Linea dura contro chi sporca, minacce social al sindaco di Pachino. La solidarietà della politica

Linea dura contro chi abbandona spazzatura a Pachino. Subito applicate le nuove norme nazionali, con denuncia penale e sospensione della patente oltre ad una maximulta. Una volontà di ripristinare regole e decoro che non piace a tutti. Al punto che, nei giorni scorsi, è stato pubblicato un video sui social con insulti e minacce all’indirizzo del sindaco Giuseppe Gambuzza. “Ci sono momenti in cui mi viene voglia di mollare, ma quando vedo persone maleducate come questo signore mi ricarico. Perché voglio tentare di cambiare la mia città. Spero che chi di dovere intervenga affinché gli venga dato ciò che merita”, commenta il primo cittadino che ha segnalato l’accaduto.
Diverse le attestazioni di solidarietà. Il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso, condanna l’accaduto. E rivolgendosi a Gambuzza, amico personale oltre che esponente dello stesso partito, lo invita ad andare avanti per la linea del decoro: “hai tutto il mio appoggio umano e personale, stai e stiamo lavorando per il bene della città e io sono e sarò sempre al tuo fianco. Chi si impegna davvero per il bene della città e della comunità si trova poi purtroppo ad affrontare momenti simili, poco piacevoli ma bisogna continuare con determinazione e con la tua perseveranza a far crescere e migliorare Pachino”.
Anche dall’opposizione, con il Pd di Pachino che invita “tutta la politica cittadina, e chi vi si muove intorno, a non dimenticare la grande responsabilità nel mantenere toni di sana contrapposizione politica, ma civili ed educati, evitando tutti, anche le istituzioni, di utilizzarli per additare chicchessia come nemico, mantenendo grande responsabilità nell’utilizzo di mezzi di comunicazione così delicati e pervasivi”.
La sindaca di Portopalo, Rachele Rocca, porta il suo sostegno all’azione del collega di Pachino. “In un momento in cui il ruolo delle istituzioni locali è sempre più esposto e delicato – scrive – è fondamentale difendere il rispetto personale e istituzionale di chi è chiamato a rappresentare la propria comunità, al di là di ogni appartenenza politica”.




Stabilizzazione Asu a Sortino e Avola, Auteri (DC): “Merito di Governo e Regione”

“La firma dei contratti per 92 lavoratori ad Avola e per 6 a Sortino (52 in totale contando i 46 già stabilizzati in precedenza) rappresenta una tappa fondamentale nella lotta al precariato in Sicilia. Questa è una pagina nuova per il lavoro nella nostra regione e nella nostra provincia. Oggi non celebriamo soltanto un atto amministrativo, ma la fine di un’ingiustizia che durava da oltre trent’anni. Ad Avola e a Sortino il precariato lascia il posto alla stabilità, grazie a un percorso costruito con serietà e concretezza dal Governo nazionale e dalla Regione Siciliana”. A dirlo è Carlo Auteri, deputato regionale della Democrazia Cristiana, che commenta così la stabilizzazione degli Asu.
Il punto di svolta è stato il 12 marzo 2024, quando il Consiglio dei Ministri decise di non impugnare l’articolo 10 della Finanziaria regionale che prevedeva la stabilizzazione di 3.700 lavoratori Asu. Da allora, 2.498 sono stati regolarizzati e, adesso, anche due Comuni del Siracusano si inseriscono in questo processo di riscatto sociale. “Il merito – aggiunge Auteri – va riconosciuto a chi, al Governo e in Regione, ha creduto nella necessità di porre fine a questo precariato storico, costruendo norme chiare e sostenibili. La Democrazia Cristiana, con i suoi rappresentanti, ha dato battaglia in Aula e nei tavoli tecnici per arrivare a questo risultato. È la dimostrazione che la buona politica, quella che si sporca le mani e difende chi lavora, può davvero cambiare la vita delle persone”. Guardando al futuro, Auteri ha ribadito la necessità di non lasciare indietro nessuno: “Restano ancora 1.815 lavoratori in 115 Comuni in attesa di stabilizzazione. L’audizione convocata ieri in I Commissione Affari Istituzionali all’Ars è un segnale importante: la finestra 2025 si chiude oggi, ma la prossima scadenza, gennaio-giugno 2026, deve essere l’occasione per completare definitivamente il percorso. Con Avola e Sortino abbiamo dimostrato che si può fare. La Democrazia Cristiana continuerà a essere in prima linea: noi stiamo dalla parte dei lavoratori, della dignità e della stabilità. Questo è il nostro impegno e la nostra visione per la Sicilia”.




Industria, vertice a Palermo su riconversione ambientale e garanzie occupazionali

Riconversione degli impianti Versalis di Priolo e Ragusa, filiera AgriHub e garanzie occupazionali sono i temi al centro dell’incontro che si è tenuto nelle ore scorse presso l’Assessorato regionale alle Attività Produttive. A richiederlo è stato il deputato regionale Giuseppe Carta. Al vertice hanno partecipato i vertici di Eni Versalis, tra cui l’amministratore delegato Ricci e il presidente Poidomani, l’assessore regionale Edy Tamajo, i sindaci dell’area industriale, i rappresentanti del Libero Consorzio di Siracusa ed i sindacati del comparto chimico insieme alle associazioni di categoria del settore agricolo.
“Durante la riunione – spiega l’on. Carta – ho chiesto certezze sulle ricadute occupazionali nelle diverse fasi della riconversione e nei progetti futuri. In merito allo stato dei lavori, abbiamo appreso che il piano a Priolo è più avanzato del previsto, con il completamento della bioraffineria anticipato da maggio 2029 a dicembre 2028”.
Per quanto riguarda Ragusa, il progetto è attualmente in fase avanzata di progettazione. Eni Versalis ha garantito che non ci sarà ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori diretti e che l’indotto sarà tutelato. Nella fase di costruzione, sarà inoltre potenziata la ricerca di risorse umane, per assicurare che tutti possano beneficiare di questa transizione. “Parallelamente – aggiunge Carta – stiamo lavorando per creare una filiera che veda Siracusa come capofila nella produzione di vegetazione compatibile con la bioraffineria, per la produzione di bio-jet e biodiesel. Questo approccio mira a rendere il nostro territorio protagonista nel processo di riconversione”.
“Con oltre 1 miliardo di euro di investimenti, puntiamo a ottenere zero emissioni di CO₂ e un impatto ambientale nullo”, ha spiegato l’assessore Tamajo. “Un’industria esteticamente compatibile sarà realizzata, con la demolizione delle ciminiere e delle colonne ad alto impatto visivo”. Tra un mese, nuovo incontro per un aggiornamento sui temi.




Interruzione della SS114 a Punta Cugno, Auteri (DC) stimola il Libero Consorzio

Il deputato regionale della Democrazia Cristiana, Carlo Auteri, richiama l’attenzione sullo stato di interruzione della ex SS 114 nei pressi di Punta Cugno, chiedendo un intervento urgente da parte del presidente del Libero Consorzio di Siracusa, Michelangelo Giansiracusa. “Quella strada – sottolinea Auteri – non è solo un collegamento viario importante per la zona industriale, ma rappresenta anche una fondamentale via di fuga in caso di incidente rilevante. Lasciarla nelle condizioni attuali significa mettere a rischio la sicurezza di cittadini e lavoratori”. Auteri ricorda di avere a lungo interloquito con il dirigente del Libero Consorzio, dott. Giovanni Grimaldi, per predisporre un progetto di sistemazione definitiva. “Quel progetto oggi c’è ed è stato presentato alla Presidenza della Regione – il costo stimato è di circa un milione di euro. Ora non ci sono più alibi: serve la volontà politica e amministrativa di inserirlo nella programmazione”. Il deputato evidenzia che nella recente manovra di agosto, l’Assemblea Regionale Siciliana ha stanziato 55 milioni di euro per migliorare le condizioni delle strade provinciali, di cui 5,5 milioni destinati al Libero Consorzio di Siracusa. “Quale migliore occasione – conclude Auteri – per destinare una parte di queste risorse alla soluzione di un problema che da anni resta irrisolto e sul quale in passato si sono sprecati proclami? È il momento di agire e dare finalmente risposte concrete al territorio. Adesso tutto è nelle mani del presidente Giansiracusa”




Siracusa città “noiosa” per i giovani? Il Pd lancia il tema in seno alla vivibilità nei quartieri

Maggiori controlli sul territorio e una riflessione complessiva sulla vivibilità nei quartieri di Siracusa. È quanto sollecita il gruppo consiliare del Partito Democratico che, in sede di question time, ha presentato un’interrogazione all’amministrazione comunale, con particolare attenzione alla zona della Pizzuta.
I consiglieri dem hanno sottolineato la necessità che le verifiche, svolte in sinergia con le forze dell’ordine, non siano sporadiche ma abbiano carattere di ordinarietà e sistematicità, così da garantire sicurezza ai residenti e ai giovani.
Il tema, spiegano, non riguarda soltanto l’ordine pubblico ma anche l’inquinamento acustico, provocato da auto e moto che fino a tarda notte sfrecciano per le strade, disturbando la quiete e mettendo a rischio l’incolumità di chi vi abita.
Alla questione della sicurezza si lega quella, definita “scomoda”, della povertà di spazi di aggregazione. “Siracusa è una città noiosa – osservano i consiglieri – dove nei quartieri mancano luoghi diffusi di incontro e socialità. Per molti ragazzi la sera le uniche alternative restano correre in strada o sostare davanti a un fast food”.
Per questo motivo il gruppo del PD annuncia la presentazione di un Ordine del giorno in Consiglio comunale che avvii un dibattito più ampio: restituire a Siracusa vitalità e spazi di socializzazione, garantendo allo stesso tempo più sicurezza e una migliore qualità della vita per tutti.




Forza Italia, Insieme e Pd: “mozione per l’adesione alla Carta Europea della Disabilità”

Il consigliere di Forza Italia Damiano De Simone, con il sostegno anche della lista civica Insieme e del Pd, ha presentato una mozione per chiedere al Comune di Siracusa di stipulare la convenzione con il Dipartimento per le Politiche in favore delle persone con disabilità.
La convenzione, prevista dal DPCM del 6 novembre 2020, consente ai titolari della Carta Europea della Disabilità di usufruire di agevolazioni nell’accesso a beni e servizi pubblici e privati. “Con questa iniziativa – ha dichiarato De Simone – vogliamo allineare Siracusa a molte altre città europee che già da tempo hanno attivato misure concrete a favore delle persone con disabilità. La nostra città ha bisogno di un’accelerazione, dall’abbattimento delle barriere architettoniche alla semplificazione nell’accesso ai servizi”.
Il consigliere ha inoltre sottolineato il legame con la vocazione turistica del territorio. “Siracusa registra flussi turistici in costante crescita, con un numero di visitatori che supera quello dei residenti. È quindi fondamentale rafforzare accoglienza e inclusione, affinché la città sia davvero accessibile a tutti, cittadini e turisti con disabilità”. La mozione, presto in discussione in aula, invita il Comune ad attivarsi con urgenza, così da permettere anche agli operatori locali di riconoscere agevolazioni e riduzioni ai possessori della Carta, contribuendo a rendere Siracusa più moderna, solidale ed europea.




Nasce Onda Civica, il movimento di cittadinanza attiva fondato da Antonio Annino

Antonio Annino ha lanciato il movimento Onda Civica. Il progetto dell’ex consigliere comunale, attivo sui temi della legalità e della trasparenza, si presenta come un laboratorio di cittadinanza attiva. “Non è un partito – sottolinea Annino – ma uno spazio di confronto e formazione, dove trasformare il dissenso in idee e azioni concrete”.
Questa prima fase, ribattezzata “Prima Onda”, resterà aperta fino al 2 ottobre per le adesioni e porterà alla costituzione del nucleo originario del movimento. Le adesioni saranno comunque limitate a 101 partecipanti. In 48 ore, sono poco più di 50 le adesioni.
Tra gli obiettivi ci sono laboratori tematici su trasparenza amministrativa, nuove tecnologie, sviluppo locale e formazione civica, con l’intento di formare una nuova classe dirigente preparata e responsabile.
Le iscrizioni sono possibili tramite il link disponibile sulla pagina Facebook ufficiale di Annino. «L’Onda è già partita – conclude il promotore – e questi sono gli ultimi giorni per diventare protagonisti del cambiamento».




Schiamazzi e corse in moto alla Pizzuta, se ne parla al Question Time: il Pd chiede soluzioni

Rombi assordanti di motori che sfrecciano a velocità folle, giovani che schiamazzano fino a notte fonda, soprattutto nel fine settimana e residenti che lamentano l’impossibilità di riposare e la mancanza di sicurezza nella zona. Succede alla Pizzuta e non si tratta di un problema nuovo. Torna, però, al centro dell’attenzione attraverso un’interrogazione presentata dal gruppo del Pd per il prossimo Question Time, in programma per lunedì mattina, a partire dalle 10:00. La questione sollevata riguarda nello specifico Piazza Cosenza. L’amministrazione comunale sarà chiamata a rispondere ai quesiti posti dai consiglieri di minoranza, che si fanno portavoce dei residenti della Pizzuta. “Numerosi cittadini residenti in Piazza Ernesto Cosenza -spiegano Massimo Milazzo, Sara Zappulla, Angelo Greco- hanno segnalato la presenza, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, di motocicli e ciclomotori che transitano a velocità sostenuta o addirittura elevatissima. In quella zona- fanno notare gli esponenti del Pd- l’unico centro di aggregazione esistente è rappresentato da un fast food. Manca un’alternativa strutturale, sia di iniziativa pubblica sia privata, nonostante vi siano diversi spazi adatti che potrebbero essere valorizzati per offrire ai giovani e ai cittadini locali occasioni di socializzazione”. L’interrogazione è indirizzata direttamente al sindaco, Francesco Italia, a cui il partito di opposizione chiede un riscontro sulla questione posta. “Per sapere quali iniziative abbia intrapreso l’amministrazione comunale, insieme alle forze di pubblica sicurezza e quali progetti concretamente valutati o incentivi programmati siano state organizzate per creare alternative di aggregazione strutturale, pubbliche o private, nel quartiere, valorizzando gli spazi adatti già presenti, al fine di dare opportunità di socializzazione”. L’aspetto legato alla sicurezza, nelle scorse settimane, è stato affrontato con interventi potenziati e attività di controllo straordinario, concentrata nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani e dai giovanissimi. Proprio la Pizzuta, nei fine settimana, è stata passata al setaccio dalla polizia, con pattuglie e controlli a raffica di persone e veicoli.

 

 

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Quattro consiglieri comunali contro l’assessore: “La collocazione del Ccr Cassibile è sbagliata”

La parole dell’assessore Casella sul Ccr di Cassibile provocano la reazione dei consiglieri di opposizione Damiano De Simone e Cosimo Burti di Forza Italia, Sara Zappulla del Pd ed Ivan Scimonelli di Insieme. I quattro si dissociano con fermezza da quanto affermato dall’assessore, in particolare quando dice che “l’apertura del centro comunale di raccolta non è stata calata dall’alto ma è avvenuta dopo un sopralluogo della commissione Ambiente del consiglio comunale che ne valutò la regolarità rispetto ai rifiuti che si intendeva conferire, facendo attenzione che fossero materiali che non producono cattivi odori: carta, cartone, plastica, indumenti, oli esausti e sfalci di potatura prodotti da privati”. I quattro consiglieri, che erano componenti di quella commissione, spiegano che quella ricostruzione fornita sarebbe “parziale e fuorviante”.
“Il sopralluogo richiamato dall’assessore Casella – aggiungono – è stato effettuato quando il CCR era già in funzione e dunque non poteva in alcun modo costituire un passaggio autorizzativo né una valutazione preventiva. Inoltre, alla Commissione non è mai stato chiesto un parere sull’ubicazione né sul funzionamento dell’impianto: la decisione era già stata assunta dall’Amministrazione. E aggiungiamo: sorprende che proprio Casella, che conosce bene la macchina amministrativa, faccia finta di non sapere che una commissione consiliare non ha alcun potere autorizzativo. Pensare di attribuirle un ruolo del genere significa travisare la realtà o, peggio, mistificare i fatti per giustificare decisioni già prese altrove”.
Il punto – argomentano De Simone, Burti, Zappulla e Scimonelli – non è l’indubbia utilità di un centro comunale di raccolta, ma la collocazione: “l’impianto sorge a ridosso delle abitazioni, rendendo la vita quotidiana dei residenti di via Rinaldi rumorosa, difficoltosa e costantemente esposta a rischi. Queste famiglie sono costrette a pagare sulla propria pelle le conseguenze di scelte calate dall’alto, e oggi ulteriormente mistificate nelle ricostruzioni ufficiali”.




Cavallaro (FdI): “Mancate penalità e obiettivi differenziata falliti, ecco la verità”

Sul servizio di igiene urbana a Siracusa si concentrano le attenzioni dei consiglieri comunali. Dall’opposizione critiche per il ritardo con cui soltanto adesso siano stati avviati i controlli contro gli utenti “fantasma” e applicate sanzioni dure per l’abbandono di rifiuti. “Oggi l’Amministrazione fa la parte del leone e sta facendo ciò che avrebbe dovuto fare da tempo: sanzionare gli incivili e scovare chi non paga la Tari. Ne sono lieto – dice Paolo Cavallaro (FdI) – ma occorre fare operazione verità. La tolleranza mostrata in passato ha prodotto conseguenze gravi per i conti del Comune e per i cittadini onesti”.
Secondo Cavallaro, se i controlli e la repressione delle irregolarità fossero stati avviati sin dall’affidamento del servizio a Tekra, nel 2020, “avremmo già raggiunto il 65% di raccolta differenziata, ridotto la pressione fiscale sui cittadini, beneficiato degli incentivi regionali e risparmiato ingenti somme per lo smaltimento dell’indifferenziato in discarica”.
Il consigliere punta l’indice contro la variante al capitolato approvata nel 2023, con cui – sostiene – “il Comune avrebbe rinunciato di fatto a incassare le penalità previste a carico della Tekra per ogni giorno di ritardo nel raggiungimento dell’obiettivo del 65% (il noto milione di euro tornato alla cronaca a seguito dell’interrogazione del deputato La Vardera, ndr), ammettendo le proprie responsabilità”. Non solo, Cavallaro evidenzia come “nella perizia di variante e suppletiva, redatta per conto della stazione appaltante dal DEC di allora, la E.S.P.E.R. Società Benefit srl, si evidenziano criticità strutturali: assenza di contenitori dotati di transponder, mancata internalizzazione dei bidoni condominiali, aree ancora servite con modalità ‘stradale’ e difficoltà a introdurre la tariffazione puntuale. “Si deve infine considerare che l’appaltatore ha spesso richiesto all’amministrazione comunale di porre in essere, per tramite del corpo di polizia municipale e delle guardie ecologiche, attività di maggiore repressione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e di contrasto al fenomeno di spostamento su strada pubblica dei bidoni condominiali ma lo scarso organico di agenti della polizia municipale non ha consentito all’amministrazione comunale di dar compiuto seguito alle legittime richieste dell’appaltatore”.
Elementi che spingono Cavallaro a concludere che “di fatto si è ammesso che applicare le penali avrebbe potuto aprire la strada a contenziosi dagli esiti incerti. Ma i cittadini devono sapere che dietro questo fallimento ci sono precise responsabilità di chi governa da anni e non ha saputo garantire il servizio promesso”.
Il consigliere di FdI sottolinea infine la necessità che l’azione repressiva contro inciviltà ed evasione prosegua senza sosta. “Si deve andare fino in fondo per scovare tutti gli utenti fantasma e contrastare con decisione l’abbandono dei rifiuti. Ma è giusto che i cittadini conoscano la verità e sappiano da dove nascono i disastri che vediamo ogni giorno in città”.