Siracusa. Baraccopoli di Cassibile: "A rischio l'ordine pubblico, situazione fuori controllo"

Non sembra avere sortito alcun effetto di rassicurazione il vertice in prefettura con l’assessore regionale Scavone e il “Progetto Cassibile” per una migliore integrazione tra i braccianti stagionali della baraccopoli e i residenti del quartiere. Il circolo Implatini di Fratelli d’Italia, al contrario, parla oggi di una situazione ormai fuori controllo e di seri problemi di ordine pubblico. “Riceviamo ogni giorno corpose segnalazioni e lamentele da parte di cittadini. E’ necessaria un’attenzione particolare per evitare l’aggravarsi della situazione, visti gli ultimi e gravi episodi che si sono verificati: furti e rapine a danni di imprenditori e cittadini, atti osceni in luogo pubblico, molestie. Ormai da mesi la presenza della baraccopoli abusiva posta a sud di Cassibile, dove oltre 500 extracomunitari vivono in condizioni disumane e con gravi disagi igienico-sanitari, ha causato nella cittadinanza tutta, un sentimento diffidenza nei confronti delle istituzioni”. Il circolo di Fratelli d’Italia parla poi di un territorio, quello di Cassibile, “ripudiato da tempo, lasciato in balia di singole iniziative” . Al prefetto, Giusi Scaduto è rivolta la richiesta di convocare il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con l’obiettivo di individuare concrete soluzioni.
“Le nostre preoccupazioni -spiega Paolo Romano- sono legittimate da tensioni che percepiamo nel paese e non vorremo che si trasformassero in episodi spiacevoli.Confidiamo nel senso di responsabilità di chi rappresenta le istituzioni”.




Badanti scomparsi a Siracusa, richiesta di archiviazione. Le famiglie: "Tornate a cercare i loro corpi"

Nuova richiesta di archiviazione per il caso dei due badanti campani scomparsi a Siracusa sei anni fa. Da allora nessuna traccia di Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto. Un uomo è indagato con l’ipotesi di duplice omicidio e occultamento di cadavere. Si tratta del figlio dell’anziano di cui i due, di 43 e 23 anni, si occupavano dopo avere risposto ad un annuncio di lavoro. Una vicenda intricata, di cui si è in pià occasioni occupata anche la trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”. I corpi dei due uomini non sono mai stati rinvenuti. I famigliari, attraverso i loro legali, chiedono che le indagini vengano riaperti, che si ricominci con le ricerche dei loro cadaveri, tornando a Tivoli, dove l’anziano viveva, e scandagliando le campagne. In realtà questo è già accaduto, all’epoca, senza esito. Una prima richiesta d’archiviazione c’era già stata. Eventualità a cui le famiglie di Sabatino e Cerreto si erano opposte, ottenendo la possibilità di proseguire. L’idea dei familiari è che i due possano essere stati assassinati perchè testimoni di maltrattamenti ai danni dell’anziano da parte del figlio. Dal loro licenziamento in poi, dei due uomini non si è più saputo nulla e non avrebbero mai lasciato Siracusa. Contestualmente l’anziano fu condotto dal figlio in una casa di riposo. Tanti aspetti restano ancora oggi poco chiari, anche se i legali delle famiglie sembrano avere una precisa idea di come i fatti possano essersi svolti. Sono convinti che i rapporti tra gli uomini e il figlio dell’anziano di cui si prendevano cura si fossero fatti particolarmente tesi, proprio per via dei presunti maltrattamenti notati. Ci sarebbero state delle liti, di cui alcuni vicini di casa si sarebbero accorti. Questo potrebbe essere stato, sempre secondo i legali dei familiari, alla base di quanto accaduto. Occorrerà adesso attendere la decisione del giudice.




Furto in abitazione con scasso: in carcere 45enne siracusano

Ordine di carcerazione per Pasqualino Cappuccio, 45 anni, con precedenti di polizia. La notifica del provvedimento, da parte dei carabinieri secondo quanto disposto dalla Corte di Appello di Catania.L’uomo è ritenuto responsabile del reato di furto in abitazione con scasso in concorso commesso a Siracusa a maggio del 2008. E’ stato condotto nel carcere di Brucoli.




Coronavirus, situazione stabile in Sicilia e Siracusa si conferma sicura

Due nuovi contagi in Sicilia, nessun decesso. Situazione epidemiologica ampiamente sotto controllo in regione e ancora di più in provincia di Siracusa. Ormai da dieci giorni non c’è presenza del coronavirus: 0 positivi e da quasi venti giorni 0 nuovi contagi. È il miglior dato regionale, ancora ineguagliato.
Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle altre province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi. Agrigento, 32 (0 ricoverati, 108 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 9 (1, 157, 11); Catania, 397 (10, 579, 101); Enna, 8 (0, 388, 29); Messina, 120 (10, 387, 59); Palermo, 217 (7, 329, 38); Ragusa, 7 (0, 84, 7); Trapani, 15 (0, 123, 5).




La morte di Renzo Formosa, per la sentenza tutto rinviato al 15 luglio

Si è conclusa con un rinvio al 15 luglio l’udienza del processo per la morte di Renzo Formosa. Dopo un’attesa di qualche ora, appuntamento in aula nel primo pomeriggio, al Tribunale di Siracusa.
La formula scelta è quella del rito abbreviato.
Unico imputato Santo Salerno, accusato di omicidio stradale. Era alla guida dell’auto che travolse – secondo la ricostruzione – il giovane Renzo in via Cannizzo, a Siracusa.
Dopo l’intervento degli avvocati e delle parti, che hanno presentato le proprie conclusioni, tutto aggiornato a metà luglio per le repliche del pm, Gaetano Bono.
Proprio il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 7 anni e 6 mesi, ridotti a 5 per il rito abbreviato.
Pronunciamento rinviato al 15 luglio.




Incendio in autostrada, distrutto il rimorchio di un autoarticolato. Salvo il conducente

Un autoarticolato ha preso fuoco, questo pomeriggio, in autostrada tra Rosolini e Noto. A rendersi conto che qualcosa non andava è stato lo stesso autista, che ha notato delle fiamme spuntare da una delle ruote del rimorchio. Ha fermato il mezzo in una piazzola di sosta prima dello svincolo di Noto e si è allontanato dipo aver spento la motrice.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Siracusa, Noto e Palazzolo.
Il rimorchio, contenente collettame vario, è andato completamente distrutto dall’incendio.




Siracusa. Attenzioni per il Caravaggio: arrivano i tecnici del restauro e forse anche Sgarbi

Visitatori particolari per il Seppellimento di Santa Lucia. Il Caravaggio siracusano sarà sottoppsto ad un primo esame da parte dei tecnici dell’istituto centrale del restauro. Sono attesi per il prossimo lunedì.
E valuteranno condizioni ed eventuali interventi da attuare a favore di una pala al centro di tante attenzioni e qualche polemica.
A lungo, ad esempio, si è parlato di un suo prestito al Mart di Rovereto. E proprio il presidente della prestigiosa istituzione culturale, Vittorio Sgarbi, potrebbe presto raggiungere Siracusa, direzione Santa Lucia alla Badia. Ovvero la chiesa dove, attualmente, è esposto il grande dipinto. Forse già martedì.
Nelle ultime ore, questa ipotesi di una sorta di “sopralluogo” del noto critico d’arte – che ben conosce quel Caravaggio – ha preso a circolare in città, rimbalzando da piazza Duomo fino a Targia. Nessuno conferma ufficialmente, ma la semplice indiscrezione basta a mandare in fibrillazione gli oppositori del prestito in Trentino e dell’operazione da 350mila euro per il restauro e la realizzazione di una teca protettiva per permettere al Caravaggio, dopo l’esposizione trentina, di tornare nella chiesa della Borgata per la quale il Merisi dipinse l’opera.
Eppure pochi giorni fa, attraverso un video pubblicato sui suoi canali social, Vittorio Sgarbi aveva detto di rinunciare al Caravaggio di Siracusa, a favore di uno ancor più importante. In più, il critico d’arte aveva anche provocatoriamente affermato di voler firmare l’appello di diverse personalità della cultura italiana per la tutela del Seppellimento di Santa Lucia. Ma ai promotori di quella iniziativa ad oggi non risulterebbe quella adesione. Così c’è spazio allora per un dubbio: Sgarbi ha davvero rinunciato al Caravaggio della Badia ed all’idea di portarlo a Rovereto?

Nella foto: Sgarbi alla Badia nel 2018, alle spalle il Caravaggio




Siracusa. La Tunisia non si dimentica di Monji, domani il rimpatrio della salma

Partirà domani da Palermo l’aereo militare che riporterà in patria, in Tunisia, il corpo di Monji. Venne trovato privo di vita il 5 giugno, a Siracusa, all’interno di una baracca di fortuna nella zona del molo Sant’Antonio. Viveva con lavori saltuari, nelle campagne e nelle serre del siracusano. Di lui si occupava anche la Caritas.
Grazie al lavoro coordinato del consolato tunisino a Palermo, Procura di Siracusa, Comune e Prefettura è stato possibile organizzare questa operazione straordinaria. Soddisfatto il mediatore culturale Ramzi Harrabi che, sin dal ritrovamento del cadavere, ha seguito il triste caso della morte solitaria di Monji.
La Tunisia ha organizzato un volo dedicato al rimpatrio di 11 salme di persone decedute durante il lockdown e per le quali non è stata trovata adeguata sepoltura, secondo i precetti dell’Islam.

In foto, il luogo del ritrovamento del corpo senza vita di Monji




Siracusa. Auto contro bici in viale Epipoli: incidente con feriti

Incidente in viale Epipoli. Ancora frammentarie le notizie, secondo cui a causa dell’impatto sarebbe stato necessario l’intervento dei sanitari del 118. Ci sarebbero, infatti, dei feriti. Coinvolti due mezzi, un’auto e una bicicletta. L’impatto si sarebbe verificato a ridosso dell’incrocio con via Carlo Forlanini. L’auto, un’utilitaria Renault, sarebbe finita sullo spartitraffico, probabilmente nel tentativo di evitare di impattare contro la bici. Sul posto, la polizia municipale per i rilievi del caso.L’esatta dinamica è in fase di ricostruzione. In ospedale il ciclista, un uomo di 51 anni.

Notizia in aggiornamento




Una barriera arborea nella zona industriale: "A carico delle imprese del Petrolchimico"

Una barriera arborea nella zona industriale, per mitigare l’inquinamento atmosferico. Ricalca l’idea della barriera di Targia, ideata (ma non realizzata) in concomitanza con il G8 per l’Ambiente che fu organizzato a Siracusa con l’allora ministro Stefania Prestigiacomo e somiglia anche al più recente Bosco delle Troiane di Scala Greca (anche in questo caso iniziativa che rimane parzialmente in sospeso). Questa volta la proposta riguarda il territorio di Priolo. La presenta Alessandro Biamonte, presidente del consiglio comunale del comune industriale. Il progetto prevede una barriera verde dalla stazione ferroviaria al litorale. A sostenerne i costi dovrebbero essere le imprese della zona industriale. Se ne parla questa mattina in municipio, nel corso di una conferenza di servizio convocata dal presidente Biamonte per le 11. Sono stati invitati i capigruppo consiliari, il vicepresidente del consiglio comunale, i consiglieri comunali, il sindaco di Priolo Gianni, l’assessore Gozzo, l’esperto del sindaco Raimondo e i gestori degli stabilimenti industriali Gruppo Lukoil (Isab impianti Nord e sud Igcc), Priolo Servizi, Air Liquide, Syndial, Enel centrale Archimede, Enel centrale Anapo.”La riunione sarà tenuta insieme al sindaco – spiega Biamonte – e si parlerà di una muraglia a verde lungo tutto il litorale Priolese, iniziando subito dopo i passaggi della ferrovia.Una barriera verde ad alto fusto  per mitigare anche l’impatto visivo”