Covid, slittano in autunno le elezioni amministrative a Noto, Pachino, Lentini, Sortino e Ferla

Slittano all’autunno le elezioni amministrative che, nel siracusano, vedono chiamati al voto i cittadini di Ferla, Sortino, Lentini, Noto e Pachino. Sono in totale 42 i Comuni della Sicilia alle prese con il rinnovo delle cariche amministrative e in tutti, a causa dei numeri del contagio ed al dilagare delle varianti, le elezioni sono state rinviate dalla primavera all’autunno.
Così ha disposto il governo regionale, con un disegno di legge che indica il periodo compreso tra il 15 settembre e il 17 ottobre come finestra utile per andare al voto. La proposta dell’assessore alle Autonomie locali, Marco Zambuto, adesso, verrà inviata all’Assemblea regionale siciliana per l’esame in commissione e poi il passaggio in Parlamento.




Covid, i numeri: 79 nuovi positivi in provincia di Siracusa, 1.123 in Sicilia

Sono 79 i nuovi positivi in provincia di Siracusa, nelle ultime 24 ore. Rimane anche oggi sotto le cifre il dato del contagio anche se continuano i problemi per le scuole, specie nel capoluogo. Due classi del comprensivo Raiti ed altrettante del comprensivo Costanzo sono state messe in quarantena per casi di contagio relativi a genitori degli alunni o agli stessi studenti. Sei le zone rosse rafforzate: Buccheri, Ferla, Lentini, Carlentini, Rosolini e Solarino. Nel capoluogo gli attuali positivi sono 349 con 69 nuove positività riscontrate nel periodo 15-18 aprile.
In Sicilia sono 1.123 i nuovi positivi a fronte di 14.416 tamponi processati. Pochi come ogni fine settimana i tamponi e l’incidenza sale al 7,8%. I guariti nelle ultime 24 ore sono stati 549, il numero degli attuali positivi è di 26.322. Registrati altri 10 decessi (5.172).
Quanto alle altre province: Palermo 508 nuovi positivi, Catania 221, Caltanissetta 96, Messina 87, Ragusa 68, Trapani 26, Enna 24, Agrigento 14.




Open days del vaccino, a Siracusa 2.570 inoculazioni di AstraZeneca

Buoni i numeri della tre giorni di vaccini senza prenotazione per gli ultrasessantenni in provincia di Siracusa. Durante gli open days sono state eseguite ben 2.570 inoculazioni di AstraZeneca nei 7 centri abilitati in tutta la provincia.
Nel dettaglio, venerdì sono state eseguite 1.015 inoculazioni di Astrazeneca, 883 sabato, 672 domenica. Parallelamente è continuata la somministrazione dei vaccini alle altre categorie attualmente previste, over 80 ed estremamente vulnerabili, anche nei centri vaccinali degli ospedali, per complessive 5.568 vaccinazioni in tre giorni.
“Siamo soddisfatti dei risultati dell’operazione straordinaria nella nostra provincia – commenta il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra – e della risposta che hanno dato i cittadini, consapevoli che è necessario superare qualsiasi diffidenza e vaccinarsi al più presto perché è l’unica strada per uscire da questa emergenza. L’imponente organizzazione che abbiamo messo in campo con il supporto della Regione Siciliana, l’impegno di tutto il personale aziendale e la collaborazione di tutte le istituzioni, categorie professionali e volontariato e l’apertura di numerosi centri vaccinali sparsi in tutti i comuni della provincia ha portato ad oggi, dal primo giorno dell’avvio della campagna vaccinale, a somministrare oltre 79 mila dosi di vaccini tra la prima e la seconda, di questi circa 54 mila hanno già ricevuto la prima dose. Una accelerazione inoltre, grazie alla collaborazione dei medici di medicina generale che hanno aderito al protocollo d’intesa sottoscritto con la Regione, è stata data nella nostra provincia alla vaccinazione domiciliare di cui si stanno occupando anche i medici di famiglia con la collaborazione dei sindaci dei vari comuni, che porterà in brevissimo tempo a completare l’immunizzazione di tutti gli over 80. Siamo fiduciosi e ringraziamo quanti si stanno spendendo per il raggiungimento di un obiettivo comune”.
Nel caso si riscontrino difficoltà a prenotarsi, per le categorie estremamente vulnerabili, conviventi e caregiver, scrivere una mail a vaccinazionecovid@asp.sr.it o compilare i moduli on line dalla sezione reperibile nella home page del sito internet www.asp.sr.it
Per ottimizzare i tempi di vaccinazione, si invita a scaricare i moduli (https://testcovid.costruiresalute.it/), compilarli, e portarli con sé il giorno della vaccinazione. Per la prenotazione è sufficiente la tessera sanitaria e il codice fiscale della persona che intende vaccinarsi.




Villaggio accoglienza per gli stagionali a Cassibile verso l'apertura: in futuro sarà "ostello"

Mentre non sembrano destinate a scemare le polemiche per la sua realizzazione, tutto è pronto per l’apertura del villaggio dell’accoglienza per i braccianti stagionali extracomunitari a Cassibile. Nel fine settimana il centro aprirà le sue porte ed entrerà in piena attività. Una ottantina gli stagionali che troveranno posto all’interno della struttura realizzata con circa 250mila euro del Ministero dell’Interno. “La strutturà non sarà totalmente a carico della collettività”, spiega il sindaco Francesco Italia. “Ai costi contribuirà anche l’Ebat, l’ente bilaterale che raggruppa le tre principali organizzazioni datoriali e i sindacati confederali di categoria, oppure direttamente i lavoratori immigrati”, aggiunge l’assessore Rita Gentile.
Il centro di contrada Palazzo non pare destinato a restare l’unico in provincia: l’Ufficio Pon Legalità del ministero dell’Interno, ha pubblicato nell’ottobre 2020 un bando mirato a finanziare, in quattro comuni del territorio, progetti alloggiativi di contrasto a forme di sfruttamento agricolo. “In questo contesto – aggiunge il sindaco Italia – abbiamo appreso in questi giorni che è stata accolta la nostra proposta di ampliamento della struttura di Cassibile, che in un futuro prossimo avrà le caratteristiche di un vero e proprio ostello a pagamento, dove i lavoratori immigrati stagionali potranno trovare un luogo dove risiedere e fruire di tutti i necessari servizi”. Ma la struttura di Cassibile rappresenterà anche una infrastruttura di emergenza a disposizione della Protezione civile, in caso di eventi emergenziali.
Non mancano i contrari alla realizzazione di quell’opera, riuniti in Comitato. Decine le proteste, anche sotto la sede della Prefettura, per chiedere prima più servizi per i residenti. Nei giorni scorsi è stato anche presentato un esposto in Procura per verificare la destinazione d’uso dell’area su cui è nato il villaggio di accoglienza.




Covid a Siracusa: 349 attuali positivi oggi, lieve calo ma è dato più alto da gennaio

La nuova settimana si apre per Siracusa con un numero di attuali positivi in lieve calo, rispetto a ieri: sono oggi 349. Si torna quindi sotto quota 350, dopo il picco registrato ieri quando gli attuali positivi erano 363. E’ il dato più alto da gennaio, quando il capoluogo raggiunse i 558 positivi in piena seconda ondata, nei giorni immediatamente seguenti alle festività natalizie.
Ed in effetti, anche questa volta, le feste sembrano averci messo lo zampino. I contagi nel capoluogo hanno, infatti, ripreso a correre subito dopo Pasqua e Pasquetta. Il 9 aprile il totale dei contagiati attivi era di 228 persone. Il giorno dopo primo balzo: 245 (+17). Poi una continua tendenza al rialzo fino al principale rally tra il 14 e il 15 aprile: da 291 a 338 (+47). Segnali contrastanti negli ultimi quattro giorni, altalenanti: 351 attuali positivi il 16 aprile; poi un lieve calo (345) il 17; la nuova risalita (363) il 18 e quindi un nuovo calo (349).




Sei zone rosse nel siracusano: rafforzati i controlli. "Sofferenza che avremmo evitato"

Sono attualmente 6 le zone rosse attive in provincia di Siracusa: a Solarino e Rosolini si sono purtroppo aggiunte negli ultimi giorni anche Lentini, Carlentini, Ferla e Buccheri. Controlli rafforzati in entrata ed in uscita delle cittadine citate, con pattuglie delle forze dell’ordine lungo le principali vie di collegamento.
Tutte le articolazioni territoriali dell’Arma dei Carabinieri, supportate da una squadra del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia” e, per il comune di Rosolini, con la collaborazione della Tenenza della Guardia di Finanza di Noto, stanno svolgendo mirati servizi di controllo. “Sorveglianza ed attività informativa fornita ai cittadini, intendono aumentare la consapevolezza del rischio poiché ognuno di noi è chiamato ad impegnarsi, anche nei piccoli gesti, per scongiurare il propagarsi della malattia”, spiegano dal Comando provinciale.
Ad oggi, nelle sei cittadine in zona rossa, i Carabinieri hanno controllato circa 150 attività commerciali e 400 persone: 48 sono state sanzionate (assenza di giustificato motivo per uscire di casa, niente mascherine, violazione del coprifuoco o del divieto di ingresso e di uscita dal proprio Comune).
A Rosolini, dal 4 aprile scorso (data di istituzione della “zona rossa”) i Carabinieri hanno sanzionato e disposto la chiusura provvisoria di due bar, i cui titolari ospitavano al loro interno alcuni avventori intenti a consumare bevande, contravvenendo alle disposizioni circa l’asporto di cibi e bevande. Per un altro bar, che ha consentito ad alcuni avventori di stazionare all’interno dell’attività, è stato richiesto un provvedimento di chiusura alla Prefettura di Siracusa.
Nei Comuni di Lentini e Carlentini, dall’istituzione della “zona rossa”, ovvero dal 17 aprile sono stati controllati 33 esercizi commerciali, 85 soggetti e sanzionate 2 persone.
I Carabinieri intensificheranno i controlli anche a Buccheri e Ferla che dalla mattinata odierna sono passati anch’essi nella fase più delicata per il contenimento della pandemia per impedire che vengano poste in essere condotte che potrebbero ritardare il ritorno alla normalità.
“La zona rossa è una sofferenza per tutta la città, un sacrificio che ognuno di noi avrebbe voluto evitare”, spiega il sindaco di Lentini, Saverio Bosco. “Zona rossa vuol dire controlli e sanzioni, ringrazio le forze dell’ordine che stanno presidiando il territorio. A nessuno piace questa condizione, ma a nessuno altresì piacerebbe avere a che fare con il virus e con le conseguenze nefaste che potrebbe causare. Buon senso, rispetto delle regole e vaccini sono le armi per cominciare ad uscire da questo incubo. Le polemiche, la caccia all’untore contribuiranno soltanto a rendere più difficile questo già complicato periodo”.




La paura del contagio: il funerale diventa un sospetto focolaio. "Nessuna correlazione"

In una piccola comunità come quella di Buccheri, è quasi caccia all’untore. O almeno al momento in cui il covid è “sfuggito” di mano nella cittadina montana che oggi si ritrova in zona rossa rafforzata. Sono 15 gli attuali positivi, 3 in età scolastica. Dopo un primo cluster di 8 contagi, in 72 ore la velocissima evoluzione ed il superamento della soglia di allerta, con relativo provvedimento regionale di indizione della zona rossa.
E tra i “pare” ed i “si dice” finisce al centro delle attenzioni anche un recente funerale, ampiamente partecipato. “E’ quello che ha generato l’ultimo focolaio”, ripetono in paese. Ma il sindaco, Alessandro Caiazzo, dà un’altra versione. “Al di là delle tane persone presenti, non credo che quel funerale sia stato focolaio di contagi. Lo dico sulla scorta dei dati: i soggetti contagiati non hanno alcuna correlazione diretta con quel rito”, spiega il primo cittadino di Buccheri. “Gli 8 casi originari sono stati registrati ben prima del funerale in questione. Il defunto era un carissimo concittadino, molto conosciuto. Siamo un piccolo paese, quando qualcuno va via la comunità si stringe alla famiglia. Anche io ero presente e posso dire che i dispositivi di sicurezza ed i protocolli sono stati rispettati all’interno della chiesa. Peraltro ho chiesto al parroco di non procedere come abitudine con la benedizione all’esterno, in piazza Matrice. Così il deflusso è stato regolare e senza assembramenti”.
Come, allora, si è diffuso il contagio a Buccheri? Il sindaco Caiazzo offre una interpretazione. “Considerando come colpiti siano nuclei familiari a sè stanti e con la presenza di tre positivi in età scolare, credo che il virus abbia fatto un piccolo giro attraverso l’istituzione scolastica”.

15 positivi (800 su 100.000)




Vaccini anti-covid: oltre 33mila dosi di Moderna in Sicilia, 2.100 per Siracusa

Altre 33.400 dosi di Moderna sono in consegna in Sicilia. La nuova dotazione viene distribuita tra le farmacie ospedaliere dal corriere espresso Sda di Poste Italiane che si occupa delle consegne dei vaccini anti-covid in Sicilia. A Siracusa assegnate 2.100 dosi, dopo le 1.100 di AstraZeneca della scorsa settimana. Le altre dosi sono diretta a Giarre (7.000), Palermo (8.200), Milazzo (5.400), Enna (1.900), Erice Casa Santa (2.500), Ragusa (1.900), Agrigento (2.500), e Caltanissetta (1.900).




Covid a scuola, la scelta di prudenza della Raiti e le due classi in quarantena alla Costanzo

Non ancora una vera quarantena è piuttosto una scelta di “prudenza” adottata dalla stessa scuola. Due classi del comprensivo Raiti di Siracusa passano in didattica a distanza fino a data da destinarsi, “in attesa di comunicazioni specifiche da parte dell’Asp”, come recita la comunicazione inviata dalla dirigenza scolastica alle famiglie.
Un caso di positività è stato accertato e riguarda un genitori di alunni che frequentano una classe di scuola dell’infanzia e una di scuola elementare. L’istituto motiva la scelta di anticipare le decisioni dell’Asp “onde evitare il rischio di eventuali contagi”.
Due classi in quarantena, invece, al comprensivo Costanzo di Siracusa. Sono emersi altrettanti casi di contagio che riguardano, questa volta, due studenti di scuola elementare. L’Asp ha adottato il provvedimento consequenziale, disponendo la quarantena e la ricostruzione a ritroso della catena dei contatti. Le lezioni per le due classi proseguiranno in didattica a distanza. I due positivi stanno bene e si trovano in isolamento domiciliare con pochi o lievi sintomi.




Riaperture dal 26 aprile: ristorazione e turismo, piovono perplessità. "E' una boutade"

Riaperture dal 26 aprile, ma solo in zona gialla. L’annuncio già divide il mondo della ristorazione e dei pubblici esercizi siciliano: la regione, purtroppo, non ha indicatori tali da passare in giallo nel giro di una settimana. Ma è soprattutto la sostanza del provvedimento a non piacere: “è una boutade”, spiegano più voci avanzando il sospetto che sia solo una mossa politica che libererebbe, peraltro, il governo dal “problema” ristori.
L’idea di Roma è di ripartire dal 26 aprile nelle regioni gialle, con la ristorazione all’aperto consentita a pranzo e cena. Per l’utilizzo dei posti a sede all’interno dei locali è previsto lo stop almeno fino all’uno di giugno.
“Non è accettabile la previsione di aprire subito all’aperto e solo in zona gialla. Il comparto può e deve ripartire, ma occorre da subito prevedere protocolli per la riapertura in tutte le zone anche con ulteriori restrizioni. Ma se si riapre non si può richiudere se si torna in arancione o rosso”, è la posizione di Cna sintetizzata dal siracusano Gianpaolo Miceli. “A questo si aggiunga che è necessario gradualmente aprire anche al chiuso, con presenze ridotte e ulteriori precauzioni ma non a giugno”.
E c’è poi il tema della strategia: aprire per far che? Quale è l’offerta turistica di Siracusa e della Sicilia? Cosa e come viene piazzata sul mercato internazionale dall’Italia che cerca di ricominciare a vivere?

Di questi temi ne abbiamo parlato con Giovanni Guarneri: