garantire una coerenza tra le previsioni, gli accertamenti e le riscossioni”.
La relazione che accompagna il Rendiconto è – per Mangiafico – “delirante” perchè “si propone come obiettivo l’approvazione nel marzo del 2020 della proposta di zonizzazione acustica e del nuovo Regolamento per le attività rumorose al Consiglio comunale, sorvolando sulla mancanza dell’organo consiliare, sul mancato raggiungimento dell’obiettivo e sul fatto di declinare al futuro un’azione già passata (pag. 3). Si tratta, in ogni caso, di una impostazione che riguarda diversi settori, frutto, probabilmente di ripetuti copia/incolla. La Relazione rammenta che a Dicembre del 2019 è scaduto l’appalto per il servizio di trasporto pubblico locale dell’Ast e che l’Amministrazione comunale avrebbe indetto una nuova gara, di cui a luglio 2021 non abbiamo ancora notizia, assistendo invece all’ampliamento di servizi con un concessionario in proroga”.
Particolarmente curioso di leggere adesso la relazione dei revisori dei conti si dice, in chiusura, Michele Mangiafico.




Crisi al Vermexio, inizia la conta degli alleati: L&C risponde presente e rilancia il Patto

Con Italia Viva di traverso ed in attesa delle determinazioni del Pd, hanno un gran daffare i “pontieri” della giunta comunale di Siracusa. In particolare, è Lealtà & Condivisione a lanciare segnali a quegli alleati che che nel 2018 sostennero al ballottaggio la candidatura di Francesco Italia. Il movimento nato attorno a Giovanni Randazzo ed ora affidato ad Ezio Guglielmino rilancia e rafforza l’idea di un patto di fine legislatura, per uscire dalla crisi e tornare a parlare di azione amministrativa.
“Solo in questo modo potrà aver luogo un confronto utile alla città, che ha bisogno di un governo solido” e risposte “alle tante aspettative della comunità siracusana”. Ci sono ancora due anni di mandato e – scrive Guglielmino – “occorrerebbe sfruttarli per consolidare i risultati raggiunti, portare a compimento quelli realisticamente perseguibili, creare le premesse per nuovi obiettivi, anche attraverso un uso virtuoso delle risorse legate al Piano Nazionale di Ripresa. Attorno a questi punti è necessario un confronto costante e non occasionale tra le forze politiche che hanno reso possibile la nascita dell’attuale amministrazione comunale, teso, in questa fase, ad individuare contenuti programmatici comuni e modalità operative condivise”.
Gli alleati tornino a parlarsi, è l’invito di Lealtà & Condivisione, per un confronto “aperto anche alle forze sociali, ai sindacati, al volontariato” e che produca un patto di fine legislatura per “onorare l’impegno assunto con la Città tre anni orsono”.




No al green pass: l’ex candidata sindaco del M5s e le manifestazioni contro l’obbligo

Tra gli scettici del vaccino a Siracusa, e nettamente contraria al green pass obbligatorio, c’è anche l’ex candidata sindaco del Movimento 5 Stelle, Silvia Russoniello. Nel 2018 sfiorò il ballottaggio, chiudendo al terzo posto dietro Reale ed Italia ma venne comunque eletta in Consiglio comunale, rimanendo in carica fino allo scioglimento. Nei mesi scorsi si è gradatamente allontanata dal M5s e dai suoi esponenti locali e regionali.
Contraria al green pass ed alle terapie domiciliari suggerite contro il covid, è esplicita nei suoi ultimi post social. In uno degli ultimi, elenca tutte le manifestazioni contro il passaporto vaccinale in Italia. Sul green pass ed il vaccino, accusa il governo Draghi di mentire agli italiani e condivide post di Fratelli d’Italia, partito di cui sembra sposare la linea. “Il vaccino non è obbligatorio ma lo stanno rendendo tale, oltretutto Draghi ha detto ‘che col green pass avremo la certezza di non essere tra persone contagiose’, ma se tutti i medici seri e non gli showman hanno dichiarato che anche i vaccinati possono contagiare e possono essere contagiati, ma di cosa sta parlando? Bugiardi… e ci sono ancora quelli che credono alle loro menzogne”, scrive la Russoniello. La si potrebbe definire una vera e propria trasmutazione politica, che certifica il suo allontanamento dal Movimento che, pure, aveva contribuito a fondare a Siracusa fino a diventare la candidata per la poltrona di primo cittadino, nel momento migliore del grillismo in Italia.
Anche l’assessore comunale Fabio Granata ha mostrato nei mesi scorsi le sue perplessità sulle misure di contenimento dell’epidemia, prima, e del vaccino, poi. Sul green pass, “comunque la si pensi” scrive, Granata mostra di non condividere le posizioni di Burioni che ha agitato il mondo social con un recente post dedicato ai no-vax, ai quali – a suo dire – andrebbe pagato l’abbonamento a Netflix da agosto, perchè senza green pass saranno ai domiciliari in casa. “Questo non è uno scienziato ma un bulletto stupido, arrogante e provocatore. E soffia sul fuoco…”, scrive sulla sua pagina fb l’assessore comunale.
A Catania, intanto, oggi manifestazione di protesta contro il green pass. Tam tam sui social, per un appuntamento in piazza, sotto la fontana dell’elefante. “Per la libertà, contro la dittatura instaurata” è uno degli slogan della annunciata protesta.




Alicata (FI): “Italia innovatore? Da 8 anni al potere, città senza occasioni di sviluppo”

È “una finta modestia” quella che ha spinto il sindaco di Siracusa a rivolgersi nelle ore scorse alle forze politiche che ne sostennero la candidatura nel 2018. La definizione è del commissario provinciale di Forza Itia, Bruno Alicata. Ancora una volta non risparmia stoccate all’indirizzo di Francesco Italia.
“Il sindaco è al culmine della sua impopolarità, vorrebbe far credere che tutto stia andando bene; che la città, vigente un legittimo potere assoluto conferito da una sentenza del CGA, sia molto ben amministrata e pertanto, in tutta serenità, può richiamare a raccolta per il rush finale quei partiti e movimenti che già lo sostennero in occasione della sua candidatura”. Secondo Alicata, però, c’è almeno una contraddizione sul punto: “quelle forze politiche nel presente lo hanno già scaricato in malo modo, sfiduciato persino da chi lo aveva pesantemente sponsorizzato”. Riferimento a Garozzo e ad Italia Viva, oltre che al Pd.
Da riscrivere, per Alicata anche “la consuetudinaria e stucchevole autorappresentazione (di Italia, ndr) come nuovo che avanza” affinché non venga riconsegnata “la città agli ‘interessi’ ed alle ‘alchimie del passato’, fregiandosi di una presunta ed immaginaria superiorità morale, rispetto a chi c’era prima. Solo che prima di lui c’era egli medesimo, considerato che governa la città ininterrottamente da otto anni a questa parte”. Bruno Alicata richiama così i precedenti 5 anni da vicensidaco con Garozzo.
“Sotto il suo lungo, lunghissimo governo la città non è stata in grado di promuovere occasioni di sviluppo sociale ed economico in grado di migliorare, anche di poco, il benessere della collettività”, il netto giudizio del massimo referente provinciale di Forza Italia.




Rimpasto al Vermexio, andamento lento. Il sindaco: “non ho premura”. E parla agli alleati

Non pare esserci fretta per “chiudere” la partita rimpasto in giunta a Siracusa. Di certo non al secondo piano del Vermexio. Ad alcuni suoi fidati collaboratori, il primo cittadino avrebbe lasciato intendere di non avere premura e di non considerare un limite per l’azione amministrativa l’assenza di due assessori, dopo le dimissioni di Burti e Schembari e la posizione del Pd. La conferma arriva all’ora di pranzo, quando Francesco Italia affida il suo pensiero ad una nota stampa. “Nessuna fretta: le forze politiche riflettano con serietà se intendono continuare a sostenere il Patto per la Città. Per il momento redistribuirò le deleghe”.
Oggi intanto la segreteria del Partito Democratico si è riunita per preparare la direzione cittadina che, probabilmente settimana prossima, scioglierà il nodo circa la posizione del Pd verso la giunta Italia: sostegno o uscita? Nulla è scontato, nonostante la dichiarata posizione del segretario provinciale Adorno che vede il Pd fuori dal percorso amministrativo intrapreso dal sindaco di Siracusa.
“Credo che l’attuale riflessione interna di importanti alleati di quel patto civico, quale il Partito Democratico, meriti pieno rispetto. Personalmente – dice Italia – mi auguro che si possa trovare una risoluzione unitaria, al fine di una auspicata e coerente condivisione politica e programmatica con le altre forze del Patto per la Città. L’obiettivo è ripartire da contenuti comuni e dai documenti di pianificazione condivisi, per l’ampliamento di un’area di governo della Città che sappia governare e gestire le sfide degli anni delicati che dobbiamo affrontare e non riconsegni Siracusa agli “interessi” e alle alchimie del passato”.
Poi l’appello rivolto alle forze che hanno sostenuto la sua candidatura, con la sintesi trovata per il ballottaggio. “A quelle forze, ai gruppi che si sono uniti nel percorso, a tutti i partiti e alle forze civicherivolgerò l’invito a dare il proprio contributo sino alla fine del mio mandato. Sarà necessario condividere uno sforzo comune per una prospettiva di alto profilo che abbia come stella polare il miglioramento della qualità di vita dei nostri cittadini e dei nostri contesti urbani. Per tale ragione, non ravviso l’urgenza di ricomporre nell’imminenza di agosto la Giunta municipale nella interezza dei suoi componenti”.
Gli incontri con forze ed esponenti politici sono all’ordine del giorno, ma nulla di decisivo o conclusivo. Probabilmente, nelle intenzione dell’amministrazione, si vuole anche attendere e capire l’orientamento della sezione consultiva del Cga sul ricorso straordinario al presidente della Regione per il ritorno in carica del Consiglio comunale.




Pomodoro, incubo virosi ToBRFV da Siracusa ad Agrigento: audizione in commissione Ars

Audizione in III commissione Attività produttive per affrontare le problematiche legate alla diffusione nel territorio regionale, con focolai localizzati in particolare su Siracusa, Ragusa, Caltanissetta e Agrigento, della virosi del pomodoro ToBRFV (Tomato brown rugose fruit virus), che continua a generare allarme e preoccupazione sul comparto.
Rossana Cannata, deputata regionale di Fratelli d’Italia, ha promosso l’incontro con la partecipazione, tra gli altri, del Doses, Distretto Ortofrutticolo Sud Est Sicilia, direttore Gianni Polizzi, e del Consorzio di Tutela Igp Pomodoro di Pachino, presidente Sebastiano Fortunato, dei rappresentanti dei confezionatori e dei produttori e del rappresentante dei vivaisti, Paolo Ristuccia.
La componente della commissione Attività produttive spiega: “Nel corso dell’audizione si è discusso del potenziamento del servizio sanitario con interventi in termini di prevenzione e prescrizione e anche di ristoro economico. Il direttore del Dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta, ha accolto la possibilità di individuare nella sottomisura 5.1 gli interventi che mirano alla prevenzione per far fronte a questa seria minaccia dettata dal virus. Sul fronte delle risorse, è stato anche preso l’impegno a individuare le somme nel Fondo di solidarietà regionale per dare ristoro alle numerose imprese e a tutta la filiera produttiva, che hanno subito cospicui danni economici a causa della diffusione del virus e hanno visto intaccato il proprio livello di competitività. Risorse che sarebbero fondamentali per il ripristino delle coltivazioni danneggiate dal ToBRFV, la distruzione ed estirpazione delle piante infette, lo smaltimento del materiale di risulta degli impianti danneggiati, nonché l’acquisto e il reimpianto delle produzioni.”




La versione di Reale: “La politica? Non c’è. Il sindaco può anche fare assessore un cavallo”

“E’ un tema ipotetico quello della mozione di sfiducia al sindaco Italia. Prima dobbiamo vedere se il Consiglio Comunale tornerà in carica. Solo allora mi porrò il problema. Inutile parlarne oggi, potrebbe anche non succedere. Non mi sembra quindi ragionamento produttivo. E poi mette una pressione sul sindaco che mi pare inopportuna in questo momento”. Ezechia Paolo Reale quasi sorprende con le sue parole ed un ragionamento che pare anche un invito rivolto agli alleati del centrodestra che, invece, hanno già iniziato a pensarci – eccome – all’eventualità della sfiducia. “Alla gente non frega niente. I cittadini vogliono risposte, con o senza Consiglio Comunale. Dobbiamo tutti cercare di dedicarci a temi concreti”, aggiunge in diretta su FMITALIA.
Poi traccia un’analisi dell’attuale momento vissuto dalla giunta comunale, dopo l’uscita dalla maggioranza di Italia Viva e l’atteggiamento ondivago del Pd. “E’ una crisi senza senso. Non essendoci l’istituzione democratica per eccellenza, dove sono rappresentate le varie forze politiche, non è neppure una crisi definibile politica”, dice ancora Reale che di Italia fu avversario al ballottaggio. “Il sindaco non deve rapportarsi con un Consiglio che non c’è e quindi può fare quello che vuole, persino nominare come assessore un cavallo, e non succede nulla. Nessuno può dire nulla”, argomenta citando Caligola e l’episodio del cavallo nominato senatore. “Capirete, quindi, perchè dico che non è una crisi politica. L’uscita del Pd e quella di Italia Viva dalla giunta non hanno alcun significato. Il sindaco può andare avanti da solo”.
Ecco, secondo Reale, uno degli effetti dell’assenza di un Consiglio comunale. “Non essendoci, non c’è democrazia. E senza democrazia non c’è politica. A mio avviso, avrebbe dovuto essere reinsediato in via cautelare lo scorso anno scorso. E invece Siracusa continua a pagare l’inefficienza del sistema”.
Ma il consesso potrebbe tornare in carica nelle prossime settimane, dopo il parere dell’ufficio legale della Regione? “Se il Cga e poi il presidente della Regione confermeranno il parere dell’ufficio legale regionale, certamente il Consiglio Comunale tornerà in carica”. Ecco quindi messi in fila i passaggi ancora mancanti.
Reale, però, non si fa illusioni. “Quelli sono i passaggi ma non c’è una tempistica ipotizzabile per il loro completamento. Di certo non dipende in alcun modo dai ricorrenti, ma da come viene organizzato il lavoro al Cga e nell’ufficio di presidenza delle Regione. Ma principalmente guarderei al Cga, il cui parere è obbligatorio. Lo si attende da un anno. Magari ci saranno ora le ferie e allora se ne riparlerà a settembre, non ho idea. Non so come funziona, vedo che in alcuni casi provvede in un giorno ed in altri casi, invece, ci vogliono anni. Fu giusto dare una risposta al sindaco in 24 ore, ma non darne una per anni al Consiglio comunale non mi sembra corretto”, dice in diretta su FMITALIA.
“Vivo l’attesa con serenità. Abbiamo già ottenuto dei risultati: è stata cambiata la legge regionale e quello che è avvenuto a Siracusa non avverrà più. Il Consiglio comunale si è sacrificato per dimostrare quanto fosse folle la legge in vigore in precedenza. Ora abbiamo riacquistato civiltà. L’ufficio legale ha dato una interpretazione condivisibile, ma con la giurisprudenza siamo abituati a tanti voli, possibili riflessioni diverse e tutto finisce in un nulla di fatto”.




Ritorna il Consiglio comunale? La strategia dell’opposizione: subito mozione di sfiducia

Se il Consiglio comunale di Siracusa tornerà in carica tra agosto e settembre, come lascia intendere l’ultimo parere dell’ufficio legale della presidenza della Regione, uno dei suoi primi atti potrebbe essere la mozione di sfiducia al sindaco Italia. La tesi non è fantasiosa, anzi tra i principali partiti di opposizione – che in Consiglio avevano numeri da maggioranza – ci sarebbe già un accordo di massima.
Lo conferma Enzo Vinciullo (Siracusa Protagonista/Lega). “Ne abbiamo parlato con i vertici provinciali e cittadini di Forza Italia, adottando una linea comune: mozione di sfiducia subito”, spiega l’ex deputato regionale che ha espresso tre consiglieri comunali. “Ci sarebbero anche i tempi per arrivare a votare tra ottobre e novembre. Con il sindaco e la sua giunta non c’è dialogo. La situazione è ormai compromessa. Il dialogo è sempre mancato. Noi ripetiamo da anni che l’uomo che guida la barca ci sembra inadeguato. Ha carenze lampanti di natura politica”, aggiunge ancora Vinciullo.
Ma le posizioni, in realtà, sarebbero più sfumate tra (ex) consiglieri comunali in procinto di ritornare in carica, specie se a fine mese la sezione consultiva del Cga confermerà il parere dell’ufficio legale della Regione nel ricorso straordinario presentato direttamente al presidente Musumeci.
“Io sono fermamente all’opposizione ma penso che un Consiglio comunale che manca da due anni deve occuparsi prima di altri temi”, dice invece Ferdinando Messina che, fin quando l’assise era in carica era il capogruppo di Forza Italia (5 consiglieri). “C’è tempo per pensare alle elezioni ed al nuovo sindaco. la città ha bisogno di essere amministrata e non di ritrovarsi per mesi sotto commissariamento”, il suo pensiero. “La mozione di sfiducia non è comunque una ipotesi fantasiosa”, dice ancora Messina. Sul punto servirà magari un chiarimento in Forza Italia, perchè l’orientamento ufficiale del partito, espresso dal referente provinciale Bruno Alicata, punta senza messe misura alla sfiducia come prima opzione. E’ logico immaginare che anche Ezechia Paolo Reale (promotore del ricorso straordinario, ndr) ed i suoi consiglieri comunali saranno d’accordo sulla sfiducia come primo atto. Il Movimento 5 Stelle, diviso in due da inizio sindacatura, potrebbe ritrovare unione proprio nella sfiducia verso l’amministrazione. I numeri sembrerebbero esserci. Ma nell’arte del possibile che è la politica, con un rimpasto da giocare e possibili allargamenti, le sorprese possono sempre essere dietro l’angolo.




La crisi al Vermexio, Forza Italia chiude le porte: “non ci sono margini per dialogare”

Rimane un rebus la soluzione della crisi politica tutta interna all’amministrazione comunale di Siracusa. Fuori Italia Viva, con il Pd poco allettato dall’idea di sostenere il sindaco Italia, solo i due movimenti Oltre e Lealtà & Condivisione fungono da pilastri della maggioranza. Non a caso, nei giorni scorsi, il primo cittadino aveva aperto alla possibilità di allargare in senso tecnico la giunta, aprendo magari anche al centrodestra in chiave di responsabilità cittadina.
“Invito fuori tempo massimo”, taglia corto Bruno Alicata, coordinatore provinciale di Forza Italia. “Non ci sono margini per discuterne e confrontarsi. Il tempo è ampiamente scaduto. Con l’attuale sindaco non c’è mai stato dialogo. Eppure ci abbiamo anche provato. Ha giocato sempre in solitudine, specie dopo l’uscita di scena del Consiglio comunale. Gli è piaciuto? Bene, vada avanti se ci riesce…”, spiega Alicata.
Nessuna apertura, quindi. Invito al dialogo rispedito subito al mittente. “Italia ha perso l’occasione della sua vita politica. All’indomani dello scioglimento del Consiglio comunale, avrebbe dovuto organizzare un tavolo di confronti con i partiti che erano rappresentati nel consesso. Un modo per lavorare insieme, senza chiedere posti in giunta o visibilità, ognuno nella sua posizione. Sarebbe stata una garanzia per il mantenimento della vita democratica cittadina. Occasione persa. E ora è tardi”.




Crisi al Vermexio: Oltre conferma la fiducia in Italia. Fabio Granata: “sostegno forte”

Dopo Lealtà & Condivisione, un altro movimento politico cittadino (presente in giunta) serra le fila a difesa di Francesco Italia. Si tratta di Oltre, di cui è espressione l’attuale assessore alla Cultura, Fabio Granata. La conferma del sostegno è “forte”, a dispetto “di chi ha iniziato le proprie piccole campagne elettorali senza avere alcun riguardo per la città e per la fase delicata che attraversa. Ma niente paura: ci aspettano due anni di duro lavoro nei quali saranno più chiari a tutti gli obiettivi raggiunti e gli schieramenti in campo”, dice Granata.
“Una parte dell’arcipelago Pd e Italia Viva, hanno preso le distanze dalla nostra amministrazione. Le motivazioni ufficiali sono tanto formali quanto strumentali, oltrechè incomprensibili per i cittadini”, scrive in una lunga nota proprio Granata.
“L’amministrazione Italia nacque da un Patto civico e programmatico tra i 4 candidati a sindaco alternativi a un centrodestra privo di identità politica e mal rappresentato; centrodestra paradossalmente sostenuto al ballottaggio
da buona parte degli stessi ambienti che oggi dichiarano la propria distanza da Francesco Italia. Il primo vulnus al Patto per la città è stato senz’altro determinato dalle dimissioni di Fabio Moschella e di Giovanni Randazzo, poichè da quel momento la coalizione civica è diventata gradualmente potenziale preda di giochetti stucchevoli e antichi rituali che hanno provocato un rallentamento di quel processo di cambiamento che ha comunque già intaccato santuari e interessi che apparivano eterni”, è l’analisi di Fabio Granata.
“Pierpaolo Coppa prima e Andrea Buccheri adesso, valorosi colleghi di giunta con tessera Pd, hanno frantumato una storia infinita che ha riguardato la gestione dei rifiuti nella nostra città. Gestione, tengo a precisare, i cui limiti non erano tanto negli imprenditori storici ma nel loro inesorabile e progressivo cedere a una politica locale che, gonfiando gli organici per fini clientelari (a voler tacere delle pressioni malavitose) avevano trasformato l’impresa in un grande ente previdenziale (per usare un eufemismo)”, l’accusa postuma dell’assessore alla legalità.
Granata rivendica poi i risultati raggiunti dalla differenziata e ripesca le navette elettriche rimesse su strada nel 2013 “che facevano, vuote, il giro di Ortigia e costavano alla Amministrazione circa 900 mila euro l’anno di manutenzioni. Con Francesco Italia abbiamo semplicemente detto basta e costruito un accordo con Ast che con meno di 100 mila euro annui adesso trasporta gratuitamente, con bus nuovissimi e 5 corse giornaliere chiunque voglia venire a Ortigia senza utilizzare la macchina, mentre ci accingiamo finalmente alla completa pedonalizzazione del Centro storico. Tutto questo tra le vedove inconsolabili della vecchia gestione e delle vecchie manutenzioni ovviamente”.
E’ un elenco di cose fatte e progetti quello servito da Granata a difesa del sindaco Francesco Italia. Lo sgombero del campo rom ed il villaggio di Cassibile, la rigenerazione urbana (in prospettiva) della Borgata, della Mazzarrona, di via Tisia e via Pitia e ancora progetti da 56 milioni di euro per social housing ed interventi strategici per la qualità della vita dei siracusani.
“Abbiamo già bandito importanti concorsi pubblici per colmare i vuoti dell’organico comunale e ne stiamo per bandire altri che potranno dare spazio a nuove professionalità ma che altresì contribuiranno alla graduale stabilizzazione di molti dipendenti, con una selezione basata sul merito”.
Il futuro? “Siamo in prima linea, con Francesco Italia, contro il racket e contro i veleni industriali. Cosi come nella difesa del suolo e del paesaggio dalle nuove speculazioni energetiche fintamente sostenibili. E siamo convinti e coerenti sostenitori dell’acqua pubblica e della intangibilità dei beni comuni, tra le vedove inconsolabili di cda, posti di sottogoverno e altre utilità soprattutto elettorali. Potrei scrivere di tanti altri progetti e di tanto altro ma non serve”.