Abuso dei cellulari in tenera età, esperti a convegno alla Camera. Gilistro: “Il nostro un grido d’allarme”

“Smartphone e minori, i rischi e le prospettive”: è il titolo del convegno che si svolgerà a partire dalle 9.30 di domani alla Camera dei deputati. Pediatri, psichiatri, sociologi e parlamentari illustreranno il pericolo derivante dall’abuso delle apparecchiature digitali da parte dei bambini. L’incontro è stato organizzato dal deputato M5S Filippo Scerra, che a Montecitorio ha presentato un ddl che mira a regolamentare l’uso di smartphone e tablet in tenera età.
La proposta di legge romana ha comunque la sua origine in Sicilia, dove il deputato-pediatra M5S, Carlo Gilistro, ha depositato all’Ars un disegno di legge- voto che ha avuto già il via libera in commissione Salute e che punta a vietare l’uso delle apparecchiature digitali ai bambini fino a tre anni di età e a limitarne fortemente l’utilizzo in età adolescenziale.
“Siamo consapevoli – dice Gilistro – che un divieto del genere è difficile da fare rispettare e quindi da sanzionare: ma la nostra vuole essere soprattutto una provocazione, un disperato grido d’allarme che risuoni forte nelle orecchie dei genitori che molto spesso scambiano un cellulare per un baby-sitter e, per tenerli buoni, affidano ai propri figli, anche molto piccoli, uno smartphone o un iPad, non sapendo che rischiano di minare per sempre la loro salute psico-fisica”.
Sarà possibile seguire il convegno online dal sito della Camera, all’indirizzo webtv.camera.it




Scerra ad assemblea Confartigianato: “Abbassare soglia investimento Zes e rendere strutturale decontribuzione Sud”

“I nostri artigiani sono una risorsa fondamentale dell’economia. Affrontano mille difficoltà ogni giorno e coriacei contribuiscono in modo determinante a sostenere il tessuto produttivo del Paese”. A dirlo è il parlamentare Filippo Scerra (M5S), partecipando all’assemblea nazionale di Confartigianato. Durante l’incontro, si è anche soffermato con il presidente di Confartigianato Sicilia, Daniele La Porta, e con il segretario provinciale di Confartigianato Siracusa, Enzo Caschetto.
Tra le proposte principali, il parlamentare Scerra ha evidenziato la necessità di abbassare la soglia di investimento per potere usufruire del credito d’imposta Zes. “La normativa richiede oggi un minimo di 200mila euro: troppo per un’impresa artigiana del Sud Italia. E così decine di migliaia di aziende si trovano tagliate fuori dal beneficio. Per questo, con un mio emendamento, ho proposto di portare a 100mila euro la soglia minima, in modo da rendere la misura realmente utile per spingere e sostenere gli investimenti in Sicilia e nel Mezzogiorno”, spiega Scerra.
Sul tema della Zes, lo stesso esponente pentastellato siracusano ha presentato un emendamento per consentire alle imprese di usufruire del credito di imposta anche per investimenti di beni strumentali, non solo per l’acquisto di immobili, ed anche in caso di ristrutturazione, ad esempio, di un capannone. “Così – spiega Scerra – si incentiva il recupero di immobili esistenti e si limita il consumo del suolo”.
Per il deputato cinquestelle è importante, poi, superare il vincolo imposto dal decreto Sud, per cui Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% dell’investimento agevolato. “L’acquisto di uno stabilimento o la sua ristrutturazione assorbe buona parte dell’investimento di partenza di un’attività produttiva. Fissare limiti significa escludere buona parte dei progetti ed essere scollegati dalle realtà del Mezzogiorno”.
Ed a proposito del tessuto economico del Mezzogiorno, “è anche necessario rendere strutturale decontribuzione sud, in scadenza a dicembre. Finalmente anche la politica regionale ha iniziato a comprendere l’importanza di quello strumento, utile per favorire le assunzioni, stimolando il governo Meloni per una proroga. Come fatto nei mesi scorsi, sono pronto a sollecitare nuovamente la necessità di rendere strutturale la misura, il cui positivo impatto è tutto nei numeri, eppure inopinatamente definanziata”.




Qualità dell’aria, seduta aperta del consiglio comunale. Burti: “Non abbassare la guardia”

La qualità dell’aria a Siracusa e le prospettive in termini di gestione della zona industriale, tra bonifiche e riconversione. Il consiglio comunale si è riunito ieri in seduta aperta per fare il punto della situazione, come richiesto dalla Commissione Consiliare Ambiente, soprattutto a seguito di due episodi che hanno allarmato la cittadinanza: l’incendio a ridosso dell’area ex Spero e la pioggia oleosa dello scorso agosto. Il presidente (dimissionario) della commissione, Cosimo Burti racconta di un lavoro certosino condotto dal gruppo di lavoro durante l’anno e dell’esigenza di affrontare la questione inquinamento in maniera costante e non “a spot”. La richiesta sarebbe quella di un tavolo di confronto permanente e di una costante informazione ai cittadini. Secondo Burti, il nuovo sistema di Mobilità a Siracusa non starebbe producendo buoni risultati in termini di qualità dell’area, appesantendo, anziché rendendo più fluido, il traffico veicolare. Scarsa, a suo dire, sarebbe anche “la gestione del verde, che necessiterebbe di nuove piantumazioni in grado di ridurre la concentrazione di anidride carbonica”. Il confronto di ieri sera si è concentrato anche sui dati della qualità dell’aria. Di questo ha parlato, tra gli altri, Mario Lazzaro in rappresentanza del Cipa, il consorzio per la protezione dell’ambiente di cui fanno parte anche i rappresentanti delle aziende della zona industriale. “Controllore e controllato- fa notare Burti -coincidono, aspetto che non lascia particolarmente tranquilli” .Lazzaro ha messo a confronto i dati relativi alle emissioni nel territorio di Siracusa con realtà come le città metropolitane siciliane o alcune realtà del nord Italia, evidenziando come numeri come quelli relativi al benzene siano, a Siracusa, ben al di sotto rispetto a città come Ravenna, in Emilia Romagna, Catania o Palermo, per restare in regione. Tra i responsabili delle molestie olfattive figura l’idrogeno solforato. A questo proposito, Lazzaro ha puntualizzato che l’olfatto è in grado di percepirlo già in concentrazioni minime e ben al di sotto dei parametri stabiliti.

Da rilanciare e rendere ancor più noto ai cittadini, secondo Arpa, rappresentata ieri da Marcello Farina, il progetto Nose, l’app a cui chiunque può segnalare forti odori di presunta natura industriale percepiti, affinché siano avviati i dovuti controlli. Farina ha messo in evidenza il tema delle bonifiche, i cui percorsi procedono troppo a rilento, a causa di una burocrazia particolarmente complesse.Non ha preso parte alla seduta l’Asp, invitata anche per rendere noti i dati aggiornati del Registro Tumori. A proposito dell’incidente del 26 agosto scorso, il responsabile delle relazioni esterne di Isab, Luigi Cappellani ha confermato che gli impianti della raffineria sono “dotati di analizzatore, strumento che preleva un campione d’aria ogni cinque secondi, lo analizza e restituisce il dato grezzo, a disposizione h24 dell’ente di controllo. Le nostre emissioni, quindi- ha ribadito- sono in qualunque momento verificabili. Quello di agosto è stato un incidente, non il segno di un disimpegno da parte dell’azienda, che vuole restare sul territorio e sta rivedendo la propria conformazione impiantistica per rispondere alle nuove esigenze di mercato”.




Industria, il Ministero si scorda dei sindaci: “Dimenticanza a cui porre rimedio”

Alla luce del mancato invito a partecipare ai tavoli tecnici convocati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (clicca qui), i sindaci di Siracusa, Melilli, Augusta e Priolo (Francesco Italia, Giuseppe Carta, Giuseppe Di Mare, Pippo Gianni) fanno sentire la loro voce con una lettera al ministro Adolfo Urso.
A Roma, lo scorso 21 novembre si è parlato dell’Ias mentre il 3 dicembre il tavolo esaminerà il caso Versalis mentre giorno 5 dicembre convocato focus sulla chimica italiana. Tre appuntamenti importanti a cui i sindaci non sono stati chiamati a partecipare. Una dimenticanza a cui bisogna prontamente porre rimedio.
“I territori subiscono in prima battuta non solo l’impatto ambientale ma la ricaduta sociale. Nelle nostre zone si lavoro e spesso ci si ammala – dichiarano in un comunicato congiunto i sindaci – i nostri territori da anni attendono bonifiche, investimenti e riconversioni (un esempio per tutti la rada di Augusta). Le preoccupazioni dei cittadini devono trovare risposte e la nostra esclusione dai tavoli, dove si dovrebbe concertare il futuro della nostra Sicilia orientale, ci impedisce di svolgere appieno il nostro incarico. In questo mancato invito – puntualizzano i sindaci – non vogliamo leggere dolo ma forse una mera dimenticanza a cui si può ancora porre rimedio. Ci preoccupa la non applicazione della Golden Power, l’incertezza sul futuro degli impianti Ias, i finanziamenti periziali per la decarbonizzazione di Sonatrac e Sasol che espone le aziende e le rende non competitive nel panorama mondiale a causa delle conseguenti sanzioni per le emissioni nei limiti della CO2 in atmosfera. Siamo componenti del gruppo istruttorio per il rilascio delle Ai e siamo i primi in difesa dei lavoratori che, prima di essere tali, sono i nostri cittadini”, ricordano nella loro missiva i sindaci dei comuni in cui ricadono gli impianti del grande polo industriale ed energetico siracusano.




Svista del Ministero, al vertice su Ias non convoca i sindaci. Carta: “Ci devono spiegazioni”

Svista, gaffe istituzionale o incidente “diplomatico”? Al vertice dedicato alla zona industriale siracusana, il Ministero non ha invitato i sindaci dell’area in cui ricade il polo petrolchimico: Siracusa, Melilli, Augusta e Priolo. “Siamo sempre stati invitati a tutti gli incontri”, fa rilevare Giuseppe Carta, primo cittadino di Melilli e deputato regionale (Mpa). “Per la prima volta – aggiunge – non siamo stati considerati. Per questo abbiamo deciso di scrivere al ministro Urso chiedendo spiegazioni sulla mancata convocazione”. Insieme agli altri sindaci – Francesco Italia, Giuseppe Di Mare e Pippo Gianni – hanno preparato una nota inviata al Ministero. Poche righe per una protesta garbata per la sorprendente esclusione.
“Può succedere, forse hanno considerato la Regione interlocutore sufficiente. Però hanno dimenticato che noi sindaci abbiamo un ruolo determinante, anche verso i cittadini che vivono a ridosso della zona industriale. Siamo determinanti per le autorizzazioni industriali, per i servizi e per la vita sociale della zona. Questa esclusione da un tavolo così importante finisce comunque per mortificare tutti gli abitanti dei centri a ridosso degli impianti industriali. Siamo dispiaciuti, esserci era importante”.
L’esponente autonomista anticipa allora la volontà di chiedere al presidente Schifani di sentire, almeno lui, i sindaci sulla vicenda Ias. “Il paradosso è che hanno convocato a Roma i soci privati del depuratore Ias (le aziende, ndr), dimenticando che noi sindaci (Priolo e Melilli, ndr) siamo anche soci pubblici. A Roma devono essersi distratti….”.




Nuovi controlli ambientali e una task force per salvare Ias e la zona industriale

Vertice al Ministero per le Imprese, a Roma, dedicato al polo petrolchimico di Siracusa ed in particolare alla vicenda del depuratore Ias. “Il governo e la Regione Siciliana hanno messo in campo ogni sforzo per salvaguardare il distretto industriale siracusano, ma allo stato attuale solo il gip di Siracusa, alla luce di nuove evidenze sulle emissioni che oggi risultano in netto miglioramento, può arrestare il processo di chiusura del depuratore. Chiusura che comprometterebbe le attività di importanti aziende chimiche, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e azzerando un’intera filiera industriale sul territorio siciliano”, ha spiegato il ministro Urso. “Confidiamo – ha aggiunto – nella responsabilità e nel buon senso, soprattutto alla luce di elementi oggettivi che certificano la validità del percorso intrapreso”.
Per giungere a un nuovo pronunciamento dell’autorità giudiziaria, è stata costituita una task force tecnica tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Regione Siciliana, che raccoglierà e analizzerà gli aggiornamenti sulle emissioni del depuratore che, dalle recenti rilevazioni, condotte dai gestori dei singoli stabilimenti industriali e da ARPA Sicilia, indicherebbero un trend positivo sui valori dei reflui industriali. La task force fornirà tutti gli elementi utili per sollecitare un nuovo pronunciamento del GIP di Siracusa, al fine di consentire la prosecuzione delle attività del depuratore IAS S.p.A. di Priolo Gargallo e il completamento degli interventi necessari per l’adeguamento degli impianti di trattamento delle acque entro i primi mesi del 2026.

Nel corso dell’incontro, i grandi utenti dell’area industriale (Isab, Versalis, Sonatrach, Sasol e Consorzio Priolo Servizi) hanno tutti confermato la capacità di distaccare le proprie attività dal depuratore entro il 2026, avviando così le operazioni sui reflui in autonomia e in piena coerenza con il cronoprogramma determinato dal decreto interministeriale Mimit-Mase del 2023. “Non siamo di fronte a una vertenza siciliana, ma a una problematica di portata nazionale. Siamo pienamente consapevoli, infatti, dell’importanza che l’attività delle aziende di quella zona riveste per l’industria e l’intera filiera della chimica italiana, sia in termini di livelli produttivi sia in termini di occupazione”, ha concluso il ministro Urso.
È stata pertanto accolta la proposta di istituire un tavolo tecnico-giuridico per affrontare in modo strutturato la questione delle emissioni nell’area industriale di Priolo. Arpa Sicilia sarà incaricata di effettuare un monitoraggio costante e puntuale dei valori emissivi, assicurando trasparenza e rigore scientifico. Verranno così forniti ulteriori elementi all’autorità giudiziaria, attraverso una task force tecnica tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Regione Siciliana che raccoglierà e analizzerà gli aggiornamenti sulle emissioni del depuratore. “La Regione segue con la massima attenzione questa vicenda, con il duplice obiettivo di salvaguardare la continuità del polo industriale e garantire il rispetto delle normative ambientali”, dice al termine dell’incontro romano il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“La task force fornirà tutti gli elementi utili per arrivare a un nuovo pronunciamento del Gip di Siracusa, consentire la prosecuzione delle attività del depuratore di Priolo Gargallo e il completamento degli interventi necessari per l’adeguamento degli impianti di trattamento delle acque entro i primi mesi del 2026, quando i grandi utenti si staccheranno dal consortile e gestiranno i reflui in autonomia”, ha aggiunto il parlamentare Luca Cannata, presente all’incontro. “Il nostro impegno, del Governo, è quello di continuare a lavorare in sinergia con le aziende e le parti sociali per coniugare sviluppo economico, salvaguardia dell’occupazione e tutela ambientale”, ha detto l’esponente di FdI.




Porto Grande, pressing sulla Regione. Gilistro: “Urgono lavori, accelerare passaggio ad AdSP”

“Accelerare il completamento della consegna formale delle aree del Porto Grande di Siracusa all’AdSP della Sicilia Orientale”. Il deputato regionale Carlo Gilistro del Movimento 5 Stelle fa pressing sull’assessore Giusy Savarino, a cui questa mattina ha chiesto un’accelerazione significativa.” A marzo scorso era stato convertito in legge il dl 18 gennaio 2024 n.4 che ne disponeva il passaggio alla nuova governance-ricorda Gilistro- Da allora ad oggi, però, non è ancora stato completato l’iter, con il provvedimento normativo rimasto così sulla carta. Considerata la necessità di procedere con lavori urgenti alla banchina 2 ed alla testa della banchina 5 del Porto Grande di Siracusa, interventi necessari negli anni scorsi ma a cui non si è ancora riusciti a dar seguito, risulta oggi ancora più urgente portare a conclusione il passaggio delle aree portuali sotto la governance dell’Autorità di Sistema della Sicilia Orientale che ha già anticipato la sua disponibilità a procedere”. Il parlamentare dell’Ars ritiene che ci sia la volontà di “dare pronto riscontro alla richiesta. Mi auguro-conclude- si possa adesso concludere in tempi brevi il passaggio, convocando a Palermo il presidente dell’AdSP della Sicilia Orientale per gli atti conseguenziali”.




Auteri lascia Fratelli d’Italia e passa al misto dopo l’inchiesta di “Piazzapulita”

Carlo Auteri lascia il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia all’Ars e aderisce al “Gruppo Misto”. La decisione è ufficiale e la rende nota il capogruppo di FdI, Giorgio Assenza. Auteri, al centro di polemiche dopo l’inchiesta giornalistica di “Piazzapulita” sui contributi regionali ricevuti da associazioni a lui riconducibili, per attività teatrali, si è autosospeso dal partito, di cui era, al parlamento siciliano, vice capogruppo. Dopo il secondo servizio di Danilo Lupo, andato in onda su La 7, Auteri avrebbe ufficializzato il passo annunciato nei giorni precedenti, probabilmente per togliere il partito dall’imbarazzo dopo la “bufera” che si è abbattuta sul deputato regionale nelle ultime settimane, sfociata nell’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Siracusa e dell’avvio di verifiche da parte della Corte dei Conti. Auteri, ieri, dopo la messa in onda della seconda parte dell’inchiesta giornalistica sui presunti contributi regionali ottenuti da associazioni ritenute riconducibili a lui, per un totale di 800 mila euro, aveva affidato ad un lungo post le sue riflessioni, parlando di “azione calunniosa” e assicurando l’intenzione di andare avanti Leggi qui .




Caso Auteri, la bufera diventa tempesta. Il deputato Ars: “Andrò avanti, ci metto la faccia”

Si estende l’inchiesta giornalistica di Piazzapulita che ieri, su La 7, è tornata sul caso Auteri con un nuovo servizio di Danilo Lupo. Dopo avere ripercorso la vicenda raccontata la settimana scorsa e sfociata nell’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Siracusa e di un’azione di approfondimento da parte della Corte dei Conti, l’attenzione si estende alla presunta esistenza di ulteriori associazioni ritenute riconducibili al deputato regionale di Fratelli d’Italia e che avrebbero complessivamente ricevuto, per attività teatrali, finanziamenti regionali per oltre 800 mila euro.
Piazzapulita parla di “Impero di Auteri”, di cui farebbero parte anche due prestigiosi teatri, a Roma e a Catania. Lupo ha poi raggiunto Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, chiedendo spiegazioni sulla posizione che il partito intende assumere nei confronti di Auteri. Qui il video del servizio andato in onda.
E questa mattina, in un lungo post, Auteri torna sul tema e ritiene di essere stato “ingiustamente etichettato come il male assoluto della politica siciliana. Ogni azione e progetto in Sicilia viene deliberatamente collegato a me, con i finanziamenti pubblici trasformati in un mio presunto piano nefasto. La televisione scandalistica -dice Auteri- offende la mia dignità e quella di un politico perbene, omettendo di spiegare i periodi corretti di riferimento”. Entra poi nel dettaglio delle cifre indicate. ” parte di un’azione calunniosa. Appartengono al 2019 e sono legate a tanti professionisti , amici miei, e con orgoglio, senza alcuna relazione diretta con me. Nessuno considera , le attività svolte dal 2019, o riconosce le normative del FURS (Fondo Unico dello Spettacolo), che non offre scelte politiche personali, con fondi distribuiti nel 2021, 2022, 2023.È fondamentale chiarire -precisa il parlamentare dell’Ars- che i miei interventi sono limitati a due associazioni che hanno operato per 20 anni in Italia, gestendo strutture da Marsala a Messina. Tuttavia, vengono ingiustamente associati a me, dipinto come il male della politica siciliana, e devo “ringraziare” un amico un tempo fraterno per il linciaggio mediatico. L’ordine è: attribuire tutto a me e distruggermi moralmente con accuse infondate”. Auteri ricorda di non avere avuto, tra il 2019 e il 2022 alcuna influenza politica e sostiene che il suo errore possa essere stato quello di “fare troppo per il territorio, portando finanziamenti che ora si presentano come “spazzatura””. Infine Auteri chiarisce una posizione espressa anche nei giorni scorsi. “Andrò avanti-la sua chiosa-  perché ho sempre messo la faccia per ciò in cui credo”.




Tensioni da rimpasto, dal Consiglio comunale “segnale” del Mpa al sindaco Italia

Tensione in Consiglio comunale con la clamorosa frizione in maggioranza tra Mpa e il gruppo Francesco Italia Sindaco. Ad accendere la scintilla, un emendamento presentato Luigi Cavarra (Mpa) ma non concordato con gli altri gruppi che sostengono l’amministrazione Italia. Motivo per cui, proprio i consiglieri della lista Francesco Italia Sindaco hanno scelto di votare contro quell’emendamento. Una decisione che ha causato l’immediato reazione del Mpa che ha abbandonato l’Aula consiliare in segno di protesta.
“Abbiamo assistito a un brutto teatrino, che ha portato alla caduta del numero legale e al rinvio della seduta”, commenta dall’opposizione Paolo Cavallaro (FdI).
Nonostante i pontieri si siano da subito messi a lavoro per ridurre lo screzio tra alleati a piccola diatriba interna, non è fantapolitica leggere nella tensione crescente in maggioranza una sorta di reazione allo stallo attuale sul rimpasto di giunta. Proprio Mpa e Francesco Italia Sindaco vorrebbero rafforzare la loro presenza nella squadra di governo cittadino e si attendono le scelte del sindaco. Ma l’assenza di sviluppi e una tattica che alcuni giudicano eccessivamente attendista potrebbero aver contribuito ad accendere la scintilla odierna. Un messaggio partito dall’aula consiliare e diretto all’ufficio del sindaco al secondo piano di Palazzo Vermexio. Se sia stato ricevuto, lo si comprenderà nelle prossime settimane. Intanto domani, i consiglieri del gruppo Mpa come anche quelli di Francesco Italia Sindaco si presenteranno insieme e coesi su provvedimenti e votazioni. A meno di novità.
“Utilizzare l’aula per regolamento di conti interni alla maggioranza – commenta Paolo Cavallaro – è una scelta sbagliata che, oltre che pesare sulle casse comunali, va nella direzione di indebolire ancora di più l’immagine della politica dentro le istituzioni, soprattutto in tempi in cui le recenti alluvioni richiedono scelte di governo serie e responsabili”.