Da lunedì riaprono le scuole a Priolo: contagi sotto controllo, c'è il via libera

Lunedì a Priolo riapriranno le scuole, rimaste chiuse questa settimana con ordinanza del sindaco dopo il parere dell’Asp di Siracusa. E’ arrivato il via libera per la riapertura dopo il calo dei contagi nel territorio comunale.
Il primo cittadino ha disposto anche l’effettuazione di tamponi rapidi per il personale scolastico, docente e non docente, e la sanificazione di tutte le scuole, che avverrà già a partire da oggi.
“Vogliamo che i nostri bambini – ha commentato il sindaco Pippo Gianni – possano recarsi a scuola in tutta tranquillità e sicurezza. Venerdì scorso, per tutelare la salute di tutti, ho deciso di chiudere i plessi ancora una settimana, dietro suggerimento dell’Asp, in quanto, nonostante la zona rossa e le lezioni in presenza già sospese, avevamo registrato un incremento dei casi di oltre il 350% nelle ultime due settimane, con ben 22 bambini contagiati. Alla data odierna – ha continuato il primo cittadino – i contagi sono in netto calo ci auguriamo che la situazione migliori sempre più. Oltre all’effettuazione dei tamponi per tutto il personale scolastico – ha concluso il Sindaco Gianni – ho dato disposizione di sanificare tutti gli ambienti con un prodotto innovativo e altamente efficace, approvato di recente dal Ministero della Sanità”.




Tariffa regionale imposta ai laboratori di analisi per i test rapidi bocciata dal Tar

Il Tar di Palermo ha annullato i provvedimenti di determinazione delle tariffa dei tamponi rapidi che era stata fissata in 15 euro con circolare dell’assessorato regionale della Salute. Accolto il ricorso presentato da alcuni laboratori privati rappresentati dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia. Secondo quanto sostenuto dai legali, il prezzo imposto sarebbe stato assolutamente inadeguato e diseconomico. La tariffa sarebbe stata determinata in assenza di qualsivoglia istruttoria volta, se non ad una concertazione con le associazioni di categoria dei laboratori di analisi, quanto meno ad una audizione o consultazione delle stesse.
Inoltre, con il ricorso è stato rilevato come la tariffa sarebbe stata determinata in assenza di un’apposita analisi volta ad individuare i dati di costo e i prezzi di mercato.
Al riguardo, lo stesso Ordine Nazionale dei Biologi ha chiarito che la tariffa di 15 euro è insostenibile giacché il “test viene venduto, dai fornitori ai laboratori di analisi, a circa 10 euro. Un costo a cui vanno poi aggiunte anche tutte le altre spese sostenute nei laboratori ed indispensabili per la obbligatoria messa in sicurezza e sanificazione dei locali a esclusivo interesse del personale e degli stessi pazienti”
Conclusioni condivise anche dai giudici amministrativi palermitani secondo cui il provvedimento di determinazione delle tariffe risulta viziato in quanto adottato “in assenza di una norma attributiva del potere” e ha rilevato l’illegittimità di una “tariffa regionale imposta” da una semplice “direttiva” o circolare dell’Assessorato della Salute.
Con la sentenza, il Giudice Amministrativo ha, inoltre, sottolineato che la tariffa fissata dall’Assessorato della Salute è stata determinata sulla base dei prezzi (particolarmente bassi) offerti da taluni produttori alla Regione per quantitativi enormi (milioni di tamponi) anzichè sulla base dei prezzi applicati “a singole strutture private e per quantità ovviamente di molto inferiori e dimensionate alla realtà del singolo laboratorio”. E’ stato, al riguardo sottolineato come da taluni dei preventivi prodotti in giudizio si ricavi “che il prezzo applicato per acquisti medio piccoli era in un caso pari a 18 euro e nell’altro pari a 30 euro”.
Il Tar ha, altresì, evidenziato come la “determinazione della tariffa regionale non è stata preceduta: da un’apposita indagine di mercato volta ad individuare i prezzi applicati dalle ditte produttrici ai laboratori privati; da una reale valutazione dei costi relativi ai DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) necessari per l’esecuzione in sicurezza dei test rapidi; da un effettivo esame dei costi connessi al personale necessario per effettuare, processare e refertare i test nonché per registrarne l’esito sull’apposito sito informatico regionale; da una valutazione dei costi di smaltimento dei rifiuti speciali (DPI e test utilizzati).”
Per effetto della sentenza del Tar Palermo viene, dunque, meno l’obbligo per i laboratori privati di applicare ai tamponi rapidi una tariffa pari a 15 euro.
Da parte sua, la Regione – come chiarito dal Tar – ove volesse adottare nuove misure in materia di contrasto al virus Sars-Cov-2 , dovrà in futuro adeguatamente bilanciare “gli altri interessi pubblici e privati contrapposti, in coerenza con il quadro normativo indicato e con l’evoluzione della situazione emergenziale”, non potendo penalizzare irragionevolmente i soggetti privati.




Siracusa. Presunti casi Covid al "Santa Lucia": scuola chiusa e sanificazione dei locali

Due presunti casi Covid all’istituto comprensivo Santa Lucia. La dirigente scolastica, Valentina Grande, ha disposto la sanificazione del plesso di viale Teocrito, a scopo precauzionale. Secondo quanto appreso, non si tratterebbe di una situazione preoccupante. In attesa di comunicazioni ufficiali da parte dell’Asp e dell’esito del tampone molecolare per due alunni (uno della scuola primaria, l’altro della scuola dell’Infanzia) , la scelta è stata quella di igienizzare l’intero plesso. Didattica a distanza, dunque, questa mattina, per gli alunni e per i docenti del plesso. Resta regolare, invece, la didattica- dunque in presenza- della secondaria di primo grado, il cui plesso si trova lungo la stessa strada.




L'incendio di due auto in strada, assolto dopo 8 anni e l'arresto 26enne di Portopalo

Il giudice monocratico del Tribunale di Siracusa ha dichiarato l’assoluzione del 26enne portopalese Alessandro Mallia. Era accusato di incendio doloso. Era stato arrestato nel gennaio del 2013 perchè ritenuto l’autore dell’incendio di due autovetture parcheggiate in strada. La visione di alcune immagini di videosorveglianza da parte dei Carabinieri, aveva permesso di individuare nella zona il 26enne. Nel filmato si vedrebbe Mallia sopraggiungere nei pressi delle due autovetture, scendere dal mezzo dove si trovava per farvi poi ritorno dopo appena 21 secondi. Secondo l’accusa, in quel frangente avrebbe appiccato l’incendio.
Adesso, dopo 8 anni, la chiusura del processo con l’emissione della sentenza di assoluzione per non avere commesso il fatto. Accolta la richiesta dell’avvocato difensore, Giuseppe Gurrieri. “Rimane l’amarezza di avere dovuto attendere così tanto tempo per vedere riconosciuto una ovvietà e cioè che in appena 21 secondi è umanamente impossibile per chiunque percorrere a piedi un tratto di strada lungo quasi sessanta metri all’andata e altrettanti al ritorno e nel medesimo frangente appiccare il fuoco a due autovetture, per poi risalire a bordo del proprio ciclomotore e recarsi in un vicino pub”, commenta Gurrieri. “Oggi finalmente è stata restituita l’onorabilità ad un giovane che per tutti questi anni ha dovuto subire il sospetto di essere l’autore di un incendio ai danni di due autovetture di proprietà di un suo concittadino”, continua il legale. “Sin da subito anche un congiunto del proprietario delle auto si era spontaneamente reso disponibile e aveva reso dichiarazioni al difensore, affermando che il Mallia si trovava con lui al bar mentre le due auto venivano incendiate e che se era stato immortalato dalle telecamere era perchè, avendo visto le fiamme, si era prodigato a chiedere soccorso, quando già il fuoco era divampato”.




Barbecue in strada: 2.400 euro di multa per assembramento e denuncia per sei a Noto

Sei persone sono state denunciate a Noto dalla Polizia per accensioni pericolose in concorso e rifiuto di indicazioni sull’identità personale. Tutti già noti alle forze dell’ordine, sono appartenenti alla comunità nomade dei caminati.
Lo scorso 3 febbraio, in Pitagora, nei pressi dell’ingresso di un istituto scolastico, avevano acceso della legna per una sorta di barbecue all’aperto ed allestito un tavolo imbandito. Una pattuglia impegnata in servizio di controllo sul rispetto delle norme anti-covid è intervenuta sul posto anche sanzionando i sei per assembramento (2.400 euro di multe complessive).




Controlli anticovid e multe, il primo bilancio dei Carabinieri: quasi 500 sanzioni

Durante le due settimane trascorse in zona rossa, i Carabinieri hanno sottoposto a controllo, in provincia di Siracusa, 3950 persone. Per 490 è scattata la sanzione per il mancato rispetto delle norme anti-covid. Sono state invece 918 le attività e gli esercizi commerciali sottoposti a verifica: 7 sono stati multati. Per 5 è stata inoltre disposta la chiusura provvisoria per 5 giorni a cui potrà seguire anche un formale provvedimento di sospensione temporanea dell’attività da parte della Prefettura.
Anche in questi giorni in zona arancione proseguono i controlli dei Carabinieri.




Traffico internazionale di stupefacenti, la Polizia esegue una misura di custodia in carcere

Agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia in carcere, emessa dal gip del Tribunale Ordinario di Venezia, a carico di Francesco Riitano. Il 41enne è già detenuto presso la Casa Circondariale di Siracusa. E’ indagato dalle Squadre Mobili di Vicenza e Venezia e dallo SCO in quanto ritenuto componente un’associazione per delinquere stabilmente dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, con contatti diretti in Sud America e soprattutto in Colombia, composta prevalentemente da soggetti di origine calabrese dimoranti in Lombardia, appartenenti, o comunque legati, alla famiglia di Ndrangheta dei Gallace.




Siracusa. Pannelli in amianto rimossi da una tettoia di viale Santa Panagia

Completata la rimozione di un’ingente quantità di pannelli eternit in fibra di amianto utilizzati in viale Santa Panagia per realizzare una tettoia in un terreno di proprietà comunale.
Nonostante fossero ancora perfettamente integri, l’ufficio ambiente ha ritenuto opportuno procedere alla loro rimozione perché l’area si trova in una zona intensamente abitata e a poche centinaia di metri da luoghi molto frequentati come il Palazzo di giustizia, l’istituto “Filippo Juvara” e il centro di smistamento di Poste Italiane.
Prima di smontare i pannelli, gli operai specializzati hanno provveduto a renderli inerti attraverso un trattamento che consente di fissare le polveri su ogni singolo pezzo utilizzando una speciale vernice a spruzzo di colore blu, in modo da evitare che le particelle di amianto potessero disperdersi nell’ambiente.
“Cancellare la presenza di amianto dai siti e dai palazzi comunali – dicono il sindaco, Francesco Italia, e l’assessore Buccheri – è, da sempre, uno dei nostri obiettivi primari. Vista la pericolosità della sostanza per la salute, uguale impegno chiediamo ai privati specie in caso di luoghi frequentati da persone”.




Il baratto per pagare la droga, arrestate tre persone a Catania: clienti anche da Siracusa

Il loro giro di “affari” arrivava fino a Siracusa, con diversi clienti che dal capoluogo aretuseo raggiungevano la piazza di spaccio del rione Pigno di Catania per acquistare cocaina. I Carabinieri di Catania anno arrestato tre persone: padre di 72 anni, figlio di 35 e un altro loro parente 60enne. Secondo l’accusa, avrebbe gestito quel fiorente mercato etneo.
Un giro d’affari da 300 euro al giorno dove trovava posto anche il baratto. “Per monetizzare rapidamente il frutto delle loro illecite compravendite – si legge in una nota dei carabinieri – non esitavano a farsi consegnare, dagli acquirenti morosi, materiale da utilizzare o rivendere, come ad esempio attrezzi da lavoro, suppellettili o carburante”.
Le indagini del nucleo investigativo dell’Arma, coordinate dalla Procura di Catania, sono iniziate nell’ottobre 2019 fino a marzo 2020. Padre e figlio sono stati portati in carcere, mentre il 60enne è stato posto ai domiciliari.




Truffa dello specchietto, padre e figlio denunciati: in auto sassi e batterie stilo

Padre e figlio sono stati denunciati per tentata truffa aggravata ai danni di un anziano. I due, di 59 e 19 anni, hanno inscenato la classica truffa dello specchietto. L’anziana vittima ha però denunciato tutto alla Polizia di Lentini.
Secondo quanto ricostruito, avrebbe inscenato la rottura dello specchietto retrovisore lungo una strada trafficata della cittadina per poi lanciare in direzione dell’auto dell’anziano delle grosse batterie stilo, al fine di simulare un urto.
L’auto dei truffatori, di cui la vittima era riuscita ad annotare le lettere iniziali della targa, è stata intercettata e bloccata dai poliziotti in poco tempo.
Padre e figlio sono stati trovati in possesso di una busta, occultata sotto uno dei sedili dell’auto, contenente alcuni sassi e numerose batterie stilo di varie dimensioni. Riconosciuti dalla vittima, sono stati denunciati.
L’autovettura a bordo della quale viaggiavano, utilizzata come strumento per commettere il reato, è stata sottoposta a sequestro penale.
Infine, i due uomini sono stati sanzionati, altresì, per l’inottemperanza delle normative anti-covid.