Bonomo fa da pontiere nel litigioso Pd: “Ritrovare unità per contrastare la malapolitica”

In un momento di forte tensione interna al Partito Democratico siracusano, arriva l’intervento di Mario Bonomo che invita il gruppo dirigente a un cambio di passo deciso, ritrovando unità davanti ad un nemico comune esterno. “Il Pd ha oggi la necessità, soprattutto alla luce delle recenti vicende di cronaca politica provinciale, di superare conflittualità laceranti e di ritrovare il suo ruolo di faro del centrosinistra siracusano, oltre che di censore integerrimo delle nefandezze politiche che si stanno consumando sulla pelle dei cittadini”. Secondo Bonomo, dietro la costituzione di un presunto “nuovo centro” si celerebbe infatti un “comitato politico-elettorale clientelare che, con scientificità, ha permeato le amministrazioni di alcuni comuni, incluso il capoluogo, occupando contestualmente ruoli apicali nelle principali società partecipate”. Parole che richiamano le denunce pubbliche del senatore Nicita sull’uso disinvolto del potere e sulle commistioni tra enti pubblici. “Non possiamo non allarmarci – osserva Bonomo – di fronte al rischio che simili pratiche si replichino in altri territori”.
Ma per trovare pace dentro al litigioso Pd siracusano servono “generosità e coraggio” da parte delle varie anime interne. E potrebbe tornare utile, secondo Mario Bonomo, una piattaforma politico-programmatica chiara e condivisa, fondata sulla priorità del campo largo e sul rifiuto netto di accordi trasversali o giochi di potere. “Smettiamola di parlare ai nostri ombelichi – incalza – è il momento di guardarsi in faccia. C’è bisogno di una forte spinta unitaria e di un gruppo dirigente capace di dire no a sotterfugi personalistici che compromettono il ruolo del Pd”. Ecco il ruolo del Pd. Bonomo non ha dubbi: “fare opposizione dura alla malapolitica”.




Comuni con ampi territori, 470mila euro per Noto. Soddisfazione di Gennuso (FI) e Auteri (DC)

Noto è l’unico comune della provincia di Siracusa a beneficiare della ripartizione di contributi regionali destinati ai Comuni con ampie superfici territoriali. In totale, sono sei gli enti pubblici individuati dalla Regione. “Noto riceverà un contributo di 470.368 euro”, conferma il deputato regionale Riccardo Gennuso (FI). “Questi fondi potranno essere destinati alla gestione dei servizi ordinari, dalla manutenzione delle strade alle attività di supporto all’intero territorio”, aggiunge commentando l’approvazione dell’ultima manovra finanziaria della Regione.
I requisiti richiesti prevedevano una superficie superiore a 250 chilometri quadrati, almeno una frazione e il fatto di non essere capoluogo di città metropolitana o di libero consorzio comunale. Oltre a Noto, gli altri Comuni che ne beneficeranno sono: Caltagirone e Ramacca in provincia di Catania, Monreale in provincia di Palermo, Mazara del Vallo in provincia di Trapani e Modica in provincia di Ragusa.
“Il provvedimento inserito nella manovra finanziaria – aggiunge Gennuso – conferma l’attenzione del Governo Schifani verso i Comuni che devono affrontare sfide demografiche e territoriali, permettendo loro di garantire servizi efficienti e il benessere della comunità”.
Per il deputato regionale Carlo Auteri (DC) si tratta di una misura “che riconosce i costi aggiuntivi di chi amministra territori vastissimi”. L’esponente della Democrazia Cristiana ringrazia il presidente della Commissione Bilancio (Dario Daidone) “per aver sostenuto un percorso che oggi porta un beneficio diretto ai cittadini. È la dimostrazione che quando si lavora insieme con responsabilità e visione, i risultati arrivano. Per Noto – conclude Auteri – queste risorse significheranno manutenzione delle strade, cura delle aree rurali, sicurezza dei territori e servizi più efficienti nelle frazioni. Non parliamo di cifre astratte, ma di risposte pratiche alla vita quotidiana dei cittadini. Continueremo a vigilare perché ogni euro venga impiegato bene e velocemente”.




“Dote Famiglia 2025”, contributi per lo sport dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni

Lo sport come strumento di crescita, benessere e inclusione sociale. È con questo obiettivo che prende il via il Fondo Dote Famiglia 2025, iniziativa del Governo che prevede contributi a favore delle famiglie con minori tra i 6 e i 14 anni ed isee fino a 15mila euro, per consentire la partecipazione a corsi sportivi riconosciuti.
A illustrare la misura è l’on. Luca Cannata, vicepresidente della Commissione Bilancio. “Lo sport è un motore di aggregazione e di sviluppo sano per i nostri ragazzi e con questo fondo vogliamo garantire pari opportunità a tutte le famiglie, sostenendo chi rischierebbe di dover rinunciare a un’attività fondamentale per la crescita dei figli”. Il deputato nazionale di Fratelli d’Italia ricorda inoltre i progetti già avviati in questi anni sul territorio: “Dalla realizzazione di spazi sportivi agli interventi infrastrutturali, fino al Talete dello Sport lasciato in eredità a Siracusa in occasione del G7 Agricoltura con il ministro Lollobrigida: segni tangibili dell’attenzione del Governo Meloni per Siracusa, la provincia e tutta la Sicilia”.
Il bando prevede che le domande possano essere presentate online da lunedì 29 settembre alle ore 12, fino a esaurimento delle risorse disponibili, accedendo alla piattaforma dedicata tramite SPID o CIE. I contributi sono riservati a genitori o esercenti la potestà genitoriale con ISEE fino a 15 mila euro. L’elenco dei corsi sportivi disponibili a Siracusa e nei comuni della provincia è già consultabile sul sito del Dipartimento per lo Sport.
“Con il Fondo Dote Famiglia 2025 – conclude Cannata – il Governo conferma la propria attenzione per lo sport come strumento educativo e di inclusione sociale. È un intervento concreto a sostegno delle famiglie e dei giovani, che potranno così vivere esperienze decisive per il loro percorso di crescita personale e comunitaria”.




Multe e lotta all’evasione Tari, il PD: “Perchè il Comune non lo ha fatto prima?”

Sulla vicenda dei controlli Tari a Siracusa, interviene il gruppo consiliare del Partito Democratico che in una nota critica duramente l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale. Secondo i consiglieri dem, il Comune presenta come un “successo straordinario ciò che avrebbe dovuto essere da anni un’attività ordinaria”: le verifiche. “In pochi giorni sono emersi quasi 300 utenti fantasma. Una regola elementare dovrebbe valere per tutti: se paghiamo tutti, paghiamo meno”, si legge nella nota.
Il Pd solleva però una domanda precisa: “Perché non lo avete fatto prima? Non mancavano strumenti o possibilità, è mancata la volontà politica. Nel frattempo i cittadini e le attività hanno pagato anche per chi evadeva: una palese ingiustizia sociale ed economica, che ha gravato sulle famiglie oneste e sulle imprese in regola”.
I consiglieri sottolineano come, se per avviare i controlli sia servito arrivare a metà del secondo mandato, ci si chiede ora “quanto dovremo ancora aspettare per una città pulita, per strade sistemate, per lavori fatti bene, per parchi curati e giostre riparate”.
Ogni ritardo, osserva il gruppo Pd, non è neutro: significa “degrado, sporcizia, insicurezza, perdita di fiducia verso le istituzioni”. Da qui l’appello a garantire i servizi essenziali: raccolta regolare dei rifiuti, manutenzione stradale, cura degli spazi verdi.
“Non servono miracoli – conclude la nota – ma servizi ordinari, garantiti con serietà e continuità. Governare non significa fare annunci, ma programmare con costanza e rispettare cittadini che ogni giorno fanno la loro parte”.




Pd, ad alta tensione. Gerratana: “Spada infantile”. E pensa ad una candidatura regionale

Il nuovo scontro interno al Pd di Siracusa sta vivendo in questi giorni il suo apice. L’intervista con cui domenica mattina il deputato regionale Tiziano Spada ha dato fuoco alle polveri (clicca qui) finisce per ufficializzare la rottura con il segretario provinciale Piergiorgio Gerratana che deve, peraltro, ricompattare anche la sua maggioranza.
“Non voglio nascondere la polvere sotto il tappeto – dice Gerratana su FMITALIA – c’è una parte del Partito Democratico che ha deliberatamente deciso di non partecipare alla Festa dell’Unità. All’interno del PD si discute e ci si mette in discussione, ma questo non significa che si può essere legittimati anche ad andare contro il partito stesso”. Un incipit che prelude all’attacco. “Spada? Atteggiamento infantile. Ma io pongo il problema di un rappresentante istituzionale del Partito Democratico che ha staccato completamente la propria attività politica dalla comunità che lo ha eletto”, dice il segretario provinciale come a ricordare che i voti “sono” della comunità politica del Pd e non solo consenso personale.
I maligni dicono che la disfida tra i due nasconda una battaglia interna per la candidatura in lista alle prossime elezioni regionali. Gerratana sorride. “Quando le persone si impegnano – dice poi – arricchiscono il partito e non ci si può preoccupare di una cosa del genere”. Se voleva essere una smentita, suona per il momento debole. “Chiunque fa parte del PD può portare un contributo in più, una fetta di consenso in più. E questo non è un problema. Diverso se diventa una questione solo ed esclusivamente di posizionamento personale”, aggiunge quasi criptico. L’unica cosa dichiarata è il fastidio reciproco dei due contendenti. E le parole di Gerratana fanno di tutto per confermarlo. “Il Pd è all’opposizione del governo Schifani. Io non ho trovato una parola dell’attuale deputato regionale del Partito Democratico eletto nella provincia di Siracusa (Spada, ndr) contro il governo Schifani, non l’ho sentito fare opposizione. Allora questo che cosa significa? Che tu stai interpretando un ruolo che risponde esclusivamente a un tuo disegno personale? Allora non hai bisogno del Partito Democratico e il PD non ha bisogno di te”.




Ortopedia contesa tra Noto e Avola, insorge l’opposizione: Pd e M5S all’attacco del governo

“Con l’annuncio dello spostamento del reparto di Ortopedia dall’ospedale di Noto a quello di Avola è venuto meno l’impegno assunto in Commissione regionale Salute dall’assessore regionale Daniela Faraoni e dal direttore Salvatore Iacolino. Presenterò un’interrogazione parlamentare e convocherò in audizione tutti i soggetti coinvolti per dare risposte ai cittadini”. Il deputato regionale del Pd, Tiziano Spada, commenta così le dichiarazioni del direttore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa a proposito della riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale che prevede lo spostamento del reparto di Ortopedia dal “Trigona” di Noto al “Di Maria” di Avola.
“Quanto dichiarato dal direttore Caltagirone – prosegue Spada – non è in linea con l’impegno assunto da assessore e direttore generale regionale sul mantenimento del reparto di Ortopedia all’ospedale di Noto. L’assessore regionale, nel corso della Commissione Salute, ha assicurato che il reparto sarebbe rimasto attivo al Trigona, e che nello stesso nosocomio sarebbe stato attivato il pronto soccorso h24. Si tratta di un atto di arroganza politica che mortifica, ancora una volta, il territorio di Noto e la zona sud della provincia di Siracusa”.
Anche il deputato regionale Carlo Gilistro, componente della Commissione Salute Ars, prende atto di come “con l’annunciata riorganizzazione degli ospedali riuniti Avola-Noto, come presentata dall’Asp di Siracusa, viene meno l’impegno che l’assessora Faraoni aveva assunto informalmente per il Pronto Soccorso h24 ed il mantenimento di ortopedia all’ospedale di Noto. A questo punto è evidente che c’è un problema. Ed il nostro voto contrario di ieri in Commissione, diventa adesso opposizione netta sulla rete regionale ospedaliera, in particolare per la difesa della sanità del territorio siracusano”. Gilistro non fa sconti. “La nostra non è fiducia in bianco. Abbiamo voluto prendere per buona la rassicurazione arrivata da un pezzo qualificato del governo regionale, a questo punto sospettiamo che la mano destra non sappia cosa ha intenzione di fare la sinistra. E questo non fa stare tranquilli, su di un tema serio e vitale come la sanità”.
Gilistro, come Spada, anticipa la presentazione di una interrogazione e la richiesta di audizione in Commissione dell’assessore Faraoni e del direttore Iacolino. “A questo punto, verificheremo virgola dopo virgola cosa succede anche negli ospedali di Augusta e Lentini, oltre a tenere un alto livello di controllo sulla questione del nuovo ospedale di Siracusa e la salvaguardia complessiva di reparti e posti letto in tutta la provincia aretusea. Questo governo dimostra di non essere affidabile neanche quando si parla di salute”, attacca Carlo Gilistro.
“Quello che ci è stato assicurato purtroppo è venuto meno”, aggiunge Tiziano Spada. “Chiederò ai colleghi parlamentari e al Comitato dei Sindaci della provincia di Siracusa di fare fronte comune per salvaguardare il territorio”.




Spostamento del Ccr di Cassibile, bocciata la richiesta di Cavallaro e Romano

Il Piano Triennale delle Opere Pubbliche ha triste fama di libro dei sogni. Storicamente, vi confluiscono idee e progetti certamente utili per la città ma rimandati ad un tempo futuro, il più delle volte molto più che triennale. Nell’elenco si inseriscono adesso, dopo la discussione ieri in aula di variazioni, altri interventi. Ad esempio quelli proposti con emendamenti del gruppo consiliare di FdI. “Con uno abbiamo chiesto di inserire la realizzazione di un parcheggio per 100 posti auto con finanziamento regionale, e previsione per l’anno 2026, nella zona di viale Scala Greca, che è stato approvato dall’aula”, spiegano Paolo Cavallaro e Paolo Romano.
Approvato anche l’ emendamento per inserire la manutenzione di via Teti nel piano triennale per l’anno 2026 per l’importo di 300 mila euro, con finanziamento regionale.
“Con un altro emendamento avevamo proposto di inserire l’importo di 400 mila euro con finanziamento regionale, per l’anno 2026, per spostare in altra area lontana dal centro abitato il CCR di via Rinaldi a Cassibile, importo comprensivo di spese tecniche e progettazione, adeguamento nuovo terreno, realizzazione infrastrutture, eventuali costi di esproprio e di quelli necessari per lo spostamento”. Emendamento questo non approvato “per il voto contrario e l’astensione di 16 consiglieri di maggioranza, dimostrando miopia politica e amministrativa e insensibilità”, accusano da FdI.
“L’idea – illustra Cavallaro – era quella di provare con buon senso e lungimiranza, fermo restando l’ attuale funzionamento di quello esistente, di spostare il CCR in altra area, cercando finanziamenti esterni al bilancio comunale, per ricompensare i cittadini che stanno subendo, con estrema pazienza, sotto i propri balconi e finestre, il disagio e il fastidio determinato da rumori e cattivi odori. La battaglia non finisce qui e continueremo a combatterla senza tentennamenti”.




Cassibile, interrogazione all’ARS sul CCR. “Struttura a pochi metri dalle case”

Il deputato regionale Ismaele La Vardera (Controcorrente) ha presentato un’interrogazione urgente rivolta al presidente della Regione Siciliana ed agli assessorati competenti all’Energia e al Territorio per chiedere chiarimenti e interventi sul Centro Comunale di Raccolta (CCR) di via Luciano Rinaldi, a Cassibile.
Il CCR, attivato lo scorso 19 maggio, si trova infatti a ridosso di abitazioni private, “senza alcuna barriera visiva o acustica”, secondo il deputato palermitano che ha raccolto le segnalazioni di alcuni residenti.
“È inaccettabile che un impianto per la raccolta dei rifiuti venga collocato praticamente dentro un’area residenziale, con gravi rischi per la salute e la qualità della vita dei cittadini. Chiedo alla Regione di intervenire immediatamente, verificando la regolarità della struttura e valutandone la ricollocazione in un sito più idoneo”, ha dichiarato La Vardera.
I cittadini, riuniti nel comitato “No CCR Via Rinaldi”, segnalano da tempo alcuni disagi: rumori sin dalle prime ore del mattino, cattivi odori, sversamenti di olio vegetale esausto su platee non impermeabilizzate, mancata pulizia dell’area e violazioni della privacy, con operatori e utenti a pochi metri dai giardini delle case confinanti. Lamentate criticità anche per la viabilità visto che via Rinaldi è una strada cieca, lunga appena 130 metri, senza vie di fuga. Nonostante le pec e le richieste formali inviate al Comune di Siracusa, i residenti segnalano l’assenza di risposte ufficiali. Intanto è già stato depositato un esposto alla Procura della Repubblica, della quale si attendono gli sviluppi. Chiesta l’apertura di un tavolo tecnico con Comune, Arpa, Asp e Protezione Civile per valutare una nuova localizzazione.
Nei giorni scorsi, anche il referente territoriale del M5S di Siracusa, Giuseppe Mirabella, ha richiamato l’attenzione sul Centro comunale di raccolta di Cassibile, definito “inadeguato e fonte di ingiustizia per i residenti della zona”.




Il malpancismo del Pd siracusano, la ricetta di Marziano per ricomporre (senza Spada)

Volano parole forti tra il segretario provinciale del Pd, Piergiorgio Gerratana, ed il deputato regionale dello stesso partito, Tiziano Spada. E’ il segnale più evidente di un certo malpancismo, deflagrato sull’elezione del segretario cittadino e il successivo annullamento del risultato. Ultimo atto di una lotta intestina iniziata con l’elezione dello stesso Gerratana e proseguito con la subitanea (o quasi) spaccatura all’interno della maggioranza che lo aveva designato, passando per le amministrative di Solarino e l’atteggiamento ondivago del Pd verso Spada, poi eletto sindaco e digerito a fatica dall’establishment del partito.
“Ingiustificabile il ricorso a tanta virulenza verbale e proprio in occasione di una partecipata festa dell’Unità”, commenta uno dei nomi storici del Pd siracusano, Bruno Marziano. “Si può scegliere di non partecipare perchè non cis si riconosce in quella leadership. Ma il ricorso a parole pesanti che ho letto in queste ultime ore, quello no”, prosegue l’ex assessore regionale. Che poi, la spaccatura è regionale con un partito che è vittima di lacerazioni profonde e personalità forti, tra ascesa e caduta.
E chissà se basterà il tentativo di ricomposizione della maggioranza siracusana sul segretario cittadino. “La commissione sta lavorando per superare le divisioni”, dice Marziano. Basterà? “Ci vuole un intervento pacificatore della segreteria nazionale per la Sicilia. Ed a livello provinciale un’analisi delle ragioni che hanno portato alla rottura. Alla fine, l’unico problema riguarda la segreteria cittadina del capoluogo”, è l’analisi di Bruno Marziano. Come venirne a capo? “Chiedendo alle due parti in lotta di assumere nuove cariche e di proporre un nome unitario da proporre alla base, per ricucire. Orlandiani e Franceschiniani hanno diritto, a mio avviso, ad indicare i nomi”.
Marziano si sfila, si chiama fuori e non pare intenzionato ad offrire suggerimenti. “Sono stato il protagonista dell’annullamento del voto online. Era una congiura di malpancisti. E’ chiaro che non è opportuno che mi infili io…”, taglia corto. “Coloro i quali hanno per ruolo e responsabilità voce in capitolo, e penso a Nicita come a Bonomo, si metteranno assieme e troveranno una soluzione”. E Tiziano Spada? Domanda secca per una risposta chiara. “La questione riguarda la ricomposizione della maggioranza. Spada non fa parte della maggioranza. E poi non è con insulti o diktat che ci si siede ad un tavolo. Tra lui e Gerratana è solo una pesante tensione personale che segue alla rottura con Cutrufo e Bonomo”. Porta chiusa.




Cannata: “Indagato? Paradossale, lo scopro dai giornali. Il resto già noto e chiarito”

“Leggendo oggi i giornali scopro che sarei indagato. Ecco, questa è l’unica vera novità, perché la vicenda era già nota: nasce da un attacco di alcuni ex assessori e ne avevamo già parlato mesi fa, quando ho avuto modo di rispondere in modo chiaro e trasparente a ogni accusa e falsità. Nulla di nuovo, quindi”. Così il parlamentare Luca Cannata commenta le notizie sull’indagine avviata dalla Procura di Siracusa su presunte “restituzioni forzate” o “collette” per il partito, con parte delle indennità di carica di assessori ed altri esponenti istituzionali di Avola.
“L’unico elemento inedito è che lo apprendo dalla stampa, con modalità che lasciano perplessi e che ovviamente dispiacciono, ma che non cambiano la sostanza: siamo di fronte a un fatto già noto, già commentato e sul quale ho già fornito tutte le spiegazioni. Per i cittadini che leggono e magari non conoscono la storia, è bene chiarire un punto: siamo davanti a una vicenda surreale. Oggi, paradossalmente, per alcuni fare politica a spese proprie è diventato un reato. Dietro questa vicenda ci sono ex assessori e avversari politici che non hanno mai accettato la mia crescita e il consenso costruito in modo sano e concreto sul territorio”, attacca Cannata.
“Trasformare in reato le collette, e dunque il fatto che ognuno di noi abbia contribuito di tasca propria per fare politica, significa stravolgere la realtà: non c’è stata alcuna forzatura, ma soltanto la normale vita interna di un movimento che si è sempre finanziato con contributi liberi e volontari, come peraltro ammesso dagli stessi avversari sui giornali”, aggiunge il vicepresidente della commissione Bilancio alla Camera dei Deputati.
Il sospetto è che si tratti di un attacco politico. “Per colpire politicamente chi ha sempre messo la faccia e risorse proprie al servizio della comunità – dice infatti – oggi si arriva a criminalizzare le normali collette di autosostentamento di un gruppo politico. Pratiche trasparenti e volontarie, con cui per anni abbiamo sostenuto iniziative, eventi e attività politiche senza mai gravare un solo euro sulle casse pubbliche, vengono oggi trasformate in un pretesto per montare un caso mediatico e giudiziario”.
Il futuro, di certo, non lo spaventa. “In tanti anni da sindaco ho ricevuto altre accuse, come spesso capita a chi amministra con decisione e senza compromessi. E ogni volta ne sono uscito a testa alta, senza mai un capo d’accusa che mi abbia sfiorato. Anche questa volta affronteremo tutto con la massima serenità, certi che la verità emergerà come sempre. Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, con trasparenza e determinazione, senza farci distrarre da chi tenta di usare la giustizia e i giornali come strumenti di lotta politica. Chi oggi attacca sono gli stessi che in passato hanno tentato di lucrare e fare affari con il Comune, trovando però in me un muro invalicabile. Non potendo realizzare i loro comodi, ora provano a riscrivere la storia per screditare il sottoscritto, che ha risanato la città di Avola, l’ha fatta rinascere e oggi lavora per tutta la provincia con risultati evidenti”.
Poi un altro affondo. “Sono indagato non perché abbia preso soldi o tangenti, ma perché per fare politica insieme al mio gruppo ho messo risorse mie, di tasca mia. Un paradosso che si commenta da solo. Come ho sempre fatto, sono ovviamente a disposizione degli organi inquirenti se e quando dovesse servire, certo che verrà fatta piena chiarezza su quella che fin dall’inizio è stata una semplice e normale colletta interna al gruppo”.
Il deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, è indagato dalla Procura di Siracusa per le ipotesi di appropriazione indebita e falsità ideologica. L’inchiesta riguarda il periodo 2017-2022 ed è ancora in fase istruttoria con altre persone informate sui fatti ascoltate dai magistrati di viale Santa Panagia. L’indagine, avviata diversi mesi fa dopo alcune denunce pubbliche ed esposti, vedrebbe complessivamente indagate sei persone. Secondo le denunce di due ex assessori comunali di Avola, Luciano Bellomo e Antonio Orlando, e dell’ex presidente del Consiglio comunale di Avola, Fabio Iacono, oggi passati a Forza Italia, durante l’amministrazione Cannata sarebbero stati “convinti” a versare tra i 250 e i 500 euro al mese, per anni, a sostegno delle attività politiche del gruppo dell’allora sindaco.