Siracusa. Chiusi i bagni pubblici, scaduto il contratto per la gestione

Chiusi da oggi i bagni pubblici del capoluogo. La gestione del servizio è scaduta e per il nuovo bando sarà necessario attendere alcuni passaggi, a cui il Comune starebbe lavorando. Sospesa, dunque, la possibilità di usufruire dei servizi nelle aree di via Trento, via Mazzini, Foro Siracusano,  cimitero,  mercato di via Giarre e Fiera del Mercoledì.  Non perseguibile, in questo caso, secondo quanto trapelato, la strada della proroga. Preoccupati per il loro futuro occupazionale nell’immediato i lavoratori della cooperativa sociale incaricata della pulizia dei bagni pubblici. Si tratterebbe di 9 unità,  2 tutor , 7 inserimenti lavorativi (DSM).

Per i bagni pubblici ci sarebbe un progetto più vasto in programma. Versano in condizioni tutt’altro che ottimali e vanno, pertanto, ristrutturati. All’Ufficio Tecnico- questo l’iter che palazzo Vermexio starebbe seguendo con gli assessorati ai Lavori Pubblici da un lato, all’Igiene Urbana, dall’altro, spetta redigere il relativo  progetto. Non è escluso che, per limitare quanto possibile l’attesa, si possa procedere per step. Vorrebbe dire iniziare da interventi che possono essere realizzati nell’immediato e poi procedere , così da non fermare a lungo il servizio e la cooperativa che se ne occupa. I fondi per la ristrutturazione dei bagni pubblici della città sarebbero state individuate attraverso una specifica variazione di bilancio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Nidificazione di caretta caretta a Vendicari: la natura torna a dare spettacolo

La natura torna a dare spettacolo. Nidificazione di caretta caretta sulla spiaggia di Vendicari. Motivo di orgoglio per Paolino Uccello, che lo annuncia attraverso la sua pagina Facebook. Una tradizione che si ripete e che avrà come momento conclusivo la suggestiva corsa verso il mare, vero momento di inizio della vita che riporta molto spesso gli esemplari adulti laddove sono nati, nonostante lunghissime migrazioni.




Avola e Priolo, i due comuni che hanno detto no a tende e gazebo in spiaggia

Avola e Priolo sono i primi due comuni della provincia di Siracusa che hanno vietato tende e gazebo in spiaggia. In questa estate in cui tutto è diverso e tutto è regolamentato, alla luce della necessità di garantire il contenimento dei contagi da covid-19, “solo” l’ombrellone pare garantire maggiore certezza di distanziamento sociale.
E così, seguendo le linee guida emanate dal Presidente della Regione, Avola e Priolo vietano tende e gazebo. “Si predispongono ad ospitare più persone sotto la propria copertura e non possono pertanto assicurare il distanziamento interpersonale previsto dalle linee guida”, viene spiegato dagli amministratori.
Negli altri grandi centri balneari della provincia (Siracusa, Noto, Pachino) la misura non è ancora stata adottata. Ma a lido di Noto ha fatto discutere il ricorso a droni anti-assembramento nel fine settimana mentre nel capoluogo è un susseguirsi indistinto di ombrelloni, tutti lungo le spiagge libere.




Tre pescatori subacquei sanzionati dalla Guardia Costiera, sorpresi nella notte a Gallina

Ancora pescatori subacquei sorpresi in azione nottetempo. Una chiamata alla sala operativa della Guardia Costiera segnalava la presenza di tre sub visti a bordo di un gommone a Gallina, in territorio Avola. La descrizione parlava di tre uomini in abbigliamento subacqueo e dotati di mezzi ausiliari di respirazione.
I militari si sono appostati nei pressi dell’auto utilizzata presumibilmente dai tre. E dopo qualche ora, hanno potuto seguire il rientro del gommone e lo sbarco di uno dei tre sub. Una volta sulla terraferma, veniva fermato e trovato in possesso di attrezzatura da pesca sottoposta a sequestro (4 coppie di bombole, 3 erogatori, 2 fucili subacquei completi di fiocina e 1 Giubbotto ad Assetto Variabile).
Individuato il luogo di approdo del gommone, la Guardia Costiera ha bloccato anche gli atri due sub. Tutti sono stati sanzionati per la violazione delle vigenti disposizioni di legge in materia di pesca sportiva subacquea.




Siracusa. Il calisthenics e…le catacombe: piccola storia di una attrezzatura sportiva pubblica

Forse non molti ricorderanno la vicenda: a fine 2019 venne finanziato l’acquisto di una struttura per allenamenti a corpo libero, del tipo calisthenics, da installare in piazza Santa Lucia, a Siracusa. E questo per incentivare la promozione delle attività sportive in luoghi pubblici.
Senonchè, la necessità di realizzare degli scavi per le fondamenta dell’attrezzatura sportiva ha creato un problema: in piazza Santa Lucia, anche a bassa profondità, si corre il rischio di intercettare cavità o le sottostanti catacombe. Una eventualità che non era stata presa prima in considerazione e che, adesso, ha comportato un cambiamento nel progetto: la struttura per l’allenamento a corpo libero verrà piazzata tra le vie Randone, Braille e Fava in zona Pizzuta. Non più la Borgata, quindi. Costo dell’attrezzatura, poco meno di 3mila euro.
Quella del calisthenics è tecnica recente e, come riporta Wikipedia, “indica una serie di discipline sportive non ancora codificate, affini al fitness e alla ginnastica”. Questo sport prevede il raggiungimento di abilità atletiche a corpo libero con il supporto di strutture come sbarre, parallele e anelli della ginnastica.

foto dal web




Rosalba Panvini dopo il rinvio a giudizio: "confido nella Giustizia, mia condotta corretta"

“Massima fiducia nella Magistratura”. Rosalba Panvini, ex Soprintendente ai Beni Culturali di Siracusa, oggi a Catania, affida all’avvocato Nicola Condorelli il suo commento al rinvio a a giudizio disposto dal Gup del Tribunale di Siracusa. Come spiega il legale, la dirigente “confida nella Giustizia e dimostrerà in giudizio la correttezza del proprio operato e l’estraneità a qualsiasi condotta di rilevanza penale”.
La Panvini è accusata di abuso d’ufficio, minacce e violenza ad incaricato di pubblico servizio. Nel mezzo della complessa vicenda ci sono il demansionamento del dirigente della unità archeologica e le presunte minacce nei confronti di una funzionaria della stessa sezione, affinché – secondo l’accusa – si modificasse un provvedimento autorizzatorio di tutela. Il procedimento riguardava lavori a Marianelli, all’interno dell’oasi di Vendicari (Noto).
A tal proposito, l’avvocato Condorelli ricorda però che gli ispettori inviati dalla Regione archiviarono il procedimento disciplinare ed anche l’Anac ha archiviato nel giugno 2019 il procedimento con oggetto gli stessi fatti. “La Soprintendente ha ritenuto di avocare i provvedimenti al fine di salvaguardare l’amministrazione in tutti quei casi in cui i destinatari (i privati, ndr) dei provvedimenti, a parere del Soprintendente, venivano onerati dell’obbligo di nomina di un archeologo esterno come previsto dal D.L 50/2017”, annotavano in proposito gli stessi ispettori regionali nella loro relazione finale.




Siracusa. Un intero appartamento per coltivare marijuana indoor, valeva 45 mila euro. IL VIDEO

Un appartamento interamente adibito alla coltivazione di marijuana. E’ stato scoperto dalla Squadra Mobile, che ha arrestato Marco Cavaleri, siracusano di 42 anni, già noto alle forze dell’ordine, colto in flagranza del reato di coltivazione e produzione di cannabis, nonché per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Questa volta i controlli si sono concentrati nella zona di Santa Panagia . Nella tarda mattinata di ieri, i poliziotti, giunti nell’androne di una palazzina, hanno avvertito un intenso odore di cannabis che si propagava per le scale. Gli investigatori della Squadra Mobile “fiutando” l’attività illecita, seguivano l’odore di droga sino a raggiungere un appartamento e, avuto accesso all’abitazione, hanno rinvenuto una piantagione di cannabis. La perquisizione ha permesso di accertare che ogni stanza dell’immobile era adibita ad una diversa fase del processo di produzione della marijuana, infatti, in una stanza sono state rinvenute le piante ancora in coltivazione, con lampade alogene per mantenere l’esposizione alla luce, un’altra stanza era adibita all’essiccazione e, infine, in un altro locale la marijuana essiccata veniva confezionata in pacchetti sottovuoto. La perquisizione ha permesso di rinvenire, grazie ai cani Maui e Yocco  anche 7 cartucce per fucile.

Sequestrate complessivamente: 14 piante di marijuana in coltivazione, 35 piante in essiccazione, 1,6 kg di marijuana pronta per lo spaccio confezionata in pacchetti, 800 euro provento dell’attività illecita, tre bilancini di precisione e tantissimo materiale per la coltivazione/produzione della marijuana (lampade alogene e ventilatori) e per il confezionamento.Con la quantità di sostanza stupefacente rinvenuta si sarebbero potute confezionare oltre 9.000 dosi di marijuana, del valore commerciale di oltre 45.000 euro. L’uomo è stato posto ai domiciliari.

 




Palazzolo. Niente messe nella chiesa di San Paolo, sospese le celebrazioni

La festa di San Paolo 2020 a Palazzolo finisce qui. L’arcivescovo di Siracusa ha emesso un suo decreto con cui sospende ogni celebrazione nella chiesa di San Paolo. Niente messe, quindi. Ma le porte rimarranno comunque aperte ai fedeli.
Smentito ogni provvedimento a carico del parroco che anzi si è sempre mosso in piena intesa con la diocesi.
Ma dopo la semi-processione di ieri pomeriggio, nonostante i divieti e le norme vigenti, inevitabile era una simile decisione.
È stata una edizione particolarmente convulsa, questa. Il coronavirus ha richiesto adattamenti e misure che mal si sposano con grandi appuntamenti di piazza come è, ad esempio, San Paolo a Palazzolo. E pur comprendendo la grande devozione, si dovrà comunque prendere atto della necessità di evitare in futuro forzature che rischiano solo di compromettere la buona volontà di tutte le parti.
Nel decreto dell’arcivescovo si motiva la scelta di sospendere per il momento ogni celebrazione con “la difficoltà a gestire l’afflusso dei pellegrini nella chiesa di San Paolo, essendo state disattese le precedenti disposizioni in materia”.




Tentato omicidio, arrestato 19enne: alla base un banale scherno

Tentato omicidio ad Augusta. Arrestato con quest’accusa Federico Fazio, 19 anni, accusato anche di lesioni personali ai danni di un minorenne, di 17 anni. Nella notte tra sabato 20 e domenica 21, alle ore 01.30 circa, un giovane si è presentato all’ospedale di Augusta con diverse ferite da armi da taglio al volto, al collo ed alla nuca, dichiarando di essere caduto dalle scale.
I sanitari, ritenendo non credibile tale spiegazione, hanno segnalato l’accaduto al commissariato. La polizia ha interrogato il ragazzo, che avrebbe ribadito la versione fornita ai medici, senza alcuna indicazione sull’autore dell’aggressione.
Le indagini, svolte nei giorni successivi dagli investigatori, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti, rintracciando un secondo giovane con  evidenti ferite da arma da taglio al volto; Dopo primi momenti di reticenza, il ragazzino ha raccontato dell’aggressione subita.
A seguito di una banale presa in giro che un giovane di quattordici anni aveva rivolto a Fazio, secondo quanto ricostruito, l’uomo, noto per la sua personalità estremamente violenta, l’avrebbe aggredito con un coltello procurandogli le gravi lesioni subite. Fazio è stato posto ai domiciliari.




C'era una volta il Samoa, oggi immobile in abbandono. Il Comune intima: "messa in sicurezza"

In passato era un frequentato minimarket. Poi si tentò anche la strada della pizzeria con vista panoramica dalla terrazza sul mare dell’Arenella. Ma quell’edificio grigio che campeggia tra le vie Samoa, Tahiti e Costa del Sole è poi stato abbandonato ad un triste destino. A dargli colore sono oggi i graffiti anonimi. Per il resto, versa in condizioni tali da creare più di una preoccupazione tra i residenti e quanti raggiungono la Costa del Sole in cerca di refrigerio.
A forza di segnalazioni, qualcosa si è mossa. A maggio, i tecnici comunali sono andati a constatare la situazione. Ed è bastato un semplice sopralluogo per comprendere quello che da tempo veniva lamentato. “L’immobile si presenta in evidente stato di abbandono manutentivo, lo stato generale della struttura è vistosamente degradato, come possibile rilevare in particolare per quanto attiene al parapetto dei balconi del primo e secondo piano, i quali, realizzati in calcestruzzo armato, oltre al distacco degli intonaci di rivestimento, mostrano segni di grave ammaloramento strutturale causa l’ossidazione e il rigonfiamento dei ferri di armatura che producono l’espulsione del copriferro. Analogamente per quanto attiene gli intradossi dei medesimi balconi, con laterizi già a vista e condizioni di avanzatissimo degrado”. I tecnici annotano anche come “su tutte le superfici prospettiche si rileva la presenza di quadri fessurativi”. Inevitabile la conclusione: i proprietari devono procedere alla messa in sicurezza dell’immobile, quanto meno nelle parti che ricadono su pubblica via.
Il Comune di Siracusa ha inviato la perentoria comunicazione: provvedere alla realizzazione di tutte le opere necessarie alla messa in sicurezza entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, altrimenti scatteranno i provvedimenti sanzionatori del caso.
Dal Comitato Pro-Arenella la notizia viene accolta con moderata soddisfazione. “Da tempo invitiamo tutti a non parcheggiare l’auto nei pressi di quell’edificio, per via degli evidenti rischi. Adesso, però, il Comune non si limiti solo a chiedere la messa in sicurezza ma si attivi per trovare soluzioni capaci di condurre alla riqualificazione dell’area”.