I Consigli di Quartiere redivivi, in Regione spunta l'idea: teniamoli ma a costo zero

La parte politica delle Circoscrizioni, ovvero il consiglio di quartiere, potrebbe rimanere in vita nonostante le ultime volontà in materia elettorale sui cui lavorava la Regione. Adesso, nel disegno di legge di modifica delle norma in materia di elezioni del Sindaco e del Consiglio Comunale in discussione a Palermo si riaffaccia la possibilità che Siracusa, Augusta, Carlentini e Melilli possano mantenere i consigli di quartiere anche nella prossima tornata elettorale. Ma i consiglieri di quartiere non avranno diritto ad alcun gettone di presenza: puro volontariato.
“E’ una battaglia che conduco da tempo e che adesso potrebbe diventare realtà”, spiega il deputato siracusano Enzo Vinciullo. “Si torna così ad avere garantita la democrazia a tutti i livelli e si realizzerà un sogno lungamente coltivato, cioè di ridare alla città di Siracusa i quartieri che per anni hanno rappresentato risposte certe concrete per tutti i cittadini”.




Amministrative, passo falso Pd tra troppe divisioni e incertezze. Lo Giudice: "Serve unità"

Poche ore dopo i risultati delle amministrative in provincia, arriva il commento del segretario provinciale del Pd, Alessio Lo Giudice. Il boccone amaro arriva da Lentini, città retta da una giunta di centrosinistra ma dove adesso il Pd non va neanche al ballottaggio. Per Zarbano meno del 10% dei consensi. “A lui va il mio ringraziamento per l’impegno profuso, non siamo riusciti a intercettare e declinare in senso costruttivo la sfiducia nei confronti delle istituzioni che la comunità lentinese ha espresso con il voto”, analizza Lo Giudice. “Malgrado la lista del Partito Democratico, a Lentini, sia invece la seconda in assoluto, dimostrando un rilevante radicamento, il dato di Lentini non va sottovalutato. Ci obbliga a porre in essere le basi per un progetto politico innovativo con cui ritrovare, al più presto, una piena sintonia con la città”.
Di tutt’altra portata il dato di Ferla – dove però si votava in sole tre sezioni – con l’ampia riconferma di Giansiracusa, vicesegretario provinciale del Pd. “Ha consolidato le buone pratiche amministrative in settori importanti per i cittadini, come quello dei servizi essenziali”. Lo Giudice plaude anche al risultato di Noto, con Corrado Bonfanti sostenuto anche dal Partito democratico. “E con lui abbiamo condiviso da protagonisti la felice e virtuosa esperienza amministrativa di questi anni. Adesso tutti al lavoro per condurre Bonfanti alla vittoria definitiva al secondo turno”.
La divisione in correnti ha penalizzato il Pd a Sortino dove i due candidati comunque riconducibili all’area del centrosinistra – Mollica e Spataro – rappresentano, con i loro voti, la metà del corpo elettorale. Ma hanno fatto corsa a sè disperdendo quel patrimonio di voti. “E questo la dice lunga sulla necessità di andare uniti alle competizioni elettorali. Spataro ha perso per poche decine di voti la corsa a sindaco, con la lista a lui collegata che è prima in assoluto ed elegge quattro consiglieri. A partire da questi risultati, si potrà comunque costruire un progetto politico di seria alternativa anche a Sortino”.




Amministrative, area centrodestra: soddisfazione delle liste "Protagonista" con Vinciullo

Viste dal centrodestra, sponda Ncd, la recente tornata amministrativa invita all’ottimismo. Enzo Vinciullo, nome di primo piano nel Nuovocentrodestra siciliano e coordinatore delle liste “Protagonista”, si dice soddisfatto dei risultati delle liste “Lentini Protagonista” e “Noto Protagonista”.
Nella coalizione che ha sostenuto Salvo Veneziano a Noto, la lista “Noto Protagonista” è la più votata. Stesso risultato ha conseguito a Lentini la lista “Lentini protagonista”, che si è piazzata prima della coalizione e quarta in tutta la città, con un’ottima affermazione sempre delle donne candidate.
Nello Bongiovanni, a Sortino, per più 200 voti, non riesce nell’impresa di essere eletto
sindaco, “nonostante l’impegno straordinario che ha profuso in questa campagna elettorale,
scontrandosi, con grande generosità, con le altre liste. A Sortino, straordinario risultato raggiunto da Desirèe Galati che con 438 voti è in assoluto la più votata di Sortino, a dimostrazione che i cittadini sanno riconoscere chi si impegna quotidianamente nell’interesse della collettività e del territorio”, commenta Vinciullo.




Amministrative. Noto: ballottaggio Bonfanti-Figura, avanti di 10 punti il sindaco uscente

Sarà il secondo turno di voto a decretare chi sarà il nuovo sindaco di Noto. Al ballottaggio vanno l’uscente Corrado Bonfanti e Corrado Figura.
Bonfanti (appoggiato anche dal Pd) ha chiuso il primo turno con il 37,45% dei voti mentre Figura (liste civiche) si è fermato al 26,30%. Poco dietro Salvatore Veneziano con il 22,41%. Staccati gli altri candidati che non sfondano i mille voti.




Amministrative. Ferla: Giansiracusa si riconferma con il 92,18%

Con una percentuale bulgara (92,18%), Michelangelo Giansiracusa si conferma sindaco di Ferla. Con 1.179 voti ha surclassato il suo avversario politico, Federico Piccione, fermo al 7,82% con 100 voti.
Anche la lista che ha sostenuto il sindaco riconfermato, Vivere Ferla Ventiventuno, ha fatto il pieno, raccogliendo oltre il 96% dei consensi nelle tre sezioni del piccolo Comune montano.
In calo il dato dell’affluenza (66,3%), quasi 11 punti percentuali in meno rispetto alla passato tornata elettorale.




Amministrative. Sortino: Vincenzo Parlato è il nuovo sindaco con il 25,98 %

Vincenzo Parlato è il nuovo sindaco. Con il 25,98 per cento delle preferenze ha battuto il diretto rivale, Carmelo Spataro, che si è fermato al 24,16 per cento. “Su Sortino l’alba di un giorno nuovo”- ha commentato il nuovo cittadino subito dopo avere avuto certezza della propria vittoria. Meno di cento voti di differenza tra Parlato e l’ex assessore provinciale alla Viabilità .Nel comune della zona montana i candidati a sindaco erano cinque. Dionisio Mollica ha ottenuto il 21,58 per cento dei voti, mentre Nello Bongiovanni di Sortino al Centro ha avuto , con mille e 21 voti, il 20, 45 per cento delle preferenze. Si è fermato al 7 ,83 per cento, invece, Ugo Telemaco sostenuto dall’omonima lista. A Sortino l’affluenza è stata del 72,10 per cento, il 3, 92 per cento in meno rispetto alla precedente tornata elettorale.




Amministrative. Lentini: Battiato e Bosco al ballottaggio

A Lentini è testa a testa tra Stefano Battiato e Saverio Bosco. Sono i candidati più votati  nel comune retto, fino a ieri, da Alfio Mangiameli. Battiato è al 28, 01 per cento con 29 sezioni scrutinate su 32. Bosco lo segue con il 23, 35 per cento. Sarà, quindi, ballottaggio. I candidati a sindaco erano sei. Oltre a Battiato e Bosco, Dario Saggio, Mara Cunsolo, Vincenzo Laezza, Andrea Zarbano, fermo al 9,92 per cento. Zarbano era il candidato del Partito Democratico e di Pdr Sicilia Futura. Il Pd subisce, dunque, un duro colpo a Lentini. Saggio ha ottenuto l’11,45 per cento delle preferenze, Maria Cunsolo il 16,52 per cento, Laezza il 10, 75 per cento, L’affluenza è stata del 59, 15 per cento, mentre alla precedente tornata elettorale aveva votato il 68,08 per cento degli aventi diritto, con una differenza, dunque, dell’8, 93 per cento.




Lentini. Fotografano le schede elettorali durante il voto: due denunce

Sono state sorprese dopo avere scattato, con il proprio cellulare, le schede elettorali subito dopo avere espresso il proprio voto. La polizia ha denunciato per questo due persone, smascherate dagli agenti del commissariato di Lentini che vigilavano sul corretto svolgimeno delle operazinoi di voto in occasione delle elezioni amministrative. E’ l’unico caso segnalato in provincia.




Siracusa. L'interesse del senatore di Rieti per la Fondazione Inda e il suo commissariamento

Il senatore del Pd, Walter Tocci, ha presentato una interrogazione al ministro dei beni e delel attività culturali, Franceschini, sul recente commissariamento della Fondazione Inda. Il politico di Rieti, ripercorrendo le ultime vicende di cronaca che hanno interessato la prestigiosa istituzione siracusana senza però citare i pronunciamenti dei tribunali di Siracusa e Catania favorevoli agli indagati, chiede al minsitro notizie circa gli esiti dell’ispezione condotta da Maria Rosaria Barbera: in particolare, sui “malfunzionamenti e le criticità che hanno portato alla nomina del commissario straordinario”.
Il senatore Tocci si domanda poi se il ministro “abbia mai chiesto al consiglio di amministrazione della fondazione di modificare il proprio statuto, considerato che proprio questo è stato identificato come compito prioritario del commissario e se, in caso di risposta affermativa, siano state accertate le inadempienze del consiglio di amministrazione”. E proprio sul commissariamento per la sola modifica dello statuto il senatore si interroga sulla sua necessità, “considerato che questo risulta essere compito del consiglio di amministrazione stesso” e se tra le competenze spettanti al commissario rientri anche il compito “di risolvere le criticità sollevate dal consigliere delegato uscente, Walter Pagliaro”. Tocci, inoltre, vedrebbe di buon occhio l’intervento dell’autorità anticorruzione.

foto: il commissario Pinelli, terzo da sinistra, con i registri del 52.o ciclo di rappresentazioni classiche




Floridia. Non "passa" la mozione a Scalorino: si ribaltano i numeri in consiglio comunale

 

La situazione si ribalta al Comune di Floridia. Non è passata ieri in consiglio comunale la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, Orazio Scalorino. A sostegno dell’iniziativa dell’opposizione sono stati espressi nove voti. Ne sarebbero serviti 14. Secondo le indiscrezioni avanzate alla vigilia della seduta consiliare gli incerti sarebbero stati due. Un quadro che poi, in aula, è stato smentito da un risultato che ha portato dalla parte di Scalorino 10 consiglieri. Dati che dovrebbero voler dire che, dopo avere amministrato fin dall’inizio del mandato senza avere la maggioranza in consiglio, da oggi il primo cittadino dovrebbe poter contare su un maggiore sostegno. Valutazione che, per il momento, è soltato basata sull’aspetto matematico dell’orientamento espresso. Votare la sfiducia, infatti, avrebbe comportato anche lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo di un commissario che avrebbe “traghettato” il Comune verso le prossime elezioni amministrative. Lo stesso consigliere che ha proposto la mozione di sfiducia avrebbe, poi, votato nella direzione opposta.Dura la reazione della minoranza. Salvo Burgio parla senza mezzi termini. “Finalmente, dopo 4 anni -tuona il consigliere di opposizione- Scalorino ha gettato la maschera, con cui sosteneva di non avere maggioranza in consiglio. Con il voto di ieri si è fatta chiarezza e si è visto chi è attaccato alle poltrone rispetto a chi fa da quattro anni un’opposizione a testa alta e schiena dritta”. Indice puntato, tra gli altri contro il presidente del consiglio comunale.