Canicattini solidale, gli 11 anni di accoglienza dei migranti raccontata all’assemblea Anci

Un’esperienza avviata 11 anni fa e che ormai caratterizza Canicattini Bagni nel segno dell’accoglienza solidale e dell’inclusione di giovani immigrati, con il progetto SAI, Sistema Accoglienza Integrazione del Ministero dell’Interno.E’ stata raccontata dal sindaco Paolo Amenta, nell’ambito della 42esima Assemblea Nazionale dell’ANCI, l’Associazione dei Comuni Italiani, a Bologna, nel corso di uno dei più importanti approfondimenti previsti nella tre giorni
nazionale (12-13-14 novembre 2025) dei Comuni italiani.
Il progetto di accoglienza e di inclusione avviato dall’Amministrazione comunale di Canicattini Bagni dal 2014, condiviso e partecipato in questi anni dall’intera Comunità canicattinese e gestito con le imprese sociali Passwork e La Pineta, che ha interessato centinaia di giovani provenienti dal sud del mondo, si conferma tra le “buone prassi” a livello nazionale ed è stato scelto dal SAI per essere presentato, in particolare nella sua fase di inserimento lavorativo, ai Sindaci e agli Amministratori di tutta Italia insieme a quello di grandi realtà come Bologna e Cuneo. Attraverso percorsi personalizzati di integrazione socioeducativa, linguistica, abitativa e di formazione scolastica e professionale, come quelli raccontati dal Sindaco Paolo Amenta, Presidente regionale di ANCI Sicilia, con l’inserimento nel tessuto sociale della città.
«Siamo così passati, grazie alla crescente sensibilità del territorio e del suo sistema produttivo, dalla fase emergenziale e umanitaria delle esperienze SPRAR del 2014 – ha detto il Sindaco Paolo Amenta – alla fase della costruzione di una società multietnica che oltre a dare una risposta positiva al fenomeno e al dramma dell’immigrazione, contribuisce alla crescita e allo sviluppo del territorio, allevia la crisi demografica e il conseguente invecchiamento della popolazione, in linea, tra l’altro, con la definizione di “magro regione mediterranea” che fa l’Europa». Grazie all’impegno dei Comuni, dei soggetti attuatori, degli operatori, i progetti SAI si connettono, dunque, con il tessuto produttivo del Paese, a partire dalle piccole e medie imprese, creando strategie condivise per sostenere l’integrazione di quanti arrivano in Italia, fornendo una risposta qualificata e strutturata alla domanda inevasa di forza lavoro.
Nel solo 2024, è stato evidenziato nel corso dell’incontro all’Assemblea Nazionale ANCI, più di 7000 beneficiari e beneficiarie SAI hanno frequentato corsi di formazione professionale, più di 3500 tirocini formativi e borse lavoro, con 11.000 inserimenti lavorativi.
«Accrescere la consapevolezza del valore di questo patrimonio – ha sottolineato infine Virginia Costa, Direttrice del Servizio Centrale SAI – può contribuire a sviluppare una nuova narrazione che consenta ai Sindaci di Comuni grandi e piccoli, costieri e dell’entroterra di valorizzare, nel dialogo con le comunità residenti, la scelta dell’accoglienza in un’ottica di sviluppo locale».




Figli snobbati per guardare il cellullare, Gilistro (M5S): “Informare sui rischi del phubbing”

“Snobbare i figli perché si è impegnati a prestare la massima attenzione al proprio cellulare può costituire un pericolo enorme per lo sviluppo neuronale dei propri bambini. Il phubbing (da phone+snubbing, snobbare a causa del telefono, ndr) può costare carissimo alla salute dei nostri ragazzi, ma la stragrande maggioranza dei genitori non lo sa e per questo continua a praticare questa pessima abitudine, apparentemente innocua, ma in realtà potenzialmente dannosissima. Occorre fare subito qualcosa”. Lo afferma il deputato-pediatra del M5S Carlo Gilistro, che per questo ha preparato un emendamento alla Finanziaria, che si accinge a sbarcare a Sala d’Ercole, per finanziare una campagna di informazione attraverso i media sui pericoli per lo sviluppo psico-fisico dei nostri ragazzi costituiti da questo fenomeno, ma anche dal ritiro sociale (hikikomori) e dal disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).
“Phubbing, ADHD e hikikomori – dice Gilistro – sono poco conosciuti e proprio per questo subdoli e pericolosissimi. Mai come in questo caso vale lo slogan ‘se li conosci li eviti’; per questo è fondamentale informare correttamente e capillarmente la collettività per evitare che questi fenomeni e le patologie ad essi associate proliferino e facciano danni irreparabili, con costi sociali ed economici notevoli per la collettività”.
“Il phubbing – continua Gilistro – è un potentissimo sprogrammatore comportamentale ed emozionale. Le sue conseguenze possono essere molto preoccupanti, soprattutto nei primi mille giorni del bambino, quando la disattenzione del genitore crea in lui quel senso di abbandono, solitudine e frustrazione che poi influenzeranno i suoi comportamenti successivamente nella crescita, determinando ansia, scarsa autostima e perfino aggressività”.
“Su altri due fenomeni – spiega Gilistro – va posta l’attenzione della collettività. L’ADHD e il ritiro sociale possono essere prevenuti istruendo genitori, insegnanti e medici di famiglia a coglierne i campanelli d’allarme, gli alert che possono indicare che il bambino o il ragazzo si stanno avviando a percorrere strade pericolose. Occhio, quindi, per quanto riguarda l’ADHD, all’iperattività, all’impulsività, all’irrequietezza, alla tendenza a distrarsi facilmente, all’incapacità di stare seduti e di aspettare il proprio turno. Per quanto attiene al ritiro sociale, invece, alla richiesta dei bambini, sempre più frequente, di andarli a prendere a scuola anzitempo, alle assenze scolastiche ripetute, alla tendenza ad abbandonare lo sport e i contatti con amici e conoscenti. Se si presta attenzione a queste spie, si può intervenire in tempo ed evitare conseguenze che possono essere anche veramente preoccupanti”.




Formica di fuoco, avviata la campagna regionale “Fermiamola con un clik”

È operativa la web app della Regione per inviare segnalazioni e contrastare la diffusione della “formica di fuoco” in Sicilia. Il lancio della piattaforma digitale rientra all’interno del Piano di azione per l’eradicazione di questo insetto, scientificamente chiamato “Solenopsis invicta”, messo a punto dall’assessorato regionale del Territorio e dell’ambiente, concordato col ministero dell’Ambiente e avviato nei mesi scorsi. L’applicazione, presente sul sito www.formicadifuoco.it, consente di caricare una fotografia e di segnalare in tempo reale, grazie al sistema di geolocalizzazione, l’avvistamento di un formicaio sospetto. Le segnalazioni saranno analizzate da un team di ricercatori dell’Università di Catania che, in caso di conferma, attiveranno tutte le procedure necessarie per l’intervento di eradicazione. Un meccanismo semplice che permetterà di pianificare interventi mirati, riducendo l’impatto ambientale ed economico, e di salvaguardare l’agricoltura e la biodiversità del territorio.
«Il governo regionale – afferma l’assessore Giusi Savarino – ha attuato una strategia di contenimento ed eradicazione della formica rossa che vede la partecipazione di soggetti istituzionali e accedemici. Oggi facciamo partire una campagna di comunicazione e la web app con le quali invitiamo tutti i siciliani a collaborare attivamente segnalando l’avvistamento di questo insetto che può causare danni all’uomo e all’agricoltura. È la prima volta che i cittadini vengono coinvolti nel processo di contrasto alla diffusione di questa specie aliena. È una sfida che, in questo modo, contiamo di combattere insieme».
Il Piano è realizzato dall’assessorato in collaborazione con il dipartimento Agricoltura, alimentazione e ambiente dell’Università di Catania, il Corpo forestale, l’Istituto zooprofilattico sperimentale, il Servizio fitosanitario e lotta all’agropirateria e il Comitato scientifico composto da rappresentanti del CREA e da altri enti di ricerca. Sono previsti interventi scientifici e tecnici sul campo, azioni di monitoraggio, eradicazione e ricerca, l’attivazione della web app e l’avvio della campagna di comunicazione “Tu la segnali, noi interveniamo”. In particolare, lo slogan della campagna di comunicazione “Fermiamola con un click”, sintetizza bene lo spirito del progetto e l’importanza della collaborazione di tutti cittadini.
A giugno l’assessorato del Territorio e dell’ambiente, con il coordinamento del Commissario straordinario per l’emergenza Luca Ferlito, ha iniziato a distribuire il biocida “Advion Fire Ant Bait”, partendo dalla provincia di Siracusa, in cui si è registrato il primo avvistamento della formica di fuoco in Europa, con l’obiettivo di contenere il proliferare di questo insetto. La formica di fuoco, originaria del Sud America, è una delle specie più invasive e rappresenta una minaccia concreta per l’ambiente, l’agricoltura e la salute pubblica. Secondo i ricercatori dell’Università di Catania, potrebbe essere presente in Sicilia sin dagli anni Novanta, ma solo di recente è stata riconosciuta e segnalata ufficialmente. Le colonie, costituite da milioni di insetti, si diffondono rapidamente colonizzando aree urbane, zone umide e bordi stradali. Le punture, dolorose e urticanti, possono causare reazioni gravi in soggetti sensibili, mentre l’impatto ecologico e socio-economico della sua diffusione potrebbe compromettere ecosistemi locali, colture e attività.
Il tema è stato anche al centro di un’interrogazione parlamentare del deputato regionale Carlo Gilistro del “Movimento 5 Stelle”, che nei mesi scorsi ha lanciato l’allarme circa i rischi di un’adeguata o assente attività di contrasto.




Strade provinciali: 5,6 mln per Siracusa, 55 milioni stanziati in totale dalla Regione

Lavori di manutenzione stradale diffusa, per quasi 5,6 milioni di euro (sette progetti). E’ quanto destinato alla provincia di Siracusa nell’ambito del piano varato dalla Regione, che stanzia quasi 55 milioni di euro per le strade provinciali di tutta l’isola. Nel caso della provincia di Siracusa, si tratta di lavori destinati anche alla pulizia delle banchine e alla sistemazione degli impianti di illuminazione.

L’obiettivo del governo regionale, secondo quanto annunciato dal presidente Renato Schifani e dall’assessore alle Infrastrutture,Alessandro Aricò è quello di rendere le strade più sicure. Il finanziamento approvato conta  41 progetti immediatamente cantierabili. Il provvedimento rientra nel piano di manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale previsto dalla Manovra ter (articolo 7 della legge regionale 29 del 12 agosto 2025).
«Questi investimenti rappresentano un passaggio fondamentale per garantire ai siciliani una rete stradale efficiente e all’altezza delle esigenze di mobilità contemporanea – afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – il nostro approccio è pragmatico: meno annunci e più cantieri aperti. Abbiamo voluto dare priorità a progetti già pronti per partire, che possano tradursi rapidamente in benefici tangibili per chi ogni giorno percorre queste arterie. Il criterio di ripartizione adottato assicura che nessuna area resti indietro: puntiamo a un’Isola in cui ogni provincia possa contare su collegamenti adeguati e funzionali alla crescita del proprio territorio».«Con questo piano – dice l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò – interveniamo in modo concreto sulla sicurezza delle strade provinciali, molte delle quali da anni attendono lavori di manutenzione. Si tratta di risorse che permetteranno di aprire cantieri in tempi rapidi e di migliorare la viabilità in tutte le province, senza squilibri territoriali. L’obiettivo del governo Schifani è restituire ai cittadini infrastrutture più sicure e moderne, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo dei collegamenti interni e la crescita economica dei territori».Le risorse sono state ripartite tra le nove province siciliane, secondo criteri oggettivi che tengono conto per metà della popolazione residente e per metà dell’estensione della rete stradale di competenza, garantendo così una distribuzione equilibrata dei fondi sull’intero territorio regionale. Nel dettaglio, la provincia di Palermo riceve il finanziamento più consistente, pari a 11,4 milioni di euro (3 progetti), destinati a interventi su diversi tratti delle strade provinciali. Segue la provincia di Catania, con 9,7 milioni di euro (9 progetti), che serviranno per opere di rifacimento della pavimentazione e della segnaletica su numerose arterie provinciali.Alla provincia di Messina vanno 7,2 milioni di euro (7 progetti), con lavori che interesseranno aree diverse del territorio, dalle Isole Eolie ai Nebrodi, passando per le zone Jonio-Alcantara e Tirrenica Centrale, in particolare per interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico. Per la provincia di Agrigento sono previsti 4,7 milioni di euro (2 progetti), che finanzieranno interventi su vari tratti, alla provincia di Trapani sono stati destinati oltre 4,8 milioni (4 progetti). Per la provincia di Caltanissetta sono stanziati 4,5 milioni di euro (4 progetti), che riguarderanno gli assi viari del territorio. Alla provincia di Ragusa vanno 3,8 milioni di euro (4 progetti) e, infine, la provincia di Enna riceve 3,1 milioni di euro (1 progetto), destinati anche alla realizzazione di un viadotto al km 7+134, necessario per la riapertura al transito della strada.




Politiche sociali, i delegati di quartiere incontrano l’assessore: “Confronto costruttivo”

Incontro questa mattina tra i delegati di quartiere Raffaele Grienti (Ortigia), Mario Caricato (Epipoli) e Marcello Palminteri (Cassibile) e l’assessore alle Politiche sociali, Marco Zappulla, nella sede di via Italia 105. La riunione è stata dedicata a un resoconto periodico delle attività svolte all’interno dei quartieri e ha rappresentato un momento di confronto sui principali temi sociali emersi nei territori. Sono state affrontate questioni legate alle situazioni di fragilità da gestire in collaborazione con l’amministrazione comunale e la programmazione di nuovi servizi e attività da avviare nelle diverse aree della città.
Un clima costruttivo- sottolineano i delegati- e attenzione per le esigenze dei quartieri”. L’intenzione emersa è quella di periodici confronti analoghi sulle diverse questioni che riguardano le singole aree della città.




Reti idriche colabrodo, 40 milioni dalla Regione. A Sortino investimento da 1,5mln

Modernizzare le reti di distribuzione, ridurre le dispersioni idriche e automatizzare i sistemi di gestione: sono gli obiettivi del piano di investimenti da oltre 40 milioni di euro che l’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, guidato da Francesco Colianni, porta a conclusione con tre decreti di finanziamento che chiudono l’esercizio finanziario 2025.
Le risorse, provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027, sono destinate alle Ati di Agrigento, Siracusa e Messina e serviranno a finanziare interventi infrastrutturali strategici in territori particolarmente esposti alla crisi idrica, aggravata dagli effetti del cambiamento climatico.
Nel dettaglio, ad Agrigento viene assegnato un finanziamento di oltre 37,7 milioni di euro per la ristrutturazione e l’automazione della rete idrica comunale: un intervento di grande portata che rappresenta il primo stralcio di un progetto più ampio di ottimizzazione dell’intero sistema di distribuzione.
A Sortino, in provincia di Siracusa, l’investimento ammonta a 1,15 milioni di euro e consentirà la realizzazione di una nuova rete idrica nella zona sud-occidentale del centro urbano, migliorando la qualità e la continuità del servizio.
Infine, a Longi, nel Messinese, vengono destinati circa 1,9 milioni di euro per completare e ristrutturare la rete idrica comunale, garantendo una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse idriche del centro abitato.
“Stiamo mettendo in campo tutte le risorse a disposizione per dare risposte concrete a una delle emergenze più gravi che la Sicilia si trova ad affrontare”, afferma l’assessore Colianni. “L’impegno del governo regionale è quello di intervenire su ciò che serve davvero, puntando su reti idriche efficienti e moderne. Abbiamo rispettato i cronoprogrammi e trasformato le strategie in progetti cantierabili: è questo l’approccio pragmatico che intendiamo portare avanti”.
L’assessore ha inoltre ringraziato il Dipartimento Acqua e Rifiuti, guidato da Arturo Vallone, l’ingegnere Mario Cassarà e tutti i professionisti che stanno contribuendo al raggiungimento degli obiettivi.
Un piano che, nelle parole dell’assessore Colianni, “rappresenta un passo avanti concreto verso un modello di gestione dell’acqua più moderno, sostenibile e in grado di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici”.




Schiarita su Isab, le parole del ministro Urso e il vertice in azienda con i sindacati

Mentre il ministro Urso, alla Camera, rassicurava circa l’operatività della raffineria Isab, i sindacati hanno incontrato nel siracusano i vertici aziendali: il presidente del Consiglio di Amministrazione, Massimo Nicolazzi, il direttore generale, Giovanni Lo Verso, e il responsabile delle Risorse Umane, Fabrizio Guagliardo.
Durante l’incontro, l’azienda ha illustrato i contorni della vicenda che ha portato al contenzioso legislativo e al conseguente pignoramento delle quote azionarie, confermando l’impugnazione del provvedimento e precisando che entro il mese di novembre la questione potrebbe essere definitivamente chiarita. È stato ribadito che tale vicenda non comporta alcuna ripercussione sull’operatività della raffineria.
Il favorevole momento di mercato, inoltre, sta alimentando un clima di ottimismo rispetto alla possibilità di chiudere il 2025 con risultati positivi, anche in vista della possibile chiusura della procedura di debito negoziata. Tuttavia, l’azienda ha segnalato alcune criticità legate al secondo pacchetto di sanzioni verso la Russia, che determineranno – già dalla prossima settimana – l’impossibilità di vendita dei carburanti tramite autobotti a Lukoil Italia. Un cambiamento che potrebbe comportare una revisione dei percorsi commerciali, su cui l’azienda sta già lavorando attivamente.
“Isab ci ha rassicurato circa la continuità delle forniture di prodotti da parte di Versalis, essenziali per il regolare funzionamento della raffineria”, spiega Andrea Bottaro, segretario della Uiltec Sicilia. “Rispondendo a una specifica richiesta sindacale sui progetti futuri, l’azienda ha dichiarato l’intenzione di proseguire le attività di raffinazione tradizionale, studiando al contempo nuove soluzioni per incrementare la competitività dell’impianto. Quanto ad eventuali manifestazioni di interesse da parte di grandi player del settore per l’acquisizione della raffineria, Isab ha precisato che non risultano al momento trattative in corso”, dice ancora il sindacalista.
Presente all’incontro anche il segretario della Femca Cisl Siracusa, Alessandro Tripoli. “Le risposte fornite dall’azienda, pur lasciando alcuni nodi aperti che continueremo a seguire passo dopo passo, confermano elementi importanti: la continuità produttiva, la tenuta del sito sotto il regime di Golden Power e la volontà di mantenere attivi gli investimenti. Anche le parole del Ministro, che ha ribadito l’attenzione del Governo e la messa in sicurezza dello stabilimento, rappresentano un segnale utile e coerente con il momento che stiamo attraversando.
Noi non ci prestiamo al gioco del caos, preferiamo un percorso chiaro e verificabile, fondato sull’analisi dei fatti, sulla definizione di obiettivi condivisi, sull’individuazione di indicatori precisi e su un monitoraggio costante delle ricadute industriali e occupazionali. Siamo disponibili al confronto ogni volta che sarà necessario, senza sconti per nessuno ma con la responsabilità che merita un polo industriale che sostiene migliaia di famiglie. L’obiettivo è uno soltanto: garantire stabilità, sicurezza e futuro a questo territorio”.
“Restano tuttavia preoccupazioni sulla solidità della proprietà e sugli assetti futuri dell’impianto, che – aggiunge però Bottaro – deve essere supportato da un importante piano di investimenti volto al riammodernamento di una struttura operativa da oltre cinquant’anni. Per queste ragioni, riteniamo indispensabile un’interlocuzione con il Governo nazionale, unico soggetto in grado di fornire risposte concrete ai quesiti posti e di sostenere un percorso di rilancio industriale. In questo contesto le dichiarazioni del ministro Urso non bastano per fugare i dubbi sulla prospettiva industriale della raffineria”.
Per Tripoli, è “normale che in una fase così delicata via siano timori tra i lavoratori, ed è giusto non ignorarli. E’ altrettanto evidente che chi pensa di alimentare tensioni o creare allarmismi non troverà spazio nella Femca Cisl. Il nostro modo di affrontare le difficoltà è diverso: capire, verificare e contribuire alla soluzione dei problemi, non ingigantirli né drammatizzare ogni singola notizia”.




Appalti e sanità, oggi a Palermo l’interrogatorio dell’ex dg dell’Asp di Siracusa

Dopo 24 ore di pausa, ripartono oggi a Palermo gli interrogatori sugli appalti truccati in Sicilia, con la bufera giudiziaria che si è abbattuta sull’Asp di Siracusa. A comparire davanti ai magistrati oggi sarà anche l’autosospesosi direttore generale, Alessandro Caltagirone. Si ricomincia tenendo anche conto degli ulteriori elementi acquisiti durante i primi 7 interrogatori, martedì scorso. In particolare, le parziali ammissioni che sarebbero state fatte dalla presidente della commissione di assegnazione della gara da 17 milioni dell’Asp di Siracusa, Giuseppa Di Mauro, in merito a pressioni per il rinvio della aggiudicazione e sulle modifiche ai punteggi. Gli indagati, sin qui, hanno tutti respinto ogni addebito e fornito la loro versione dei fatti. Il bed manager dell’Asp di Siracusa, Vito Fazzino, è intanto uscito dalla “scena”. Dopo il suo interrogatorio, infatti, i magistrati hanno ritirato la richiesta di misura cautelare e l’interdizione dall’esercizio della professione.
Con l’interrogatorio di Caltagirone si conclude l’analisi del filone “siracusano” (c’è da recuperare quello rinviato martedì scorso, con Paolo Emilio Russo), per passare poi agli altri capi d’accusa, ovvero la manipolazione del concorso per 15 stabilizzazioni all’ospedale Villa Sofia di Palermo e quindi la presunta tangente al Consorzio di bonifica della Sicilia.
Venerdì 14 novembre davanti al gip compariranno Antonio Abbonato, l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, il deputato regionale Carmelo Pace, Vito Raso ed il parlamentare Saverio Romano.




“Ancora danni al patrimonio storico: distrutta una delle tre trincee di Santa Panagia”

“Un’altra amara scoperta, un altro pezzo di storia che tra pochissimo non sarà più leggibile se non protetto e attenzionato”. Durante l’ultima giornata del  Festival del Paesaggio, dopo la scoperta dei danni alle Mura Dionigiane, il facilitatore culturale Daniele Valvo ha rilevato un nuovo motivo di amarezza, questa volta a Capo Santa Panagia, dove una delle tre trincee della Seconda Guerra Mondiale risulta completamente distrutta e illeggibile.  “E’ un luogo lontano dal centro storico e dunque nessuno lo vede e se ne cura- il suo sfogo- ma se andiamo avanti di questo passo perderemo pezzi importanti di racconto visibile della nostra storia”. Il tema della passeggiata era lo Sbarco in Sicilia. In quell’area si trovano diverse strutture, di varia tipologia, legate alla Seconda Guerra Mondiale.  Tra queste figurano  tre trincee per mitragliatrici, che servivano a controllare l’arrivo sulla terraferma dal mare. “Una di queste trincee- racconta Valdo- era malridotta rispetto alle altre.  Di solito  possono essere fruibili e percorse all’interno. Abbiamo, però, dovuto constatare che questa trincea ha perso totalmente la parte del semicerchio su cui si poggiava la mitragliatrice. Non conosciamo le ragioni per cui sia accaduto, di certo la pioggia può avere giocato un ruolo, come il comportamento di chi magari non sa cosa siano e certamente l’incuria nei confronti di un pezzo di storia importante, che non possiamo tralasciare.”   La sollecitazione, indirizzata in primo luogo alle istituzioni e più in generale a a quanti possono giocare un ruolo di primo piano nella tutela del patrimonio storico, archeologico e culturale del territorio, è quella di prestare una maggiore attenzione agli elementi che conservano parti, piccole o grandi, dell’identità della città e dei passaggi che ha vissuto.

 




Melilli, maxi operazione interforze con controlli a tappeto, multe e denunce

Operazione “ad alto impatto” a Melilli, controlli su strada e nelle attività commerciali disposti dal Questore Roberto Pellicone, su indirizzo del Prefetto Chiara Armenia nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il servizio ha visto agire insieme Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Asp di Siracusa. Impiegati anche i nuclei cinofili.
Nel complesso sono state identificate 182 persone e controllati 105 veicoli, con diverse sanzioni per violazioni al Codice della Strada, in particolare per guida senza cintura di sicurezza.
Verifiche mirate hanno riguardato anche gli esercizi commerciali del centro: sei attività sono state sanzionate per irregolarità amministrative. Tra queste tre bar e un centro scommesse per mancata conformità alle norme di settore; un venditore ambulante di pesce, sanzionato per assenza di etichettatura e tracciabilità del prodotto ittico; il titolare di un negozio, denunciato per l’uso non autorizzato di un impianto di videosorveglianza sul luogo di lavoro.
Durante i controlli, le forze dell’ordine hanno inoltre effettuato quattro perquisizioni domiciliari e segnalato un uomo all’Autorità amministrativa per possesso di una modica quantità di cocaina.