Lampade votive al cimitero, l’azienda chiarisce: “richieste di pagamento legittime”

In merito al caso nato attorno al servizio di lampade votive al cimitero comunale di Siracusa ed ai bollettini inviati dalla ditta che lo cura, sulla attuale vigenza della concessione riceviamo la seguente richiesta di replica da parte dell’avvocato Carmelo Zappulla che rappresenta l’azienda:
“Sappia dunque il lettore che giusta Determina Dirigenziale n. 2239 del 14.6.22 Prot. 954111 del 27/6/22, di consegna alla Concessionaria dell’impianto di illuminazione del comprensorio cimiteriale nell’area individuata come ‘Settore Y’, questa ha proceduto a sua cura e spese alla integrazione dell’impianto alla rete già attiva, determinando la attivazione della fattispecie di proroga a tempo indeterminato prevista dall’art. 106 del D.lgs. n. 50 del 18/4/2016. In virtù di tale proroga pertanto prosegue ed assicura in piena ed esclusiva legittimazione il servizio del quale è unica concessionaria”.
Per l’azienda l’intera vicenda ha “mera vocazione scandalistica” e “nessun fondamento legittimo”, risultando ogni ricostruzione poco attendibile, specie in merito alla “ipotizzata clandestinità della richiesta di pagamento di corrispettivo del servizio”.




Malamovida a Siracusa, arriva il coprifuoco dell’alcol: stop alla vendita notturna

Disturbo della quiete pubblica, abbandono di bottiglie di vetro su strade e panchine, atti vandalici e situazioni di potenziale pericolo per l’incolumità pubblica. In una parola, malamovida. Ad incentivarla? Il consumo di bevande alcoliche a qualunque ora del giorno e della notte, ormai possibile grazie ad orari estesi di vendita e distributori h24. In Sicilia aumentano le ordinanze comunali che introducono limiti agli orari di vendita di alcolici e superalcolici, nel tentativo di arginare fenomeni di aggregazione incontrollata, degrado delle aree pubbliche e potenziale pericolo per l’incolumità delle persone. Anche Siracusa sta per dotarsi di un simile provvedimento, a seguito dell’allarme sicurezza in Borgata. Gli episodi connessi ad ubriachezza molesta sono stati esaminati anche in occasione di un focus del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, in Prefettura.
Il consumo di bevande alcoliche, in particolare nelle ore notturne e specie se diventa abuso, può favorire situazioni di rischio per l’ordine pubblico e la sicurezza urbana. Da qui, la volontà di introdurre delle limitazioni.
L’ordinanza di Palazzo Vermexio è pronta e dovrebbe entrare in vigore a breve, in attesa di definire gli ultimi aspetti, anche di carattere legale. Riguarda i minimarket ed i negozi di generi vari, bar, pub, ristoranti, ambulanti, chioschi e distributori automatici di bevande. Per tutti scatterà il divieto di vendere alcolici (da asporto, senza modificare mescita o servizio al tavolo) dopo un certo orario. Per gli eserciti di vicinato, ambulanti e chioschi, vendita vietata dalle 21.30 alle 7; per bar, pub, ristoranti, dalle 23 alle 7; mentre i distributori automatici dovranno disattivare la vendita di alcoli dalle 22 alle 7.
A partire dalle 21:00, la vendita per asporto dovrà poi avvenire solo in contenitori monouso biodegradabili o compostabili. Vietata la vendita in contenitori di vetro o lattine dalle 21:00 alle 07:00. Questo per evitare, come purtroppo ormai frequente, che le bottiglie in vetro o le lattine vengano abbandonate alla Marina come in via Piave o che possano diventare pericolosi oggetti per scalmanati. Previste sanzioni da 100 a 1.000 euro, con controlli delegati alla Municipale ed alle forze dell’ordine.
Una ordinanza di questo tipo ha però un’efficacia limitata nel tempo, solitamente non oltre i 30 giorni. Motivo per cui, il Comune di Siracusa sta predisponendo anche un nuovo regolamento per disciplinare la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Il documento sarà presentato al Consiglio comunale per l’analisi e la necessaria approvazione.
In linea di massima, introduce le stesse limitazioni presenti nell’ordinanza me le rende di fatto strutturali. Incluso anche il divieto di vendita in bottiglie di vetro o lattine, dopo un certo orario. E prevedendo, per l’estate, l’entrata in vigore differita di 30 minuti delle misure stringenti.
Molta attenzione è dedicata ai distributori automatici h24. Per installarne in Ortigia, Borgata, Fontane Bianche ed Arenella (al momento è questa la perimetrazione, ma potrebbe subire variazioni) bisognerà prima chiedere anche l’autorizzazione del Comando di Polizia Municipale. Dovranno comunque essere dotati di sistema di disattivazione automatica negli orari vietati, telecamera di videosorveglianza e sistema di verifica dell’età di chi acquista, oltre ad esporre un cartello con orari di funzionamento e normativa di riferimento.
E’ chiaro che il sistema prevede deroghe ed eccezioni in occasione di feste, sagre ed eventi singoli. Di volta in volta può essere applicato, in quelle occasioni, un regime meno stringente.




Il porta a porta? A Siracusa non funziona. Idee per un nuovo modello di raccolta

A sei anni dall’avvio del servizio porta a porta su tutto il territorio comunale di Siracusa, il sistema fa i conti con tutti i suoi limiti. E parlare di fallimento non appare fuori luogo: secondo l’ultimo dato disponibile sul catasto ambiente di Ispra (anno 2023), la differenziata è al 50,32%. Dati del servizio igiene urbana del Comune di Siracusa spostano la percentuale al 53% circa. Non è stato però possibile verificare in maniera autonoma il dato. In ogni caso, si rimane lontanissimi dall’obiettivo minimo del 65% e da quella riduzione del costo del servizio che erano stati promessi nel 2019.
In particolare, con l’appalto affidato alla Tekra per sette anni (importo stimato di circa 121 milioni di euro), è stato ribadito l’impegno: “obbligo di trend di crescita graduale della raccolta differenziata”. Nel capitolato era espressamente previsto che il gestore avrebbe dovuto raggiungere la soglia del 65% nel breve termine, con penali pesanti se ciò non fosse avvenuto (una decurtazione del 50% degli oneri di smaltimento e sanzioni da 10.000 euro al mese). L’ambiziosa rivoluzione culturale che prevedeva un deciso cambio di paradigma nella gestione dei rifiuti a Siracusa, una responsabilizzazione dei cittadini al conferimento differenziato e la collegata riduzione della pressione sul sistema dei rifiuti, si è presto arenata al contatto con la realtà.
Ed oggi è giusto chiedersi se non sia il caso di studiare forti correttivi, se non addirittura cambiamenti, nel sistema di raccolta e conferimento attivo a Siracusa. L’occasione potrebbe essere fornita dal nuovo capitolato e della nuova gara di affidamento del servizio.
D’altronde, a distanza di anni dall’avvio del porta a porta, i numeri mostrano una situazione ben più fragile di quanto si era previsto.
Analizzando le condizioni locali e le criticità emerse, è possibile individuare alcune cause principali del mancato successo del porta a porta. Anzitutto, il sistema di differenziata richiede una stretta collaborazione tra cittadini (che devono conferire correttamente), gestore (che deve ritirare nei tempi e modi previsti) ed ente pubblico (che deve controllare, sanzionare e garantire le infrastrutture). Si registrano però mancanza e ritardi in tutti questi tre anelli. I cittadini autori di abbandoni indiscriminati, sacchetti lasciati ai bordi delle strade, roghi di rifiuti, zone in “autogestione”. Il gestore per il mancato raggiungimento degli obiettivi di RD e penalità previste che – secondo diverse fonti – non sarebbero applicate. Quanto al Comune, nonostante gli sforzi i controlli sono e restano insufficienti, le infrastrutture ferme e, in generale, le promesse non mantenute.
Ad esempio, da anni c’è un solo centro comunale di raccolta (CCR) operativo per tutta la città. Ed in una realtà urbana estesa come Siracusa, chiaramente, non basta. Il CCR di contrada Arenaura è da tempo sotto sequestro e inattivo. Il piccolo CCR di Cassibile funziona quasi come un’isola ecologica e alcune lamentele dei residenti sono anche condivisibili.
Il mancato funzionamento o la chiusura di piattaforme di conferimento penalizza il sistema complessivo, generando abbandoni e comportamenti fuori norma. Le pecche del sistema regionale di gestione dei rifiuti sono note ma non valgono come alibi pieno per Siracusa dove, per fare un altro esempio, non si riesce a far partire la tariffazione puntuale che Palazzo Vermexio più volte ha annunciato, anche chiedendo adesione a campione alla mai avviata sperimentazione. In un contesto in cui la tassa sui rifiutiregistra livelli elevati di evasione, il meccanismo “chi conferisce bene, paga meno” fatica a reggere. Se molti non sono in regola o se il meccanismo di premialità/non-premialità non è percepito come reale, decade l’incentivo alla collaborazione. Ed ecco che proliferano gli abbandoni, incentivati anche da carrellati presenti a decine sulla pubblica via e utilizzati com ei vecchi cassonetti stradali.
Siracusa non è solo centro urbano compatto: molte “case sparse”, contrade costiere, aree semicampestri rendono logisticamente difficile il porta a porta classico, soprattutto nelle zone con popolazione sparsa. La logistica del ritiro, la varietà dei tempi e l’effettivo coinvolgimento delle utenze risultano più complicati da gestire. Altre buone ragioni per cambiare metodo.
Insistiamo: la “rivoluzione culturale” annunciata, richiedeva un vero salto di mentalità da parte dei cittadini. Ma se manca fiducia verso il sistema (vedi infrastrutture ferme, disservizi) il messaggio “porta a porta = benefici per tutti”, viene meno. I cittadini percepiscono solo un maggiore onere ed impegno richiesto (dotazione mastelli, separazione più rigorosa, regole di conferimento ed esposizione) rispetto al beneficio immediato (costo in bolletta, praticità del servizio puntuale).
In sintesi, la “formula” del porta a porta (in sé coerente e applicata con successo altrove), qui si è scontrata con la realtà locale.
Il dato stagnante della percentuale di differenziata, mostra che è in atto un’emergenza ambientale. Che poi è sotto gli occhi di tutti. Basta contare le discariche abusive di sacchetti di spazzatura, gli abbandoni lungo le strade, i roghi di rifiuti, i cassonetti reintrodotti in alcune aree e poi tolti e crescente disordine.
Dal punto di vista economico, il mancato raggiungimento degli obiettivi comporta costi superiori (più indifferenziato da smaltire, più discariche, più trasporti) e mancati risparmi annunciati.
Succede così che cittadini, ma anche parte della politica, predichi il ritorno ai vecchi cassonetti stradali, perché “almeno butto quando voglio”. Altro segno di frustrazione del sistema. Il livello di contropartita tra dovere di conferimento corretto e incentivo percepito appare insufficiente, ribadiamo. E non invoglia a seguire le regole.
Alternative e correttivi? Vista la difficoltà nel far decollare il porta a porta “puro” in tutto il territorio siracusano, è opportuno pensare a metodi ibridi. Insistere su un modello unico per tutta la città, non è scelta che funziona. Si deve riconoscere che zone urbane, zone balneari, contrade e frazioni sparse hanno esigenze diverse. Il modello può prevedere allaora una combinazione: porta a porta nelle zone ad alta densità e mini-centrali o cassonetti attrezzati nelle zone sparpagliate. con monitoraggio continuo delle performance zona per zona per rimodulazione del servizio e dei ritiri.
Nelle zone più “riottose”, dove il porta a porta risulta logisticamente complesso o poco rispettato, si possono installare cassonetti “smart” accessibili solo con tessera o badge attribuita all’utenza, così da combinare la comodità del conferimento nei contenitori stradali con la tracciabilità immediata e la facilità (anche da remoto) nel sanzionare chi non partecipa al sistema collettivo. Altra opzione, applicata in contesti urbani simili a Siracusa, è quella della raccolta multimodale: una combinazione tra porta a porta per organico e carta e cassonetti intelligenti per le altre frazioni, più adatta ad aree urbane con scarsa collaborazione.
Per non mortificare ulteriormente la buona volontà dei cittadini, il sistema “chi produce meno/conferisce meglio, paga meno” va attivato su scala reale e visibile: dotando le utenze di misurazione (conteggio sacchi, peso, badge) e prevedendo sconti tangibili in fattura.
A Siracusa si producono ancora troppi rifiuti. Nel 2023 (ultimo dato disponibile) la produzione pro capite si attesta a 521 kg per abitante, con un leggero aumento rispetto al 2022 (+1,8 kg). Questo dato è superiore alla media regionale siciliana, che è di circa 449 kg/abitante, e mostra una tendenza opposta rispetto alla riduzione osservata in molte altre province dell’isola.




Salmonella nei prodotti agricoli siciliani? Il Consorzio Igp Pachino e Sammartino: “Falso”

L’assessore all’Agricoltura e vice presidente della Regione Siciliana, Luca Sammartino, interviene in replica alla notizia diffusa oggi da alcuni organi di informazione su presunti focolai di salmonella nei prodotti agricoli provenienti dalla Sicilia. “Le verifiche condotte dalle autorità sanitarie regionali e nazionali, così come i dati riportati nel recente rapporto congiunto di Ecdc ed Efsa, non hanno rilevato alcun caso di contaminazione sui campioni di pomodoro prelevati in Sicilia. Ma quale salmonella, i pomodorini ciliegini siciliani fanno bene alla salute e sono buoni!”.
Anche il Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino precisa che “nessuna segnalazione è giunta a tale proposito dai propri associati”. E’ quanto dichiara il presidente del Consorzio, Sebastiano Fortunato, che spiega:
“Se ci fosse una problematica di tale gravità ce ne saremmo certamente accorti, visto che mangiamo il nostro pomodoro ogni giorno” aggiungendo che “non si può non rilevare come gli attacchi a pomodoro italiano si stiano sempre più intensificando, quasi ci fosse una precisa strategia per affossare un prodotto che tutto il mondo ci invidia. Ciò che è certo, è che siamo ogni giorno schiacciati dalla concorrenza sleale messa in atto da paesi extra UE che inondano l’Europa di pomodoro a prezzi insostenibili per il sistema lavorativo italiano, con disciplinari che consentono l’uso di fitofarmaci che in Italia sono vietati da decenni”.




Omicidio e associazione mafiosa, arrestato 46enne: deve scontare 30 anni

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Siracusa hanno tratto in arresto un pregiudicato 46enne. Era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Catania.
L’uomo, contiguo al clan mafioso “Bottaro-Attanasio”, con precedenti penali per associazione di tipo mafioso, estorsione e violenza, dallo scorso 8 ottobre era ricercato per scontare una pena di 30 anni di reclusione per associazione mafiosa e per concorso in un omicidio, commesso nel settembre 2002 all’interno di una sala giochi nella centralissima piazza Adda di Siracusa.
Lo scorso lunedì, poco dopo le 17:00, i Carabinieri lo hanno individuato e fermato mentre si trovava in auto con la compagna. Arrestato, è stato condotto in carcere a Cavadonna.

foto repertorio




Vertice sulla refezione scolastica, Bandiera annuncia controlli sul peso delle porzioni servite

Un confronto partecipato negli uffici comunali, per affrontare le criticità del servizio di refezione scolastica. Un incontro “interlocutorio ma utile”, ha detto al termine l’assessore Edy Bandiera che ha convocato il vertice con l’azienda che gestisce il servizio (Grande Ristorazione), insieme a rappresentanti del comitato mensa, dei genitori ed a diversi dirigenti scolastici.
“Sono stati affrontati i principali problemi segnalati dalle famiglie, ascoltando le diverse posizioni e cercando soluzioni condivise. L’azienda ha fornito chiarimenti puntuali sulle questioni sollevate, ma abbiamo ritenuto opportuno programmare ulteriori verifiche e riscontri, anche in vista di un nuovo vertice fissato per la fine di novembre”.
Bandiera ha quindi anticipato che saranno disposti controlli a campione, anche a sorpresa, negli orari di mensa. Le verifiche riguarderanno in particolare il peso delle porzioni servite, giudicato insoddisfacente da numerose famiglie.
Non si escludono poi modifiche al menù, ritenuto da alcune parti poco allettante. Su questo punto, tuttavia, l’azienda ha ricordato che le tabelle alimentari e la composizione dei pasti sono stabilite dall’Asp, in base a criteri nutrizionali e sanitari.
Chiarito anche l’aspetto dei ritardi nella consegna dei pasti, legati – è emerso – a un duplice problema: la comunicazione tardiva del numero quotidiano di pasti prenotati e le richieste specifiche per esigenze alimentari particolari.
Infine, l’azienda ha mostrato foto e video per illustrare le modalità di lavaggio delle stoviglie, così da fugare dubbi e preoccupazioni emerse nelle ultime settimane.




Incendi di rifiuti, si moltiplicano i roghi vicino alle abitazioni: esplode la rabbia dei residenti

Rischia di assumere le proporzioni di un’emergenza. Gli incendi di cumuli di immondizia non rappresentano più, purtroppo, un’eccezione nel territorio comunale di Siracusa. Succede in pieno centro urbano, come dimostrano i casi di via Sofio Ferrero e di altre aree periferiche, ma accade anche nelle contrade marine, dove al problema degli incendi di materiale proveniente dalle serre che vengono smontate, si aggiunge questa ulteriore pratica. I residenti segnalano casi a Fontane Bianche come alla Fanusa e nella zona dell’Arenella. Proprio a Fontane Bianche, per non andare troppo indietro nel tempo, da ieri pomeriggio e fino a questa mattina, qualcuno avrebbe dato fuoco all’immondizia accumulata tra via delle Muse e via Lago Pergusa, per fare “spazio” e poter ricominciare ad abbandonare sacchetti di indifferenziata senza alcun rispetto delle regole e delle leggi.I vigili del fuoco hanno spento i focolai. I cittadini lamentano aria praticamente irrespirabile, a causa della diossina sprigionata. Finestre chiuse, dunque, per limitare il disagio. I residenti protestano con determinazione e chiedono un intervento risolutivo, considerando che- raccontano- rivolgendosi alle autorità la risposta che si ottiene non appare particolarmente rassicurante. “In assenza di flagranza di reato- protesta Marcella- nessuno sembra poter fare nulla, un dato di fatto intollerabile”.




Lampade votive al cimitero, nuova grana per Palazzo Vermexio

Scoppia un nuovo caso a Palazzo Vermexio ed è quello legato ad avvisi di pagamento inviati per la gestione delle lampade votive del cimitero comunale. A richiederlo sarebbe una ditta privata che, però, non risulterebbe più concessionaria del servizio.
I versamenti, secondo quanto riportato negli avvisi ricevuti dagli utenti, dovrebbero essere effettuati direttamente su un conto corrente intestato all’azienda, con causale riferita a “lampade votive perpetue, consumo, manutenzione e oneri accessori”.
Il problema, però, riguarderebbe – secondo quanto segnalato – la legittimità della richiesta: da una prima verifica sull’Albo Pretorio, infatti, la ditta non risulterebbe più concessionaria della gestione del servizio, almeno dal 2022.
Il caso, secondo fonti di Palazzo Vermexio, è adesso oggetto di approfondimenti interni. Pare che anche in Procura si siano accese attenzioni sulla vicenda, per accertare la veridicità delle segnalazioni, eventuali responsabilità e la correttezza delle procedure adottate.
L’assessore Luciano Aloschi, da pochi mesi alla guida dei servizi cimiteriali, non nasconde la sua sorpresa per una situazione che definisce “grave”. La priorità, spiega, “è quella di trovare adesso una soluzione che permetta di garantire tutti gli utenti, specie quelli che in buona fede hanno già provveduto al pagamento. Per evitare interruzioni nel servizio, accelereremo per una gara ponte. Certo, bisognerà anche capire come sia stato possibile arrivare a questo punto”.




Riserva Ciane-Saline, operazione rilancio. Gilistro (M5s): “Felice tema interessi ora tutti”

“Sono orgoglioso di aver contribuito ad accendere nuovamente i riflettori sulla necessità di rilanciare la riserva Ciane-Saline di Siracusa. Serve una piena riqualificazione, a cui ho dato impulso con un emendamento alla finanziaria regionale dello scorso anno. Felice che il tema adesso sia condiviso e seguito con pregevole interesse da più parti”. Lo dichiara il deputato regionale Carlo Gilistro (M5S), al termine dell’audizione svoltasi oggi in Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, dedicata proprio alla riserva siracusana.
All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale Savarino, il dirigente generale del Dipartimento e il presidente del Libero Consorzio di Siracusa, convocati dal presidente della Commissione, Carta. “È stata un’audizione che ha consentito di fare il punto sulla necessità di rilanciare un’area naturalistica unica, dove il mito del Ciane incontra la storia unica del papiro che cresce solo a Siracusa, dopo l’Egitto. Un coacervo di potenzialità purtroppo rimaste inespresse, a livello storico, culturale, turistico ed economico per troppo tempo ed a causa di troppe disattenzioni. Oggi ho ascoltato con attenzione l’assessore Savarino, di cui apprezzo l’impegno dichiarato per il rilancio della riserva Ciane-Saline. Un impegno che verificheremo passo dopo passo, a partire dall’incontro già convocato a Palermo per la prossima settimana e in vista dell’istituzione di un tavolo tecnico che definisca con chiarezza azioni e tempi”, spiega Gilistro.
L’emendamento Gilistro ha stanziato 200mila euro per gli interventi più urgenti: la pulizia e messa in sicurezza della strada di accesso al boschetto del Ciane e al sentiero ciclopedonale verso la fonte, la riqualificazione delle staccionate e delle ringhiere, il ripristino dell’area pic-nic per scuole e famiglie, la sistemazione dell’area della diga e una nuova cartellonistica informativa dedicata alla flora, alla fauna e alla storia del luogo.
“Certo, non basta la manutenzione della pista o qualche nuovo cartello. Il tema è molto più ampio e riguarda una visione complessiva di rilancio ambientale, culturale e turistico. È positivo però registrare una convergenza di volontà verso una piena riqualificazione di un luogo unico”, commenta Carlo Gilistro.
“In questi giorni depositerò una nuova interrogazione sulla riserva naturale orientata siracusana. Il mio sogno, che considero tutt’altro che folle, è rimettere in moto la riserva, restituirle l’attenzione e la vitalità che merita. Vogliamo tornare a farne un punto di riferimento per le famiglie, i bambini e gli amanti della natura e del cicloturismo, un attrattore di turismo sostenibile capace di generare nuova economia per i giovani imprenditori locali”.




Augusta, bocciata in Consiglio comunale mozione per Gaza. Rabbia Pd e M5s

Bocciata in Consiglio comunale ad Augusta la mozione presentata dai gruppi consiliari del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle – a firma dei consiglieri Triberio, Contento, Suppo e Blanco – dedicata alla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza.
Il documento chiedeva al Consiglio di impegnarsi a riconoscere lo Stato di Palestina, sostenere il principio dei “due popoli, due Stati”, favorire l’apertura di corridoi umanitari per la popolazione civile, condannare il genocidio in atto e sollecitare un immediato cessate il fuoco. Prevista, inoltre, la proposta di interrompere eventuali rapporti istituzionali ed economici con realtà coinvolte nel conflitto, in riferimento anche alla presenza di rappresentanti regionali e comunali nel comitato di gestione del porto commerciale.
La mozione è stata quindi bocciata con i voti contrari della maggioranza presente in aula. Pd e M5S parlano di “una scelta grave e incoerente”, sottolineando come “molti esponenti della stessa maggioranza avessero partecipato, solo pochi giorni fa, alla manifestazione cittadina per la pace in Medio Oriente. Oggi – commentano – si è rivelato un gesto meramente elettorale: nei fatti hanno voltato le spalle a un atto politico e umanitario di grande valore”.