Stazione di Posta, servizi sanitari per gli ‘homeless’: incontro tra operatori e Asp

Continuità assistenziale garantita agli ospiti della Stazione di Posta 48, la nuova struttura di viale Ermocrate che accoglie temporaneamente persone senza fissa dimora. Questa mattina si è tenuto un incontro informativo tra gli operatori della struttura, gestita dall’Ats guidata dalla cooperativa Kolbe con Passwork, Il Sorriso e il Sicomoro, e i responsabili di vari servizi dell’Asp di Siracusa. L’azienda sanitaria provinciale garantisce, per le persone prese in carico dalla struttura, l’accesso ad ambulatori odontoiatrici e di medicina interna, le attività a sostegno delle famiglie di pazienti con patologie psichiatriche, l’assistenza post partum al domicilio alla mamma e al bambino, attività di screening oncologico per la prevenzione dei tumori della mammella, della cervice uterina e del colon retto.L’incontro di oggi rientrava nell’ambito del programma nazionale “Equità nella salute INMP-PNES”. Per l’Asp hanno partecipato la referente per gli aspetti sanitari PNES/INMP Marine Castaing, la responsabile dei poliambulatori del Distretto di Siracusa Maria Serra e la responsabile Informazione e Comunicazione e Urp Adalgisa Cucè, assieme ai responsabili e agli operatori dei diversi progetti, sono stati illustrati nel dettaglio i servizi di prossimità attivati.
Stefano Elia, presidente della cooperativa Kolbe, ha sottolineato l’importanza del “fare squadra” per restituire dignità e percorsi di ripartenza.
La referente Marine Castaing ha evidenziato come l’Asp sia pienamente impegnata nel rafforzare queste sinergie tra istituzioni e associazioni del terzo settore. “Non si tratta solo di offrire assistenza – ha precisato – ma anche di restituire dignità attraverso interventi di prossimità efficaci, garantendo equità nell’accesso alle cure per tutti”
L’incontro si è concluso con l’impegno a proseguire la collaborazione e gli incontri con le altre associazioni per consolidare la rete tra istituzioni e terzo settore.




Fatti di Avola, rievocazione in contrada Chiusa di Carlo. I sindacati: “La storia è un monito”

La ferita resta aperta e 57 anni dopo c’è ancora rabbia, commozione, dolore e la continua ricerca della verità su quello sciopero del 2 dicembre 1968 che si tradusse nell’assassinio di Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, braccianti agricoli. Questa mattina, durante la rievocazione in contrada Chiusa di Carlo, i segretari generali di Cgil e Cisl territoriali Franco Nardi e Giovanni Migliore insieme al segretario generale regionale della Uiltec Andrea Bottaro, hanno portato la vicinanza dei lavoratori alle figlie di Scibilia.
Con loro anche i rispettivi segretari sindacali dei lavoratori agricoli, Fai, FLAI e Uila,
Sergio Cutrale, Nuccio Giansiracusa e Sebastiano Di Pietro, Insieme al sindaco di Avola Rossana Cannata e al presidente del Libero Consorzio Comunale Michelangelo Giansiracusa, gli studenti e il baby sindaco.
“In questo territorio si consumò un evento con conseguenze drammatiche, con morti
e feriti – hanno commentato Nardi, Migliore e Bottaro – La storia è un monito per tutti
noi: i diritti vanno coltivati giorno dopo giorno e oggi vanno riconquistati con la stessa
determinazione. Il sindacato resta baluardo unico contro qualsiasi violazione dei diritti
dei lavoratori e sentinelle sempre vigili perché il sacrifico di Scibilia e Sigona resti
scolpito nella storia di questa provincia”.




Fatti di Avola, Nicita (Pd): “Indennizzo ai familiari, impegno bipartisan”

Era il 2 Dicembre 1968 e il territorio fu segnato dai tragici Fatti di Avola, culminati nell’assassinio di Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona. Sul tema, nel giorno della memoria di quella lacerante ferita, interviene oggi il vicepresidente del gruppo del Pd al Senato, Antonio Nicita, che ha presentato un emendamento per il riconoscimento di un indennizzo ai familiari.L’emendamento ha ottenuto il sostegno dei deputati Luca Cannata di Fratelli d’Italia e Filippo Scerra del Movimento 5 Stelle, nonché della senatrice Daniela Ternullo. E’ stato depositato in Prima Commissione. “Nessuna definitiva verità giudiziaria è emersa in tutti questi anni-premette Nicita- nonostante le molteplici denunce e ricostruzioni. Da alcuni accertamenti parlamentari, svolti dal sottoscritto, non emerge ancora, ad oggi, alcun dossier secretato. Nel frattempo, c’è l’occasione concreta di porre fine, con un vergognoso ritardo di decenni, alla mancata corresponsione di un indennizzo ai familiari delle vittime”. Nicita ribadisce “in questa giornata di memoria l’impegno per conseguire questo doveroso risultato.




Verde pubblico, Aloschi: “Circolano cifre esagerate, dato più fondi per punteruolo rosso”

L’assessore Luciano Aloschi risponde agli appunti mossi nei giorni scorsi sull’appalto del verde pubblico. Al centro delle polemiche, il costo del servizio ed il “taglio” ad alcune attività come la potatura degli alberi. “Non risponde al vero che l’appalto di manutenzione e gestione del verde pubblico sia pari a 3,4 milioni di euro. L’importo esatto è di 1,63 milioni per due anni, come stabilito dagli atti di gara reperibili all’albo pretorio on-line del sito istituzionale del Comune di Siracusa”, precisa insieme al dirigente Emanuele Fortunato.
Il ribasso applicato del 43,87% “non ha ridotto né la qualità né le quantità del servizio previsto in progetto: le prestazioni contrattuali vengono gestite dall’Ufficio nell’ambito del rapporto contrattuale e del progetto che fu appaltato”. E’ però vero che “le somme previste per le potature sono insufficienti per far fronte alle effettive esigenze per la manutenzione del verde pubblico nell’intero territorio. La recente variazione di bilancio (altri 63.000 euro, ndr) è stata responsabilmente richiesta ed approvata dal consiglio comunale per motivi oggettivi, cioè allo scopo di integrare ed implementare le attività contrattuali alle attuali esigenze del servizio”, le parole di Aloschi.
Con quella integrazione si fronteggeranno maggiori potature e criticità fitosanitarie che hanno interessato in modo straordinario le palme (punteruolo rosso, ndr). “Si tratta di un fenomeno che, pur non essendo più qualificato come emergenza dall’Istituto Fitosanitario Regionale, continua a produrre effetti straordinari sul patrimonio arboreo cittadino. Il Capitolato Speciale d’Appalto non prevede trattamenti fitosanitari attivi come prestazioni ordinarie del servizio, ma richiama espressamente ed in più punti l’obbligo per l’appaltatore di rispettare le norme vigenti in materia fitosanitaria, di mantenere un aggiornamento costante con l’Osservatorio Regionale per le Malattie delle Piante e di adottare tutte le cautele previste dai Criteri ambienta minimi per il verde pubblico, che privilegiano metodi non chimici e consentono l’uso di fitofarmaci solo in presenza di specifici obblighi di legge”.
La normativa regionale che prevedeva la “lotta obbligatoria” al punteruolo rosso è stata recentemente abrogata, il parassita è tuttora presente e diffuso sul territorio. “L’intensità del fenomeno registrato sulle palme ha determinato un fabbisogno straordinario rispetto a quanto previsto dal computo metrico e richiede pertanto un’integrazione di risorse finalizzata a garantire interventi aggiuntivi, tempestività e sicurezza nelle aree maggiormente esposte. Di fronte a un quadro straordinario, l’amministrazione ha privilegiato la strada della responsabilità istituzionale: intervenire con tempestività, garantire la sicurezza delle aree pubbliche e preservare il decoro urbano della città. Una scelta orientata alla tutela dei cittadini e alla continuità del servizio”.

In definitiva, le somme integrate rispondono a esigenze sopravvenute che non rientrano nel quadro ordinario del servizio. Parliamo di interventi necessari, proporzionati e pienamente coerenti con il perimetro contrattuale, adottati a tutela della sicurezza pubblica e del patrimonio verde. Ogni diversa interpretazione non trova fondamento negli atti amministrativi.

Continueremo a operare con trasparenza, serietà e senso istituzionale, perché il verde pubblico non è materia di contrapposizione ma un servizio essenziale per la città che merita rispetto e una gestione responsabile.

Il Dirigente
F.to Ing. Emanuele Fortunato
L’Assessore
F.to Luciano Aloschi




Tracciabilità dei rifiuti, nuove scadenze per le imprese: Focus di Cna e Albo Gestori Ambientali sul RENTRI

Un momento di focus sugli adempimenti previsti nell’ambito del RENTRI, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, con particolare attenzione alla prossima scadenza, che coinvolge le imprese con meno di dieci addetti. L’ha organizzato Cna Siracusa in collaborazione con l’Albo Gestori Ambientali.
L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di chiarimento su un tema di grande rilevanza per le aziende del territorio, chiamate ad adeguarsi alle nuove disposizioni normative in materia di gestione e tracciabilità dei rifiuti.
All’incontro sono intervenuti: Rosanna Magnano, presidente territoriale di CNA Siracusa, che ha sottolineato l’impegno dell’associazione nel supportare le imprese in questa fase di transizione normativa; Giuseppe Di Pietro, responsabile ambiente di CNA Siracusa, che ha illustrato il supporto operativo di CNA legato all’adempimento; Giovanni Dolce, Vittorio Ruffolo e Maurizio Morvillo, della segreteria dell’Albo Gestori Ambientali Sicilia, che hanno fornito chiarimenti e risposte alle domande degli operatori presenti.
“Il RENTRI rappresenta un passaggio fondamentale verso una gestione più trasparente e digitale dei rifiuti. CNA Siracusa è al fianco delle imprese per accompagnarle in questo percorso, garantendo informazione, assistenza e supporto operativo”, ha dichiarato la presidente Rosanna Magnano. L’incontro ha registrato una partecipazione attenta e numerosa, confermando l’interesse delle imprese locali verso un tema che incide direttamente sulla loro operatività quotidiana e sulla conformità alle normative ambientali.
CNA Siracusa continuerà a promuovere momenti di informazione e confronto, rafforzando il proprio ruolo di riferimento per le aziende del territorio e favorendo una transizione consapevole e responsabile verso i nuovi strumenti di tracciabilità.




Un puntino bianco alla balza Akradina, la preghiera di Rojina: una madre in cerca di speranza

Accanto alla balza Akradina le macchine sfrecciano indifferenti. I semafori, la scuola, i clacson e gli schiamazzi. Quasi nessuno nota un puntino bianco, tra gli ulivi e gli arbusti della balza. E’ una donna del Bangladesh, ha 35 anni e si chiama Rojina Begom. Inginocchiata sullo strascico della sua veste bianca – probabilmente un sari in seta che la copre da capo a piedi avvolgendola come fosse una nuvola – prega in mezzo a quella moltitudine.
“A Siracusa sono arrivata da poche settimane. Ho perso mio marito e mi sono ritrovata sola con due figli a carico, in un paese che mi prospettava solo una vita di miseria e sofferenza”, racconta Rojina in una pausa della sua preghiera. Non è infastidita, per la prima volta forse si sente vista per davvero. “Ho messo dei soldi da parte e dopo aver preso un aereo per raggiungere la Libia dal Bangladesh, mi sono diretta verso l’Italia”. La traversata via mare, quella fatta di gommoni e disperati, tra sale e odore di nafta che riempiono i polmoni. Perchè l’Italia? “Non ho nessuno qui, non conosco la lingua e ancora non ho documenti per lavorare. Ma ho sempre ammirato gli italiani. Qui riesco ugualmente a trovare la serenità che non ho mai avuto. Perchè qui esiste la pace umana che manca nel mio paese. Sono una persona indifesa che ha sofferto tanto e che ha preso bagagli e figli facendo uno speranzoso salto nel buio. Adesso vivo in una struttura di accoglienza dove mangio, dormo al caldo e mi aiutano anche burocraticamente. Tutti mi trattano bene”. Lo sguardo si fa serio. “Soffro solo perchè per il momento ho dovuto rinunciare alla custodia dei miei due figli di 14 anni che hanno trovato accoglienza in una vera casa, con una famiglia in campagna in provincia di Siracusa”. Prega per loro, Rojina un punto bianco tra la vegetazione della balza.
Qualcuno le si avvicina. Un pò di francese aiuta a comunicare, altrimenti usa il traduttore online. Le chiedono se ha bisogno di qualcosa di particolare. “Sarò felice se avrò amici”, risponde a tutti. “Avere amici al mio fianco è quello di cui ho bisogno” e allarga le braccia come a voler ricevere o donare un abbraccio.




Caro Voli, il sindaco Francesco Italia: “Così si umilia il diritto alla mobilità”

“Il paradosso è sempre lo stesso e si ripropone puntuale come un rituale che nessuno vuole affrontare davvero: per un giovane siracusano che studia o lavora al Nord, tornare a casa a Natale costa più che volare all’estero. È un fatto. È scritto nero su bianco nelle ricerche, negli articoli, nelle esperienze di migliaia di famiglie.E soprattutto è un’ingiustizia.”
Sono parole del sindaco di Siracusa, Francesco Italia che interviene in questo modo sul tema del caro-voli e della continuità territoriale, alla luce delle analisi che mostrano come, durante il periodo natalizio, un volo per la Sicilia o la Calabria possa costare fino al triplo rispetto a un collegamento con scalo in una capitale straniera.
Non si tratta di un dato che sorprende, nonostante le misure adottate per calmierare i costi o, nel caso del bonus regionale, per aiutare i residenti in Sicilia a spostarsi senza che questo si traduca in un salasso. Nei fatti lo rimane. «Si parla moltissimo di inclusione, di un Paese che non lascia indietro nessuno, di giovani che devono avere le stesse opportunità da Nord a Sud. Ma poi — nei fatti — permettiamo che la mobilità diventi un lusso. Chi può permetterselo vola diretto. Gli altri si arrangiano: Varsavia, Cracovia, Malta, ore e ore in aeroporti stranieri pur di risparmiare cento euro. È questa l’idea di uguaglianza che vogliamo trasmettere?»
Il sindaco ricorda che Siracusa è una delle città con la più alta percentuale di studenti universitari fuori sede: «Sono ragazzi e ragazze che rappresentano la parte migliore di questa comunità. Chiediamo loro di formarsi, di crescere, di tornare. Ma poi permettiamo che tornare a casa diventi un costo proibitivo.
Che messaggio stiamo dando a questa generazione? Come possiamo parlare di “continuità territoriale” quando la continuità è lasciata alla legge del mercato e non ai diritti dei cittadini?»
Italia sottolinea che la questione non riguarda di certo soltanto Siracusa.
«È un problema strutturale che coinvolge tutto il Sud e che richiede un intervento serio e coordinato: Governo, ENAC, Autorità di regolazione, Regione. Nessuno può più far finta di nulla. I collegamenti non sono un bene opzionale: sono un diritto essenziale per studenti, lavoratori, famiglie, imprese, turisti.» E conclude: «Il Paese reale ci dice che le distanze non sono soltanto geografiche: sono economiche e sociali. E finché non affronteremo questo nodo, parlare di inclusione sarà solo retorica. Siracusa aggiunge la sua voce a quella di migliaia di giovani e famiglie: chiediamo equità, chiediamo rispetto, chiediamo che il Sud non debba pagare un pedaggio ogni volta che vuole tornare a casa. Il bonus della Regione è un’ ottima iniziativa-conclude- ma non è strutturale e a mio giudizio deve diventarlo, non si può andare avanti di proroga in proroga.”




Armi e droga per centomila euro in casa, arrestato dalla Polizia un 36enne

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 36 anni per spaccio e detenzione di una pistola con matricola abrasa e di un revolver privo di matricola. Dopo una perquisizione domiciliare, operata dagli investigatori della Squadra Mobile, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato, all’interno di una cassaforte nascosta sotto il letto, le armi con munizionamento calibro 7,65 mm e cal. 6,35 mm.
All’interno della cassaforte sono stati trovati un chilo di cocaina, vari bilancini, materiale da confezionamento e circa 7.000 euro in contanti, presunto provento dello spaccio. Da una stima approssimativa, gli investigatori hanno calcolato che lo stupefacente sequestrato avrebbe fruttato sul mercato al dettaglio oltre centomila euro.
L’arrestato è stato condotto presso il carcere di Cavadonna in attesa dell’udienza di convalida.
Sono in corso attività di indagine al fine di ricostruire i collegamenti sul territorio del soggetto tratto in arresto.




Murata la baracca all’ingresso del parcheggio del Molo dopo l’ultimo incendio

Dopo l’incendio che l’altra notte è quasi costato la vita ad un clochard, questa mattina sono stati murati tutti gli accessi della baracca all’ingresso del parcheggio del Molo Sant’Antonio. Era diventata rifugio di fortuna per senza fissa dimora, la cui presenza era stata più volte segnalata. All’interno, anche rifiuti vari e condizioni igieniche provvisorie.
I Vigili del Fuoco hanno intimato la chiusura di ogni varco. Pur essendo di proprietà del Demanio, secondo quanto specificato da fonti di Palazzo Vermexio, è stato il Comune di Siracusa ad inviare gli operai che hanno murato porte e finestre.
Quello di due notti addietro è stato il terzo incendio scoppiato in due anni, probabilmente a causa dell’impiego di una fiamma libera per scaldarsi.




Riserva Ciane-Saline, prove di tavolo tecnico. Giansiracusa: “Si andrà per priorità”

“Un primo passo importante verso la costituzione del tavolo tecnico temporaneo che affiancherà il Libero Consorzio Comunale nell’individuazione delle priorità per la gestione della riserva Ciane Saline”.
Il presidente dell’ex Provincia, Michelangelo Giansiracusa si mostra ottimista ma mette anche dei puntini sulle “i” dopo la riunione di ieri, alla quale hanno preso parte numerosi rappresentanti di associazioni interessate alla tutela dell’area ed alla ricerca e proposta di soluzioni definitive per la sua valorizzazione e fruibilità.
Ad affiancare Giansiracusa nella conduzione dell’incontro c ‘era anche il presidente della commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, Giuseppe Carta mentre, in collegamento, in rappresentanza del Comune di Siracusa, il vicesindaco, Edy Bandiera.
Giansiracusa mette però subito in chiaro un aspetto. “Quando dico che dobbiamo muoverci secondo
priorità- spiega il presidente del Libero Consorzio Comunale- intendo dire che non è possibile fare tutto subito”. Nei mesi scorsi, attraverso un emendamento del deputato regionale Carlo Gilistro, sono arrivati circa 200 mila euro destinati alla riserva, per gli interventi più urgenti: pulizia e messa in sicurezza della strada di accesso al boschetto del Ciane e al sentiero ciclopedonale verso la fonte, riqualificazione delle staccionate e delle ringhiere, il ripristino dell’area pic-nic per scuole e famiglie, la sistemazione dell’area della diga e una nuova cartellonistica informativa dedicata alla flora, alla fauna e alla storia del luogo.
In merito alle presunte violazioni di regola all’interno della riserva manteniamo massima cautela perché gli organi inquirenti stanno proseguendo la propria attività. Il punto è migliorare le condizioni di fruizione della riserva con soluzioni immediate”. Per il futuro, tra i temi posti figura quello della qualità delle acque e della possibilità che il fiume torni ad essere navigato”. Chiara la necessità di risorse economiche. Il tentativo dovrebbe essere quello di drenarle con una risoluzione parlamentare all’Ars. Si affronterà successivamente il tema della governance. Tra le ipotesi avanzate, anche quella che parla di una gestione mista.