VIDEO. L'arcivescovo emerito Pappalardo è cittadino onorario di Siracusa
Visibilmente emozionato, l’arcivescovo emerito Salvatore Pappalardo ha ricevuto questa mattina la cittadinanza onoraria di Siracusa. Per 12 anni ha guidato la diocesi aretusea, introducendo alcune novità come il centro televisivo diocesano, la casa di Sarah e Abramo per i senza tetto e rafforzato le mense Caritas cittadine. Per raggiunti limiti di età si è dimesso lo scorso luglio, con la nomina di monsignor Francesco Lomanto come suo successore.
Cerimonia in forma ridotta per le regole anti-contagio. Solo 30 persone ammesse nel salone Borsellino di Palazzo Vermexio. E’ stato il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, a consegnare la pergamena a monsignor Pappalardo che ha poi firmato il registro dei concittadini illustri, lasciando un messaggio d’amore e di speranza per Siracusa nel nome di Lucia. Da Nicolosi, città natale di Pappalardo, è arrivato per questo momento anche il sindaco Angelo Pulvirenti, seduto in prima fila.
A promuovere il conferimento della cittadinanza onoraria all’arcivescovo emerito, è stata l’associazione Dracma. Nei giorni scorsi è arrivato il placet dell’amministrazione e del commissario straordinario che sostituisce il Consiglio comunale.
Il destino delle industrie:la commissione Attività Produttive dell'Ars convoca i vertici Lukoil
“Immediatamente dopo l’ormai imminente periodo di feste, insieme al presidente Ragusa, abbiamo previsto di convocare in III Commissione i vertici Lukoil e i sindacati sia per un chiarimento sulle vicende balzate agli onori delle cronache in questi giorni sia, in generale, per avere un quadro più dettagliato sull’idea di futuro immaginata per il territorio”.
Lo dichiara Giovanni Cafeo, parlamentare regionale di Italia Viva e Segretario della III Commissione ARS Attività Produttive.
“Quello che stiamo attraversando – ricorda Cafeo – è un periodo tra i più difficili della storia d’Italia, sicuramente il più difficile dal secondo dopoguerra. Ho sempre trattato i temi legati allo sviluppo del territorio perché sono convinto che soltanto cambiando approccio e rendendo la Sicilia attraente per gli investitori sarà possibile rilanciare l’economia e aumentare l’occupazione e oggi più che mai resto convinto sostenitore di questo tipo di approccio”.
“Da questo assunto parte ad esempio l’impegno per l’attivazione delle Zes e poi delle Zone Franche Doganali, le critiche alla gestione del depuratore IAS ma anche la mia netta presa di posizione, confermata poi anche dai magistrati, contro il piano dell’aria della Regione – prosegue Cafeo – ma a fronte di queste considerazioni e dell’innegabile necessità di lavorare insieme per un obiettivo di rilancio comune, è necessario ribadire con chiarezza che il rapporto delle imprese con il territorio, specie proprio nella zona industriale, non è uguale in tutte le circostanze”.
“Nel caso di Lukoil, la mia convinzione è che intanto debba essere sanata al più presto ogni eventuale stortura nei rapporti con i sindacati e ripristinato il normale confronto tra impresa e lavoratori, fondamenta su cui si basa la pace sociale – spiega Cafeo – in questa vicenda però gioca un ruolo importante anche la devastante crisi del mercato petrolifero, dovuta al crollo della domanda mondiale che di fatto ha costretto anche un colosso come Lukoil a ridimensionare la propria attività, senza dimenticare la pericolosa accidia del Governo regionale che sui temi industriali ha dimostrato da sempre noncuranza, quando va bene, fino ad arrivare ad un palese boicottaggio dell’intero settore, ritenuto erroneamente non strategico”.
“L’assenza della politica regionale su questi temi così importanti è gravissima – continua ancora Cafeo – ma proveremo a supplire alle carenze governative con il solito, importante lavoro nelle commissioni ARS”.
“Se a seguito dell’audizione l’ipotesi in campo fosse quella di investire per uno sviluppo sostenibile con l’obiettivo di una transizione energetica rispettosa delle nuove direttive ambientali, della sicurezza e degli obiettivi comuni europei, allora saremo accanto all’azienda – precisa Cafeo – ma se l’idea è quella di dismettere gli impianti, trasformando tutto in un deposito di stoccaggio in barba alle conseguenze sociali e alle ricadute economiche, allora le nostre posizioni saranno ben differenti”.
“Le disastrose conseguenze sociali conseguenti all’eventuale decisione di dismettere gli impianti cadrebbero certamente sulle famiglie dei lavoratori diretti e dell’indotto, nonché sui consumi e sulle abitudini di vita di centinaia di persone, causando un nuovo disagio sociale in una città che di certo da questo punto di vista non parte già benissimo – continua Giovanni Cafeo – inoltre, il messaggio di una scelta così drastica sarebbe devastante anche perché l’intero ecosistema industriale è di fatto interconnesso e si regge sulla presenza di tutti gli operatori; l’improvvisa chiusura di una realtà così importante provocherebbe squilibri difficilmente gestibili”.
“In ultimo, ma non per importanza, resterebbe il danno d’immagine per l’intera Sicilia – conclude Cafeo – che vedrebbe, ancora una volta, andar via un importante investitore internazionale piuttosto che avere la forza di attirarne altri”.
Rapina perpetrata a Siracusa, trentenne condannato a un anno e dieci mesi
Un anno, 10 mesi e 26 giorni . E’ la pena che dovrà scontare Diego Blanco, trentenne siracusano ritenuto colpevole di una rapina commessa a Siracusa il 7 maggio del 2012. L’ordine di carcerazione, emesso dal Tribunale di Siracusa, è stato eseguito ieri sera dagli agenti della Squadra Mobile.
Dopo le formalità di rito, Blanco è stato condotto nel carcere di Cavadonna.
Finanziamenti pubblici per storie di successo: Terre del Grano, Fattoria biologica Siciliana
Agrosì è una società agricola di giovani imprenditori con alle spalle una lunga tradizione familiare in agricoltura. L’azienda sorge nel cuore dei Monti Iblei e si estende per oltre 70 ettari tra le contrade Albacara e Carbonaro, a cavallo tra le province di Ragusa e Siracusa. La scelta del “Bio” non è solo un’etichetta sui prodotti ma uno stile aziendale che rispetta gli animali, l’ambiente e il consumatore. L’azienda Agrosì coniuga infatti i più elevati standard di sicurezza con la lavorazione tradizionale, per esaltare al meglio le caratteristiche organolettiche dei prodotti.
Si coltiva grano duro ottenuto da varietà autoctone siciliane, che non hanno subito miglioramenti genetici, come il Russello, la Tumminia e il Bidì, dai quali si ottiene un’ottima farina, ideale per la panificazione, e la pasta, trafilata col bronzo ed essiccata a bassissime temperature.
Si produce olio extra vergine d’oliva dalla sapida e pregiata cultivar Tonda Iblea. Le olive vengono raccolte manualmente e lavorate al frantoio aziendale dove l’olio viene estratto totalmente a freddo con impianto a ciclo continuo. La biodiversità, la qualità produttiva e le tecniche di trasformazione hanno conquistato preziosi riconoscimenti: la Silver Medal 2020 per “Nonno Giovanni” (miglior Olio Extravergine di Oliva biologico al mondo), la certificazione IGP e l’inserimento nella guida degli olii extravergini 2019 e 2020 di Slow Food per l’EVO “Donna Carmela Oro”, ottenuto dal bland di cultivar Tonda Iblea, Nocellara Etnea e Moresca. Tutto ciò è stato reso possibile grazie al finanziamento ottenuto, con la sottomisura 4.1 del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2014/2020.
Fiore all’occhiello dell’azienda Agrosì è l’allevamento di capre il cui latte, appena munto, e senza alcun trattamento termico, a crudo, viene avviato al caseificio aziendale dove viene lavorato e trasformato in: tome giovani e stagionate, caciotte naturali e aromatizzate (nero d’avola, carruba, rosmarino e pepe nero), ricotta, primosale, robiole fresche e stagionate, caprini freschi naturali e aromatizzati (basilico, origano, peperoncino, semi di papavero, noce moscata, zenzero, prezzemolo, erba cipollina), spalmabili naturali e aromatizzati (zafferano e prezzemolo, olio e pistacchio, origano, cannella e miele, cioccolato di Modica), croste fiorite, caprini stagionati e yogurt. Parlare di latte crudo oggi, significa difendere le produzioni artigianali messe a rischio dal mercato globalizzato. La scelta delle razze locali ci permette infatti di produrre un latte che racconta il territorio non solo nei gusti e nei sapori ma anche nella qualificazione degli aspetti salutistici. Accreditate ricerche scientifiche dimostrano infatti che il consumo di questi prodotti garantisce una riduzione dei problemi cardiovascolari e dell’infarto nonché un’ attività anti-neoplastica (cancro del colon-retto), anti-diabetica e di stimolo immunitario, grazie alla presenza dei grassi saturi contenuti negli alimenti.
Tradizione e innovazione tecnologica sono il “cuore pulsante” di Albacara che crede nel valore del cibo, fonte di vita e salute, e investe in processi di produzione naturali capaci di preservare le caratteristiche nutritive dei prodotti finali, lavorando a impatto zero e in perfetto equilibrio uomo-natura. Fattoria Didattica dal 2019, attraverso la “Rete delle Fattorie educative iblee (https://www.fattorieducativeiblee.it/)” ha stabilito nessi e integrazioni tra il mondo rurale e i luoghi tipici della formazione creando percorsi di educazione ambientale, alimentare, civile e sociale che utilizzano il metodo della pedagogia attiva, Steineriano, dell’imparare- facendo.
Il porto di Augusta maltrattato dalla Regione: "Quasi tutto investito per abbellire il porto di Catania"
“Il porto di Augusta bistrattato”. L’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo torna su una vicenda che, in passato, ha scatenato aspre polemiche. L’esponente di Siracusa Protagonista contesta il comportamento dei deputati regionale di Diventerà Bellissima, vicini al presidente della Regione, Nello Musumeci. “Intervengono- spiega- affermando che il Porto Hub del Mediterraneo previsto nell’elenco predisposto dal Governo regionale era quello di Marsala. Quanto al Porto di Augusta-prosegue- non sfugge a nessuno che il nostro porto ha le potenzialità naturali ed economiche per sostenersi da solo, se non accadesse, ormai da anni, che le risorse ricavate con sudore ad Augusta venissero spese a Catania”. A provare quanto sostenuto, secondo Vinciullo, sarebbero anche i numeri del Bilancio di Previsione 2021 della Port Authority, approvato lo scorso mese. “I nuovi investimenti infrastrutturali previsti per i porti di Catania ed Augusta-tuona l’ex presidente della commissione Bilancio dell’Ars- sono totalmente sbilanciati a favore di Catania, infatti, a fronte di risorse pari a 145,42 milioni di euro, ben 80 milioni, quasi due terzi, sono previsti per il rifacimento e l’abbellimento delle mantellate del porto di Catania”
Coronavirus, il bollettino: in Sicilia 1.065 nuovi positivi, +69 in provincia di Siracusa
Sono 1.065 i nuovi positivi al covid-19 in Sicilia, nelle ultime 24 ore. Diventano così 35.176 gli attuali positivi, in forte diminuzione rispetto a ieri (-793). Continua a calare il numero dei positivi ricoverati negli ospedali siciliani: -37 nei reparti ordinari, -2 in terapia intensiva. I guariti sono 1.829. Registrati altri 29 decessi.
Quanto alla provincia di Siracusa, torna a salire il numero dei nuovi contagiati. I positivi rilevati nelle ultime 24 ore sono infatti 69. Questa la distribuzione nelle altre province: Catania 297; Palermo 285; Messina 253; Trapani 52; Agrigento 36, Ragusa 32, Caltanissetta 30, Enna 11.
I dati sono contenuti nel bollettino quotidiano del Ministero della Salute.
La crisi Lukoil apre il dibattito sul futuro di Siracusa: "riconvertire la zona industriale"
La paura di una crisi irreversibile della zona industriale si è materializzata dopo la presentazione del piano Isab-Lukoil per il 2021: richiesta di prodotti raffinati in calo e allora diventa necessario far ricorso alla cassa integrazione, con alcuni impianti che non ripartiranno.
“Quello che si sta prospettando potrebbe rappresentare la realizzazione del sogno di ogni ambientalista, ma così non è!”, dice uno dei nomi storici dell’ambientalismo siracusano, Peppe Patti. “Il comprendere che l’abbandono delle fonti fossili deve coincidere con un cambio sistemico, con una programmazione, con il non lasciare indietro nessuno, con l’attuazione di un Green New Deal sono concetti alla base dei principi dettati anche dall’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco. Ripensare il territorio industriale di Siracusa deve essere un punto fermo dell’agenda del Recovery Fund. Non vorrei che i miei concittadini impegnati nel comparto industriale subissero nei prossimi mesi una crisi che metterà a dura prova la tenuta sociale ed economica”, spiega Patti, a lungo guida de I Verdi e nome forte delll’ambientalismo in decine di battaglie per il territorio, insieme al Wwf. “Superata la crisi del Covid subiremo la crisi dei licenziamenti”, è la fosca previsione.
Ma da quali basi ripensare il futuro della zona industriale? E come rendere possibile una costosissima transizione energetica? La risposta di Peppe Patti punta all’Europa. “Il 27 maggio scorso la Commissione europea aveva parlato di una distribuzione di finanziamenti green annui per 470 miliardi, così suddivisi: 30 per le rinnovabili, 190 per l’efficienza energetica, 120 per la mobilità sostenibile, 77 per altre misure per il clima e l’ambiente e 53 per l’economia circolare e la gestione delle risorse. Usare le risorse date dall’Europa quasi esclusivamente per decarbonizzare il nostro paese non rappresenta un freno alla crescita né produce disoccupazione. Al contrario, se l’Italia spendesse l’80% dei fondi del Recovery Fund per investimenti in decarbonizzazione, il Pil aumenterebbe del 30% entro il 2030 e il tasso di occupazione calerebbe all’11%, con forte beneficio per i giovani”.
Dalla teoria alla pratica, però, il passo non sembra così automatico. Secondo ultimi studi dell’Unione Petrolifera Italiana, ancora per alcuni decenni i combustibili fossili “alimenteranno” il mondo in maniera prioritaria. E affiorano anche timide preoccupazioni dei sindacati sul numero di effettivi occupati che un nuovo “ordine” produttivo potrebbe garantire nel siracusano. Non è un mistero che i cambiamenti a queste latitudini richiedano ere mentre il resto del mondo va veloce. E in tutto questo, affiora anche una volta la mancanza di una progettazione chiara da parte della classe dirigente. Il futuro della provincia di Siracusa è oggi un ripetersi di vecchi clichè. Mancano le voci che guardano al futuro e non solo come un modo di coniugare i verbi.
Siracusa. Covid all'Ufficio Tributi, chiusi gli sportelli di via De Caprio: un positivo
Ufficio Tributi comunale chiuso oggi a Siracusa per sanificazione straordinaria. E’ stata accertata la positività al covid di uno dei dipendenti in servizio nei locali di via De Caprio. E’ stata allora decisa, come da protocollo, una igienizzazione straordinaria di tutti gli ambienti, prima di tornare alla normalità. Da domani ufficio tributi nuovamente operativo e aperto al pubblico. Restano oggi attivi gli sportelli Imu e Tari di San Giovanni.
Il nuovo positivo sta bene ed è in isolamento domiciliare, seguito dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Siracusa. Non sono stati ritenuti necessari altri tamponi per i colleghi.
Nelle settimane scorse, i sindacati avevano lamentato in una nota inviata al Comune di Siracusa come i parametri igienici degli ambienti di lavoro non fossero in linea con gli standard minimi. “Mancano anche i parafiati”, scrivevano.
Dramma ad Ancona: operaio 43enne di Augusta precipita nel vuoto, è suicidio
Secondo le indagini della Polizia di Frontiera di Ancona, si è trattato di un suicidio. A togliersi la vita lanciandosi da un parapetto del cantiere Fincantieri, un capocantiere di 43 anni, originario di Augusta. Le testimonianze di quanti presenti al momento della tragedia confermano la tesi del gesto estremo.
La magistratura ha disposto l’autopsia. Il telefono dell’uomo è stato sequestrato e le ultime chiamate, come gli ultimi messaggi, verranno analizzati nel dettaglio.
Secondo quanto emerso, il 43enne augustano sarebbe stato al telefono prima di salire sulla ringhiera del parapetto di un traghetto in costruzione e lanciarsi nel vuoto. Lascia una compagna ed un figlio.
Nonostante i disperati tentativi di rianimazione sul posto, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Non ha lasciato nessun messaggio. L’azienda, con una nota, si è stretta al dolore dei familiari e dei colleghi del cantiere.
foto Ancona Today
Siracusa. La droga nascosta nel barattolo delle proteine in polvere, arrestato 34enne
All’interno di un barattolo di proteine in polvere, aveva nascosto 108 grammi fi marijuana e 7 grammi di hashish. A scoprire lo stupefacente sono stati i Carabinieri di Siracusa che hanno arrestato il 34enne Emanuele Baiardo, già gravato da precedenti specifici per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Nel corso di una perquisizione domiciliare nella sua abitazione, i militati hanno prima rinvenuto diverso materiale tipicamente utilizzato per tagliare e confezionare lo stupefacente, come un bilancino di precisione. Il sospetto che l’uomo detenesse anche altro ha preso corpo immediatamente dopo quando, all’esito di un’accurata ricerca, nascosto in un mobile in camera da letto, hanno trovato un barattolo di proteine in polvere, all’interno del quale erano abilmente occultati 108 grammi di marijuana e 7 grammi di hashish.
L’uomo è stato a quel punto tratto in arresto per detenzione illecita di sostanze stupefacenti e dopo le formalità è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in regime di agli arresti domiciliari.
Tutto il materiale è stato ovviamente sequestrato.