Ex Province, Andolina (Nuova Dc): “Ripristinare le elezioni dirette, si può fare”

“Ripristinare le elezioni dirette nelle ex Province Regionali. Le condizioni ci sono tutte”. Salvo Andolina, ex consigliere provinciale,oggi coordinatore provinciale della Nuova DC, nonché assessore alla Viabilità di Avola non ha dubbi e ritiene che fosse “assolutamente scontato che la Consulta dichiarasse l’incostituzionalità del diciassettesimo decreto di nomina dei commissari nei Liberi Consorzi Comunali siciliani (impugnato) – tra l’altro superato da quello successivo. Questo – prosegue Andolina- non incide sulla decisione prospettata dal legislatore regionale che, la scorsa settimana, ha approvato in Commissione Affari Istituzionali il Disegno di Legge che prevede di tornare a votare nella primavera del 2025 con elezione diretta degli organi di governo delle ex province regionali”.
L’avvocato avolese ricorda che “la Corte Costituzionale ha ribadito che la reiterata nomina di commissari è in contrasto con il dettato costituzionale e che è, dunque, necessario ricostituire tempestivamente gli organi di governo; ma ciò non obbliga necessariamente la Regione ad indire elezioni di secondo livello. La prima tornata utile in Sicilia è, infatti, prevista per la prossima primavera; da qui ad allora il Parlamento siciliano ha tutto il tempo necessario per approvare definitivamente la legge che prevede le elezioni dirette, perfettamente in linea col dettato costituzionale”.
Andolina fa notare come la traccia, del resto, fosse già stata solcata proprio dalla Consulta nel 2021, con la pronuncia n.240 con la quale, benché venisse riconosciuta alla Legge Delrio del 2014  la valenza di norma a tutela della finanza pubblica di generale applicazione e, dunque, “vincolante” anche per le regioni a statuto speciale come la Sicilia, al tempo la stessa veniva ritenuta superata dalla mancata approvazione, nel 2016, del referendum confermativo della riforma costituzionale  Renzi –Boschi, secondo cui le province sarebbero divenute enti di mero coordinamento di funzioni comunali e, dunque, enti di secondo livello. Lo stop definitivo a tale disegno di riforma ha restituito alle province il rango costituzionale originario di enti con funzioni proprie, per l’esercizio delle quali, gli organi di governo devono rispondere del loro operato direttamente ai cittadini con una elezione diretta, esattamente come avviene per i comuni e per le regioni”.L’elemento di novità emerso negli ultimi giorni- continua il coordinatore della Nuova Dc- consiste nel fatto che tale orientamento sembra oggi condiviso anche dal legislatore nazionale; la Camera dei Deputati, infatti, ha approvato in prima lettura la modifica dello Statuto speciale della regione Friuli Venezia Giulia introducendo le province e prevedendo l’elezione diretta da parte dei cittadini del Presidente e del Consiglio”.Andolina è certo che la volontà del Legislatore sia quella di sposare la lettura della pronuncia del 2021 della Consulta, introducendo le elezioni dirette e superando definitivamente l’impostazione di enti di secondo livello. La conseguenza di questa premessa, secondo l’ex consigliere provinciale, lascerebbe escludere la possibilità di un’eventuale impugnativa da parte del Governo della nuova legge elettorale siciliana, una volta approvata. “A differenza dello Statuto friuliano- conclude Andolina-  quello siciliano prevede già gli enti di area vasta, definiti liberi consorzi comunali e, dunque, il medesimo non necessita di ulteriori approvazioni da parte del Parlamento nazionale”.




Ospedali siracusani, Gennuso fa appello a Schifani: “Potenziare il Trigona di Noto”

Il delicato rapporto tra gli ospedali riuniti di Avola e Noto torna al centro delle attenzioni della politica siracusana. L’occasione è fornita dal piano di rimodulazione delle rete ospedaliera regionale. Riccardo Gennuso, nome forte di Forza Italia, si rivolge direttamente al presidente Schifani. “Confido nella sua sensibilità, affinché nella predisposizione della nuova rete ospedaliera si tenga conto delle esigenze e dei diritti dei cittadini della provincia di Siracusa, che certamente non sono cittadini di serie B rispetto al tema fondamentale della tutela della salute. Per questo – prosegue – ho proposto miglioramenti significativi per l’Ospedale ‘Trigona’ di Noto ed in particolare servizi medici e chirurgici per affrontare sia i casi lievi sia quelli complessi. Ho chiesto anche l’attivazione di ortogeriatria, riabilitazione e lunga degenza e che l’area di emergenza venga potenziata con specialisti in medicina, chirurgia, cardiologia e anestesia”. Secondo Gennuso, si tratta di richieste che devono essere ascoltate se si vuole che “la rete ospedaliera risponda realmente ai bisogni della nostra provincia”.
Negli anni scorsi, non sono mancate le proteste per quelle scelte regionali che – a detta di molti, specie a Noto – hanno finito per depotenziare il Trigona a vantaggio del Di Maria di Avola, con cui compone un ospedale riunito per la zona sud.




“Offese durante l’assemblea sindacale”: Carta scrive alle istituzioni, appello alla moderazione

Un appello alla moderazione ed al rispetto dei ruoli, dopo l’attacco verbale che il deputato regionale Giuseppe Carta avrebbe subito durante l’assemblea sindacale dedicata alla vicenda Eni Versali. Il parlamentare dell’Ars denuncia “violenza verbale nei confronti della politica locale” e in particolar modo suoi e scrive al presidente della Regione, Renato Schifani, all’assessore dell’energia e dei servizi industriali Roberto Di Mauro, all’assessore delle attività produttive Edy Tamajo, al Commissario provinciale di Siracusa Mario La Rocca, al presidente di Confindustria Gian Piero Reale, ai sindaci della provincia di Siracusa, ai deputati nazionali e regionali e ai sindacati, chiedendo toni pacati e rispetto.
“Ho appreso con grande rammarico-racconta Carta- di un’assemblea sindacale autorizzata nel corso della quale piuttosto che discutere delle iniziative da assumere a tutela dei lavoratori interessati dal processo di riconversione, si è ritenuto più utile esprimere, nei confronti della politica locale e nei miei in particolare, una violenza verbale che contraddice gravemente le regole e gli stessi principi etici che dovrebbero governare lo svolgimento di un’assemblea sindacale. Non è fomentando un’ingiusta ed ingiustificata contrapposizione con le autorità politiche -osserva il sindaco di Melilli – che credo si faccia il bene dei lavoratori, anzi, sono propenso a ritenere che un atteggiamento simile possa mettere seriamente a rischio l’azione in questi giorni e in queste ore condotta anche dalla politica, ad ogni livello intesa, insieme alle industrie ed alla parte autentica della rappresentanza sindacale”.Il deputato regionale del Mpa aggiunge una considerazione. “Il clima di forte tensione che si è registrato -prosegue- è significativo di una volontà, sicuramente riferibile a pochi facinorosi, ma ha comunque minato la serenità necessaria allo scrivente per svolgere il proprio ruolo istituzionale, inducendomi a scrivere la presente”. Secondo Carta è importante che si faccia di tutto per far si che le assemblee sindacali “non diventino occasione di intimidazione nei confronti di quanti, come me, svolgono con responsabilità il proprio impegno istituzionale.
Carta ricostruisce alcuni passaggi della vicenda Eni Versalis. “In occasione dell’annunciato ridimensionamento degli attuali assetti industriali-dice- conseguente al Piano industriale che ha segnato una brusca virata verso scelte obbligate di riconversione sostenibile di taluni degli impianti che hanno fatto la storia della chimica di base in Sicilia e in Italia, ho assunto il preciso impegno, nell’esercizio del duplice ruolo che rivesto, di Sindaco del comune di Melilli e di parlamentare regionale presidente della commissione legislativa Ambiente dell’ARS, di garante istituzionale del mio territorio”. Carta riconosce come inevitabile l’apprensione di tanti lavoratori e delle loro famiglie, che “vivono grazie al Polo Industriale”. “Nella mia veste di parlamentare regionale ho favorito il confronto con gli assessori alle Attività Produttive e all’Energia, con i rappresentanti sindacali e del mondo dell’imprenditoria con una commissione congiunta. Intensa anche l’attività ispettiva, con interrogazioni e interpellanze. L’impegno è evidente, orientato al confronto costruttivo al di fuori dalle appartenenze politiche. Duole- l’amarezza di Carta- constatare che alcuni, invece, hanno dimostrato di remare in posizione contraria, impiegando a proprio piacimento il proprio ruolo di rappresentanza dei diritti dei lavoratori. Invettive politiche indirizzate contro di me- conclude- non hanno nulla a che vedere con la causa comune a cui tutti dovrebbero in questo momento tendere”.
Solidarietà a Carta viene espressa dal parlamentare dell’Ars di Fratelli d’Italia Carlo Auteri. “Questa azione violenta da parte dei sindacati non è tollerabile- tuona il deputato regionale- anche perché questa è una nuova deputazione e tutti i parlamentari siracusani si stanno impegnando per tutelare la nostra zona industriale, dopo che in questi anni abbiamo assistito a una carenza di programmazione e tutela. Stiamo lavorando in silenzio, aprendo interlocuzioni a Roma e a Palermo, e questo voler scatenare i lavoratori contro di noi, mettendo ansia, nervosismo e preoccupazione, è una strategia da condannare. I sindacati facciano mea culpa -rilancia Auteri- per i disastri e la mancata attenzione dimostrata fino a oggi. A pensar male si fa peccato, diceva Andreotti, ma spesso ci si azzecca.”
“A mio parere una riunione importante sul futuro della zona industriale ha la necessità di essere affrontata da tutti non con attacchi, ma con proposte. Dobbiamo evitare tensioni inutili e concentrarci su obiettivi comuni”. Così il sindaco di Priolo Pippo Gianni manifesta solidarietà nei confronti dell’on. Giuseppe Carta. “Questo non è il momento delle diatribe ma della convergenza di idee e proposte utili ad evitare la desertificazione. La mia richiesta-proposta – continua – è dunque quella di evitare scontri che farebbero comodo soltanto a chi ha come obiettivo strategie di desertificazione. Per questo torno ad esprimere piena solidarietà e vicinanza al collega Giuseppe Carta”.
Anche la Presidente del Consiglio, Alessia Mangiafico, e i consiglieri di maggioranza dell’Amministrazione Carta esprimono solidarietà al loro sindaco, Giuseppe Carta.
“Esprimiamo vicinanza al nostro primo cittadino per le critiche ricevute nella giornata di ieri in quanto, in primis, immeritate per l’impegno documentato che svolge, in maniera incessante e quotidiana, in prima linea verso tutte le varie criticità che hanno interessato il Polo industriale. E questo lo compie nella duplice veste di Sindaco del Comune di Melilli e di Presidente della IV Commissione legislativa all’Assemblea Regionale Siciliana “Ambiente, Territorio e Mobilità” il commento della Presidente Mangiafico, che continua affermando “di considerare fuori luogo e strumentali attacchi personali in un momento in cui tutti gli attori coinvolti, dall’azienda alle istituzioni, non tralasciando le parti sindacali e la politica tutta, dovrebbero rimanere unite e propositive per trovare i giusti correttivi a tutela dei lavoratori tutti”.
Dello stesso tenore i capigruppo Concetta Quadarella, Salvo Midolo e Giacomo Crucitti che, a nome dei colleghi del “Gruppo Misto”, “Andiamo Avanti” e “MpA”, affermano a gran voce il sostegno al sindaco Carta. “Si tratta di offese inaccettabili e inammissibili per chi, come l’Onorevole Carta, non fa di certo mancare la propria presenza sul territorio spendendosi ogni giorno a tutela della comunità, dei cittadini e adoperandosi per tutelare l’interesse occupazionale di chi si trova ad affrontare tali criticità. La risoluzione di problemi di tale entità nasce dal confronto e dalla collaborazione e non dal conflitto”.




“Ordini del giorno approvati ma ignorati dall’amministrazione comunale” : FdI chiede spiegazioni

“Gli ordini del giorno, soprattutto quelli presentati dall’opposizione, restano lettera morta a Siracusa”. Lo sostengono i consiglieri di Fratelli d’Italia, Paolo Romano e Paolo Cavallaro, firmatari di un’interrogazione con la quale chiedono spiegazioni all’amministrazione comunale retta dal sindaco, Francesco Italia. “Il consiglio comunale- la loro premessa- è un organo istituzionale fondamentale per la programmazione e l’indirizzo politico-amministrativo del Comune di Siracusa. Molti ordini del giorno presentati dai consiglieri, specialmente da quelli appartenenti all’opposizione, sono stati approvati dal Consiglio Comunale ma non vengono attuati o messi in esecuzione”.
Secondo Romano e Cavallaro “questo stato di cose rischia di svilire gravemente il ruolo del Consiglio Comunale, svuotandolo della sua funzione di programmazione e di indirizzo politico”. Un elemento che, tra le altre conseguenze, secondo i due consiglieri di minoranza, “disillude la cittadinanza che ha riposto fiducia nell’operato dei rappresentati eletti”. Gli esponenti di Fratelli d’Italia chiedono “per quale motivo gli ordini del giorno non vengono attuati, quali iniziative intenda adottare l’amministrazione per garantire il loro rispetto e quali tempi sono eventualmente previsti per l’attuazione degli ordini del giorno relativi a questioni fondamentali per lo sviluppo della città, come il nuovo Piano Regolatore Generale e la revisione dei tributi comunali”.




Carianni, che attacco: “Io sindaco di centrosinistra per questo niente fondi Fsc per Floridia”

Sui lavori di riqualificazione del campo sportivo di Floridia si sono recentemente scontrati il sindaco Marco Carianni e il deputato regionale Carlo Auteri. Scambio di accuse al vetriolo e senza esclusione di colpi, tra meriti vantati e colpe presunte variamente distribuite, mentre faticosamente avanza l’iter verso l’affidamento dei lavori. “Stiamo facendo gli ultimi sopralluoghi alla luce delle richieste di integrazione che ci hanno fatto alcuni tecnici, soprattutto del Coni. Stiamo verificando la situazione dal punto di visto illumino-tecnico per poter rispondere alle osservazioni che ci sono state fatte. Contestualmente ci stiamo muovendo con la Regione per ottenere quanto prima il nulla osta per poter affidare i lavori”, ha spiegato il sindaco in un recente video sui suoi canali social. Ci tengo ad informare i cittadini su tutto quello che succede, così che possano sempre avere informazioni puntuali”, aggiunge Carianni con una frase che lascia spazio al dubbio che altri invece si muovano per confondere le acque.
Sullo sfondo, solo accennato, resta il vero nodo politico della questione. Il Comune di Floridia non risulta nella lista degli enti locali che stanno beneficiando, per loro progetti, dei fondi Fsc come da accordo di coesione presentato con gran cerimonia a Palermo dal presidente Schifani insieme alla premier Meloni. Altri centri del siracusano hanno invece annunciato l’avvio di lavori grazie a quelle risorse.
L’amministrazione comunale floridiana sospetta che ci sia stata una sorte di regia dietro questa scelta. Carianni, sindaco abituato a non nascondersi dietro dichiarazioni di facciata, ci mette subito la faccia. “A Palermo – spiega a Siracusaoggi.it – hanno deciso a tavolino e su base politica che alcuni centri, specie se retti dal centrosinistra, non dovessero ricevere un euro. In provincia di Siracusa è Floridia a far le spese di questo modo di amministrare non condivisibile. Il merito deve essere sui progetti e la loro rilevanza, non sulla provenienza da un sindaco di destra o di sinistra. Anche perchè in tanti altri centri di questa provincia sono, invece, arrivate le risorse”.
A scorrere gli allegati dell’Accordo di Coesione, si leggono in elenco – tra i Comuni della provincia di Siracusa – Melilli, Sortino, Portopalo, Solarino, Avola e Ferla. Ad eccezione di quest’ultimo centro, tutti gli altri sono a guida centrodestra. E questa è la considerazione alla base del pensiero del sindaco di Floridia, Carianni, che nella Regione – in questa occasione – non pare aver trovato certo un alleato. “Facciamo affidamento sulle nostre forze e capacità”.




Il parlamentare Scerra (M5s) alla Cosac di Budapest

Il parlamentare siracusano Filippo Scerra (M5S) partecipa alla Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell’Unione dei parlamenti dell’Unione europea (COSAC). A Budapest, dal 27 al 29 ottobre, si confrontano i componenti degli organismi specializzati negli affari comunitari ed europei di ogni Parlamento dell’Ue. Tra loro, per l’Italia, figura proprio Scerra quale rappresentante delle opposizioni alla Camera dei deputati. Questo pomeriggio interverrà alla sessione plenaria. “Ribadirò l’importanza della condivisione degli sforzi tra i vari Stati dell’Ue per affrontare le sfide globali che stiamo vivendo: bisogna rendere strutturale Next Generation Eu, quel piano basato sulla condivisione di debito comune ottenuto dall’ex premier, il nostro presidente Giuseppe Conte”.
Componente della Commissione Politiche dell’Unione Europea, dal 2022 Filippo Scerra è Questore della Camera dei Deputati: un ruolo di responsabilità amministrativa e politica all’interno dell’Istituzione. Sono diversi i dossier su sviluppo, investimenti e politiche per Mezzogiorno in cui è impegnato Filippo Scerra, dal Piano nazionale di ripresa e resilienza alla governance economica europea.




Nuove regole per i contributi alle società sportive dilettantistiche

Il Consiglio comunale di Siracusa ha approvato all’unanimità il nuovo regolamento sui contributi alle società sportive dilettantistiche. La proposta è stata preparata dalla quarta commissione consiliare ed ha subito in aula qualche modifica di merito.
Il nuovo regolamento sulle associazioni sportive supera quello approvato nel 2016 per recepire – si legge nel provvedimento – alcune novità normative in materia e per rendere più organico l’iter di assegnazione dei contributi. Lo scopo perseguito è di promuove l’accesso e la diffusione dello sport riconoscendone il valore in termini di socializzazione, accrescimento della qualità della vita, benessere fisico, capacità educativa, inclusione sociale e pari opportunità.
Beneficeranno dei contributi i sodalizi che operano senza fini di lucro, costituiti o che hanno sede nel comune da almeno due anni, affiliati alle federazioni del Coni o a enti di promozione sportiva riconosciuti, che non abbiano ricevuto richiami o ammonimenti in riferimento all’utilizzo degli impianti comunali o non siano debitori verso l’Ente (anche rispetto al versamento dei tributi) e siano in regola con gli oneri previdenziali.
Rappresentano motivi di esclusione le condanne per illecito sportivo o per doping, le sanzioni inflitte delle federazioni o dal Coni nei 5 anni precedenti e, infine, qualsiasi irregolarità di natura sportiva, civile o penale.
I fondi saranno destinati a chi abbia ottenuto “evidenze di eccellenza nella precedente stagione agonistica” e verranno assegnati in base alle caratteristiche delle società, alle quali sarà assegnato un punteggio secondo criteri stabiliti dall’articolo 7. Essi sono: gli anni di attività nel territorio comunale; il numero dei tesserati, suddivisi per fasce di età alle quali viene applicato un coefficiente a seconda se si tratti di normodotati o diversamente abili; il numero e l’importanza dei campionati a cui si partecipa (regionali, nazionali o internazionali); i titoli sportivi conquistati; l’ammontare delle spese di natura tecnica e organizzativa riportati nei bilanci; la gestione di impianti sportivi.
L’articolo 7 è stato modificato dal Consiglio che ha approvato alcuni emendamenti: uno era stato presentato dalla commissione Bilancio e introduce dei coefficienti per l’ammontare delle spese sostenute; uno porta la firma di Damiano De Simone e inserisce, tra i criteri che danno diritto ai contributi, anche il tesseramento di atleti provenienti da fasce economicamente svantaggiate con coefficienti assegnati in base al numero. Due sono stati proposti dal gruppo consiliare Insieme (illustrati in aula da Ivan Scimonelli): uno riscrive, adeguandoli ai criteri del ministero della Salute, le fasce di età degli iscritti da cui scaturiscono i coefficienti utili a determinare l’ammontare dei contributi a seconda se si tratta di persone diversamente abili o no; l’altro ridetermina i coefficienti assegnati per i risultati conseguiti nelle competizioni regionali, nazionali aggiungendo inoltre la partecipazione alle gare internazionali e ai giochi olimpici. Approvati, infine, quattro emendamenti tecnici: uno sempre del gruppo Insieme, due di Simone Ricupero e uno di Angelo Greco, presidente della commissione consiliare che ha proposto il regolamento.
“Le principali novità introdotte dal regolamento riguardano l’adozione dei coefficienti oggettivi e misurabili per la valutazione delle richieste di contributo, con un’attenzione particolare alla promozione dello sport inclusivo. Viene inoltre prevista una maggiore celerità di impegno di spesa da parte dell’amministrazione e una vigilanza sull’impiego delle risorse con grande risalto ai risultati che le varie ASD e SSD, siano esse riconosciute dal CONI o meno, raggiungeranno nei vari anni di riferimento”, commenta il presidente della quarta commissione consiliare, Angelo Greco. “Al grande lavoro preparatorio, fatto da tutti i commissari della IV Commissione Consiliare, si è unito il contributo di tutto il Consiglio Comunale che, con voto unanime sulla proposta e sugli emendamenti e quindi col dialogo tra tutte le forze politiche, ha saputo consegnare alla città uno strumento importante a disposizione e all’altezza dello sport siracusano, che rappresenta, nelle varie discipline, una vera eccellenza nazionale e internazionale”.
Ultimo punto all’ordine del giorno era la mozione, poi trasformata in raccomandazione, di Damiano De Simone con la quale si chiede l’Amministrazione di partecipare al bando del Credito sportivo chiamato “Sport missione comune 2024”, che scade il 5 dicembre, per l’accesso a fondi da destinare alla riqualificazione strutturale e all’efficientamento energetico dell’impiantistica sportiva. Priorità dovrà essere data, si legge nel documento, al campo scuola “Pippo Di Natale”. De Simone ha evidenziato il valore sociale dello sport per le giovani generazioni e l’importanza di contare su strutture efficienti.
Apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso da Scimonelli e dal vice sindaco Edy Bandiera, che ha evidenziato come l’Amministrazione stia lavorando alla ristrutturazione del Pala-Lo Bello e dell’impianto di via Lazio ed è decisa, visti i tempi ristretti per partecipare a quello del Credito sportivo, a concorrere ad altri bandi appena completata la fase progettuale.




Cambiano le regole della Democrazia Partecipata, tutte le novità

Cambiano le regole della Democrazia partecipata a Siracusa. Approvato in Consiglio comunale il nuovo regolamento che riscrive quello del giugno 2019 poi modificato nel 2020. Ad illustrare le novità in aula è stato Giovanni Boscarino, presidente della seconda commissione consiliare.
Fatte salve le finalità (stimolare la “partecipazione dei cittadini alla vita politica e amministrativa del proprio territorio”) e l’ammontare delle risorse disponibili ogni anno (il 2% dei trasferimenti regionali di parte corrente), il regolamento individua 6 aree tematiche cui i progetti presentati dai cittadini devono fare riferimento: ecologia, ambiente, decoro urbano e sanità; opere pubbliche e rigenerazione urbana; politiche giovanili, scolastiche, sociali e pari opportunità; politiche culturali, sportive e promozione turistica; cura dei beni comuni; viabilità, mobilità e innovazione tecnologica. Possono essere coinvolti (sia nella fase di progettazione che nel voto) i cittadini residenti a Siracusa che abbiano compiuto 16 anni, in forma singola o associata; sono esclusi i soggetti che hanno incarichi politici o di partito, i dipendenti comunali, i consiglieri e gli assessori.
Tutta la procedura deve essere improntata al massimo della trasparenza, a partire dalla pubblicazione dell’avviso che deve avvenire entro il 30 aprile di ogni anno. Il regolamento indica le informazioni da inserire nella scheda di partecipazione, che deve contenere anche il costo approssimativo del progetto. Ciascun soggetto potrà presentare una sola scheda. Una volta presentate, saranno i dirigenti delle aree tematiche e la conferenza dei servizi a valutare l’ammissibilità delle idee; seguirà una fase di co-progettazione, con incontri aperti ai proponenti, che servirà alla stesura di vere e proprie “proposte progettuali definite e quantificabili”.
Si passerà, quindi, alla votazione, curata dal Rup, che potrà avvenire su piattaforma e in presenza; in questo caso dovranno essere aperti 4 postazioni: due in centro città, una a Belvedere e una a Cassibile. La fase di voto è preceduta da un’assemblea pubblica nella quale i proponenti illustrano alla cittadinanza le singole idee-progetto.




Ex Province, accelerata del centrodestra per elezioni dirette. Dubbi e fuoco amico

Rimane tema “caldo” quello delle elezioni per le ex Province Regionali siciliane. In commissione Affari Istituzionali, in Ars, incardinata una proposta di legge del centrodestra. Un testo snello, sei articoli appena, per reintrodurre l’elezione diretta del presidente dei consiglieri modificando il meccanismo attuale che, invece, dovrebbe portare il 15 dicembre ad elezioni di secondo livello votano solo sindaci e consiglieri comunali, ndr).
In poco più di due settimane sarà chiaro se questo nuovo ribaltone nella storia infinita per il ritorno della politica negli enti cancellati dal governo Crocetta, rimetterà tutto in discussione o se invece si andrà ad elezioni nei modi e nelle forme peraltro ribaditi dalla Corte Costituzionale in più occasioni.
L’ex assessore regionale Marco Falcone, oggi eurodeputato di Forza Italia, non nasconde la sua preoccupazione. “Temiamo che virate repentine o frettolose possano risolversi in una nuova magra figura. Saremmo, infatti, davanti a un ulteriore, inspiegabile, nulla di fatto. Anche la Corte Costituzionale, è il caso di ricordarlo, ha censurato a più riprese il reiterarsi dei commissariamenti. Siamo l’unica Regione d’Italia a non votare per le Province, ancorché con elezioni di secondo livello. Pur apprezzando i buoni propositi riguardo il ripristino dell’elezione diretta, temo che tutto si possa risolvere in una tattica dilatoria”, dice commentando l’accelerazione dell’Ars sul disegno di legge che reintroduce il voto diretto e il rischio di un nuovo blocco delle elezioni provinciali in Sicilia. “La percezione comune è che, per incomprensibili giochi di palazzo, qualcuno voglia impedire alle Province siciliane di avere una guida politica che offra finalmente risposte a tantissime emergenze”, aggiunge Falcone.
Posizione, questa volta, in linea con le opposizioni. “Il centrodestra sta apparecchiandosi una nuova sonora batosta come già avvenuto e solo per fare ‘ammuina’ su argomenti triti e ritriti. Qualcuno comunque gli ricordi che la Corte Costituzionale ha imposto le elezioni di secondo livello con la legge Delrio in vigore e questo non ci pare essere stato minimamente superato”. Lo affermano i deputati M5S all’Ars Martina Ardizzone e Angelo Cambiano, componenti della commissione Affari istituzionali dell’Ars. “Senza l’abrogazione della Legge Delrio – dicono – le elezioni di primo livello restano incostituzionali ed è questo il tema centrale. Come tema centrale sarebbe anche il fatto che mancano le risorse alle ex Province, ma a loro interessano le poltrone, punto. I bisogni dei cittadini possono sempre aspettare. Il centrodestra – attaccano i cinquestelle – torna a fare ‘ammuina’ su argomenti che hanno ingessato inutilmente l’aula e la commissione a lungo e su temi che interessano pochissimo ai siciliani che hanno ben altro a cui pensare. Qui non si tratta di essere favorevoli o contrari al ritorno di questi enti, ma ciò che balza agli occhi è il tentativo di violare i principi dettati in materia dalla Corte Costituzionale”.




Le scuole sono sicure? Gilistro (M5s) porta il tema in Ars e annuncia emendamento per Siracusa

Dopo la caduta di pezzi di intonaco dal soffitto di un’aula di una quarta primaria all’istituto comprensivo Lombardo Radice di via Archia, a Siracusa, il tema della sicurezza all’interno degli istituti scolastici approda in Ars.
“Milioni di euro per acquistare attrezzature digitali e non un solo euro per mettere in sicurezza le scuole che cadono, si tratta di un paradosso inaccettabile”. Così commenta l’accaduto il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Carlo Gilistro intervenendo in Aula a Palazzo dei Normanni, che poi annuncia un emendamento ad hoc per il Libero Consorzio di Siracusa per mettere le scuole in sicurezza.
“Ho presentato un emendamento in manovra finanziaria per trasferire fondi dal bilancio regionale al Libero Consorzio di Siracusa che, essendo in dissesto, non riesce evidentemente a mettere in piena sicurezza le scuole. – dice Gilistro – Le somme devono essere vincolate alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole del territorio. Quanto accaduto ieri a Siracusa, dove il crollo dell’intonaco del soffitto di una classe di scuola elementare con il ferimento di un bambino è un fatto gravissimo. Sono bastati pochi minuti di pioggia per sfiorare una tragedia perché se quella parte di soffitto fosse crollata qualche centimetro oltre, avremmo avuto conseguenze ben più gravi e irreversibili. – conclude – Se a questo governo regionale sta a cuore la salute dei bambini, intervenga immediatamente. I genitori devono avere la certezza di accompagnare i propri figli in una scuola sicura come la propria casa”.