Nomine e polemiche, la verità di Carta: “Aretusacque, percorso lineare e legittimo”

Dibattito politico infiammato dopo l’assemblea dei sindaci che ha portato alla costituzione di Aretusacque spa. Un vero e proprio scontro sulla nomina del Consiglio di Sorveglianza con accuse lanciate in particolare dal parlamentare nazionale Luca Cannata (FdI) che aveva provocatoriamente proposto la nomina di Gianluca Rossitto.
“Appare quantomeno singolare che chi invoca la buona educazione istituzionale, adoperi invece termini quali ‘cricca’, ‘cortigiano’, ‘piattino in mano’, sfoderando il massimo che il manuale della demagogia offre in questi casi, adombrando persino opacità e inneggiando alla legalità”, replica il deputato regionale Giuseppe Carta, senza perdere la calma. “E’ ancora più grave che questo frasario scomposto da saloon sia utilizzato da un parlamentare nazionale che dovrebbe, invece, dare l’esempio”, rilancia.
E poi ripercorre la genesi della nuova società per la gestione provinciale del servizio idrico integrato. “Dopo la scelta dei sindaci del dicembre 2022 di optare per il modello Misto ( Pubblico/Privato), la procedura di gara ad evidenza pubblica europea per l’individuazione dell’operatore economico, indetta nel 2023, ha avuto un percorso lineare, trasparente e limpido, gestito da organi terzi, primo fra tutti la Centrale Unica di Committenza, ufficio di altissimo profilo per competenza e professionalità. E’ giusto ricordare agli smemorati istituzionali – aggiunge ancora Carta – che sia il Tar che, successivamente in appello il CGA hanno certificato che tale procedura di gara è stata perfettamente legittima e limpida, coerente con la normativa vigente, atteso che i ricorsi amministrativi proposti da altri operatori economici del settore ‘acqua’ interessati alla gestione del servizio idrico integrato della Provincia di Siracusa, sono stati rigettati”.
Tutte ragioni che spingono Carta a definire “paradossale oltre che temerario” il contestare scelte “ampiamente condivise sulle quali tutti i sindaci (19) sono stati chiamati a pronunciarsi in un’assemblea istituzionale convocata dal presidente Ati e sindaco del Comune capoluogo e che ha registrato, dopo ampio dibattito. percentuali di consenso pari all’80%”.
Carta passa poi alla difesa d’ufficio del collega deputato Gennuso (“indicarlo ‘con il piattino in mano’ offende ma soprattutto mortifica di fatto quei sindaci che in piena autonomia hanno scelto di sostenere e condividere la rosa dei candidati risultata poi vincente”) e poi affonda: “Ho l’impressione che se il ‘Kingmaker’ delle nomine fosse stato Luca Cannata e l’avvocato Rossitto fosse stato nominato in seno al Consiglio di Sorveglianza, forse il parlamentare nazionale oggi non userebbe il termine volgare ‘cricca’ e nessuno parlerebbe di opacità, legalità e trasparenza, lanciandosi in sperticati ed imbarazzanti (davvero) elogi verso l’on. Cannata”.
La verità? Secondo Giuseppe Carta è chiara: “percorsi lineari, legittimi, ampiamente condivisi dalla maggioranza dei sindaci ed un Consiglio di Sorveglianza che saprà affrontare con competenze e professionalità l’importante sfida che ci attende e che, sono certo, opererà nell’interesse dei cittadini e del territorio”.




Politica “saloon”, Cannata replica a Carta e avvisa: “Pronti a difendere i Comuni esclusi”

La costituzione di Aretusacque spacca la politica siracusana. E potrebbe avere strascichi anche legali. A ventilare l’ipotesi di ricorsi è il parlamentare nazionale Luca Cannata. “Continueremo a difendere i diritti di tutti i Comuni esclusi, che rappresentano quasi 100.000 abitanti, e lo faremo in tutte le sedi, istituzionali e legali. Non faremo mai parte del loro saloon”, dice l’esponente di FdI.
Ed il saloon altro non sarebbe che l’assemblea dei sindaci. “E’ stata gestita esattamente come un luogo dove comanda chi ha più forza e numeri non chi ha più ragione. La parola ‘cricca’ non è un’invenzione nostra: è nei fatti. Parliamo di un blocco di potere chiuso e autoreferenziale che ha blindato tutto, dalla convocazione illegittima alle nomine, escludendo ogni confronto, ogni rispetto per i Comuni che hanno osato dire no”. Sulle nomine in Consiglio di sorveglianza prosegue lo scontro a distanza con il parlamentare regionale, e sindaco di Melilli, Giuseppe Carta.
“I documenti e i metodi parlano chiaro. Noi – prosegue Cannata – contestiamo con fermezza le modalità opache e arroganti con cui si è arrivati alla nomina, proprio alla vigilia della firma col socio privato. Un blitz calato dall’alto”, è l’accusa.
Luca Cannata, delegato dai sindaci di Francofonte e Portopalo, ha votato contro la proposta della maggioranza ed aveva presentato la candidatura dell’avvocato Gianluca Rossitto. “Nel giro di poche ore si è deciso tutto: consiglio, compensi, assetti strategici. Il tutto con un metodo maggioritario, non proporzionale, che ha di fatto escluso intere comunità. E sì, ci indigniamo. Perché l’acqua è un bene pubblico, di tutti, e non può essere gestita da pochi con logiche da manuale di potere”, prosegue l’affondo di Cannata che mette nel suo mirino il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. “Il Comune di Siracusa detiene la quota percentuale più alta e controlla ogni decisione. E con Carta, che governa insieme a Italia, ha ha costruito un blocco chiuso che ha escluso chi non si è piegato alle loro spartizioni”.
Quanto agli altri sindaci in assemblea, “nessuna offesa ma è evidente a tutti chi ha scelto di allinearsi, anche in silenzio, a questo sistema”, dice ancora l’esponente di FdI.




Aretusacque, Cafeo (Lega): “Errore escludere le minoranze dal Consiglio di Sorveglianza”

“La costituzione della società Aretusacque per la gestione del servizio idrico integrato è un evento storico e un momento delicatissimo per la vita dei cittadini della nostra provincia. La gestione di un bene essenziale come l’acqua, risorsa sempre più preziosa e limitata, richiede la massima condivisione e trasparenza. Purtroppo, dobbiamo registrare una partenza segnata da un grave errore politico: la scelta di un sistema elettorale maggioritario per il Consiglio di Sorveglianza che esclude di fatto qualsiasi forma di rappresentanza per le minoranze”. Così Giovanni Cafeo, responsabile per i Dipartimenti Regionali della Lega Sicilia, commenta la recente nomina dei cinque componenti dell’organismo di controllo della nuova società mista.
“La Lega non ha sindaci in provincia di Siracusa e, pertanto, non ha avuto alcun ruolo, né diretto né indiretto, nella scelta dei membri del Consiglio di Sorveglianza”, precisa Cafeo. “Nessun sindaco a noi vicino ha discusso con i nostri consiglieri i nomi da indicare, né abbiamo partecipato ad alcuna discussione sulla vicenda. Nonostante il nostro sostegno, in occasione delle elezioni provinciali, a un tavolo che includeva diverse forze civiche e partiti, siamo stati tenuti completamente all’oscuro delle decisioni relative alla governance di Aretusacque”, lamenta poi l’ex deputato regionale.
“Se fossimo stati interpellati – prosegue l’esponente della Lega – avremmo espresso una posizione chiara. Premesso che il principio di rappresentatività, nell’ambito di una società come quella in esame, è a garanzia degli utenti di tutti i comuni, l’errore tecnico, ma pure politico, è stato proprio l’aver espresso un consiglio eletto a maggioranza. L’applicazione del sistema proporzionale, come peraltro lo Statuto stesso prevede, avrebbe consentito al 100% dei soci pubblici, e quindi a tutti i comuni della provincia, di essere rappresentati”.
La logica di Cafeo è che “almeno un componente andava riconosciuto a quel 30% dei soci che è rimasto invece orfano della propria voce e dei propri occhi”. La maggioranza, secondo l’esponente leghista, non ne avrebbe risentito “ma avrebbe senza dubbio contribuito a rassicurare tutti. Un posto in più vale il far nascere la nuova società tra le polemiche e con il sospetto che qualcuno vuole utilizzarlo solo come strumento di lotta politica?”.




Aretusacque, Scerra e Gilistro (M5S): “Parte male la gestione idrica mista pubblico-privata”

“Non abbiamo proposto nomi e non abbiamo l’abitudine di partecipare ad alcuna lottizzazione, men che meno sulla nuova gestione del servizio idrico integrato in provincia di Siracusa. Abbiamo però molti dubbi su questa partenza di Aretusacque, a partire dall’accelerata improvvisa di questi giorni ed alla luce delle tensioni emerse tra gli stessi sindaci. Un consenso a maggioranza, per quanto ampio, non è certo paragonabile all’unanimità che avrebbe dovuto accompagnare la nascita della società che per trent’anni si occuperà di gestire l’acqua dei siracusani, in un affidamento da 1,2 miliardi di euro”. Così il parlamentare e Questore della Camera Filippo Scerra e il deputato regionale Carlo Gilistro, esponenti del Movimento 5 Stelle, commentano la vicenda Aretusacque e la recente nomina dei cinque componenti dell’organismo di controllo della nuova società mista.
“La confusione politica siracusana ha pesantemente contaminato la nascita di Aretusacque. E’ mancata una linea unica su di un tema centrale per l’intera popolazione provinciale. Ieri erano pronti i commissari pur di procedere comunque. Non sono segnali incoraggianti”, sottolineano Scerra e Gilistro.
“Il tempo non sarebbe mancato. E però in tutti questi mesi non si è discusso dei problemi delle reti e dei promessi investimenti per oltre 360 milioni di euro. La provincia di Siracusa, a causa dei ritardi Ati, ha già perso la grande occasione del Pnrr rimanendo desolatamente a bocca asciutta di fronte a milioni di euro pure disponibili per metter mano ad acquedotti e fognature. Ed ora che c’è un soggetto unico, subito si divide e si spacca seguendo la vecchia logica del campanile pur di mantenere piccolo consenso. E mancano ancora informazioni sulle tariffe, con il rischio che in molti comuni della provincia si verifichino aumenti importanti. Non solo – proseguono Scerra e Gilistro – restano nebulosi i tempi di avvio servizio, con consegne impianti a scaglioni e quindi Comuni che resteranno indietro nella gestione, rallentando ogni eventuale programma di investimento per migliorie infrastrutturali a fronte di una percentuale di dispersione idrica che ogni indagine segnala tra le più elevate d’Italia. Su questi punti chiediamo allora ai nuovi organi societari un confronto pubblico e chiarificatore. L’ultima esperienza di gestione provinciale del servizio idrico, purtroppo, non è stata esattamente fortunata ed a rimetterci sono stati i cittadini della provincia di Siracusa. Un altro buon motivo per tenere da subito gli occhi ben aperti, a difesa dell’acqua bene pubblico e dell’interesse dei siracusani che non sono destinatari a cui recapitare bollette”, concludono Filippo Scerra e Carlo Gilistro.




Un anno di Siracusa, la relazione del sindaco in Consiglio comunale. L’opposizione: “Pura fantasia”

Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, porta oggi in Consiglio comunale la sua relazione annuale sull’attuazione del programma amministrativo, relativa al periodo gennaio 2024 – giugno 2025. Il documento, articolato e dettagliato, traccia un bilancio delle azioni compiute e dei risultati ottenuti ovviamente nell’ottica del primo cittadino. Il documento corposo, oltre 90 pagine, è stato presentato ai consiglieri una settimana addietro in modo da arrivare tutti preparati al dibattito in aula. Polemiche le opposizioni, con Paolo Cavallaro (FdI) che parla di una relazione “dove realtà e fantasia si mischiano a promesse” finendo per raccontare “una città diversa da quella che i cittadini vivono tutti i giorni, fatta di luoghi magici e fatine”. Cavallaro invita il sindaco ad alzare gli occhi e volgerli verso la città vera “e la gestione fallimentare che è sotto gli occhi di tutti”. Per il primo cittadino, invece, la relazione è un “bilancio corale”, esito di una visione condivisa tra amministrazione, Consiglio comunale e cittadinanza attiva. L’obiettivo dichiarato è “rendere Siracusa una città generativa, capace di tradurre le risorse pubbliche in benessere collettivo e sviluppo sostenibile”.
Il cuore della relazione è rappresentato dalla profonda riforma organizzativa del Comune di Siracusa, con particolare attenzione alla valorizzazione del personale, al reclutamento di nuove figure professionali e alla ridefinizione delle posizioni dirigenziali. Il Comune ha investito nella formazione interna (oltre 400 dipendenti coinvolti) e ha attivato tirocini universitari con l’Università di Catania.
Grande rilievo è stato dato alla transizione digitale: digitalizzazione dei procedimenti, attivazione del fascicolo informatico, gestione informatizzata dei flussi documentali e partecipazione al progetto nazionale “Syllabus” per le competenze digitali. La piattaforma “Carbonio” è stata introdotta per semplificare i lavori istituzionali.
Il Comune di Siracusa – scrive il sindaco nella sua relazione annuale – ha approvato in anticipo il Bilancio di Previsione 2025–2027 e il Rendiconto 2024, mantenendo una giacenza di cassa superiore ai 40 milioni di euro. È stato rafforzato il monitoraggio dei pagamenti (con ritardi contenuti sotto il 10%, ndr) e potenziata l’internalizzazione del contenzioso tributario.
Francesco Italia ha insistito poi sull’importanza della partecipazione democratica, rilanciando il bilancio partecipativo, la progettazione condivisa e un intenso programma di educazione civica nelle scuole (oltre 4.000 studenti coinvolti). L’Urban Center si conferma presidio civico ed educativo, animato da eventi, mostre e percorsi formativi.
Siracusa, rivendica il sindaco, ha consolidato il proprio ruolo guida nella Strategia “Area Vasta Syracusae”, coordinando l’uso di fondi FESR e PNRR e ottenendo finanziamenti per progetti di sviluppo territoriale integrato.
Non mancano riferimenti a criticità e sfide future: carenze di organico nei settori strategici, necessità di coordinamento intersettoriale più efficace nei progetti complessi e resistenze culturali alla digitalizzazione.
Il sindaco propone una strategia triennale che punti su rafforzamento amministrativo, interoperabilità dei processi, valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche e consolidamento di una cultura istituzionale orientata all’etica e al risultato.




Tratto di contrada Carrozziere senza rete idrica: “Da anni manca collettore, ora l’acqua scarseggia”

Da almeno 15 anni chiedono che le loro abitazioni siano allacciate alla rete di Pubblico Acquedotto, ad oggi invano. In contrada Carrozziere vivono 35 famiglie che usufruiscono di un’unica grande trivella. La falda, tuttavia, appare sempre meno ‘generosa’ e capita spesso che l’acqua si mischi al fango e che sia quindi necessario ricorrere ad accorgimenti per dare modo al motore di tornare a funzionare bene, magari attraverso distacchi temporanei di energia elettrica. “In questo modo- spiega Antonio, uno dei residenti della zona- riusciamo a ripulire la falda e a poter utilizzare l’acqua. Non è però di certo una soluzione adeguata, né tantomeno definitiva, visto che il tema della siccità è sempre più attuale, in alcune aree della Sicilia, emergenziale. Non ne siamo esenti” . L’ostacolo principale sarebbe legato all’assenza di un collettore che possa raggiungere la zona e consentire, quindi, gli allacci. “Nel 2009- racconta Antonio- ad una mia istanza specifica, l’allora Sai 8 rispose che la zona non risultava servita dal servizio di acquedotto pubblico e che sarebbe stato necessario realizzare un collettore di circa 700 metri lineari. La mia istanza- mi veniva comunicato – sarebbe stata presa in esame successivamente all’eventuale realizzazione di tale collettore ed alle richieste analoghe di altre utenze limitrofe”.

Il tempo è trascorso senza che nulla accadesse. Nel 2017 , un nuovo tentativo, questa volta attraverso il consiglio di circoscrizione Neapolis e, nel dettaglio, l’allora consigliere Daniele Ciurcina. Questa volta il gestore era quello attuale, Siam. Anche in questo caso, la risposta alla richiesta di allaccio è stata negativa, sempre per lo stesso motivo: manca il collettore e “si potrà prendere in esame l’istanza nel caso in cui pervenisse un cospicuo numero di istanze di allacciamento”. Il numero di residenti disposti a sobbarcarsi, eventualmente, spese ingenti non sarebbe tale, quindi, da far partire l’iter. “Viviamo in contrada Carrozziere da 30 anni-  spiega Antonio- Per l’allaccio alla fognatura non abbiamo avuto problemi. Pagando, all’epoca, circa un milione di lire, le nostre abitazioni sono state collegate adeguatamente. Vorrei essere un cittadino come gli altri, usufruire dei servizi ordinari, garantiti agli altri utenti, in altre zone. La mia abitazione è perfettamente in regola con qualsiasi adempimento. Non trovo giusto dover essere ugualmente penalizzato. Possibile- si chiede Antonio- che per convincere le istituzioni ad occuparsi di noi, dobbiamo sforzarci di diventare in tanti per poter essere considerati cittadini come gli altri? Noi paghiamo le tasse ed i tributi locali, siamo ligi a qualunque obbligo, eppure rimaniamo cittadini di serie b”. Il timore, peraltro, è anche legato ai prossimi anni. “La questione siccità preoccupa sempre più- si chiede Antonio- Chi ci aiuterà quando la falda non ci garantirà più l’acqua di cui decine di famiglie necessitano? Mentre si discute della futura gestione del servizio idrico in provincia- conclude- tra le varie tematiche sul tappeto e le beghe politiche di cui leggo, vorrei che qualcuno si facesse carico  di questo problema, che è concreto, quotidiano, importante”




Nasce il gruppo della Democrazia Cristiana a Floridia

Si è tenuta ieri sera la prima riunione del nascente gruppo della Democrazia Cristiana a Floridia, che ha visto la partecipazione di cittadini, simpatizzanti e nuovi volti pronti a contribuire alla rinascita del partito nel territorio. A guidare l’incontro, il deputato regionale Carlo Auteri, promotore del ritorno della DC e figura centrale di un progetto politico fondato su valori, concretezza e partecipazione. “C’è entusiasmo, c’è voglia di fare. C’è soprattutto la volontà di rimettere al centro la buona politica, quella che ascolta, costruisce e coinvolge – le parole di Auteri –. A Floridia ripartiamo da qui, da un gruppo che vuole crescere, dialogare con la città e portare avanti una proposta politica seria, coerente e radicata nei valori cristiani e democratici”. L’incontro ha rappresentato un primo momento di aggregazione che, nelle prossime settimane, sarà seguito da passaggi organizzativi concreti, tra cui la nomina del commissario cittadino e la strutturazione del gruppo territoriale. “Siamo solo all’inizio, ma già si respira una bella energia – ancora Auteri – Continueremo a lavorare per rafforzare la presenza della DC nei territori e costruire una rete sempre più ampia di persone pronte a contribuire a una nuova stagione di impegno e responsabilità”.




Rete ospedaliera regionale, ok dalla Conferenza permanente sanità. “Più integrazione”

La Conferenza permanente per la programmazione sanitaria ha espresso, a maggioranza, parere favorevole sulla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. L’organismo si è riunito, questa mattina, nella sede dell’assessorato della Salute a Palermo. A fronte delle osservazioni avanzate dall’Anci sulla necessità di una maggiore integrazione con il territorio, l’assessore Daniela Faraoni ha assicurato che proprio le strutture intermedie avranno un ruolo di primo piano.
“Nel corso dell’articolato incontro di oggi – dice Faraoni – ho ribadito che, come governo Schifani, porteremo ancora avanti quel percorso, già avviato, che si fonda su un sempre più stretto collegamento tra la rete ospedaliera e il territorio. Strutture come le case di comunità possono infatti facilitare, nel perimetro delle funzioni per le quali sono state pensate, l’accesso alle cure e, allo stesso tempo, ottimizzare le attività dei pronto soccorso evitando il ricorso a questi presidi quando è possibile soddisfare i bisogni a livello territoriale”.
Al termine dell’incontro, l’assessore, che per legge presiede la Conferenza, ha espresso la volontà di valorizzare ancora di più il ruolo dell’organismo collegiale nell’ambito della programmazione sanitaria.
Anci Sicilia aveva lamentato come grave limite della rete ospedaliera l’assenza di un reale collegamento con le strutture e i servizi della sanità territoriale, che il decreto ministeriale 77/2022 individua come elemento essenziale per garantire prossimità, continuità delle cure e appropriatezza dell’assistenza. Poca integrazione, insomma, con Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, Ospedali di Comunità e servizi domiciliari in un contesto regionale caratterizzato da invecchiamento della popolazione e dalla diffusione delle patologie croniche.




Si è insediato il coordinamento cittadino di “Noi Moderati” a Siracusa

Si è insediato il coordinamento cittadino di “Noi Moderati ” a Siracusa. A guidare il gruppo sarà Pierluigi Chimirri, che nel corso dell’assemblea ha proposto i componenti del nuovo coordinamento cittadino: Marco Liistro, Massimo Baglieri, Luca Novara, Caterina Catalano, Morena Aglianò, Maria Infantino, Ercole Sapienza, Massimo Spada, Marcello Buscema, Giuseppe Salerno. A questi si aggiunge Giancarlo Lo Manto nel ruolo di Presidente cittadino, già consigliere comunale per due mandati, che metterà a disposizione del gruppo esperienza e impegno in vista dell’apertura di una sede cittadina prevista per settembre.
All’incontro hanno preso parte anche Giuseppe Germano, vice coordinatore regionale, Nino Campisi, coordinatore provinciale, Nello Mortellaro, vice coordinatore provinciale, Joe Frasi, presidente provinciale e Carmelo Longo, segretario provinciale.
Nel suo intervento introduttivo, Pierluigi Chimirri ha ribadito il valore della coerenza che ha contraddistinto la comunità politica che si è formata nel 2023 in opposizione all’attuale Amministrazione comunale, confermando la continuità di un progetto politico alternativo e di impegno civico.
Giuseppe Germano ha confermato il ruolo di “Noi Moderati” all’opposizione dell’attuale governo cittadino, illustrando la recente approvazione alla Camera della legge a tutela dei cittadini che rischiano la chiusura di conti bancari, firmata dall’on. Saverio Romano, e anticipando l’avvio di una battaglia civile per il riconoscimento della figura del veterinario di base.
Nino Campisi ha dato il benvenuto al nuovo coordinamento, sottolineando il valore di portare i temi e i principi del partito nelle realtà locali, mentre Massimo Baglieri e Marco Liistro hanno evidenziato nel dibattito la necessità di agire concretamente contro il degrado urbano che colpisce Siracusa, chiamando a raccolta l’entusiasmo e la determinazione di chi desidera una città migliore.




Presenti e assenti, tensioni nel Centrodestra dopo la riunione straordinaria sul caso Ecomac

La riunione straordinaria della Commissione Ambiente dell’Ars ad Augusta ha uno strascico polemico. L’incontro dedicato all’esame approfondito dei vari aspetti e degli interrogativi legati all’incendio in Ecomac ed alle sue ricadute ambientali, apre infatti un nuovo scontro tutto interno al centrodestra. A dare fuoco alle polveri è stato il deputato regionale Carlo Auteri (DC) che, al termine dell’audizione di ieri aveva espresso forte rammarico per l’assenza dei parlamentari nazionali. “Mi spiace constatarlo ed evidenziare la gravità soprattutto per chi è in maggioranza – ha affermato – perché le autorizzazioni degli impianti importanti vengono rilasciate dal Governo nazionale e non dalla politica regionale. La responsabilità politica della Regione in questo caso non sussiste, essendo le autorizzazioni in capo ad altri enti”. Parole che, specie nella specifica relativa a “chi è in maggioranza” suonavano come un attacco all’ex collega di partito, Luca Cannata. E proprio il parlamentare di FdI ha subito replicato invitando a maggiore rispetto istituzionale. “L’emergenza ambientale che ha colpito l’area dell’AERCA siracusana impone una risposta seria, fondata su verità, rigore e rispetto delle istituzioni. Davanti a criticità così complesse, non servono passerelle né dichiarazioni estemporanee, ma competenza e responsabilità da parte di chi ricopre ruoli pubblici”. E ancora: “alcune recenti affermazioni apparse nel dibattito regionale sono scorrette. Le autorizzazioni ambientali non sono rilasciate dallo Stato, ma dalla Regione Siciliana”.
Finita qui? No, perchè anche il presidente della Commissione, il deputato regionale Giuseppe Carta (Grande Sicilia – Mpa), scende in campo. “Si chiede di non ascoltare le propagande di chi, assente alla riunione, emette giudizi ignorando i lavori d’aula. La trasparenza e la partecipazione sono valori fondamentali, ma solo chi conosce i dati e ascolta può contribuire davvero al dibattito”.