Da Noto ad Avola (e rientro) per far tosare i cani: scatta la sanzione

Le norme di contenimento sociale disposte e ancora attive per evitare la diffusione dei contagi da coronavirus non sempre vengono seguite alla lettera. E così, durante gli ordinari controlli quotidiani in tutta la provincia, capita di imbattersi in storie per certi versi sorprendenti.
Come quella delle due persone di Noto fermate e sanzionate da agenti di Polizia. Al momento del controllo, i due hanno detto di essersi spostati da Noto ad Avola, e relativo rientro, per far tosare i propri cani. Ma lo spostamento tra comuni è limitato ai soli casi giustificati da lavoro o necessità.
Un 18enne è stato invece sanzionato a Lentini. Sebbene fosse distante di ben 5 km dalla propria abitazione, ha raccontato ai poliziotti di essere uscito per fare la spesa. Ma il criterio da seguire è quello della prossimità alla propria abitazione quando il giovane, invece, è stato fermato dalla parte opposta della cittadina. Ed è il motivo per cui è stato multato.
Tempi duri anche per il crimine. Due catanesi di 48 e di 53 anni sono stati denunciati ad Augusta perchè sorpresi in possesso di oggetti atti ad offendere, di chiavi alterate e di grimaldelli. Sono stati anche sanzionati per aver violato le norme sul contenimento sanitario.




Nave "volante" all'orizzonte: nel mare siracusano il suggestivo effetto ottico

Un effetto ottico particolarmente suggestivo. Si è creato questa mattina all’orizzonte, nel mare Siracusa. Una nave che sembra volare, fluttuare nell’aria. L’illusione ottica ha un nome, si chiama Fata Morgana, come la maga arturiana, di cui si diceva che avesse un castello galleggiante in Sicilia. La spiegazione è legata alle temperature. Quando scende, gli oggetti all’orizzonte assumono un aspetto elevato, esattamente come i castelli delle fiabe.




Coronavirus, Siracusa e provincia: 98 contagiati, 57 ricoverati, 18 deceduti

Nel report quotidiano della Regione, sono oggi 98 gli attuali positivi in provincia di Siracusa. In flessione rispetto ad ieri, quando i positivi erano 103. I ricoverati sono 57, ben 81 i guariti ma diventano purtroppo 18 i decessi.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle altre province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 115 (15, 16, 10); Catania, 695 (99, 118, 73); Enna, 316 (165, 37, 25); Messina, 408 (120, 64, 43); Palermo, 354 (70, 46, 27); Ragusa, 60 (4, 6, 6); Trapani, 112 (5, 18, 5).
Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.




Ospedale di Siracusa: tampone per tutti i ricoveri, eccezione solo per urgenze

Uno dei primi atti del neo direttore dell’Umberto I, Rosario Di Lorenzo, è una circolare dedicata al tema dei tamponi da effettuare ai pazienti che necessitano di ricovero.
La circolare è indirizzata al direttore del Pronto Soccorso ed ai direttori delle Unità Operative ed in poche parole illustra il nuovo protocollo.
La priorità indicata è di eseguire i tamponi per quei pazienti che, passando dal Pronto Soccorso, necessitano del ricovero in uno dei reparti dell’ospedale o nelle cliniche convenzionate.
“L’attuale andamento epidemiologico – si legge nel documento – ed i recenti avvenimenti presso i presidi ospedalieri aziendali suggeriscono l’effettuazione del tampone rinofaringeo per Covid19 a tutti i pazienti che al termine del percorso di Pronto soccorso vengono avviati al ricovero presso le Unità operative aziendali ed extra aziendali (le quali recentemente non accettano pazienti che non sono stati sottoposti allo screening)”.
In caso di ricoveri urgenti, e quindi nei casi di vita e di morte, il tampone può essere rimandato ad un secondo momento. “L’esecuzione del tampone non potrà mai differire o impedire il ricovero di urgenze che saranno disposte dal Pronto Soccorso che, in stretta collaborazione con le Unità operative di destinazione, adotterà tutte le precauzioni dell’infection control”.




L'infermiere del video shock, Marco Salvo: "non volevo denigrare medici e colleghi"

Per l’opinione pubblica siracusana, lui è l’infermiere coraggioso che ha denunciato le condizioni di lavoro degli operatori sanitari in servizio al Pronto Soccorso nei primi giorni dell’epidemia. Per i media è semplicemente l’infermiere mascherato. Ma da alcuni giorni non è più tanto mascherato. E’ venuto allo scoperto, con nome e cognome: Marco Salvo. Vero infermiere del reparto di emergenza-urgenza dell’ospedale Umberto I.
Come se quel video shock fosse stato una sorta di presagio, ha contratto anche lui il coronavirus ed alterna oggi giornate buone ad altre più complicate. Il riserbo sul contenuto delle sue dichiarazioni rese per via telematica alla polizia giudiziaria in servizio alla Procura di Siracusa è massimo. La sua vicenda, come ricorderete, è diventata anche un caso su cui la magistratura è chiamata a far luce, anche dopo la denuncia dell’Asp che bollò quel video finito sui social come un falso.
Ma su alcuni passaggi Marco Salvo ha voglia di chiarire pubblicamente il suo pensiero. In particolare, sul linguaggio utilizzato in quel video, sopra le righe ed in alcuni passaggi ritenuto volgare. “Mi spiace che si continui a criticare il modo in cui mi sono espresso. Ora – ci racconta dal computer – sono io il primo a dire che alcune espressioni suonano come eccessive. Ma quel video non era destinato a diventare pubblico. Era uno sfogo privato, destinato ad una chat di amici. Se avessi voluto fare un filmato da rendere pubblico, non mi sarei mai espresso in quei termini coloriti. Non sono una persona maleducata ed ho grande rispetto per la classe medica. Miei grandi mentori sono stati proprio alcuni medici. Volevo trasmettere ai miei amici il profondo stress ed anche la paura di noi in prima linea e non sempre con le più adeguate indicazioni o protezioni. Non avrei mai denigrato la categoria infermieristica o quella medica con un linguaggio grezzo e scurrile. E questo ci tengo a precisarlo”.




L'inchiesta sulla morte di Calogero Rizzuto, la Procura si muove per omicidio colposo

C’è una ipotesi di reato nel fascicolo aperto dalla Procura di Siracusa sulla morte del direttore del parco archeologico, Calogero Rizzuto. Gli investigatori procedono per omicidio colposo ma, al momento, non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati.
Titolare del fascicolo è il procuratore capo di Siracusa, Sabrina Gambino. Con il pubblico ministero Carlo Enea Parodi stanno esaminando passaggi e documenti di quella dolorosa vicenda, da giorni al centro anche dell’attenzione dei media nazionali.
Sotto accusa le procedure adottate dalla sanità pubblica siracusana. Il primo a metterle nero su bianco è stato il deputato regionale ragusano Nello Dipasquale, fraterno amico di Rizzuto. In una articolata lettera-esposto ha indicato quelli che sarebbero stati i presunti ritardi negli esami e nel ricovero in ospedale di Rizzuto. La Procura dovrà anche chiarire il contestato punto del ricovero stesso, con posizioni contrastanti tra la famiglia dello sfortunato direttore ed i vertici dell’Asp di Siracusa.




Siracusa. Tamponi nei reparti dell'ospedale, nuove regole per il trasferimento in laboratorio

Cambia il protocollo per il trasferimento dei tamponi dall’Umberto I di Siracusa al laboratorio privato di Avola, accreditato dalla Regione. A fissare le nuove regole da seguire è il gruppo medico interno alla struttura sanitaria, creato dall’Asp come supporto al covid team regionale.
Nel documento inviato a primari e direttori dei reparti dell’ospedale di Siracusa si legge che “ad ogni coordinatore delle varie Unità Operative Complesse verranno consegnati dalla direzione del presidio i tamponi per le esigenze prioritarie della giornata”. Precedenza assoluta è data all’area covid dell’Umberto I che potrà contare su di una dotazione quotidiana di tamponi “più congrua”: circa 20.
Stabilite anche le procedure di etichettatura delle provette, con il tampone all’interno. Viene quindi ricordata la necessità di “attaccare etichetta con nome e cognome, reparto di provenienza” insieme agli orari di consegna del tampone.
“I tamponi consegnati entro le 9 – si legge nel documento – saranno processati in giornata con esito in serata al massimo nella mattinata successiva. I tamponi consegnati entro le 16 saranno processati il giorno seguente con esito entro 24 ore”.
I titolari del laboratorio privato dovranno comunicare all’ospedale di Siracusa i risultati solo attraverso la posta elettronica.




Siracusa. Il coronavirus "annulla" la festa di Santa Lucia delle quaglie

L’emergenza coronavirus “annulla” per quest’anno la festa del patrocinio di maggio. Le norme in vigore e le misure di distanziamento sociale rendono, purtroppo, impossibile il primo abbraccio pubblico e di piazza di devoti e fedeli siracusani alla patrona, Lucia. Ma la Deputazione della Cappella di Santa Lucia sta comunque lavorando ad un appuntamento “virtuale” per consentire ai siracusani di sentire “vicina” la Santa della luce, anche prima del 3 maggio, la domenica in cui il volo delle quaglie avrebbe dovuto salutare l’uscita del simulacro dalla Cattedrale. E non rimarrebbe comunque un momento isolato perché proprio per quella domenica si sta cercando di allestire un ulteriore incontro a distanza tra Santa Lucia ed i suoi concittadini.
“In questo tempo di emergenza sanitaria per il coronavirus abbiamo chiesto l’intercessione di Santa Lucia, martire siracusana, con un atto di affidamento”, ricordano dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia. “Stiamo definendo con le autorità competenti la possibilità di riammirare l’argenteo simulacro della nostra Patrona, seppur sempre non dal vivo, in occasione della prossima festa del Patrocinio”, la conferma. Ancora nessuna indescrizione su date e modalità ma tanto basta per riaccendere la speranza di fedeli e devoti.




Siracusa. Donna positiva in clinica privata, scatta la profilassi: tamponi per il personale

Sottoposto a tampone il personale di una clinica privata di Siracusa. Una misura disposta in via precauzionale dalla direzione sanitaria della struttura, dopo la notizia della positività al coronavirus di una anziana. La donna, sottoposta ad un intervento urgente secondo convenzioni attive tra l’Asp e la clinica, è stata poi trasferita in altra struttura fuori provincia, dove è emersa anche l’infezione da covid-19.
Gli infermieri, i medici e tutto il personale della clinica siracusana sono stati sottoposti nelle scorse ore a tampone. Una misura di prevenzione, disposta insieme ad un consigliato periodo di isolamento volontario in attesa dei risultati dei test effettuati.
Non si hanno comunque notizie di contagio tra altri pazienti o i parenti che hanno condiviso gli ambienti della clinica dove è stata anche la donna poi risultata positiva.

foto dal web




Siracusa. Muore in casa di riposo, l'esito del tampone arriva 10 giorni dopo: positivo

Solo dieci giorni dopo il decesso del loro congiunto, hanno saputo dell’esito del tampone a cui era stato sottoposto: positivo. E’ la storia di un anziano siracusano che, prima di essere trasferito in una casa di cura privata, era stato dimesso dal reparto di Geriatria dell’ospedale Umberto I di Siracusa. E’ il reparto chiuso nei giorni scorsi, con Medicina e Stroke unit, per sanificazione a causa di diversi contagi. La vicenda potrebbe finire adesso in Procura, sfociando in un nuovo esposto.
Secondo quanto si apprende, al manifestarsi dei primi sintomi, il pensionato è stato precauzionalmente ricoverato in una stanza isolata e con contatti limitati al solo personale della casa di cura, con i dovuti dispositivi di protezione individuale.
Sarebbe stato lo stesso gestore della struttura privata a chiedere all’Asp il tampone per l’anziano paziente, assistito nella richiesta dalla famiglia dell’uomo. La sintomatologia sarebbe stata tale da far subito pensare al covid-19. I risultati del test, però, avrebbero tardato ad arrivare. E nell’attesa, il pensionato si è aggravato fino a perdere la vita. Solo dopo 10 giorni la famiglia ha appreso della sua positività al coronavirus.