Agricoltura, Scerra (M5S): “Pac, modeste variazioni. “Sud ancora penalizzato”

“Resto sorpreso dal giubilo con cui il Governo racconta le modeste variazioni al bilancio europeo sulla Politica Agricola Comune (Pac). Parlano di vittoria quando è evidente che non c’è davvero nulla da celebrare”. Lo dice il parlamentare del Movimento 5 Stelle e questore della Camera dei deputati, Filippo Scerra.
“Non c’è un solo euro in più nel fondo unico in cui sono racchiusi i fondi di coesione e quelli per l’agricoltura. La Commissione europea non stanzia nuove risorse, sposta fondi dalle politiche di coesione che così vengono sottratti a territori e sviluppo locale. E il sacrificio principale spetta alle regioni del Sud, come troppo spesso accade. E pensare che a dicembre la presidente Meloni mi aveva risposto, anche con toni piccati, sostenendo di non essere affatto contro il Mezzogiorno”, prosegue Scerra.
“I famosi 45 miliardi a partire dal 2028 non sono soldi aggiuntivi, ma risorse già esistenti e semplicemente anticipate per ottenere il via libera italiano all’accordo Mercosur. Un accordo che non garantisce regole uguali per tutti e rischia di spalancare le porte a prodotti realizzati con standard più bassi, uso di pesticidi vietati in Europa e potenziali rischi per la salute dei consumatori. Altro che tutela del made in Italy: siamo di fronte a una potenziale concorrenza sleale legalizzata. Noi stiamo dalla parte di chi difende i redditi agricoli, la qualità delle produzioni e la vera ‘sovranità’ alimentare del Paese. Continueremo a lottare per la tutela dei nostri agricoltori, delle politiche di coesione e per lo sviluppo delle regioni del Mezzogiorno”.




Centri storici e mutui a interessi zero: Auteri (DC), Gennuso e Lanteri (FI), “Misura per i giovani”

“Con l’approvazione dell’articolo 37 della Finanziaria, la Sicilia compie un passo importante nella direzione della rigenerazione dei centri storici e del sostegno concreto alle giovani coppie, che potranno beneficiare di una serie di incentivi e dell’azzeramento totale degli interessi sui mutui”. Lo dichiarano i deputati regionali Riccardo Gennuso e Luisa Lanteri di Forza Italia e Carlo Auteri della Democrazia Cristiana, commentando la misura che introduce mutui a interessi zero per il recupero e la riqualificazione degli immobili nei centri storici dell’Isola.
Il provvedimento prevede l’azzeramento totale degli interessi sui mutui fino a 300 mila euro che sono destinati a interventi di restauro, recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio storico. “È una misura di grande valore sociale ed economico – evidenzia Gennuso – perché mette al centro i giovani, le famiglie e chi sceglie di restare o tornare a investire in Sicilia. Un segnale chiaro di attenzione verso le nuove generazioni e verso la rinascita delle nostre città e dei loro centri storici”.
Per Lanteri, si tratta di uno “strumento concreto per restituire vita e dignità ai centri storici, troppo spesso abbandonati o dimenticati. Investire nel loro recupero significa tutelare l’identità dei territori e creare nuove opportunità abitative e sociali. È una scelta che coniuga tradizione, sostenibilità e futuro”.
“La valorizzazione dei centri storici – dice invece Auteri – è una priorità strategica per contrastare lo spopolamento e rilanciare le comunità locali. Con questa misura offriamo incentivi reali a chi decide di recuperare il patrimonio edilizio esistente, trasformandolo in una risorsa viva. È un intervento che rafforza il legame tra territorio, sicurezza e sviluppo”.
La misura approvata è rivolta in particolare alle coppie under 35, con un Isee fino a 40 mila euro, che intendono acquistare la prima casa e impegnarsi a risiedervi stabilmente. Sono inoltre previsti incentivi per l’efficientamento energetico degli immobili, con l’obiettivo di raggiungere le classi A1–A4, e per la messa in sicurezza antisismica, contribuendo così a rendere le abitazioni più sostenibili e sicure.
“Ringraziamo il presidente Renato Schifani e l’intero Governo regionale – concludono i tre deputati regionali – per il lavoro concreto portato avanti. Questa norma dimostra che la politica può dare risposte reali, partendo dalle radici della nostra terra e guardando al futuro”.




Agricoltura, Cannata (FdI): “Più risorse e più tutele per il settore in Italia”

“L’agricoltura italiana torna al centro delle politiche europee e nazionali. Il rafforzamento della Politica Agricola Comune nel nuovo quadro finanziario UE rappresenta una vittoria politica concreta. La notizia è di ieri e vede nessun taglio alla PAC e circa 10 miliardi di euro in più per l’agricoltura italiana nei prossimi anni”. A dirlo è il parlamentare di Fratelli d’Italia, Luca Cannata.
“Un risultato ottenuto grazie al lavoro serio e determinato del nostro Governo Meloni e del ministro Francesco Lollobrigida- prosegue- che hanno riportato a Bruxelles una linea chiara in questi anni: difendere chi produce, chi lavora la terra e chi custodisce il territorio. Accanto alle risorse europee, il Governo ha messo in campo con la manovra finanziaria approvata per il 2026 misure concrete a tutela del Made in Italy: proroga dell’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta per riso, pasta, pomodoro, latte e derivati;
difesa della trasparenza per i consumatori;
valorizzazione del lavoro di agricoltori e allevatori italiani; contrasto alle pratiche sleali lungo la filiera”. Il deputato di FdI continua con altre considerazioni. “Tutto questo -sostiene- è perfettamente coerente con l’impegno assunto dall’Italia nel G7 Agricoltura, ospitato proprio a Siracusa con una vetrina internazionale straordinaria per i nostri prodotti, per la nostra filiera e per il ruolo strategico dell’agricoltura italiana nel mondo. Da Siracusa è partito un messaggio chiaro: l’agricoltura al centro è la soluzione. Accanto alle risorse europee, la Manovra 2026 e i provvedimenti collegati mettono in campo misure concrete e mirate per il comparto agricolo e nello specifico: ZES agricola e credito d’imposta per il Mezzogiorno, Estensione e rafforzamento degli incentivi ZES anche alle imprese agricole e agroalimentari del Sud, con credito d’imposta sugli investimenti per macchinari, impianti e strutture produttive. Una leva decisiva per attrarre investimenti, creare occupazione e rafforzare le filiere territoriali.
Stabilizzazione delle agevolazioni contributive per il lavoro agricolo stagionale e riduzione del costo del lavoro per le imprese del settore, per sostenere l’occupazione regolare e contrastare il lavoro irregolare. Acqua, infrastrutture e contrasto alla siccità. Rifinanziamento degli interventi per la gestione delle risorse idriche, l’efficientamento dei sistemi irrigui e la resilienza ai cambiamenti climatici, a tutela delle produzioni e del territorio.
Potenziamento degli strumenti di gestione del rischio, dai fondi mutualistici alle assicurazioni agevolate contro eventi climatici estremi, per dare maggiore stabilità alle imprese agricole e agli allevatori. Confermate le agevolazioni per il gasolio agricolo. Semplificazione e fiscalità agricola. Conferma dei regimi fiscali agevolati per gli imprenditori agricoli e snellimento delle procedure per l’accesso a contributi e incentivi: meno burocrazia, più tempo per produrre.” Cannata conclude: “Siracusa protagonista, l’Italia autorevole in Europa, l’agricoltura finalmente rispettata. Avanti così, a difesa del Made in Italy e di chi ogni giorno produce qualità”




Liste d’attesa, Gilistro (M5S): “La Corte dei Conti smentisce la Regione”

“La relazione della Corte dei Conti certifica quello che i cittadini siciliani vivono sulla propria pelle ogni giorno: le liste d’attesa nella sanità pubblica non sono state recuperate, nonostante i proclami del governo Schifani e lo stanziamento di decine di milioni di euro. Anzi, emergono dati talmente incongruenti da far dubitare seriamente della loro attendibilità”. Lo dichiara il deputato regionale Carlo Gilistro (Movimento 5 Stelle) commentando il dossier della magistratura contabile sulla gestione delle liste d’attesa in Sicilia.
“Secondo i numeri trasmessi da Asp e ospedali e finiti sui giornali – prosegue Gilistro – alcune strutture avrebbero recuperato l’89, il 100 o addirittura oltre il 300 per cento delle prestazioni arretrate. Al Policlinico di Palermo si parla di un incredibile 334%, mentre sul fronte dei ricoveri programmati mai effettuati si arriva a percentuali surreali come 377% a Siracusa, 804% al Policlinico di Palermo. Dati che la stessa Corte dei Conti definisce di ‘dubbia attendibilità’. È un eufemismo”.
Per Gilistro “siamo di fronte a un tentativo, forse maldestro, di dimostrare un recupero che nei fatti non c’è mai stato. Perché se davvero le liste d’attesa fossero state azzerate, i siciliani non sarebbero costretti ad attendere mesi per una visita o un esame, spesso anche salvavita, oppure a rivolgersi ai privati pagando di tasca propria”.
Il deputato cinquestelle sottolinea come “la Corte dei Conti abbia smontato pezzo per pezzo la narrazione trionfalistica del governo regionale. Dei 54 milioni di euro stanziati per il recupero dei ritardi accumulati tra il 2020 e il 2024, non c’è traccia nei risultati reali. E ancora più grave è quanto emerge sugli screening di prevenzione: quasi 800mila esami mai effettuati negli anni del Covid e successivi, con un recupero fermo ad appena il 20%. Un dato drammatico che avrà conseguenze pesantissime sulla salute dei siciliani”.
In un sistema delicato come quello sanitario, “la fiducia e la credibilità sono fondamentali. Come possono i cittadini fidarsi di un’amministrazione che viene smentita dalla magistratura contabile su fattori così cruciali? Basta prese in giro. Basta propaganda sulla pelle delle persone”, sbotta Gilistro.
Il deputato M5S punta infine il dito contro “un sistema che continua a funzionare male, nonostante l’impegno quotidiano di medici, infermieri ed operatori sanitari che nulla hanno a che vedere con queste inefficienze e con queste gravi inadempienze. Il governo Schifani – conclude Gilistro – dovrà spiegare alla Corte dei Conti ed ai siciliani perché i dati forniti non tornano e dove siano finiti i risultati promessi e le somme spese. Noi continueremo a vigilare e a denunciare. Perchè la sanità pubblica non può essere trasformata in un racconto di fantasia mentre la gente resta in disperata atte




Maratona al Consiglio comunale di Siracusa. Alle 5.30 del mattino approvato il bilancio

Il consiglio comunale di Siracusa ha approvato, nel corso della notte, il bilancio triennale di previsione 2026-28, dunque in anticipo rispetto all’inizio dell’esercizio amministrativo. Sono stati 15 i voti favorevoli, 4 i contrari e 5 gli astenuti. Il provvedimento è un atto complesso perché la parte finanziaria è corredata dal Documento unico di programmazione al quale, a sua volta, sono stati allegati il Piano triennale delle opere pubbliche, il Piano triennale dei servizi e e delle forniture e il Piano triennale delle alienazioni e valorizzazione dei beni patrimoniali. Subito dopo l’approvazione del bilancio, l’Aula ha dato il via libera anche al Piano di miglioramento dell’efficienza della Polizia municipale per il triennio 2025-27 e alla sua immediata esecutività. Entrambi questi atti sono passati all’unanimità.




A Priolo Gargallo bocciato Documento Unico di Programmazione. No anche al Bilancio

Nella seduta di ieri sera del Civico Consesso, con 8 voti contrari, l’opposizione ha bocciato il DUP, documento fondamentale che definisce la strategia e gli obiettivi di un Ente, propedeutico all’approvazione del bilancio. “Bocciando il DUP, il Documento Unico di Programmazione, l’opposizione al Consiglio comunale di Priolo Gargallo ha bocciato di fatto anche il bilancio”. È quanto si legge in una nota diffusa dall’Amministrazione comunale. Come conseguenza, il Comune di Priolo perderà la premialita’ e dovrà lavorare in dodicesimi.




Manovra 2026, Cannata (Fdi): “Scelta di responsabilità in contesto economico complesso””

“Una scelta di responsabilità, maturata in un contesto economico complesso”.
E’ il commento del parlamentare Luca Cannata di Fratelli d’Italia, relativo alla Manovra 2026 approvata dal Parlamento. Al termine di una lunga notte di lavori in aula, il vicepresidente della Commissione Bilancio alla Camera, parla di una “Legge di Bilancio costruita con serietà. Abbiamo concentrato le risorse disponibili su ciò che serve davvero agli italiani, scegliendo meno slogan e più fatti”. La manovra interviene in modo diretto su lavoro, famiglie, imprese, sanità, scuola e sicurezza, con una particolare attenzione al Mezzogiorno. Sul fronte del lavoro è previsto un taglio dell’Irpef che può arrivare fino a 440 euro annui per i redditi medio-bassi, accompagnato da misure pensate per favorire produttività e stabilità occupazionale. Per le famiglie e la natalità viene rafforzato il bonus mamme, che passa da 40 a 60 euro mensili, e si introduce una maggiore tutela per l’acquisto della prima casa, che viene esclusa dal calcolo Isee entro determinate soglie. Prevista anche più flessibilità nei congedi e nell’organizzazione del lavoro.
Importanti gli interventi su scuola e sanità. La manovra prevede sostegni per l’acquisto dei libri di testo alle famiglie con redditi medio-bassi e uno stanziamento aggiuntivo di due miliardi di euro per il Fondo Sanitario Nazionale, destinato a ridurre le liste d’attesa e a potenziare personale e servizi sul territorio. Ampio spazio è riservato anche allo sviluppo economico. Viene confermata la ZES Unica fino al 2028, con strumenti di credito d’imposta e incentivi alle assunzioni, mentre la Transizione 4.0 viene rifinanziata con 1,3 miliardi di euro per sostenere innovazione e competitività delle imprese. Attenzione anche ad agricoltura e pesca, con una ZES agricola nel 2026 e misure dedicate alla tutela e valorizzazione delle produzioni.
Sul fronte della sicurezza, infine, sono stati stanziati 904 milioni di euro per il rafforzamento dei presìdi territoriali e la gestione delle emergenze. “Non è una manovra facile né miracolistica – conclude Cannata – ma è una manovra onesta, che tiene insieme conti pubblici e bisogni reali. C’è ancora tanto da fare, ma con questo provvedimento il nostro Governo Meloni ha compiuto un passo avanti per dare certezze, sostenere famiglie e imprese e rafforzare il sistema Paese. Andiamo avanti su questa strada”.




Gennuso (FI): “Nuovo ospedale, dalla Regione altro segno di attenzione ai siracusani”

“È un ulteriore segnale di attenzione e responsabilità verso la salute dei cittadini di Siracusa e della provincia da parte del Presidente Renato Schifani e della sua squadra di Governo”. Così il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso, commenta lo stanziamento approvato dalla giunta Schifani. Le nuove somme regionali sostituiscono l’impegno finanziario di circa 47 milioni di euro inizialmente assunto dall’Asp di Siracusa che così non dovrà ricorrere a fondi propri.
“Ringrazio il presidente Renato Schifani e l’assessore alla Salute Daniela Faraoni per aver completato il finanziamento di un’opera strategica – aggiunge Gennuso – evitando che l’Azienda sanitaria debba ricorrere a fondi propri e liberando così risorse da investire direttamente nella sanità del territorio. È la prova che questo Governo regionale mette al centro dei propri interventi il diritto alla salute dei cittadini, assicurando strutture moderne ed efficienti. Il nuovo ospedale di Siracusa, che prevede un investimento complessivo di 420 milioni di euro, è così interamente finanziato con fondi nazionali e regionali, permettendo all’Asp di Siracusa di liberare risorse da poter investire nella sanità provinciale”, aggiunge Gennuso.
A questo punto, si attende l’accordo con i Ministeri dell’Economia e della Salute per rendere disponibili e liquide tutte le somme destinate al nuovo ospedale di Siracusa (circa 372 milioni di euro complessivi), in modo da consentire alla struttura commissariale di avviare le procedure di gara per l’affidamento dei lavori di costruzione.




Bilancio comunale, FdI: “Maggioranza senza numeri, grave responsabilità politica”

“La seduta di Consiglio comunale dedicata al bilancio, iniziata alle ore 10.00 del mattino e conclusasi solo alle 23.45, rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’inefficienza e della confusione che caratterizzano l’azione della maggioranza”. Lo dice il coordinatore cittadino di FdI e consigliere comunale Paolo Romano. “Dopo una giornata estenuante di lavori, è stata proprio la maggioranza a far venire meno il numero legale, interrompendo inspiegabilmente la seduta e bloccando l’iter di approvazione del bilancio. Un fatto grave e politicamente irresponsabile, soprattutto considerando che la maggioranza stessa aveva poco prima portato in aula un provvedimento del tutto inusuale, nel quale sono stati fatti confluire, in un’unica proposta, diversi atti e provvedimenti cardine per l’ente. Un metodo che giudichiamo inaccettabile”, taglia corto Romano secondo cui “accorpare decisioni fondamentali in un solo atto, senza il necessario confronto e con evidenti forzature procedurali, significa mortificare il ruolo del Consiglio comunale e compromettere la trasparenza amministrativa”.
Quanto al bilancio arrivato in aula, “presenta già forti criticità, carenze di visione e scarsa capacità di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini. La mancanza di numeri e di compattezza all’interno della maggioranza certifica un fallimento politico che ora si riflette direttamente sul funzionamento dell’ente”.
Sempre da FdI, il consigliere Paolo Cavallaro apprezza invece “il principio del rispetto del lavoro della commissione, da chiunque provengano le proposte, e della volontà dei consiglieri che si sono espressi in aula votando un atto di indirizzo. Ritengo fondamentale che l’Amministrazione attiva recepisca in automatico nei propri atti programmatori tutte le proposte che vengono dalle commissioni e dal consiglio comunale, inserendole nel Dup e appostando le somme in bilancio. Da chiunque venga la proposta, una volta esitata favorevolmente, la stessa deve trovare realizzazione e prima ancora ingresso negli atti programmatori. Non è solo questione di garbo istituzionale ma anche di rispetto della volontà popolare che si esprime attraverso i suoi rappresentanti”.
Cavallaro fa riferimento agli emendamenti al Documento unico di programmazione (DUP) proposti dalla seconda commissione – di cui è componente – che hanno avuto il via libera anche del Consiglio comunale. Ad esempio, la valorizzazione della Balza Acradina, della valorizzazione del gemellaggio con la città di Wurzburg, dell’intitolazione del teatro comunale ad una personalità illustre nel campo delle arti, attraverso una procedura di consultazione popolare e il vaglio di una commissione tecnica, dell’affidamento a terzi della ristrutturazione e della gestione dei bagni comunali, del progetto sperimentale di scuolabus nelle aree più disagiate.
“Ringrazio tutti i consiglieri che in commissione hanno espresso voto favorevole alle mie proposte, unitamente al Presidente Boscarino che dall’inizio della consiliatura presiede la commissione con serietà e imparzialità, che hanno lavorato e contribuito con impegno a elaborare tante proposte che vanno nell’interesse del territorio. E ringrazio tutti i consiglieri che ieri hanno espresso voto favorevole in aula”, conclude Cavallaro.




Bilancio di previsione all’esame del Consiglio comunale: oltre 300 gli emendamenti. Tutti i numeri

È iniziata stamattina in consiglio comunale, in anticipo rispetto all’anno di riferimento, la discussione sul bilancio triennale di previsione 2026-28. La proposta è un documento complesso poiché lo strumento finanziario è corredato dal Dup, nel quale viene esplicitata la programmazione dell’Ente partendo dal “Programma di mandato” del sindaco. Al Dup, a sua volta, sono stati allegati il Piano triennale delle opere pubbliche, il Piano triennale dei servizi e delle forniture e il Piano triennale delle alienazioni e valorizzazione dei beni patrimoniali. Sulla proposta sono stati presenti oltre 300 emendamenti, 193 riferiti al Documento unico di programmazione e 111 sul bilancio vero e proprio. La circostanza ha portato il presidente del consiglio comunale, Alessandro Di Mauro, a proporre, nella battute iniziali della seduta, di limitare la durata dei tempi della discussione sui singoli emendamenti, soluzione respinta dall’opposizione ma che poi è passata con 19 sì e 11 voti contrari. A illustrare in chiave politica il bilancio di previsione sono stati il sindaco Francesco Italia e l’assessore Pierpaolo Coppa. Italia ha sottolineato l’importanza di avere portato in aula, lo strumento finanziario entro la fine dell’anno precedente, risultato reso possibile dal fatto che la macchina amministrativa comunale, in tutte le componenti, ha dato il suo contributo. Non si tratta, ha detto, di una medaglia da appendersi al petto ma di una prova di serietà poiché, anche se la scadenza era stata fissata al 28 febbraio, anticipando i tempi sarà possibile lavorare da subito alla realizzazione di “ciò che i cittadini ci chiedono per migliorare la loro vita”. Lo strumento finanziario per il triennio 2026-28 prevede entrate complessive per 271 milioni di euro. Le poste delle entrate sono così suddivise: tributi 93 milioni di cui 30 milioni provenienti dall’Imu, 34 dalla Tari, 9 dall’addizionale comunale Irpef, 2,6 dall’Imposta di soggiorno, 16 dai fondi perequativi statali; 34 milioni di euro sono le entrate da trasferimenti, di cui 12 dallo Stato e 22 da altre amministrazioni; 34 milioni sono anche le entrate extratributarie, le cui voci più consistenti sono i 14 milioni di proventi dalla gestione dell’Ente e i 13 dalle attività di controllo e repressione delle irregolarità e tra questi anche le violazione al codice della strada. E infine ammontano a circa 34 milioni anche le entrate in conto capitale per finanziare gli investimenti.
Sul fronte delle uscite, pesano per 159 milioni le spese correnti le cui principali voci sono: gli 83 milioni destinati all’acquisto di beni e servizi, i 31 per stipendi e contributi e i 24 accantonati per il fondo crediti di dubbia esigibilità. Ammontano, poi, a 3,3 milioni i rimborsi per i mutui e a 34 milioni le spese per investimenti. Nel bilancio è stata prevista, tra le spese, la quota del disavanzo di amministrazione, pari a 683 mila 782 euro derivante dal riaccertamento straordinario dei residui a seguito dell’entrata in vigore della contabilità armonizzata. Sulla parte generale, dai banchi sono intervenuti Paolo Romano, Zappulla, La Runa, Marino, Greco, De Simone, Milazzo e Burti.