La Sicilia in zona gialla da lunedì, niente deroga per i ristoranti a San Valentino

La Sicilia diventa zona gialla allo scadere dell’attuale ordinanza regionale e quindi da lunedì 15 febbraio. Niente da fare per la deroga per i ristoranti aperti per la domenica di San Valentino, avanza dal presidente della Regione al governo centrale.
Passano da gialle ad arancioni l’Abruzzo, la Liguria, la Toscana e la provincia di Trento. In arancione restano anche l’Umbria e la provincia di Bolzano anche se per entrambe i governatori hanno disposto misure ancora più restrittive.




Zona industriale, guasto in Versalis: alta colonna di fumo, fermato impianto Etilene

Poco prima delle 16 un guasto all’impianto etilene di Versalis, nella zona industriale siracusana, ha costretto all’attivazione di una cosiddetta torcia. Fiamme e fumosità da uno dei camini a causa di una “rottura di tubazione/apparecchiature” come si legge nella comunicazione inviata dallo stabilimento alla Prefettura di Siracusa ed ai sindaci delle cittadine più vicine.
La vistosa torcia ed il fumo nero che si è levato hanno destato preoccupazione nella popolazione di Melilli, Priolo e Siracusa. “La situazione al momento attuale non è tale da comportare rischi di danno diretto alla popolazione”, spiegano da Versalis.
L’impianto di etilene è stato fermato in emergenza, con le misure di sicurezza previste in queste situazioni. Non si hanno notizie di feriti.




Siracusa. Sigilli all'ex carcere borbonico, la Procura: "omissione dei lavori per la sicurezza"

Questa mattina i Carabinieri della Sezione per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Siracusa, congiuntamente ai militari della Stazione di Ortigia e del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania, hanno eseguito il sequestro preventivo dell’edificio monumentale sede dell’”ex Carcere Borbonico”, lungo l’antica Mastrarua di Ortigia, ora via Vittorio Veneto. L’edificio è popolarmente noto come “a casa cu n’occhiu”.
Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura. “L’immobile, di proprietà del Libero Consorzio comunale di Siracusa, rappresenta una delle più importanti testimonianze, presenti in tutte le città storicamente appartenute al Regno delle Due Sicilie, dell’imponente riforma carceraria attuata dai Borboni”, spiegano gli investigatori.
L’attività d’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, ha consentito di verificare e documentare lo stato di abbandono dell’immobile e il grave deterioramento determinato dalla persistente omissione dei lavori necessari alla sua messa in sicurezza e dell’adozione di qualsivoglia provvedimento volto a evitarne il degrado. I sopralluoghi effettuati hanno permesso di rilevare danni consistenti agli elementi strutturali, che rendono attuale il pericolo di crollo, costituendo un rischio anche per la pubblica incolumità.
La fabbrica, espressione architettonica derivata dall’attuazione del decreto sulle carceri emesso da Ferdinando I di Borbone nel 1817, assolutamente all’avanguardia per i tempi, è stata concepita come struttura penitenziaria a cui applicare tutti i dettami del paradigma carcerario ideato dal filosofo e giurista inglese Jeremy Bentham, cioè il modello Panottico. Esso permetteva, attraverso particolari accorgimenti architettonici e tecnologici, l’osservazione di tutti i prigionieri da qualunque punto del cortile, di forma ottagonale. Il carcere ha svolto la sua funzione per 135 anni, dall’ingresso del primo detenuto avvenuto nel 1856, sino al 1991 quando, dopo il terremoto del 13 dicembre 1990, fu sgomberato perché dichiarato inagibile.
L’operazione dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale si inserisce nel quadro di una costante azione di monitoraggio e salvaguardia degli immobili storici minacciati dal degrado e dall’incuria, condotta in sinergia con la componente territoriale dell’Arma dei Carabinieri, primariamente costituita dalla capillare dislocazione delle Stazioni Carabinieri, e con la Soprintendenza di Siracusa.




Le condizioni dell'ex carcere Borbonico, nel 2014 un nostro video realizzato all'interno

Era l’ottobre del 2014 quando la troupe di SiracusaOggi.it è entrata all’interno dell’ex carcere borbonico sequestrato oggi su richiesta della Procura. E’ stata l’ultima volta all’interno di quella storica struttura per una telecamera. Durante l’ampio giro, viene mostrato lo stato in cui versavano allora le varie ale dell’antica costruzione che da qualche anno rientra tra i beni immobili messi in vendita dal Libero Consorzio Comunale, senza che però siano mai arrivate offerte di acquisto.




Ufficiale, la disastrata Marina sarà riqualificata: attenzioni dopo il video di SiracusaOggi.it

Anche la Regione conferma, la Marina di Siracusa sarà riqualificata con un intervento che vede in campo anche il Comune di Siracusa. Come anticipato nei gironi scorsi da SiracusaOggi.it, giunge finalmente ad una svolta la vicenda. Lo stato del tratto intermedio della famosa passeggiata vista mare, nel centro storico, è davvero penoso. Ci sono voluti decine di foto e filmati per riuscire a concentrare l’attenzione degli enti competenti su quel pezzo pregiato di Siracusa. La conferma arriva dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Flacone, oggi a Siracusa.

“Grazie alla disponibilità del governo della Regione, sarà finalmente riqualificata la passeggiata storica della Marina, che per una parte è di competenza del demanio e versa da tempo in condizioni precarie”, confermano il sindaco, Francesco Italia, e l’assessore Fabio Granata.
La nuova pavimentazione sarà realizzata in pietra di Siracusa e si conta di completare i lavori entro pochi mesi. Ma il sopralluogo è servito anche a fare il punto su un intervento più esteso, da compiere con un finanziamento della Regione su progetto dell’amministrazione comunale, che riguarderà la villetta, la spiaggetta, il muraglione e l’area della Fontana Aretusa comprese le ringhiere.
Francesco Italia e Fabio Granata ringraziano, “per l’attenzione dimostrata verso la nostra città, sia l’assessore Marco Falcone che il professore Giuseppe Pollicino. Si aggiunge così – hanno concluso – un altro tassello alla rigenerazione completa di uno degli angoli più amati di Ortigia”.




Siracusa. Viadotto di Targia, continua il rimpallo tra Regione e Comune sul ponte pericolante

Abbattere o ricostruire? Non si sblocca la vicenda del viadotto del Targia, a Siracusa. Continua infatti il rimpallo tra Regione e Comune. Esattamente come nei mesi scorsi, l’assessore regionale Marco Falcone ripete di attendere una comunicazione circa la volontà del Comune di Siracusa. “In questa vicenda il governo regionale è servente. Incontrerò il sindaco per chiedergli quale sia la volontà della città”, dice l’esponente del governo Musumeci che conferma l’esistenza di uno studio tecnico di fattibilità economica del Genio Civile sul viadotto di Targia.




Siracusa. Porto Rifugio di Santa Panagia, la Regione pronta ad accelerare per la sicurezza

Per il porto rifugio di Santa Panagia serve una decisa accelerazione. La violenta mareggiata del 2019 ha causato danni notevoli, che oggi mettono a rischio l’intera struttura, strategica per la zona industriale. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha visionato questa mattina i luoghi concordando sulla necessità di un intervento per la messa in sicurezza del porto rifugio.

https://youtu.be/-FxuD3itrac




Siracusa. Ciane inquinato? Sorpresa dalle analisi: tutta colpa delle micro alghe flagellate

Tutta colpa delle micro alghe flagellate. Il risultato, sorprendente, arriva dagli esami di laboratorio condotti dall’Arpa di Siracusa su due campioni d’acqua prelevati dal fiume Ciane da personale della Capitaneria di Porto nei giorni in cui foto e video ne immortalavano chiazze iridescenti sulla superficie. Era il 5 gennaio scorso e il caso divenne in fretta virale. Con l’intervento della Guardia Costiera, i tecnici di Arpa ed i responsabili della Riserva Ciane-Saline (Settore Ambiente del Libero Consorzio).
“I risultati delle analisi biologiche condotte sui due campioni prelevati (…) hanno escluso la contaminazione delle acque da sostanze idrocarburiche”, si legge nel referto redatto al termine degli esami di laboratorio. Niente oli, niente gasolio o altre sostanze idrocarburiche. “Dalla analisi biologica si evince invece una naturale proliferazione di micro alghe flagellate che hanno causato il fenomeno di iridescenza delle acque scambiato erroneamente per presenza di idrocarburi”.




Siracusa. La posta resta ferma al Comune, scaduto il contratto: ferme anche altre attività

Ferma la posta del Comune. Nessuna comunicazione può, dalla fine di gennaio, viaggiare da ufficio ad ufficio. Il problema sarebbe legato al mancato rinnovo del servizio, scaduto il 31 gennaio scorso e non ancora riattribuito da palazzo Vermexio. Tra i servizi che rimangono momentaneamente fermi perchè da rinnovare, anche alcuni aspetti della gestione dell’Ufficio Anagrafe (Protocollo). A gestire questi aspetti, la Ideal Service,  adesso in attesa del rinnovo. La somma da stanziare per tornare a coprire tali  servizi ammonterebbe più o meno a 200 mila euro.




Siracusa. Canale Galermi, rimossi paletti e recinzioni: esulta Natura Sicula

Divelti i paletti e la rete, allontanati di due metri gli arbusti di Eugenia. Risolto, insomma, il problema relativo al Canale Galermi, evidenziato nei giorni scorsi da Natura Sicula. Motivo  di soddisfazione per il presidente, Fabio Morreale. La questione era relativa alla costruzione di un nuovo complesso residenziale alle spalle di viale Epipoli, in via Aldo Moro, villette monofamiliari di 160 mq con piscina e terreno privato. Un complesso che aveva invaso l’antico acquedotto Galermi. Il fatto non era sfuggito ai volontari di Natura Sicula che avevano gridato allo scandalo ricordando, peraltro, come quella sia un’opera di ingegneria idraulica scavata a mano dagli schiavi cartaginesi nel 480  a.C e ancora funzionante, area protetta da una fascia larga 5,5 m, entro la quale è proibito impiantare qualsiasi opera. In quell’area sono entrate in funzione le ruspe, erano stati posti paletti, reti e alberi. Un cantiere autorizzato, ma in cui non sarebbe stata, dunque, rispettata la distanza minima di 2,04 metri dal bordo dei pozzetti di ispezione dell’acquedotto. Dopo la segnalazione di Natura Sicula, l’impresa è corsa ai ripari. La rimozione dei paletti e della recinzione è stata notata dai volontari dell’associazione e subito resa nota. “Un lieto fine che – commenta Morreale- ci spinge a continuare a vigilare”.