Coronavirus, il bollettino: 1.692 nuovi positivi in Sicilia, +114 in provincia di Siracusa

Sono 1.692 i nuovi positivi al coronavirus in Sicilia, rilevati nelle ultime 24 ore. Di questi, 114 nuovi casi interessano la provincia di Siracusa. Tornano quindi a 3 cifre i numeri del contagio anche nel siracusano, dopo alcuni giorni di appiattimento della curva di crescita.
In Sicilia, gli attuali positivi salgono a 224.914. In ospedale, ricoverati con sintomi ci sono 1.391 persone, 205 in terapia intensiva. In isolamento domiciliare 23.318 positivi. Registrati nelle ultime 24 ore purtroppo anche 40 decessi. I dati sono contenuti nel bollettino quotidiano del Ministero della Salute.
“Il report di oggi per la Sicilia, rilevato nel bollettino quotidiano del ministero della Salute, risente inevitabilmente anche dell’azione di ricerca attiva del Coronavirus avviata in molti comuni dell’Isola attraverso i cosiddetti drive-in. Si tratta di un dato di cui teniamo sempre conto, che monitoriamo costantemente, per valutare ogni sviluppo possibile nel contrasto alla pandemia. Ai cittadini rinnoviamo ogni invito utile alla prudenza e a quei comportamenti noti ormai a tutti ed utili ad evitare il propagarsi del virus”: è la specifica sui dati odierni fornita dall’Osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Salute.




Il covid center di Noto ampliato: da 35 a 60 posti letto. Gli attuali ricoverati sono 26

A partire dalla prossima settimana, saranno incrementati i posti letto nel reparto covid dell’ospedale Trigona di Noto. Dagli attuali 35 si sale fino a 60, come da disposizione regionale. A confermare la notizia è anche il sindaco, Corrado Bonfanti. Il reparto allestito a Noto è destinato ai sintomatici più lievi e/o in fase di dimissione. Diventa così possibile liberare “preziosi” posti letto per i ricoveri all’Umberto I di Siracusa, già sotto stress covid. A Noto attualmente sono ricoverati 26 pazienti e di questi appena 4 sono netini. Il piano regionale prevede poi l’attivazione anche di 2 posti di terapia intensiva.
Intanto, oggi arriva una parziale buona notizia per la cittadina barocca. Gli attuali positivi scendono sotto quota 100: sono 86, 9 in meno rispetto al precedente dato disponibile. “Nella prima casa di riposo divenuta suo malgrado focolaio, è in programmazione l’attività di sanificazione per potere tornare quanto prima alla normalità. A tutti i miei concittadini – dice Bonfanti – ricordo l’importanza della consapevolezza. Il nostro comportamento personale incide sulla serenità e sulla salute di tutti”.




Siracusa. I vandali? Li fermeranno i bambini: 50 piccoli custodi per il parco di via Algeri

Dopo i ripetuti episodi di vandalismo al parco Robinson di via Algeri, a Siracusa, cambia la strategia del Comune. Saranno i bambini a prendersi cura dell’area gioco a verde. Ai genitori di 50 piccoli residenti della zona, saranno infatti consegnate altrettante chiavi per aprire il lucchetto con cui, al momento, è chiuso il parco.
A spiegare il senso dell’idea è l’assessore comunale alle politiche giovanili e per l’infanzia, Carlo Gradenigo. “Abbiamo la necessità di coinvolgere i cittadini e i residenti nella gestione e nel mantenimento delle aree verdi di quartiere. Di fronte ai ripetuti atti vandalici, ci sembra assurdo che la soluzione debba essere quella di chiudere con un lucchetto il cancello”, spiega il responsabile del verde pubblico, come a voler evitare una sorta di sfida diretta tra chi rompe e chi ripara.
“Il parco è pubblico ovvero di tutti. Ecco perché abbiamo deciso di mettere si un lucchetto e una catena, ma di donare e affidare 50 copie della chiave ai genitori di altrettanti bambini e ragazzi che del parco sono i principali fruitori e custodi. Creare un senso di appartenenza nei ragazzi del quartiere è il primo passo da compiere. Il messaggio è chiaro: vi affidiamo le chiavi perché ci fidiamo di voi”, le parole di Gradenigo.
Sabato mattina la cerimonia di consegna delle chiavi. Per l’iniziativa sono stati coinvolti il comprensivo Chindemi, Città Educativa ed i ragazzi del progetto Un Villaggio Per Crescere.




Pensiline fotovoltaiche per ricaricare le bici elettriche, Siracusa manda le carte in Regione

Ancora un progetto di mobilità sostenibile per Siracusa. Il Comune ha predisposto i documenti da inviare alla Regione per l’accesso al finanziamento di 400.000 euro, frutto dell’Accordo di Programma con regione e Ministero dell’Ambiente per il “Programma sperimentale di mobilità sostenibile casa-lavoro/scuola nel territorio della regione siciliana”. Con quelle somme, Palazzo Vermexio vuole acquistare ed installare pensiline fotovoltaiche per l’alimentazione di bici elettriche.
“Vogliamo incentivare la mobilità dolce. Siracusa merita di andare al passo con le altre città, italiane ed europee, investendo in termini di lavoro e risorse per migliorare la qualità di vita complessiva dei nostri concittadini”, spiega il sindaco, Francesco Italia.
“Il progetto prevede l’acquisto di un certo numero di pensiline ad alimentazione fotovoltaica per la ricarica delle bici elettriche – ha detto l’assessore alla Mobilità e Trasporti, Maura Fontana – che saranno posizionate in diversi punti della città in prossimità delle realizzante piste e corsie ciclabili. Le pensiline sono un ulteriore tassello di un progetto più ampio che intende apportare sostanziali modifiche alle abitudini relative alla mobilità e un ulteriore risultato del grande e intenso lavoro che si sta effettuando sull’argomento. Il prossimo passaggio – conclude l’assessore Maura Fontana – sarà la trasmissione ufficiale dei progetti delle quattro città interessate al MATTM il quale, avendo già condiviso i progetti, dovrà emettere il decreto di acconto. L’idea progettuale è frutto del confronto di più menti sensibili e impegnate che ringrazio”.




Siracusa. Sanità, sit-in davanti all'ospedale: "Turni massacranti e niente turn over"

Rinnovo del contratto, sicurezza e assunzioni nei servizi pubblici. Sono le rivendicazioni dei sindacati Fp Cgil, Cisl Fp , Uil Fpl e Uil Pa di Siracusa. Per domani, le organizzazioni di categoria hanno organizzato una giornata di mobilitazione a sostegno del comparto sanità. Sit-in dalle 9,30 alle 11,30 davanti all’ospedale Umberto I del capoluogo. Le segreterie dei sindacati aderiscono così alla protesta organizzata dalle sigle sindacali nazionali. “La vertenza riguarda il delicato momento che i lavoratori del comparto sanità stanno vivendo a causa delle croniche ed elevate carenze di personale ed abnormi carichi di lavoro-spiegano i sindacati in una nota unitaria-  con turni massacranti ed elevati disagi lavorativi connesse anche all’incremento stratosferico della domanda di salute dei cittadini in conseguenza dell’accelerazione dei contagi da Covid-19. Le organizzazioni sindacali hanno approvato un programma di richieste che prevede: l’assunzione pronta e stabile degli operatori sanitari per dare risposte immediate ed in sicurezza alle esigenze sanitarie della popolazione per contrastare la pandemia, curare la cronicità, le acuzie ed offrire servizi ambulatoriali, riabilitativi per la prevenzione e per l’assistenza alla lungodegenza; la stabilizzazione degli operatori precari; la garanzia di elevati livelli di protezione per garantire la sicurezza dei lavoratori;  potenziamento la medicina territoriale per garantire prevenzione e cura delle cronicità.
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno sottolineato che al disagio del comparto sanità si associa quello vissuto da tutti i lavoratori dei servizi pubblici chiamati, per la peculiarità del lavoro, a dare assistenza, cura, servizi, informazioni, prestazioni e tutele a tutti i cittadini.
“I comparti delle Autonomie locali, delle Funzioni centrali, del Terzo settore – hanno sottolineato i segretari provinciali della Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Siracusa e Uil Fpl Siracusa-Ragusa, rispettivamente Franco Nardi, Daniele Passanisi, Alda Altamore e Paolo Scimitto – rivendicano a loro volta la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro nonché assunzioni e rinnovi dei contratti.
Il blocco del turn over ed i recenti pensionamenti ordinari e per Quota 100 hanno svuotato gli uffici ed i contratti vanno prontamente rinnovati, unitamente alla rivisitazione degli ordinamenti professionali, per adattare questi ultimi alle mutate esigenze organizzative della amministrazioni e per garantire percorsi di crescita professionale e rimane grave che, per tutto ciò, non siano state previste le risorse finanziarie necessarie. Inoltre, non è pensabile che l’istituto del lavoro agile continui ad essere disciplinato da leggi e non dalla contrattazione. Esso deve essere regolamentato e reso esigibile a tutti i lavoratori, con diritto alla disconnessione, al buono pasto, all’indennizzo delle spese sostenute, con disponibilità di device per i lavoratori operanti in remoto”.




Siracusa. Dissequestrato il canile Piccolo Panda: "Il Comune non paga da 20 mesi"

Dissequestrato il canile Piccolo Panda di contrada Dammusi. Il provvedimento era stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Siracusa su esposto del Comune. Sigilli apposti l’11 dicembre del 2019.  Nei giorni scorsi, l’ordinanza di dissequestro. A darne notizia è l’l’Associazione “Gli amici della natura” – attuale gestore della struttura. “Il Tribunale Penale di Siracusa in funzione del Giudice del riesame – in attuazione dei principi di diritto evidenziati dalla Suprema Corte di Cassazione – spiega l’associazione- su ricorsi proposti dall’Avvocato Marzia Capodieci del Foro di Siracusa, ha confermato il dissequestro della struttura adibita a canile, ordinandone la restituzione al rappresentante legale dell’Associazione “Gli amici della natura”. – puntualizzazione dell’associazione- Si precisa che durante tutto il periodo “Gli amici della natura” hanno comunque continuato ininterrottamente a svolgere il servizio di custodia, mantenimento in vita e cura dei cani randagi per conto del Comune di Siracusa, nonostante l’Ente da ben venti mesi non paghiper il servizio svolto in suo favore”.




Mascherine, tute e camici: la Protezione Civile stocca scorte per l'emergenza a Priolo

Da questa notte è un viavai di tir e operatori nella grande sede della Protezione Civile comunale di Priolo Gargallo. I mezzi pesanti arrivano da Roma e da Milano e nell’arco delle prossime 24 ore scaricheranno un totale di 320 pallet di mascherine, camici, tute protettive ed altri dpi simili verosimilmente destinati alle strutture ospedaliere e sanitarie del siracusano. Sono attesi in totale 10 tir carichi di materiale per l’emergenza sanitaria.
Gli scatoloni verranno stoccati nella sede priolese della Protezione Civile, in attesa di indicazioni sul loro utilizzo. Si tratterebbe, quindi, di un “deposito” di emergenza per far fronte alle eventualità necessità di dpi qualora la situazione dovesse farsi critica. Una mossa prudenziale e d’anticipo, anche sulla scorta di quanto accaduto durante la prima ondata di covid, quando da più parti medici e infermieri lamentavano la carenza di dispositivi di protezione individuale.




Affondo del MeetUp Siracusa: "bando periferie, che fine hanno fatto i progetti?"

Il MeetUp Siracusa del MoVimento 5 Stelle torna ad occuparsi dei (confermati) fondi del cosiddetto bando periferie. Il riferimento è a quella serie di progetti finanziati dal Cipe che avrebbero dovuto cambiare in meglio il volto della città: riqualificazione di viale Tisia e Pitia; porto Marmoreo; ex cintura ferroviaria; via Piave; riqualificazione di piazza Euripide; grande parco a Mazzarrona.
“A distanza di quasi tre anni dal bando periferie, non si conosce lo stato dei progetti e quale sia la reale volontà e capacità del Comune di Siracusa nel trasformare i progetti in cantieri, occupazione e migliorie per la città”, dicono gli esponenti del MeetUp Siracusa.
“A dicembre dello scorso anno, con determina dirigenziale del Comune di Siracusa venne approvato l’impegno complessivo di spesa pari a 12,8 milioni di euro, finanziato da Cassa Depositi e Prestiti. Già nel bilancio di previsione approvato ad agosto 2019 era stato inserita la contrazione di mutui per anticipare la spesa che sarebbe stata poi coperta tramite il finanziamento. Non solo, sempre a dicembre scorso il Comune di Siracusa conferma che i progetti degli interventi sono tutti esecutivi”, riassumo carte alla mano dal MeetUp Siracusa del M5s.
“Alcune domande sono d’obbligo: che cosa si è atteso fino ad ora? Perchè non ci sono i bandi di gara? Si vuole a tutti i costi perdere il finanziamento? Non è accettabile per i cittadini che, speranzosi, attendono un cambio di passo amministrativo annunciato ad ogni rimpasto ma mai visto nei fatti”, puntualizzano dal MeetUp Siracusa.
Anche il parlamentare Paolo Ficara (M5s) segue da vicino la vicenda. “Dopo gli attacchi violentissimi rivolti al governo al solo sospetto che i fondi fossero a rischio, mi sarei atteso da quella stessa politica siracusana che gridava allo scippo una reazione con i fatti. Sarebbe forse stato il caso di interessarsi in questi mesi anche alle procedure di gara ed ai cantieri da avviare. Insomma – incalza il parlamentare pentastellato – mi sarei atteso la stessa foga nella realizzazione dei progetti, cosa decisamente più importante per i siracusani della sterile polemica”.




Espulsi tre tunisini, erano a bordo della nave quarantena in rada ad Augusta

Tre tunisini sono stati arrestati da agenti della Squadra Mobile di Siracusa. Si trovavano a bordo della nave quarantena ormeggiata in rada ad Augusta. Durante le operazioni di sbarco, al termine del prescritto periodo di isolamento, è emerso che i tre erano già stati espulsi dal territorio nazionale, per cui erano rientrati illegalmente in Italia. Esperite le necessarie incombenze di legge, saranno successivamente espulsi dallo Stato.




Avola. Lite tra suocero e genero, spuntano un bastone e una pistola: denunciati

Suocero e genero sono stati denunciati ad Avola. I due, di 60 e 35 anni, hanno avuto una accesa lite che presto è degenerata in comportamenti e minacce violenti. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, il genero – brandendo un pesante bastone – colpiva la porta d’ingresso dell’abitazione del suocero e rientrava in casa. Quest’ultimo, per tutta risposta, è uscito da casa impugnando una pistola legalmente detenuta. A scopo intimidatorio, ha esploso in alto un colpo.
Dopo aver fatto piena luce sull’accaduto, gli investigatori hanno effettuato una perquisizione domiciliare nell’abitazione del 60enne ed in un terreno agricolo nella sua disponibilità, rinvenendo un fucile, due pistole e ventuno cartucce. Il munizionamento, diversamente dalle armi, era detenuto abusivamente. E’ stato denunciato per minacce aggravate, esplosioni pericolose in luogo pubblico, detenzione abusiva di munizionamento e omessa custodia di armi. Il 35enne, invece, è stato denunciato per porto di oggetti atti ad offendere e minacce aggravate.