Priolo. Aumenta la Tari, il sindaco Gianni: “Rispettiamo le regole per pagare meno”

“Il costo della Tari aumenta perché la legge ci obbliga a coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Rispettiamo le regole della raccolta differenziata per pagare meno”. Questo il chiarimento, che diventa anche l’appello, del sindaco di Priolo, Pippo Gianni, alla luce degli aumenti applicati alla tassa sui rifiuti. Il primo cittadino ricorda che
“questo tributo non può essere compensato con fondi comunali di altra natura: più alto è il costo del servizio, più alta sarà inevitabilmente la tariffa”. L’aumento del tributo – si legge nella nota dell’Amministrazione comunale – è legato a tre fattori principali: una bassa percentuale di raccolta differenziata, la presenza di discariche abusive, la mancanza di premialità da parte della Regione Siciliana. Cambiare è possibile e dipende da tutti i cittadini. Più differenziamo correttamente i nostri rifiuti, più riduciamo i costi di smaltimento e proteggiamo l’ambiente.
Ogni sacchetto abbandonato per strada-conclude Pippo Gianni- ogni comportamento scorretto, pesa sulla collettività e fa aumentare i costi per tutti.Più differenziata produciamo, meno discariche abusive creiamo e meno paghiamo la TARI”.




Grave incidente alle porte di Solarino, elisoccorso per un motociclista

Ancora un grave incidente lungo le strade del siracusano. Nel pomeriggio, nei pressi di Solarino, impatto tra un’auto ed una moto, sulla Statale 124. Ad avere la peggio, il giovane centauro per il quale è stato disposto il trasferimento in elisoccorso al Cannizzaro di Catania. Al momento, poche e frammentarie le informazioni. Sul luogo del sinistro sono intervenuti i Carabinieri e la Municipale di Solarino.
Secondo una prima ricostruzione, al vaglio delle forze dell’ordine, lo scontro si sarebbe verificato mentre la vettura stava immettendosi sul rettilineo della 124 da contrada Zaiera. Proprio in quegli istanti, la moto stava sopraggiungendo in direzione Solarino. Saranno gli ulteriori accertamenti a definire la dinamica esatta.
All’arrivo dei sanitari del 118, le condizioni del ferito sono state giudicate tali da richiedere il trasferimento in elicottero – atterrato poco distante – al trauma center del Cannizzaro.




Innovation Forum a Siracusa, la sfida: fermare emorragia di talenti per costruire futuro

Si è concluso l’Education and Open Innovation Forum, appuntamento nazionale a Siracusa voluto da Confindustria per mettere al centro il futuro del capitale umano. Se ne è discusso al teatro comunale di Ortigia dove si sono ritrovati numerosi esponenti di imprese, istituzioni e mondo accademico per affrontare le grandi sfide demografiche, digitali e produttive del Paese, promuovendo una collaborazione innovativa tra formazione, ricerca e lavoro per costruire nuovi percorsi di sviluppo sostenibile e inclusivo. Il forum è stato soprattutto un’occasione per riflettere sul futuro dei giovani e del territorio e per mettere in campo azioni concrete per invertire il trend dell’emigrazione e valorizzare il capitale umano locale. Nonostante una recente crescita dell’occupazione, uno dei nodi principali emersi è proprio la persistente emorragia giovanile dalla Sicilia: tra il 2003 e il 2023, oltre 219mila giovani under 34 hanno lasciato l’isola, con un significativo aumento della percentuale di laureati in fuga, salita dall’8% del 2003 al 42% del 2023.
Il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, ha sottolineato come nella sola Sicilia la popolazione giovanile emigrata equivalga quasi al doppio degli abitanti di una città come Siracusa, ipotizzando la sparizione di una città intera abitata esclusivamente da giovani. A peggiorare il quadro, il saldo migratorio universitario risulta fortemente negativo: nel 2023 sono stati oltre 27mila gli studenti che hanno lasciato la Sicilia per studiare altrove, mentre solo poco più di 5mila si sono iscritti ad atenei siciliani, su un totale di 32mila iscritti originari dell’isola.
Reale ha definito questo fenomeno un “problema sociale ed economico enorme e drammatico” che si intreccia con le difficoltà demografiche, influenzando negativamente sulla formazione della futura classe dirigente. La sua proposta è quella di un rafforzamento della sinergia tra imprese, scuole e università per sviluppare un ecosistema formativo e produttivo capace di offrire concrete opportunità ai giovani, valorizzando le competenze locali e migliorando la competitività delle aziende, con l’obiettivo di contrastare l’emigrazione.
Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha posto l’accento sull’importanza di mettere la persona al centro, citando l’esperienza unica del museo interattivo di Siracusa, che racconta la storia della città attraverso i suoi personaggi illustri, da Platone ad Archimede fino a Paolo Orsi e Enzo Maiorca. “La storia del mondo è storia delle persone – ha affermato – e l’unico modo per guardare al futuro con fiducia è puntare sulle capacità, competenze e valori degli individui”.
Durante la due giorni si è discusso anche di intelligenza artificiale. “Rappresenta una trasformazione che va oltre la quarta rivoluzione digitale e potrà incidere profondamente sulla vita quotidiana, sul lavoro e sulla sanità”. Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini ch ha richiamato la necessità di “appassionare i giovani a fare impresa”, incoraggiandoli non solo con un migliore accesso al credito ma anche con un dialogo più stretto tra università e mondo produttivo. “In Italia ci sono oltre 250mila imprese con più di dieci dipendenti – ha ricordato – un dato che testimonia la forza del nostro tessuto industriale”.
Sulla manovra 2026, il presidente di Confindustria ha ribadito la richiesta di una visione di lungo periodo. “Serve un piano industriale nazionale ed europeo, non misure limitate a un solo anno. Restano criticità sulla doppia tassazione e sul credito d’imposta, mentre i fondi di garanzia possono dare un sostegno concreto agli investimenti”.
In collegamento con l’Education and Open Innovation Forum di Siracusa, è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Ha annunciato un investimento da 265 milioni di euro in tre anni per potenziare gli ITS, definendoli “fondamentali per il mondo produttivo”.
Tra i temi al centro del suo intervento il gap ancora esistente tra formazione e mondo del lavoro, a cui il ministero risponde con la riforma del 4+2, che prevede una maggiore partecipazione delle imprese alla progettazione dei curricula e la possibilità per manager e tecnici di insegnare nelle scuole.
Sul fronte digitale, Valditara ha ricordato i 2,1 miliardi di euro già investiti per la digitalizzazione delle scuole, per ridurre il divario tecnologico. Ha poi annunciato l’introduzione di ore obbligatorie di educazione all’uso consapevole dell’IA e 450 milioni per la formazione dei docenti.
Il ministro ha anche illustrato i risultati dei programmi Agenda Sud e Agenda Nord, che aprono le scuole al territorio oltre l’orario curriculare ed ha preannunciato il raddoppio degli investimenti. “Supereremo il miliardo di euro, coinvolgendo tutte le scuole primarie e 1.200 istituti da nord a sud”.




Ex Idroscalo, Nicita (Pd): “La Difesa faccia chiarezza. L’area torni alla città, non ai privati”

Il senatore Antonio Nicita (Pd) ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa sul futuro dell’ex idroscalo “De Filippis” di Siracusa, inserito da Difesa Servizi S.p.A. nell’avviso di finanza di progetto pubblicato a luglio 2024, che prevede la possibile concessione a privati fino a 50 anni di aree oggi appartenenti al demanio militare.
“Parliamo di uno dei luoghi più belli e simbolici del waterfront siracusano, affacciato sul Porto Grande e di fronte a Ortigia”, dichiara Nicita. “Da decenni l’idroscalo non ha alcuna funzione militare effettiva, essendo in uso all’Aeronautica Militare solo per attività logistiche residuali e per l’alloggio di pochi dipendenti, e la città chiede da anni che quell’area venga restituita alla collettività per finalità pubbliche, culturali e ambientali, anche immaginando scambi con altre aree”.
Nell’interrogazione, il senatore sottolinea come, senza alcuna concertazione con il Comune di Siracusa o la Regione Siciliana, Difesa Servizi appare aver modificato di recente la scheda dell’immobile (n. 27 del Cluster 3 “Idroscali Marina Militare”), reintroducendo la qualifica di bene strategico-militare.
“Una decisione assunta nel silenzio e nell’opacità”, prosegue Nicita, “in contrasto con i principi di trasparenza amministrativa e leale collaborazione istituzionale. È necessario chiarire chi e perché abbia disposto questa modifica, e con quali atti”
Nell’interrogazione, Nicit.a chiede al Ministro di chiarire le motivazioni tecnico-operative che giustificano la permanenza della qualifica militare; sospendere ogni procedura di concessione a privati fino all’esito dei ricorsi al TAR e delle valutazioni ambientali e urbanistiche; riaprire un tavolo tecnico con Comune, Regione e associazioni civiche per definire un progetto condiviso di riqualificazione pubblica e sostenibile dell’area.
“Siracusa merita un percorso trasparente e partecipato, che restituisca alla città un luogo di grande valore paesaggistico e simbolico. Difendere il pubblico non significa bloccare lo sviluppo, ma costruirlo insieme” conclude Nicita.




Coste, spiagge e concessioni: anche Mare Libero contro il Pudm del Comune di Siracusa

Anche l’associazione Mare Libero presenta le sue osservazioni contro il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) approvato dal Comune di Siracusa, giudicandolo “squilibrato e lesivo del diritto d’uso civico delle coste”. In un articolato documento di osservazioni, il sodalizio – parte della rete nazionale per la difesa dei beni comuni – chiede una profonda revisione del piano e l’introduzione di misure concrete per garantire “la massima estensione del diritto di libera fruizione”.
Secondo Mare Libero, il PUDM “pur richiamando il principio della libera fruizione, contiene elementi di criticità tali da compromettere l’interesse pubblico”. Le contestazioni si concentrano soprattutto sulle aree balneari più frequentate, da Fontane Bianche all’Arenella, dove la percentuale di spiaggia destinata a uso libero scenderebbe sotto il 50%. L’associazione propone invece di fissare al 25% la soglia massima di occupazione privata per l’Arenella, anche in considerazione della riduzione delle superfici balneabili provocate dall’erosione costiera.
Nelle osservazioni depositate, si chiede anche la “demolizione inderogabile” delle strutture dismesse e in degrado negli ex Lido Polizia, Lido Aeronautica ed ex Lido Arenella, per “restituire alla collettività porzioni di demanio marittimo illegittimamente sottratte”.
Altro nodo critico, l’accessibilità al mare. Mare Libero sollecita la riapertura dei varchi storici tra Porto Piccolo e il Monumento ai Caduti, oggi “totalmente privatizzati”, e il ripristino dell’accesso al litorale della Pillirina, dove il transito sarebbe impedito da recinzioni abusive e abbandono lungo via Sant’Agostino.
Non manca una stoccata al Circolo Velico, per il quale l’associazione chiede la revisione della concessione, sostenendo che “le opere in cemento hanno alterato il naturale equilibrio sedimentario e contribuito all’erosione dell’arenile”. Tra le proposte, una prescrizione demolitoria e ricostruttiva “per sostituire le strutture rigide con elementi permeabili e sostenibili”.
Nell’ottica di una gestione più sociale degli spazi pubblici, Mare Libero propone anche di valorizzare i solarium comunali con chioschi a prezzi calmierati e capitolati d’oneri specifici, così da offrire servizi accessibili a fasce di reddito più basse e generare un minimo rientro economico per l’amministrazione.
Infine, il coordinatore regionale di Mare Libero, Fabrizio Raso, ribadisce che le osservazioni non hanno carattere opposto ma “costruttivo”, mirando a “ripristinare l’equità d’uso del demanio ea fare di Siracusa una città davvero vissuta in relazione al suo patrimonio marittimo”. Tra le richieste anche un rafforzamento dei controlli igienico-sanitari e un sistema di mobilità pubblica efficiente verso le aree costiere, insieme a una petizione popolare nata dopo mesi di ascolto dei cittadini.




Aree di servizio in autostrada, Gennuso (FI) chiede ispezioni sanitarie. “Condizioni inaccettabili”

“La situazione igienico-sanitaria di molte stazioni di servizio lungo le autostrade siciliane è di totale abbandono, non degna dei servizi che cittadini, automobilisti e turisti si aspettano”. Lo denuncia Riccardo Gennuso (FI) che, con una lettera urgente inviata all’assessorato regionale della Salute, all’assessorato alle infrastrutture, alle Aziende Sanitarie Provinciali, ad Anas e al Consorzio Autostrade Siciliane, richiama l’attenzione su una vera e propria emergenza.
“”Ricevo ormai con frequenza crescente segnalazioni che descrivono condizioni igieniche inaccettabili, particolarmente nei servizi igienici ma non solo”, afferma Gennuso. “La costanza di queste segnalazioni mi induce a ritenere che non si tratti di casi isolati, ma di un fenomeno sistemico”.
Le aree di servizio, spesso trascurate e sporche, non garantiscono standard minimi di decoro e igiene. I servizi igienici risultano in molti casi impraticabili, con gravi carenze nella pulizia, nella manutenzione e nella sicurezza. Una situazione che incide direttamente sulla salute pubblica e sulla sicurezza stradale.
“Un automobilista stanco ha il diritto di trovare un luogo di sosta dignitoso, dove riposare in ambienti puliti”, sottolinea Gennuso. “La qualità della sosta influisce direttamente sulla sicurezza di chi rimette in strada”.
Oltre al disagio per i cittadini, il problema ha ripercussioni sull’immagine turistica della Sicilia. Le aree di servizio rappresentano spesso il primo contatto con il territorio per chi arriva da fuori regione.
“Esperienze negative in aree di servizio trascurate offuscano il ricordo delle nostre bellezze e danneggiano la reputazione del territorio”, dichiara Gennuso, che chiede interventi immediati e coordinati.
Nella lettera, si sollecita l’assessorato alla Salute e le ASP ad avviare controlli straordinari, con sanzioni e sospensioni nei casi più gravi. All’assessorato alle Infrastrutture si chiede di verificare eventuali violazioni contrattuali. Anas e il Consorzio Autostrade Siciliane sono invitati a esercitare una pressione stringente sui concessionari affinché igiene e decoro diventino parametri imprescindibili.
“Non possiamo più tollerare che chi gestisce un servizio essenziale trascuri i più elementari obblighi di decoro e igiene”, conclude Gennuso. “La questione è urgente e riguarda la salute pubblica, la sicurezza stradale e l’immagine della Sicilia”.




La carica dei vandali, giochi per bimbi danneggiati: 10mila euro per le riparazioni

Sono sempre più numerose le segnalazioni dei cittadini sullo stato dei giochi presenti nei parchi pubblici di Siracusa. Altalene, scivoli e giostrine che in molti casi mostrano segni evidenti di danneggiamento. Non si tratta soltanto di normale usura dovuta al tempo, ma soprattutto di un uso “improprio” da parte di ragazzi più grandi o, in alcuni episodi, di veri e propri atti vandalici.
Nelle scorse settimane, il Comune ha avviato una ricognizione complessiva dei parchi, con l’obiettivo di “verificare e capire lo stato in cui versano i giochi”, corredando l’attività di una dettagliata documentazione fotografica. Dall’ispezione è emersa la necessità di intervenire in tempi brevi, sia con riparazioni che con sostituzioni di alcune strutture, per garantire la sicurezza dei più piccoli e prevenire possibili infortuni di cui l’amministrazione potrebbe essere chiamata a rispondere.
Sulla base degli esiti dei sopralluoghi è stato predisposto un progetto tecnico completo di computo metrico, elenco prezzi e relazione illustrativa. Visto il carattere urgente degli interventi, il Comune procederà con affidamento diretto dei lavori, per un importo base d’asta pari a 10mila euro, iva inclusa.




Maltrattamenti in famiglia, i Carabinieri arrestano un 51enne a Noto

I Carabinieri di Noto hanno arrestato un 51enne in esecuzione di ordinanza di applicazione di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Siracusa. Le indagini, condotte dai Carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, sono scaturite dalle denunce per maltrattamenti e atti persecutori sporte dalla moglie del 51enne, dal padre e dalle sorelle.
Dalle attività condotte dai Carabinieri è emerso che l’uomo, da anni, era solito tenere nei confronti dei familiari comportamenti violenti, minacciosi e aggressivi, spesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, rendendo intollerabile e pericolosa la convivenza.
L’uomo, con precedenti di polizia per reati contro la persona, è stato associato alla Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa.




Via Vittorio Veneto, un lungo tratto chiuso per lavori: qui tutte le info

Lunedì e martedì prossimi (27 e 28 ottobre), dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, un lungo tratto di via Vittorio Veneto, in Ortigia, sarà chiuso al traffico per lavori. La porzione interessata dal divieto, dove non sarà nemmeno possibile parcheggiare, è quella compresa tra ronco I alla Mastrarua e via Maestranza.
Secondo l’ordinanza emessa dal settore Mobilità e trasporti, nella strada sarà consentito solo il traffico locale in entrambi i sensi si marcia e l’accesso dei mezzi sarà regolamentato dal personale della ditta incaricata dei lavori.




“Convogliare i reflui del Porto Grande al depuratore Ias”, stasera il consiglio comunale aperto

Si svolgerà questa sera a partire dalle 18:00 la seduta aperta del consiglio comunale di Siracusa sul tema del convogliamento delle acque reflue di Siracusa, Floridia e Solarino al Depuratore consortile Ias di Priolo. La convocazione è stata richiesta dai gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Insieme e dal gruppo Misto, con un’integrazione dell’Integrazione ordine del giorno da parte del gruppo consiliare del PD.
“Nel 2026, con lo scollegamento della zona industriale dall’Ias, si aprirà una fase decisiva per il futuro ambientale e produttivo del nostro territorio. Le aziende del polo petrolchimico dovranno attivare i propri sistemi di depurazione, ma questa soluzione — pur individuata come transitoria — lascia irrisolte numerose criticità: la tenuta dei livelli occupazionali, il rischio di perdita di infrastrutture pubbliche esistenti e l’impatto ambientale derivante da nuovi scarichi che andrebbero a confluire nel litorale della nostra costa. A ciò si aggiunge il problema ancora aperto dei reflui di Siracusa che continuano a finire nel porto grande”. A parlare è il deputato regionale Dc Carlo Auteri, componente della Commissione Ambiente all’Ars, che sottolinea come le politiche comunitarie e le più moderne visioni ambientali vadano nella direzione opposta: ridurre, accorpare e rigenerare. “Da quando ricopro il ruolo di deputato regionale — prosegue — ho voluto confrontarmi con tecnici, operatori e cittadini per comprendere a fondo la questione. È chiaro che la sfida ambientale di oggi non può più limitarsi a gestire i rifiuti o gli scarichi, ma deve trasformarli in risorsa. È il momento di pensare a un IAS che non depura soltanto, ma che rigenera: un vero polmone ambientale per l’intero comprensorio”. L’idea di Auteri è concreta e attuabile: “Ias potrebbe raccogliere i reflui depurati provenienti dalla zona industriale e dalla città di Siracusa, sottoporli a un trattamento di affinamento e riutilizzarli per i servizi industriali — antincendio, raffreddamento e, ove possibile, di processo. Un sistema circolare che ridurrebbe l’emungimento della falda, abbatterebbe gli scarichi a mare e restituirebbe un ruolo strategico e sostenibile all’impianto consortile. Questa proposta non richiede investimenti enormi, ma una visione chiara e condivisa: trasformare una criticità in opportunità, fare dell’IAS il centro di una nuova politica ambientale che coniughi tutela del lavoro, innovazione e sostenibilità. È tempo di riqualificare, non dismettere”. Nei giorni scorsi sono state diverse le prese di posizione sul tema. Tra queste, anche quella dell’ex consigliere comunale Gaetano Bottaro, che ha lanciato un appello alle istituzioni locali e regionali affinché si approvi la mozione che impegni il sindaco di Siracusa a “dirottare definitivamente gli scarichi civili fuori dal Porto Grande ponendo fine ad una ferita ambientale e sanitaria che da anni colpisca la città. “Quelle acque- tuona- minaccia la salute dei siracusani. Occorre collegare il canale Grimaldi al depuratore con una condotta verso l’impianto IAS ad oggi unica soluzione concreta per salvare il nostro mare, cuore pulsante del nostro indotto economico e della nostra identità. Un modo per restituire dignità e salute alla città e al contempo per dare un segnale di speranza ai lavoratori Ias, oggi costretti a vivere nell’incertezza rispetto al loro futuro”-