Per il treno Sicilia Express è corsa ai biglietti, la Regione: “L’iniziativa è un successo”

Oltre duemila biglietti del treno speciale Sicilia Express sono stati venduti già nei primi trenta minuti e sono rimasti disponibili gli ultimi posti per il viaggio di andata del 27 dicembre e il ritorno del 10 gennaio.
Nel dettaglio, i biglietti per il treno del 20 dicembre, dal Nord alla Sicilia, sono andati esauriti in meno di mezz’ora, mentre quelli per il collegamento di ritorno del 5 gennaio sono stati venduti in appena 35 minuti. Anche gli altri due treni programmati, il 27 dicembre e il 10 gennaio, hanno fatto registrare numeri molto significativi: a tre ore dall’apertura delle prenotazioni il tasso di riempimento aveva già raggiunto il 90 per cento.
Il Sicilia Express è una misura pensata per consentire il rientro in Sicilia, soprattutto nei periodi di forte richiesta legati alle festività, di tanti siciliani che lavorano o studiano fuori dall’Isola, offrendo loro un’opzione di viaggio economicamente accessibile e affidabile.
“Il successo del Sicilia Express – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò – dimostra che come governo regionale abbiamo risposto a un’esigenza concreta di mobilità. L’idea di aggiungere un secondo convoglio ferroviario ha funzionato, dando la possibilità di soddisfare quasi tutte le richieste. Questa iniziativa nasce proprio con l’obiettivo di permettere a molti siciliani di tornare a casa durante le festività, quando la domanda cresce e le alternative di viaggio diventano spesso difficili o troppo costose. Continueremo a lavorare per potenziare i collegamenti da e per la Sicilia, rispondendo in maniera sempre più puntuale alle esigenze dei cittadini. Ribadiamo, però, che non si tratta di un’alternativa alle misure contro il caro-voli, che per altro sono state già prorogate fino al 28 febbraio 2026”.




Santa Lucia, la deputazione: “le soste dell’Ottava non cambiano. Più dialogo, la Festa è viva”

Sono giornate segnate da un acceso dibattito attorno alla Festa di Santa Lucia. La processione di giorno 13 giudicata veloce, l’ingresso in chiesa alla Borgata poco “popolare”, le soste dell’Ottava in Santuario ed in ospedale. Critiche ma anche qualche annotazione positiva, un fervore di opinioni che comunque indica come ci sia grande interesse attorno al momento identitario che lega la città alla sua Patrona. “C’è molta attenzione ed è bello”, commenta al riguardo il presidente della Deputazione, Sebastiano Ricupero. “Però ci vorrebbe anche più dialogo che, secondo me, resta la forma migliore per cercare di poter esporre le proprie idee, di poterle fare valere. E se sono giuste e condivise, devono trovare il giusto spazio per farle crescere insieme, in unità”.
L’arrivo del simulacro e della processione in piazza Santa Lucia poco prima delle 21 ha sorpreso diversi fedeli e devoti, spiazzati da quelli che erano i tempi più lenti del passato. “Avrete notato che l’organizzazione è stata un pò diversa rispetto agli altri anni e per questo io devo dire un grazie speciale alle Forze dell’Ordine che hanno fatto un lavoro straordinario. Ad esempio, abbiamo percorso via Pompeo Picherali in circa un quarto d’ora. Questa cosa probabilmente non è mai accaduta e dobbiamo ancora ringraziare tutte quelle persone che hanno fatto sì che la gente non continuasse a confluire in piazza salendo proprio da via Picherali. Così il simulacro è sceso serenamente, soprattutto in condizioni di grande sicurezza, da uno degli storici imbuti che bloccava la processione anche per tre quarti d’ora. Ed è il vantaggio che abbiamo riportato alla fine”, spiega Sebastiano Ricupero in diretta su FMITALIA.
Ed a proposito dell’arrivo in Borgata, molti sono rimasti fuori dalla chiesa e non hanno trovato spazio neanche in piazza Santa Lucia, dove si è venuto a creare un tappo per diversi minuti. “Spero l’anno prossimo di avere le risorse necessarie, utili, per poter mettere un megaschermo. Perché non è giusto che le persone rimangano fuori e non possano partecipare all’interno della chiesa. Questo io lo considero una cosa che dobbiamo risolvere, però purtroppo dobbiamo anche fare i conti con norme sulla sicurezza che sono estremamente rigide. Mi spiego meglio. Se in Basilica devono entrare 500 persone, non possono entrare 501 persone, con tutto l’affetto del mondo. E allora mi piacerebbe poter mettere un megaschermo per consentire a tutte le persone, anche e soprattutto all’esterno, di poter condividere ciò che si vive dentro la chiesa. E poi dopo dare spazio all’adorazione personale di tutti”.
Alcuni portatori sarebbero rimasti delusi dalle modalità della processione. “Alla Deputazione non risulta questa umoralità. In ogni caso, sanno che possono e potevano parlare con me. Una cosa però: tutti si sono lamentati da sempre, da anni, non mi si dica che non è così, che la processione è disordinata. La testa arriva un’ora prima della coda, il simulacro arriva un’ora, un’ora e mezza dopo, e questo ovviamente, onestamente, è brutto, non è una processione. Quindi è riuscita l’operazione di compattare il corteo. Ovviamente tutto è perfettibile e cercheremo di fare ancora di più per ridurre il più possibile gli spazi tra un gruppo e un altro. Questi sono gli sforzi che abbiamo fatto e che molti, moltissimi hanno apprezzato”.
Tutte le attenzioni adesso si spostano sulla processione dell’Ottava. Il presidente della Deputazione di Santa Lucia chiarisce subito che le tradizionali soste in Santuario ed in ospedale, si faranno. “Mi sorprende il fatto che siano state messe in discussione. Noi le abbiamo inserite in un programma stampato e diffuso in 3mila copie, ne abbiamo parlato in conferenza stampa, alla radio. Perché oggi dovrebbero saltare due soste che sono una tradizione importantissima dell’ottava della Festa di Santa Lucia? Non comprendo, onestamente”, confida Ricupero.
L’unica variazione rispetto agli altri anni riguarda la sosta in ospedale, a causa dei cantieri aperti per lavori in corso nell’area dell’Asp. “Abbiamo tentato in tutti i modi di poter creare un percorso interno, però vi comunico che questo non è possibile. Perché ci sono dei cantieri in questo momento, quindi non è possibile accedere in ospedale. Però ci sarà la preghiera per i malati. Ripeto, passeremo dall’ospedale ma purtroppo non potremmo entrare. Abbiamo fatto una proposta e speriamo di poterla realizzare l’anno prossimo: ci piacerebbe poter entrare in ospedale, ovviamente senza cantieri in essere, e arrivare in chiesa. Quindi entrare dall’altro percorso, quello di sinistra dell’ospedale, arrivare alla chiesa dell’ospedale e lì fare un momento di preghiera per poi uscire.
E’ un proposito per l’anno prossimo”.
Il presidente della Deputazione di Santa Lucia non si sottrae a nessuna domanda. Anche quelle su aspetti di “colore” come la carrozza del Senato e le Lucia di Svezia. “Ovviamente non dipende da me, però una cosa posso dirla. Mi piacerebbe tantissimo rivedere in strada la carrozza del Senato. Sarebbe bellissimo. Non dipende dalla Deputazione, sappiamo però che l’amministrazione comunale sta facendo i passi giusti per poterla rivedere. Sarà una grande gioia. Questa come tante altre tradizioni che possono essere ripristinate”.
Poi l’invito alla cittadinanza. “Concentriamoci sulle cose belle, confrontiamoci su quello che non va e dialoghiamo. Tutto è perfettibile. Però la festa di Santa Lucia è viva, questo lo possiamo dire tranquillamente perché di gente ce n’era lungo le strade ed anche parecchia fino all’arrivo”.




Contributo di solidarietà, in pagamento da oggi quasi 2500 istanze

Sono 2.477 le famiglie residenti in Sicilia e con redditi molto bassi che beneficeranno del contributo di solidarietà. Irfis FinSicilia ha cominciato a distribuire agli aventi diritto altri 10 milioni previsti da un emendamento presentato dal presidente della Regione Renato Schifani nella manovra correttiva di ottobre, per integrare il fondo del “contributo di solidarietà” pensato dal governo regionale proprio per i cittadini in difficoltà finanziarie.
Irfis ha chiesto a coloro i quali sono già inseriti in graduatoria di presentare il certificato di disponibilità al lavoro rilasciato dai Comuni di residenza. Su 2.751 posizioni finanziabili hanno completato l’istanza in 2.477 che da oggi stanno ricevendo il contributo sui propri conti correnti.
Le posizioni già pagate grazie allo stanziamento di 30 milioni deliberato dalla scorsa Finanziaria regionale, più il milione stanziato nell’aggiustamento di bilancio della scorsa estate, erano state circa 8.000. Con le nuove 2.477, si arriva a un totale di oltre 10 mila beneficiari nel corso del 2025.




Balza Acradina, il parco ridotto a terra di nessuno. “Manca anche la luce lungo i sentieri”

La Balza Acradina è un piccolo rilievo ibleo ubicato all’interno della città di Siracusa. Un sito ricco di ipogei sepolcrali di epoca greca, romana e bizantina e quindi sotto vincolo archeologico; una distesa di circa tre ettari di parco rigoglioso di ulivi e carrubi. Tutto però rigorosamente al buio e consegnata all’attività – spesso losca – di sconosciuti che sporcano, delinquono e “alloggiano”.
Macchia verde dalla bellezza naturalistica unica, la Balza Acradina si presenta a turisti e cittadini come una distesa di rifiuti di ogni genere, deiezioni canine e persino umane. Innumerevoli le iniziative dei volontari volte a ripulire lo spazio popolato di mattina dagli studenti, il pomeriggio da cani al guinzaglio e la sera e la notte da senzatetto e senza nome. “La Balza Acradina è un luogo splendido che patisce la maleducazione e l’indifferenza della gente”, racconta Mirella Frisano, frequentatrice insieme ai suoi cani del sito. “Sono torinese e vivo in questa splendida città da diversi anni. Eppure mi rammarica l’atteggiamento di certa gente che con indolenza tratta questo luogo con inciviltà. Forse illuminare il parco anche la sera all’imbrunire potrebbe intimidire chi lo ha preso di mira come discarica o luogo di spaccio. C’è la necessità di un’illuminazione fissa sulla balza e siamo in tanti a chiederla da anni. Tra l’altro, proprio la bretella centrale del parco è diventata un sentiero attraversato ogni giorno da chi, per non prendere l’auto e risparmiarsi il traffico, sale da via Torino verso via dell’Olimpiade a piedi e quando lo fa dopo il tramonto è costretto ad accendere la torcia del cellulare per evitare di inciampare dentro buche e oggetti non ben identificati. A nome di tanta gente che da anni frequenta il parco della Balza e se ne prende cura volontariamente, chiediamo almeno il primo passo verso la sicurezza: un faro che illumini almeno la zona centrale a ridosso della scalinata, per intenderci quella che fa da sentiero”.




Il deputato regionale Carlo Gilistro boccia la finanziaria. “La vera siccità in Sicilia è quella del buonsenso”

Duro intervento ieri all’ARS del deputato regionale Carlo Gilistro del Movimento 5 Stelle, che ha bocciato
l’impianto della manovra finanziaria regionale, definendola lontana dalla realtà quotidiana di famiglie, giovani e territori. “Questa finanziaria non è equa – esordisce Gilistro – . Manca di giustizia sociale, manca di visione e non risponde ai reali bisogni dei siciliani.” Al centro dell’intervento del deputato del Movimento 5 Stelle il tema dell’emigrazione giovanile e dei collegamenti,l’emergenza idrica, definita strutturale e non più rinviabile e quella sul capitolo sanità. “I nostri ragazzi continuano a essere costretti a studiare e lavorare fuori dalla Sicilia. Il treno speciale da 20 ore non risolve nulla: tra click day, posti insufficienti e tempi da anni 50, il diritto alla mobilità resta una lotteria. Se siamo in grado di attraversare mari e continenti con gasdotti e. oleodotti, allora dobbiamo avere il coraggio di pensare a un grande acquedotto per garantire l’acqua alla Sicilia”.
Durissimo il capitolo sanità, definito da Gilistro “il disastro dei disastri” tra carenze di materiali essenziali negli ospedali, difficoltà nella raccolta di sangue, cittadini costretti a supplire alle mancanze del sistema.
Sul tema della sicurezza, il deputato M5S ha ribadito che “repressione e militarizzazione non bastano. L’aumento di furti, rapine e violenze ha radici profonde nella povertà e nell’esclusione sociale. “Si è smantellato il reddito di cittadinanza – incalza Gilistro – e oggi si parla di reddito di povertà, una contraddizione che dimostra l’assenza di una verastrategia”. Infine, l’allarme più grave, l’emergenza sociale e sanitaria che colpisce bambini e adolescenti. Gilistro ha parlato di un aumento drammatico dei disturbi psicologici, psichiatrici e del neurosviluppo, portando dati allarmanti sugli accessi nei pronto soccorso e sulla crescita di patologie come autismo e ADHD. “Avevamo proposto un emendamento per l’informazione e la prevenzione precoce nelle scuole e nelle famiglie. È stato bocciato, nonostante potesse salvare vite”. La chiusura di Gilistro è una sintesi amara ma netta – “La vera siccità che colpisce questa Regione è la siccità del buonsenso”.




Doppia Beffa dal Governo. Nessuna restituzione di fondi definanziati al Ponte a Sicilia e Calabria

“Con l’emendamento a mia prima firma – dichiara il senatore Antonio Nicita – il PD aveva chiesto al Governo di restituire a Sicilia e Calabria la quota FSC che era stata destinata al Ponte, dato che almeno per gli anni 2024-2025 l’opera non è partita a causa delle criticità riscontrate dalla Corte dei Conti. Il Governo è stato costretto a darci ragione, definanziando la spesa e riprogrammandola negli anni successivi. Ma anziché restituire le risorse europee del Fondo di Sviluppo e Coesione a Sicilia e Calabria, le destina alla copertura del disastro Transizione 5.0 e ZES. In sostanza vengono sottratte a Siciliani e Calabresi risorse che l’Europa ha affidato alle due regioni per coprire spese del Governo che riguardano l’intero paese. E’ una doppia beffa. Prima i fondi FSC delle due regioni vengono spostate sul Ponte e poi dal Ponte ad altri obiettivi di politiche nazionali. I due presidenti di Regione Schifani e Occhiuto dovrebbero alzare la loro protesta contro questo scippo che significa meno infrastrutture a Sicilia e Calabria. E invece stanno zitti ad applaudire un Governo che il 16 dicembre è costretto a riscrivere la legge di Bilancio, mostrando tutta la sua improvvisazione e la sua inadeguatezza”. Così in una nota il Vice Presidente del Gruppo PD in Senato, Antonio Nicita, membro della Commissione Bilancio.




Casa Museo Antonino Uccello, decide la Regione: si deve aprire, sostituito dirigente

Per arrivare all’apertura della Casa Museo Antonino Uccello di Palazzolo Acreide, mossa a sorpresa della Regione. Il dirigente regionale dei Beni Culturali ha disposto che tutte le competenze per chiudere positivamente la lunga querelle passino al direttore del parco archeologico di Siracusa, Carmelo Bennardo. Venerdì sarà già a Palazzolo per un primo incontro ed iniziare a studiare la documentazione ed i locali.
Prende il posto di Rita Insolia, direttrice della Galleria Bellomo, che avrebbe dovuto provvedere alla riapertura della Casa Museo entro sette giorni dalla comunicazione inviata lo scorso 28 novembre. Cosa che non è avvenuta, a causa di “sopraggiunte criticità”. Motivo per cui, “trascorsi invano i 7 giorni assegnati per ottemperare a quanto prescritto”, il dirigente regionale ha affidato “la responsabilità del procedimento” al direttore Bennardo che “potrà utilizzare le risorse umane attualmente assegnate al Servizio 28 Galleria Bellomo di Siracusa” per procedere con la riapertura.​
Nelle settimane scorse, forte era stato lo scontro tra il sindaco di Palazzolo, Salvatore Gallo, e la direttrice Rita Insolia. Non erano mancate le tensioni, con accuse reciproche ed incrociate sui ritardi nella riapertura della struttura di via Machiavelli.
Ora la decisione dei Beni Culturali, comunicata per conoscenza anche all’assessore regionale Scarpinato. Già nelle prime settimane del 2026 la Casa Museo Antonino Uccello potrebbe quindi aprire le sue porte. E non è l’unica buona notizia per Palazzolo. Dal 21 febbraio tornerà fruibile l’eccezionale sito rupestre dei Santoni: aperture ordinarie, in concomitanza con la giornata internazionale delle Guide Turistiche.
Antonino Uccello, il creatore della “Casa Museo”, fu poeta ed antropologo. Nacque a Canicattini Bagni nel 1922. Appena ventenne, maestro di scuola, emigrò in Brianza. Il forte interesse per le tradizioni popolari e la constatazione della rapidità con cui tutto diventava superato, inservibile e conseguentemente dimenticato e distrutto, lo portarono a ricercare con la moglie Anna Caligiore, durante le vacanze trascorse in paese, tutto quanto fosse legato alla cultura popolare: usi, tradizioni, oggetti. In un trentennio, dall’ultimo dopoguerra in poi, Uccello, in parallelo alla sua attività letteraria, organizzò fra la Sicilia e Milano, numerose mostre su temi della cultura popolare, spesso accompagnate dalla produzione di cataloghi.
Ritornato ad abitare in Sicilia, Uccello sentì la necessità di trovare una dimora per il materiale raccolto. Acquistò una antica casa a Palazzolo Acreide nella quale realizzerà la “Casa Museo”, spinto dal desiderio di salvare, tramite gli oggetti, la memoria delle arti e delle tradizioni popolari. Inaugurato ed aperto al pubblico nel 1971, il museo è stato, dopo la morte di Uccello, acquistato nel 1983 dalla Regione Siciliana. La sede museale è un’ala di Palazzo Ferla, edificio realizzato, su fabbriche preesistenti, dopo il terremoto del 1693 nel quartiere dei Mannarazzi dove esistevano le mannare, ovvero i recinti per gli ovini. Antonino Uccello, con i materiali raccolti, vi ricreò gli ambienti della casa della civiltà contadina Iblea dove spesso coesistevano due mondi, tanto diversi nelle apparenze quanto vicini nei legami.




Rotatoria tra Scala Greca, via Noto e via Avola: “Si” alla sperimentazione

Rotatorie definitive in viale Santa Panagia, all’intersezione con via Calatabianoe via Ungheria, in largo Delia ed una rotatoria sperimentale in viale Scala Greca, intersezione con via Noto e intersezinoe con via Avola. E’ quanto l’amministrazione comunale intende realizzare nella zona alta della città secondo quanto elaborato dal settore Mobilità e Trasporti. L’esigenza manifestata è quella di “ottimizzare e migliorare la circolazione stradale, in considerazione del flusso di traffico veicolare che interessa maggiormente alcune intersezioni chiave nel nostro territorio e che questo ufficio -spiega il dirigente Santi Domina nella determina in cui si affronta il tema- monitora costantemente riscontrando elevati tempi di attesa dovuti alla congestione del traffico e ai rischi di incidenti”. La soluzione rotatorie viene ritenuta efficace “per incrementare la sicurezza stradale e migliorare la fluidità del traffico veicolare nella parte nord della città”. Significherebbe dismettere gli impianti semaforici ancora in funzione in quell’area. Il documento di indirizzo della progettazione, il cosiddetto DIP è stato redatto dal responsabile di fase per la programmazione, progettazione ed esecuzione, Fabio Cannamela e prevede interventi da condurre entro un limite finanziario complessivo di 89 mila euro. Nel caso della rotatoria tra Santa Panagia, via Calatabiano e via Ungheria, così come in largo Delia, la sperimentazione è in corso e la rotatoria è delimitata tramite apposizione di rete in plastica ad alta visibilità sorretta da paletti.

Foto: repertorio, a titolo esemplificativo.




Ottant’anni Confcommercio, omaggio in teatro alle imprese che hanno fatto crescere la città

Confcommercio Siracusa festeggia gli 80 anni dalla sua fondazione con una serata dedicata a chi, nel tempo, ha contribuito in maniera determinante alla crescita e al consolidamento del tessuto commerciale della città. L’appuntamento è per questa sera (16 dicembre), alle 20.30, al Teatro Comunale di Siracusa, per un evento che unisce memoria, riconoscenza e visione del futuro.
Il presidente Francesco Diana, insieme alla direttrice Virginia Zaccaria e alla giunta di Confcommercio Siracusa, ripercorrerà un cammino costruito passo dopo passo accanto a generazioni di commercianti. Nel corso della serata saranno premiate le aziende con almeno 60 anni di attività, simbolo di continuità, radicamento e capacità di adattarsi ai cambiamenti.
Le imprese premiate sono state individuate da una commissione appositamente nominata, composta da Sebastiano Brocca, Alfio Cottone, Paolo Pappalardo, Vincenza Privitera e dalla giornalista Lucia Corsale, autrice del volume che Confcommercio Siracusa ha voluto realizzare per celebrare l’anniversario. Il libro racconta la storia di alcune aziende siracusane, mettendo in luce il commercio come motore di identità locale, innovazione e coesione sociale.
Alla pubblicazione si affianca anche una mostra fotografica dedicata alle imprese storiche siracusane, che sarà allestita al Teatro Comunale: un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso immagini capaci di raccontare luoghi, famiglie e storie che hanno segnato la vita economica e sociale della città.
“Ottant’anni di Confcommercio sono un traguardo che parla di persone, comunità e futuro – sottolinea il presidente Francesco Diana –. Con questa iniziativa vogliamo rendere omaggio a chi, con dedizione e coraggio, ha creato valore e occupazione, custodendo al tempo stesso il patrimonio culturale e relazionale della nostra città. Come Confcommercio Siracusa rinnoviamo il nostro impegno a sostenere il commercio locale, promuovendo la memoria delle imprese storiche e valorizzando le nuove generazioni di imprenditori”.
La serata – condotta da Oriana Vella – si propone così come un momento di incontro e condivisione, aperto a imprenditori, istituzioni e cittadini, per celebrare insieme una storia di successo che, dopo ottant’anni, continua a guardare avanti.




Natale, in Sicilia si spenderanno oltre 2 miliardi di euro: 164 milioni in provincia di Siracusa

“Più di due miliardi di euro spesi dai siciliani durante le feste”. A rilevarlo è l’Osservatorio Confartigianato Imprese Sicilia che diffonde un nuovo focus in occasione della nuova edizione della campagna “Acquistiamo locale”, l’iniziativa che invita i cittadini a sostenere l’artigianato dell’Isola attraverso acquisti consapevoli. «Gli oltre due miliardi di euro che le famiglie dell’Isola spenderanno durante le festività – dichiara il presidente di Confartigianato Sicilia, Emanuele Alessandro Virzì – possono diventare un potente motore di sviluppo, se orientati verso le opere e i manufatti realizzati dalle imprese artigiane locali. Con la campagna “Acquistiamo locale”, anche quest’anno invitiamo i siciliani a compiere una scelta consapevole: ogni acquisto fatto sotto casa sostiene lavoro, tradizioni, qualità e identità del nostro territorio. L’artigianato siciliano è fatto di imprese che creano valore, occupazione, sostenibilità e coesione sociale. Scegliere un prodotto artigiano significa rafforzare l’economia reale del nostro territorio». Dall’analisi dell’Osservatorio emerge come il mese di dicembre rappresenti un momento cruciale per i consumi: da solo concentra il 10,5 per cento delle vendite annuali al dettaglio e il 10% delle vendite di prodotti alimentari. In Italia, la spesa complessiva per prodotti e servizi tipici dei regali natalizi raggiunge i 26,6 miliardi di euro, di cui oltre due terzi 66,5 per cento, destinati ad alimentari e bevande.
Per le famiglie siciliane, la spesa legata ai regali di Natale ammonta a 2 miliardi e 28 milioni di euro, pari al 7,6% della spesa nazionale. Di questa cifra, il 68,9 per cento, ovvero 1 miliardo e 397 milioni di euro, è riservato ad alimentari e bevande, confermando il peso centrale delle tradizioni gastronomiche nelle festività.
A livello provinciale, a spendere di più sono le famiglie di Palermo con 495 milioni di euro, seguite da Catania con 446 milioni. Siracusa si conferma a metà della classifica con 164 milioni cui seguono Ragusa con 131 milioni, Caltanissetta con 103 milioni ed Enna con 67 milioni.Secondo Confartigianato, questa importante quota di spesa può essere intercettata da oltre 20 mila imprese artigiane, attive nei settori più legati al Natale: alimentare e bevande, cosmetica e benessere, moda, gioielleria, occhialeria, legno e arredo-casa, ceramica, vetro, editoria, fotografia, articoli da regalo, sportivi e high tech. Parliamo di realtà che danno lavoro a più di 48mila addetti, pari al 36,8 per cento dell’intero comparto artigiano siciliano. L’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare i consumatori a scegliere prodotti e servizi artigianali, regalando e regalandosi oggetti che esprimono valore, qualità e identità locale, contribuendo al rilancio dell’economia siciliana.