La notte dell’Atturna, processione con la banda per la “svelata” dell’Immacolata

C’è un momento, nel cuore più silenzioso della notte siracusana, in cui il tempo sembra sospendersi e la città ritrova un rito antico. È l’atturna, la tradizionale “svelata” di Maria Santissima Immacolata. Da oltre settant’anni è il momento che accende di devozione e incanto il centro storico di Siracusa, prima nella chiesa dell’Immacolata ed oggi nella chiesa di San Filippo Apostolo.
Alle tre del mattino, tra venerdì e sabato, quando le strade sono ancora immerse nell’oscurità, la banda comunale di Siracusa dà inizio al viaggio. Le sue note, fiere e dolcissime insieme, scorrono per vicoli, piazze e cortili, raccogliendo i fedeli come un richiamo antico, una voce che guida. Un pellegrinaggio spontaneo e popolare.
Alle cinque del mattino, il momento più atteso, quando il “monstra te esse Matrem” (“mostra di essere madre”) accompagna la vera e propria svelata del simulacro dell’Immacolata.
“In questo anno giubilare dedicato alla Speranza, la Svelata di Maria Santissima offre alcuni spunti di riflessione: è nel cuore della notte ma a ridosso dell’alba, si offre come aiuto per aiutarci a fugare ogni tenebra dal cuore e accogliere in esso la luce che proviene dal suo Figlio nato e offerto per noi”, dice padre Flavio Cappuccio. “In un periodo in cui ogni relazionalità sta entrando in crisi, ci mostra cosa significa essere madre, comprendere fino a che punto possa spingersi l’amore. Maria Santissima, é per noi modello di empatia, di compassione, di amore infinito e smisurato per il genere umano e in questo periodo storico così travagliato sotto ogni punto di vista, questa svelata si offre come piccolo istante per lasciarsi riempire di luce”.




Ripristino ambientale, finanziati i progetti per Saline di Priolo e Pantano di Lentini

Ci sono anche le saline di Priolo ed il pantano di Lentini tra le cinque aree naturali siciliane per le quali sono stati finanziati da Roma progetti di ripristino ambientale. Le altra aree sono Lampedusa, saline di Trapani e Paceco, fiume Pollina. Stanziate complessivamente risorse per oltre 13,3 milioni di euro.
Con l’accordo tra la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Ambiente, infatti, è stato approvato il finanziamento delle proposte presentate dall’assessorato regionale del Territorio e dell’ambiente, finalizzate all’attuazione in Sicilia del Regolamento europeo sul ripristino degli habitat naturali (il cosiddetto Restoration law).
A seguito dell’intesa tra la Presidenza del Consiglio e il Mase, nei prossimi mesi il Ministero stipulerà uno specifico accordo con la Regione Siciliana, tramite l’assessorato del Territorio e dell’ambiente, per definire le procedure di attuazione dei progetti.
Per la riserva naturale Saline di Priolo è prevista la creazione di aree umide attraverso la bonifica di un sito industriale finalizzate a favorire la nidificazione, lo svernamento e la migrazione di specie avifaunistiche.
Nella zona di protezione speciale per l’avifauna pantano di Lentini, sarà realizzato un progetto di acquisizione, riqualificazione e tutela.
“Il governo Meloni ha valutato positivamente i nostri progetti – commenta l’assessore Giusi Savarino – e a breve con queste risorse potremo dare attuazione, coinvolgendo gli enti gestori, a quanto previsto in fase progettuale. Un percorso da me avviato che ci permetterà di riqualificare, implementare e tutelare ancora meglio i siti individuati. Cito, tra tutti, l’acquisizione al patrimonio regionale della casa di Domenico Modugno, nella spiaggia dei Conigli a Lampedusa, dove nascerà il Centro per la biodiversità del Mediterraneo e la bonifica di un’area nelle saline di Priolo, tornate ad essere habitat di nidificazione dei fenicotteri rosa, esempio di resilienza ai margini di un grande polo industriale. Priorità per il governo Schifani, che finalmente potranno essere realizzate”.

in foto: saline di Priolo (archivio)




Incendio di via Lombardia, fermato 46enne. La lite in famiglia, poi il rogo nella casa

È terminata la fuga del quarantaseienne ricercato dalla Polizia di Stato per l’incendio divampato domenica 24 novembre in un appartamento di via Lombardia. L’uomo, da due giorni in movimento continuo per sottrarsi alle ricerche degli investigatori, è stato rintracciato e fermato dagli agenti della Squadra Mobile in una villetta della zona Serramendola. Alla vista delle pattuglie ha tentato ancora una volta di scappare, provando perfino a scavalcare un balcone, ma è stato immediatamente bloccato.
Il rogo, particolarmente violento, aveva reso necessario l’intervento congiunto delle Volanti e dei Vigili del Fuoco, che avevano evacuato l’intero stabile per ragioni di sicurezza. Fin dai primi rilievi era apparso chiaro agli investigatori che le fiamme non fossero accidentali. Le successive verifiche hanno poi indirizzato i sospetti verso un familiare della vittima, già allontanato nelle ore precedenti.
Secondo quanto emerso dalle indagini — ricostruzione che dovrà trovare conferma nelle sedi giudiziarie — il quarantaseienne avrebbe aggredito il proprio zio sessantaduenne colpendolo ripetutamente anche alla testa con oggetti contundenti, provocandogli 15 giorni di prognosi.
Dopo le percosse, l’uomo gli avrebbe sottratto il bancomat, costringendolo a seguirlo in auto presso diversi sportelli ATM nel tentativo di prelevare contanti, senza però riuscirci. Terminati i tentativi, la vittima sarebbe stata lasciata a casa del padre.
Nel frattempo, in possesso delle chiavi sottratte allo zio, l’indagato avrebbe raggiunto l’abitazione di via Lombardia, appiccando l’incendio e dandosi poi alla fuga.
Per due giorni – secondo la ricostruzioni degli investigatori – il quarantaseienne ha cambiato ripetutamente rifugio, ospitato da conoscenti o sfruttando abitazioni isolate, nel tentativo di sfuggire ai controlli. La sua fuga si è conclusa in una villetta di campagna, dove gli agenti della Squadra Mobile hanno fatto irruzione sorprendendolo all’interno. L’uomo è stato fermato e indagato per lesioni, rapina e sequestro di persona, oltre che per l’incendio doloso. Sottoposto a fermo, è stato condotto in carcere.
Intanto proseguono gli approfondimenti investigativi per ricostruire tutti i movimenti del quarantaseienne durante la fuga e identificarne eventuali appoggi sul territorio.




Lectio magistralis dell’architetto spagnolo Alberto Campo Baeza alla Pirrera di Melilli

Giovedì 4 dicembre, a partire dalle 16:30, all’interno della Pirrera Sant’Antonio, presso le cave di Melilli, lectio magistralis dell’architetto spagnolo Alberto Campo Baeza. E’ uno dei maggiori architetti del panorama internazionale. Fra le sue opere principali le case De Blas, Gaspar, Asencio, Guerrero e la Casa dell’Infinito; la Caja e il Museo della Memoria, entrambe a Granada; la Sede del Consiglio di Castiglia e León a Zamora e la piazza Entre Catedrales a Granada.
Accademico della Real Academia di Bellas Artes di San Fernando, docente emerito della ETSAM-UPM, già docente presso ETH di Zurigo, EPFL di Losanna, Penn University a Filadelfia, CUA di Washington e al NYIT. Il suo lavoro è stato esposto, fra gli altri, al Crown Hall di Chicago, alla basilica palladiana di Vicenza, nel Tempietto di San Pietro in Montorio, al MAXXI di Roma, alla American Academy of Arts and Letters a New York. Ha ricevuto numerosi premi, fra i quali: la Tessenow Gold Medal, l’Arnold W. Brunner Memorial Prize a New York e il Daylight Award.
Il suo testo principale, L’idea costruita, è stato pubblicato in più di trenta edizioni.
Finanziato e sostenuto dal Comune di Melilli, l’evento è stato organizzato dalla Struttura Didattica Speciale di Architettura e Patrimonio Culturale di Siracusa (Unict) nell’ambito del programma E(x)terna. L’evento è stato inoltre promosso in sinergia con la Fondazione Museo Pino Valenti da Melilli, e con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Siracusa.
La conferenza sarà preceduta dai saluti istituzionali di Enrico Foti, Rettore dell’Università di Catania, dell’On. Giuseppe Carta, Sindaco di Melilli, di Rosario Cutrona, Presidente della Fondazione Museo Pino Valenti da Melilli, di Ester Sbona, referente per il Comune di Melilli del protocollo d’intesa con la S.D.S. e di Alessandro Brandino, presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Siracusa.




Ciclone Apollo e incendi del 2023: ristori per chi ha subito danni a Siracusa

Dovrebbero essere liquidati entro pochi mesi gli importi dovuti ai cittadini siracusani che hanno subito danni a causa del Ciclone Apollo del 2021. Il tema è stato affrontato ieri in consiglio comunale, attraverso un’interrogazione che vedeva come primo firmatario Ivan Scimonelli di “Insieme”. A seguito di quell’ondata di maltempo la Regione ha riconosciuto lo stato di emergenza anche per Siracusa, stanziando i relativi fondi da ripartire sulla base delle istanze presentate dai privati e dalle imprese. La gestione delle istanze è stata affidata dal settore Protezione Civile. Il primo passaggio fu la creazione di un formulario che quanti ritenevano di aver subito danni hanno compilato, presentando la relativa istanza. Ad alcuni sarebbe stato accreditato agli inizi di quest’anno l’importo spettante. La maggior parte dei cittadini e delle imprese destinatarie di ristoro dei danni subiti, tuttavia, rimane ancora oggi, a distanza di quattro anni, in attesa. Ad entrare nel dettaglio è stato il dirigente del settore Protezione Civile, Enzo Miccoli. “La Regione- ricorda- ha preannunciato nel 2024 l’ok al finanziamento richiesto, dopo la fase precedente dedicata alla raccolta della documentazione necessaria. I primi fondi sono arrivati quest’anno- ha aggiunto- Si trattava di 46 mila euro, che rappresentano il 20,7% della somma complessiva richiesta dal Comune, pari a 930 mila euro. Questa formula- ha puntualizzato – che la Regione chiama liquidazione, dal punto di vista contabile si traduce in disponibilità di fondi che dà all’amministrazione comunale la possibilità di liquidare per quella somma gli importi spettanti ai cittadini che hanno subito danni e sostenuto per questo le relative spese”. All’appello mancano ancora oltre 800 mila euro. “Lo scorso luglio- spiega Miccoli- la Regione ha inviato ai nostri uffici una comunicazione che possiamo definire una sorta di promessa di finanziamento, con cui si annuncia che i restanti 870 mila euro sono pronti ma che saranno accreditati al termine di alcune pratiche che completeranno le istruttorie”. In queste settimane, dunque, sarebbe in corso quello che dovrebbe essere l’ultimo passaggio previsto, che consiste anche in una scrematura delle istanze presentate. Tra i requisiti, infatti, figura anche quello che dispone che la spesa per il danno subito debba essere stata effettuata prima di una certa data. Sulla base di questo alcune domande rimarrebbero fuori dalla possibilità di ottenere i fondi a ristoro del danno subito. Inizialmente si parlava di 50 privati e 15 aziende. “Stiamo facendo di tutto- ha assicurato Miccoli- per accelerare quanto possibile i tempi”. L’assessore Sergio Imbrò ha ribadito che “il lavoro è stato alacre da parte degli uffici”. Ha, inoltre, annunciato una novità che riguarda anche un’altra fetta di cittadini che hanno subito danni a causa di eventi imprevisti, nel caso specifico per gli incendi che nel 2023 hanno devastato il territorio. “Siracusa- ricorda – era stata inizialmente estromessa dalla possibilità di ottenere i contributi regionali per mitigare i danni subiti. Il Comune si è appellato e- notizia di questi giorni- abbiamo avuto ragione e ottenuto il “via libera”. Questo significa che parte di quegli incendi saranno riconosciuti in termini di danni”.




Furto di energia elettrica, 45enne denunciato a Priolo

Controlli della Polizia di Stato sul territorio di Priolo Gargallo. Gli agenti del Commissariato hanno messo in campo un servizio mirato a rafforzare la sicurezza percepita dai residenti, effettuando verifiche su persone, mezzi e abitazioni.
Durante l’attività è stato denunciato un uomo di 45 anni, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del furto aggravato di energia elettrica. Nel corso dei controlli, i poliziotti hanno inoltre eseguito una perquisizione domiciliare nei confronti di un trentenne: all’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti e sequestrati 0,30 grammi di hashish e due dosi di cocaina. Il giovane è stato quindi segnalato all’Autorità amministrativa competente.
L’operazione rientra in un più ampio dispositivo di prevenzione disposto dal Commissariato di Priolo, che ha portato anche all’identificazione di 20 persone e al controllo di 10 veicoli presenti sul territorio.




“Natale Inclusivo” a Melilli, al via il progetto sociale dell’associazione Di.Uni.

Ha preso il via a Melilli il progetto “Natale Inclusivo”, promosso dall’associazione Di.Uni. e patrocinato dal Comune. Un’iniziativa rivolta a ragazze e ragazzi con disabilità, con l’obiettivo di favorirne l’espressione creativa, la socializzazione e la partecipazione attiva alla vita comunitaria. L’amministrazione comunale ha espresso apprezzamento per le finalità del progetto, sottolineando il valore sociale di un’iniziativa che pone al centro l’inclusione, la dignità e le potenzialità di ogni individuo.
Il progetto, che si svolgerà per tre pomeriggi a settimana, prevede attività che saranno guidate da operatori qualificati che promuoveranno lo sviluppo delle abilità manuali ed espressive dei ragazzi, incoraggiandoli al contempo al confronto e alla collaborazione. L’iniziativa intende infatti sostenere un percorso di crescita che favorisca il lavoro di squadra, fondamentale per maturare competenze relazionali rivolte a creare un maggiore strumento di autonomia e fiducia in sé.
“Natale Inclusivo” a Melilli rappresenta un’importante occasione di integrazione e partecipazione, offrendo ai giovani coinvolti uno spazio in cui sentirsi parte attiva di un progetto condiviso e capace di rafforzare il senso di appartenenza alla Comunità.




Siracusa fuori dal cda Sac. Giansiracusa: “Segnale della debolezza del territorio”

“Già in tempi non sospetti ero quasi certo che sarebbe andata così”. A dirlo è Michelangelo Giansiracusa. Per il presidente del Libero Consorzio, la “partita” Sac era tutta in salita per l’ente che – pure – detiene il 25% delle quote azionaria della società che gestisce lo scalo aeroportuale di Catania.
“Oggi questa vicenda è al centro dell’attenzione della politica. C’è chi punta il dito, ma ci si è dimenticati che per tredici anni la ex Provincia di Siracusa è stata privata di ogni rappresentanza”, l’accusa di Giansiracusa. “Se comunque bisogna trovare un responsabile sul perché non c’è un Siracusano nel cda, mi prendo io la responsabilità. Tuttavia c’è un tema che, mesi fa, ho sottolineato quando due forze politiche di governo regionale, cioè Forza Italia e Fratelli d’Italia, che siedono al banco delle opposizioni nel Libero Consorzio, hanno gridato allo scandalo sul mancato coinvolgimento nell’individuazione del nome da designare”, appunta il presidente del Libero Consorzio. “Mi ero appena insediato e c’era stata una convocazione immediata della Sac, con all’ordine del giorno il nome del cda che avevo individuato nella figura dell’avvocato Agata Bugliarello. Poteva essere designata a rappresentare il territorio. Mi pare che non ci sia stato supporto da parte di nessuna forza politica. Quindi, oggi la debolezza non è la debolezza della mia presidenza ma una debolezza legata al fatto che il territorio è subalterno rispetto ad alcune vicende, ad altri territori e ad altre dinamiche. E questo non emerge solo sul tema Sac. Pertanto – prosegue Giansiracusa – lavorare insieme è quello che dobbiamo fare come classe dirigente del territorio. Sui temi che riguardano il territorio, sui temi bipartisan, sui temi che riguardano le urgenze dei cittadini, le forze politiche devono trovare un modo di fare sintesi e offrire soluzioni”.




Presidenze Iacp e Cumo: incarichi ad Alessia Scorpo e Corrado Bonfanti

Alessia Scorpo alla guida dell’Iacp di Siracusa e Corrado Bonfanti alla presidenza del Cumo, il consorzio universitario Mediterraneo orientale di Noto.
Via libera dal governo Schifani, nella seduta di giunta di oggi, al completamento della procedura di nomina dei vertici degli Iacp, dei Consorzi universitari e degli enti Parco dopo che la prima Commissione Affari istituzionali dell’Ars si è espressa con parere favorevole relativamente al possesso dei requisiti e all’insussistenza di cause di incompatibilità e inconferibilità in capo ai nominati nell’incarico.
Su proposta dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò, potranno ufficialmente insediarsi alla guida degli Istituti autonomi case popolari dell’sola: Antonino Garozzo allo Iacp di Acireale, Pietro Medici in quello di Agrigento, Calogero Valenza a Caltanissetta, Francesco Occhipinti a Enna, Giuseppe Picciolo a Messina, Francesco Riggio a Palermo, Giovanni Moscato a Ragusa, Vincenzo Scontrino a Trapani e Alessia Scorpo a Siracusa.
Approvate in via definitiva anche le nomine dei presidenti dei consigli di amministrazione dei Consorzi universitari, su proposta dell’assessore all’Istruzione e alla formazione professionale Mimmo Turano: Corrado Bonfanti al Consorzio universitario Mediterraneo orientale (Cumo) di Noto-Siracusa, Domenico Arezzo a Ragusa e Gianluca Tumminelli a Caltanissetta. Rimangono al momento in sospeso le nomine dei vertici degli enti di Agrigento e Trapani.
Completato, inoltre, l’iter di designazione, su proposta dell’assessore al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino, dei presidenti del Parco fluviale dell’Alcantara (Carmelo Calabrò), del Parco dei Nebrodi (Domenico Barbuzza) e del Parco dell’Etna (Massimiliano Giammusso).




Casa del Pellegrino:Comune e Santuario verso l’accordo ma slitta l’incontro tra le parti

Il Comune e il Santuario della Madonna delle Lacrime alla ricerca di un accordo transattivo per superare l’impasse che riguarda l’ex Casa del Pellegrino, al centro di un contenzioso che, dopo l’ultimo pronunciamento del Cga, il consiglio di giustizia amministrativa, starebbe andando verso il ripristino del comodato d’uso e la disponibilità del bene da parte dell’ente Santuario Madonna delle Lacrime, che dovrebbe destinare l’ex Casa del Pellegrino a finalità di accoglienza e turismo religioso. Un incontro tra le parti era previsto per ieri ma, secondo indiscrezioni, sarebbe stato posticipato a data da destinarsi. Il tema è stato al centro del consiglio comunale nel corso della seduta di questa mattina, su sollecitazione del consigliere comunale Cosimo Burti che ha presentato come primo firmatario una specifica interrogazione (a risposta scritta) con la quale chiedeva chiarimenti sulle intenzioni dell’amministrazione comunale, oltre allo stato della vicenda. “Questa vicenda- spiega Burti- ha anche fatto si che la Casa del Pellegrino, in stato di abbandono, si presenti oggi in condizioni disastrose. Occorre assumersi la responsabilità politica di questo, di avere intrapreso una battaglia giudiziaria contro un ente ecclesiastico, ottenendo soltanto la totale perdita di efficienza di una struttura che ci era stata consegnata prima della battaglia nelle sedi della giustizia amministrativa. Una decisione scellerata- la definisce Burti- Il Comune è stato condannato e serve adesso un atto transattivo per limitare quanto possibile l’esborso delle somme che saranno dovute all’ente Santuario. I cittadini devono sapere che la genesi di questo contenzioso, di cui tutti adesso faremo le spese, ca politicamente capo al nostro sindaco, Francesco Italia.”. Il vicesindaco, Edy Bandiera ha risposto sottolineando principalmente un aspetto della vicenda. “La risposta tecnica ai quesiti posti – ha precisato- è arrivata dagli uffici. Quando una vicenda ha avuto un esito di carattere giudiziale- ha puntualizzato- la politica ha il dovere di fermarsi. Che l’amministrazione comunale avesse a cuore la Casa del Pellegrino è evidente- ha aggiunto- Non a caso aveva immaginato di poter impiegare nella struttura fondi Pnrr per progetti di contrasto alla povertà. Non è stato possibile proprio in virtù dell’esito di questo  contenzioso. Ben venga, in ogni caso- ha aggiunto- un approfondimento, ma andrebbe fatto nella sede competente, che è la commissione Patrimonio, magari studiando un atto di indirizzo che possa portarci fuori da quest’impasse”. La Casa del Pellegrino è stata detenuta dal 1997 dall’ente Santuario in virtù di un comodato d’uso revocato per via della cessione della struttura a terzi. A seguito del lungo contenzioso che ne è scaturito, lo scorso anno la vicenda approdò in Prefettura. Proprio l’Ufficio Territoriale di Governo ha chiesto alle parti di avviare un dialogo per un accordo bonario.