Question time, lunedì 14 interrogazioni dei consiglieri

L’attività di febbraio del consiglio comunale, convocato dal presidente Alessandro Di Mauro per lunedì 2 febbraio si aprirà con una seduta dedicata al question time che prevede quattordici interrogazioni di cui ben tre relative al servizio di raccolta dei rifiuti in città dopo la cessione del ramo d’azienda dalla Tekra alla Ris.Am. Nello specifico, Salvatore La Runa di Forza Italia chiede se il Comune sia stato informato del passaggio e con quali atti abbia reagito. Paolo Cavallaro e Paolo Romano di Fratelli d’Italia interrogano l’Amministrazione se ci saranno modifiche nel servizio e se sia tenuta in considerazione l’eventualità di una “risoluzione del contratto in essere”. Il Partito democratico con Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco sulle garanzie occupazionali e sulla solidità del nuovo gestore. Si concentrano invece sul nuovo mercato del contadino di largo Ettore Di Giovanni altre 2 interrogazioni, una del Pd e una di Leandro Marino di Forza Italia. Nel primo caso l’attenzione è rivolta a quanto accaduto nella giornata sperimentale del 15 gennaio mentre la seconda si occupa dell’iter che ha portato alla sua realizzazione. Il gruppo del Pd firma anche 6 delle altre 9 interrogazioni presentate che riguardano le condizioni delle persone senza dimora in città; i risultati della promozione on-line del percorso turistico-culturale dal Parco archeologico Neapolis a Pantalica; l’incremento delle ore di lavoro del personale comunale part-time; l’erosione della costa; i parcheggi scambiatori; la manutenzione e la sorveglianza del parco giochi inclusivo recentemente inaugurato ai villini di corso Umberto. Altre due interrogazioni sono state presentate dal gruppo di FdI rispettivamente una per sollecitare interventi sul manto stradale di viale dei Lidi e l’altra sull’avviso di conguaglio della Tari 2025, riscosso attraverso il sistema PagoPa ma senza l’utilizzo dell’F24 che consente anche la compensazione di eventuali crediti. Infine, è a firma di Daniela Rabbito un quesito sulla mancata rimozione dei manifesti pubblicitari il cui periodo di affissione è scaduto.




Torna il question time in consiglio comunale: le 12 interrogazioni a risposta immediata

Saranno 12 le interrogazioni al centro della nuova seduta del consiglio comunale interamente dedicata al question time, convocata dal presidente Alessandro Di Mauro per domani mattina, con inizio alle 10:00. Dei 12 temi al centro della seduta, 5 portano le firme dei componenti del gruppo consiliare del Pd, composto dal capogruppo Massimo Milazzo e da Sara Zappulla e Angelo Greco. Le loro interrogazioni riguardano: i controlli sul funzionamento degli impianti di riscaldamento nelle scuole comunali; lo stato di attuazione del progetto “Parco di via Sicilia” di Democrazia partecipata; il funzionamento dell’impianto di riscaldamento della piscina comunale; lo stato del Fondo Antico Comunale; e la riqualificazione di riva Porto Lachio.
Quattro interrogazioni sono a firma di Paolo Cavallaro e Paolo Romano di Fratelli d’Italia e si occupano: dei progetti di valorizzazione del “Giardino città solidale” alla Balza Acradina; degli effetti sul bilancio comunale degli spettacoli svolti nell’area della Neapolis, degli accordi e di altri aspetti legati ai rapporti con il Parco archeologico; del progetto si sistemazione di via Teti (la stretta strada che collega Fontane Bianche a Cassibile) secondo le indicazioni approvate dal Consiglio; del funzionamento del settore di Protezione civile.
Due sono le questioni poste all’Amministrazione dal capogruppo di Forza Italia, Leandro Marino: le condizioni di agibilità, di sicurezza strutturale, dell’impiantistica e della prevenzione incendi negli edifici del primo ciclo d’istruzione; la mancata realizzazione di un’isola pedonale in via Pippo Fava, progetto proposto in un atto di indirizzo della commissione consiliare competente.
L’ultima interrogazione porta la firma di Daniela Rabbito e riguarda i controlli di sicurezza e antincendio nei locali pubblici in cui vengono somministrato alcolici.




Tekra–RisAm, ok tutele per i lavoratori. L’opposizione avverte: “Troppe ombre, anche sui mezzi”

Soddisfatti i consiglieri di opposizione dopo l’approvazione, in Consiglio comunale, del deliberato che impegna il Comune di Siracusa quale stazione appaltante a pagare direttamente le retribuzioni dei dipendenti Tekra nel caso di inadempimento dell’appaltatore. Era una delle preoccupazioni principali dei lavoratori, alcuni presenti ieri sera all’assise cittadina. Ad allarmare i dipendenti della società di igiene urbana, in fase di affitto ramo di azienda alla subentrante RisAm, la questione Tfr ed i 5 mesi richiesti dall’azienda per il pagamento pieno. In caso di “sorprese” lungo la strada, ci penserà il Comune di Siracusa, tramite l’attivazione di quanto previsto da apposita assicurazione.
“E’ un passo importante ma ovviamente non basta a dissipare tutte le incognite che restano attorno a questa precipitosa vicenda dell’affitto del ramo di azienda da Tekra a RisAm”, dicono i consiglieri di Pd, FI e FdI in una nota congiunta.
Durante la seduta, dai banchi di opposizione diversi i dubbi sollevati sulla concessionaria RisAm, “costituita appena ad aprile 2025 e sinora non operativa e che non possiede proprie attrezzature e risorse umane. Modesto il capitale sociale, appena 20.000 euro, dato che certamente renderà difficili gli affidamenti bancari”. I consiglieri della minoranza hanno chiesto agli uffici di verificare attentamente il possesso dei requisiti tecnici e delle autorizzazioni per svolgere il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Operazioni, invero, già in corso, a pochi giorni dal subentro previsto per il primo febbraio.
A destare una certa sorpresa, la conferma che nessuna comunicazione preventiva era stata data all’amministrazione sull’affitto del ramo di azienda. “Una risposta estremamente pesante perché apre scenari inquietanti – spiegano dall’opposizione – sia sulla trasparenza, la correttezza, la buona fede contrattuale della società che svolge il più importante e costoso appalto del comune di Siracusa; sia sulla capacità del comune di Siracusa di vigilare e di monitorare il comportamento della propria controparte contrattuale. Occorre ritenere che anche i sindacati non siano stati previamente informati dell’operazione di affitto del ramo di azienda, come prevede la normativa di settore, mettendo in atto una condotta antisindacale che mina la credibilità della società stessa”.
Intanto, attraverso le parole del Direttore dell’Esecuzione del Contratto (D.E.C.), emersi altri problemi di Tekra riguardo le attrezzature e i mezzi impiegati nel servizio, “molti dei quali rotti e inutilizzati perché da tempo rimasti privi di manutenzione; mezzi tra l’altro inspiegabilmente concessi in affitto a RisAm per soli 6 mesi a fronte dei restanti 18 mesi di vigenza del contratto di appalto con il Comune di Siracusa”.




Danni in Sicilia dopo il ciclone Harry, Nicita (Pd): “Dal governo risposta irricevibile”

Si accende la polemica politica sul trattamento riservato dal Governo alla Sicilia colpita dal ciclone Harry. Ieri era stato il parlamentare Scerra (M5S) a parlare di un esecutivo che pare liquidare l’accaduto come emergenza di serie B. Oggi è il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita a parlare senza mezzi termini di una risposta “irricevibile” da parte del governo Meloni.
Nel mirino del senatore, la previsione di 100 milioni di euro complessivi per tre regioni ed equamente divisa nonostante la sproporzione tra quanto avvenuto in Sicilia e quanto accaduto in Calabria e Sardegna. La cifra viene giudicata del tutto “inadeguata”, soprattutto se confrontata con gli stanziamenti adottati in passato per altre emergenze simili nel resto del Paese. “Ci si attivi con la medesima solerzia manifestata per le alluvioni degli scorsi anni – scrive Nicita – Sicilia, Calabria e Sardegna non sono figlie di un Dio minore”.
Secondo il senatore, il Governo starebbe mostrando un’attenzione “a geometria variabile”, con una gestione delle emergenze che cambia a seconda dei territori coinvolti. Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato e di misure concrete.
Nicita elenca una serie di interventi ritenuti prioritari. In primo luogo, la sospensione degli oneri fiscali per famiglie e imprese colpite, misura per la quale è già stato presentato un emendamento al decreto Milleproroghe. Al centro anche il tema delle infrastrutture, con la richiesta di un ripristino immediato del collegamento ferroviario ionico, utilizzando mezzi e risorse già impegnati nel raddoppio del binario, e l’introduzione di bonus trasporti per i pendolari penalizzati dagli extracosti.
Sul fronte delle risorse, il senatore chiede una rapida verifica dei danni e l’individuazione di nuovi canali di finanziamento, attraverso l’utilizzo dei residui del programma Ponte sullo Stretto 2026 e l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea. Particolare attenzione viene riservata anche alla crisi dei litorali, con la proposta di interventi di ripascimento delle coste erose, sfruttando in modo regolamentato la sabbia e la ghiaia accumulate nelle aste torrentizie.
Nel pacchetto di richieste rientrano poi la progettazione accelerata per la ricostruzione di lungomari e viabilità, con criteri di protezione e compatibilità ambientale, e misure di sostegno economico per turismo, pesca e agricoltura, comprese forme di defiscalizzazione. Nicita invoca inoltre la rimozione dei vincoli per i Comuni in dissesto colpiti dal ciclone e una maggiore capacità finanziaria per i liberi consorzi.
Tra le proposte più articolate figurano anche la destinazione di una quota del fondo Invest-EU a interventi contro il dissesto idrogeologico, l’introduzione di obblighi di servizio pubblico (OSP) sulle tratte sensibili degli aeroporti di Catania e Palermo e un bonus sulle accise dei carburanti per compensare gli extracosti legati alle interruzioni stradali e ferroviarie. Infine, il senatore chiede una norma chiarificatrice che consenta di qualificare i danni del ciclone come “inondazione” ai fini degli obblighi assicurativi già in capo alle imprese.
Un capitolo a parte riguarda Niscemi, per la quale Nicita sollecita un decreto urgente e straordinario, alla luce di una situazione che definisce specifica e particolarmente grave.




Auteri richiama il Governo. “Roma smetta di dare briciole alla Sicilia”

“Ad oggi dallo Stato sono arrivate solo briciole, circa 33 milioni di euro, una cifra del tutto inadeguata rispetto alla devastazione subita da famiglie, imprese, agricoltura, turismo e infrastrutture – dichiara il deputato regionale Carlo Auteri, intervenendo sull’emergenza seguita al passaggio del ciclone Harry – . La Regione ha fatto la sua parte. Ora il Governo nazionale dimostri concretamente di esserci, con risorse adeguate e strumenti straordinari. La Sicilia non chiede favori ma rispetto”. La Regione Siciliana ha agito con rapidità e concretezza – continua Auteri – mentre dal Governo nazionale continuano ad arrivare risposte insufficienti rispetto alla portata dei danni”. Il deputato regionale ricostruisce quanto avvenuto nelle ultime ore all’Ars. “Ieri si è svolta prima una riunione di maggioranza, poi il passaggio in Commissione Bilancio e infine il voto dell’Assemblea Regionale Siciliana che ha garantito l’immediata disponibilità per un primo intervento da 115 milioni di euro, fondamentale per sostenere pescatori, diportisti, stabilimenti balneari e tutte le attività che nella prima fase hanno subito danni e disagi gravissimi”. Contestualmente, l’Ars ha poi deciso di affidare al presidente della Regione Renato Schifani il ruolo di Commissario per il ripristino delle urgenze: “Una scelta necessaria – sottolinea Auteri – per accelerare le procedure, superare i colli di bottiglia burocratici e garantire interventi rapidi su infrastrutture, viabilità e servizi essenziali”. Il deputato regionale entra poi nel merito del dibattito nazionale sulle risorse: “Sentire dire che i fondi per l’emergenza potrebbero essere presi dai 5 miliardi destinati al Ponte sullo Stretto è profondamente sbagliato, al di là di come la si pensi su quell’infrastruttura. Quelle risorse sono già destinate alla Sicilia. Qui non si tratta di spostare soldi da una tasca all’altra, ma di pretendere fondi aggiuntivi, veri, straordinari, all’altezza di danni che sfiorano il miliardo di euro”.




Scerra (M5S): “Una commissione d’inchiesta sulla vicenda di Tony Drago, pronta la richiesta”

“Presenterò una proposta di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda di Tony Drago. Stiamo verificando la soluzione migliore per arrivare a soddisfare la richiesta di verità che si leva da Siracusa su di un fatto drammatico e ancora senza risposte dopo quasi dodici anni. Assicuro tutto il mio impegno per trovare la strada parlamentare adeguata”. Lo ha detto il parlamentare del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, Questore della Camera dei Deputati, intervenendo nel corso della seduta aperta del Consiglio comunale di Siracusa richiesta dal Comitato che da anni battaglia per ottenere verità e giustizia per Tony Drago. “Siamo tutti addolorati per questi lunghi anni di attesa. Adesso vogliamo arrivare alla verità, con rispetto ma altrettanta determinazione”, ha aggiunto Scerra.
Tony Drago, militare di carriera siracusano, fu trovato senza vita nel luglio del 2014 nel piazzale della caserma del Reggimento Lancieri di Montebello, a Roma. La prima ricostruzione delle autorità parlò di suicidio, una tesi che la famiglia non ha mai accettato intraprendendo fin da subito una lunga battaglia giudiziaria. La vicenda processuale si è chiusa con una archiviazione del Gip del Tribunale di Roma, pur lasciando aperte altre ipotesi non supportate, secondo il giudice, da elementi sufficienti di prova. Lo scorso dicembre, però, la Corte Europea dei Diritti Umani ha sanzionato l’Italia per le lacune nelle indagini svolte.
“A prima vista, appaiono tanti ed inquietanti, in certa misura, i passaggi di contatto con la vicenda di Lele Scieri. Due storie drammatiche con sfortunati protagonisti due giovani e brillanti ragazzi siracusani che hanno perduto la vita all’interno di una caserma dello Stato italiano ed in circostanze misteriose”.




Discarica di Grotte San Giorgio, Spada (Pd): “Contrari alla riprofilatura”

Il Partito Democratico di Lentini e il deputato regionale del Pd Tiziano Spada, esprimono una ferma contrarietà all’istanza di valutazione preliminare per la cosiddetta “riprofilatura” della discarica di Grotte San Giorgio. “Abbiamo appreso dell’istanza che prevede il conferimento di circa 120 mila tonnellate di rifiuti, giustificato come intervento di stabilizzazione della vasca – dichiara Claudia Saccà, segretaria del PD di Lentini – ma nei fatti si tratta di una vera e propria riapertura della discarica. Una richiesta che reputiamo inaccettabile in un’epoca in cui dovremmo finalmente superare il ricorso al conferimento in discarica”.
“Non può essere ignorato – prosegue Saccà – che si tratti di una società sequestrata nel 2020 per gravi reati ambientali e contro la pubblica amministrazione, né che le vicende giudiziarie legate alle discariche del nostro territorio non si siano fermate al blitz ‘Mazzetta Sicula’, continuando negli anni a mortificare la comunità e le istituzioni. Lentini non può dimenticare e non può accettare tentativi di restaurazione. Non è solo una questione ambientale o di vocazione del territorio, ma una questione di dignità e legalità, per una comunità che ha già pagato un prezzo altissimo”.
Dello stesso avviso il deputato Tiziano Spada. “L’eventuale riapertura della discarica di Grotte San Giorgio è in antitesi con l’idea di rilancio di politiche ambientali su cui puntiamo per il presente e il futuro del territorio. Per questo serve un’azione di forte contrasto a qualsiasi tentativo di rimettere in funzione l’impianto. La salute dei terreni e di chi vi abita sono di prioritaria importanza e non permetteremo a nessuno di considerarle merce di scambio. Sono al fianco del Partito Democratico cittadino e di tutti i lentinesi che hanno espresso il proprio dissenso. La politica deve trovare le soluzioni per snellire i processi e salvaguardare l’ambiente, non per riportare il territorio indietro di decenni. Faremo valere le nostre ragioni in tutte le sedi opportune. Lentini e i suoi abitanti vanno salvaguardati”.




Stato di calamità naturale dopo il ciclone Harry, Cannata (FdI): “Ora interventi tempestivi”

Danni che solo nel solo territorio siracusano ammontano a oltre 405 milioni di euro. Dopo la dichiarazione di stato di calamità e dunque emergenza nazionale, deliberato nel primo pomeriggio dal Consiglio dei Ministri, entra nel merito il parlamentare Luca Cannata di Fratelli d’Italia, che ricorda quanto evidenziato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani a seguito di una prima ricognizione che parla, per la Sicilia, di un miliardo e mezzo circa di danni, tra diretti e indiretti e con un rilevante impatto su infrastrutture, territori costieri ed economia turistica. Le cifre della Protezione Civile della provincia di Siracusa parlano adesso di 405 milioni di euro: 65 milioni per viabilità e servizi essenziali, 26 milioni per infrastrutture portuali; 51,5 milioni per strutture pubbliche, 196 milioni per versanti, consolidamento delle coste e infrastrutture idrauliche,58,5 milioni per danni alle attività produttive private, circa 8 milioni per somme urgenze.
«Si tratta di numeri che restituiscono la reale portata dell’emergenza – dichiara Cannata – e confermano la gravità dei danni lungo tutta la fascia costiera ionica. La decisione del nostro Governo Meloni, che dimostra attenzione , sensibilità e velocità , consente ora di attivare immediatamente tutti gli strumenti previsti per affrontare l’emergenza. Il lavoro proseguirà in stretto raccordo tra Governo, Regione, Protezione Civile e Comuni per garantire interventi tempestivi, la messa in sicurezza del territorio e il sostegno a cittadini e imprese colpiti. Nei prossimi giorni è inoltre prevista la presenza sul territorio del Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci e del Presidente della Regione Renato Schifani, a conferma dell’attenzione istituzionale verso le comunità colpite».




Nicita (PD), “sospendere tributi per famiglie e imprese colpite dal ciclone Harry”

Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, i senatori del Pd Antonio Nicita, Irto, Meloni e Rando chiedono al Governo “di accogliere l’emendamento presentato dai deputati Pd nel Decreto Milleproroghe sulla sospensione di tasse e riscossioni per famiglie e imprese colpite” dai danni del ciclone Harry.
I parlamentari chiedono inoltre al Governo “se non intenda chiarire che gli obblighi di coperture assicurative per eventi catastrofali, già sottoscritti dalle imprese ai sensi di legge, includono, evidentemente, inondazioni e allagamenti legati a eventi meteomarini estremi quali quelli verificatisi la scorsa settimana”.
Con un’interrogazione al Governo, inoltre, i senatori Pd chiedono maggiori informazioni su “quali interventi urgenti si stiano predisponendo dopo i gravi danni causati dal ciclone ‘Harry’ in Sicilia, Calabria e Sardegna”.




Maltempo, cabina di regia regionale operativa. Schifani: “Semplificare contributi”

Insediata questa mattina a Palazzo d’Orléans la cabina di regia operativa della Presidenza della Regione per l’emergenza maltempo che ha investito la Sicilia. «Stiamo intervenendo in maniera più che tempestiva anche perché – ha detto il presidente della Regione Renato Schifani – nel giro che ho svolto lo scorso fine settimana nel luoghi colpiti dal ciclone Harry ho potuto toccare con mano la disperazione della gente. I siciliani si aspettano che le istituzioni siano al loro fianco. E noi lo faremo, con grande senso di responsabilità. Mi aspetto la massima collaborazione tra tutti gli uffici della Regione. Ho chiesto che non si lavori per compartimenti stagni».
«La priorità – ha aggiunto Schifani – è una: semplificazione globale delle procedure per la presentazione delle domande e le relative erogazioni dei contributi. Abbiamo già stabilito che la Commissione tecnica specialistica istituisca una sub-commissione ad hoc per evadere con celerità le autorizzazioni ambientali necessarie in questa fase. Abbiamo stanziato i primi fondi, presto ne arriveranno altri e dobbiamo usarli con la massima efficienza».
La cabina di regia sarà guidata direttamente dal presidente Schifani, mentre coordinamento e impulso sono stati affidati a Simona Vicari, già sottosegretario alle Infrastrutture e alle attività produttive ed esperta del presidente per tali materie. Ne fanno parte gli assessori al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino, alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò e alle Attività produttive Edy Tamajo, oltre al capo di gabinetto della Presidenza Salvatore Sammartano, al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, al direttore generale dell’Irfis Giulio Guagliano, al vice commissario della Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico Sergio Tumminello, al presidente della Commissione tecnica specialistica Gaetano Armao e a tutti i dirigenti generali interessati dalle attività che saranno necessarie per affrontare l’emergenza e la ricostruzione.
«Sono due aspetti che devono necessariamente procedere di pari passo – ha concluso Schifani – e in questo lavoro che ci attende dobbiamo tenere in considerazione il cambiamento climatico: è un dovere morale quello di ricostruire provando a impedire che eventi del genere abbiano effetti immani come è successo questa volta. Grazie alla tempestività degli interventi siamo riusciti a tutelare le persone, adesso lavoriamo affinché sia tutelato in futuro anche il territorio».
Il presidente Schifani, prima di partire per Roma, dove è atteso per partecipare al Consiglio dei Ministri che delibererà lo stato di emergenza nazionale per la Sicilia, ha riconvocato la cabina di regia per questo mercoledì e ha stabilito che ci siano riunioni settimanali ogni lunedì mattina.