Melilli in Wellness, via alla seconda edizione: “Più attenzione a sport e salute”

Un turismo sostenibile, libero e al contempo ricco di sport: questo il format della Seconda Edizione di Melilli in Wellness, il nuovo modo di vivere la cultura del territorio promuovendo il benessere psicofisico e l’educazione al patrimonio.
Per la seconda volta, l’Amministrazione Comunale di Melilli ha rivolto il proprio invito alle Associazioni sportive dilettantistiche del territorio e ai titolari di palestre e centri fitness, ad elaborare delle proposte progettuali con la finalità di coltivare spazi che siano incentivo alla pratica sportiva all’aperto e alla fruizione dei luoghi più significativi per il territorio sotto il profilo turistico e culturale.
“L’obiettivo della mia amministrazione- ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Carta- è quello di guardare sempre avanti e lo sport, il wellness e più in generale il benessere psicofisico sono elementi di vitale importanza per la salute dei cittadini e per la crescita dei più piccoli. Ben vengano dunque manifestazioni come Melilli in Wellness capaci di creare sinergie e nutrire il corpo e la mente”.
“Melilli in Wellness- ha inoltre dichiarato l’Assessore alla Cultura e al Turismo, Rosario Cutrona, significa sperimentare occasioni di educazione alla cittadinanza estetica, restituendo importanza alla natura e alla cultura dei luoghi attraverso un processo di armonizzazione che passa dal benessere psicofisico. Nuove consapevolezze. Questo ci auguriamo di stimolare tra tutti i partecipanti”.

 




Scuola, in Sicilia si torna sui banchi il 16 settembre. Lagalla: “Anno in sicurezza”

Le lezioni del prossimo anno scolastico in Sicilia cominceranno giovedì 16 settembre 2021 e si concluderanno il 10 giugno 2022. È stato firmato dall’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Roberto Lagalla, il decreto che fissa il calendario scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado operanti in Sicilia per l’anno 2021/2022. Mentre con un successivo provvedimento sarà modulato il calendario didattico delle attività formative in obbligo scolastico (IeFP), erogate dalle istituzioni formative accreditate.
Un altro anno in cui bisognerà fare i conti con l’evoluzione dell’emergenza pandemica. Il governo Musumeci sta già lavorando per garantire un anno sereno e di normalità a tutti gli studenti e al personale scolastico. «Nei prossimi giorni, insieme all’Ufficio scolastico regionale – dichiara l’assessore Lagalla – convocheremo una riunione per stabilire le modalità del rientro a scuola in presenza. Lavoreremo, coerentemente con quanto verrà stabilito dal Comitato tecnico scientifico nazionale, per garantire agli studenti un inizio d’anno in piena sicurezza».
Nelle scuole i giorni di attività didattica saranno 207, oppure 206 se la festa del Santo Patrono locale ricade durante l’anno scolastico. Per le scuole dell’infanzia il termine delle attività educative è fissato al 30 giugno 2022. Le vacanze di Natale saranno dal 23 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022; quelle di Pasqua dal 14 aprile al 19 aprile 2022. Le istituzioni scolastiche possono stabilire la ulteriore sospensione delle lezioni, per un massimo di tre giorni. La ricorrenza del 15 maggio, festa dell’Autonomia Siciliana, sarà dedicata a specifici momenti di aggregazione scolastica per lo studio dello Statuto della Regione Siciliana e per l’approfondimento di tematiche connesse all’autonomia, alla storia e all’identità regionale.




Incendi senza sosta: fiamme dall’Eurialo a contrada Spalla; rogo anche alla Pizzuta

Dopo la domenica infernale vissuta appena due giorni fa, torna a bruciare Siracusa. Il principale fronte del fuoco si è sviluppato all’altezza di Epipoli coinvolgendo in fretta l’area del castello Eurialo e spingendosi nuovamente sino in contrada Spalla. Domenica scorsa fu necessario disporre l’evacuazione del vicino acquapark. Al momento un rischio simile pare scongiurato. Sul posto, operazioni di spegnimento e contenimento coordinate da Vigili del Fuoco di Siracusa con il supporto della Protezione Civile di Priolo Gargallo.
Altro incendio nei pressi della Pizzuta, con fumo e fiamme tra i palazzi. La situazione sembra comunque in controllo. Sul posto Vigili del Fuoco e squadre della Protezione Civile di Siracusa.
Questa mattina, ignoti hanno dato alle fiamme dei materassi abbandonati all’esterno della scuola chiusa di via Algeri. Ieri, all’interno dell’edificio, un rogo è stato appiccato all’interno.




Covid, il bollettino: 6 nuovi positivi in provincia di Siracusa, 144 in Sicilia

Sono 6 i nuovi positivi al covid in provincia di Siracusa rilevati nelle ultime 24 ore. Quattro casi in più rispetto al dato registrato ieri, ancora rimandato quindi l’appuntamento con la prima giornata a zero nuovi contagiati. Festeggia il traguardo del covid free Noto: a gennaio il picco con 273 attuali positivi. “Ora estate serena e prudente”, ha detto il sindaco Bonfanti.
Nelle altre province: Caltanissetta 46 casi, Catania 22, Trapani 21, Agrigento 16, Palermo 13, Ragusa 9, Messina 9, Siracusa 6, Enna 2.
In totale i nuovi positivi in Sicilia sono 144 nelle ultime 24 ore, a fronte di 14.127 tamponi processati. I guariti sono 240, 4 i decessi. Il numero degli attuali positivi è di 3.478 (-100).




Sciopero metalmeccanici in zona industriale, lavoratore investito finisce in ospedale

Anche nella zona industriale di Siracusa questa mattina presidio dei metalmeccanici davanti alle portinerie degli impianti. Giornata di sciopero nazionale del settore, indetta da Cgil, Cisl e Uil. I lavoratori si sono ritrovati in presidio sin dalle prime ore del mattino. Per il segretario della Fiom Cgil, Antonio Recano, buona l’adesione alla mobilitazione con cui i sindacati tornano a porre l’accento sulla frammentazione degli appalti, il tema del cambio appalti, il ricorso al massimo ribasso e l’assenza di nuove politiche industriali di sviluppo e investimento.
Non sono purtroppo mancati i momenti di tensione, come quando un’auto con a bordo due dipendenti dello stabilimento, nel tentativo di raggiungere l’ingresso impianto, ha investito uno degli scioperanti. L’uomo, un 60enne, ha dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’Umberto I di Siracusa. E’ stato dimesso dopo i controlli, con una prognosi di pochi giorni e qualche ammaccatura. All’episodio avrebbero assistito anche le forze dell’ordine che presidiavano la zona.
Tornando al fronte sindacale, il tema della transizione preoccupa gli addetti del settore. “Il lavoro deve essere sostenibile, ma anzitutto deve esserci lavoro”, spiega Recano. “L’esperienza di Gela non è stata esaltante: s si dovesse replicare quello schema, temiamo qui almeno 1.200 persone dell’indotto senza un impiego”, analizza. Anche l’attivazione dell’area di crisi complessa preoccupa il sindacato. “Non vorremmo fosse l’anticamera della cassa integrazione”.




La morte di Licia Gioia, confermata in appello la sentenza di assoluzione del marito

Confermata anche in appello l’assoluzione del poliziotto Francesco Ferrari, finito sotto processo per l’omicidio della moglie Licia Gioia, maresciallo dei Carabinieri. La donna venne trovata cadavere all’interno della villa di contrada Isola, a Siracusa, dove la coppia viveva. Era il 28 febbraio 2017.
Dopo l’assoluzione disposta dal gup del Tribunale di Siracusa, anche i giudici della Corte d’Appello hanno sposato la tesi dell’estraneità dell’uomo ai fatti contestati.
La famiglia di Licia Gioia continua a mostrare tutte le sue perplessità sulla ricostruzione dei fatti. E’ probabile che la vicenda possa avere un ulteriore epilogo in Cassazione.




La provincia in cenere, il sindaco di Buccheri: “Basta chiacchiere, si chiama Mafia agricola”

“Si chiama Mafia agricola. C’è questo dietro gli incendi che stanno devastando il nostro territorio e molti hanno paura a pronunciare questa parola. In questo modo i veri responsabili e le vere cause dei roghi, però, si sono persi di vista”.

Non lascia spazio ad alcun dubbio il punto di vista del sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo. Quella paura a cui fa riferimento, il primo cittadino del comune della Valle degli Iblei non la sente e, al contrario, è pronto a dire basta alle “chiacchiere” , perchè “ogni ora che passa a parlamentare e ad attendere risposta dal governo nazionale e regionale- fa notare- ettari ed ettari di territorio vanno in fumo e ci avvicinano sempre di più alla desertificazione certa”.

Il primo cittadino punta l’indice contro “chi doveva programmare e non lo ha fatto; ci si è limitati solo alle chiacchiere ed a perdere tempo delegittimando o prendendo in giro chi, per decenni, è stato chiamato a garantire il patrimonio boschivo siciliano. Proprio quei lavoratori forestali tanto vituperati ma che oggi vengono invocati per salvarci da questa distruzione”.

Caiazzo chiede “subito l’esercito in campo, il potenziamento di mezzi di terra, una seria riorganizzazione del comparto forestale ed operazioni straordinarie di bonifica per salvare il salvabile”.
Questo per affrontare immediatamente una situazione che rischia altrimenti di sfuggire definitivamente di mano. Poi c’è un passaggio legislativo importante, per Caiazzo. “Occorre mettere mano alla legge 353 del 2000- evidenzia- procedere alla rivisitazione dei sistemi e dei metodi di controllo del territorio ed inasprimento delle pene per i responsabili dei roghi.
Agire adesso o portarsi a vita la responsabilità della morte di un’isola sulla coscienza, oltre che sul proprio curriculum politico personale”. E in quest’ultima dichiarazione sono anche contenute delle accuse. “Intanto, per il Comune di Buccheri- garantisce Caiazzo-  immediato avvio di specifici progetti per il controllo del territorio e per l’ulteriore verifica del rispetto dell’Ordinanza n. 17 dell’1 giugno 2021 sulla prevenzione del rischio incendi e sulla pulizia di fondi incolti”.

Infine una sollecitazione rivolta ai cittadini. “Noi ci siamo- promette il sindaco- Siamo certi che i cittadini ci aiuteranno a salvare il territorio”.

Intanto, alla luce delle sue dichiarazioni, il sindaco è stato sentito  dalle forze dell’ordine, a cui ha riferito  le ragioni per le quali ipotizza quanto detto.

 




“Interessi economici dietro gli incendi nel siracusano”, il M5s con il sindaco di Buccheri

“Ci sono interessi economici dietro molti dei roghi degli ultimi giorni. E’ il sospetto di tanti a cui ha dato voce e corpo precisi il coraggioso sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, che ha parlato chiaramente di mafia dei pascoli, anche con gli investigatori. Sappia di non essere solo, siamo dalla sua parte: la sua battaglia per il territorio è comune e la condividiamo, a Palermo ed a Roma”. Così il parlamentare nazionale Paolo Ficara ed il deputato regionale Stefano Zito, entrambi del MoVimento 5 Stelle.
“Parlare solo di piromani fuori di testa significa non volere vedere il cuore del problema. Eppure appare quasi naturale collegare posizioni e battaglie contro le riserve naturali, esistenti o da creare, con i devastanti incendi che annualmente colpiscono luoghi di interesse naturalistico. Confidiamo nel lavoro scrupoloso degli investigatori e nella celerità di indagine assicurata dalla Prefettura di Siracusa”, aggiungono Ficara e Zito.
“Purtroppo c’è una lunga catena di ritardi, dei Comuni innanzitutto e della Regione poi, nell’inquietante susseguirsi di roghi in provincia di Siracusa. La richiesta dell’esercito nelle zone rurali, già avanzata da diverse associazioni, è una prima misura ancorchè tardiva. Basta parlare con i volontari che si occupano da anni di antincendio: vi racconteranno una storia di ritardi continui e sempre più marcati nella prevenzione, con interventi di diserbo e sicurezza (le strisce tagliafuoco, ndr) raramente attuati per tempo. I Forestali regionali solo a luglio hanno iniziato a lavorare. Ma certo non è tutto ascrivibile alla responsabilità della Regione. Anche i Comuni dovrebbero fare la loro parte, con azioni più incisive che vadano oltre le, spesso, vuote ordinanze antincendio, peraltro operative da giugno quando i primi roghi si sviluppano già a maggio. Ci auguriamo che la Prefettura dia una scossa, ad ogni livello”, proseguono i due esponenti pentastellati.
“In parlamento, con il gruppo del Movimento, stiamo lavorando ad alcune proposte sia sul lato del potenziamento dell’attività di indagine che sull’utilizzo di strumenti sul lato della prevenzione. Senza prevenzione non può esserci controllo e i fatti di questi giorni lo confermano”, ricorda poi Paolo Ficara.
Una prima soluzione nell’immediato? Zito e Ficara non hanno esitazioni. “La mappatura catastale dei terreni bruciati, con l’obbligo di applicare la legge nazionale 353 del 2000, recepita dalla regione siciliana nel 2006, che dispone il divieto di caccia, pascolo e di nuove edificazioni su terreni colpiti da incendio per i dieci anni a seguire dal rogo”.




Emergenza incendi: in 15 giorni, 406 interventi dei Vigili del Fuoco. Il sindacato: “serve personale”

I numeri rendono l’idea dell’emergenza incendi che si è abbattuta sulla provincia di Siracusa. Dal 20 giugno al 5 luglio 2021, i Vigili del Fuoco del comando provinciale sono stati impegnati in 591 interventi. “Di questi, 406 sono avvenuti per incendi boschivi e di interfaccia, urbano-rurali”, spiega il coordinatore provinciale Usb Vigili del Fuoco, Giovanni Di Raimondo.
Questi incendi “hanno interessato aree urbane, riserve naturali, zone rurali e zone agricole provocando danni ingenti alla vegetazione mediterranea, alle colture cerealicole, alle olivioculture e altre. Le aree interessate sono state Siracusa, Città Giardino e zone limitrofe, Avola Cavagrande, Noto e Pachino, Palazzolo e la Valle dell’Anapo, zona montana Iblea comuni di Cassaro, Ferla, Buscemi, i territori di Lentini e Augusta”. E poi ci sarebbero da aggiungere anche gli interventi effettuati dall’Antincendio Boschivo (AIB) della Regione, “e si vedrà che i numeri salgono in maniera vertiginosa”.
Per il portavoce provinciale del sindacato dei Vigili del Fuoco, “serve la prevenzione come arma primaria per evitare gli incendi e la distruzione del patrimonio boschivo della provincia di Siracusa. Altro mezzo è il contrasto e la repressione di un reato ambientale che vede impuniti gli ignoti che appiccano roghi nefasti. Nonostante i numeri degli interventi di soccorso aumentano, i Vigili del Fuoco di Siracusa subiscono la decurtazione del personale che non viene integrato a seguito dei pensionamenti nelle qualifiche di capo squadra e capo reparto”.
E così, “mentre a Palermo si discute, Siracusa brucia. Leggiamo quotidianamente richieste di aiuti da parte del Presidente della Regione Musumeci a Roma alla Protezione Civile Nazionale, al Consiglio dei Ministri, richieste di stato di emergenze e calamità naturali, quando di naturale non vi è nulla. Si tratta di opera di scellerati che approfittano delle condizioni climatiche avverse, forte caldo e vento, per appiccare gli incendi”, insiste ancora Di Raimondo.




Siracusa. Ex scuola di via Algeri, anche un incendio all’interno: inarrestabile cammino di degrado

I dubbi sull’origine dolosa sono pochi, nonostante la dovuta prudenza degli investigatori. Fiamme all’interno della scuola di via Algeri, chiusa da tre anni a causa delle sue precarie condizioni strutturali. Nella serata di ieri sono intervenuti i Vigili del Fuoco per domare l’incendio.
Le condizioni dell’immobile erano già fatiscenti, con controsoffitti e calcinacci crollati sul piano di calpestio. Una condizione ora ulteriormente aggravata dall’incendio che interessato alcuni locali. Nel dettaglio, 5 stanze al primo piano andate completamente distrutte. Le pignatte del tetto, in cocci a causa del troppo calore.
In questi lunghi anni di chiusura, l’ex scuola di via Algeri ha ricevuto più visite di vandali ed i suoi locali sono diventati “casa” a più ripresa per famiglie siracusane. Ora l’incendio, ennesimo segnale di un inarrestabile degrado dell’area.
Per il recupero dell’immobile, di proprietà comunale, esistono almeno tre progetti finanziabili con i fondi di Agenda Urbana. Ma il futuro dell’edificio è un rebus. Nuovamente scuola? Pare difficile, anche alla luce delle perplessità della stessa istituzione scolastica. La scuola di via Algeri era in crisi già prima della chiusura: pochi iscritti, poche presenze.