Siracusa. La tartaruga nidifica a Ognina, tra i testimoni il piccolo Enea: il VIDEO e il racconto

Le immagini della deposizione delle uova, la nidificazione della tartaruga marina sulla spiaggetta di Ognina. Una fortuna poter essere testimone oculare di uno dei momenti più suggestivi che la natura regala in estate. L’emozione che trapela, ad esempio, dalle parole del piccolo Enea, che ha assistito alla scena. Era notte. La Caretta Caretta ha lasciato l’acqua, ha raggiunto la sabbia, scavato una buca di circa 50 centimetri e deposto decine di uova. Ha poi richiuso tutto per lasciare le uova alla temperatura della sabbia. Tra 45-60 giorni le uova si schiuderanno. La speranza è che non subentrino elementi di disturbo, che dipenda dall’uomo o che dipenda da predatori.

Chi ha assistito alla scena ha raccontato di averla vista affaticata, se ne sentiva il respiro. Una precisione assoluta nello svolgimento delle sue operazioni.

Enea racconta di quella “cinquantina di uova deposte e poi seppellite. Ho provato felicità. E’ la prima volta che mi capitava qualcosa del genere. La tartaruga era grande grande” (e allarga le braccia per mostrarne le dimensioni).

La segnalazione era partita dai soci di Natura Sicula Giorgio Nanì e Maria Greco.
Giunti sul posto il presidente di Natura Sicula Fabio Morreale e la biologia marina Oleana Olga Prato
dei progetti WWF “Tartarughe” e “Life Euroturtles”, il nido è stato localizzato e recintato. Durante i
lavori è stato trovato un altro nido a pochi metri di distanza dal precedente ma di data incerta,
sicuramente non riferibile alla stessa notte. Anche il secondo è stato recintato.
Quest’anno le spiagge siracusane sono state letteralmente invase dalla tartaruga marina. Quelli di
Ognina rappresentano il 20.mo e il 21.mo nido scoperti lungo le coste siracusane, da Brucoli e
Pachino. Con questi numeri Siracusa è divenuta la provincia d’Italia col maggior numero di
deposizioni. I due nidi della spiaggia di Ognina si aggiungono a quelli di Priolo (1), Gallina (1), Avola
(3), Lido di Noto (1), Eloro/Pizzuta (2), Cittadella (1), San Lorenzo (5), Isola delle Correnti (5).
In collaborazione ai progetti sopraccitati, il monitoraggio dei nidi di Ognina avverrà a cura dei
volontari dell’associazione Natura Sicula fino alla schiusa, prevista tra 45-60 giorni.

Ecco il video e il racconto dei testimoni e degli esperti di Natura Sicula e del Wwf, che spiegano come si procederà e cosa accadrà nelle prossime settimane.

 

https://youtu.be/3JruIwzpvkA




Siracusa. Traffico in tilt in viale Santa Panagia: "colpa" della prassi anti-covid al Tribunale

Lunghe code ogni mattina lungo viale Santa Panagia. Motivo di lamentela da parte degli automobilisti che dalla parte alta della città devono muoversi verso altre zone. La causa degli ingorghi che si vengono a creare dalle 8 in poi e per un’abbondante ora, sarebbe legata alle operazioni che vengono effettuate all’ingresso del Palazzo di Giustizia per il contingentamento degli accessi e le misurazioni della temperatura corporea. Passaggi previsti dalle norme anti-covid e che comportano inevitabilmente la necessità,per ogni accesso all’interno del parcheggio, di impiegare qualche minuto. La coda parte in genere dalla rotatoria con via Augusta e solo superato il Tribunale, ovviamente, il traffico torna fluido.




Siracusa. Arrestato di nuovo, dopo il folle inseguimento di Scala Greca: ancora domiciliari

Era stato arrestato dalla Polizia nella serata di lunedì scorso, dopo uno spericolato inseguimento in viale Scala Greca. Posto ai domiciliari, è stato ora sorpreso dai Carabinieri tranquillamente a zonzo. Per il 20enne Steven Merlino è scattato un nuovo arresto in flagranza, questa volta per evasione. E’ stato riconosciuto e bloccato dai militari, mentre si trovava al di fuori della sua abitazione dove, invece, avrebbe dovuto osservare la misura cautelare di cui è destinatario. Anche questa volta, per lui sono stati disposti i domiciliari.




Siracusa. Spaccio di droga: controlli sulle terrazze, un arresto in via Algeri

Con l’accusa di spaccio di marijuana e cocaina, agenti della Mobile di Siracusa hanno tratto in arresto il 31enne Christian Gugliotta, già noto alle forze di polizia. Nel corso di quotidiani controlli antidroga, gli agenti sono intervenuti in un complesso abitativo di via Algeri e, salendo la scala di un palazzo, si sono diretti sul terrazzo sul terrazzo per effettuare una verifica.
Seduto sulle scale hanno trovato il 31enne che, alla vista degli agenti, ha mostrato un certo nervosismo anche perché conosciuto dai poliziotti come persona che orbita nel mondo degli stupefacenti.
Gli agenti lo hanno perquisito, rinvenendo e sequestrando 45 dosi di cocaina e 18 involucri di marijuana per un valore complessivo di oltre 1.000 euro. L’uomo è stato posto ai domiciliari.




Furto al supermercato, arrestato un monzese di 58 anni: aveva con sè merce per 250 euro

Il suo atteggiamento dentro al supermercato non era passato inosservato. E così i dipendenti hanno deciso di chiamare il 112 e chiedere l’intervento dei Carabinieri. Hanno così arrestato in flagranza di furto un 58enne residente a Monza, sorpreso mentre asportava merce per oltre 250 euro da un supermercato di Carlentini.
Lo hanno fermato con la refurtiva addosso, quando già aveva superato le casse e si accingeva ad allontanarsi dal luogo del furto. Tutti i prodotti sono stati restituiti al responsabile del punto vendita.

foto: repertorio




"Muddica": revocati i domiciliari al sindaco di Melilli, Giuseppe Carta

Dopo poco più di una settimana, il sindaco di Melilli può lasciare gli arresti domiciliari. Accolto il ricorso presentato dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Favi. Giuseppe Carta – che nel frattempo è stato sospeso dalla carica dalla Prefettura – non potrà però risiedere momentaneamente a Melilli. Così ha disposto il Tribunale di Siracusa.
Nel febbraio del 2019, Carta venne arrestato nel corso dell’operazione “Muddica”, della Polizia di Priolo. Al centro delle indagini, un presunto giro di appalti ritenuti “pilotati”. Dopo cinque mesi, Carta era stato rimesso in libertà. Poi la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso contro il provvedimento del Riesame di Catania che aveva invece accolto la richiesta di misura cautelare della Procura di Siracusa. Dopo poco più di una settimana ai domiciliari, è adesso tornato il libertà.




Torna a pieno regime l'ufficio postale di Villasmundo: "A buon fine le proteste"

Riapre con orari regolari l’ufficio postale di Villasmundo. Dopo le proteste delle scorse settimane, guidate dallo Spi Cgil e a cui parecchi cittadini avevano aderito, i direttore Bianco ha annunciato che l’obiettivo è stato raggiunto. Soddisfatto Angelo Lantiere, della segreteria del sindacato di categoria e segretario della Camera del Lavoro di Villasmundo. “E’ davvero molto importante per Villasmundo-commenta il sindacalista-  che le Poste tornino a essere aperte tutti i giorni, e lo è in particolare per gli anziani i quali erano costretti a code interminabili (e in piedi perché non esistono panchine) sotto il sole cocente in quei giorni in cui l’ufficio è aperto: una delle peggiori forme di mancato rispetto verso la fascia più debole della popolazione a cui, finalmente, è stato posto rimedio”.




La casa dei fenicotteri è in provincia di Siracusa: a Priolo è boom di nidificazioni

La riserva Saline di Priolo si conferma la “casa” dei fenicotteri in Sicilia. Un anno dopo l’incendio che minacciò da vicino anche l’area protetta, sono state 809 le coppie che hanno nidificato all’interno della riserva gestita dalla Lipu. Dodici mesi fa erano state 453. “Un risultato straordinario, favorito anche dalla tranquillità e dal silenzio che hanno caratterizzato il periodo primaverile, a causa del lockdown da Covid 19”, spiegano dalla riserva.
La riserva di Priolo rimane l’unico sito in Sicilia dove nidifica questa splendida specie: dalle 71 coppie del 2015 si è passati alle 252 del 2017 fino alle 809 attuali.
“Ancora una volta – dichiara Fabio Cilea, direttore della Riserva naturale Saline di Priolo – la natura ha riconosciuto l’importante lavoro fatto dalla Lipu a Saline di Priolo. Dimostrando che che ciò di cui ha bisogno è la giusta tranquillità e così, quando questo si verifica, essa ci ripaga con eventi davvero eccezionali”.
Delle 809 coppie solo 47 hanno nidificato nelle isole artificiali, mentre la gran parte ha preferito costruire il nido sugli argini naturali. La prima osservazione di uova schiuse si è verificata il 17 aprile, mentre è del 9 maggio l’osservazione dei primi pulcini.
“Il numero delle coppie nidificanti è ancora più importante alla luce dell’incendio di un anno fa – prosegue Fabio Cilea – Ora, finalmente, abbiamo avviato tutte le opere necessarie per ripristinare i sentieri e le strutture d’osservazione che, nel giro di poche settimane, ci permetteranno di riaprire i percorsi, almeno in parte, dell’area protetta”.
Oltre al fenicottero, la Riserva naturale Saline di Priolo ospita specie importanti dal punto di vista conservazionistico, quali un’importante colonia di fraticello, e poi pollo sultano, cavaliere d’Italia, fratino e avocetta.




Siracusa. Progetto MapPlemm, la riserva del Plemmirio ai raggi x : ecco cosa si è scoperto

Si è concluso il progetto MapPlemm, per migliorare le conoscenze sugli organismi marini dell’Area Marina Protetta Plemmirio. Dalla mappatura delle praterie di Posidonia oceanica è partita la ricerca di  molluschi vivi e rarissimi come la Pinna nobilis o la presenza di specie ittiche non native.
Il progetto rientrava nell’ambito di MedPAN Habitat Mapping Call for Small Project e finanziato da MAVA Foundation, in partenariato con European Research Institute (ERI).
E’ Iniziato nel luglio scorso con una intensa attività a mare che ha visto la realizzazione delle mappe della componente biotica (cioè della parte viva animale e vegetale) e di quella abiotica (le caratteristiche chimiche e fisiche) dell’Area Marina. In particolare, le attività relative alla componente biotica hanno permesso di tracciare il limite superiore della prateria di Posidonia oceanica (una pianta marina endemica che svolge un ruolo fondamentale nell’ecosistema marino costiero), ricercare individui vivi del mollusco Pinna nobilis (un bivalve endemico che è quasi completamente estinto nel Mediterraneo a causa di un parassita) e ricercare la presenza di specie ittiche non-native.
Per quanto riguarda la componente abiotica, sono state monitorate alcune caratteristiche dell’acqua di mare, quali temperatura, salinità, conducibilità, pH, ossigeno e clorofilla.
La Posidonia oceanica, si evidenzia nel progetto “sebbene spesso confusa con le alghe, è una fanerogama marina, ovvero una vera e propria pianta che produce fiori e frutti. Si trova soltanto nel mar Mediterraneo ed è una specie protetta”.
Vari gli spunti di approfondimento in materia che sono stati focalizzati su una serie di pannelli inseriti, e appesi, da oggi, nei locali del Molo Didattico nella sede del Consorzio e che saranno ora a disposizione dei visitatori e delle scolaresche ospiti.
La Posidonia, si evidenzia ancora nello studio, è presente più comunemente su substrati sabbiosi, ma anche su fondi detritici e rocciosi e può crescere fino a 40m di profondità. Quando la Posidonia incontra condizioni ambientali favorevoli, colonizza vaste aree di fondo marino, formando ampie distese chiamate praterie. La prateria di Posidonia riveste un ruolo fondamentale nell’ecologia generale delle aree costiere. Vale la pena ricordare che questa pianta marina costituisce un polo di biodiversità ed è rifugio per ¼ delle specie di flora e fauna del Mediterraneo anche se copre meno dell’1% dei suoi fondali; è fonte di ossigeno (un solo metro quadrato di prateria è in grado di produrre per fotosintesi 14 litri di ossigeno al giorno), rappresenta un’area di riproduzione e primo accrescimento di molte specie ittiche, funge da trappola per i sedimenti favorendo la trasparenza delle acque, con la sua massa fogliare riduce l’idrodinamismo, difendendo così le spiagge dall’erosione e produce elevate biomasse che vengono esportate sotto forma di foglie morte anche oltre i 50-100 m di profondità, in ambienti privi o quasi di luce.
La Posidonia inoltre viene considerata un buon bioindicatore della qualità delle acque marine costiere, grazie alla sua sensibilità ai cambiamenti ambientali e oggi, emerge dallo studio, le praterie di tutto il Mediterraneo sono in regressione principalmente a causa dell’impatto antropico (inquinamento, pesca a strascico, ancoraggio delle imbarcazioni).
Il progetto MAP.PLEMM. ha permesso di tracciare il limite superiore delle praterie di Posidonia presenti nel versante Sud dell’Area Marina Protetta, in particolare nella zona B, tramite rilevazioni in situ effettuate da operatori subacquei con l’ausilio di un GPS.
Nell’intento di salvaguardare le praterie a Posidonia, assume un’importanza basilare proprio “la definizione delle aree occupate dalle praterie, studiarne gli aspetti strutturali, funzionali ed ecologici, mediante indagini di campo specifiche che permettano di ottenere cartografie aggiornate e di dettaglio”.
Grande protagonista dello studio anche la Pinna nobilis il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo, può arrivare anche ad un metro di lunghezza, vive per lo più all’interno di praterie di Posidonia, ma anche su fondali detritici, sabbiosi o fangosi e nel coralligeno. Si può incontrare da qualche metro fino a circa 40 metri di profondità. E si ancora al substrato mediante i filamenti del bisso. È endemica del Mar Mediterraneo e può raggiungere i 30 anni di vita. È stata riconosciuta come specie protetta e misure per la sua salvaguardia sono perseguite mediante la Direttiva Habitat e la Convenzione di Barcellona. “Nonostante ciò – scrivono gli studiosi – è spesso soggetta a prelievi illegali da parte dell’uomo ad uso alimentare ed ornamentale e a uccisioni accidentali dovute ad azioni invasive”.
A partire dall’autunno del 2016, si annota, si sono verificati eventi di mortalità di massa delle popolazioni di Pinna nobilis del Mar Mediterraneo occidentale e centrale; successivamente queste morie hanno colpito le popolazioni dell’Adriatico, del mar Ionio e mar Egeo. Si pensa che il responsabile sia un protozoo parassita (Haplosporidium pinnae), ma nuove ricerche hanno evidenziato un secondo possibile responsabile (un batterio del genere Mycobacterium). A causa di questi eventi di mortalità massiva, la Pinna nobilis è stata inserita a Ottobre 2019 nella Lista Rossa della IUCN come specie a rischio critico di estinzione.
Il progetto MAP.PLEMM. ha raccolto informazioni sullo stato della popolazione di Pinna nobilis all’interno dell’Area Marina Protetta Plemmirio, per capire quanti individui ci fossero e dove fossero situati. Ebbene, in totale sono stati trovati si legge nel rapporto “5 individui morti e 1 solo individuo vivo, situato nella zona A della riserva”. Ovvero nella zona a protezione integrale.
Buone notizie invece sul fronte della eventuale presenza di specie aliene nel mare del Plemmirio. Specie a volte definite come esotiche, introdotte o non native introdotte intenzionalmente o non intenzionalmente in una nuova regione dove possono diventare invasive. “Per individuare la presenza di specie ittiche invasive – si legge nel rapporto del progetto – nelle acque del Plemmirio si è svolto il visual census, ovvero una tecnica di campionamento non invasiva che si svolge in immersione e permette di censire la fauna ittica semplicemente con l’osservazione delle specie e la registrazione degli avvistamenti”.
Durante i visual census in Area marina Protetta Plemmirio svolti nell’ambito del progetto MAP.PLEMM “non si è registrata la presenza di nessuna specie ittica invasiva”.
Infine, lo studio ha permesso di realizzare una serie di informazioni “sull’ambiente fisico
in cui le specie dell’Area Marina Protetta Plemmirio vivono” con particolare riguardo ad alcuni importanti variabili ambientali come la salinità, la conducibilità, la temperatura, l’ossigeno, il pH e Clorofilla. Le misurazioni di queste variabili sono state realizzate tramite uno strumento (una sonda multiparametrica) che è stato calato in acqua in verticale, dalla superficie al fondo, in 12 stazioni di campionamento, (6 stazioni nel versante nord e 6 nel versante sud), ottenendo un profilo delle variabili lungo la colonna d’acqua.
L’utilità di tale monitoraggio delle caratteristiche fisico-chimiche delle acque serve ad ottenere delle serie temporali di dati che permettano di seguire l’andamento di queste variabili, soprattutto in vista dei rapidi cambiamenti climatici in atto.




Coronavirus, altro caso in provincia di Siracusa: è il secondo in quattro giorni

Tornano a salire i casi di contagio da coronavirus in Sicilia. Sono 7 quelli registrati oggi dal servizio nazionale, come da aggiornamento della Proteziome Civile e del Ministero della Salute.
Uno di questi nuovi positivi è in provincia di Siracusa. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un uomo residente nella zona costiera sud della provincia e sarebbe rientrato dal Veneto. Un nuovo caso di contagio importato, quindi. È asintomatico e si trova in isolamento domiciliare, seguito come da protocollo. Tracciati i contatti.
Gli altri sei casi riguardano la provincia di Catania.
Per la provincia aretusea è il secondo nuovo positivo in quattro giorni, dopo il caso di Augusta registrato nel fine settimana. Proprio lo scorso lunedi, il covid team dell’Asp aretusea ha alzato il livello di attenzione attivando procedure di monitoraggio interne ed esterne in previsione di possibili nuovi contagi, complice la ritrovata piena mobilità nazionale ed internazionale e il poco rispetto delle misure precauzionali indicate dalle autorità.
Sono 161 gli attuali positivi in Sicilia, con un aumento dei ricoveri in terapia intensiva passati da 2 a 3 (+1).