Va a comprare un panino al furgone ambulante: multato a Villasmundo

A qualcuno è costata cara la voglia di anticipare la cosiddetta fase 2. E così, anche ieri, diverse sono state le sanzioni elevate dai Carabinieri, in tutta la provincia. I centri più interessati sono stati Siracusa, Cassibile, Solarino, Priolo Gargallo, Belvedere, Carlentini, Villasmundo, Melilli, Lentini, Augusta, Rosolini.
Curioso il caso di Villasmundo: un uomo è stato sanzionato perché, a bordo della sua autovettura, si era recato in un altro comune solo per acquistare un panino da un furgone ambulante. Fino ad ieri, però, era una violazione delle norme che autorizzavano il solo servizio di consegna a domicilio (c.d. delivery). Un 28enne è stato inoltre fermato e sanzionato perché stava circolando in sella alla sua motocicletta, dichiarando di essere uscito al solo scopo di far muovere il mezzo, che era fermo da molto tempo. Un altro ha dichiarato di essere uscito per far fare una passeggiata al cane: giustificazione tuttavia non valida, poiché l’uomo era in macchina e stava circolando fuori dal comune di residenza.
A Rosolini è stato sanzionato un 23enne che al momento del controllo ha cercato di giustificare l’uscita con la voglia di una passeggiata.
I Carabinieri ricordano che è stato fatto divieto a tutti di circolare se non per “comprovate esigenze lavorative”, “assoluta urgenza” o “motivi di salute”. Da oggi in avanti è inoltre consentito uscire di casa per far visita ai congiunti (senza tuttavia uscire dal territorio della regione) e fare sport, rispettando comunque le distanze sociali. Le vigenti disposizioni di legge prevedono per i contravventori sanzioni da 400 a 3000 euro, da aumentare fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo e da raddoppiare in caso di recidiva.




Noto, domani riapre il cimitero: obbligo di guanti e mascherine per accedere

Da domani, 5 maggio, riapre anche a Noto il cimitero comunale. Firmata questa mattina dal sindaco Corrado Bonfanti l’apposita ordinanza. L’accesso sarà consentito nel rispetto delle disposizione di legge e quindi imponendo il distanziamento sociale tra visitatori e vietando gli assembramenti. E’ obbligatorio l’utilizzo di guanti e mascherine. Il cimitero di Noto sarà aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 17, e la domenica dalle 7 alle 13.




Siracusa. Mascherine per i medici di famiglia, nuova donazione di imprenditori cinesi

Ancora una donazione di mascherine da parte di imprenditori cinesi che da anni vivono e lavorano a Siracusa. Ji Hai Yong e Lin Susu, marito e moglie, attivi nel settore della ristorazione, hanno donato 500 chirurgiche all’Ordine dei Medici di Siracusa. Verranno adesso distribuite ai medici di famiglia.
Nelle settimane scorse, grazie alla collaborazione con la famiglia rimasta in Cina, i due imprenditori avevano donato mascherine tecniche ffp3 ed altre 1.500 chirurgiche a forze dell’ordine e sanitari.




Siracusa. Riapre per gli alimentari la fiera del mercoledi, sabato il mercatino della Pizzuta

Riaprirà solo per la parte alimentare, già da mercoledì, il mercato del mercoledì (lato chiesa S. Metodio) .
Sabato, invece, ripartirà il mercatino del contadino che si svolge in piazza Ernesto Cosenza, alla Pizzuta.
La riapertura delle due aree mercatali, è stata disposta con un’ordinanza a firma del sindaco Francesco Italia.
La comunicazione arriva dall’assessore alle Attività produttive Cosimo Burti
che comunica, altresì, che permane la chiusura dei mercati della domenica che si tengono in piazza Santa Lucia e in Ortigia.
“L’amministrazione comunale – ha detto l’assessore Cosimo Burti – ha da sempre mostrato particolare attenzione per il settore mercatale dando sin dall’inizio un forte e concreto segnale di vicinanza, non interrompendo l’attività per il settore alimentare sui due mercati rionali di via Giarre e via De Benedictis e quello settimanale del contadino che si svolge tutti i venerdì in piazza Adda. Gli uffici – ha ancora detto l’assessore Burti – sono già a lavoro, per programmare sin da subito, i nuovi schemi di riapertura delle realtà non ancora riavviate, compreso il settore non alimentare che fino adesso è stato oggetto di maggiori restrizioni. Appena usciranno le nuove disposizioni del governo nazionale e regionale, l’assessorato alle Attività produttive sarà pronto a garantire la ripresa dei mercati nella loro interezza, garantendo sia agli operatori che agli utenti il rispetto delle prescrizioni a tutela della salute pubblica”.




Siracusa. Mascherine obbligatorio al chiuso, Italia: "All'aperto, senso di responsabilità"

Mascherine obbligatorie solo al chiuso. Il sindaco, Francesco Italia non emetterà, almeno per il momento, un’ordinanza che le renderà obbligatorie anche all’esterno. Il primo cittadino fa tuttavia leva sul senso di responsabilità di ognuno. “Il Dpcm parla chiaro- spiega il primo cittadino- Da oggi in tutti i luoghi al chiuso indossare le mascherine è obbligatorio. Chi non le indossa, non può accedere”. Nei prossimi giorni, entro la settimana, dalla Protezione Civile regionale arriveranno le mascherine da distribuire ai cittadini. Teoricamente si tratterebbe di una mascherina per ogni abitante, ma nel capoluogo l’amministrazione comunale ha compiuto una scelta differente. “Ne distribuiremo, piuttosto- spiega Italia- una certa quantità alle famiglie che non possono permettersele, anche perchè si tratta di mascherine chirurgiche, monouso. Non avrebbe molto senso darne una ciascuno”.




Siracusa. Servizi Informatici del Comune: lavoratori in agitazione, stop ai servizi

Stato di agitazione e astensione dal lavoro, con il blocco delle mansioni svolte per conto del Comune. I lavoratori della Top Network , la società che si occupa di informatizzazione per conto del Comune di Siracusa, annuncia questa decisione. Lo fa attraverso  Michele Maniglia, segretario provinciale Fismic Confsal. La nota del sindacato spiega che i lavoratori, che nei giorni scorsi avevano lanciato un grido d’allarme in tal senso, hanno appreso della richiesta, da parte del Comune alla società, di attivare la Cassa integrazione. “Avevamo chiesto un incontro con l’Amministrazione Comunale, sempre nel rispetto delle misure di sicurezza e delle prescrizioni dettate dal DPCM del presidente del Consiglio, ma apprendiamo-spiega   che questa Amministrazione ha chiesto alla Società Topo Network di utilizzare la cassa integrazione, con causale Covid-19, per il 50% del personale, tra l’altro senza la dovuta consultazione sindacale e nonostante il personale stia lavorando a pieno ritmo in smart working”. Un’operazione che per il sindacato potrebbe “rappresentare un cavallo di Troia per mettere in discussione l’occupazione complessiva”. La richiesta al Comune è quella di tornare sui propri passi e di impegnarsi formalmente, alla scadenza del 30 giugno, a continuare a garantire la totale occupazione dei 22 dipendenti a tutela del lavoro e del corretto funzionamento dei servizi comunali.
Nelle more di un riscontro, agitazione, dunque, e astensione dal lavoro, con il blocco di tutti i servizi affidati alla società.




Siracusa. Riaperta la pista ciclabile: evitare gli assembramenti

La Fase 2 è iniziata da qualche ora. Le auto sono tornate a girare per la città, una città che torna operativa, almeno per la parte consentita dal nuovo Dpcm e da quanto disposto dalla presidenza della Regione. Tornano consentite alcune attività sportive. L’attività motoria individuale può essere svolta, sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza, come più volte ribadito. La pista ciclabile, che era stata chiusa per evitare gli assembramenti che si venivano a creare, anche nel pieno del lockdown, torna, quindi fruibile. Dal sindaco, Francesco Italia, la raccomandazione di farne buon uso e di utilizzare il cervello. L’obiettivo resta quello di evitare che il virus continui a propagarsi. I numeri in provincia non sono, del resto, in diminuzione. Il dato aggiornato alle 17 di ieri parla di 115 contagiati nel territorio. Con l’esito dei tamponi che vengono effettuati a centinaia ogni giorno è verosimile che tale numero possa ancora salire. Sono i nuovi contagi quelli che, dunque, vanno evitati e molto dipende dal comportamento dei cittadini durante questa nuova fase di gestione dell’emergenza. Non un “libera tutti”- si è detto più volte. E’ il momento di dimostrare il proprio senso di responsabilità e la propria voglia di evitare che si debba compiere nuovamente un passo indietro, con conseguenze perfino più serie di quelle già viste.




Siracusa. Divieto di rientro per i siciliani, "Italia Viva" chiede scelte coraggiose

“Un novello Ponzio Pilato”. Non usa mezzi termini il co-coordinatore provinciale di Italia Viva, Tiziano Spada che in questo modo definisce il presidente della Regione, Nello Musumeci dopo la decisione di bloccare il rientro dei siciliani fuori sede, nell’ambito della gestione della pandemia legata al Covid-19. “Quella che si manifesta plasticamente è l’inadeguatezza di questo Governo regionale – continua Spada – che avrebbe potuto intervenire con scelte precise e coraggiose al fine di favorire il rientro dei nostri corregionali, come ad esempio effettuare tamponi e test sierologici a tutti”.
“In questo modo – prosegue Tiziano Spada – si sarebbe potuto salvaguardare sia il diritto alla tutela della salute pubblica sia il sacrosanto diritto da parte dei siciliani di rientrare presso la propria residenza, cosa peraltro chiaramente permessa dall’ultimo DPCM in vigore”.
“Siamo ancora in tempo per intervenire e far cessare questa palese ingiustizia – conclude il coordinatore provinciale di Italia Viva Siracusa – Musumeci si ravveda e autorizzi i rientri con tutte le necessarie procedure di sicurezza, ripristinando così lo Stato di Diritto e i valori costituzionalmente garantiti a tutti i cittadini”.




"Siracusa fuori dal Fondo per la Disabilità", protestano Vinciullo e Salerno

“Siracusa esclusa dalla distribuzione delle somme del Fondo regionale per la Disabilità e la non autosufficienza”. Vincenzo Vinciullo , che ne fu relatore e Vincenzo Salerno gridano allo scandalo. “In questi giorni- spiegano- la Regione ha distribuito 10.168.240,99 euro a 7 province siciliane ma non è stato previsto nemmeno un centesimo per la provincia di Siracusa.
Di seguito, le somme assegnate alle 7 province : Trapani €. 1.525.560,00,
Ragusa €. 576.840,00, Palermo €. 1.538.709,19, Messina €. 1.634.880,00; Catania €.2.861.640,00; Caltanissetta €.962.400,00; Agrigento €.1.068.240,00
I benefici di legge sono destinati ai disabili gravissimi, distinti fra disabili minori e disabili con reddito, in base all’ISEE socio-sanitario, insufficiente per le loro esigenze di vita. Vinciullo e Salerno parlano di  “ingiusta sperequazione fra i disabili siciliani”. Ai deputati regionali siracusani, l’invito a contestare l’azione intrapresa dalla Regione. “In un momento così drammatico -concludono Vinciullo e Salerno- i disabili gravissimi e le loro rispettive famiglie hanno bisogno, più che in passato, delle risorse che spettano loro, ma ormai in questa provincia nessuno parla, nessuno ascolta, nessuno vede”.




Le strategie dell'Asp di Siracusa, il direttore sanitario Madeddu: "Così contrastiamo l'epidemia"

I numeri ufficiali diffusi anche oggi dalla Regione pongono la provincia di Siracusa tra le ultime 5 per numero di positivi al coronavirus in Sicilia e tra le prime per guariti. Numeri incoraggianti, senza volere però con questo dato tacere delle criticità registrate nella prima fase di gestione dell’emergenza, specie all’Umberto I, con contagi in crescendo tra sanitari e pazienti. “Molto spesso sono derivati da comportamenti individuali”, spiega oggi il direttore sanitario dell’Asp di Siracusa, Anselmo Madeddu. “Avete notato che il più basso tasso di contagio al mondo è tra gli operatori delle malattie infettive, ovvero tra coloro che sono più preparati alla cultura dell’infection control?”.
Ma torniamo al dato della bassa incidenza provinciale. “E’ il frutto di precise strategie sanitarie. In una fase in cui le cure domiciliari non erano ancora partite, la nostra strategia è stata quella di anticipare i ricoveri e dunque le cure. E ciò è stato possibile grazie all’aumentata disponibilità di posti di malattie infettive derivanti dalla sana programmazione del Piano Covid. Questo ha determinato un aumento dei ricoveri e, quindi una diminuzione dei casi al domicilio, un aumento dei guariti e il crollo dei ricoveri in terapia intensiva, consentendoci di tenere la curva degli attualmente positivi molto più bassa rispetto alla media regionale. Ed oggi che sono partite le Usca, ci aspettiamo un ulteriore miglioramento”, rivendica con orgoglio Madeddu dopo aver inghiottito per settimane in silenzio le critiche che da ogni dove piovevano sul management dell’Asp di Siracusa.
Tra queste anche quella di aver puntato su tre centri covid in provincia anziché uno solo, aumentando così – potenzialmente – i possibili centri di contagio. “L’ospedale di Siracusa non poteva essere escluso dalla rete covid perché le linee guida ministeriali prevedono che la sede hub debba avere Rianimazione, Malattie Infettive e Pneumologia. E l’unico ospedale con queste caratteristiche è l’Umberto I. Inoltre il presidio non poteva essere dedicato solo ai covid, poiché possiede specialità di vitale importanza per l’intera provincia che non possono essere trasferite agevolmente altrove. Valga per tutti l’esempio della Emodinamica. Pertanto – spiega Madeddu -l’ospedale di Siracusa rientra nella tipologia di ospedale generale con aree interne dedicate ai covid, purchè ben distinte, prevista dal Ministero. Per farlo, nell’Umberto I sono state delimitate tre aree: la prima è il filtro della tenda di pre-triage, che funge da separatore dei percorsi all’ingresso, quindi c’è l’Area “Grigi, Tac e Rianimazione” e infine il Centro Covid del padiglione nord di Malattie Infettive. Padiglione che si è mostrato da subito la sede ideale, perché isolato e ben separato dal resto del’ospedale e, pur tuttavia, inglobato nello stesso in caso di emergenza. Motivo per cui è stato scartato il Rizza, troppo lontano dall’Umberto I in caso di necessità di rianimazione e troppo obsoleto. Dal padiglione nord sono state tolte Pediatria e Talassemia, e i posti di Malattie Infettive sono stati raddoppiati a 36 e dotati di impianto gas medicale per ventilare i critici. Il tutto in 13 giorni. Molto funzionale si presentava anche la scelta di allocare i grigi nei pressi della tac dedicata, per il necessario completamento diagnostico, mentre più delicata appariva la separazione tra area dei grigi e pronto soccorso, che presupponeva continue sanificazioni e massima attenzione nei percorsi. E’ per questo che il piano è stato completato col trasferimento del pronto soccorso al piano terra. Oggi dunque, e in particolare a partire dai primi di aprile, i percorsi sono del tutto separati. Ma per far tutto questo occorrevano i tempi necessari. In questo modo – aggiunge il direttore sanitario – i pazienti critici o a media complessità vengono trattati nell’hub di Siracusa, e quando sono in via di guarigione a Noto e Augusta, fino alle dimissioni, secondo un modello vincente sperimentato anche in altre aree d’Italia. Abbiamo invece lasciato fuori dalla rete gli altri due ospedali dell’Asp dotati di rianimazione (Lentini e Avola) per destinarli ai non covid, come da Linee Guida”.
Anselmo Madeddu si mostra contrariato quando si dice che a Siracusa ci si è mossi in ritardo. “Dai primi casi osservati nella nostra provincia ad oggi, tanto è stato fatto: il 2 marzo la prima direttiva su organizzazione e sanificazioni, il 7 marzo l’avvio dei pre-triage, il 10 marzo l’avvio dei lavori al padiglione nord, il 12 marzo rianimazione covid e tac dedicata, il 16 marzo la ristrutturazione dei primi 18 posti di malattie infettive, il 20 marzo l’avvio dei due covid center di Noto e Augusta, il 25 marzo l’attivazione di altri 18 posti al padiglione, l’indomani il completamento dell’impianto gas medicale e l’installazione di 12 ventilatori e monitor. Ed infine il 31 marzo il piano di trasferimento del pronto soccorso non covid al piano terra”. Venti giorni circa per rendere l’Umberto I capace di reggere meglio all’impatto del coronavirus. Eppure c’è voluto l’intervento di un gruppo di esperti inviati dalla Regione per “normalizzare” l’ospedale del capoluogo. “Voglio ringraziare i colleghi del Covid Team, professori Pomara, Cacopardo e Murabito, per l’apporto decisivo che hanno dato nell’ottimizzare e completare il lavoro”, commenta con diplomazia il direttore sanitario Anselmo Madeddu. Al di là di scambi di battute a distanza con altri esperti di casa nostra, i numeri – oggi – sembrano dargli ragione.