Ancora fuoco negli Iblei, incendio a Buscemi: il sindaco “preoccupazione, ma ora sotto controllo”

Non c’è tregua sul fronte incendi, la provincia di Siracusa continua a bruciare. Ancora un rogo negli Iblei, nel territorio di Buscemi. Fiamme sul fianco di uno dei rilievi e qualche momento di apprensione per la comunità locale, come conferma il sindaco Rossella La Pira. Alle 18, anche grazie all’interno di Vigili del Fuoco e Corpo Forestale, la situazione è tornata sotto controllo. Non è stato necessario, questa volta, l’intervento del canadair.
Lo scorso primo luglio, un altro devastante incendio si era sviluppato nella Valle degli Iblei causando notevoli danni al territorio. Al punto che i sindaci della zona montana siracusana hanno chiesto in quella occasione lo stato di calamità.
Il Comune di Buscemi ha pubblicato sul suo sito istituzionale un modello per i residenti che hanno subito danni a causa degli incendi verificatisi tra giugno e luglio 2021.




La storia: il fuoco stava per divorare una cuccia con due cani dentro, straordinario intervento dei Ross

Se non fossero arrivati all’ultimo istante utile i volontari Ross, due cani sarebbero morti carbonizzati in uno dei roghi che ha devastato Siracusa nelle ultime 24 ore. Zona Tremilia, primo pomeriggio di ieri. Le fiamme aggrediscono un casolare ricoperto di sterpaglia. Poco distante, c’è una cuccia incustodita. Anche quel box è in fiamme. I volontari si rendono conto che all’interno ci sono dei cani ma non possono uscire: è chiuso.
In pochi istanti decidono il da farsi. Iniziano a bagnare delicatamente i cani, spaventati in un angolo mentre il fuoco avanza verso di loro. Nel frattempo, un altro dei componenti la squadra apre un varco nella recinzione e – con notevole prudenza – riesce a raggiungere i cani, vincere la loro diffidenza e portarli all’esterno proprio un istante prima che la cuccia finisca divorata dalle fiamme.
Edoardo Contarino, Claudio Onorato e Mauro Gigliuto hanno completato lo splendido salvataggio prendendosi cura dei due animali, dando loro da bere ed affidandoli in custodia ad alcuni residenti della zona.
Neanche il tempo di godersi la bella operazione, che subio i Ross si sono rimessi al lavoro contro il fronte del fuoco che fino alle 5.53 ha tenuto impegnati Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e volontari di Protezione Civile. Antonio Modicano e Davide Ippolito si sono aggiunti in supporto a quella squadra, per continuare a mettere in sicurezza abitazioni e residenti.




Oltre 12 ore a lottare contro il fuoco: grazie a Vigili del Fuoco, Forestale e volontari di Protezione Civile

La lunga giornata condotta contro gli incendi che hanno circondato Siracusa si è conclusa solo alle 5.53. Vigili del fuoco e volontari di Protezione Civile, con il supporto di due canadair e altrettanti elicotteri, per oltre 12 ore hanno corso da nord a sud del territorio comunale, seguendo il vento che sospingeva il fuoco in ogni dove. Targia, Tremilia, Pizzuta, fonte Ciane, contrada Rinaura, centrale Anapo.
A Siracusa nord è stato evacuato l’acquapark per sicurezza e per consentire i lanci dall’alto eseguiti dai canadair. Ingenti i danni alla vicina azienda Pupillo che, purtroppo non è stata l’unica duramente colpita dai roghi. Sono stati chiusi anche gli svincoli autostradali mentre il fuco si estendeva verso la Pizzuta. “Non si vede nulla dal fumo”, si ripetevano nelle comunicazioni i soccorritori. E’ stata la loro esperienza ad evitare guai peggiori: non appena hanno visto che il vento stava cambiando direzione, hanno subito ordinato l’evacuazione del parco divertimenti, coordinata da Polizia e Carabinieri.
In quegli stessi minuti, un altro violento incendio scoppiava nei pressi della fonte Ciane, in traversa Pisima. E’ stata poi la volta di contrada Rinaura, con un nuovo intervento della Protezione Civile di Priolo. Poi viale Epipoli, di fronte all’ex centro commerciale. Fiamme alle 23 anche sotto la centrale Enel dell’Anapo mentre alberi caduti a Tremilia, all’altezza della Frateria, hanno portato alla chiusura della strada. E poi ancora altri fronti di fuoco in contrada Cozzo Pantano e nuovamente all’inizio della zona commerciale di Siracusa nord.
Il prefetto, Giusi Scaduto, ha inviato un messaggio alle associazioni ed ai volontari di Protezione Civile: “siete stati splendidi”. Ed in effetti, lo sono davvero. Complimenti dovuti ai Vigili del Fuoco ed al Corpo Forestale ma anche agli straordinari ragazzi della P.C. di Siracusa e di Priolo.




Siracusa. Notte d’inferno in provincia, il prefetto Scaduto: “Ottimo lavoro, ora indagini celeri”

Una giornata terribile, anche di grande paura, fuoco dappertutto in provincia di Siracusa: dalla Valle dell’Anapo a Targia. Un lavoro incredibile, massacrante ma per fortuna ben fatto dai vigili del fuoco, la protezione civile, i tanti volontari che come sempre fanno la differenza. Troppo presto per fare la conta dei danni. Il prefetto, Giusi Scaduto ha presieduto fino a notte fonda il Ccs, il centro coordinamento soccorsi. “Purtroppo- dichiara la rappresentante territoriale di governo- in queste condizioni meteo particolarmente favorevoli, i fronti, i focolai diventano numerosi e sempre più complicata la risposta. I canadair sono rimasti in azione finché è stato possibile, per ragioni di visibilità. I volontari sono stati preziosissimi e dal Dipartimento di Protezione Civile Regionale mi pare che ci sia stato un coordinamento efficace.” Il prefetto ribadisce un aspetto che è in effetti chiarissimo. “L’attività- spiega – nella maggior parte appare dolosa. Bisogna sperare adesso in indagini celeri. Su questo c’è la massima determinazione, ciascuno per le proprie competenze. Sono però soddisfatta di un dato di fatto: ieri, nonostante sia stata una notte veramente impegnativa, il sistema ha funzionato. Presto per parlare, invece, di danni. Ci sono ancora dei focolai attivi, tenuti sotto controllo nella notte per poi tornare ad intervenire alle prime luci dell’alba”.




Incendi, Ternullo (FI) invoca lo stato d’emergenza. Ficara (M5s): “Senza prevenzione, difficile repressione”

In pressing sul presidente della Regione parte la deputata regionale Daniela Ternullo (FI). “Il siracusano è in fiamme. Gli incendi in questi giorni si moltiplicano a macchia di leopardo. A Melilli si registrano episodi, come a Belvedere a causa del vento che soffia forte sulle fiamme; la stessa cosa nei tratti autostradali locali, ad Avola, a Carlentini e tra Floridia e Cassibile. Addirittura a Tremmilia le fiamme sono arrivate sin dentro un asilo. Così non si può andare avanti. Condannare la provincia di Siracusa a un’estate incendiaria non garantirà la tanto agognata ripresa dalla crisi economica. È per tale motivo che chiedo al presidente Musumeci un intervento netto, deciso: occorre lo stato d’emergenza per una provincia falcidiata dagli incendi”. Queste le parole della deputata siracusana, affidate ad una nota stampa.
“Già un mese fa – continua la Ternullo – invocavo una programmazione preventiva della campagna antincendio, proprio perché con l’estate alle porte temevo che si arrivasse a questo”. La prevenzione, però, dovrebbe partire almeno a marzo perchè già giugno è tardi. I primi incendi in provincia a maggio scorso.
Il parlamentare nazionale Paolo Ficara (M5s) ha parlato nei giorni scorsi di devastazione e tragedia. “Incendi su incendi, territorio a verde devastato, danni ingenti agli agricoltori ed all’economia. Già nei giorni scorsi ho iniziato a parlare con vari soggetti istituzionali per valutare la possibilità di una maggiore presenza delle forze armate a presidio del territorio. Ma la cosa non è così semplice e serve che la Regione si attivi per tempo. Se non c’è prevenzione, non ci può essere repressione e controllo del territorio che tenga. Serve uno sforzo comune e noi da Roma stiamo spingendo. Serve che chi ha la competenza sulla gestione del territorio e delle nostre riserve batta un colpo in tempo utile, invece di pensare solo ai cavalli…”.
Per l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato, “i numerosi incendi dolosi scoppiati in tutta l’isola è una emergenza che la Sicilia da sola non può affrontare. Oltre all’intervento della protezione civile nazionale è necessario attivare il nuovo meccanismo di protezione civile europea”.
Il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea è un sistema collaborativo di mutuo soccorso creato nel 2001. Da allora è stato attivato più di 420 volte per rispondere a disastri naturali e creati dall’uomo. È stato attivato nel caso di incendi, inondazioni, inquinamento marino, terremoti, uragani, incidenti industriali e situazioni di crisi sanitarie.
“Mi auguro che già nell’incontro di questa mattina tra il presidente Musumeci e la Protezione Civile nazionale valutino di chiedere l’attivazione di RescUe, la riserva supplementare di risorse di protezione civile europea” conclude Donato.
“Mentre la Sicilia brucia, il presidente Musumeci distrae il prezioso personale del Corpo forestale per attività di sicurezza e rappresentanza alla ‘sua carissima’ fiera di Ambelia. Si tratta di un fatto assolutamente scandaloso, inaccettabile e soprattutto irresponsabile. Ora, per i roghi chiama in soccorso l’Esercito, come in precedenza aveva fatto per i vaccini. Presto anche i siciliani chiederanno l’aiuto dell’esercito per salvare la Sicilia da Musumeci”. A dichiararlo è il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Giovanni Di Caro a proposito degli incendi continui che stanno divorando vaste aree boschive della Sicilia.
“Anche quest’anno – spiega Di Caro – il governo regionale si è fatto puntualmente trovare impreparato a fronteggiare la stagione estiva senza muovere un solo dito in fatto di prevenzione, dai viali parafuoco, alle coperture economiche per l’anti-incendio. Altro che Esercito, il presidente della Regione non ha fatto neanche il minimo sindacale. A questo punto, Musumeci venga a riferire in aula e ci dica cosa ha fatto materialmente per la prevenzione degli incendi nella nostra Isola”, conclude Di Caro.




Incendi senza fine, si risveglia la Regione: Musumeci chiede l’esercito. Ma pesano i ritardi di Palermo

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha chiesto a Roma una riunione urgente della Unità di crisi nazionale della Protezione civile e l’impiego dei soldati dell’Esercito nelle aree rurali, per fare fronte alla difficile situazione creatasi nell’Isola in questi giorni, in particolare sul fronte incendi. quasi tutti di origine dolosa, che hanno interessato ettari di territorio nelle province di Enna, Siracusa e Ragusa.
Per domare i roghi sono stati impiegati tre Canadair statali, otto elicotteri della Regione e tutti i reparti a terra dei vigili del fuoco, dell’Antincendio regionale e del volontariato di Protezione civile.
Oggi a Catania riunione regionale per discutere della situazione dei paesi etnei. La Regione, evidentemente, non ha avuto notizia di quanto grave sia l’emergenza incendi in provincia di Siracusa dove da 14 giorni bruciano ettari di terreno, biodiversità e aziende private. Da queste parti la risposta di Palermo appare distratta e tardiva. Solo l ‘uno luglio, raccontano alcuni forestali della nostra provincia, iniziati i lavori per le strisce tagliafuoco.




Siracusa sotto l’assedio dei piromani, Italia: “Non può succedere ancora”

“Non si può lasciare che succeda ancora. Il territorio devastato, le lacrime e i singhiozzi di chi a causa del fuoco è stato duramente colpito nella propria attività, le voci rotte dei vigili urbani che hanno lavorato per salvare cose e persone”. Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia non nasconde tutta la rabbia ed il profondo dispiacere che la devastante giornata di ieri sul fronte emergenza incendi ha lasciato dietro di sè insieme agli ettari inceneriti.

Il primo cittadino sostiene con fermezza la richiesta del presidente della Regione, Nello Musumeci affinchè il Governo riconosca subito lo stato di calamità naturale in Sicilia. L’isola è flagellata da incendi appiccati ovunque. Impensabile ipotizzare che si tratti di casualità o della fantomatica “autocombustione”.

“E’ giusto- prosegue Italia- che lo Stato ci metta nelle condizioni di disporre di ulteriori mezzi a tutela dei nostri territori e dei nostri cittadini. L’emergenza va fronteggiata sotto due aspetti: da una parte abbiamo la necessità di disporre di strumenti per intervenire subito contro il fuoco quando l’incendio è già divampato. Penso anche all’utilizzo del nucleo specifico dei carabinieri formati con uno specifico know how sul tema, capaci di indagare sui piromani con competenze specifiche.

Per la prevenzione, si deve lavorare con le bonifiche, il monitoraggio e le attività di sensibilizzazione e informazione, ma dall’altro le dotazioni contro gli incendi già sviluppati sono indispensabili”.

Italia ripropone anche un’idea che negli anni scorsi era stata concretizzata in Sicilia, quando il Dipartimento regionale di Protezione Civile aveva organizzato, insieme alle associazioni di volontariato,  “postazioni di avvistamento incendi dotando i volontari in turno di binocoli e telefono per avvisare subito alla prima colonnina di fumo e squadre che, in qualche modo, pattugliavano e controllavano il territorio. In quegli anni di attività gli incendi gravi erano sensibilmente diminuiti ed in qualche caso sono stati beccati anche piromani. Si potrebbe chiedere alla Regione – l’idea che il sindaco di Siracusa rilancia- di riattivare quel servizio, interrotto forse per questioni economiche. E’ fin troppo evidente che così ci costa molto di più”.

Italia esprime gratitudine nei confronti di quanti ieri si sono impegnati in “quella giornata da dimenticare, a partire dai volontari, che non hanno orari, sono sempre sul campo, con tutte le risorse che hanno a disposizione. E’ anche vero che quando ci sono tutti questi fronti aperti contemporaneamente- ribadisce Italia- è davvero complicato”.

Poi Italia entra nel merito di quanto Musumeci ha dichiarato nelle scorse ore, auspicando il carcere a vita per i piromani. “Non posso non essere d’accordo- dice il primo cittadino- perchè parliamo di persone che distruggono l’ecosistema ma anche anni ed anni di sacrifici di famiglie. Chi si rende responsabile di simili gesti non ha alcuna motivazione plausibile. Sono persone con grossi problemi umani, sono dei delinquenti. Se c’è un secondo fine, lo stabiliranno le forze dell’ordine che stanno lavorando. Di certo, stiamo parlando di dinamiche molto complesse”.

Il sindaco non sembra condividere, tuttavia, l’idea dell’esercito schierato su tutto il territorio. “Siamo sotto scacco- ammette- ma non è possibile pensar ad un rappresentante delle forze dell’ordine ad ogni incrocio. Una società in cui siamo tutti costantemente monitorati, uno stato di polizia”.

Si, invece, alla riforma dei forestali secondo Italia, “attesa da anni”.

Infine un riferimento all’attività che il Comune svolge per la pulizia dei terreni incolti. “Lo stiamo facendo per i fondi comunali- garantisce- ed anche per quelli che non lo sono ma che sono potenzialmente pericolosi. E’ ovvio che non si può arrivare ovunque e nemmeno pensare di risolvere un problema senza la partecipazione di tutti, ciascuno per il proprio ruolo e il proprio dovere”.




Siracusa. In scena le Baccanti: Lucia Lavia sensuale Dioniso, grandi macchine e acrobazie

Con la Prima di ieri sera, anche per la seconda tragedia classica in scena al Teatro Greco si è ufficialmente aperta la stagione 2021, quella della ripartenza. In una giornata complessa per via dell’emergenza incendi, con il fuoco che, in lontananza, si vedeva anche dalla cavea, le Baccanti sono andate in scena. Tornano le macchine al teatro, altamente performanti. Acrobatici gli effetti. Le baccanti sono personaggi di ieri come di oggi. Uno spettacolo che coinvolge l’intero teatro.




Accorpata la Guardia Medica di Pachino con quella di Portopalo: non ci sono medici disponibili

Accorpate in un unico presidio la Guardia Medica di Pachino e quella di Portopalo. “Conseguenza della momentanea impossibilità, nonostante innumerevoli tentativi, a reperire il personale medico necessario ad assicurare il servizio”, spiega in una nota l’Asp di Siracusa. I medici sono impegnati “a garantire il funzionamento dei servizi a supporto dell’emergenza covid, secondo le direttive superiori e per loro libera scelta”. E non ci sono dottori per la Guardia Medica.
“La Guardia medica rappresenta un presidio importante per la continuità assistenziale ma non l’unico, considerando che la rete prevede la presenza dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, dei PTE, del 118 e degli ospedali”, dichiara il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra. “La guardia medica, comunque, sebbene a qualche chilometro, rimane presente, come tutti gli altri servizi sanitari citati, contrariamente a quanto sostenuto da chi ha probabilmente il solo intento di creare malcontento disinformando, per non meglio precisati motivi, ma non certo per tutelare la pubblica salute”.
A Pachino – spiegano fonti Asp – l’assistenza è garantita dal Presidio territoriale di emergenza. “Abbiamo esperito ogni tentativo per reperire medici, sia per coprire i turni della Guardia medica di Pachino sia per l’apertura delle Guardie mediche turistiche in provincia di Siracusa”, aggiunge il direttore dell’Unità operativa Cure Primarie, Lorenzo Spina. “Ben 260 sono stati gli inviti a ricoprire gli incarichi che sono stati inviati nell’ultimo mese. L’ultimo risale a fine giugno. Gli avvisi sono stati estesi anche a medici di fuori provincia, delle guardie mediche esistenti in applicazione all’articolo 5 comma 9 dell’accordo integrativo regionale applicato in casi di eccezionale emergenza, della medicina generale che non abbiano superato le 900 scelte secondo indicazioni regionali. Sono stati anche proposti contratti di sostituzione per i titolari, anche per periodi più lunghi del previsto, per invogliare i giovani medici ad accettare l’incarico”.
Da qui la decisione di accorpare due Guardie mediche vicine per prossimità territoriale (Pachino e Portopalo), “garantendo comunque grazie al presidio PTE operativo su Pachino, la gestione delle emergenze per la popolazione”. Il provvedimento di accorpamento è valido fino al 30 settembre.
“Dopo 15 anni di inerzia, invece – conclude il direttore generale Ficarra – il 9 luglio prossimo, alla presenza dell’assessore regionale della Salute Ruggero Razza, si procederà alla inaugurazione della Residenza Sanitaria Assistenziale di Pachino, la più grande rsa pubblica della provincia, con 45 posti letto e il modulo per i malati di Alzheimer. Se poi i comunicati stampa di taluni sono motivati dal mancato accoglimento di istanze connesse a sottoporre l’interesse privato a quello pubblico, vuol dire che abbiamo imboccato la strada giusta e che la sanità in questa provincia non serve l’interesse privato ma quello pubblico”.




Zona industriale, la protesta dei 38 lavoratori Icmb. La Uiltec contro politica del massimo ribasso

Si alza la tensione per una nuova vertenza nella zona industriale siracusana. I 38 lavoratori ex Icmb, ditta dell’indotto che aveva una commessa con Versalis, si sono ritrovati improvvisamente senza lavoro. Questa mattina presidio di protesta dalle 6 alle 11, davanti alla portineria nord. Diversi altri operai dell’indotto hanno portato la loro solidarietà, incrociando le braccia per due ore.
I 38 sono in cassa integrazione e, grazie ad una intesa raggiunta dai sindacati, per un mese – divisi in due gruppi da 19 – alterneranno settimane a lavoro con altre due ditte presenti in Versalis per proseguire nello smontaggio dei ponteggi, ad altre settimane in cassa integrazione.
Ma la preoccupazione per il futuro è palpabile, in assenza di prospettive. I sindacati rumoreggiano e puntano il dito contro quello che definiscono “precariato a vita”. La Uiltec denuncia “una politica degli appalti al massimo ribasso che lede le aziende dell’indotto e tutti i lavoratori”. Giudicata lesiva della dignità degli operai l’unica proposta oggi sul tavolo: contratti a tempo determinato. “E’ inammissibile che il mantenimento di certi appalti gravi sulla stabilità dei lavoratori che hanno conquistato, con sacrificio, contratti a tempo indeterminato”, si legge nella nota della Uiltec.