Siracusa. Sabotato nella notte il manifesto contro l'aborto, il messaggio diventa: "Il corpo è mio"

Sabotato durante la notte da  ignoti attivisti il manifesto di ProVita e Famiglia contro l’aborto, ritenuto da un folto gruppo di associazioni discriminatorio. Qualcuno, com’è accaduto anche in altre città italiane, ha coperto parte del testo, lasciando scoperte soltanto le parole che compongono la frase “il corpo è mio”. Originariamente, invece, il 6×3 di viale Santa Panagia mostrava il  volto sorridente di una giovane donna che regge un cartello con su scritto “Il corpo di mio figlio non è il mio, sopprimerlo non è la mia scelta”. Una scelta che le associazioni hanno contestato aspramente,ricordando, in un comunicato congiunto, un vecchio slogan messo in campo durante le lotte delle femministe per raggiungere la piena autodeterminazione delle donne: “il corpo è mio e decido io!” . Le associazioni hanno giudicato “discutibili le campagne di disinformazione ad opera di pseudo associazioni antiabortiste, che ha tapezzato l’Italia di cartelloni irrispettosi nei confronti delle donne e della loro dignità. Un’onda di pseudo moralizzazione che ha toccato ieri anche la città di Siracusa”. All’amministrazione comunale il gruppo di associazioni ha chiesto l’immediata rimozione di quei manifesti.  Ma qualcuno, nella notte, ha pensato di far prima.




Siracusa. Il manifesto sull'aborto, Cavallaro (Fratelli d'Italia): "Quel messaggio difende la vita"

Reazioni dopo la presa di posizione di un gruppo di associazioni che hanno fortemente criticato il manifesto contro l’aborto apparso ieri in viale Santa Panagia, nell’ambito della campagna ProVita. Ad intervenire, questa mattina, è Paolo Cavallaro del circolo Aretusa di Fratelli d’Italia. “Stupisce -commenta Cavallaro- che associazioni che parlano di pace, di multiculturalità e di inclusione si scaglino con tale violenza nei confronti di un manifesto in cui si riconosce comunque una parte importante della popolazione mondiale. Il tema è antico -prosegue- e ci saranno sempre contrapposizioni tra chi riconosce la libertà della madre di potere scegliere sempre e comunque sulla vita di una piccola creatura indifesa e chi invece ritiene che questa libertà incontri limiti nella sacralità della vita, attraverso una visione spirituale e non materialista della società, e vuole mettersi in ascolto e aiutare le donne che vogliono scegliere la vita e non la morte”. Cavallaro prosegue osservando che “questo manifesto in realtà difende la vita, la vita del più debole, dell’indifeso, dell’inconsapevole e quindi, in qualche modo, ricorda alla donna di meglio riflettere sulla volontà di abortire e che c’è anche l’Istituto del non riconoscimento, che consente alla donna-dice ancora-  di mettere al mondo un figlio senza riconoscerlo perché venga dato ad altra famiglia che voglia e possa accoglierlo con amore”. L’esponente di Fratelli d’Italia punta l’indice contro le associazioni. “La libertà e la pluralità di pensiero e la democrazia, principi tanto da loro invocati- protesta Cavallaro- non possono esserlo in modo unidirezionale, ma vale per tutti, quindi anche per chi non la pensa come loro, per chi difende la vita, per chi trasmette messaggi di amore e difende chi non può parlare, non sa parlare, non può difendersi, non può decidere. È un invito alle donne a scegliere il rispetto della vita, in contrapposizione a disvalori imperanti purtroppo che privilegiano il relativismo morale e il consumismo affettivo. Nessuno tocchi quei manifesti in nome della  libertà- il suo monito- La Destra politica ha fatto da sempre una scelta in difesa della vita contro la cultura della morte. Da avvocato-conclude-  sono pronto a difendere i movimenti pro vita da questi assurdi attacchi intolleranti e intollerabili ad un manifesto e alla libertà di espressione”.




Siracusa. Finalmente finanziati i lavori per due asili nido comunali: Baby Smile e Arcobaleno

Attesi da mesi, almeno da agosto quando venne annunciato il finanziamento, sono stati ora emessi dalla Regione i decreti di finanziamento per i lavori di recupero strutturale di due asili nido comunali, a Siracusa. Un milione di euro è l’importo complessivo, stanziato dall’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali. Sono destinati all’asilo nido “L’arcobaleno” di via Spagna e al “Baby smile” di via Regia corte.
I finanziamenti provengono dal Fondo sviluppo e coesione stanziati dall’Unione Europea, destinati specificatamente a interventi strutturali pubblici per l’infanzia. La Giunta aveva approvato i progetti esecutivi nel marzo del 2019, inviati subito alla Regione, ma solo due mesi fa è stato possibile firmare la convenzione con l’assessorato competente.
“Una lunga vicenda – affermano il sindaco Francesco Italia e l’assessore Maura Fontana – che si è protratta fin troppo e non per nostra volontà. Adesso, però, dobbiamo procedere speditamente con l’appalto dei lavori perché i due asili nido devono poter riaprire dal mese di settembre come le famiglie si aspettano”. Ad agosto dello scorso i progetti erano stati ammessi a finanziamento. Ci sono voluti purtroppo altri 5 mesi per i decreti. Adesso è possibile procedere con le gara d’appalto ed iniziare i lavori.
L’ammontare delle somme – spiegano da Palazzo Vermexio – consentirà di realizzare un profondo intervento di recupero degli immobili. Una parte dello stanziamento, inoltre, così come previsto dal progetto esecutivo accolto dalla Regione, servirà all’adeguamento degli impianti antincendio e all’acquisto di attrezzature e arredi.

foto dal web




Siracusa. Lavori all'ex Tonnara Santa Panagia, chiuso l'ultimo tratto della ciclabile

Da oggi e fino al 31 marzo, l’ultimo tratto della pista ciclabile “Rossana Maiorca”, a Siracusa, non sarà percorribile. Il provvedimento è stato emesso dal settore Mobilità e trasporti su richiesta della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali. La chiusura è stata disposta per consentire lo svolgimento di lavori all’ex tonnara di Santa Panagia.




Un tesoretto per la provincia di Siracusa dai fondi Pac: 6 progetti finanziati, "ora fare"

“Sono sei i progetti finanziabili con i fondi del Programma di Azione e Coesione del Ministero delle Infrastrutture e che interessano Siracusa capoluogo, la provincia e l’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale. L’ammissione a finanziamento, per alcuni progetti con riserva per integrazione della documentazione, è un passo importante in un iter ancora da completare e che deve puntare senza tentennamenti alla realizzazione di queste opere. Deve essere ora compito delle amministrazioni, non disperdere questo tesoretto dietro la scusa di pastoie burocratiche. Fare è un verbo che va coniugato al presente e non al futuro”. Così il parlamentare Paolo Ficara (M5s), vicepresidente della commissione Trasporti, dopo la pubblicazione della relativa graduatoria provvisoria.
“Il Comune di Siracusa può ora contare su 8,3 milioni per una grande via ciclopedonale che collega la recuperata pista Maiorca oggi esistente con le corsie ciclabili cittadine fino alla punta sud di Murro di Porco. Il progetto è stato valutato finanziabile ma con riserva. Non si tratterà comunque di un ostacolo insuperabile per l’ammissione definitiva a finanziamento. Ma servono delle integrazioni. Ed è questa l’occasione per spingere ancora per la parziale smilitarizzazione dell’area di via Elorina ed il recupero del waterfront vietato. Con altri 2,5 milioni di euro possibile poi la riqualificazione del Porto Piccolo, approdo Santa Lucia e Riva Porto Lachio”, illustra Ficara che nell’ultimo anno e mezzo ha seguito direttamente il percorso ministeriale che ha portato alla pubblicazione della graduatoria provvisoria, con interrogazioni e un continuo pressing sulle strutture ministeriali.
In provincia, con i fondi Pac viene finanziato anche il circuito ciclabile del Barocco ovvero il sistema integrato di mobilità ciclo-ferroviario nel val di Noto denominato Passiblei (1,4 mln), un progetto sviluppato in collaborazione tra la Provincia di Ragusa e Siracusa, e ancora il fotovoltaico per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sulle pensiline dei parcheggi a servizio dei porti di Augusta e Catania (2 mln). A favore dell’Autorità Portuale di Sistema di Augusta anche un finanziamento di 5,2 milioni di euro per il cosiddetto Ecosistema Digitale, un fondamentale progetto di digitalizzazione dei processi portuali. “A tutte le amministrazioni locali coinvolte, l’augurio di buon lavoro e l’auspicio che presto possano completare l’iter autorizzativo per far partire i lavori. I progetti ammessi con riserva dovranno essere integrati con note puntuali e tempestive. Anche perchè il programma Pac prevede il completamento degli interventi entro il 2023. Bisogna fare in fretta. E bisogna fare bene. Perchè ottenere i finanziamenti è un merito; ma trasformare quei fondi in opere concrete è adesso un obbligo. Altrimenti non si sarebbe concluso nulla”, le parole di Paolo Ficara (M5s).




"Vaccini per gli impiegati e non per chi processa tamponi", protesta dei laboratori analisi

Un comportamento incomprensibile, che danneggia chi è da quasi un anno in prima linea. Sono diversi gli operatori sanitari che contestano una gestione della campagna di vaccinazione in provincia di Siracusa. Si sentono esclusi , nonostante una circolare li indicasse come soggetti a cui somministrare il vaccino anti-Covid nella prima fase. Nel dettaglio si tratta di chi lavora nei laboratori di analisi, che effettuano tamponi rapidi. “Sono sconvolta dal comportamento dell’Asp di Siracusa- tuona la dottoressa Maria Angela Ricupero, titolare di un laboratorio della zona sud- Non siamo stati convocati noi, ad eccezione di qualcuno, ma nemmeno i medici di base. E’ stato però vaccinato il  personale amministrativo dell’azienda sanitaria provinciale, persone che lavorano dietro una scrivania e non, come noi, con il virus che ti passa fra le mani. Ragusa ha agito in maniera ben diversa. Nella vicina provincia, tutti i colleghi sono già stati vaccinati e la campagna sta proseguendo come da prima circolare, a cui poi, inspiegabilmente, ne è seguita una seconda”. La professionista fa notare come “persone come me processano 100 tamponi al giorno. Sono anche stata impegnata nei drive-in tamponi. Lo faccio perchè metto a disposizione le mie competenze ma essere poi bistrattata in questo modo di certo non lo tollero. E’ sacrosanto che il personale delle Usca venga subito vaccinato. Su questo nulla da ridire ovviamente. Idem per chi lavora negli ospedali. Ma che poi si proceda con gli impiegati che non hanno nessun contatto con il virus, lasciando noi ad attendere, questo proprio no”.  La posizione della dottoressa Ricupero  è condivisa da diversi altri colleghi, anche nel capoluogo. Non è escluso che tutto questo, nei prossimi giorni, possa essere messo nero su bianco in un esposto.




Priolo. Stipendi in ritardo ai comunali ed ai fornitori, Pasqua (M5s): "colpa di un software"

“Apprendiamo con sorpresa che è saltato il pagamento nei tempi debiti dello stipendio del personale, dei servizi e dei fornitori per il mese di gennaio del Comune di Priolo Gargallo. Nell’esprimere la vicinanza ai lavoratori ed alle professionalità che attendono i pagamenti in un periodo così difficile a causa della pandemia, scopro che questo disagio pare essere stato causato da un nuovo software acquistato dell’amministrazione comunale. L’amministrazione avrebbe fatto meglio a testare preventivamente il sistema per evitare disagi di questo tipo”. E’ l’affondo del deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Pasqua, a proposito del ritardo nella corresponsione degli stipendi e dei pagamenti dei fornitori del Comune di Priolo Gargallo per il mese di gennaio.
“Un buon amministratore – sottolinea Pasqua – prima di fare investimenti e rendere operativi acquisti del genere avrebbe dovuto fare un lavoro di programmazione di concertazione con tutti gli uffici interessati insieme agli installatori proprio per evitare disguidi e disagi di questo tipo. Da una ulteriore verifica degli atti reperibili sul sito del Comune di Priolo Gargallo abbiamo riscontrato una serie di spese informatiche per le quali chiederemo maggiori dettagli viste anche le importanti somme impegnate e la dubbia utilità dell’investimento per un Comune di queste dimensioni” – conclude il deputato regionale.




Siracusa. Rocambolesco inseguimento della Municipale: da Ortigia alla zona alta, momenti di tensione

Rocambolesco inseguimento ieri pomeriggio per tutta la città. Una pattuglia della polizia municipale ha bloccato un uomo che sfrecciava a bordo di un autocarro in cattive condizioni e, nonostante l’ora buia, a luci  spente. Durante un servizio di controllo del territorio, l’uomo è stato notato dagli agenti in Ortigia. Intimandogli l’Alt, l’uomo avrebbe dapprima osservato l’indicazione, salvo scendere dal mezzo con fare minaccioso, urlando ai vigili che non intendeva essere sottoposto a controllo. Un modo di agire particolarmente violento, tanto che avrebbe anche battuto i palmi contro il vetro dell’auto della Municipale. A quel punto, velocemente, sarebbe nuovamente salito a bordo dell’autocarro per darsi alla fuga. Ne è scaturito un inseguimento attraverso corso Umberto, via Diaz, via Luigi Cadorna, in cui l’uomo avrebbe anche tentato di speronare l’auto dei vigili urbani in retromarcia. Poi avrebbe pericolosamente imboccato due sensi unici. Fasi concitate che non sono di certo passate inosservate. Nel frattempo, la pattuglia ha chiesto supporto. Un’altra pattuglia è arrivata in supporto. La corsa si è conclusa in via Andrea Palma, nei pressi di viale Zecchino. Vedendosi braccato, l’uomo ha abbandonato l’autocarro proseguendo la sua fuga a piedi. Il mezzo è stato sottoposto a confisca e condotto in depositeria. Erano nel frattempo sopraggiunti i finanzieri di una pattuglia in transito e una pattuglia della polizia. Non sarebbero mancate ulteriori minacce, anche di morte, all’indirizzo dei poliziotti municipali e della forze dell’ordine in supporto. L’uomo, già noto alla giustizia, aveva subito lo scorso dicembre il sequestro dell’autocarro. Sul mezzo anche un cane di proprietà dell’uomo, che è stato affidato ad una volontaria.




Siracusa. Fuochi d'artificio nella notte, quella strana moda che crea disagio sociale

Oltre dieci minuti di fuochi d’artificio nella notte alla Borgata. Decine le segnalazioni giunte in redazione per lamentare l’accaduto, non collegato peraltro ad alcuna ricorrenza ufficiale. Sui social sono apparsi nelle ore scorse diversi video che mostrano l’accaduto.
Si tratta solo dell’ultimo episodio in ordine di tempo di un fenomeno che inizia a creare un certo fastidio tra l’opinione pubblica ed una sorta di allarme sociale e spesso collegato – anche impropriamente – a dinamiche della malavita. Questa volta si sarebbe trattato di festeggiamenti per il compleanno di un pregiudicato.

Video da utente Facebook

Mazzarona, Pizzuta, Ortigia: non c’è angolo di città che non sia interessato nottetempo da improvvise e rumorose esplosioni. Numerose sono state, anche ieri sera, le telefonate ai centralini delle forze dell’ordine. La breve durata dei fuochi e l’incerta localizzazione del punto di esplosione vanificano spesso la possibilità di intervento delle pattuglie. Ciò non toglie che sia aumentato col passare delle settimane l’allarme sociale. E le interpretazioni sono le più svariate: si festeggia una scarcerazione, è arrivata una nuova partita di stupefacenti etc etc. Ipotesi a metà tra realtà e fantasia.
Sul sito dell’Arma dei Carabinieri si ricorda che “i prodotti pirotecnici classificati dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza in IV e V categoria (artifici e prodotti affini negli effetti esplodenti) possono essere venduti solamente in negozi autorizzati, muniti di Licenza Prefettizia, e possono essere acquistati da persone maggiori di anni 18 e munite di porto d’armi. Per l’accensione di tali artifizi è necessaria la denuncia alle forze dell’ordine e, comunque, dietro autorizzazione o licenza”.




VIDEO. Zona rossa o zona arancione, stesso copione in piazza Adda: assembramenti

Un video che racconta della quotidianità in piazza Adda, dove tutte le sere si ritrovano decine di persone per trascorrere insieme delle ore. Zona rossa o zona arancione, poco cambia. Giovani e meno giovani, in scooter o minicar o a piedi, come negli anni 80, popolano nelle ore postmeridiane la zona che ritrova la sua centralità come luogo di aggregazione. Ma sono scene che stridono con l’emergenza sanitaria in atto e con i comportamenti che vengono richiesti, oltre che suggeriti, per limitare i contagi. Lo spauracchio della multa (e meno ancora quello di essere veicolo di contagio) non creano particolari pensieri a quanti si ritrovano quotidianamente in quella piazza.
I residenti lamentano da settimane il ripetersi di simili accadimenti. Le forze dell’ordine sono anche intervenute in più occasioni, causando una sorta di fuggi-fuggi. E c’è chi chiede allora l’intervento dell’amministrazione comunale, con l’istituzione del divieto di stazionare sulla pizza come fatto in altre città della provincia.