Siracusa. Sel fuori dalla maggioranza al Vermexio. "Abbiamo un'altra idea di città"

Sel lascia la maggioranza a palazzo Vermexio. Il partito di sinistra indirizza un duro attacco al sindaco, Giancarlo Garozzo, accusandolo di “arroganza e comportamento scorretto senza limiti”. Ancora una volta sono le ultime vicende politiche a scatenare l’accesa reazione di “Sinistra Ecologia e Libertà”, che affida ad una nota a firma del segretari provinciale, Vincenzo Vitale, del consigliere comunale Enrico Lo Curzio e del coordinatore cittadino, Andrea Buccheri considerazioni da cui emerge la netta presa di posizione . “Non siamo interessati ai regolamenti di conti all’interno del Pd- premettono i tre esponenti di “Sel”- ma al prestigio e alla dignità della città e c’è molto da correggere rispetto al modo di amministrare il capoluogo, che non può affidare il proprio sviluppo turistico e culturale a scorribande automobilistiche all’interno del bene culturale di Ortigia. Noi abbiamo – proseguono Vitale, Lo Curzio e Buccheri- un’altra idea”. “Sinistra Ecologia e Libertà” mette nel calderone anche le scelte urbanistiche e gli interventi al Porto Grande, “che rischia di essere svenduto alle logiche dei padroni del cemento”. Non vanno giù al partito di Centrosinistra le modifiche apportate alla giunta e soprattutto l’ingresso “di altre forze politiche”. Per “Sel” lo stile “è quello di chi pensa di avere il diritto di gestire la cosa pubblica per assicurarsi, in vista di un radioso futuro politico, la assoluta lealtà di tutta la giunta, non dimenticando, sull’onda del rinnovamento, di adottare un trasversalismo che avrebbe fatto rabbrividire quelli della vecchia Repubblica”. 




Siracusa. Nuova giunta, il Megafono: "Sostegno confermato ma di alcune aperture avremmo fatto a meno"

Il Megafono conferma il proprio sostegno all’amministrazione Garozzo, ma mette anche alcuni “paletti”, dopo le turbolenze dei giorni scorsi, che avevano anche messo in discussione la riconferma in giunta dell’assessore Maria Grazia Cavarra. L’assessore regionale al Territorio e Amiente, Mariarita Sgarlata, insieme alla stessa Cavarra, al capogruppo al consiglio comunale, Tanino Firenze e ai tre consiglieri Giuseppe Casella, Cosimo Burti e Luca Romeo hanno analizzato, nel corso di un incontro, convocato dopo il rimpasto della giunta di palazzo Vermexio, la situazione politica e amministrativa del capoluogo. Sintetizzano la posizione emersa in un comunicato, con cui il Megafono “ribadisce la volontà  di proseguire  il cammino intrapreso più di un anno fa, imprimendo all’azione comune il senso di una politica di servizio, fatta di buone pratiche e concretezza”. Il gruppo, che fa capo al presidente della Regione, Rosario Crocetta, conferma il proprio supporto a Maria Grazia Cavarra, che guida adesso anche la delega alle Attività produttive, Agricoltura e Pesca. Al sindaco il Megafono assicura la propria “fedeltà”, facendo però, presente, la non condivisione di alcune scelte appena compiute. “Non avvertivamo- chiariscono Sgarlata, Cavarra, Firenze, Burti, Romeo e Casella -l’esigenza di un rimpasto dell’esecutivo con l’apertura a forze moderate, legate a esperienze politiche passate di cui un  Pd siracusano unito, compatto e riformatore avrebbe potuto fare volentieri a meno”. Indispensabile, per i componenti della lista che fa capo a Crocetta, garantire “una democrazia partecipata, l’unica in grado di assicurare un buon governo alla città. Siamo una forza viva- conclude la nota- attenta e rispettosa del patto siglato alla nascita del primo governo di centrosinistra di Siracusa dopo 15 anni, ma non vogliamo rinunciare ad una dialettica costruttiva con il sindaco Garozzo”.
 




Siracusa. Giunta e polemiche. "Non chiamatemi decisionista", lo sfogo di Garozzo viaggia sul web

Una giornata dai toni più morbidi, che serve per metabolizzare quanto accaduto a palazzo Vermexio e in via Socrate, sede del Pd provinciale. A 24 ore dalla composizione della nuova giunta comunale, con la dura posizione assunta dal Partito Democratico, le dimissioni dell’assessore Fabio Moschella, il giuramento dei 4 nuovi componenti dell’esecutivo, adesso privo di esponenti vicini alla segreteria provinciale, il sindaco, Giancarlo Garozzo torna sulle polemiche divampate negli ultimi giorni, dopo la revoca dell’incarico all’ex assessore ai Lavori Pubblici, Alessio Lo Giudice e che hanno raggiunto l’apice ieri, con l’affidamento delle nuove deleghe e il “vado avanti lo stesso” del primo cittadino. Garozzo non ci sta ad essere accusato di “voler fare tutto da solo” e spiega “a chi mi descrive come un decisionista alla Renzi – dice il sindaco  -che non avrei nemmeno il tempo di fare tutto da solo. Questo, però, mi rendo conto, chi non ha mai fatto il sindaco non può saperlo”. Il primo cittadino parla di “accusa assolutamente falsa” e garantisce che “sia la giunta, sia il consiglio comunale possono testimoniare la totale libertà. Un paletto, però lo pongo: l’attività deve corrispondere al programma elettorale”. Essere paragonato al presidente del consiglio, Matteo Renzi è, comunque, per il sindaco, motivo di vanto. “E’ un gran complimento- conclude Garozzo- anche perché i mali della politica sono legati all’annosa questione che nessuno ha mai deciso nulla e che, troppo spessi, si perde tempo in inutili e filosofiche discussioni. E’ vero, noi decidiamo velocemente e andiamo avanti, proprio come Matteo. Comprendo chi non capirà: è un problema per certi versi culturale, per altri generazionale”.




Siracusa. "Mi sono dimesso, ma il Pd sbaglia". L'ex assessore Moschella racconta la sua verità

Una “voce fuori dal coro” quella dell’ex assessore comunale alle Attività Produttive, Fabio Moschella. Il suo partito, il Pd, gli ha chiesto di dimettersi dalla giunta comunale e sabato mattina, come da decisioni assunte dalla direzione e preannunciate da una nota della segretaria provinciale, Carmen Castelluccio, Moschella ha lasciato l’esecutivo. Dice, però, in maniera inequivocabile di non avere condiviso tale scelta, di averla assecondata per  “un profondo senso di rispetto ed educazione politica, ma è doveroso – aggiunge subito dopo – che io esprima il mio dissenso per questa decisione assunta”. L’ormai ex componente della giunta Garozzo è convinto che “la verifica avrebbe dovuto risolversi con una sostanziale riconferma della giunta uscente, di rinnovata fiducia al sindaco, di attenzione agli aspetti programmatici. Questo- sottolinea l’ex assessore- avrebbe dovuto fare il Pd e il sindaco avrebbe compiuto  le sue scelte”. Sbagliato, per Moschella, avere “scelto ancora una volta la tecnica del conflitto con il nemico (Foti che prende il posto di Berlusconi) e rinunciare a svolgere un ruolo propositivo, di vigilanza e controllo”. Ma le parole di Moschella diventano una vera e propria accusa quando racconta che “in tutte le riunioni a cui sono stato invitato dal Pd in quest’anno di esperienza amministrativa, non ci è mai stato chiesto di raccontare il lavoro svolto. Ho trovato- l’ex assessore si fa ancora più chiaro- un gruppo dirigente autoreferenziale, per fortuna con le dovute eccezioni, incartato in logiche di contrapposizioni personali e che, pur ricoprendo responsabilità di governo a Palermo e Roma, bloccato nel regolare conti in sospeso”. Moschella critica il Pd, responsabile, a suo dire, di non “avere mai avanzato, in un anno di attività amministrativa, proposte di governo, né di avere mai espresso un giudizio di merito sul lavoro svolto da palazzo Vermexio”. Dichiarazioni forti, di rammarico, di segno opposto a quello che probabilmente, dopo le sue dimissioni, qualcuno si sarebbe aspettato da Moschella che, a scanso di equivoci, preferisce chiarire la propria posizione, puntando l’indice contro quella che definisce “una discutibile prassi politica”  e contestando- qui il tono si fa sarcastico- la “santificazione dei martiri” . Chiaro, in questo caso, il riferimento alla revoca dell’incarico ad Alessio Lo Giudice, da cui è sfociata l’ “ira” della segreteria provinciale del Pd e, in particolar modo, dei cuperliani, che fanno riferimento al parlamentare Pippo Zappulla e al deputato nazionale, Bruno Marziano.




Siracusa. Pd, Pappalardo: "E' tempo di cambiare. Si segua un percorso unico"

Da una parte l’invito a portare avanti l’attività amministrativa, senza lasciare che le questioni politiche la ostacolino, dall’altra, l’invito ad una gestione diversa delle beghe interne al Pd. Il capogruppo del Partito Democratico al consiglio comunale, Francesco Pappalardo parla della nuova giunta come di un esecutivo “nel segno della continuità. Superata questa fase strutturale- sollecita l’esponente del Pd- si continui a lavorare per la città e i cittadini, attraverso l’attuazione del programma elettorale, senza nessuna interruzione dell’attività di palazzo Vermexio, vocata ad un forte cambiamento”. Pappalardo difende la “politica messa in campo dall’amministrazione, sempre pronta ad un confronto costruttivo con i partiti di opposizione e maggioranza, attraverso un dialogo che si liberi da forme di rallentamento istituzionale, che la gente non capisce”. Entrando nel dettaglio delle vicende interne al Pd, Pappalardo sostiene la necessità di “rimettersi in gioco attraverso confronti e forme di dialogo certi, con coraggio e determinazione, mettendo al centro della politica consapevoli del ruolo a cui siamo chiamati”. Riflessioni apparentemente generiche, a cui Pappalardo aggiunge l’invito ad abbandonare un percorso fatto di “due regole diverse e contrastanti. Non esistono privilegiati e appestati, Renzi, leader indiscusso, ne è la testimonianza- conclude il capogruppo del Pd- E’ tempo di cambiare”.




Siracusa. Previdenza, "Misure specifiche per i lavoratori delle zone industriali con problematiche ambientali"

“Provvedimenti previdenziali in favore dei lavoratori delle zone industriali con problematiche ambientali e aree sin, siti di interesse nazionale”. Li chiede il deputato nazionale del Pd, Pippo Zappulla.Il combinato disposto dei nuovi requisiti di accesso alla pensione previsti dalla cosiddetta riforma Fornero e i processi di ristrutturazione e crisi industriale con l’esubero di migliaia di lavoratori ha prodotto, tra l’altro, il grande dramma dell’esercito dei 55enni con un’età contributiva superiore ai 30 anni. La maggioranza di questi lavoratori si concentra in siti industriali che nel corso dell’ultimo decennio hanno visto un progressivo ridimensionamento produttivo.
Giovedì scorso, 3 luglio, la Camera ha approvato uno specifico ordine del giorno che, per Zappulla, deve adesso trasformarsi in un fatto concreto.




Siracusa. Rimpasto, slittano gli ingressi in giunta. Chiuso il "caso" Maria Grazia Cavarra

Serviranno almeno altre 24 ore prima che il sindaco Giancarlo Garozzo chiuda la “partita” del rimpasto. Sono state, intanto, appianate alcune differenze di vedute all’interno del Megafono. A dettare la linea a Siracusa è l’assessore regionale al Territorio, Maria Rita Sgarlata. Nel confronto con i consiglieri comunali in un primo momento non sarebbe emersa un’unità di vedute sul sostegno a Maria Grazia Cavarra. L’attuale assessore allo sport e alla protezione civile ha però ottenuto in tarda mattina la “riconferma” della fiducia del suo movimento politico di riferimento che non aveva prima escluso la possibilità di chiederle un passo indietro. Testimonianza di fibrillazioni attorno al suo nome la lettera con cui 23 tra associazioni e società sportive hanno pubblicamente chiesto al sindaco di non escluderla dal Garozzo-bis.
Attesa anche per la direzione provinciale del Pd di quest’oggi dove a tenere banco non sono solo gli attacchi al primo cittadino renziano. Sottotraccia prende corpo lo scontro tra area Dem e cuperliani, con tentativo in extremis di aprire una sorta di canale di dialogo con lo stesso Garozzo.
Restano in attesa di entrare in giunta Gianluca Scrofani (Udc) e Antonio Grasso (Garozzo Sindaco). Primi rumors attorno alla rubrica del Bilancio. Proprio il giovane esponente dello scudocrociato potrebbe essere chiamato a raccogliere l’eredità di Santi Pane. La poca esperienza in materia potrebbe, però, alla fine convincere il sindaco a rivolgersi ad un fedelissimo (Gambuzza?) cui mettere accanto un tecnico esperto.




Siracusa. Giunta Garozzo, si dimettono Pane e Giansiracusa

Prosegue secondo gli step anticipati il percorso verso il rimpasto della giunta comunale retta dal sindaco, Giancarlo Garozzo. Gli assessori al Bilancio e all’Urbanistica, Santi Pane e Paolo Giansiracusa, hanno formalizzato le loro dimissioni dalla giunta comunale. La consegna della lettera nelle mani del vice segretario generale, Loredana Caligiore, è avvenuta nella tarda mattinata, dopo una riunione di giunta che è stata presieduta dal vice sindaco, Francesco Italia.
Da Roma, dove si trova per impegni istituzionali, ai due ex assessori, da parte del sindaco Giancarlo Garozzo, è giunto il ringraziamento per il lavoro svolto.
“ Giansiracusa e Pane – afferma il sindaco Garozzo – hanno saputo cogliere la delicatezza del momento e li ringrazio per la sensibilità dimostrata in questo passaggio, così come hanno fatto nell’anno di collaborazione nell’Amministrazione. Paolo e Santi hanno saputo interpretare al meglio lo spirito della nostra azione e del programma elettorale e li ho particolarmente apprezzati per il prezioso contributo dato nella stesura delle modifiche al piano regolatore generale, il primo, e della razionalizzazione della spesa, il secondo. Anche se non saranno più assessori, continueranno a collaborare con il Comune nelle forme più idonee alla valorizzazione delle rispettive competenze.
“La formalizzazione di queste dimissioni – conclude il sindaco Garozzo – aiuta a superare questa delicata fase poiché riusciremo a riequilibrare i rapporti nel consiglio comunale in modo che siano più rispondenti all’attuale geografia politica”. In giunta dovrebbero entrare subito Gianluca Scrofani e Antonio Grasso. Dopo la revoca dell’incarico all’ex assessore ai Lavori Pubblici, Alessio Lo Giudice sono, però, tre i posti da riattribuire. (leggi qui)




Siracusa, scintille Garozzo-Lo Giudice. Il giorno dopo la revoca, i due si "pizzicano" a distanza

E’ ormai insanabile la spaccatura interna al Pd provinciale. La revoca dell’incarico di assessore ai Lavori Pubblici ad Alessio Lo Giudice, decisa dal sindaco Giancarlo Garozzo, ha fatto infuriare l’area cuperliana del Partito Democratico di cui Lo Giudice  è espressione. Si preannuncia allora una guerra senza esclusione di colpi, con il coinvolgimento, alla stregua di quanto accaduto per le vicende congressuali, degli organismi regionali e nazionali del partito.
Poche ore dopo i comunicati stampa e le prese di posizione, gli animi restano accesi. E le posizioni dei due principali protagonisti di questa vicenda politica sembrano ancor più distanti e praticamente inconciliabili. Lo Giudice, che questa mattina ha materialmente ricevuto il provvedimento di revoca, non ritiene valide le motivazioni addotte da Garozzo. Il sindaco ha parlato di una esclusione non legata al valore del lavoro svolto ma ad una situazione politica “ormai intollerabile”, con la componente del Pd che fa capo ai deputati nazionale e regionale, Pippo Zappulla e Bruno Marziano, “sempre pronta, da sei mesi a questa parte, ad attaccare con forza l’amministrazione comunale in cui, paradossalmente, rappresentano la maggioranza. Non è possibile pretendere di mantenere un ruolo che presuppone la condivisione di obiettivi e metodi e, al contempo- osserva Garozzo- fare un’opposizione dura e con contenuti scomposti e falsi”. Il riferimento, che è anche la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, è alla conferenza stampa organizzata ieri mattina dalla consigliera Simona Princiotta insieme a Pippo Zappulla. Garozzo non sembra preoccupato dalle dichiarazioni rilasciate ieri sera, a caldo, da Bruno Marziano, secondo cui “il sindaco, più che mettere un assessore fuori dalla giunta, si è messo fuori dal Pd”. Secca la replica. “Non spetta di certo al parlamentare dell’Ars- replica il primo cittadino – decidere chi appartiene e chi no al Partito Democratico. Lo si chieda, eventualmente, al segretario nazionale”.
Lo Giudice, dal canto suo, esprime tutto il suo rammarico per la decisione assunta da Garozzo. Parla di “logiche vecchie, ormai insopportabili, tipiche della Prima Repubblica e della vecchia Dc”. L’oramai ex assessore ai Lavori Pubblici accusa il sindaco di “non essersi comportato da rottamatore e innovatore. Avrebbe dovuto dimostrarlo in occasioni come questa e invece si è lasciato guidare dalle logiche politiche già viste e che hanno distrutto, nel tempo, questa città”. L’ex esponente dell’esecutivo di palazzo Vermexio critica anche la richiesta di dimissioni in bianco agli assessori della giunta. “Io non ho seguito questo indirizzo- spiega- perché è un’impostazione sbagliata, ancora una volta da vecchia DC e priva di valore dal punto di vista giuridico”.
Stessa accusa, ma nei confronti di Lo Giudice, quella che il sindaco muove. “Le logiche vecchie e distruttive- replica il primo cittadino- sono proprio quelle che segue lui, che senza sentire mai l’esigenza di prendere le distanze da chi continuamente attaccava l’amministrazione di cui faceva parte, pretenderebbe di essere intoccabile e continua a rispondere a chi gestisce percorsi discutibili. Ho il dovere di garantire serenità alla giunta. Proprio perché scelgo la discontinuità, preferisco sgomberare il campo da ogni equivoco e garantire l’interesse della città”.




Siracusa. Contro Garozzo anche Pippo Gianni. Dura nota del deputato regionale

Bordate sul sindaco di Siracusa arrivano non solo dal Pd. Anche il deputato regionale di Centro Democratico, Pippo Gianni, mette il primo cittadino al centro del suo mirino dopo il caso Lo Giudice. “La democrazia al comune di Siracusa, col sindaco Garozzo, è diventata un optional”, commenta Gianni. “Senza il sostegno convinto del centro sinistra e dei suoi alleati non avrebbe mai vinto le elezioni”, aggiunge subito dopo.  La nota di Pippo Gianni è durissima, accusa Garozzo di  “arroganza e incompetenza”, lo chiama “copione del lavoro degli altri, uno per tutti la nota vicenda del documento di programmazione, che ha ridicolizzato anche sulla stampa nazionale la persona del sindaco ed inevitabilmente la città di Siracusa. Incapace di assumersi responsabilità, sta conducendo l’amministrazione verso il disastro finanziario”. Per il deputato regionale, Siracusa “ha bisogno urgente di ripristinare il confronto democratico, in primo luogo tra le forze che hanno eletto questo sindachino, e poi tra tutte le forze politiche affinché possa finalmente avere un Governo cittadino degno e capace”.