Tragico incidente sulla Maremonti: sale a due il bilancio delle vittime, deceduto uno dei feriti

Sale purtroppo a due morti il tragico bilancio dell’incidente stradale avvenuto questa mattina lungo la Maremonti, poco distante dallo svincolo per Canicattini Bagni. Tre le auto coinvolte in uno scontro che è costato la vita ad un 53enne di Canicattini Bagni e ad un 35enne, sempre di Canicattini. Il primo è deceduto poco dopo l’impatto, mentre erano in corso le prime disperate manovre di soccorso. Era alla guida di una Golf, finita capovolta sulla sede stradale in seguito all’impatto. Il secondo decesso è invece avvenuto al Cannizzaro di Catania, dopo l’uomo era stato trasferito in elisoccorso subito dopo essere stato estratto dalle lamiere della sua Passat.
La dinamica dell’incidente è ancora da chiarire. I rilievi sono affidati alla Polizia Municipale di Siracusa. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri ed i Vigili del Fuoco, insieme alle ambulanze del 118. Il tratto di strada è stato chiuso per diverse ore, per consentire tutte le operazioni.




Grave incidente sulla Maremonti, in contrada Cavadonna: strada interrotta

Gravissimo incidente stradale sulla Maremonti, nei pressi di contrada Cavadonna. Per cause ancora in fase di accertamento, tre auto si sono scontrate. Coinvolte una Mercedes, una Passat ed una Golf. Una delle vetture è finita capottata sulla sede stradale ed un’altra oltre la stessa strada. Una scena terribile, quella che si è presentata ai primi soccorritori, giunti anche con l’elicottero del 118.
L’incidente poco dopo le 7 del mattino. Due le vittime: un 53enne di Canicattini Bagni, alla guida della Golf. Trasportato in elisoccorso al Cannizzaro di Catania il conducente della Passat; poco dopo le 11.30 la notizia del suo decesso, nella struttura sanitaria etnea. Aveva 35 anni ed era, anche lui, di Canicattini.
Sul luogo dell’incidente i Carabinieri, i Vigili del Fuoco ed il 118. I rilievi sono affidati alla Polizia Municipale di Siracusa. Frammentarie, al momento, le notizie sugli altri due feriti, trasferiti in ambulanza al pronto soccorso del capoluogo.




La morte del militare e il vaccino, indagato a Siracusa l'ad di AstraZeneca

Tra gli indagati dalla Procura di Siracusa nell’inchiesta sulla morte del sottufficiale della Marina poche dopo il la somministrazione del vaccino, c’è anche l’amministratore delegato di AstraZeneca, Lorenzo Wittum. I magistrati spiegano che si tratta di un atto dovuto, per consentire anche i prossimi accertamenti, a partire dall’autopsia di domani, nell’obitorio del Cannizzaro di Catania.
A guidare le indagini è il procuratore capo Sabrina Gambino, insieme al sostituto Gaetano Bono. Tra gli indagati anche il medico del 118, l’infermiere che ha somministrato la dose del vaccino ed il medico dell’ospedale militare di Augusta.
Intanto, le ultime notizie hanno portato 7.000 siciliani circa a cancellare la loro prenotazione per la vaccinazione con AstraZeneca. A rivelare il dato è stato l’assessore regionale alla salute, Ruggero Razza.




La morte del militare vaccinato ad Augusta, il legale: "allarma il nesso temporale"

“L’autopsia sul corpo del sottoufficiale Stefano Paternò sarà il primo momento importante nel percorso di chiarezza su quanto accaduto. Al momento possiamo dire che siamo di fronte a un nesso temporale allarmante tra la somministrazione del vaccino e la morte”. Lo afferma all’agenzia Dire l’avvocato Dario Seminara, che con i colleghi Lisa Gagliano e Attilio Indelicato assiste la famiglia del sottoufficiale della Marina militare, di stanza ad Augusta, e deceduto 12 ore dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca.
“A differenza del caso Villa (l’agente della squadra mobile di Catania morto 12 giorni dopo l’inoculazione del vaccino, ndr), il caso di cui ci occupiamo è più netto: Paternò stava bene, ha ricevuto la dose di vaccino ed è tornato a casa, poi è intervenuta la febbre e, infine, la morte. Dal punto di vista prettamente temporale – conclude Seminara – è difficile escludere il nesso causale”. Sulla morte di Paternò, che lascia la moglie e due figli, indaga la procura di Siracusa, guidata da Sabrina Gambino.
“Ogni valutazione potrà essere fatta a partire dall’autopsia: bisognerà prima capire la causa di morte e poi analizzare anche il lotto di vaccino sospeso. Il nostro obiettivo è la tutela della collettività”. A parlare è sempre l’avvocato Dario Seminara. “La signora Arena (moglie di Paternò, ndr), pur nello strazio per la grave perdita subita, capisce che la sua tragedia personale potrebbe essere collettiva qualora la morte dovesse risultare ascrivibile al lotto di vaccini sospeso – prosegue il legale -. L’obiettivo del nostro esposto era prima di tutto far sospendere il lotto ABV2856 e adesso bisognerà verificare che nel percorso dalla produzione alla somministrazione tutto si sia svolto correttamente”.
Nella giornata di ieri i carabinieri del Nas hanno sequestrato, su ordine della procura di Siracusa, su tutto il territorio nazionale, il lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca. A Siracusa le indagini, affidate al Nas di Catania, sono dirette dal sostituto procuratore Gaetano Bono, sotto il coordinamento del procuratore Sabrina Gambino.

foto dal web




Siracusa. Mafia, sequestrato il patrimonio di un esponente del clan Pinnintula

Personale della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile della Questura di Siracusa ha eseguito nella mattinata il provvedimento di sequestro beni a carico del 59enne Pietro Crescimone, attualmente recluso. La misura è stata emessa dal Tribunale di Catania su proposta del procuratore di Catania e del Questore di Siracusa.
Sigilli a tre vasti appezzamenti di terreno, un motociclo, un’auto di pregio, un autocarro e vari rapporti bancari e postali intestati o riconducibili all’uomo e alla moglie.
Le attività eseguite e i complessi accertamenti effettuati hanno dimostrato “la sussistenza di una pericolosità sociale ‘generica’ e ‘qualificata’ del proposto. Numerosi fatti di reato, prevalentemente contro il patrimonio, connotano la biografia giudiziaria di Crescimone Pietro, il quale in maniera abituale si è dedicato alla commissione di delitti per i quali è stato, tra l’altro, raggiunto da ben 11 fogli di via obbligatorio con divieto di ritorno in diverse città italiane”.
Nel maggio 2017, Pietro Crescimone – in concorso con Angelo Monaco, ritenuto elemento di spicco della consorteria mafiosa dei Trigila Pinnintula di Noto – venne tratto in arresto, in flagranza di reato poiché trovato in possesso di 71 kg. di hashish.
E’ stato anche raggiunto da ordinanze di custodia cautelare in carcere postume per il tentativo di estorsione in danno di una ditta incaricata della raccolta dei rifiuti solidi urbani in un comune della provincia di Siracusa. E’ stato coinvolto nella imponente operazione denominata “Vecchia Maniera”, coordinata dalla procura distrettuale di Catania e condotta dalla Squadra Mobile di Siracusa nei confronti dei più rilevanti esponenti del clan mafioso. Le indagini hanno testimoniato la “scalata” criminale di Crescimone, considerato organico al clan dei Pinnintula.
Le indagini patrimoniali hanno consentito di evidenziare “l’assoluta sproporzione tra i redditi e le entrate ufficiali riferibili al nucleo familiare di Pietro Crescimone, rispetto all’effettivo patrimonio immobiliare e mobiliare di cui si è accertata la disponibilità”.




Portopalo Zona Rossa da oggi, comune "blindato" fino al 26 Marzo

Prime ore da Zona Rossa per Portopalo di Capo Passero. Come ha stabilito un’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, su richiesta del sindaco, Gaetano Montoneri, dalla mezzanotte, Portopalo è “blindata”. Divieto di uscire dai confini del territorio comunale, scuole chiuse fino al 20 marzo ed anche gli studenti pendolari, restano a casa. Portopalo rimarrà in Zona Rossa fino al 26 marzo.

A presidiare gli ingressi, sono i carabinieri, a cui è affidato il controllo dei mezzi in transito e la garanzia del corretto rispetto delle norme in vigore a Portopalo, come in diversi comuni siciliani.

Chiusi, dunque, i locali pubblici, con la sola eccezione dell’asporto e delle consegne a domicilio. Spostamenti consentiti solo per comprovate ragioni di salute, lavoro o necessità. Sospese le attività di piscine, centri natatori, centri benessere , fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP.
Sospese l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso.

Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si possono svolgere, purché nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni.

Confermato, intanto, per domani il drive- in tamponi, probabilmente potenziato rispetto alle previsioni iniziali.




Cassibile: i braccianti stranieri, le aziende e i sindaci. Il M5s sposa la linea della Prefettura

“E’ il momento della responsabilità e nessuno deve sottrarsi a quello che è il suo compito. A meno che non si voglia perpetuare un copione che, alla prova dei fatti, non ha funzionato e rischia solo di favorire l’illegalità”. Inizia così l’intervento dei parlamentari Paolo Ficara e Stefano Zito (M5s) sul dibattito che si è acceso a Cassibile, in occasione dell’annuale arrivo di braccianti stranieri. “C’è ora da seguire la strada maestra tracciata dalla Prefettura di Siracusa, grazie alla quale sono stati messi a disposizione del Comune di Siracusa i container e le somme per eseguire i lavori. La risposta sollecitata diventa adesso legittima aspettativa di fatti concreti che devono essere prodotti dalle associazioni di categoria e dalle imprese agricole, per loro parte, nella risoluzione del problema abitativo. L’atteggiamento da spettatori quasi inconsapevoli non rende onore al lavoro ed alla qualità di professionalizzazione raggiunto dalle aziende del siracusano che, però, necessitano adesso di un coordinamento forte e chiaro: ruolo che devono assumersi le associazioni di categoria, in modo tale da consegnare al passato vecchi e logori schemi in cui concorrenza al ribasso e massimalizzazione del profitto hanno portato a diversi cortocircuiti. In parlamento a Roma e a palazzo dei Normanni continueremo ad assicurare, per conto nostro, giusta attenzione nella tutela dei prodotti della nostra terra contro ogni contraffazione e contro una introduzione selvaggia nel nostro mercato di prodotti a basso costo e dubbia qualità. Non si sottraggano, però, al loro compito neanche i sindaci della provincia, ai quali è stata chiesta una proficua collaborazione da parte del ministero degli Interni e a cui, ad oggi, hanno risposto positivamente solo i sindaci di Siracusa e Lentini. È lecito attendersi che anche la Regione faccia il suo, attraverso il potenziamento dei controlli dell’ispettorato del lavoro”, aggiungono Ficara e Zito.
“Sarebbe stato auspicabile maggiore tempismo da parte dell’amministrazione comunale di Siracusa nell’allestimento del villaggio dell’accoglienza. I ritardi ne hanno fatto slittare l’apertura ad aprile. E’ giusto però che, adesso, si pensi anche ad altri investimenti per Cassibile. Non si può pensare alla frazione solo quando si tratta di trovare soluzioni abitative per i braccianti stranieri. Si valuti, allora, lo stanziamento di risorse annuali per prevedere iniziative di miglioramento sociale e culturale a vantaggio dell’intera comunità di Cassibile”, concludono i parlamentari M5S.




Lotto sospeso di AstraZeneca, in Sicilia inoculate oltre 18mila dosi. Le indagini in corso

Più di 18mila dosi del lotto di AstraZeneca precauzionalmente sospeso (ABV2856) sono state già somministrate in Sicilia, dove ne erano arrivate oltre 20mila. Le restanti dosi, circa duemila, sono state immediatamente ritirate, dopo il provvedimento di Aifa. Lo ha confermato nelle ore scorse l’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza. “Abbiamo adottato immediatamente il provvedimento di sospensione del lotto distribuito in Sicilia, in numerose dosi. Dobbiamo però proseguire in maniera responsabile perchè tutti i siciliani hanno visto nella vaccinazione una speranza verso la normalità. Serve il massimo della chiarezza e favoriremo ogni accertamento richiesto dalla magistratura per una rapida verità che possa dare sicurezza ai cittadini siciliani”.
Sul fronte delle indagini, la Procura di Siracusa ha avviato accertamenti su tutta la filiera della distribuzione del lotto di AstraZeneca sotto esame. Attenzione rivolta anche al trasporto, alla conservazione ed alla stessa somministrazione del vaccino. Il pm di Siracusa Gaetano Bono, che coordina l’inchiesta con la procuratrice Sabrina Gambino, nelle ore scorse ha detto alle agenzie che al momento non può essere escluso un eventuale errore umano, ai vari livelli. Sono 21 le persone iscritte nel registro degli indagati, anche per procedere ai necessari accertamenti.
Le indagini hanno preso le mosse dal decesso del sottoufficiale della Marina Stefano Paternò, deceduto poche ore dopo la somministrazione del vaccino nella base di Augusta. Nessuna reazione avversa nell’immediato, poi nella notte – una volta rientrato a casa a Misterbianco – l0improvvido malore e la morte sopraggiunta per arresto cardiaco. Sul caso, i familiari hanno subito presentato un esposto in procura.




Etna, la nuova nube eruttiva si allunga sul cielo di Siracusa. L'Ingv segue l'evoluzione

Un nuovo pennacchio “adorna” questa mattina l’Etna, vista da Siracusa. Una lunga scia che si prolunga verso il mare. E’ la nuova nube eruttiva che segnala una ripresa dell’attività stromboliana in corso da giorni con diversi parossismi.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha spiegato che “dalle ore 5,30 utc circa si registra un incremento in intensità e frequenza dell’attività stromboliana. L’attività produce una nube eruttiva che raggiunge un altezza di circa 4.000 m sul livello del mare, ed in base al modello previsionale si prevede una dispersione della nube eruttiva e ricaduta di cenere in direzione est. Continua l’attività eruttiva agli altri crateri”.




Siracusa. Casa Monteforte, riconosciute le ragioni del Comune su tre unità immobiliari

Con apposita Ordinanza, il Tribunale di Siracusa ha accolto la richiesta di sequestro giudiziario, a favore del Comune, di alcune porzioni del palazzo nobiliare di via Picherali che fino a qualche anno fa ospitavano “Casa Monteforte”. Si tratta di piccole unità immobiliari, finite nella disponibilità di un privato, difeso dall’avvocato Corrado Giuliano, che ne rivendicava l’acquisizione per usucapione. Il Comune ne aveva chiesto la consegna, rivendicandone la piena proprietà in quanto ricevuti in eredità dalla nobildonna Maria Monteforte con destinazione d’uso a fini sociali. Nello stesso provvedimento il sindaco viene altresì nominato custode degli stessi.
“In attesa della sentenza definitiva di merito, l’Ordinanza di fatto riconosce il diritto del Comune a riappropriarsi di questa porzione di un suo bene. Un lascito testamentario voluto dalla donante con una destinazione di alto senso sociale quale l’assistenza a donne anziane ed in stato di bisogno. Mentre certa politica è impegnata a fare polemiche sul nulla, questa Amministrazione continua la sua attività nell’interesse della città e nella difesa dei suoi beni. La recente approvazione, anche da parte del Commissario, del bilancio di previsione 2021 e questa Ordinanza di sequestro ne sono la prova evidente”: lo dichiarano, in una nota congiunta, il sindaco, Francesco Italia e l’assessore al Patrimonio Rita Gentile.
Da un punto di vista procedurale, con il provvedimento di sequestro giudiziario prima della decisione sul merito, il Tribunale ha quindi riconosciuto il “fumus boni iuris” della richiesta del Comune, fondata sulla produzione di una corposa documentazione testamentaria da cui “deriverebbe, ad un sommario esame proprio di questa fase cautelare, la proprietà comunale degli immobili e la destinazione degli stessi al demanio comunale”. La decisione sulla custodia giudiziaria deriva invece dal ravvisato “periculun in mora” che la parte resistente pregiudichi “l’attuazione del diritto controverso ponendo in essere trasformazioni edilizie, come si evince da verbali di contestazione della Polizia municipale”.